updated 4:27 PM UTC, Feb 27, 2021

Vaccino Johnson & Johnson efficace al 72%

Secondo il regolatore americano FDA (il nostro ISS), il vaccino Johnson & Johnson protegge bene da patologie gravi e da morte per Covid-19, dimostra un'efficacia al 72% ed è molto funzionale anche nel rallentarne la trasmissibilità.


In Sud Africa, dove circola una variante più contagiosa, il vaccino è efficace al 64%, ha affermato la FDA nel suo rapporto. Invece negli Stati Uniti, i risultati dei test dimostrano un'efficacia pari all'86%, contro le gravi patologie legate al virus, in Sud Africa, dove circola una variante moto più aggressiva e pericolosa, la percentuale si riduce all'82. Secondo il quotidiano New York Times ciò significa che, una persona vaccinata ha molte meno probabilità di finire in ospedale o morire per Covid-19, stessa probabilità di non diffondere il virus.

La FDA potrebbe già approvare l'uso del vaccino negli Stati Uniti già questo fine settimana.

Il vaccino Johson & Johson può essere conservato a temperatura di 2 gradi, a differenza di quello di Moderna o di Pfizer/BioNTech. Inoltre, è necessaria una sola dose per vaccinare completamente una persona e questo potrebbe essere un vantaggio visti i continui rallentamenti della campagna vaccinale. 

 

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Meloni: "Rendere pubblici i dati del Cts. Se incidi sulla vita delle persone devi dire sulla base di quale evidenze lo fai"

La leader di Fratelli d'Italia sulle decisioni prese in ossequio alle valutazioni del Comitato tecnico scientifico: "Il problema delle chiusure per come sono state fatte è che sono irragionevoli"


"Vorremmo sapere e leggere i dati del Cts. Il fatto che Fratelli d'Italia abbia dovuto fare ricorso il Tar contro la decisione del governo di pubblicare solo i dati del Cts che decideva, dopo che ci era stata bocciata la proposta di renderli pubblici in Aula, è una follia, perché se incidi sulla vita delle persone, mi devi dire sulla base di quale evidenze lo fai, non puoi tenerlo per te". Lo ha sottolineato Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, ospite di 'Non stop news' su Rtl 102.5

"Se un ristoratore può tenere aperto a pranzo rispettando determinate prescrizioni, perché - ha ribadito la leader di Fdi - quelle prescrizioni non diventano più efficaci a cena? Il problema delle chiusure per come sono state fatte è che sono irragionevoli. Le palestre possono restare aperte con protocolli che gli dà il governo".

Covid, l'ospedale Sacco smentisce Massimo Galli: "I nostri reparti non sono pieni di varianti"

L'infettivologo, ormai notissimo al pubblico televisivo, in qualità di direttore di Malattie infettive della struttura milanese, aveva lanciato l'allarme su un disastroso proliferare dei contagi, ma viene corretto dalla direzione: "Le percentuali identificate sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale"


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L'Asst Fatebenefratelli Sacco frena su "alcune notizie apparse sulla stampa su 'reparti pieni di varianti' riferite alle Malattie infettive dello stesso Sacco", e  spiega che "tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica nel presidio". Era stato il direttore di Malattie infettiveMassimo Galli, a lanciare l'allarme sul proliferare dei contagi da varianti, smentito poi dalla stessa struttura. 

"Attualmente – precisa la nota dell’ospedale – le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall’ISS o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale”.

La nota aggiunge anche che finora “presso il Laboratorio di questa ASST è stata identificata esclusivamente la variante UK (cosiddetta “variante inglese”) e che, al momento, nessun sequenziamento ha evidenziato la variante brasiliana o sudafricana”.

"Nel periodo dal 23 dicembre 2020 al 4 febbraio 2021, sono stati ricoverati 314 pazienti positivi a Covid. I dati raccolti hanno rilevato la presenza di 6 pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a sequenziamento".

COSA AVEVA DETTO IL PROF. MASSIMO GALLI - "Ho il reparto invaso da nuove varianti del Covid-19 e questo fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri". Lo ha detto Massimo Galli, intervenendo a Mattino 5. L'infettivologo dell'ospedale Luigi Sacco di Milano ha aggiunto che "le avvisaglie vengono guardando cosa sta succedendo in altri Paesi europei e le varianti, che sono maggiormente contagiose, hanno maggiore capacità a diffondersi in situazioni non sicure".

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Covid, Sileri: "Lockdown nazionale non necessario, verosimili zona arancione e zona rossa per alcune regioni"

Il senatore del M5S ed ex viceministro alla Salute del governo Conte parla del nuovo esecutivo di Mario Draghi: "Sicuramente c’è una continuità con l’azione di procedere con la vaccinazione nel più breve tempo possibile per osteggiare l’avanzata del virus. Ho apprezzato che abbia usato la parola trincea, perché siamo in guerra, tutti nella stessa buca a combattere. Servirà probabilmente tutto il 2021 per uscire da questa trincea definitivamente"


"Il lockdown nazionale non è necessario. Siamo in guerra e per uscirne servirà tutto il 2021". E' l'opinione di Pierpaolo Sileri, senatore M5S ed ex viceministro della Salute, davanti al quadro dell'emergenza coronavirus in Italia, alla luce della presenza di alcune variante covid in parti del paese. "E’ possibile che alcune varianti eludano i vaccini, ma è molto più probabile che i vaccini funzionino anche con le varianti. Speriamo di vaccinare tutti i soggetti più fragili entro maggio", dice Sileri a Radio Cusano Campus. "E’ verosimile che alcune regioni tornino in zona arancione e qualcuna in zona rossa. Il lockdown nazionale non è necessario, ci saranno degli stop&go. Va mantenuto il blocco degli spostamenti tra regioni", aggiunge.

"Sicuramente c’è una continuità con l’azione di procedere con la vaccinazione nel più breve tempo possibile per osteggiare l’avanzata del virus. Ho apprezzato che abbia usato la parola trincea, perché siamo in guerra, tutti nella stessa buca a combattere. Servirà probabilmente tutto il 2021 per uscire da questa trincea definitivamente", afferma ancora.

"Ci sono diversi vaccini, quindi se anche un vaccino non dovesse funzionare con una variante, è probabile che gli altri funzionino. La ricerca e l’industria comunque sono pronte nel caso in cui un vaccino debba essere modificato e rimodulato. I virus mutano e questo è un virus che tende alle mutazioni. Noi stiamo cercando di mettere in rete tutti i laboratori per cercare le varianti, ma è importante ciò che viene fatto a livello planetario, serve un’azione congiunta di monitoraggio di tutti gli scienziati del mondo", dice ancora.

"L’Italia è tra i primi in Europa, ma il punto è avere più vaccini a disposizione. Io spero che a breve altri vaccini possano essere approvati per avere un ulteriore quantitativo di dosi. Speriamo di vaccinare tutti i soggetti più fragili entro maggio. Quando avremo vaccinato medici, anziani e fragili, gli ospedali poi potranno gestire anche l’ordinario", osserva ancora.

Non bisogna abbassare la guardia, alla vigilia della valutazione dei dati settimanali." E’ verosimile che alcune regioni tornino in zona arancione e qualcuna in zona rossa, vedremo i dati che arrivano al Ministero oggi. Un lockdown nazionale in questo momento non credo sia necessario, ma degli stop&go ci saranno. Laddove il virus corre è necessario fare un passo indietro. Se dovesse subentrare una variante più aggressiva è chiaro che servirà una chiusura più o meno estesa a secondo dell’analisi dei dati. Una cosa è certa: va ancora mantenuto il blocco degli spostamenti tra regioni".

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Salute, Gismondo: "Un nuovo lockdown sarebbe un disastro psicologico, sociale ed economico"

Parla la direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano: "La variante inglese si diffonderà comunque, il virus non ha frontiere. Quindi le strategie devono essere almeno europee e devono sempre più tener conto, di fronte a una popolazione ormai stanca, delle reazioni che può avere la società"


"Un lockdown severo oggi, se certamente potrebbe apportare dei benefici in termini di prevenzione della circolazione delle nuove varianti" di Sars-CoV-2, "sarebbe un disastro dal punto di vista psicologico, sociale nonché economico". Invita a pensare anche alla "serenità psichica" degli italiani Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, commentando all'Adnkronos Salute la proposta di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, tornato a invocare una chiusura totale del Paese perché "la strategia di convivenza con il virus non funziona".

Come ho più volte detto - afferma la microbiologa - esiste una soluzione virologica ed esiste una strategia che prende in considerazione il benessere della persona. Benessere che non dipende solo dal successo nello sconfiggere il virus, cosa che certamente tutti auspichiamo, ma anche dalla capacità di trovare in questa battaglia una giusta misura" di restrizioni, "sopportabile dalla nostra psiche". Un nuovo lockdown nazionale non lo sarebbe, anzi si rivelerebbe devastante, teme Gismondo.

"Peraltro - avverte - la variante" inglese, "che adesso noi conosciamo solo in parte e che pare essere più contagiosa" rispetto alla 'versione' originale del nuovo coronavirus, "si diffonderà comunque. Il virus non ha frontiere", ripete la scienziata: "Le possiamo chiudere, il virus ci impiegherà un po' più di tempo a penetrarle, ma lo stesso arriverà. Quindi le strategie devono essere almeno europee - suggerisce Gismondo - e devono sempre più tener conto, di fronte a una popolazione ormai stanca, delle reazioni che può avere la società".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Impianti sciistici chiusi, la Lombardia non ci sta. Fontana: "Colpo gravissimo al settore con decisione dell'ultimo secondo"

L'inatteso stop alla riapertura deciso dal neo confermato ministro sella Salute Speranza sconcerta Regioni e territori. Il governatore lombardo: "Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di 'settimana in settimana' è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini". Tempi e modi della mossa sono ritenuti inaccettabili: "Assurdo apprenderlo dalle agenzie di stampa a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato"


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Speranza chiude all'ultimo gli impianti sciistici e gela gli operatori del settore. Coro di indignazione dalla Regione Lombardia: le parole del presidente Fontana e degli assessori Moratti, Sertori e Guidesi

FONTANA - "Trovo assurdo apprendere dalle agenzie di stampa la decisione del ministro della Salute di non riaprire gli impianti sciistici a poche ore dalla scadenza dei divieti fin qui in essere, sapendo che il Cts aveva a disposizione i dati da martedì, salvo poi riunirsi solo sabato".

Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana commenta la decisione del ministro Speranza di non consentire la ripresa delle attività sciistiche.

"Una decisione - aggiunge il presidente - dell'ultimo secondo che dà un ulteriore colpo gravissimo a un settore che stava faticosamente riavviando la propria macchina organizzativa. Ancora una volta si dimostra che il sistema delle decisioni di 'settimana in settimana' è devastante sia per gli operatori, sia per i cittadini.

Solo sette giorni fa lo stesso Cts nazionale aveva dato il via libera a un regolamento molto severo per poter riaprire. Su quella base avevamo consentito la riapertura".

MORATTI - Sconcertata anche l'assessore al Welfare e vice presidente della Regione Letizia Moratti: "Il Cts aveva i dati dei flussi già da martedì quindi poteva dare una indicazione" che avrebbe permesso al ministro Speranza di "prendere una iniziativa più tempestiva" e non decidere di prorogare la chiusura degli impianti da sci, che avrebbero dovuto aprire domani, al 5 marzo. Moratti è partita da questo per spiegare che si tratta di "un danno grave agli operatori". "Quello che chiediamo al governo è avere tempi più certi e non avere aperture e chiusure così a ridosso l'una dall'altra rispetto ai tempi in cui si devono preparare" ha aggiunto. 

SERTORI - "Ci sono due cose - aggiunge quindi l'assessore regionale alla Montagna Massimo Sertori - che il ministro Speranza deve fare: chiedere scusa alle migliaia di operatori turistici e ai cittadini per questa incredibile vicenda e, soprattutto, indennizzare immediatamente gli uni e gli altri che si sono fidati delle loro decisioni. È arrivato il momento di rivedere questo sistema dei 'semafori settimanali': una richiesta formale che facciamo al nuovo Governo".

GUIDESI - "Non si può dalla sera alla mattina dire a chi si è rifornito, a chi si è organizzato, a chi ha formalizzato contratti stagionali che non può lavorare. Ci vuole buon senso e avere buon senso è conoscere il mondo del 'lavoro'. Così il danno economico è doppio: con sole 12 ore di anticipo è stata cancellata una programmazione di settimane. È davvero inaccettabile il fatto che qualcuno non se ne renda conto".

Lo scrive sulla sua bacheca Facebook l'assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi.

Vaccinazioni anti-Covid in Lombardia, la sperimentazione cronometro alla mano all'ospedale in Fiera. Parla il presidente Fontana (VIDEO)

Intervista al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della due giorni di sperimentazione sulle tempistiche di inoculo dei vaccini anti-Covid all'ospedale in Fiera a Milano - (VIDEO)


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Sotto la regia di Guido Bertolaso (responsabile della campagna per la Lombardia e coordinatore della specifica Unità di crisi), la Fiera di Milano ha ospitato la seconda fase della sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid. Il progetto di Regione Lombardia, avviato da Areu, qualche settimana fa, prevede la vaccinazione di circa 2.500 volontari dell’Azienda regionale dell’emergenza urgenza. Ai padiglioni del quartiere fieristico hanno fatto visita il presidente della Regione, Attilio Fontana, e la vicepreside e assessore al Welfare, Letizia Moratti.

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Fontana e Moratti hanno voluto ringraziare tutti coloro che sono scesi in campo nei padiglioni della Fiera di Milano per concludere la sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid  che ha consentito di affinare il modello. “Esprimiamo il nostro ringraziamento – hanno sottolineato – a tutto il personale medico, infermieristico, amministrativo di Areu, dell’Esercito, della Protezione civile”.

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Il piano

Il piano di vaccinazione di massa dovrà necessariamente essere frutto di un lavoro di squadra, per questo è fondamentale il contributo di tutti ‘. E la collaborazione e il lavoro di squadra è stata evidenziata anche nell’incontro organizzato in mattinata con i direttori generali di Ats, Asst e Irccs ai quali sono state fornite le indicazioni per poter predisporre i propri piani vaccinali territoriali . “Siamo a vostra disposizione – ha detto Bertolaso – i vostri facilitatori. Dobbiamo lavorare come un’orchestra”.

In Fiera a Milano la grande alleanza per il modello lombardo di vaccinazioni anti covid

“Una grande alleanza che includa anche il mondo delle attività produttive e i sindacati ” , l’ha chiamata la vicepresidente Moratti “per far ripartire la Lombardia”. Il presidente Fontana concludendo l’incontro con i direttori ha parlato “di evento storico, che consentirà di salvare la vita a migliaia di persone”.

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“È un momento difficile – ha chiosato- e dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e dimostrare la vera eccellenza sanitaria lombarda’. I tecnici elaboreranno i risultati della sperimentazione nei primi giorni della prossima settimana. I dati saranno poi comunicati pubblicamente”.

Assessore Foroni: la Lombardia si conferma leader nazionale

L’assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, è intervenuto sulla seconda fase delle vaccinazioni anti Covid in Fiera. “Sono molto soddisfatto – ha affermato – per come stanno procedendo le operazioni. Inoltre, con grande orgoglio, desidero rimarcare il totale coinvolgimento degli uomini in forza alla nostra Protezione civile”.

“Essi, infatti, stanno dimostrando ancora una volta grande disponibilità e professionalità. Una testimonianza di eccellenza a livello nazionale, da parte di chi, da quasi un anno, ha messo al centro della propria attività la salute dei lombardi”.

Piano vaccini aggiornato: priorità ai soggetti "estremamente vulnerabili" per particolari patologie, indipendentemente dall'età. Ecco quali

Si tratta delle persone con problematiche "particolarmente critiche in quanto correlate al tasso di letalità associata a Covid-19": malattie respiratorie, cardiocircolatorie, condizioni neurologiche e disabilità, diabete ed endocrinopatie severe, fibrosi cistica, patologia renale, malattie autoimmuni, malattie epatiche e cerebrovascolari, patologia oncologica, sindrome di Down, trapianto di organo solido, grave obesità


Sono 6 le categorie che verranno vaccinate prioritariamente nella seconda fase della campagna vaccinale anti-Covid. La prima sarà quella dei soggetti "estremamente vulnerabili" per particolari patologie, indipendentemente dall'età.

Lo prevede l'aggiornamento del piano nazionale vaccinazioni per SarsCov2.

I soggetti 'estremamente vulnerabili' sono quelli con patologie valutate come "particolarmente critiche in quanto correlate al tasso di letalità associata a Covid-19". Si tratta di soggetti con malattie respiratorie, cardiocircolatorie, condizioni neurologiche e disabilità, diabete ed endocrinopatie severe, fibrosi cistica, patologia renale, malattie autoimmuni, malattie epatiche e cerebrovascolari, patologia oncologica, sindrome di Down, trapianto di organo solido, grave obesità. Lo prevede l'aggiornamento del Piano vaccinazione anti-Covid.

Seguono, le persone tra 75 e 79 anni; tra 70 e 74 anni; persone con particolare rischio clinico dai 16 ai 69 anni; persone tra 55 e 69 anni senza condizioni che aumentano il rischio clinico; persone tra 18 e 54 anni senza aumentato rischio clinico. Alle prime 5 categorie andranno i vaccini a mRna, alla sesta quello AstraZeneca.

Tra le fasce prioritarie nella fase 2 di vaccinazioni anti-Covid, l'aggiornamento del Piano vaccinale prevede pure gli over-70 (categorie 2 e 3) e ciò in virtù del più alto tasso di letalità associato a Covid-19. Queste categorie di priorità, si legge, "vengono definite sulla base del criterio anagrafico in quanto questa variabile assume un ruolo preponderante nella valutazione dei fattori di rischio di mortalità associata a Covid-19". Infatti, in questa fascia di età "il tasso di letalità di coloro che vengono a essere infettati risulta pari al 10%".

Nell'aggiornamento del Piano nazionale vaccinazioni per SarsCov2 - che l 'Ansa ha potuto visionare - si indicano le priorità per la seconda fase della campagna anche in ragione dei vaccini disponibili. Il documento di aggiornamento delle categorie e dell'ordine di priorità per la vaccinazione ('Priorità per l'attuazione della seconda fase del piano nazionale vaccini covid-19') è stato elaborato dal ministero della Salute in collaborazione con Aifa, Iss e Agenas, tenendo conto della riduzione dei vaccini disponibili nella prima fase della campagna di immunizzazione. Il documento è stato oggetto di confronto con il Comitato nazionale di bioetica. Verrà ora discusso in Conferenza Stato-Regioni.

 

(Fonte: Ansa)

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