updated 3:03 PM UTC, Jun 22, 2021

Mascherine all'aperto, via l'obbligo dal 28 giugno. Ma va portata sempre con sé

Il parere del Cts confermato dal ministro Speranza: in zona bianca si potrà non indossare la protezione salvo in contesti in cui si creino assembramenti. Sulla decisione ha influito anche la percentuale di vaccini somministrati in Italia (al momento già oltre il 53% della popolazione ha almeno una dose e circa il 27% ha fatto completato il ciclo)


Senza mascherine all'aperto da luglio in Italia. Quando? Le date possibili.  Decide il Cts - Cronaca

Mascherina all'aperto, con tutta l'Italia zona bianca da lunedì 28 giugno arriva lo stop all'obbligo (tranne che in caso di assembramenti). Questo quanto confermato ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza in un post su Facebook. "Dal 28 giugno - ha scritto infatti Speranza - superiamo l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto in zona bianca, ma sempre nel rispetto delle indicazioni precauzionali stabilite dal Cts".

Ma quali sono le indicazioni del Comitato tecnico scientifico? A spiegarlo è la nota di ieri del portavoce Silvio Brusaferro. "Il Cts - si legge - nella seduta odierna ha affrontato il quesito posto dal ministero della Salute circa l’opportunità di mantenere l’obbligo di indossare mascherine nell’attuale scenario epidemiologico e ritiene che: le mascherine rappresentano uno dei mezzi più efficaci per la riduzione della circolazione del virus; lo scenario epidemiologico è caratterizzato da una incidenza stabilmente e significativamente sotto i 50 casi x 100.000 abitanti nei 7 giorni indicativa di una contenuta circolazione del virus SARS-CoV-2; questo si tradurrà in un quadro nazionale che dalla prossima settimana vedrà tutte le regioni in zona bianca".

Quindi, "sulla base di questi dati il Cts ritiene che nell’attuale scenario epidemiologico a partire dal 28 giugno con tutte le regioni in zona bianca ci siano le condizioni nelle cosiddette zone bianche per superare l’obbligatorietà dell’uso delle mascherine all’aperto salvo i contesti in cui si creino le condizioni per un assembramento (es: mercati, fiere, code, ecc.…); che le persone debbano sempre portare con sé una mascherina in modo da poterla indossare ogni qualvolta si creino tali condizioni; debba essere raccomandato fortemente l’uso della mascherina nei soggetti fragili e immunodepressi e a coloro che stanno loro accanto; debba essere sempre indossata negli ambienti sanitari secondo i protocolli in essere; debba sempre essere mantenuto l’obbligo di indossare la mascherina in tutti i mezzi di trasporto pubblico; debbano essere rispettate le disposizioni e i protocolli stabiliti per l’esercizio in sicurezza delle attività economiche, produttive e ricreative", conclude la nota.

 

(Fonte: Adnkronos)

Vaccini, copertura totale per il un italiano su tre. Figliuolo: "Entro settembre immunizzato l'80%"

Il trend dei numeri, salvo ulteriori colpi di scena a cui la campagna vaccinale ci ha abituati, dovrebbe dunque restare lo stesso anche nel prossimo mese. A rassicurare è lo stesso Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo


Speranza: 'Ieri oltre 500mila vaccini, grande lavoro squadra' - Mondo - ANSA

Sono 45.909.953 le somministrazioni effettuate finora in Italia dall'inizio della vaccinazione anti-Covid e sabato ne sono state effettuate oltre 510mila. E' quanto emerge dai dati nazionali sulle vaccinazioni. Il 29% della popolazione over 12 nel nostro Paese ha completato il ciclo vaccinale, le persone immunizzate sono in totale 15.725.517 mentre il 24,43% ha ricevuto una sola dose. 

Dati incoraggianti che riflettono un ritmo sostenuto a livello regionale.

Il trend dei numeri, salvo ulteriori colpi di scena a cui la campagna vaccinale ci ha abituati, dovrebbe dunque restare lo stesso anche nel prossimo mese. A rassicurare è lo stesso Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo, che ribadisce che "la quantità complessiva di vaccini disponibile entro settembre consentirà comunque di raggiungere l'obiettivo di  immunizzare nei tempi previsti l'80% della platea dei vaccinabili". La risposta punta a tranquillizzare in particolare la Toscana, che aveva lanciato l'allarme sul rischio di un rallentamento della campagna per gli under 60.

I tecnici della Regione, che avevano paventato i segnali di un dimezzamento degli arrivi, restano dunque in stand-by, in attesa dei carichi nei prossimi giorni. In quel caso - se i numeri della riduzione fossero confermati - nella Regione molte delle 150mila persone che hanno prenotato la prima dose con il vaccino americano potrebbero vedersi spostare l'appuntamento. "Le consegne di Pzifer a luglio, preventivate alle Regioni, sebbene siano leggermente inferiori all'auspicato sono sostanzialmente in linea con le previsioni - sottolinea il generale -. Non vanno confrontate con quelle di giugno che comprendevano anticipi di forniture".

L'ultimo calcolo della struttura commissariale per il cosiddetto 'Q3', il terzo trimestre di arrivi nel 2021, parla di 31 milioni di dosi Pfizer, 14 di Moderna (entrambi mRna), 26 milioni di Astrazeneca e 16 del mondose Johnson & Johnson. Ma negli ultimi giorni il generale ha anche annunciato un aumento rispetto a questi numeri, parlando di "oltre 54 milioni dosi mRna impiegabili per chiudere sicuramente la campagna" e - nel caso di un anticipo deciso a livello europeo, dell'ulteriore possibilità di velocizzare.

Con Astrazeneca e Johnson & Johnson destinati soltanto agli over 60 - il secondo anche per facilitare l'immunizzazione in tempi rapidi di "popolazioni non stanziali o caratterizzate da elevata mobilità lavorativa", come ad esempio i lavoratori migranti stagionali - resta un'incognita la destinazione dei 26 milioni di Astrazeneca, visto che la platea di ultrassessantenni ancora non immunizzati è di circa 2,8 milioni. E una parte delle dosi del siero di Oxford sarà sicuramente destinato al richiamo di chi rifiuterà la vaccinazione eterologa. 

 

(Fonte: tgcom24)

Italia tutta bianca (con un'eccezione), dal 3 luglio via le mascherine all'aperto

Ordinanza del ministero della Salute: quarantena di 5 giorni e tampone per chi viene dal Regno Unito. Ingresso dai Paesi dell'Unione Europea e da Stati Uniti, Canada e Giappone con i requisiti del Certificato Verde, il green pass europeo. Prolungato il divieto di ingresso da India, Bangladesh e Sri Lanka


Un Paese tutto bianco da lunedì, con l'unica eccezione della Valle d'Aosta che resterà gialla fino al 28 giugno.

Anche Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Toscana, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano entrano infatti nell'area senza restrizioni che non siano mascherine, distanziamento, igiene delle mani e divieto di assembramento.

E da domani scatta anche  la quarantena di 5 giorni per chi arriva dalla Gran Bretagna, in base all'ordinanza dei giorni scorsi del ministro della Salute, Roberto Speranza, per cercare di frenare il contagio della variante Delta del coronavirus, che sta dilagando nel Regno Unito.

Speranza oltre alla quarantena di 5 giorni per chi arriva dalla Gran Bretagna - già adottata dalla Germania - impone anche l'obbligo del tampone, senza esenzione per i vaccinati (si teme che l''indiana' possa aggirare i vaccini).

Inoltre l'ordinanza del ministro della Salute consente l'ingresso dai Paesi dell'Unione Europea e da Stati Uniti, Canada e Giappone con i requisiti del Certificato Verde, il green pass europeo.

Prolungato il divieto di ingresso da India, Bangladesh e Sri Lanka.


Quasi tutto il Paese in zona bianca e senza coprifuoco da lunedì prossimo e - forse - molto presto senza l'obbligo di mascherina all'aperto.

L'ultimo simbolo del Covid sta per cadere anche in Italia, ma la data definitiva su questa disposizione non arriverà prima della prossima settimana e ancora una volta sarà il Comitato Tecnico Scientifico a fornire il proprio parere al Governo.

Gradualmente si torna alla quasi normalità anche nei trasporti pubblici, dove in alcune Regioni già bianche - come Lombardia, Emilia Romagna e Piemonte - è stata anche 'allargata' la capienza dei bus, passando dal 50% all'80%. Ma la necessità di fissare "modalità e termini della permanenza dell'obbligo di indossare i dispositivi di protezione delle vie respiratorie all'aperto" resta al momento la priorità sulla quale si discute a livello nazionale.

Dopo l'annuncio del premier Mario Draghi, il quale aveva anticipato la richiesta di una valutazione al Cts, è stato poi lo stesso ministro della Salute, Roberto Speranza, a chiedere formalmente agli scienziati un parere ufficiale e definitivo.

Gli esperti si riuniranno la prossima settimana per un primo incontro, dal quale non è ancora chiaro se possa già emergere un pronunciamento univoco

Sulla fine dell'obbligo di mascherina - per il momento solo negli spazi all'aperto a meno che non ci si trovi in una situazione in cui è impossibile garantire il distanziamento - già ci sono alcune date possibili e si fa sempre più compatto il fronte di chi spinge per inizio luglio, forse il 5, o comunque non più tardi del 12 del prossimo mese.

L'ipotesi sarebbe quella di accelerare i tempi della decisione, ma resta anche molta cautela a causa della diffusione delle varianti, su cui ci saranno più certezze solo nelle prossime settimane.

Sembra però certo che si potrà stare senza mascherina solo nei luoghi all'aperto e dove non ci sono rischi di assembramento perché, altrimenti, andrà sicuramente indossata.

Pressioni indirette sulla questione sono arrivate negli ultimi giorni a causa di provvedimenti simili annunciati in Spagna (dal 26 giugno) o già in vigore in Francia da giovedì scorso.

 

(Fonte: Ansa)

Quando potremo togliere la mascherina all'aperto? Cosa dicono gli esperti

Tra buon senso, rischi attuali e tempistiche, gli studiosi esprimono la propria posizione sulla necessità di continuare a indossare la protezione del viso che ci accompagna ormai da un anno e mezzo. Intanto all'estero accelerano


Boom di gente domenica mattina in centro Con la mascherina si riappropria  della città - Cronaca, Bergamo

Mascherine all'aperto, fino a quando? Al centro del dibattito di questi giorni, con l'arrivo dell'estate, anche l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, alla luce del calo di contagi e decessi e con l'avanzare in Italia della zona bianca. In Francia, ad esempio, se tutto procede secondo i piani, il 30 giugno verrà revocato l'obbligo. E anche il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha aperto alla possibilità di un progressivo allentamento dell'obbligo di indossare la mascherina. Ma cosa pensano gli esperti e che tempi prevedono per il nostro Paese?

L'infettivologo Stefano Vella, docente di Salute globale all'università Cattolica di Roma ed ex presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, è netto: "La mascherina all'aperto va portata e per il momento sono contrario a togliere l'obbligo". "La mascherina va portata sempre dietro - dice Vella all'Adnkronos Salute - Poi se si è soli, immagino al mare o in un bosco, è chiaro che si può togliere. Ma se eliminiamo troppo presto l'obbligo, c'è il rischio che nessuno la indossi più. Vedo già oggi molti che non la portano".

"Io l'obbligo di mascherina non lo rimuoverei - dice anche il virologo Francesco Menichetti, primario di malattie infettive dell'ospedale di Pisa, commentando lo stop francese all'obbligo di mascherine all'aperto dal 30 giugno - Non sarei favorevole alla rimozione, poi decideranno le autorità". Togliere la mascherina "è possibile all'aperto tra vaccinati, tra chi ha il certificato verde ed è distanziato - spiega l'esperto - Questo è accettabile e logico. Potrei toglierla una volta che sono all'aperto al mare, però - avverte Menichetti - toglierle come abitudine io aspetterei". "L'abitudine della mascherina è qualcosa a cui non rinuncerei. Per me - dice il virologo - il momento in cui uno potrebbe rimuoverla è quando si riaprono le scuole in presenza, a settembre-ottobre, il che vuol dire che hai vinto la battaglia. La spada - conclude - la deponi quando la battaglia è definitivamente conclusa, non quando sei ancora in tenzone".

"Credo che entro fine mese si possa ragionare sullo stop all'obbligo della mascherina all'aperto. Sono ottimista, soprattutto in quelle Regioni in zona bianca dove i casi sono davvero pochi" afferma invece Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo). "C'è un miglioramento epidemiologico evidente - sottolinea all'Adnkronos Salute - e siamo in una fase in cui abbiamo un abbattimento della mortalità dei nuovi casi".

Sulle mascherine Fabrizio Pregliasco, docente all'Università Statale di Milano, dice di aspettare "ancora un attimo per una valutazione. Vediamo fine luglio come obiettivo per toglierle all'aperto".

Invita alla cautela Maria Rita Gismondo. La Francia, salvo contrordini, da fine giugno dirà addio alle mascherine all'aperto. E noi? "Fino a qualche giorno fa sarei stata assolutamente favorevole. Ma visto che la variante Delta" di Sars-CoV-2, nota anche come variante indiana, "è arrivata anche in Italia, ancora per fortuna con numeri contenuti, direi di proseguire con la misura della mascherina in modo da essere maggiormente protetti", afferma la direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, che spiega: "Ancora non sappiamo quale sarà l'evoluzione della diffusione di questa variante" nella Penisola.

"Non trovo utile mettersi a discutere sul 'sì o no' alla mascherina. Sappiamo che ci ha aiutato tanto. E i dati ci dicono che funziona. Fino a quando siamo messi così, prima di mollarla bisogna pensarci. Certo non la mettiamo mentre mangiamo al ristorante o quando andiamo a fare il bagno, ma meglio avercela a portata di mano e usarla quando serve e con giudizio", afferma all'Adnkronos Salute è Massimo Galli, direttore di Malattie infettive all'ospedale Sacco di Milano. Purtroppo, sottolinea, "la questione della mascherina sta diventando un feticcio politico per 'captatio benevolentiae'. La mascherina è uno strumento, è un device. Molto consigliabile, in ogni caso, alle persone più fragili che devono affrontare situazioni in cui ci siano più persone", conclude Galli.

"A luglio, se si conferma bassa circolazione virale nelle prossime settimane, togliere la mascherina all'aperto non pone problemi. Ovviamente in persone che non hanno sintomi", dice all'Adnkronos Salute Pier Luigi Lopalco, epidemiologo e assessore alla Sanità della Regione Puglia.

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

Green pass europeo al via il primo luglio: ecco come funziona

Arriva la firma finale delle istituzioni Ue sul regolamento che istituisce il certificato digitale Covid Ue, noto anche come digital green pass, per facilitare gli spostamenti all'interno dell'Unione e contribuire alla ripresa economica. Il certificato sarà rilasciato dalle autorità nazionali, in formato digitale o cartaceo e riporterà un codice Qr che consentirà di verificarne l'autenticità in tutta Europa


Green pass: per chi è gratuito e per chi no

I presidenti delle istituzioni Ue (David Sassoli per il Parlamento, Ursula von der Leyen per la Commissione e Antonio Costa per il Consiglio Ue) hanno firmato a Bruxelles il regolamento che istituisce il certificato Covid digitale Ue, o Green Pass, a partire dal prossimo primo luglio.

Il certificato aiuterà i viaggiatori all'interno dell'Ue che lo detengono ad evitare di essere sottoposti a test e/o quarantene quando viaggiano all'interno dell'Unione, contribuendo così al graduale ripristino della libertà di circolazione in Europa, di fatto coartata dalle restrizioni introdotte dagli Stati per ragioni di salute pubblica.

Dal primo luglio, quando entrerà in vigore il regolamento, il Pass sarà un diritto per tutti i cittadini Ue che abbiano i requisiti: vale per chi è stato vaccinato, per chi è guarito dalla Covid-19 e per chi si sottopone a un test e risulta negativo.

Il certificato sarà rilasciato dalle autorità nazionali gratuitamente, in formato digitale o cartaceo e riporterà un codice Qr che consentirà di verificarne l'autenticità in tutta Europa: per i certificati già emessi da Stati o regioni, è previsto un periodo di 6 settimane perché possano essere resi compatibili con il modello Ue (i Paesi membri avevano chiesto mesi di tempo, il Parlamento ha spinto per abbreviare questo periodo).

Il Gateway, la piattaforma informatica Ue che rende possibile il Pass e che fornisce le chiavi digitali che consentono la validità transfrontaliera, è operativo da inizio mese e alcuni Paesi hanno già iniziato a rilasciare certificati: finora ne sono stati emessi oltre un milione. Se ottenere il Pass sarà un diritto, il suo utilizzo potrà però variare in qualche misura da Stato a Stato. Con queste avvertenze, ecco i dettagli.

VACCINATI - Il Pass sarà valido a partire da quattordici giorni dopo l'ultima dose di vaccino anti-Covid. A partire da quel giorno, le persone pienamente vaccinate, cioè con due dosi per AstraZeneca, Pfizer/BioNTech e Moderna e con una dose per Janssen (J&J), che detengono il certificato, dovrebbero essere esentate, in viaggio, da test e quarantene. Lo stesso deve valere per le persone che sono guarite e che hanno ricevuto una sola dose di vaccino, considerata sufficiente per essere protetti dalla malattia.

Un Paese è libero di scegliere di riconoscere e rilasciare il Pass anche dopo la prima dose, ma ogni Stato può decidere di comportarsi come crede, in questo caso: quindi, per esempio, l'Italia può rilasciare il Pass dopo la prima dose, ma la Danimarca è libera di non riconoscerlo e di chiedere un test.

Se uno Stato membro accetta una prova di vaccinazione per rimuovere le restrizioni all'interno dopo la prima dose, allora deve accettare anche i pass Ue per i vaccini, alle stesse condizioni. Il pass vale per i cittadini Ue vaccinati con vaccini autorizzati dall'Ema; gli Stati possono decidere di riconoscere altri vaccini, autorizzati a livello nazionale e non a livello Ue (come il siero russo Sputnik in Ungheria).

GUARITI - Le persone guarite dalla Covid-19 dovrebbero essere esentate da test e/o quarantene nei 180 giorni successivi al test Pcr positivo, che attesta l'avvenuta infezione (la validità del certificato è a partire dall'undicesimo giorno dopo il test, una volta terminato il periodo di contagiosità).

TEST - Per chi non è vaccinato né guarito, allora resta il test, che il pass certifica e che viene così riconosciuto anche all'estero, a differenza di quanto accade oggi. Per i test viene proposto un periodo di validità standard (oggi ogni Paese stabilisce la validità autonomamente): per i test Pcr o molecolari la validità è di 72 ore, mentre per quelli rapidi antigenici è di 48 ore. Quelli rapidi, considerati sempre più affidabili, vengono raccomandati, ma gli Stati sono liberi di scegliere se accettarli o no ai fini del Pass.

Mentre i test si pagano, i vaccini sono gratuiti: questo elemento di discriminazione oggettiva non è stato rimosso nei negoziati tra Parlamento e Consiglio, a causa della ferma opposizione del secondo ad imporre la gratuità dei test, come chiedeva l'Aula. La Commissione ha stanziato 100 mln di euro aggiuntivi per aiutare gli Stati a dotarsi di test rapidi e abbassarne così il prezzo. Il certificato non viene rilasciato in presenza dell'esito di un test fai-da-te.

FAMIGLIE CON MINORI - Per evitare di separare i nuclei familiari alla frontiera, i minorenni che viaggiano con genitori esentati dall'obbligo di quarantena, per esempio perché sono vaccinati, dovrebbero essere esentati anche loro dalla quarantena. I bambini sotto i 6 anni di età sono esentati anche dai test: quelli dai 6 anni in su, però, dovranno sottoporsi a test per ottenere il pass.

FRENO D'EMERGENZA - Viene previsto un meccanismo di freno d'emergenza: gli Stati dell'Ue non potranno imporre ulteriori restrizioni di viaggio ai titolari di certificati, come quarantena, autoisolamento o test, "a meno che non siano necessarie e proporzionate per salvaguardare la salute pubblica".

Si dovrà tenere conto delle prove scientifiche, "compresi i dati epidemiologici pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc)". Le misure dovranno essere notificate, se possibile, con 48 ore di anticipo agli altri Stati membri e alla Commissione, mentre il pubblico dovrà ricevere un preavviso di appena 24 ore.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

Scatta l'ora della zona bianca, via il coprifuoco in Lombardia e Lazio: tutte le regole che cambiano (in meglio)

Da oggi si allarga a 13 regioni la fascia più bassa di rischio Covid. Vi entrano anche Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e Trento. Restano l'obbligo di mascherina e il divieto di assembramenti


Zona bianca da oggi - lunedì 14 giugno - per Lombardia, Lazio, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e provincia autonoma di Trento. Con questi ultimi cambi di colore diventano 13 le regioni nella fascia più bassa di rischio covid, con regole meno rigide e niente coprifuoco. Zona bianca, quindi, per circa due terzi degli italiani: oltre 40 milioni di persone. Anche in questa fascia rimane l'obbligo della macherina sia all'aperto sia al chiuso e il divieto di assembramento. Regole meno vincolanti per i ristoranti: nessun limite alle presenze al tavolo all'aperto, 6 commensali al tavolo se il locale è al chiuso. I locali pubblici potranno osservare orari liberi.

REGOLE ZONA BIANCA

Se nella zona gialla c'è ancora il coprifuoco dalle 24 alle 5, per chi si trova in fascia bianca il coprifuoco viene abolito immediatamente. Ciò vuol dire che non è più necessario rientrare a casa entro una certa ora: ci si può insomma spostare senza limiti di orario. In questa zona i bar, i ristoranti e le altre attività di ristorazione sono aperti ed è possibile consumare cibi e bevande al loro interno, senza limiti orari.

Sono consentite senza restrizioni anche la vendita con asporto di cibi e bevande e la consegna a domicilio, che deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti. Le nuove regole prevedono che in zona bianca all’aperto non ci siano limiti di persone ai tavoli (tra i quali deve esserci comunque il distanziamento di un metro), mentre nei bar e nei ristoranti al chiuso potranno sedere allo stesso tavolo massimo sei persone salvo che siano tutti conviventi. Resta invece il divieto di assembramento e l'obbligo di mascherina, sia all'aperto sia al chiuso.

SPERANZA: "GIORNO IMPORTANTE, INSISTERE COI VACCINI"

Con l'Rt stabile a 0.68 e il valore medio nazionale dell'incidenza dei casi di Covid che scende ancora, attestandosi a 26 casi per 100.000 abitanti, a fine mese tutte le regioni potrebbero passare in zona bianca. Una svolta in arrivo soprattutto grazie al buon andamento della campagna vaccinale, come sottolineato dal ministro della Salute Roberto Speranza:

"Vorrei riaffermare con forza che la campagna vaccinale è un'arma fondamentale per superare questa fase", ha detto il ministro, sottolineando che quello di oggi "è un giorno importante per il nostro paese perché arriveremo a due terzi degli italiani che saranno in zona bianca. E' una notizia molto buona che testimonia il positivo andamento della campagna di vaccinazione. Siamo ormai a 42 milioni di dosi somministrate con un italiano su due che ha avuto la prima dose. Dobbiamo insistere su questo terreno e continuare con ogni energia la campagna di vaccinazione, arma vera per provare ad aprire una fase diversa".

 

(Fonte: Adnkronos)

Covid e vaccini, gli obiettivi di Figliuolo: 8 italiani su 10 immunizzati a settembre, superamento degli hub e somministrazioni delocalizzate. Feste, discoteche, green pass: cosa potrebbe cambiare

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo indica il piano per l'autunno


Vaccini Italia, in arrivo 5 milioni di dosi. I target di Figliuolo Regione  per Regione - Cronaca

L'80% degli italiani vaccinato entro settembre. Poi l'addio ai grandi hub per tornare alla gestione ordinaria delle somministrazioni attraverso centri capillari, con un maggiore coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacie. Nel frattempo, via all'organizzazione per l'ipotesi della terza dose da somministrare a tutti. Sono gli obiettivi della nuova fase della campagna vaccinale indicati dal commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo.

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il Commissario Figliuolo indica il piano per l'autunno. L'occasione di fare il punto sui primi tre mesi alla guida della struttura commissariale e tracciare le linee di quelli che verranno dopo l'estate, la offre l'audizione alla Camera in Commissione Bilancio, dove è in discussione il decreto Sostegni.

L'obiettivo del generale Figliuolo

Entro il 30 settembre, dice il generale, avremo vaccinato l'80% della popolazione, vale a dire 54,3 milioni di italiani compresi quelli nella fascia tra 12 e 15 anni, per i quali al  momento è autorizzato solo il vaccino di Pfizer, con Moderna che ha chiesto oggi all'Ema l'autorizzazione anche per gli adolescenti. Per raggiungere l'obiettivo di fine settembre, sottolinea però il Commissario, è necessario proseguire sulla strada intrapresa: collaborazione con le Regioni, il cui coinvolgimento è di "vitale importanza", procedure "flessibili" per le prenotazioni ad agosto, mantenere target di almeno 500mila punture al giorno, continuare a "privilegiare" le somministrazioni agli over 60 e ai fragili.

In autunno il superamento degli hub

Con l'autunno servirà invece una nuova strategia. Che parta dal superamento della gestione emergenziale della pandemia. La "poderosa e complessa" macchina della struttura commissariale dovrà "condurre gradualmente" a una gestione ordinaria delle attività sanitarie da parte  delle amministrazioni centrali e locali competenti. Il generale non indica una data ma fa capire la sua idea: un progressivo assorbimento della struttura commissariale nella Protezione Civile, che si occuperà di approvvigionamenti, logistica e distribuzione dei dispositivi e dei vaccini, e restituzione ai territori della gestione di tutti gli aspetti sanitari. 

L'ipotesi di una terza dose

La gestione ordinaria si porta dietro anche il superamento degli hub. Ci sarà, in sostanza, un "graduale ma necessario" passaggio dalle vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata ad un sistema di "vaccinazioni delocalizzate, molto più capillare e prossimo ai cittadini", utilizzando medici di famiglia, pediatri e farmacie. L'ordinarietà va considerata anche alla luce della possibilità di dover procedere ad una terza dose del vaccino. Al momento, la convinzione della maggior parte degli scienziati è che l'immunità abbia una durata di circa un anno e, quindi, è necessario "organizzarci per i richiami" dice il generale, anche alla luce delle varianti che continuano a mutare il virus. 

Sì alle feste private in 7 Regioni

Da oggi, intanto, si allentano ulteriormente le restrizioni anti-Covid. Si torna a far festa in altre quattro Regioni, ora in tutto sette. Ma resta comunque vietato organizzare party in casa o ballare nelle discoteche, che rimangono chiuse almeno per tutto il mese di giugno. Nel rebus delle nuove misure in zona bianca, l'ultima trattativa sul tavolo della politica riguarda la ripartenza del divertimento del popolo della notte. Dopo lo slittamento del coprifuoco a mezzanotte nelle zona gialle, a dividere adesso è il tema del divertimento nella fascia di rischio più bassa.

Attesa sulle discoteche

Nelle prossime ore il Sindacato italiano dei locali da ballo (Silb) incontrerà al ministero della Salute il sottosegretario Andrea Costa, al quale aveva chiesto di essere ascoltato. Stessa richiesta è arrivata dai gestori delle discoteche di 'Asso Intrattenimento' di Confindustria, che potrebbero incontrare Costa nei giorni successivi. Sul tema il ministro Speranza - il quale aveva pur mostrato un'apertura in vista di future valutazioni - resta cauto e non si è ancora pronunciato, ma il pressing del centrodestra, oltre a quello del settore, sale.

"Sì al green pass, ma senza mascherine"

"Proponiamo di ripartire da luglio - spiega il presidente di Asso Intrattenimento, Luciano Zanchi - ma sia chiaro che il nostro lavoro è l'assembramento. La gente viene in discoteca per socializzare perché sono luoghi atti ad accogliere le persone quindi non e' possibile tenere la mascherina in pista, dove si balla e si suda. Siamo assolutamente favorevoli all'entrata con green pass e al tracciamento, quindi entrerebbero nei locali solo persone con anticorpi o comunque risultate negative. E' per questo che sarebbe impossibile rendere obbligatorio l'utilizzo della mascherina".

 

(Fonte: tgcom24)

Covid, Moratti: "La Lombardia sarà la prima regione a raggiungere l'immunità di comunità"

Ottimi risultati in tutte le fasce di età per i vaccini nella regione più colpita dal virus. Parla la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti: "Dati importanti e un segno fondamentale. Obbligo vaccinale? Difficile, ma si può pensare a incentivi e disincentivi"


"Saremo la prima regione a raggiungere l’immunità di comunità. In Lombardia somministriamo regolarmente più di 100mila vaccini al giorno". Così la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, ospite di ‘Mattino Cinque’ su Canale 5.

"Abbiamo un’adesione del 52% sul totale della popolazione" dei 12-29enni in Lombardia, "è un segno fondamentale che va in due direzioni: da una parte la loro libertà e dall'altro la consapevolezza che proteggendo loro stessi proteggono anche le loro famiglie. E poi si va verso un’apertura in sicurezza delle scuole, con la possibilità di tornare in presenza. Il dato di adesione dei giovanissimi è veramente molto importante", ha detto ancora.

"E’ difficile pensare di poter mettere un obbligo, ma è possibile mettere incentivi e disincentivi, come il green pass", per invogliare la popolazione a vaccinarsi contro il Covid, ha poi sottolineato Moratti aggiungendo: "Bisogna ascoltare i medici e i loro consigli. I vaccini offerti sono tutti sicuri perché hanno ottenuto il vaglio dell’Ema e dell’Aifa e i medici sono molto bravi a spiegare".

In vista del ritorno in zona bianca di molte regioni italiane "ci vuole sempre prudenza, bisogna usare le mascherine e gli igienizzanti. Bisogna continuare ad avere responsabilità individuale, ma sono certa che anche con la paura di tornare a periodo chiusura tutti saranno prudenti", ha concluso.

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