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updated 11:08 AM UTC, Jan 22, 2021

Sanità lombarda, stanziati 203 milioni per il 2017. Maroni: "Sono risorse regionali, malgrado i tagli del governo". Gallera: "Continuiamo a investire per modernizzare e potenziare i nostri servizi"

E' stata presentata oggi durante la conferenza stampa, che si tenuta simbolicamente all'ospedale Niguarda di Milano, la delibera con cui è stata stanziata la prima parte degli vestimenti nel campo sanitario che in tre anni raggiungeranno l'importo complessivo di 500 milioni. Ai microfoni de ilComizio.it il governatore e l'assessore al Welfare - (VIDEO)


"Con la delibera assunta oggi abbiamo destinato 203 milioni di euro a investimenti nella sanità solo per l'anno 2017, una prima parte dell'importo complessivo di 500 milioni in tre anni". Lo ha annunciato il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni nel corso della conferenza stampa al termine della seduta di Giunta, che si è riunita all'ospedale Niguarda di Milano, "luogo simbolico", ha chiosato Maroni. "Sono soldi della Regione Lombardia - ha precisato il presidente, - recuperati nonostante i tagli del Governo".

L'immagine può contenere: 4 persone, persone sedute e spazio al chiuso

SANITA';INVESTIMENTI, GALLERA: NEL 2017 ASSEGNATI OLTRE 200 MILIONI DI RISORSE REGIONALI A ASST E IRCCS

"Regione Lombardia continua a investire in campo sanitario e lo fa con oltre 200 milioni di euro di risorse proprie destinate, nel solo 2017, all'ammodernamento delle infrastrutture, all'attuazione della riforma sanitaria, al potenziamento delle apparecchiature tecnologiche e dei sistemi informativi. Ad essere finanziate tutte le Asst e Fondazioni Irccs per un totale di 215 interventi".

Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera durante la presentazione alla stampa della delibera approvata dalla Giunta sul programma regionale di investimenti sanitari 2017-2019.

INVESTIMENTI - "Le risorse stanziate oggi - ha spiegato Gallera - rientrano nell'ambito del più ampio e pluriennale piano regionale di investimenti in materia di infrastrutture e apparecchiature sanitarie ad alta tecnologia del valore di 500 milioni di euro dove si colloca uno specifico programma straordinario in tema di edilizia e tecnologie sanitarie. Di questi 500 milioni, 190 fanno capo al VII atto integrativo sottoscritto con il Ministero della Salute e il Ministero dell'Economia, 16 milioni riguardano il piano di prevenzione incendi sottoscritto con il Ministero della Salute e 300 milioni arrivano dal bilancio regionale per il triennio 2017-2019".

EDILIZIA SANITARIA - "Per quanto riguarda l'edilizia sanitaria - ha sottolineato l'assessore - sono previsti 32 interventi di ammodernamento con un investimento complessivo pari a 53 milioni. Questo permetterà di adeguare le nostre strutture sanitarie incrementando i livelli di sicurezza antincendio e di sicurezza sismica ma di rinnovare contestualmente i reparti interessati. È il caso dell'ampliamento del pronto soccorso di Magenta (Milano), la conclusione dei lavori di adeguamento dell'ospedale di Asola (Mantova), la ristrutturazione delle sale operatorie e del reparto di polichirurgia dell'ospedale di Saronno (Varese)e il rafforzamento del presidio di Cantù (Como), solo per fare alcuni esempi. Queste risorse sono finalizzate anche all'attuazione di progetti che miglioreranno l'accoglienza del paziente in coerenza con la legge 23 di riforma del sistema sociosanitario lombardo che prevede il passaggio 'dalla cura al prendersi cura'".

ATTUAZIONE RIFORMA - "Circa 80 milioni di euro - ha spiegato ancora Gallera - sono destinati all'attuazione della legge 23 attraverso la realizzazione di progetti con vocazione territoriale e la costruzione di una rete di servizi su tutto il territorio regionale con l'incremento delle reti di patologia e la rete dell'emergenza urgenza. Obiettivo è rafforzare la capillarità sul territorio della rete di cura e assistenza e infatti abbiamo destinato le risorse alla realizzazione di 8 Pot (Presidi ospedalieri territoriali) e 7 Presst (Presidio sociosanitario territoriale). Accanto a questi, potenziamo la rete di emergenza urgenza intervenendo su 5 pronto soccorso (Lodi, Seriate, Desio, San Paolo, Merate) e prevedendo una nuova elisuperficie al Policlinico San Matteo di Pavia. Verrà inoltre avviata la fase operativa per la realizzazione di due presidi ospedalieri con caratteristiche di alta innovazione tecnologica (Busto-Gallarate e Santi Paolo-Carlo). L'Asst Nord Milano verrà invece dotata di una sede idonea alla gestione operativa dei presidi afferenti".

SISTEMI INFORMATIVI - "Sempre in attuazione della legge 23 - ha sottolineato ancora Gallera - e ai fini di una presa in carico globale del paziente, verrà implementata la rete dei sistemi informativi aziendali, avviati i centri servizi e implementata la telemedicina".

PARCO TECNOLOGICO - "Per il potenziamento delle apparecchiature tecnologiche - ha concluso l'assessore - sono stati investiti 55 milioni di euro che verranno destinati all'acquisizione di 69 nuove apparecchiature di cui 53 ad alta tecnologia come acceleratori lineari, Tac, risonanze magnetiche, Pet. Si tratta di grandi apparecchiature giunte a fine vita o di cui si prevede l'esigenza di sostituzione nel prossimo biennio, e che consentiranno di effettuare diagnosi più accurate, minimizzare gli effetti delle cure sui pazienti, ridurre il rischio diagnostico, incidere positivamente sulle liste di attesa".

OGGI PASSO DECISIVO PER MODELLO UNICO CHE MIGLIORERÀ VITA A PAZIENTI CRONICI - "Attraverso il riordino della rete di offerta e la definizione delle modalità di presa in carico dei pazienti cronici e fragili compiamo il passo decisivo per l'attuazione della legge di evoluzione del sistema socio sanitario regionale, un modello unico in Italia che migliorerà la qualità della vita ai cittadini lombardi garantendo nel contempo una maggiore appropriatezza delle cure e quindi della spesa", ha detto l'assessore Gallera.

IL GESTORE - "Nel provvedimento - ha spiegato l'assessore -, che attua quanto previsto dal 'Piano nazionale della cronicità', siamo andati a definire nello specifico il ruolo del 'Gestore' ovvero di chi sarà titolare della presa in carico dei pazienti cronici e o fragili e garantirà il coordinamento e l'integrazione tra i differenti livelli di cura ed i vari attori. Possono essere gestori, le strutture sanitare e sociosanitarie accreditate e a contratto con il Ssl(Sistema sanitario lombardo), le cooperative di medici di Medicina generale, il MMG singolo come co-gestore di una struttura accreditata e a contratto".

COSA FA - "Il gestore - ha sottolineato il titolare regionale della Sanità -, che nell'intento di valorizzare la prossimità territoriale non potrà superare la quota massima di 200.000 pazienti presi in carico contemporaneamente, sottoscrive il patto di cura con il paziente e redige il Pai (Piano assistenziale individuale); prende in carico proattivamente il paziente, anche attraverso la prenotazione delle prestazioni;
eroga le prestazioni previste dal Pai, direttamente o tramite partner di rete accreditati; monitora l'aderenza del paziente al percorso programmato".

FUNZIONI - "Per consentire l'attuazione del Pai - ha proseguito - esistono alcune funzioni di assistenza dal quale il gestore non può prescindere e che deve garantire. Le funzioni sono ricomprese in due macro ambiti: organizzativo e tecnologico. Per quanto riguarda quello organizzativo deve essere dotato di figure professionali inquadrate tra personale infermieristico, assistenti sociali e personale amministrativo; sul fronte tecnologico, invece, deve garantire un accesso rapido e facilitato del paziente a tutte le prestazioni programmate ed effettuate; infine, deve permettere la condivisione di tutte le informazioni relative al percorso di cura tra i diversi utenti, quali erogatore, medici di medicina generale, medici specialisti, Rsa, centri diurni, eccetera".

MMG - "Come più volte ribadito - ha proseguito - Regione ha sempre sottolineato l'importanza di attribuire un ruolo cardine al medico di Medicina generale, all'interno della riforma. Per questo motivo sarà lui a scegliere come aderire al nuovo sistema: in qualità di gestore, organizzandosi in forme associative, sotto forma di co-gestore, collaborando con i soggetti gestori, (in questo caso redige il Pai e sottoscrive insieme al gestore il 'Patto di cura'). Nel caso non intenda partecipare alla presa in carico, potrà, in ogni caso, ricevere il Pai dal gestore scelto dal suo paziente, sul quale è chiamato a esprimere il proprio parere".

SET DI RIFERIMENTO E TARIFFA - "Affinché chi si candida a diventare gestore possa avere contezza del servizio e prestazioni che dovrà garantire - ha aggiunto l'assessore - abbiamo introdotto lo strumento 'set di riferimento'. Si tratta dell'insieme delle attività correlate alla patologia cronica che contribuiscono a individuare la tariffa. Sulla base di questo 'set' le tariffe di presa in carico, all'anno, saranno: pari a 35 euro per i pazienti mono patologici (livello verde); pari a 40 euro per i pluri patologici (2/3 patologie - livello giallo;
pari a 45 euro per i pazienti con più di 4 patologie (livello rosso)".

ATS VALUTA IDONEITÀ - "L'idoneità dei gestori - ha rimarcato - viene valutata, dall'Ats territorialmente competente, sulla base della modalità di erogazione delle attività di presa in carico; sulla completezza della filiera erogativa per i livelli e le aree di patologia o set di riferimento per cui si candida; sulla copertura dell'area territoriale e sul coinvolgimento del MMG
(medico di Medicina generale) e dei Pls (Pediatra di libera scelta)".

I Cinque Stelle e i vaccini, Grillo replica al New York Times: "Tutte balle contro di noi". Ma sul web ricordano che...

Nell'editoriale intitolato "Populismo, politica e morbillo" il quotidiano statunitense aveva messo nel mirino il M5S, sostenendo che la sua campagna No vax abbia provocato la diffusione della malattia infettiva. La risposta sul blog rigetta le accuse e parla di "fake news", ma in rete molti hanno riproposto numerose prese di posizione da parte dei grillini. L'intervista al capogruppo pentastellato alla Camera, Roberto Fico - (VIDEO)


"Il M5s non ha mai fatto campagne contro i vaccini e non c'è nessuna piattaforma no vax", lo scrive oggi il Movimento dopo le accuse del New York Times a Beppe Grillo. Eppure sul web questa affermazione viene smentita. Dal noto virologo e paladino dei vaccini, professor Roberto Burioni, fino al segretario del Pd, Matteo Renzi, sui social è caccia aperta alle vecchie affermazioni di esponenti del M5s quando affermavano che i vaccini facevano male.

Lo spettacolo di Grillo - A fare il giro del web è soprattutto uno spezzone di un vecchio spettacolo di Beppe Grillo Apocalisse Morbida (1998). Il comico, non ancora leader del movimento politico, sosteneva quanto fosse inutile vaccinarsi. E che anzi fosse un favore alle grandi case farmaceutiche.

Un disegno di legge contro i vaccini - Per non parlare della proposta di legge sul diniego dell'uso di vaccini proposto dal Movimento 5 stelle il 12 febbraio 2014 e ancora presente negli archivi della Camera dei deputati. In questo caso, si legge, "recenti studi hanno messo in luce collegamenti tra vaccinazioni e alcune malattie specifiche quali la leucemia, intossicazioni, infiammazioni, immunodepressioni, mutazioni genetiche trasmissibili, malattie tumorali, autismo e allergie".

I commenti dei vari esponenti - Ma non vanno sicuramente dimenticati alcune frasi dette da diversi esponenti del M5S e raccolte da "Il Foglio"

"Un bambino su 150 soffre di autismo. Venti anni fa solo uno su 2.000. Gli scienziati attribuiscono la crescita all’inquinamento ambientale, alimentare e da vaccini e farmaci".

Beppe Grillo, 8 aprile 2007

"Dei vaccini bisognerebbe discutere con estrema prudenza. Non sono un esperto né di sanità, né di vaccini ma vedo e leggo molte voci che richiamano alla prudenza sull'utilizzo di questi strumenti medicali per prevenire determinate malattie. Ci sono degli studi che sembrerebbe che evidenzino dei problemi in seguito a determinati vaccini che potrebbero sorgere nei bimbi e come genitore vorrei fare una scelta consapevole sul discorso della vaccinazione".

Giacomo Giannarelli, già candidato governatore della Toscana per il M5S, in un’intervista a Fanpage.it, 21 maggio 2015

"C’è una sentenza che sostiene che il vaccino può causare l’autismo. La gente non si vaccina più perché non crede più alle case farmaceutiche e al Ministero della Salute. Oggi qualche cosa dicono (queste istituzioni) ti fai quattro domande: ‘Perché lo stanno dicendo? Forse c’è un interesse dietro a quello? Le case farmaceutiche devono vendere qualche cosa? Si sono trovati un vaccino che non sanno cosa farci e ce lo vogliono somministrare?’"

Paola Taverna, senatrice M5S a Piazza Pulita, La7, 22 ottobre 2015

"Il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sta varando un nuovo Piano di Vaccinazione Nazionale che sembra non tener assolutamente conto di tutte queste valutazioni perché, ad esempio, non rimuove l’obbligatorietà e mira a incrementare la copertura vaccinale anche dove non è assolutamente giustificata. Una vaccinazione di massa obbligatoria è un regalo alle multinazionali farmaceutiche ed è quanto di più lontano ci possa essere da un approccio appropriato. L’appropriatezza in medicina vuol dire ‘fare esattamente ciò che serve’, evitando di fare ciò che è superfluo. Tra vaccinare tutti e non vaccinare nessuno, c'è una via di mezzo molto più appropriata, e cioè vaccinare di meno e vaccinare meglio!"

dal blog M5S Europa, 27 ottobre 2015.

(Fonte: tgcom24)

 
 
 
 

"Spazio disabilità", anche nel turismo la Lombardia vuole essere accessibile a tutti. Parla l'assessore Parolini

Presentato oggi un importante servizio informativo della Regione dedicato alle persone disabili, alle loro famiglie, ma anche agli operatori e ai volontari, a tutte le associazioni e le organizzazioni pubbliche e private che operano nel settore. Il responsabile dello Sviluppo economico della giunta Maroni spiega ai microfoni de ilComizio.it che il progetto comprende l'assistenza e l'aiuto concreto a quanti, avendo particolari problemi o necessità, visiteranno il territorio lombardo e utilizzeranno le sue strutture ricettive - (VIDEO)

"Spazio Disabilità", l'esempio lombardo di aiuto concreto. Parla l'assessore Gallera

Un importante servizio informativo della Regione Lombardia dedicato alle persone con disabilità, alle loro famiglie, ma anche agli operatori e ai volontari, a tutte le associazioni e le organizzazioni pubbliche e private che operano nel settore. Il progetto presentato oggi dal responsabile del Welfare della giunta Maroni, Giulio Gallera insieme ai colleghi allo Sviluppo Economico, Mauro Parolini, e al Reddito di Autonomia e Inclusione sociale, Francesca Brianza - (VIDEO)


"SpazioDisabilità: InformAzioniAccessibili" è un progetto promosso da Regione Lombardia, Direzione Generale Famiglia, Solidarietà Sociale, Volontariato e Pari Opportunità, pianificato e realizzato con le principali reti associative delle persone con disabilità attive nel territorio della nostra Regione.

"Una iniziativa - si spiega - che, promuovendo servizi ed opportunità molto concrete in favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie, ha l'ambizione di essere un polo di integrazione e di moltiplicazione delle tante energie e risorse presenti tanto nelle persone quanto nelle istituzioni politiche e sociali, interessate a offrire il loro contributo per "promuovere, proteggere e garantire il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro intrinseca dignità" (art. 1, Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità).


L'ASSESSORE GALLERA - "Sono molto lieto che un progetto che avevo avviato quando avevo la delega al Reddito di Autonomia, abbia completato il suo percorso e sia diventato uno strumento prezioso che migliora la qualita' della vita delle persone affette da disabilita'. Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera intervenendo con i colleghi Francesca Brianza (Reddito di autonomia e Inclusione sociale) e
Mauro Parolini (Sviluppo economico) alla conferenza stampa di presentazione del progetto 'Spazio Disabilita' 2017-2019', questa mattina, a Palazzo Lombardia.

ASSOCIAZIONI CONOSCONO VERI BISOGNI E RISPOSTE - "Un progetto - ha sottolineato l'assessore - realizzato con il grande contributo delle associazioni dei pazienti disabili che ben conoscono quali sono i bisogni veri e di conseguenza le risposte da mettere in campo per soddisfarli".

RIFORMA - "Oggi in qualita' di assessore al Welfare - ha spiegato Gallera - ancora maggiormente capisco e apprezzo le potenzialita' di questa iniziativa. Occuparsi della fragilita', della cronicita' e' una delle grandi sfide che Regione Lombardia ha messo in campo in molti settori e in particolare con la legge di riforma del sistema socio sanitario. Il cambio di paradigma da essa introdotto, che impone il passaggio 'dalla cura' al 'prendersi cura', ci sta portando, infatti, a rendere piu' efficace l'azione di accompagnamento anche delle persone con disabilita'".

PRESST - "Sono molteplici - ha proseguito - le interazioni che potranno svilupparsi tra 'Spazio disabilita'' e il nostro sistema sanitario regionale. Penso per esempio ai Presi'di socio sanitari territoriali (Presst) al cui interno non solo potranno essere sistemati i totem di 'Lombardia Facile', ma che potrebbero anche ospitare rappresentanti delle associazioni che gia' oggi svolgono un servizio di informazione per i loro assistiti, che in questo modo potrebbero raggiungere un maggior numero di persone, quindi con un'interazione ancora piu' efficace".

Malattie Rare, Gallera: Ampliata e aggiornata la rete regionale lombarda che garantisce cure mirate

 In regione Lombardia ci sono 59.000 cittadini colpiti da malattie rare, è un obbligo di tutte le amministrazioni occuparsi del problema per non lasciarli soli


Così l'assessore lombardo Giulio Gallera commentando la delibera, approvata, su sua proposta, dalla Giunta regionale, che prevede l'aggiornamento della Rete regionale per le Malattie Rarein merito alle nuove manovre che la regione Lombardia ha messo in pratica per aiutare i cittadini colpiti da patalogie rare: - "Grazie all'aggiornamento della Rete regionale per le Malattie Rare, approvato dalla Giunta, un nuovo Presidio, l'ospedale Montichiari di Brescia, andra' adaggiungersi ai 45 gia' appartenenti al sistema che consente ai medici di avere un riferimento qualificato cui indirizzare i pazienti e ai pazienti la garanzia di essere curati in un contesto che assicura la continuita' di assistenza e l'appropriatezza dei trattamenti". 
NATA NEL 2001 (Rete regionale per le malattie rare) - "In Lombardia - ha spiegato l'assessore - sono 59.000 i cittadini affetti da patologie rare. Nel 2001, con l'obiettivo di promuovere azioni di prevenzione, di sorveglianza, informazione e formazione, e di migliorare gli interventi volti alla diagnosi e alla terapia, e' stata istituita la Rete regionale per le Malattie rare che, oltre ai 46 Presidi sanitari, e' composta di un Centro di Coordinamento con sede a Ranica (in provincia di Bergamo), presso il Centro di Ricerche Cliniche per le Malattie Rare Aldo e Cele Dacco' dell'IRCCS - Istituto di Ricerche Farmacologiche 'Mario Negri'".
COINVOLTE ASSOCIAZIONI E FEDERAZIONI PAZIENTI - "Imprescindibile e di fondamentale importanza per la condivisione delle strategie comuni da adottare - ha aggiunto - il ruolo svolto dalle 33 associazioni e dalle due federazioni dei pazienti FIMR (Federazione Italiana Malattie Rare- UNIAMO) e FLMR (Federazione Lombarda Malattie Rare), che Regione ha coinvolto, e oggi rilancia ulteriormente, nelle attivita' di coordinamento operativo, realizzate dai competenti uffici della D.G. Welfare, con il supporto dei referenti di ciascun presidio della rete regionale delle malattie rare, di ciascuna ATS, e del Centro di coordinamento regionale".
109 PDTA - "Insieme a 632 specialisti e ai referenti delle ATS regionali - ha proseguito - negli ultimi anni, infatti, anche loro hanno contribuito all'elaborazione di 109 Percorsi Diagnostico Terapeutici e Assistenziali (PDTA)che consentono di gestire in modo condiviso e standardizzato l'80% dei malati rari". 
REQUISITI PRESIDI - I Presidi che costituiscono la Rete sono individuati tra quelli in possesso di documentata esperienza in attivita' diagnostica e terapeutica specifica per le malattie o per i gruppi di malattie rare, di idonea dotazione di strutture di supporto e di servizi complementari e di servizi per l'emergenza e per la diagnostica biochimica e genetico-molecolare. A livello regionale le candidature sono
state valutate valorizzando, inoltre, la casistica trattata, la competenza multidisciplinare, l'assistenza nelle diverse fasce d'eta', la consulenza alle famiglie ed ai professionisti sanitari, la ricerca e la produzione scientifica sull'argomento, la collaborazione con gli altri Presidi della Rete, la necessita' di assicurare una omogenea copertura territoriale. 
FONTE (Lnews)

Salute e lavoro, per le donne arriva il "congedo mestruale"

Tre giorni al mese di riposo senza riduzione di stipendio durante il ciclo per ci soffre di dismenorrea. Lo prevede la proposta di legge presentata alla Camera lo scorso 27 aprile e attualmente all'esame della Commissione competente. L'esempio di Giappone, Sud Corea e Taiwan e la scelta di una nota multinazionale delle scarpe


Tre giorni al mese di riposo durante il ciclo mestruale. È quanto prevede la proposta di legge presentata alla Camera lo scorso 27 aprile e attualmente all'esame della Commissione lavoro che mira all'istituzione del "congedo per le donne che soffrono di dismenorrea". "In Italia i dati sulla dismenorrea sono allarmanti", si legge nel testo di legge, "dal 60% al 90% delle donne soffrono durante il ciclo mestruale e questo causa tassi dal 13% al 51% di assenteismo a scuola e dal 5% al 15% di assenteismo nel lavoro".

Da qui la proposta, firmata dalle deputate Pd Romina Mura, Daniela Sbrollini, Maria Iacono e Simonetta Rubinato, che introduce il diritto per la donna lavoratrice che soffre di mestruazioni dolorose di astenersi dal lavoro per un massimo di tre giorni al mese senza riduzione dello stipendio. Alle donne che soffrono di dismenorrea infatti, spiega l'unico articolo della pdl, è dovuta un'indennità pari al 100 per cento della retribuzione giornaliera.

Il cosiddetto 'congedo mestruale'inoltre, si legge sulla proposta di legge, "non può essere equiparato alle altre cause di impossibilità della prestazione lavorativa e la relativa indennità che spetta alla donna lavoratrice non può essere computata economicamente, né a fini retributivi né contributivi, all'indennità per malattia". L'emendamento specifica anche che la donna che intende usufruire del congedo dovrà presentare al datore di lavoro una certificazione medica specialistica da rinnovare entro il 31 dicembre di ogni anno.

In Italia il dibattito sul tema si è riacceso dopo che la Coexist, un'azienda di Bristol, ha deciso di inserire nel codice di condotta l'esenzione dal lavoro per le impiegate con il ciclo mestruale. Esistono però alcuni precedenti: in Giappone sin dal 1947 alcune aziende hanno adottato il 'seirikyuuka', cioè il congedo, mentre un anno dopo è stato introdotto in Indonesia. La Nike invece ha inserito il congedo mestruale nel 2007 mentre, più recentemente, la pratica è stata adottata anche in Sud Corea (nel 2001) e a Taiwan (nel 2013). (Fonte: Adnkronos)

 

Salute, quanto è importante l'aiuto degli animali per i bambini in cura. Michela Vittoria Brambilla: "Il Servizio Sanitario Nazionale sostenga la pet therapy"

Presentati i risultati del monitoraggio sul programma della Casa pediatrica dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Due terzi dei piccoli pazienti accompagnati da un cane terapeuta hanno sopportato meglio dolore e stress durante il prelievo di sangue. Le interviste de ilComizio.it - (VIDEO)


Gli animali fanno bene ai piccoli pazienti. Lo si sapeva avendo ascoltato tante testimonianze in proposito. Ora un studio puntuale lo conferma, fornendo numeri molto interessanti. Emerge così che durante il prelievo di sangue il 64% dei bambini hanno potuto interagire con un cane hanno mostrato una maggiore "consolabilità" e una ridotta percezione del dolore. Assai confortanti anche gli indici fisiologici (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, ossigenazione del sangue). Sono i primi risultati del monitoraggio avviato lo scorso anno sul programma di pet therapy della Casa pediatrica dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Alla presentazione del rapporto hanno partecipato, oggi, la deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente e presidente della commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, il professor Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica e Mario Colombo, presidente di Frida's Friends, tutti e tre intervistati da ilComizio.it.

Lo studio ancora in corso, effettuato in occasione di prelievi di sangue, ha lo scopo di valutare gli effetti della presenza del cane in un momento di potenziale stress per il bambino. La parte qualitativa consiste nell'osservazione da parte dell'operatore-psicologo, che lo invita ad accarezzare il cane, annota quando il bambino smette di piangere e gli propone, prima, durante e dopo l’operazione, di scegliere fra tre "faccine": triste, indifferente, allegro. La parte quantitativa prevede la rilevazione di alcuni indici fisiologici nel corso del prelievo. Le prime osservazioni confermano che attivare un progetto di pet therapy nella Casa pediatrica è stata una buona idea. Quasi due terzi dei bambini "accompagnati" dal cane-terapeuta hanno sopportato meglio il dolore rispetto al campione di controllo, con risultati non dissimili nei due gruppi da 0 a 2 anni e da 3 a 7 anni.

"Il risultato – spiega il Prof. Bernardo – è confortante non solo dal punto di vista del benessere dei bambini, è confermato anche da dati tecnico scientifici, rilevazione di scale del dolore, battito e frequenza cardiaca, saturazione del sangue, compliance nell'esecuzione del prelievo o altro esame che può provocare dolore. E' come pensavamo: la vicinanza continuativa agli animali vivi ha un valore terapeutico per i bambini e le loro famiglie. Quella che poteva sembrare solo una bella favola è realtà. Il cane è davvero il miglior amico dell’uomo".

"Sono passati quasi quindici anni – ricorda l'on. Brambilla – da quando un decreto del presidente del Consiglio, allora Silvio Berlusconi, ha ufficialmente riconosciuto il valore terapeutico della pet therapy. Nel frattempo sono stati compiuti molti passi avanti, basti citare l’approvazione di un documento del comitato di bioetica, l’attivazione di un centro di referenza nazionale e il recente rapporto su Attività e terapie assistite con animali e la relativa proposta di linee guida. Tuttavia per definire figure professionali, standard e procedure occorre una legge nazionale che ancora non c'è e che chiedo al Parlamento di discutere. Il mio contributo è una proposta di legge, già depositata, che mira a superare lo spontaneismo, magari generoso ma pericoloso, e a tutelare adeguatamente pazienti, operatori e gli animali stessi. La pet therapy, infatti, non è e non può essere 'sfruttamento' degli animali, ma una forma dolce di coterapia che riconosce la loro la capacità di stabilire un rapporto emozionale profondo con gli esseri umani. A questi benefici dovrebbero poter accedere facilmente tutti coloro che ne hanno bisogno: il moltiplicarsi delle evidenze scientifiche suggerisce l’opportunità che il Servizio sanitario nazionale sostenga anche economicamente il ricorso a terapie assistite con animali".

Ricorda il presidente dell’onlus Frida’s Friends, Mario Colombo, che i cani sono a loro volta "recuperati, con storie di abbandono e randagismo alle spalle", ma "perfettamente preparati ed ottimi terapeuti". L'équipe di operatori e animali è coordinata da Beatrice Garzotto. Chiunque voglia sostenere l’attività dell’associazione, e sostenere il progetto di Pet Therapy dell’Ospedale Fatebenefratelli, fino al 18 aprile può donare da 2 a 10 euro, secondo l’operatore telefonico utilizzato, inviando un sms solidale al 45521 o chiamando il numero da rete fissa. "Siamo alla ricerca di sponsor aziendali, che vogliano sostenere questo progetto sociale valorizzando in questo modo l’impegno etico della propria azienda", conclude il presidente Mario Colombo. Sul sito www.fridasfriends.it tutte le indicazioni per poter offrire il proprio contributo.

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