updated 10:10 AM UTC, Nov 27, 2020

Covid, i primi 200mila vaccini in Lombardia a operatori sanitari, ospedalieri e delle residenze per anziani

"Saranno oltre 200.000 i soggetti coinvolti nella prima fase di somministrazione del vaccino anti Covid-19 in Regione Lombardia, tra operatori sanitari, socio-sanitari e amministrativi degli ospedali pubblici, delle Rsa e ospiti di queste ultime". Lo comunica in una Nota la Direzione generale dell'Assessorato regionale al Welfare.

"Regione Lombardia - prosegue la Nota - lo ha già comunicato in seguito alla richiesta pervenuta dal Commissario Arcuri nell'ambito della predisposizione del piano di fattibilità della campagna. Si sta inoltre concludendo il conteggio anche degli operatori delle strutture ospedaliere private che saranno ugualmente coinvolti sempre nella prima fase".

"Insieme ai soggetti da vaccinare inizialmente, nello specifico 168.525 tra operatori sanitari, socio-sanitari e amministrativi di Asst e Rsa e oltre 57.000 ospiti delle residenze, è stata fornita - spiega la Nota - nella comunicazione indirizzata al Commissario, anche la capacità di stoccaggio dei vaccini. All'occorrenza 11 Asst lombarde sarebbero pronte a stoccare le scorte nei congelatori -70°. È stata indetta inoltre - conclude la Nota - la procedura di gara per l'acquisto e il noleggio di ulteriori 90 refrigeratori". 

(Fonte: Lombardia Notizie)

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Covid, ora i cinesi ci provocano: "Altro che Wuhan, virus nato in Italia". Perché lo dicono e perché c'entra un nostro studio recente

Gli articoli di New York Post e Times, le parole del portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, le precedenti "accuse" alla Spagna e all'esercito americano. Una campagna fastidiosa, ma diplomaticamente spiegabile. Nostri ospedali e università hanno detto che il SARS-CoV-2 ce l'avevamo in casa già nel settembre 2019...


 Coronavirus - Cina, rischio nuova ondata di contagi: 600mila in isolamento.  Germania proroga le misure fino al 19 aprile. Oms: "Crescita dei casi quasi  esponenziale" - Il Fatto Quotidiano

"La Cina suggerisce che l'Italia potrebbe essere il luogo di nascita della pandemia Covid-19". E' questo il titolo con il cui il New York Post, che a sua volta fa riferimento a un articolo del britannico Times, getta le ultime ombre sulla nascita della pandemia da coronavirus che ha sconvolto il mondo intero nel 2020. Una provocazione che ha potuto prendere spunto (anche) dall'esito dello studio dell'Istituto dei Tumori di Milano e dell'Università di Siena, secondo il quale il Sars-Cov-2 circolava in Italia già a settembre 2019, dunque ben prima di quanto si sia pensato finora (e prima dell'epidemia che travolse Wuhan in largo anticipo rispetto all'Italia e al resto del mondo).

Sul New York post, infatti, si può leggere quanto segue: "La Cina sta usando un nuovo studio per sollevare dubbi sulla convinzione che il Paese asiatico sia stato il luogo di nascita della pandemia. Alcuni funzionari di Pechino stanno dando risalto ad un nuovo studio. Questo suggerisce che il contagio possa aver avuto origine nella nazione europea (nello specifico proprio l'Italia) a settembre, tre mesi prima che venisse confermata la diffusione nella città di Wuhan, a lungo ritenuta l'epicentro".

Secondo il New York Post, la Cina nel recente passato ha gettato ombre anche sulla Spagna e puntato il dito anche contro l'esercito statunitense, sospettato di aver portato il virus a Wuhan ad ottobre 2019 durante i Giochi mondiali militari. Ora è il turno dell'Italia. Il Times, d'altra parte, qualche giorno fa aveva dato spazio alle parole di Zhao Lijian, portavoce del ministero degli Esteri: "Ancora una volta questo dimostra che tracciare l'origine del virus è una complessa questione scientifica che dovrebbe essere lasciata agli scienziati. E' un processo fluido che può coinvolgere numerosi paesi".

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Vaccino anti-Covid, quando arriva in Italia, in quante dosi e a chi sarà dato prima

Diffusa la comunicazione inviata dal commissario Domenico Arcuri alle Regioni e, per conoscenza, ai ministri della Salute e degli Affari regionali, per la predisposizione del futuro piano vaccini anti-Covid. Da fine gennaio 2021 disponibili circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 mln di persone. Precedenza a ospedali e residenze per anziani


Vaccino antitubercolare e protezione contro Covid-19: c'è correlazione?

A fine gennaio 3,4 milioni di dosi di vaccino anti-Covid, da destinare prima agli ospedali e alle Rsa, e una campagna su larga scala a partire dai più fragili. E' quanto prevede una comunicazione inviata dal commissario Domenico Arcuri alle Regioni e, per conoscenza, ai ministri della Salute e degli Affari regionali, per la predisposizione del futuro piano vaccini anti-Covid.

"Come noto - si legge nella comunicazione - l'Italia ha aderito all'iniziativa dell'Ue per l'acquisto del più ampio portafoglio possibile di vaccini" e i primi "potrebbero essere disponibili già a partire dai primi mesi del prossimo anno".

"In particolare - scrive Arcuri - il vaccino Pfizer, il cui iter di validazione sembra essere, ad oggi, il più avanzato, permetterebbe all'Italia di disporre già da fine gennaio 2021 di circa 3,4 milioni di dosi da somministrare a 1,7 mln di persone. E' necessario, pertanto, scegliere il target di cittadini a cui somministrare le prime dosi disponibili".

PRIMA OSPEDALI E RSA - Su questo, il commissario non ha dubbi: "Appare prioritario - scrive - salvaguardare quei luoghi che nel corso della pandemia hanno rappresentato il principale canale di contagio e diffusione del virus", a partire da "gli ospedali e i presidi residenziali per anziani".

Dopo aver destinato i primi vaccini anti-Covid ai luoghi "principale canale di contagio e diffusione", come ospedali e Rsa, "per gli altri vaccini in arrivo, destinati, invece, a tutte le altre categorie di cittadini, saranno previste modalità differenti di somministrazione, in linea con la ordinaria gestione vaccinale, attraverso una campagna su larga scala (es drive-through) a partire dalle persone con un elevato livello di fragilità" si legge nella comunicazione visionata dall'Adnkronos.

CONSERVAZIONE E SOMMINISTRAZIONE - "Le caratteristiche di consegna di questo primo vaccino prevedono, per garantire la sua integrità, che questo sia consegnato esclusivamente dal fornitore direttamente ad ogni punto di somministrazione (in apposite borse di conservazione contenenti, al massimo, 5 scatole da 975 dosi ciascuna). Le caratteristiche di conservazione, inoltre, di queste prime dosi di vaccino, prevedono che lo stesso possa essere mantenuto per: 15 giorni dalla consegna nelle borse di conservazione del fornitore; 6 mesi, qualora si disponga di celle frigorifere a temperatura -75°C+-15°C".

"Le caratteristiche di somministrazione - si legge ancora nel documento - prevedono che il vaccino vada utilizzato al massimo entro 6 ore dall'estrazione dalle borse o dalla cella di conservazione. Si consideri inoltre che ogni fiala di vaccino contiene 5 dosi".

LA RICHIESTA ALLE REGIONI - Il commissario Arcuri chiede alle Regioni di iniziare a lavorare sul piano vaccino anti-Covid, iniziando già ora a individuare le strutture più idonee. Le comunicazioni, puntuali, dovranno essere inviate entro il 23 novembre.

"Al fine di definire il piano di fattibilità di questa prima fase di somministrazione - si legge nel testo - è necessario che le regioni da Voi presiedute individuino, in ogni provincia, idonee strutture capaci di rispettare i vincoli sovraesposti quanto alle caratteristiche di consegna, di conservazione e di somministrazione".

Entro il 23 novembre le Regioni devono comunicare "per ogni provincia, il numero e la denominazione dei presidi ospedalieri all'interno dei quali si ritiene utile che il vaccino venga consegnato e somministrato; tale presidio ospedaliero dovrà essere in condizione di vaccinare almeno 2.000 persone" o "più persone ma con multipli di 1000 in 15 giorni". Per ogni presidio ospedaliero così individuato "il numero di personale operante al suo interno, a qualunque titolo; il numero di personale sanitario e sociosanitario operante nel territorio, che potrà raggiungere il presidio ospedaliero in non più di 30-60 minuti; la disponibilità al loro interno di congelatori" con caratteristiche tali da consentire la conservazione del siero ed il "relativo volume di spazio disponibile".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Napoli, travolta dal virus, trasforma alcune delle sue chiese in centri diagnostici Covid

Napoli è diventata una delle città italiane con il maggior numero di contagi da coronavirus


Una delle innumerevoli chiese barocche di Napoli è stata trasformata in centro diagnostico Covid. I pazienti si siedono sulle sedie davanti alle immagini dei santi. Lo screening con PCR e test antigene viene effettuato da una ONG tra i residenti in città. L'incidenza del virus in Italia continua a livelli molto elevati, soprattutto in alcune regioni come la Campania, di cui Napoli è il capoluogo.

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Vaccino anti-Covid, l'annuncio di Pfizer a fine sperimentazione: "Il nostro efficace al 95%, nessun effetto collaterale grave"

Il colosso farmaceutico americano ha annunciato i dati del completamento della Fase 3. A giorni la richiesta di autorizzazione alla Food and Drugs Administration Usa


Nella corsa al vaccino anti-Covid, oggi è la volta di Pfizer: il colosso americano fa sapere che il suo candidato vaccino è efficace al 95% e non ha avuto effetti collaterali gravi. Si tratta della prima serie di risultati completi di una sperimentazione in fase avanzata, come rileva il 'New York Times'. Dopo le anticipazioni della scorsa settimana, i dati presentati oggi hanno mostrato che il vaccino ha prevenuto le forme sia lievi che gravi di Covid-19, ha comunicato il colosso del farmaco. Ed è risultato efficace al 94% negli anziani, più vulnerabili allo sviluppo di Covid-19 grave e meno propensi a una piena risposta ad alcuni tipi di vaccini.

Pfizer, che ha sviluppato il vaccino con il suo partner BionTech, ha annunciato che le due aziende pianificano di richiedere l'autorizzazione di emergenza alla Food and Drug Administration americana "entro pochi giorni". Dunque il vaccino potrebbe presto diventare una realtà. I risultati della sperimentazione - arrivati a meno di un anno dall'inizio dei lavori sul vaccino - hanno infranto tutti i record di velocità per lo sviluppo di questo prodotto, un processo che di solito richiede anni.

"I risultati dello studio segnano un passo importante in questo storico viaggio di 8 mesi per un vaccino in grado di aiutare a porre fine a questa devastante pandemia", ha dichiarato in una nota Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer. Se la Fda autorizzerà il vaccino a due dosi, Pfizer ha spiegato che potrebbe avere fino a 50 milioni di dosi disponibili entro la fine dell'anno, e fino a 1,3 miliardi entro la fine del prossimo anno.

Circa la metà della fornitura andrà negli Stati Uniti quest'anno, abbastanza per circa 12,5 milioni di persone (su 330 milioni). Gli americani riceveranno il vaccino gratuitamente, in base a un accordo da 1,95 miliardi di dollari che il governo federale ha raggiunto con Pfizer per 100 milioni di dosi. I risultati resi noti oggi sono in linea con l'analisi iniziale che Pfizer e BionTech hanno anticipato la scorsa settimana, in cui si parlava di un'efficacia di circa il 90%.

La sperimentazione 'targata' Pfizer e BionTech ha incluso quasi 44mila volontari, metà dei quali ha ricevuto il vaccino. L'altra metà ha ricevuto un placebo a base di acqua e sale. Quindi i ricercatori hanno aspettato di vedere quanti sviluppassero Covid-19. Ebbene, su 170 casi di Covid-19, 162 erano nel gruppo placebo e 8 nel gruppo vaccinato. Su 10 casi di Covid-19 grave, 9 avevano ricevuto il placebo. L'evento avverso grave più comune è stato l'affaticamento, con il 3,7% dei volontari che ha segnalato stanchezza dopo aver assunto la seconda dose. Il 2% dei volontari ha riferito mal di testa dopo la seconda dose. Gli anziani hanno riportato effetti collaterali minori e più lievi, hanno detto le due aziende.

Pfizer e BionTech intendono ora pubblicare i risultati per la revisione su una rivista scientifica, processo che però può richiedere settimane o mesi. Oltre ai dati della sua sperimentazione clinica, Pfizer si è detta pronta a presentare alla Fda 2 mesi di dati sulla sicurezza, oltre a documenti di produzione dettagliati che dimostrano che l'azienda può produrre costantemente lotti di alta qualità del suo vaccino. La Fda esaminerà i dati e chiederà a un gruppo esterno di esperti di valutare la domanda di autorizzazione, un processo che secondo il New York Times potrebbe richiedere settimane. Se il vaccino sarà autorizzato, si passerà a stoccaggio e somministrazione.

Il vaccino va conservato a -70 gradi C, una temperatura record rispetto a ogni altro vaccino in sviluppo. Pfizer spedirà il vaccino in scatole speciali da mille-5mila dosi riempite con ghiaccio secco e dotate di sensori Gps. Il vaccino Pfizer può essere conservato in congelatori convenzionali per un massimo di 5 giorni, o negli appositi refrigeratori per un massimo di 15 giorni, a condizione che il ghiaccio secco venga reintegrato e le scatole non vengano aperte più di 2 volte al giorno.

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Il coronavirus circola in Italia dal settembre 2019

Secondo una nuova ricerca, il Coronavirus era presente in Italia mesi prima che si scoprisse il focolaio di Codogno.


Gli scienziati hanno trovato anticorpi Covid-19 in campioni di sangue già nel settembre dello scorso anno. I risultati "possono rimodellare la storia della pandemia", hanno affermato. 

L'Italia ha segnalato i suoi primi casi di coronavirus a fine gennaio, dopo di che diversi focolai si sono aperti in molte zone della Lombardia. Tracce di coronavirus sono state rilevate anche nelle acque reflue di Milano già nel dicembre dello scorso anno, suggerendo che il virus circolasse più di un mese prima della prima infezione confermata nel paese. Tuttavia, nuove scoperte hanno suggerito che il virus fosse presente nel paese anche qualche mese prima. Gli scienziati hanno analizzato campioni di sangue di quasi 1.000 persone - tutte asintomatiche - che avevano preso parte a uno studio di screening del cancro ai polmoni da settembre 2019 a marzo 2020. I risultati pubblicati dalla rivista scientifica INT's scientific magazine Tumori Journal, mostrano che l'11,6% dei 1.000 volontari, aveva sviluppato anticorpi contro il coronavirus ben prima di febbraio. Il 14% di quelli rilevati proveniva da settembre del 2019 e circa il 30% dalla seconda settimana di febbraio, ha affermato il gruppo di scienziati, tra cui anche diversi provenienti della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori, uno dei principali centri di ricerca sul cancro.
 

Un ulteriore test specifico per gli anticorpi SARS-CoV-2 è stato effettuato dall'Università di Siena per la stessa ricerca dal titolo "Rilevamento inaspettato di anticorpi SARS-CoV-2 nel periodo pre-pandemico in Italia". Ha dimostrato che quattro casi risalenti alla prima settimana di ottobre erano positivi anche per gli anticorpi che neutralizzano il virus, il che significa che erano stati infettati a settembre, ha detto a Reuters Giovanni Apolone, un coautore dello studio. "Questo è il risultato principale, "le persone senza sintomi non solo erano positive dopo i test sierologici, ma avevano anche anticorpi in grado di uccidere il virus", ha detto Apolone. 

Lo studio ha anche portato alla luce una scoperta poco piacevole, dopo aver riesaminato i vecchi campioni di pazienti con polmonite, si sono accorti di essersi presi cura di un uomo che era positivo al coronavirus già alla fine di dicembre. 

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Pfizer annuncia che il suo vaccino previene il 90% delle infezioni da coronavirus

La farmaceutica statunitense Pfizer ha annunciato che il suo vaccino contro il covid-19 è efficace al 90%, al di sopra di quanto richiesto dai regolatori statunitensi, il che promette una rapida autorizzazione alla messa in commercio, qualcosa potrebbe accadere anche prima della fine di quest'anno.


"Abbiamo scoperto che il vaccino è efficace contro oltre il 90% delle infezioni da coronavirus e nel prevenire il covid-19, un dato che abbiamo riscontrato sulla sperimentazione di fase III, ovvero su volontari umani", ha detto in una nota la società farmaceutica. La Pfizer è la prima azienda occidentale a presentare i dati sull'efficacia del vaccino necessari per la distribuzione a livello mondiale. Questo è il grande traguardo che l'Amministrazione del presidente Donald Trump stava aspettando da quando ha lanciato la cosiddetta Operazione "Warp Speed" (velocità della luce), un programma multimilionario da sviluppare a tempo di record per la lotta contro il covid_19, ormai fuori controllo negli Stati Uniti e che ha già provocato più di 237.000 morti.

Il vaccino BNT162b2, basato sulla tecnologia RNA, è in fase di sviluppo congiuntamente con la tedesca BionNTech ed è stato sottoposto a un rigoroso processo di sperimentazioni cliniche e ad un'analisi dei dati preliminari di fase 3 da parte di un comitato indipendente ed esterno che ne ha determinato l'efficacia.

  "Oggi è un grande giorno per la scienza e per l'umanità. I ​​primi risultati dei nostri test di Fase 3 del vaccino covid-19 forniscono una prova iniziale sulla capacità del nostro vaccino di prevenire la malattia", ha detto in un comunicato. Alberto Bourla, CEO di Pfizer. L'alto livello di efficacia è stato raggiunto sette giorni dopo la seconda dose, cioè 28 giorni dopo l'inizio della vaccinazione, che richiede due iniezioni, sebbene Pfizer e BioNTech avvertano che l'efficacia finale potrebbe variare con il progredire degli studi.

 Pfizer ha spiegato che prevede di avere due mesi di dati sulla sicurezza accumulati nella terza settimana del mese di novembre, che potrebbero quindi soddisfare i requisiti della Food and Drug Administration (FDA, nel suo acronimo in inglese) degli Stati Uniti e quindi in grado di richiedere l'autorizzazione per motivi di emergenza sanitaria globale.

 Una volta ottenuta l'approvazione, il vaccino potrà essere distribuito e somministrato, cosa per la quale le autorità statunitensi hanno preparato piani che daranno la priorità al personale sanitario, ai dipendenti essenziali, alle popolazioni a rischio e alle aree con un più alto tasso d'infezione.

 "Sulla base delle nostre proiezioni, prevediamo di produrre a livello globale fino a 50 milioni di dosi di vaccino nel 2020 e fino a 1,3 miliardi di dosi nel 2021", ha affermato Pfizer nella sua dichiarazione.

 Nonostante Trump avesse grandi speranze di essere rieletto e di poter presentare un vaccino, i dati clinici sono arrivati ​​esattamente due giorni dopo la sua sconfitta, per la gioia del suo rivale il democratico Joe Biden.

Biden, che ha creato una task force per controllare la pandemia, è stato veloce nel riconoscere questo progresso che è, a suo avviso, "motivo di speranza", ma non è "la fine della battaglia contro covid-19. Questa buona notizia non cambia l'urgenza di continuare a indossare una maschera, mantenendo le distanze sociali e prendendo le misure raccomandate dalle autorità sanitarie fino al prossimo anno".

  L'annuncio arriva un giorno dopo che il mondo ha superato i 50 milioni di casi, fino ad un anno  sconosciuta e che ha provocato 1,25 milioni di morti , secondo i dati della Johns University Hopkins.

 Con più di 100.000 infezioni al giorno, gli Stati Uniti sono una delle sacche più dilaganti della malattia, mentre l'Europa, che rappresenta quasi un quarto di tutti i casi registrati, ha iniziato a prendere provvedimenti per contenere la diffusione con una seconda ondata di chiusure e contenimento delle attività.

 Anche l'India e l'America Latina sono state pesantemente colpite dalla pandemia, che non mostra segni di remissione e per la quale l'unica via d'uscita sembra un vaccino, anche se ci vorranno molti anni per arrivare ad una vaccinazione globale. La notizia di un vaccino efficace ha portato Wall Street ad aprire lunedì con un rialzo di oltre il 5% e raggiungere un record storico, sebbene i dubbi persistano.

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Covid, lockdown e mobilità: come cambia il nostro modo di spostarci

Studio rivela: cala il trasporto pubblico, aumenta l'uso dell'auto, incidenti in diminuzione, attenzione ai monopattini


Gli italiani continuano ad affidarsi all'auto per gli spostamenti e con il Covid ancora di più, come se l'auto fosse una 'grande mascherina' contro il contagio.

Arretra, invece, il trasporto pubblico, che viene percepito come pericoloso (-89% durante lockdown su stesso periodo 2019) mentre un italiano su due userebbe i monopattini per muoversi, ma tutti chiedono regole ferree. Questo il quadro di una mobilità profondamente modificata rispetto agli scorsi anni: la pandemia si è abbattuta sul sistema dei trasporti come la tempesta perfetta: -67% degli spostamenti giornalieri e -84% di passeggeri per km percorsi.

E' quanto emerge dal 17esimo 'Rapporto Audimob sulla Mobilità degli Italiani' realizzato da Isfort in collaborazione con il Cnel e il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, con il contributo scientifico di Agens, presentato oggi durante il webinar "La mobilità in Italia tra la gestione del presente e le strategie per il futuro". 

Il rapporto evidenzia anche che gli incidenti nel 2019 sono calati ma restano comunque molti: sono stati in tutto 172.183, in leggerissimo calo rispetto al 2018 (-0,2%), le vittime sono state 3.173, ovvero - 4,8% e i feriti 241.384 (-0,6%). Il numero di morti è il più basso dell'ultimo decennio e il lockdown, solo in questo caso, ha avuto un effetto benefico: il calo degli incidenti stradali è stato di circa il 72% a marzo e dell'85% ad aprile.

 

(Fonte: Ansa)

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