updated 9:44 AM UTC, Sep 16, 2021

"Facile da vedere, difficile da trovare": gli astronomi hanno scoperto dove cercare il nono pianeta del nostro sistema solare

Gli astronomi hanno mappato la probabile posizione del nono pianeta nel sistema solare. Il telescopio giapponese Subaru (da 8 metri), avrà il compito di cercarlo


Gli scienziati Michael Brown e Konstantin Batygin del Caltech hanno presentato una mappa che mostra la probabile orbita di un nono pianeta del sistema solare. I due scienziati americani hanno presentato una mappa che mostra la probabile orbita del nono pianeta - lo designano come P9 - e la sua possibile posizione attuale all'interno di quell'orbita e invitano tutti a cercarlo. Michael Brown e Konstantin Batygin, che lavorano presso il California Institute of Technology, hanno annunciato all'inizio del 2016 di avere prove dell'esistenza di un nono pianeta, nascosto da qualche parte nel sistema solare esterno. Ora hanno creato una mappa che mostra esattamente dove potrebbe essere. Un articolo su questo è pubblicato sull'Astronomical Journal, la sua prestampa è disponibile su arXiv.org .

Secondo gli astronomi, l'area rossa su questa mappa è la posizione più probabile per un ipotetico pianeta ancora da scoprire nel sistema solare. La linea nera ondulata, che ripete le curve della curva colorata, è la designazione dell'eclittica, nel cui piano si trovano il Sole e le orbite di tutti i pianeti conosciuti. In questo caso, l'area rossa indica la sezione più lontana dal Sole dell'orbita del nono pianeta: è lì che si muove più lentamente e quindi, trascorre la maggior parte del tempo.

Cinque pianeti osservabili ad occhio nudo (Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno) sono noti all'umanità fin dall'antichità. Il pianeta Urano fu scoperto da William Herschel nel 1781. Nettuno fu trovato nel 1846 da Johann Halle. Plutone è stato scoperto nel 1930 da Clyde Tombaugh, ma nel 2006 per decisione dell'Unione Astronomica Internazionale questo "sub-pianeta" è stato privato dello status planetario e "declassato" nel rango di pianeta nano. Un ruolo importante in questo è stato giocato dalla scoperta di Eris e di altri grandi plutoidi della fascia di Kuiper. Gli oggetti della fascia di Kuiper sono corpi ghiacciati rimasti dalla formazione del sistema solare, le cui orbite si trovano più lontano di Nettuno.

"L'uomo che ha ucciso Plutone" è considerato Michael Brown, poiché è stato dopo le sue scoperte e su sua iniziativa che Plutone è stato "retrocesso". Nel 2010, Brown ha persino scritto il libro How I Killed Pluto, e ora sta cercando un vero nono pianeta, che sia significativamente più grande di Plutone per dimensioni e massa.

 

Per la prima volta, l'idea dell'esistenza di un grande pianeta alla periferia del sistema solare e la possibilità di trovarlo analizzando le orbite dei plutoidi è stata visitata da Brown nel 2003, quando ha guidato un gruppo che ha trovato Sedna, un oggetto di dimensioni solo leggermente inferiori a Eris e Plutone. L'orbita insolita di Sedna lo rendeva il corpo più distante del sistema solare conosciuto in quel momento. Anche il punto della sua orbita più vicino al Sole si trovava a 76 unità astronomiche (1 AU è la distanza dalla Terra al Sole), oltre la fascia di Kuiper e ben oltre l'influenza della gravità di Nettuno. Si è suggerita una semplice spiegazione: c'è qualcosa di molto massiccio in quella regione che ha interessato l'orbita di Sedna. Tuttavia, con una piccola probabilità, Sedna potrebbe essere influenzata dalla gravità di qualche stella vicina nelle prime fasi della formazione del sistema solare.

Combinando Sedna e altri cinque ben noti oggetti distanti transnettuniani in un gruppo, Brown si rese conto che la somiglianza degli elementi kepleriani è preservata in tutti loro e l'influenza delle stelle esterne in questo caso può già essere esclusa: solo un pianeta costantemente presente può servire da spiegazione per tutte queste strane orbite. Tutti "guardano" approssimativamente nella stessa direzione, tutti sono raggruppati nello spazio. L'afelio del pianeta sconosciuto - il punto della sua orbita più lontano dal Sole - dovrebbe trovarsi praticamente dalla parte opposta del Sole all'ammasso di afeli e di oggetti da lui stesso sparsi.

Ma come è stata ottenuta la nuova carta? Gli scienziati hanno studiato i dati su tutti gli oggetti attualmente conosciuti, della fascia di Kuiper, le cui orbite si trovano nel raggio di un pianeta sconosciuto. Molti di questi oggetti hanno orbite molto allungate, che, secondo Brown e Batygin, sono interessate da un ipotetico pianeta distante e massiccio.

Ci sono voluti diversi passaggi per estrarre informazioni sull'orbita del nono pianeta. Il primo passo è stato prendere in considerazione l'effetto della gravità di Nettuno sugli oggetti nella fascia di Kuiper, quindi - determinare le aree e gli oggetti più importanti per i calcoli. Hanno dovuto creare il modello più plausibile, utilizzando una combinazione di modelli numerici e osservazioni di ogni oggetto nella fascia di Kuiper. Ciò ha permesso di ottenere parametri che indicano la posizione più probabile del nono pianeta.

Dai loro calcoli, effettuati sulla base dei risultati delle osservazioni di oggetti nella fascia di Kuiper, gli scienziati hanno ottenuto dati approssimativi sul nono pianeta ancora nascosto. La massa di questo pianeta, a loro avviso, dovrebbe essere di circa 6,2 masse della Terra, le dimensioni dell'orbita: perielio - il punto più vicino dell'orbita del pianeta al Sole - 300 UA, il semiasse maggiore - la distanza media dal Sole - 380 UA. L'inclinazione dell'orbita del nono pianeta (deviazione dal piano del sistema solare) è di circa 16°. Se l'inclinazione dell'orbita terrestre è considerata zero, il parametro corrispondente per l'orbita di Plutone sarà 17°.

La luminosità del nono pianeta dipende da dove si trova nella sua orbita in quel momento e dalle proprietà della sua superficie. Più un pianeta è vicino al Sole, più è luminoso e viceversa. La luminosità media del nono pianeta, secondo gli autori, è di 22 magnitudini. Per Plutone, questo parametro è circa 15, questo ex pianeta può essere visto solo attraverso un telescopio con un'apertura di almeno 25 cm.

Quando gli utenti di Twitter gli hanno chiesto perché non possiamo vedere il nono pianeta, Brown ha risposto: “È facile da vedere, ma difficile da trovare. È come mostrarti un granello di sabbia. Nessun problema a vederlo. Ora gettalo sulla spiaggia e prova a ritrovarlo. Ogni stella del cielo è come un granello di sabbia dietro il quale può nascondersi il nono pianeta".

La tua mascherina è in grado di rilevare il Covid?

In un nuovo e avveniristico studio, gli scienziati sono stati in grado di ricreare delle nano cellule che rilevano i microrganismi pericolosi e...


Secondo una ricerca pubblicata lunedì sulla rivista Nature Biotechnology, minuscoli sensori incorporati in tessuti indossabili come maschere e giacche, potrebbero fornire informazioni istantanee sull'esposizione a patogeni causa di malattie come il coronavirus.

Dei test altamente sensibili, fino ad ora sono stati limitati all'uso in laboratorio, dove sono stati realizzati dispositivi di protezione (DPI), intelligenti. "siamo arrivati oltre ciò che un FitBit o un Applewatch possono offrire", ha affermato il coautore dello studio Peter Nguyen, ricercatore presso il Wyss Institute dell'Università di Harvard. "Il funzionamento è simile a quello della nostra pelle, che percepisce automaticamente l'ambiente circostante con una sensibilità perfetta, senza bisogno di partecipare attivamente ai dettagli del processo che in quel momento è attivo nell'ambiente stesso", ha affermato.

Nel nuovo studio, gli scienziati sono stati in grado di ricreare le parti cellulari che rilevano i microrganismi pericolosi per la vita. Tali test sono stati precedentemente basati su cellule viventi, che secondo i ricercatori possono essere troppo fragili e talvolta pericolose in contesti non medici. Nel nuovo studio, i ricercatori hanno realizzato delle reazioni, utilizzando solo delle cellule sintetizzate, contenenti enzimi di cellule vive. Poiché non sono vivi, i sensori possono essere liofilizzati e conservati per mesi fino a quando non vi è la necessità di attivarli, semplicemente con l'uso di acqua.

Gli autori del rivoluzionario studio hanno dimostrato che questi sensori, che utilizzano la tecnologia di editing genetico CRISPR, potrebbero raggiungere il rilevamento di virus verificato in laboratorio, anche se inseriti in tessuti indossabili.

Nguyen ha affermato che i rilevatori indossabili potrebbero essere utili per "chiunque lavori in un ambiente in cui potrebbe essere esposto ad agenti patogeni o tossine".

I ricercatori hanno sviluppato un prototipo di maschera facciale per il rilevamento del virus Covid-19, una patch di sensori viene collegata una sacca posizionata sulla parte esterna della maschera che raccoglie le particelle del respiro dell'utente. Al termine dell'utilizzo (15 minuti), si perfora la piccola sacca e l'acqua fa passare il campione nei sensore per l'analisi. Una striscia a diversi colori sulla maschera mostrerà il risultato del test evidenziando se nell'ambiente è presente il pericoloso patogeno. 

Con la stessa tecnologia è stata realizzata anche una giacca da lavoro, dei fili in fibra ottica posti nel tessuto, trasportano informazioni provenienti da  minuscoli sensori, a un rilevatore in miniatura all'interno dell'indumento. A breve questa innovativa tecnologia potrà essere immessa sul mercato e indirizzata a settori particolarmente a rischio contaminazione. Ma Nguyen ha anche affermato che in un futuro non tanto lontano, gli indumenti potrebbero essere utilizzati anche da persone normali, soprattutto in caso di epidemie locali o per semplici test a casa.

In un altro studio pubblicato su Nature Biotechnology, gli scienziati della Northwestern University hanno sviluppato un piccolo pacemaker cardiaco flessibile che viene completamente assorbito dal corpo una volta che ha soddisfatto il suo utilizzo.

I cardiopatici con esigenze a breve termine, come quelli che si stanno riprendendo da un intervento chirurgico, hanno in genere necessità di pacemaker impiantati solo parzialmente che comunque devono essere alimentati tramite tubi e fili che penetrano nella pelle, aumentando i rischi di infezione o ferimento dovuti al movimento. "Inoltre, quando la stimolazione non è più necessaria", osserva lo studio, "la rimozione del dispositivo impiantato comporta il rischio di danneggiare il tessuto cardiaco".

Il nuovo dispositivo, che i ricercatori hanno testato su vari soggetti animali tra cui topi e cani, è realizzato completamente con materiali bio-riassorbibili e può essere programmato per essere assorbito nel corpo dopo un periodo di tempo specifico. Senza batterie viene alimentato tramite carica wireless.

 

Quando la tecnologia è a disposizione della vita...

 

FONTE: AFP

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Vaccini Pfizer e Moderna, "protezione dal Covid per anni": cosa significa questa scoperta

Lo studio di un team di scienziati Usa che incoraggia i medici. L'immunologo italiano Mario Clerici: "Non è detto che serviranno richiami ogni anno"


Vaccinazioni Pfizer e Moderna, ripartono prenotazioni - www.controradio.it

I vaccini anti Covid con prodotti scudo a mRna, come Pfizer e Moderna, sembrano in grado di indurre "una risposta persistente delle cellule B del centro germinativo, che consente la generazione di una robusta immunità umorale". E' quanto scrive un team di scienziati della Washington University School of Medicine di St Louis, negli Usa, in uno studio pubblicato su 'Nature' e accolto con entusiasmo dalla comunità scientifica. Tradotto in parole povere, il messaggio degli autori del lavoro è che la reazione suscitata da questi vaccini nell'organismo potrebbe proteggere per anni contro il coronavirus Sars-CoV-2, se questo patogeno con le sue varianti non si evolverà molto oltre la sua forma di oggi.

E quindi, come evidenziato anche da scienziati italiani, come l'immunologo Mario Clerici, "non è detto che serviranno richiami del vaccino Covid ogni anno". Gli autori dello studio, che è rimbalzato sulla stampa internazionale, hanno esaminato le risposte delle cellule B specifiche per l'antigene sia nel sangue periferico che nei linfonodi drenanti di 14 persone vaccinate con due dosi di Pfizer. Quello che hanno scoperto è che la risposta che si genera appare essere persistente. E' come se la vaccinazione ci dotasse di 'fabbriche' di plasmacellule e cellule B durature. La pubblicazione su 'Nature' di questo lavoro è una conferma alle aspettative che hanno coltivato diversi scienziati sulla base anche di altri dati emersi da precedenti studi.

Secondo quanto riporta il New York Times, una delle autrici, l'immunologa Ali Ellebedy, definisce quanto osservato nell'analisi appena pubblicata "un buon segno di quanto duratura sia l'immunità indotta da questi vaccini". "I dati" di questo studio, commenta all'Adnkronos Salute Clerici, che è docente dell'università degli Studi di Milano e direttore scientifico della Fondazione Don Gnocchi, "confermano che dal punto di vista immunologico non vi è nulla di peculiare riguardo a questo virus".

"L'aspettativa è che la risposta indotta dai vaccini possa durare molto a lungo", prosegue Clerici. L'esperto, proprio parlando delle evidenze che si stavano accumulando sulla memoria immunologica, aveva usato un esempio per rendere l'idea del meccanismo che potrebbe attivarsi nel nostro organismo: "E' come se noi avessimo un cannone che spara i suoi proiettili solo se c'è il virus. In sua assenza questo cannone se ne sta lì pronto e quando il virus si dovesse ripresentare avrebbe il macchinario per produrli".

Clerici cita anche un altro lavoro pubblicato, che ci dice come "la risposta immune indotta da vaccini per Sars-CoV-2 (nelle scimmie) protegga anche contro altri coronavirus".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Quando potremo togliere la mascherina all'aperto? Cosa dicono gli esperti

Tra buon senso, rischi attuali e tempistiche, gli studiosi esprimono la propria posizione sulla necessità di continuare a indossare la protezione del viso che ci accompagna ormai da un anno e mezzo. Intanto all'estero accelerano


Boom di gente domenica mattina in centro Con la mascherina si riappropria  della città - Cronaca, Bergamo

Mascherine all'aperto, fino a quando? Al centro del dibattito di questi giorni, con l'arrivo dell'estate, anche l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, alla luce del calo di contagi e decessi e con l'avanzare in Italia della zona bianca. In Francia, ad esempio, se tutto procede secondo i piani, il 30 giugno verrà revocato l'obbligo. E anche il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha aperto alla possibilità di un progressivo allentamento dell'obbligo di indossare la mascherina. Ma cosa pensano gli esperti e che tempi prevedono per il nostro Paese?

L'infettivologo Stefano Vella, docente di Salute globale all'università Cattolica di Roma ed ex presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, è netto: "La mascherina all'aperto va portata e per il momento sono contrario a togliere l'obbligo". "La mascherina va portata sempre dietro - dice Vella all'Adnkronos Salute - Poi se si è soli, immagino al mare o in un bosco, è chiaro che si può togliere. Ma se eliminiamo troppo presto l'obbligo, c'è il rischio che nessuno la indossi più. Vedo già oggi molti che non la portano".

"Io l'obbligo di mascherina non lo rimuoverei - dice anche il virologo Francesco Menichetti, primario di malattie infettive dell'ospedale di Pisa, commentando lo stop francese all'obbligo di mascherine all'aperto dal 30 giugno - Non sarei favorevole alla rimozione, poi decideranno le autorità". Togliere la mascherina "è possibile all'aperto tra vaccinati, tra chi ha il certificato verde ed è distanziato - spiega l'esperto - Questo è accettabile e logico. Potrei toglierla una volta che sono all'aperto al mare, però - avverte Menichetti - toglierle come abitudine io aspetterei". "L'abitudine della mascherina è qualcosa a cui non rinuncerei. Per me - dice il virologo - il momento in cui uno potrebbe rimuoverla è quando si riaprono le scuole in presenza, a settembre-ottobre, il che vuol dire che hai vinto la battaglia. La spada - conclude - la deponi quando la battaglia è definitivamente conclusa, non quando sei ancora in tenzone".

"Credo che entro fine mese si possa ragionare sullo stop all'obbligo della mascherina all'aperto. Sono ottimista, soprattutto in quelle Regioni in zona bianca dove i casi sono davvero pochi" afferma invece Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). "C'è un miglioramento epidemiologico evidente - sottolinea all'Adnkronos Salute - e siamo in una fase in cui abbiamo un abbattimento della mortalità dei nuovi casi".

Sulle mascherine Fabrizio Pregliasco, docente all'Università Statale di Milano, dice di aspettare "ancora un attimo per una valutazione. Vediamo fine luglio come obiettivo per toglierle all'aperto".

Invita alla cautela Maria Rita Gismondo. La Francia, salvo contrordini, da fine giugno dirà addio alle mascherine all'aperto. E noi? "Fino a qualche giorno fa sarei stata assolutamente favorevole. Ma visto che la variante Delta" di Sars-CoV-2, nota anche come variante indiana, "è arrivata anche in Italia, ancora per fortuna con numeri contenuti, direi di proseguire con la misura della mascherina in modo da essere maggiormente protetti", afferma la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, che spiega: "Ancora non sappiamo quale sarà l'evoluzione della diffusione di questa variante" nella Penisola.

"Non trovo utile mettersi a discutere sul 'sì o no' alla mascherina. Sappiamo che ci ha aiutato tanto. E i dati ci dicono che funziona. Fino a quando siamo messi così, prima di mollarla bisogna pensarci. Certo non la mettiamo mentre mangiamo al ristorante o quando andiamo a fare il bagno, ma meglio avercela a portata di mano e usarla quando serve e con giudizio", afferma all'Adnkronos Salute è Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano. Purtroppo, sottolinea, "la questione della mascherina sta diventando un feticcio politico per 'captatio benevolentiae'. La mascherina è uno strumento, è un device. Molto consigliabile, in ogni caso, alle persone più fragili che devono affrontare situazioni in cui ci siano più persone", conclude Galli.

"A luglio, se si conferma bassa circolazione virale nelle prossime settimane, togliere la mascherina all'aperto non pone problemi. Ovviamente in persone che non hanno sintomi", dice all'Adnkronos Salute Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Covid, il virologo italiano negli Usa: "Origine naturale o da laboratorio entrambe plausibili"

Parla Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, negli Stati Uniti. Secondo lui è un argomento "non solo alquanto spinoso dal punto di vista tecnico, ma anche prono ad essere contaminato da considerazioni di tipo politico" 


Un laboratorio de Londres paga £3.500 a voluntarios para infectarse de  coronavirus | El Ibérico

"Le due ipotesi, origine 'naturale' e virus 'di laboratorio'", per il coronavirus sono al momento "entrambe plausibili, e chiunque dica che una delle due è 'certa', oppure che è certamente sbagliata, fa un'affermazione non giustificata dalle attuali conoscenze". Lo precisa il virologo italiano Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, che in un lungo post su Facebook prova a fare chiarezza su un argomento che è "non solo alquanto spinoso dal punto di vista tecnico, ma anche prono ad essere contaminato da considerazioni di tipo politico".

"Per quanto mi riguarda - afferma l'esprto - io condivido parola per parola quanto scritto su 'Science' solo alcuni giorni fa da un gruppo di giganti della virologia, tra cui Pam Bjorkman, Ralph Baric, David Relman, Ruslan Medzhitov, Michael Worobey: 'Dobbiamo prendere sul serio sia l'ipotesi dell'origine naturale che quella dell'origine di laboratorio. Una indagine valida deve essere trasparente, oggettiva, basata sui dati, fatta da esperti di varie discipline, soggetta a revisione indipendente, e gestita in modo tale da limitare i conflitti di interesse. Agenzie di salute pubblica e laboratori di ricerca devono aprire i loro archivi al pubblico'".

Silvestri premette che spiegare gli elementi oggi a disposizione della scienza per sciogliere il dubbio sull'origine del patogeno pandemico "non è cosa facile, ma ci provo lo stesso, perché purtroppo su questo tema - sottolinea - c'è tanta confusione a causa di gente che parla e straparla senza capire niente di virologia".

"In particolare - scrive Silvestri su Fb - parlerò brevemente della 'misteriosa' sequenza di 12 nucleotidi presenti nel genoma di Sars-CoV-2 a cui ho accennato" in un'intervista televisiva andata in onda domenica 30 maggio durante la trasmissione 'Mezz'ora in più' su Rai3. "Mi riferisco al sito di clivaggio della furina (un enzima proteolitico) che è presente tra la subunità 1 (S1) e la subunità 2 (S2) della Spike (S) di Sars-CoV-2. Si tratta 4 residui amino-acidici, Prra (prolina-arginina-arginina-alanina), corrispondenti appunto a 12 nucleotidi (quindi 4 codoni, CCT-CGG-CGG-GCA), inseriti in una posizione strategica tra la serina 680 e l'arginina 681 della proteina Spike. Questo prendendo come referenza il virus del pipistrello Rhinolophus affinis RatG13, visto che si tratta del virus più vicino filogeneticamente a Sars-CoV-2".

"Secondo l'ipotesi dell'origine naturale' (il famoso salto di specie dal pipistrello all'uomo, con o senza un ospite intermedio) - dettaglia il virologo - questa sequenza di 12 nucleotidi potrebbe essersi inserita come risultato di una mutazione casuale (evento estremamente improbabile per una serie di motivi legati alla biologia della replicazione del Rna nei coronavirus che non posso approfondire in questa sede), oppure a seguito di un evento di ricombinazione che potrebbe essere avvenuto in un animale infettatosi contemporaneamente con due virus diversi (evento invece molto più probabile). Al contrario, secondo l'ipotesi del virus da laboratorio, la sequenza sarebbe stata inserita artificialmente come parte di un esperimento di manipolazione del genoma virale in vitro, fatto per studiare i meccanismi patogenetici dei coronavirus umani".

"Se ci si muove nell'ambito dell'ipotesi dell'origine naturale, la cosa curiosa che si nota a proposito del furin-cleavage site - evidenzia Silvestri - è che le 2 arginine (R-R) sono sintetizzate a partire da 2 codoni CGG-CGG che, come tali, non sono mai stati identificati (almeno per quanto io ne sappia al momento) in ogni altra coppia di arginine che facciano parte di un furin-cleavage site di altri coronavirus conosciuti con cui RaTG13 si sarebbe ricombinato per formare Sars-CoV-2. In altre parole, il virus che avrebbe fornito la sequenza nucleotidica specifica corrispondente al Prra non è al momento conosciuto. Da notare che è possibilissimo che un giorno questo virus venga identificato, perché di coronavirus in natura ce ne sono moltissimi, ma per ora questo virus non lo abbiamo scoperto".

"Se volete - prosegue lo scienziato - a questo punto sta ad ognuno di noi decidere, da buoni seguaci di Guglielmo di Occam, quale ipotesi sia più parsimoniosa. Quella dell'origine naturale postula la presenza di un virus in natura che abbia la sequenza di 12 nucleotidi del sito di clivaggio per la furina con i 2 codoni appaiati CGG-CGG, e richiede una spiegazione di come il virus sia partito dalla provincia di Yunnan, dove stanno i pipistrelli a migliaia di km da Wuhan, per far partire l'epidemia nel mercato del pesce di Huanan, che sta ad un tiro di schioppo dal Wuhan Institute of Virology (dove si studiano, appunto, i coronavirus umani). Tuttavia nemmeno l'ipotesi del virus da laboratorio è molto occamista, in quanto al momento non c'è assolutamente alcuna prova che dei ricercatori, a Wuhan o altrove, abbiano creato e inserito dentro RaTG13 la sequenza di 12 nucleotidi di cui sopra". Da qui la conclusione: al momento nessuna delle due ipotesi è certa, ma entrambe sono plausibili e vanno indagate.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Il Covid? Tra dieci anni sarà un normale raffreddore: parola degli scienziati americani

Il futuro del maledetto coronavirus delineato da un gruppo di studiosi Usa che hanno realizzato un modello matematico: il virus SARS-CoV-2 da pandemico diventerà endemico, riducendo progressivamente la sua aggressività fino a renderlo molto simile ad un comune malanno passeggero


Influenza & Co.: il raffreddore ha le ore contate - Starbene

Non solo la campagna vaccinale che sta progredendo di settimana in settimana garantendo protezione a milioni ci cittadini. Dalle continue ricerche sulla diffusione del Covid-19 arrivano ulteriori buone notizie. Numerosi esperti, infatti, ritengono che il coronavirus SARS-CoV-2 da pandemico (cioè diffuso globalmente) diventerà endemico (e quindi diffuso solo a livello locale), di conseguenza riducendo progressivamente la sua aggressività fino a renderlo molto simile ad un comune raffreddore entro i prossimi dieci anni.

Come riportato dal Corriere della Sera, questo (positivo) scenario è stato descritto da due differenti gruppi di scienziati: quelli dell'Università Columbia di New York (autori dell'articolo "Will SARS-CoV-2 become endemic?") e i colleghi dei Dipartimenti di Biologia delle università Emory e Statale della Pennsylvania (che hanno pubblicato lo studio "Immunological characteristics govern the transition of COVID-19 to endemicity”). Grazie alle diverse simulazioni effettuate, il destino del coronavirus SARS-CoV-2 sembra essere esattamente lo stesso di altri coronavirus umani circolanti, responsabili appunto del semplice raffreddore.

 

(Fonte: tgcom24)

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Transumanesimo contro Umanità: una riflessione sulla società che ci ritroviamo, tra progresso tecnologico-scientifico e passività della persona

In nome della dichiarata vocazione pluralistica e dell'amore per la libertà di pensiero e di espressione del Comizio, pubblichiamo il contenuto che segue come ricevuto dalla nostra redazione. Lo facciamo volentieri, pur mantenendo un assoluto rispetto per la realtà e per le evidenze scientifiche. Il momento drammatico che stiamo vivendo ci impone ad esempio di non mettere in discussione l'importanza della campagna vaccinale e di altri provvedimenti volti a combattere la pandemia, ma al tempo stesso non intendiamo precludere a nessuno la possibilità di far conoscere la propria opinione


Articolo di Carlo Zanni

Cosa si intende per transumanesimo? E' la direzione che stiamo prendendo?

Microchip, 5G, onde, frequenze, nanotecnologia, robot in grado di sostituire l'uomo nei suoi lavori e ormai anche nel pensare. Raccolta di dati su dati, per produrre statistiche su statistiche che possano andare a mirare sempre meglio i "bisogni" e i mercati in cui affondare la lama del business, ma tutto questo a che scopo?

Appena si vede un opportunità di guadagno si cerca di spremerla fino all'ultima goccia, senza valutare quell'opportunità in una minima visione d'insieme e soprattutto senza pensare alle conseguenze che quell'azione può causare alla natura o all'essere umano.

Il transumanesimo per definizione è un movimento culturale che afferma la modernità tecnologica e scientifica al fine di ottenere, a favore della specie umana, benefici fisici e fisiologici (miglioramento della salute e allungamento della vita ), mentali (potenziamento delle capacità intellettive) e sociali (migliore controllo e organizzazione). Questa definizione sembra apparentemente bella e innocua, anzi viene voglia di sposare questi concetti, ma ne siamo proprio sicuri? Forse dovremmo valutare meglio i rischi e cercare di capire e verificare quali sono i veri scopi di tutto questo.

Sappiamo che l'intenzione che sta alla base di un progetto, è l'anima del progetto stesso, per cui c'è da chiedersi se le intenzioni a monte dei politici che muovono le scelte governative sono pure e amorevoli o meno.. e permettetemi di dire che, visti i precedenti qualche piccolissimo dubbio forse dovremmo averlo!

Trasformare l'essere umano in una sorta di robot o Cyborg non è più cosi lontana come possibilità, per es. siamo a conoscenza di tecnologie militari in grado di indurre un pensiero e un azione a distanza e la cosa fa spavento!

Siamo sempre più scollegati dalla vita, dalla natura e da noi stessi a favore di Netflix & company in cui non viviamo più le nostre avventure, ma le viviamo attraverso i film e le serie tv.

I cookie e i pop up ci costruiscono una falsa percezione della realtà che viene indotta e limitata a vedere solo quello che ci interessa, credendo cosi che esistano solo certi argomenti o visioni delle cose.

Persino gli incontri amorosi o la ricerca di un possibile compagno ormai avvengono perlopiù sui social attraverso internet, su siti di incontri che si avvalgono di statistiche e numeri.

Come tutte le cose a mio avviso non è lo strumento di per sé a essere cattivo, ma l'utilizzo che ne facciamo,

Una cosa che ancora in pochi sanno è che esiste anche INTERNET la rete interiore! Una "rete" dove sviluppare i nostri sensi interni per relazionarci sempre più magicamente con la vita. Dare potere all' interno e non all'esterno è ciò che anche tutti i grandi Maestri delle varie vie spirituali ci hanno insegnato. Cerchiamo di non perdere di vista questo importante principio e rivolgere i nostri sforzi all'interno. Quello che impariamo e sviluppiamo resta in noi come capacità acquisita che ci portiamo ovunque saremo, anche dopo aver lasciato questo corpo fisico, mentre le cose materiali ed esterne rimarranno in questo mondo e se non avremo quindi imparato niente, dovremo ricominciare daccapo per l'ennesima volta!

Oltre a tutto ciò vorrei fare una riflessione sul tema attuale delle vaccinazioni. Queste terapie geniche sperimentali che ci rifilano come innocui e salvifici "vaccini" forse sono un azzardo che non sappiamo cosa possa generare soprattutto a lungo termine e forse questa "offerta" tanto generosa dello stato, va messa leggermente in discussione poiché diventare dei prodotti OGM non credo sia l'aspirazione dei più.

Quale idea, se generalmente accettata, porrebbe la minaccia più grave al benessere dell'umanità?" Questa la domanda posta dai redattori di "Foreign Policy" nel numero di settembre/ottobre a otto prominenti intellettuali, fra i quali Francis Fukuyama, professore di economia politica internazionale alla Johns Hopkins School of Advanced International Studies e membro del Consiglio del Presidente [USA] sulla Bioetica

La risposta di Fukuyama? Il transumanesimo, "uno strano movimento di liberazione" i cui "sostenitori mirano molto più in alto degli attivisti per i diritti umani, delle femministe, o dei sostenitori dei diritti dei gay". Questo movimento desidera "nientemeno che la liberazione della la razza umana dai propri vincoli biologici"

La natura ci ha posto dei limiti e degli strumenti biologici, che servono a mantenere determinati delicati equilibri e forse dovremmo valutare bene ogni singola forzatura di questi equilibri, lasciando invece fare alla saggezza della Natura e sviluppando le risposte dall'interno con le nostre capacità invece che affidarci sempre a strumenti esterni.

Forse ci stiamo dimenticando del CUORE e dello SPIRITO, le caratteristiche ci distinguono dalle macchine e da questa ostentata ricerca della perfezione, oltre che di sfuggire all'invecchiamento e alla morte(cosa invece fondamentale per l'evoluzione dell'anima).

L'AMORE non può essere ridotto a un logaritmo e forse, dovremmo smettere di voler controllare tutto, se non forse imparare a gestire meglio i nostri pensieri ed emozioni!

Non è tanto la lunghezza della nostra vita che importa, quanto piuttosto le lezioni che abbiamo imparato, quanto Amore abbiamo saputo donare e quanto abbiamo contribuito a rendere questo mondo più bello, migliore!

Vi riposto una frase molto bella, tratta dal film "La Leggenda del Pianista sull'Oceano": "Non sei fregato veramente, finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla"!

Avere una buona storia da raccontare dunque, è un grande tesoro, ma se non ne viviamo più, cosa avremo da raccontare ai nostri figli e alle generazioni future? Per cui vi invito a vivere davvero, attivamente e non solo passivamente davanti a uno schermo, ritrovando quel naturale, selvaggio spirito di avventura che tanto nutre il nostro essere e di cui abbiamo un disperato urgente bisogno!

Carlo Zanni

Riaperture, Salvini: "Da metà maggio stop al coprifuoco". E raccoglie le firme

Il leader leghista insiste sulla sua linea e dice: "Il coprifuoco non porta vantaggio, non c'è in Europa, non c'è a Madrid. Se la scienza dice bianco e giallo, perché devo restringere la libertà?"


Riapertura totale e stop al coprifuoco da metà maggio se i dati scientifici continueranno a essere positivi. Lo dice Matteo Salvini, ospite di Rtl 102.5, parlando del prossimo decreto in tema di riaperture. "Siamo d'accordo con Draghi, entro metà maggio ci sarà un aggiornamento in base ai dati scientifici, se continueranno a essere positivi, dal nostro punto di vista la riapertura deve essere totale, con azzeramento del coprifuoco", ha affermato il leader della Lega, ribadendo la posizione del partito contro il coprifuoco. "Se c'è qualcosa che non convince, come il coprifuoco, che non ha senso, ma è scelta politica, lo diciamo, in 24 ore quasi 60mila persone hanno firmato il nostro appello online".

Salvini ricorda che "il coprifuoco non porta vantaggio, non c'è in Europa, non c'è a Madrid". "Se la scienza dice bianco e giallo, perché devo restringere la libertà?", aggiunge il leader della Lega. "Gelmini ha detto fino alle 22 poi a casa, mentre altri dicono alle 22 in punto? Per me dipende dal buon senso, che fai alle 22.01 fai le retate? Il no al coprifuoco viene dal basso", ricorda Salvini.

Rispondendo a una domanda sulla mozione di sfiducia al ministro della Salute, Roberto Speranza, che mercoledì sarà in Senato, Salvini ha poi aggiunto: "Prima la leggo, fra oggi e domani, ma oggi si sceglie in Parlamento sui 200 miliardi". "Faccio quello che può andare a buon fine", spiega. "Penso che in Parlamento i numeri ci siano per un commissione d'inchiesta".

Infine, sull'ipotesi della "Lega fuori dal governo" ribadisce: "Ho tutta l'intenzione di stare dentro, per le nostre idee e le nostre battaglie, qualcuno ci vorrebbe fuori, come il Pd di Letta". "Basta che Letta non provochi continuamente, come sta facendo a partire dallo ius soli". "Letta - aggiunge Salvini - può firmare il nostro appello per fermare il coprifuoco".

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