updated 3:03 PM UTC, Jun 22, 2021

Quando potremo togliere la mascherina all'aperto? Cosa dicono gli esperti

Tra buon senso, rischi attuali e tempistiche, gli studiosi esprimono la propria posizione sulla necessità di continuare a indossare la protezione del viso che ci accompagna ormai da un anno e mezzo. Intanto all'estero accelerano


Boom di gente domenica mattina in centro Con la mascherina si riappropria  della città - Cronaca, Bergamo

Mascherine all'aperto, fino a quando? Al centro del dibattito di questi giorni, con l'arrivo dell'estate, anche l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, alla luce del calo di contagi e decessi e con l'avanzare in Italia della zona bianca. In Francia, ad esempio, se tutto procede secondo i piani, il 30 giugno verrà revocato l'obbligo. E anche il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha aperto alla possibilità di un progressivo allentamento dell'obbligo di indossare la mascherina. Ma cosa pensano gli esperti e che tempi prevedono per il nostro Paese?

L'infettivologo Stefano Vella, docente di Salute globale all'università Cattolica di Roma ed ex presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, è netto: "La mascherina all'aperto va portata e per il momento sono contrario a togliere l'obbligo". "La mascherina va portata sempre dietro - dice Vella all'Adnkronos Salute - Poi se si è soli, immagino al mare o in un bosco, è chiaro che si può togliere. Ma se eliminiamo troppo presto l'obbligo, c'è il rischio che nessuno la indossi più. Vedo già oggi molti che non la portano".

"Io l'obbligo di mascherina non lo rimuoverei - dice anche il virologo Francesco Menichetti, primario di malattie infettive dell'ospedale di Pisa, commentando lo stop francese all'obbligo di mascherine all'aperto dal 30 giugno - Non sarei favorevole alla rimozione, poi decideranno le autorità". Togliere la mascherina "è possibile all'aperto tra vaccinati, tra chi ha il certificato verde ed è distanziato - spiega l'esperto - Questo è accettabile e logico. Potrei toglierla una volta che sono all'aperto al mare, però - avverte Menichetti - toglierle come abitudine io aspetterei". "L'abitudine della mascherina è qualcosa a cui non rinuncerei. Per me - dice il virologo - il momento in cui uno potrebbe rimuoverla è quando si riaprono le scuole in presenza, a settembre-ottobre, il che vuol dire che hai vinto la battaglia. La spada - conclude - la deponi quando la battaglia è definitivamente conclusa, non quando sei ancora in tenzone".

"Credo che entro fine mese si possa ragionare sullo stop all'obbligo della mascherina all'aperto. Sono ottimista, soprattutto in quelle Regioni in zona bianca dove i casi sono davvero pochi" afferma invece Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). "C'è un miglioramento epidemiologico evidente - sottolinea all'Adnkronos Salute - e siamo in una fase in cui abbiamo un abbattimento della mortalità dei nuovi casi".

Sulle mascherine Fabrizio Pregliasco, docente all'Università Statale di Milano, dice di aspettare "ancora un attimo per una valutazione. Vediamo fine luglio come obiettivo per toglierle all'aperto".

Invita alla cautela Maria Rita Gismondo. La Francia, salvo contrordini, da fine giugno dirà addio alle mascherine all'aperto. E noi? "Fino a qualche giorno fa sarei stata assolutamente favorevole. Ma visto che la variante Delta" di Sars-CoV-2, nota anche come variante indiana, "è arrivata anche in Italia, ancora per fortuna con numeri contenuti, direi di proseguire con la misura della mascherina in modo da essere maggiormente protetti", afferma la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, che spiega: "Ancora non sappiamo quale sarà l'evoluzione della diffusione di questa variante" nella Penisola.

"Non trovo utile mettersi a discutere sul 'sì o no' alla mascherina. Sappiamo che ci ha aiutato tanto. E i dati ci dicono che funziona. Fino a quando siamo messi così, prima di mollarla bisogna pensarci. Certo non la mettiamo mentre mangiamo al ristorante o quando andiamo a fare il bagno, ma meglio avercela a portata di mano e usarla quando serve e con giudizio", afferma all'Adnkronos Salute è Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano. Purtroppo, sottolinea, "la questione della mascherina sta diventando un feticcio politico per 'captatio benevolentiae'. La mascherina è uno strumento, è un device. Molto consigliabile, in ogni caso, alle persone più fragili che devono affrontare situazioni in cui ci siano più persone", conclude Galli.

"A luglio, se si conferma bassa circolazione virale nelle prossime settimane, togliere la mascherina all'aperto non pone problemi. Ovviamente in persone che non hanno sintomi", dice all'Adnkronos Salute Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia.

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

Covid, il virologo italiano negli Usa: "Origine naturale o da laboratorio entrambe plausibili"

Parla Guido Silvestri, docente alla Emory University di Atlanta, negli Stati Uniti. Secondo lui è un argomento "non solo alquanto spinoso dal punto di vista tecnico, ma anche prono ad essere contaminato da considerazioni di tipo politico" 


Un laboratorio de Londres paga £3.500 a voluntarios para infectarse de  coronavirus | El Ibérico

"Le due ipotesi, origine 'naturale' e virus 'di laboratorio'", per il coronavirus sono al momento "entrambe plausibili, e chiunque dica che una delle due è 'certa', oppure che è certamente sbagliata, fa un'affermazione non giustificata dalle attuali conoscenze". Lo precisa il virologo italiano Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, che in un lungo post su Facebook prova a fare chiarezza su un argomento che è "non solo alquanto spinoso dal punto di vista tecnico, ma anche prono ad essere contaminato da considerazioni di tipo politico".

"Per quanto mi riguarda - afferma l'esprto - io condivido parola per parola quanto scritto su 'Science' solo alcuni giorni fa da un gruppo di giganti della virologia, tra cui Pam Bjorkman, Ralph Baric, David Relman, Ruslan Medzhitov, Michael Worobey: 'Dobbiamo prendere sul serio sia l'ipotesi dell'origine naturale che quella dell'origine di laboratorio. Una indagine valida deve essere trasparente, oggettiva, basata sui dati, fatta da esperti di varie discipline, soggetta a revisione indipendente, e gestita in modo tale da limitare i conflitti di interesse. Agenzie di salute pubblica e laboratori di ricerca devono aprire i loro archivi al pubblico'".

Silvestri premette che spiegare gli elementi oggi a disposizione della scienza per sciogliere il dubbio sull'origine del patogeno pandemico "non è cosa facile, ma ci provo lo stesso, perché purtroppo su questo tema - sottolinea - c'è tanta confusione a causa di gente che parla e straparla senza capire niente di virologia".

"In particolare - scrive Silvestri su Fb - parlerò brevemente della 'misteriosa' sequenza di 12 nucleotidi presenti nel genoma di Sars-CoV-2 a cui ho accennato" in un'intervista televisiva andata in onda domenica 30 maggio durante la trasmissione 'Mezz'ora in più' su Rai3. "Mi riferisco al sito di clivaggio della furina (un enzima proteolitico) che è presente tra la subunità 1 (S1) e la subunità 2 (S2) della Spike (S) di Sars-CoV-2. Si tratta 4 residui amino-acidici, Prra (prolina-arginina-arginina-alanina), corrispondenti appunto a 12 nucleotidi (quindi 4 codoni, CCT-CGG-CGG-GCA), inseriti in una posizione strategica tra la serina 680 e l'arginina 681 della proteina Spike. Questo prendendo come referenza il virus del pipistrello Rhinolophus affinis RatG13, visto che si tratta del virus più vicino filogeneticamente a Sars-CoV-2".

"Secondo l'ipotesi dell'origine naturale' (il famoso salto di specie dal pipistrello all'uomo, con o senza un ospite intermedio) - dettaglia il virologo - questa sequenza di 12 nucleotidi potrebbe essersi inserita come risultato di una mutazione casuale (evento estremamente improbabile per una serie di motivi legati alla biologia della replicazione del Rna nei coronavirus che non posso approfondire in questa sede), oppure a seguito di un evento di ricombinazione che potrebbe essere avvenuto in un animale infettatosi contemporaneamente con due virus diversi (evento invece molto più probabile). Al contrario, secondo l'ipotesi del virus da laboratorio, la sequenza sarebbe stata inserita artificialmente come parte di un esperimento di manipolazione del genoma virale in vitro, fatto per studiare i meccanismi patogenetici dei coronavirus umani".

"Se ci si muove nell'ambito dell'ipotesi dell'origine naturale, la cosa curiosa che si nota a proposito del furin-cleavage site - evidenzia Silvestri - è che le 2 arginine (R-R) sono sintetizzate a partire da 2 codoni CGG-CGG che, come tali, non sono mai stati identificati (almeno per quanto io ne sappia al momento) in ogni altra coppia di arginine che facciano parte di un furin-cleavage site di altri coronavirus conosciuti con cui RaTG13 si sarebbe ricombinato per formare Sars-CoV-2. In altre parole, il virus che avrebbe fornito la sequenza nucleotidica specifica corrispondente al Prra non è al momento conosciuto. Da notare che è possibilissimo che un giorno questo virus venga identificato, perché di coronavirus in natura ce ne sono moltissimi, ma per ora questo virus non lo abbiamo scoperto".

"Se volete - prosegue lo scienziato - a questo punto sta ad ognuno di noi decidere, da buoni seguaci di Guglielmo di Occam, quale ipotesi sia più parsimoniosa. Quella dell'origine naturale postula la presenza di un virus in natura che abbia la sequenza di 12 nucleotidi del sito di clivaggio per la furina con i 2 codoni appaiati CGG-CGG, e richiede una spiegazione di come il virus sia partito dalla provincia di Yunnan, dove stanno i pipistrelli a migliaia di km da Wuhan, per far partire l'epidemia nel mercato del pesce di Huanan, che sta ad un tiro di schioppo dal Wuhan Institute of Virology (dove si studiano, appunto, i coronavirus umani). Tuttavia nemmeno l'ipotesi del virus da laboratorio è molto occamista, in quanto al momento non c'è assolutamente alcuna prova che dei ricercatori, a Wuhan o altrove, abbiano creato e inserito dentro RaTG13 la sequenza di 12 nucleotidi di cui sopra". Da qui la conclusione: al momento nessuna delle due ipotesi è certa, ma entrambe sono plausibili e vanno indagate.

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

Il Covid? Tra dieci anni sarà un normale raffreddore: parola degli scienziati americani

Il futuro del maledetto coronavirus delineato da un gruppo di studiosi Usa che hanno realizzato un modello matematico: il virus SARS-CoV-2 da pandemico diventerà endemico, riducendo progressivamente la sua aggressività fino a renderlo molto simile ad un comune malanno passeggero


Influenza & Co.: il raffreddore ha le ore contate - Starbene

Non solo la campagna vaccinale che sta progredendo di settimana in settimana garantendo protezione a milioni ci cittadini. Dalle continue ricerche sulla diffusione del Covid-19 arrivano ulteriori buone notizie. Numerosi esperti, infatti, ritengono che il coronavirus SARS-CoV-2 da pandemico (cioè diffuso globalmente) diventerà endemico (e quindi diffuso solo a livello locale), di conseguenza riducendo progressivamente la sua aggressività fino a renderlo molto simile ad un comune raffreddore entro i prossimi dieci anni.

Come riportato dal Corriere della Sera, questo (positivo) scenario è stato descritto da due differenti gruppi di scienziati: quelli dell'Università Columbia di New York (autori dell'articolo "Will SARS-CoV-2 become endemic?") e i colleghi dei Dipartimenti di Biologia delle università Emory e Statale della Pennsylvania (che hanno pubblicato lo studio "Immunological characteristics govern the transition of COVID-19 to endemicity”). Grazie alle diverse simulazioni effettuate, il destino del coronavirus SARS-CoV-2 sembra essere esattamente lo stesso di altri coronavirus umani circolanti, responsabili appunto del semplice raffreddore.

 

(Fonte: tgcom24)

  • Pubblicato in Salute

Transumanesimo contro Umanità: una riflessione sulla società che ci ritroviamo, tra progresso tecnologico-scientifico e passività della persona

In nome della dichiarata vocazione pluralistica e dell'amore per la libertà di pensiero e di espressione del Comizio, pubblichiamo il contenuto che segue come ricevuto dalla nostra redazione. Lo facciamo volentieri, pur mantenendo un assoluto rispetto per la realtà e per le evidenze scientifiche. Il momento drammatico che stiamo vivendo ci impone ad esempio di non mettere in discussione l'importanza della campagna vaccinale e di altri provvedimenti volti a combattere la pandemia, ma al tempo stesso non intendiamo precludere a nessuno la possibilità di far conoscere la propria opinione


Articolo di Carlo Zanni

Cosa si intende per transumanesimo? E' la direzione che stiamo prendendo?

Microchip, 5G, onde, frequenze, nanotecnologia, robot in grado di sostituire l'uomo nei suoi lavori e ormai anche nel pensare. Raccolta di dati su dati, per produrre statistiche su statistiche che possano andare a mirare sempre meglio i "bisogni" e i mercati in cui affondare la lama del business, ma tutto questo a che scopo?

Appena si vede un opportunità di guadagno si cerca di spremerla fino all'ultima goccia, senza valutare quell'opportunità in una minima visione d'insieme e soprattutto senza pensare alle conseguenze che quell'azione può causare alla natura o all'essere umano.

Il transumanesimo per definizione è un movimento culturale che afferma la modernità tecnologica e scientifica al fine di ottenere, a favore della specie umana, benefici fisici e fisiologici (miglioramento della salute e allungamento della vita ), mentali (potenziamento delle capacità intellettive) e sociali (migliore controllo e organizzazione). Questa definizione sembra apparentemente bella e innocua, anzi viene voglia di sposare questi concetti, ma ne siamo proprio sicuri? Forse dovremmo valutare meglio i rischi e cercare di capire e verificare quali sono i veri scopi di tutto questo.

Sappiamo che l'intenzione che sta alla base di un progetto, è l'anima del progetto stesso, per cui c'è da chiedersi se le intenzioni a monte dei politici che muovono le scelte governative sono pure e amorevoli o meno.. e permettetemi di dire che, visti i precedenti qualche piccolissimo dubbio forse dovremmo averlo!

Trasformare l'essere umano in una sorta di robot o Cyborg non è più cosi lontana come possibilità, per es. siamo a conoscenza di tecnologie militari in grado di indurre un pensiero e un azione a distanza e la cosa fa spavento!

Siamo sempre più scollegati dalla vita, dalla natura e da noi stessi a favore di Netflix & company in cui non viviamo più le nostre avventure, ma le viviamo attraverso i film e le serie tv.

I cookie e i pop up ci costruiscono una falsa percezione della realtà che viene indotta e limitata a vedere solo quello che ci interessa, credendo cosi che esistano solo certi argomenti o visioni delle cose.

Persino gli incontri amorosi o la ricerca di un possibile compagno ormai avvengono perlopiù sui social attraverso internet, su siti di incontri che si avvalgono di statistiche e numeri.

Come tutte le cose a mio avviso non è lo strumento di per sé a essere cattivo, ma l'utilizzo che ne facciamo,

Una cosa che ancora in pochi sanno è che esiste anche INTERNET la rete interiore! Una "rete" dove sviluppare i nostri sensi interni per relazionarci sempre più magicamente con la vita. Dare potere all' interno e non all'esterno è ciò che anche tutti i grandi Maestri delle varie vie spirituali ci hanno insegnato. Cerchiamo di non perdere di vista questo importante principio e rivolgere i nostri sforzi all'interno. Quello che impariamo e sviluppiamo resta in noi come capacità acquisita che ci portiamo ovunque saremo, anche dopo aver lasciato questo corpo fisico, mentre le cose materiali ed esterne rimarranno in questo mondo e se non avremo quindi imparato niente, dovremo ricominciare daccapo per l'ennesima volta!

Oltre a tutto ciò vorrei fare una riflessione sul tema attuale delle vaccinazioni. Queste terapie geniche sperimentali che ci rifilano come innocui e salvifici "vaccini" forse sono un azzardo che non sappiamo cosa possa generare soprattutto a lungo termine e forse questa "offerta" tanto generosa dello stato, va messa leggermente in discussione poiché diventare dei prodotti OGM non credo sia l'aspirazione dei più.

Quale idea, se generalmente accettata, porrebbe la minaccia più grave al benessere dell'umanità?" Questa la domanda posta dai redattori di "Foreign Policy" nel numero di settembre/ottobre a otto prominenti intellettuali, fra i quali Francis Fukuyama, professore di economia politica internazionale alla Johns Hopkins School of Advanced International Studies e membro del Consiglio del Presidente [USA] sulla Bioetica

La risposta di Fukuyama? Il transumanesimo, "uno strano movimento di liberazione" i cui "sostenitori mirano molto più in alto degli attivisti per i diritti umani, delle femministe, o dei sostenitori dei diritti dei gay". Questo movimento desidera "nientemeno che la liberazione della la razza umana dai propri vincoli biologici"

La natura ci ha posto dei limiti e degli strumenti biologici, che servono a mantenere determinati delicati equilibri e forse dovremmo valutare bene ogni singola forzatura di questi equilibri, lasciando invece fare alla saggezza della Natura e sviluppando le risposte dall'interno con le nostre capacità invece che affidarci sempre a strumenti esterni.

Forse ci stiamo dimenticando del CUORE e dello SPIRITO, le caratteristiche ci distinguono dalle macchine e da questa ostentata ricerca della perfezione, oltre che di sfuggire all'invecchiamento e alla morte(cosa invece fondamentale per l'evoluzione dell'anima).

L'AMORE non può essere ridotto a un logaritmo e forse, dovremmo smettere di voler controllare tutto, se non forse imparare a gestire meglio i nostri pensieri ed emozioni!

Non è tanto la lunghezza della nostra vita che importa, quanto piuttosto le lezioni che abbiamo imparato, quanto Amore abbiamo saputo donare e quanto abbiamo contribuito a rendere questo mondo più bello, migliore!

Vi riposto una frase molto bella, tratta dal film "La Leggenda del Pianista sull'Oceano": "Non sei fregato veramente, finché hai da parte una buona storia e qualcuno a cui raccontarla"!

Avere una buona storia da raccontare dunque, è un grande tesoro, ma se non ne viviamo più, cosa avremo da raccontare ai nostri figli e alle generazioni future? Per cui vi invito a vivere davvero, attivamente e non solo passivamente davanti a uno schermo, ritrovando quel naturale, selvaggio spirito di avventura che tanto nutre il nostro essere e di cui abbiamo un disperato urgente bisogno!

Carlo Zanni

Riaperture, Salvini: "Da metà maggio stop al coprifuoco". E raccoglie le firme

Il leader leghista insiste sulla sua linea e dice: "Il coprifuoco non porta vantaggio, non c'è in Europa, non c'è a Madrid. Se la scienza dice bianco e giallo, perché devo restringere la libertà?"


Riapertura totale e stop al coprifuoco da metà maggio se i dati scientifici continueranno a essere positivi. Lo dice Matteo Salvini, ospite di Rtl 102.5, parlando del prossimo decreto in tema di riaperture. "Siamo d'accordo con Draghi, entro metà maggio ci sarà un aggiornamento in base ai dati scientifici, se continueranno a essere positivi, dal nostro punto di vista la riapertura deve essere totale, con azzeramento del coprifuoco", ha affermato il leader della Lega, ribadendo la posizione del partito contro il coprifuoco. "Se c'è qualcosa che non convince, come il coprifuoco, che non ha senso, ma è scelta politica, lo diciamo, in 24 ore quasi 60mila persone hanno firmato il nostro appello online".

Salvini ricorda che "il coprifuoco non porta vantaggio, non c'è in Europa, non c'è a Madrid". "Se la scienza dice bianco e giallo, perché devo restringere la libertà?", aggiunge il leader della Lega. "Gelmini ha detto fino alle 22 poi a casa, mentre altri dicono alle 22 in punto? Per me dipende dal buon senso, che fai alle 22.01 fai le retate? Il no al coprifuoco viene dal basso", ricorda Salvini.

Rispondendo a una domanda sulla mozione di sfiducia al ministro della Salute, Roberto Speranza, che mercoledì sarà in Senato, Salvini ha poi aggiunto: "Prima la leggo, fra oggi e domani, ma oggi si sceglie in Parlamento sui 200 miliardi". "Faccio quello che può andare a buon fine", spiega. "Penso che in Parlamento i numeri ci siano per un commissione d'inchiesta".

Infine, sull'ipotesi della "Lega fuori dal governo" ribadisce: "Ho tutta l'intenzione di stare dentro, per le nostre idee e le nostre battaglie, qualcuno ci vorrebbe fuori, come il Pd di Letta". "Basta che Letta non provochi continuamente, come sta facendo a partire dallo ius soli". "Letta - aggiunge Salvini - può firmare il nostro appello per fermare il coprifuoco".

Vaccino Johnson&Johnson sospeso negli Usa. Rinviata la spedizione in Europa. Cosa cambia per noi

Lo stop in America dopo dopo 6 casi di trombosi in donne tra 18 e 48 anni su circa 6,8 milioni di dosi. Attese le valutazioni dell'Agenzia italiana del farmaco. Speranza prende tempo


Corona-Impfstoff aus den USA: Johnson & Johnson hat Lieferprobleme

Vaccino Johnson & Johnson sospeso negli Stati Uniti per casi di trombosi. L'Italia ha accolto le prime 184mila dosi del farmaco monodose, che dovrebbe garantire l'accelerazione della campagna di vaccinazione. Ora, il semaforo rosso scattato in America dopo 6 casi di trombosi su circa 6,8 milioni di dosi rischia di avere conseguenze anche da questo lato dell'Oceano Atlantico.

SPERANZA

Con il vaccino AstraZeneca raccomandato per gli over 60, l'Italia conta sul vaccino Johnson & Johnson per avvicinarsi e arrivare all'obiettivo di mezzo milione di dosi al giorno. Ora, fatalmente, i piani rischiano di cambiare. "Abbiamo fatto una riunione con i nostri scienziati e chiaramente con l'Agenzia italiana del farmaco, siamo in collegamento con l’agenzia europea Ema e e valuteremo nei prossimi giorni, appena Ema e gli americani ci daranno notizie più definitive, quale sarà la strada migliore. Ma penso che anche questo vaccino dovrà essere utilizzato perché è un vaccino importante", ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel suo intervento a Porta Porta. Il ministro della Salute ha quindi ribadito come "la scelta statunitense è una scelta precauzionale" e la "scelta di Johnson & Johnson di non immettere immediatamente in commercio il vaccino in Europa è anch'essa una scelta di natura precauzionale. Il nostro auspicio - ha sostenuto Speranza - è di poter al più presto sciogliere questi nodi e usare anche questo vaccino che sarebbe il quarto, e che a noi serve particolarmente".

AIFA

"Valuteremo se dare il vaccino" di Johnson & Johnson "contro Covid-19 agli over 60, e lo faremo non appena si potrà riprendere la campagna vaccinale" con questo vaccino, "nel giro di 2-3 giorni, forse anche meno. Se poi si potrà aprire alla somministrazione dal medico di famiglia, in farmacia o nei punti di libero accesso che aumenteranno, lo vedremo", ha detto a 'Porta a Porta' il direttore generale dell'Agenzia italiana del farmaco, Nicola Magrini, ipotizzando una soluzione 'stile AstraZeneca'.

"Guardiamo a quello che decideranno gli organismi americani - spiega - dopo la segnalazione di sei casi su 7 milioni vaccinati, un rischio di 1 per milione, rarissimo. Anche in questo caso si tratta di donne giovani, tra 18 e 48 anni, potrebbe essere un meccanismo simile a quello del vaccino AstraZeneca". Basta un caso per milione per bloccare un farmaco? "No - risponde Magrini - sono fiducioso che individuando le categorie a maggior rischio di ammalarsi di Covid grave, i benefici" della vaccinazione "sono assolutamente non confrontabili con questi rischi molto rari".

STATI UNITI

Le autorità federali sanitarie americane hanno raccomandato una "pausa precauzionale" dell'uso del vaccino dopo che si sono registrati 6 casi di coaguli nel sangue a due settimane dal vaccino. Si tratta in tutti i casi di donne tra i 18 ed i 48 anni. Una donna è morta ed un'altra è ricoverata in gravi condizioni in Nebraska. "I Centers for Disease Control e la Food and Drug Administration stanno esaminando i dati relativi 6 casi di rare trombosi che hanno riguardato donne di età compresa tra 18 e 48 anni. I sintomi sono emersi tra 6 e 13 giorni dopo la somministrazione del vaccino", ha detto Peter Marks, direttore del Center for Biologics Evaluation and Research della Fda. "Questa è una raccomandazione, non è un’imposizione. Se un ente che somministra il vaccino ha un colloquio con un paziente e determina che il rapporto rischio-beneficio è appropriato, non impediremo all’ente di somministrare il vaccino. Stiamo raccomandando una pausa per un eccesso di precauzione, ma su base individuale i provider e i pazienti possono decidere".

UNIONE EUROPEA

Abbiamo preso la decisione di ritardare la distribuzione del nostro vaccino Covid 19 in Europa", la scelta "proattiva" annunciata dal gruppo farmaceutico Usa. Sono 170 milioni le dosi del vaccino attese nell'Unione europea entro la fine di settembre, secondo quanto annunciato nei giorni scorsi dal commissari Ue all'Industria, Thierry Breton. Con la sospensione delle consegne decisa dall'azienda Usa, non è chiaro al momento come questo impatterà sulla campagna vaccinale in Europa. Secondo le previsioni, l'azienda avrebbe dovuto consegnare almeno 50 milioni di dosi all'Europa entro la fine di giugno, e altre 120 milioni di dosi tra luglio e settembre. Queste consegne fanno parte del contratto da 200 milioni di dosi stipulato tra l'azienda Usa e la Commissione europea ad ottobre dello scorso anno. In base all'accordo, gli stati membri potranno acquistare ulteriori 200 milioni di dosi del vaccino J&J.

EMA

L'agenzia europea del farmaco Ema sta "indagando sui casi" di trombosi rare segnalate dopo la vaccinazione anti-Covid "per decidere se sia necessaria un'azione" dal punto di vista "regolatorio". E' quanto ha dichiarato l'agenzia Ue in uno statement rimbalzato sulla stampa internazionale, dopo la decisione Usa di mettere in pausa le somministrazioni del vaccino anti-Covid Johnson & Johnson. L'Ema ha avviato la revisione sui segnali di sicurezza riguardanti questo prodotto scudo, come annunciato nei giorni scorsi facendo il punto su quanto emerso dalla riunione del Comitato di farmacovigilanza Prac dell'Agenzia, e ha precisato che al momento "non è chiaro se c'è un link causale fra il vaccino e i coaguli" osservati.

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

L'annuncio della Nasa: "A metà aprile il primo volo su Marte del drone-elicottero Ingenuity"

Il velivolo, il primo progettato per volare su un altro pianeta, decollerà portando con sé un pezzo di tessuto originale del primo aeroplano dei fratelli Wright del 1903


E' previsto per metà aprile il primo volo su Marte del drone elicottero Ingenuity della missione Perseverance della Nasa: il tentativo verrà fatto non prima di giovedì 8. Lo annuncia la Nasa in una conferenza stampa.

Il velivolo, il primo progettato per volare su un altro pianeta, decollerà portando con sé un pezzo di tessuto originale del primo aeroplano dei fratelli Wright del 1903. Dopo aver raggiunto una quota di tre metri dal suolo marziano, Ingenuity volerà per circa 30 secondi e atterrerà di nuovo. Il test avverrà in una zona pianeggiante e libera di ostacoli che si trova vicina al rover.

Ingenuity, che si trova ancora nel 'grembo' del rover Perseverance, è già stato liberato del suo scudo protettivo domenica scorsa, e nelle ultime ore ha ricevuto da Terra tutte le istruzioni necessarie al suo primo volo. Serviranno all'incirca due giorni per spostare il rover verso il sito prescelto per il tentativo.

Quando sarà il momento, cominceranno le operazioni per il distacco e il dispiegamento del drone: ci vorranno circa quattro ore per farlo posare con le sue 'zampe' sul suolo marziano. A quel punto il rover Perseverance si sposterà delicatamente per lasciargli spazio e riprendere da lontano la scena del decollo, mentre Ingenuity si ricaricherà di energia solare e affronterà gli ultimi test in vista del decollo.

 

(Fonte Ansa)

Covid, si può essere immuni per natura? Gli scienziati studiano i casi

Le ipotesi degli studiosi sui casi delle persone che non si infettano anche se a contatto ravvicinato e duraturo con un positivo. E l'infettivologo Luzzati spiega: "L'immunità non è data solo dagli anticorpi, esiste anche l'immunità cosiddetta cellulare"


Studio: l'immunità di gregge Covid-19 non esiste - ExpoitalyOnline

Il marito è positivo al coronavirus, la moglie però non si contagia nonostante vivano sotto lo stesso tetto e per giorni la donna si sia presa cura di lui. Di casi come quelli riportati dal Messaggero - che ha per protagonisti Alessandro e Valeria, una coppia di ternani residenti a Milano - ne sono stati segnalati svariati in tutto il mondo, tanto da spingere oltre 250 laboratori in tutto il mondo, coordinati dalla Rockfeller University di New York ad indagare.

"Quando c'è una pandemia i fattori in gioco sono il patogeno, l'ospite e l'ambiente, ossia il contesto in cui si sviluppa l'infezione - spiega al quotidiano romano Giuseppe Novelli, genetista del policlinico Tor Vergata di Roma e presidente della Fondazione Giovanni Lorenzini di Milano - Noi ci siamo concentrati sulla seconda. Studiamo il dna delle persone, facciamo correlazione statistica in base all'età e al sesso".

"Ci siamo prima concentrati sui malati gravi - spiega ancora Novelli - e abbiamo scoperto che esiste un 10-12% di casi che hanno una caratteristica genetica particolare, non riescono cioè a produrre interferone che è la prima molecola di difesa". Partendo da queste evidenze lo studio si è spostato anche sulle altre differenze genetiche dei soggetti resistenti al virus, quelli che non si ammalano né si infettano per natura.

"L'immunità non è data solo dagli anticorpi - spiega al Messaggero Roberto Luzzati, professore di malattie infettive dell'Università di Trieste - esiste anche l'immunità cosiddetta cellulare". In questo caso è indispensabile studiare i linfociti. "Noi abbiamo la cosiddetta immunità cellulo-mediata nella quale - continua Luzzati - entra in gioco il sistema immunitario cellulare che poi è quello che mantiene la memoria nel tempo, molto più a lungo degli anticorpi che possono anche scomparire".

 

 

(Fonte: tgcom24)

  • Pubblicato in Salute
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS