updated 7:17 AM UTC, May 14, 2021

Covid-19 nel mondo: oltre 100mila morti in Italia, altri paesi revocano le restrizioni

L'avanzamento delle campagne di vaccinazione ha consentito ad alcuni paesi, come Regno Unito e Israele, di compiere un ulteriore passo verso il ritorno alla "vita normale".


La pandemia di Covid-19 sta soffiando sull'Europa a 2 velocità, tra la revoca di alcune restrizioni, lunedì 8 marzo, nel Regno Unito ad esempio, dove tutti gli scolari hanno ripresola strada per le aule, o addirittura in Germania, e misure più severe in altri paesi, come l'Ungheria o la Finlandia e Italia.

Secondo l'ultimo rapporto stabilito da Agence France-Presse (AFP), la pandemia ha ucciso almeno 2,59 milioni di persone in tutto il mondo da dicembre 2019. Gli Stati Uniti sono il paese più colpiti con oltre 525.000 morti, seguiti dal Brasile (265.400), Messico (190.600), India (157.800) e Regno Unito (124.400).

Secondo il nostro Ministero della Salute, in Italia il bilancio delle vittime ha superato i 100mila. Le regioni più colpite sono la Lombardia, cuore economico del Paese, con quasi 30.000 morti, seguita da Emilia-Romagna (quasi 11.000 morti), poi Piemonte e Veneto, con quasi 10.000 morti ciascuno. Queste cifre, che si basano su rapporti giornalieri delle autorità sanitarie, senza includere rivalutazioni basate su basi statistiche e sono generalmente sottostimate. 

Gli scolari in Inghilterra e Irlanda del Nord sono tornati in classe lunedì scorso. Un primo passo per uscire gradualmente da una terza reclusione introdotta nel Paese a gennaio, più dura della precedente, per frenare la diffusione di una variante del Covid-19, più contagiosa, apparsa nel Kent (sud-est), proprio all'inizio dell'anno.

I bambini, di età compresa tra 5 e 11 anni, sono stati i primi a ritrovare i loro insegnanti, prima che gli studenti dei college e delle scuole superiori li seguissero per tappe. In Scozia, le scuole hanno riaperto il mese scorso per i bambini dai 4 ai 7 anni. Un calendario simile è stato adottato in Galles, per favorisce gli alunni che sostengono gli esami quest'anno.

Grazie alla sua vasta campagna di vaccinazioni, 22 milioni di prime dosi iniettate, Londra ha allentato le regole molto rigide che riguardano la vita sociale. È ora possibile incontrare qualcuno fuori per un caffè o un picnic, entro la fine del mese verrà esteso a sei persone. La riapertura di negozi e terrazze non essenziali è prevista per il 12 aprile.

Anche in Germania lunedì sono state tolte le restrizioni: librerie, fiorai e autoscuole, già riaperte in alcuni Länder, possono accogliere visitatori in tutto il Paese. 

Israele è tornato a una vita quasi normale questo fine settimana grazie a nuove misure di deconfinamento. "È una giornata meravigliosa, stiamo aprendo ristoranti con il passaporto verde, stiamo tornando a vivere", ha detto domenica il primo ministro Benjamin Netanyahu, seduto sulla terrazza di un caffè a Gerusalemme. Il "passaporto verde" è un permesso concesso in questo paese a persone che hanno ricevuto due dosi di vaccino o sono guarite dal Covid-19.

Circa il 40% della popolazione israeliana è stata completamente vaccinata contro la malattia. Lo Stato ebraico ha anche lanciato ufficialmente lunedì la campagna di vaccinazione per i palestinesi che lavorano in Israele o negli insediamenti nella Cisgiordania occupata.

Negli Stati Uniti, le persone vaccinate possono incontrarsi in piccoli gruppi al chiuso senza indossare una maschera e senza rispettare le misure di allontanamento sociale. Possono anche incontrarsi senza maschera con persone non vaccinate provenienti da un solo altro nucleo familiare alla volta, purché non presentino fattori di rischio per Covid-19. 

Ma altri stati stanno stringendo la vite. In Finlandia sono appena entrate in vigore nuove restrizioni, inclusa la chiusura di bar e ristoranti. Idem in Ungheria, dove anche le scuole e la maggior parte dei negozi e delle attività commerciali devono chiudere. 

La stanchezza, anche la rabbia, contro le misure restrittive richiede estrema cautela nei confronti dei governi, divisi tra la necessità di contenere l'epidemia e il necessario consenso della popolazione. In questo contesto, il primo ministro olandese, Mark Rutte, dovrebbe annunciare lunedì se il suo governo estenderà o meno le misure in vigore, incluso un coprifuoco dopo le 18:00 che era all'origine delle scene di rivolta nei Pays-Low .

In Italia, dove il bilancio delle vittime ha appena superato i 100.000, sono entrate in vigore restrizioni più severe in Campania, che si inserisce così con Basilicata e Molise nell'elenco delle zone “rosse”, a massimo controllo. Friuli-Venezia Giulia e Veneto, due regioni finora classificate in “giallo” (rischio moderato), sono passate ad “arancione” (rischio medio).

Il giapponese, una difficile campagna di vaccinazione, guidata da una carenza di dosi di vaccino e siringhe specifiche. Dopo tre settimane, sono state somministrate solo quasi 46.500 dosi, giusto per confronto, in Corea del Sud le dosi somministrate sono state 7 volte di più. A differenza di molti paesi, il Giappone richiede che i nuovi farmaci, compresi i vaccini, vengano sottoposti a studi clinici con pazienti giapponesi, il che rallenta il processo di approvazione. Finora è stato approvato solo il vaccino sviluppato da Pfizer e BioNTech.

Lunedì il presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato che l'Unione Europea riceverà "100 milioni di dosi al mese" di vaccino Covid a partire dal secondo trimestre del 2021. Tre vaccini sono stati autorizzati dall'Agenzia europea per i medicinali (EMA), quelli di Pfizer-BioNTech, AstraZeneca-Oxford e Moderna, a cui si aggiungerà giovedì quello prodotto dalla Johnson & Johnson, che richiede solo una singola iniezione. Il vaccino Sputnik V russo ha raggiunto una pietra miliare per la sua diffusione nell'UE la scorsa settimana, con l'inizio della sua revisione da parte dell'EMA. La Commissione europea prevede il 70% degli europei vaccinati entro la fine dell'estate, ma vengono mosse critiche alla lentezza delle campagne.

 
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Milano, weekend in zona gialla e assembramenti, Sala striglia i milanesi: "Comportatevi bene, rafforzeremo i controlli" (VIDEO)

L'invito lanciato via social dal sindaco è a rispettare le regole: "Era previsto l'arrivo di questa terza ondata ed è successo. Alcuni nostri comportamenti l'hanno favorita. Più ce ne approfittiamo, più paghiamo pegno" - (VIDEO)


Beppe Sala

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha lanciato un appello su Facebook a tutti i milanesi, affinché rispettino le regole nell'ultimo fine settimana in zona gialla, prima del passaggio della Regione Lombardia in arancione da lunedì. "Siamo in arancione da lunedì ma avendo davanti un week-end di giallo e bel tempo vi chiedo di tenere un comportamento corretto, fatelo per la nostra salute e per chi negli ospedali sta lavorando a ritmi che speravamo non necessari. Fatelo anche per tutti quelli che non possono lavorare, vi prego comportatevi in modo adeguato al difficile momento" le parole di Sala.

"Era previsto l'arrivo di questa terza ondata ed è successo - ha aggiunto Sala - Alcuni nostri comportamenti l'hanno favorita. Ci sono immagini che tutti abbiamo in testa: i tifosi fuori da San Siro prima del derby, i Navigli pieni, che ormai sono diventati il set ideale per catturare immagine di gente assembrata ma la verità è che a volte il rispetto delle regole manca davvero. Ieri sera ho fatto un giro per la città e ho visto troppi gruppetti di persone a chiacchierare con la mascherina abbassata".

I gruppi, ha osservato ancora il sindaco, "sono talmente tanti che diventano incontrollabili dalle forze dell'ordine. Detto ciò oggi rafforzeremo i controlli. Ne ho parlato con il questore, ho chiesto un intervento più deciso per questo weekend e così sarà. Capisco che siamo tutti stanchi di questa situazione, lo sono anche io. Ma c'è almeno una cosa che dovremmo aver imparato: più ce ne approfittiamo, e più paghiamo pegno".

Covid-19 in Europa: ecco la situazione tra aperture e lockdown

Mentre in Italia continuano le discussioni su un possibile nuovo Lockdown vista l'incertezza sanitaria, alcuni dei nostri vicini europei hanno già parzialmente revocato le restrizioni. Vediamone alcuni.


Tante domande che pesano oggi sulle scelte dell'esecutivo e sulle possibili decisioni a venire. In questa fase, le ipotesi di soccorso sono rare. Invece si potrebbero eventualmente prevedere nuovi lockdown mirati. Le discussioni continuano, il Ministro della Salute fatica a frenare le proteste degli Enti Locali, come è avvenuto per la mancata riapertura degli impianti di risalita delle località sciistiche.

Altrove in Europa, la situazione è molto variabile da un paese all'altro. Alcuni dei nostri vicini stanno rafforzando le restrizioni, come la Germania. Ma altri hanno scelto di allentare un po' la pressione .

In Polonia si scia e si va in vacanza sul Mar Baltico

Grazie ad un leggero miglioramento della situazione sanitaria, ma anche ad una certa pressione del settore turistico, la Polonia ha deciso lo scorso fine settimana di consentire la pratica degli sport all'aria aperta, a cominciare dallo sci. Molti hanno preso gli impianti di risalita nei giorni scorsi prima di scendere sulle piste innevate. L'allentamento delle restrizioni, in vigore fino al 26 febbraio, consente l'apertura di hotel, musei, cinema, teatri e piscine con distanziamento sociale.

Nel sud montuoso del Paese, il sindaco di Zakopane, Leszek Dorula, ha avvertito domenica che gli hotel "potrebbero chiudere di nuovo". Ha detto di aver scoperto che molti sciatori non rispettavano l'uso obbligatorio delle maschere e le distanze sociali, nelle località sciistiche dei Monti Tatra. La polizia locale, da parte sua, ha dichiarato di dover intervenire in numerose occasioni, perché troppi vacanzieri alcolizzati hanno deciso di scendere in piazza per ballare e cantare a squarciagola… Senza maschera. "Se le autorità devono rispondere alle fortissime preoccupazioni dei settori turistici interessati, devono anche restare vigili sulle conseguenze per la salute". Ha affermato durante una conferenza stampa.

In Islanda, si torna alla normalità

La liberazione è avvenuta la scorsa settimana nella Big Nordic Island. Da tre settimane il Paese è stato un'eccezione in questa regione del mondo, essendo l'unico classificato come "verde" sulla mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Un colore che dovrebbe consentire agli islandesi di viaggiare potenzialmente in altri paesi europei senza dover presentare un test PCR negativo. Da metà novembre, le autorità hanno gradualmente allentato le restrizioni, in quattro fasi successive, poiché i dati mostrano buoni risultati. Tant'è che hanno riaperto bar, piscine e palazzetti, per la gioia degli abitanti. Le autorità stanno ora concentrando tutti i loro sforzi sui controlli alle frontiere per evitare un ulteriore deterioramento epidemico.

I belgi possono tornare dal parrucchiere

Altri in Europa sono meno fortunati degli islandesi. Il Belgio, dall'inizio della crisi sanitaria, è stato uno dei paesi con più vittime, se mettiamo in relazione il numero dei decessi con la popolazione. L'11 febbraio il governo vallone ha deciso di estendere il coprifuoco imposto da ottobre tra le 22:00 e le 6:00. La restrizione dovrebbe essere prorogata al minimo fino al 1 marzo. Nelle Fiandre il coprifuoco va da mezzanotte alle 5 del mattino. Una piccolissima riduzione è stata però decisa lo scorso 13 febbraio. Per la prima volta dopo lunghe settimane, i belgi possono di nuovo andare dal parrucchiere. Questo è l '“unico lavoro di contatto” attualmente autorizzato, nel rispetto di un rigido protocollo sanitario. L'acconciatura a casa rimane vietata per almeno altre due settimane.

In Austria riaprono musei e negozi 

A Vienna, dall'inizio di febbraio, i residenti devono essere in grado di fornire un test negativo per andare dal parrucchiere. Ma le autorità hanno deciso di allentare le severe restrizioni imposte il 26 dicembre, nonostante una situazione sanitaria non proprio rassicurante. Pertanto, il governo ha deciso di consentire la riapertura di musei, negozi, zoo e la ripresa delle lezioni scolastiche in presenza due giorni alla settimana. Lunedì 15 febbraio doveva essere effettuato un controllo per valutare la situazione sanitaria ed eventualmente serrare con ulteriori restrizioni.

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Primo weekend in zona gialla: cosa si potrà fare. La parola d'ordine è "responsabilità"

"Serve responsabilità", è l'imperativo ripetuto anche dal presidente della Lombardia Fontana e sulla bocca di tutti gli amministratori, da Milano a Firenze. Spostamenti, bar e ristoranti, centri commerciali, gite e seconde case: alla regolamentazione vigente si aggiungono le ordinanze dei Comuni


Risultato immagini per zona gialla

Bar e ristoranti, gite fuori porta e centri commerciali: l'Italia si prepara al primo weekend in zona gialla con le nuove regole e le concomitanti ordinanze comunali nel tentativo di regolare la movida, da Milano a Firenze. D'altronde l'imperativo sulla bocca degli amministratori è: "Serve responsabilità", così come anche ripetuto dal presidente della Lombardia Fontana. Ma vediamo quel che sarà per attività permesse e per regole anti-assembramento città per città.

Spostamenti - Sono vietati quelli tra Regioni fino al 15 febbraio, ma in zona gialla sono consentiti quelli all'interno della stessa regione. I familiari conviventi possono spostarsi a bordo della stessa auto. Per le persone non conviventi il posto di fianco al guidatore deve essere lasciato vuoto e i passeggeri possono essere al massimo due, seduti dietro vicino ai finestrini.

Bar e ristoranti - Sono aperti fino alle 18. È dunque possibile muoversi per una gita e fermarsi anche a pranzo.

Gite fuori porta e seconde case - Sono consentiti gli spostamenti nella stessa regione e si può andare senza limitazioni nelle seconde case all'interno della propria regione. Si potrà anche andare in una seconda casa fuori dalla propria regione, se si dimostra di avere l'immobile di proprietà o con un contratto di affitto firmato prima del 14 gennaio 2021. Gli alberghi e le altre strutture ricettive sono aperti e all’interno i bar e i ristoranti rimangono aperti a disposizione dei clienti che vi alloggiano.

Centri commerciali - Secondo il Dpcm in vigore fino al 5 marzo 2021 nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei mercati e dei centri commerciali, gallerie commerciali, parchi commerciali e altre strutture assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Le ordinanze anti-movida città per città - Saranno intensificati a Milano i controlli anti-movida, come previsto dal comitato per l'ordine e la sicurezza che si è tenuto in Prefettura a Milano. La decisione del Prefetto, Renato Saccone è di intensificare i controlli nei luoghi della movida milanese, con pattuglie che verificheranno orari di chiusura dei locali, capienza interna di bar e ristoranti e rigoroso rispetto delle norme anti-assembramento. Le zone sotto osservazione sono Navigli, corso Como e corso Garibaldi.

Un'ordinanza per vietare, il venerdì e il sabato, nelle ore dell'aperitivo lo stazionamento nelle zone a più alto rischio assembramenti del centro di Firenze: ad annunciarla il sindaco Dario Nardella. La misura era già stata adottata nei mesi scorsi. "Dopo uno scambio di opinioni con il prefetto e il questore - ha detto Nardella - abbiamo deciso di predisporre un'ordinanza che preveda il divieto di stazionamento nelle aree che nell'ultimo weekend sono risultate essere quelle più critiche", e cioè "tutta l'area che racchiude piazza e mercato di Sant'Ambrogio, borgo la Croce, piazza Ghiberti e piazza dei Ciompi. L'ordinanza riguarderà la fascia oraria più critica, quella che va dalle 18 alle 22, sia il venerdì che il sabato". 

A Roma, corridoi con delimitazioni a Piazza del Popolo per rendere più fluido il transito delle persone ed evitare stazionamenti, controlli al Pincio anche con pattuglie a cavallo di polizia e carabinieri. Torna il 'modello Roma' contro gli assembramenti nel centro della Capitale con maggiore attenzione alle aree in cui si sono registrati recentemente maggiori affollamenti. E' quanto stabilito nel corso del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi.

Per quanto riguarda la Campania, dura reprimenda arriva dal presidente della Regione Vincenzo De Luca. "Gli assembramenti che abbiamo avuto questo fine settimana sono da irresponsabili bisogna dirlo con chiarezza, - ha commentato, guardando al prossimo. - Non è che la sera andiamo nell'area dei baretti e facciamo quello che vogliamo, non è possibile". "Centinaia di persone senza mascherina - ha incalzato, - ma stiamo scherzando? Allora dobbiamo sapere che il problema lo risolviamo quando avremo terminato la campagna di vaccinazione. Più ci sono restrizioni, più dobbiamo essere previdenti e responsabili".

 

(Fonte: tgcom24)

Lombardia e Veneto in zona gialla, Fontana e Zaia invitano i cittadini alla prudenza: "Evitare assembramenti per non vanificare gli sforzi fatti finora"

I presidenti delle due Regioni maggiormente colpite dal Covid lanciano un accorato appello perché il passaggio di colore con conseguente allentamento delle restrizioni non sia interpretato come un "liberi tutti"


Coronavirus, Attilio Fontana in diretta: «Medici in arrivo. Bene le  chiusure. Subiamo attacchi alle nostre mascherine». Logistica: cosa sarà  garantito - Cronaca Monza

Fontana: "Serve senso di responsabilità, non si può tornare indietro"

Il governatore lombardo ricorda: "L'economia è già fortemente compromessa e non possiamo permetterci nuove chiusure"

Il governatore lombardo  Attilio Fontana ha lanciato un appello ai cittadini, invitando ad avere atteggiamenti responsabili: "Siamo in zona gialla, un'occasione che dobbiamo vivere con grande senso di responsabilità affinché gli sforzi fatti finora non siano vanificati". "Oltre alla responsabilità dei singoli - ha aggiunto - è necessaria la massima collaborazione di sindaci e delle Prefetture affinché vigilino sugli assembramenti". Fino a oggi  la regione da novembre - quando è scattato il Dpcm che ha diviso l'Italia per fasce di rischio - era stata solo 13 giorni in giallo (11 in giallo puro e 2 in giallo rafforzato, al termine delle festività). 

"Non si può tornare indietro. L'economia - ha ricordato Fontana - è già fortemente compromessa e non possiamo permetterci nuove chiusure". E dunque "confido nel senso di responsabilità dei cittadini lombardi. Dobbiamo imparare a convivere con il virus - ha scritto Fontana -, perché finché non verrà raggiunta l'immunità di gregge, attraverso la vaccinazione di massa, il pericolo di una recrudescenza sarà sempre in agguato. Abbiamo bisogno di tornare ad una parziale libertà, ma ognuno dovrà fare la sua parte per vincere insieme la guerra a questo maledetto virus. Prudenza e senso di responsabilità consentiranno agli studenti di tornare a scuola in presenza senza incorrere nel rischio di una nuova chiusura dopo qualche settimana, ai commercianti di non dover abbassare nuovamente le serrande e così anche per bar e ristoranti, categoria tra le più penalizzate finora". 

 Ordinanza Zaia per il Veneto oggi. "Negozi chiusi la domenica" - Cronaca -  ilrestodelcarlino.it

Zaia: "Veneto zona gialla da oggi, ma non è finita"

Il presidente della Regione avverte: "Siamo ancora in piena pandemia, evitare assembramenti"

"Da oggi 1° febbraio il Veneto torna zona gialla e le scuole superiori riaprono in presenza. Attenzione però: dobbiamo prendere atto che siamo ancora nel pieno della pandemia, e non è finita". Lo sottolinea il presidente del Veneto, Luca Zaia su Facebook. "Il ritorno in area gialla va vissuto da ognuno di noi con responsabilità, evitando gli assembramenti, indossando in modo maniacale la mascherina e igienizzando le mani, perché in un battibaleno lo scenario potrebbe cambiare in arancio o in rosso, e quindi portare a nuove chiusure", avverte.

"Abbiamo predisposto l'aumento dei mezzi e dei controlli sul trasporto scolastico, ma chiediamo a tutti, inclusi i più giovani, di rispettare le norme, in classe e fuori, e di limitare i ritrovi e gli assembramenti oltre l'orario di lezione. Evitare un ritorno alla zona arancione e rossa e la saturazione dei nostri ospedali, è la sfida che tutti noi dobbiamo contribuire a vincere".

Ronaldo e Georgina, fuga d'amore vietata a Courmayeur? Indagano i carabinieri (VIDEO)

Sono in corso degli accertamenti da parte dei carabinieri del Gruppo Aosta in merito alla presunta vacanza sulle nevi di Courmayeur di Cristiano Ronaldo e della sua fidanzata Georgina Rodriguez in occasione del 27° compleanno di quest'ultima. I due sarebbero stati a Courmayeur tra il 26 e il 27 gennaio, il tutto testimoniato sui social network da un VIDEO poi cancellato. Andare in questi giorni in Valle d'Aosta, zona arancione, non è permesso dalle regole anti-Covid


Non si placano le polemiche per la gita a Courmayeur, in piena zona arancione (dove sono vietati gli spostamenti tra regioni), ed ora un nuovo video ritrae Cristiano Ronaldo e Georgina a bordo vasca nella località di valdostana. E questa volta, è stato postato sul profilo Instagram della modella e consorte del campione portoghese. La coppia si fa riprendere mentre si abbraccia nella piscina di acqua termale circondata dalla neve (corriere.it)


Divampa la polemica dopo la diffusione sul web di un video che ritrae Cristiano Ronaldo e Georgina Rodriguez sorridenti su una motoslitta. Una breve vacanze sulle nevi di Courmayeur tra martedì e mercoledì - riferiscono alcune testate giornalistiche - per festeggiare il 27esimo compleanno della compagna di Cr7.

La presunta 'fuga d'amore' sarebbe stata favorita dalla mancata convocazione dell'attaccante della Juventus per la partita di Coppa Italia contro la Spal, vinta mercoledì sera dai bianconeri 4 a 0.

Sul caso i carabinieri della stazione di Courmayeur hanno avviato degli accertamenti. Se infatti la coppia avesse attraversato il confine tra il Piemonte e la Valle d'Aosta sarebbe prevista una sanzione, da 400 a 1.000 euro, per la violazione della normativa anti-Covid. Cifre che difficilmente potrebbero impensierire Cristiano Ronaldo e che comunque sarebbe problematico pretendere a posteriori. Tra le due regioni, ad oggi in zona arancione, vige il divieto di varcare i confini, ma le eccezioni non mancano. A partire dalla possibilità di spostarsi per raggiungere le seconde case (purché con atto di proprietà o contratto d'affitto antecedente al 14 gennaio) o per motivi di lavoro.

"Per quanto so io non ha seconde case a Courmayeur, poi se ne ha affittata una per un periodo lungo non lo so", spiega il sindaco, Roberto Rota. Resta comunque l'ipotesi del soggiorno in un albergo di lusso. La località ai piedi del Monte Bianco è conosciuta da Georgina, che due anni fa aveva trascorso alcuni giorni di relax con i figli.

Non è la prima volta che una polemica sugli spostamenti in tempi di Covid investe l'asso della Juventus. Nell'ottobre scorso, dopo la positività al coronavirus registrata durante il ritiro della nazionale portoghese, era rientrato da Lisbona con un volo privato per proseguire il periodo di isolamento nella sua villa di Torino. Il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora aveva ipotizzato una violazione del protocollo sanitario da parte del campione bianconero. "Tutte bugie - aveva ribattuto Cristiano Ronaldo in una diretta Instagram - , ho rispettato il protocollo. Sono rientrato dal Portogallo solo grazie al fatto che sia io che la mia squadra ci siamo assicurati di rispettare tutte le procedure. Sono tornato in Italia in aeroambulanza e non ho avuto contatti con nessuno neanche a Torino".

Nuovo Dpcm, le Faq del governo: si può andare nelle seconde case. Da rossa in altre zone per lavoro, necessità o salute. Dai ristoranti ai musei, dallo sport ai dog sitter: tutte le risposte

Si può andare nelle seconde case, anche furori regione e se si tratta di zona rossa o arancione, ma è consentito "solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi in quell'immobile prima dell'entrata in vigore del decreto-legge del 14 gennaio". Lo chiariscono le Faq aggiornate pubblicate sul sito di palazzo Chigi con le risposte alle domande relative al dpcm del 16 gennaio - (LEGGI TUTTO)


Albergatori e mondo dell'agricoltura contro le seconde case

E' possibile raggiungere le seconde case, anche in un'altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone "arancione" o "rossa"), ma solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi in quell'immobile prima dell'entrata in vigore del decreto-legge del 14 gennaio. E' quanto si legge nelle Faq del Governo appena pubblicate. Nelle faq si spiega che si tratta di una possibilità limitata al 'rientro' e questo perché le disposizioni in vigore consentono, dal 16 gennaio 2021, di fare "rientro", appunto, alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette "seconde case".

Il titolo per recarsi nella seconda casa, "per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021". Sono dunque esclusi, precisano le faq, tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, "la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l'avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo". La sussistenza dei requisiti potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.

Ok a non conviventi in auto, ma davanti solo guidatore
Si può usare l'automobile "con persone non conviventi, purché siano rispettate le stesse misure di precauzione previste per il trasporto non di linea: ossia con la presenza del solo guidatore nella parte anteriore della vettura e di due passeggeri al massimo per ciascuna ulteriore fila di sedili posteriori, con obbligo per tutti i passeggeri di indossare la mascherina". E' quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo. "L'obbligo di indossare la mascherina - si legge ancora - può essere derogato nella sola ipotesi in cui la vettura risulti dotata di un separatore fisico (plexiglas) fra la fila anteriore e posteriore della macchina, essendo in tale caso ammessa la presenza del solo guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero per la fila posteriore".

Sì agli accompagnatori per gli spostamenti tra regioni
Se una persona è giustificata a spostarsi tra regioni di diverso colore ma non ha la macchina o la patente, o non sia autosufficiente o abbia un altro impedimento, può farsi accompagnare da un familiare (preferibilmente convivente) o da una persona incaricata del trasporto, da e verso la propria abitazione, anche tenuto conto dell'esigenza di limitare quanto più possibile l'utilizzo di mezzi pubblici. Lo spiegano le Faq del Governo. Nel caso in cui l'accompagnatore e l'accompagnato non siano conviventi devono indossare entrambi la mascherina. Nel rispetto di tali condizioni, anche lo spostamento dell'accompagnatore è giustificato.

Da rossa in altre zone per lavoro, necessità o salute
Il transito nelle aree con restrizioni agli spostamenti diverse dalla rossa (quindi arancione o gialla) è consentito, come ogni altro spostamento, "esclusivamente per comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (per esempio l'acquisto di beni necessari) o motivi di salute". È inoltre consentito "se strettamente necessario ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza, se prevista". Lo spiegano le Faq del Governo.

Sì ad asporto fino 22, non a bar senza cucina o simili
"La vendita con asporto è possibile anche dalle 18.00 alle 22.00, ma è vietata in tali orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina (e altri esercizi simili - codice ATECO 56.3) o commercio al dettaglio di bevande (codice ATECO 47.25)". E' quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo, nello specifico per tutte le aree. "La consegna a domicilio - si legge ancora - è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti". Nelle sezioni sulla zona arancione e rossa viene aggiunto che "è consentita, senza limiti di orario, anche la consumazione di cibi e bevande all'interno degli alberghi e delle altre attività ricettive, per i soli clienti ivi alloggiati".

Sì a spostamenti tra regioni per funerali parenti
Si agli spostamenti tra regioni di diverso colore per i funerali dei parenti. Lo prevedono le Faq del Governo. "La partecipazione a funerali di parenti stretti (per tali potendosi ragionevolmente ritenere almeno quelli fino entro il secondo grado) o di unico parente rimasto - si legge nelle Faq - sempre nel rispetto di tutte le misure di prevenzione e sicurezza, costituisce causa di necessità per spostamenti, anche tra aree territoriali a diverso rischio e con discipline differenziate per il contrasto e il contenimento dell'emergenza da Covid-19".

In zona rossa confermate visite da parte di due persone 
Dal 16 gennaio al 5 marzo 2021, in area rossa sono consentiti esclusivamente spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un'altra Regione) ed è sempre consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, comprese le seconde case. Lo ribadiscono le Faq del Governo, che confermano come, tra le 5 e le 22, una volta al giorno, è consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata situata nello stesso Comune, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell'abitazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro. A chi vive in un Comune fino a 5.000 abitanti, tale spostamento è consentito anche entro i 30 km dal confine del proprio Comune (quindi anche in un'altra Regione o Provincia autonoma), con il divieto però di spostarsi verso i capoluoghi di Provincia. Il rientro a casa dopo essere andati a trovare amici o parenti deve sempre avvenire tra le 5 e le 22, su tutto il territorio nazionale e indipendentemente dal fatto che il giorno sia feriale o festivo. I motivi che giustificano gli spostamenti tra le 22 e le 5 restano esclusivamente quelli di lavoro, necessità o salute.

Sì a spostamenti tra zone per assistere non autosufficienti
Le Faq del Governo spiegano che lo spostamento per dare assistenza a parenti non autosufficienti è consentito anche tra Comuni e Regioni in aree diverse, "ove non sia possibile assicurare loro la necessaria assistenza tramite altri soggetti presenti" in quel Comune o Regione. Non è possibile, comunque, spostarsi in numero superiore alle persone strettamente necessarie a fornire l'assistenza necessaria: di norma un solo parente adulto, eventualmente accompagnato dai minori o disabili che abitualmente egli già assiste. All'interno della zona rossa si può andare ad assistere un parente o un amico non autosufficiente perchè è "una condizione di necessità". Nel caso si tratti di persone anziane o già affette da altre malattie bisogna però tenere presente "che sono categorie più vulnerabili e quindi occorre cercare di proteggerle dai contatti il più possibile". Per chi vive in zona rossa, invece, fino al 15 gennaio sono vietati gli spostamenti in un'altra regione per andare a trovare i propri genitori, anziani ma in buona salute.

Genitori separati possono andare sempre a trovare figli. Possibile ma fortemente sconsigliato portarli dai nonni
I separati o divorziati possono andare a trovare i figli minorenni anche in un'altra Regione o all'estero. Lo spiegano le Faq del Governo, secondo cui "gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l'altro genitore o comunque presso l'affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Regioni e tra aree differenti". Questi spostamenti dovranno in ogni caso avvenire "scegliendo il tragitto più breve" e nel rispetto delle prescrizioni sanitarie (persone in quarantena, positive, immunodepresse, eccetera). Per quanto riguarda gli spostamenti da e per l'estero occorre informarsi sulle specifiche prescrizioni sanitarie relative al Paese da cui si proviene o in cui ci si deve recare. E' invece "possibile ma fortemente sconsigliato" spostarsi per accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all'inizio o al termine della giornata di lavoro perché "gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone". Pertanto, questo spostamento è ammesso "solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore". In questo caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, "percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno". Ma se possibile, "è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi".

Sì a sport all'aperto nei circoli in zona gialla
"È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, dell'area gialla, per svolgere esclusivamente all'aperto l'attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall'Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l'uso di spogliatoi interni a detti circoli". E' quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.

Musei e gli altri luoghi della cultura in zona gialla
Il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (di cui all'articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio) è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, con modalità di fruizione contingentata e nel rispetto delle misure anti-Covid. Alle stesse condizioni sono aperte al pubblico anche le mostre.

Sì a caccia e pesca in area gialla, vietate in zona rossa 
L'attività venatoria o la pesca dilettantistica o sportiva sono consentite ovunque all'interno dell'area gialla; consentite in area arancione solo nell'ambito del proprio Comune; vietate in area rossa. E' quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo.

Dog sitting permesso anche in zona rossa, è come attività colf
"L'attività di dog sitting è consentita dal dpcm" perché si tratta "di attività lavorativa assimilabile a quella di collaborazione domestica". E' quanto si legge nelle Faq sul sito del Governo, nella sezione che riguarda l'area rossa.

 

(Fonti: Adnkronos, Ansa)

Le frontiere Ue restano aperte, ma a certe condizioni. Restrizioni per gli spostamenti non essenziali. Quali sono le "zone rosso scuro"

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen: "Adottiamo misure mirate senza mettere a repentaglio la nostra economia". Il presidente del Consiglio, Charles Michel: "Lavoratori e beni essenziali devono continuare a passare attraverso i confini senza interruzioni. Alle persone che viaggiano da una zona ad alto rischio può essere richiesto di fare il test prima della partenza e di osservare una quarantena all'arrivo"


EU will Close its Borders to All Nonessential Travel to Fight Coronavirus |  أنصار الله

Le frontiere nella Ue restano aperte ma i viaggi non essenziali saranno scoraggiati. Le aree con la circolazione più alta del virus, in particolare delle nuove varianti, saranno classificate come "zone rosso scuro" e in queste gli Stati membri decideranno ulteriori restrizioni alla circolazione: dai test alla quarantena.

Così come per chi arriva da fuori l'Ue, sempre da zone particolarmente colpite. Questo è quanto hanno deciso i leader dei Ventisette dopo un vertice - in videoconferenza - durato oltre quattro ore. "Adottiamo misure mirate" da preferire rispetto alla "chiusura pura e semplice delle nostre frontiere, che metterebbe gravemente a repentaglio la nostra economia senza fermare il virus", ha spiegato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella conferenza stampa al termine del summit.

Con lei il presidente del Consiglio, Charles Michel: "Noi cerchiamo di trarre insegnamenti da quello che è accaduto" e "sappiamo che sarà probabilmente necessario adottare misure restrittive ulteriori per limitare i viaggi non essenziali" e "questo è l'orientamento e nei prossimi giorni cercheremo di coordinarci con il buon senso" usando "ad esempio il colore della zona" riferito al rischio più o meno alto di contagio, ha spiegato. "Alle persone che viaggiano da una zona rosso scuro può essere richiesto di fare il test prima della partenza e di osservare una quarantena all'arrivo" e "in caso di situazioni sanitarie molto gravi, tutti i viaggi non essenziali devono essere fortemente scoraggiati sia all'interno dei Paesi che attraverso i confini", ha precisato la presidente della Commissione. "Allo stesso tempo - ha sottolineato - è di assoluta importanza mantenere il mercato unico in funzione". Per questo motivo "lavoratori e beni essenziali devono continuare a passare attraverso i confini senza interruzioni".

Finora l'Ecdc, il Centro europeo per la gestione delle malattie, ha sempre classificato le zone del continente in verdi, gialle e rosse. Inutile nascondere la "forte preoccupazione" per la rapida diffusione delle nuove varianti del virus. Per questo von der Leyen chiede "più test e più sequenziamento" che "va aumentato ad almeno il 5% dei test positivi" per avere numeri significativi.

A complicare il quadro è l'incertezza della campagna vaccinale, nonostante gli obiettivi ambiziosi con cui la Commissione si è presentata al tavolo di capi di Stato e di Governo. "I leader Ue chiedono che la vaccinazione aumenti e gli impegni delle aziende devono essere rispettati", ha detto Michel a nome dei colleghi infuriati per i ritardi Pfizer dell'ultima settimana (e l'incertezza della prossima). Ha confermato tuttavia che vi è "ampio sostegno alla proposta della Commissione, molto ambiziosa, di vaccinare il 70% degli adulti entro l'estate". "Se ci saranno degli ostacoli li dobbiamo affrontare insieme", ha esortato.

Nel frattempo sembra congelata la discussione - che aveva già portato alla formazione di almeno due correnti di pensiero - sul possibile passaporto vaccinale. "Pensiamo sia necessario un certificato a finalità mediche e in una fase ulteriore vedremo come questo potrà essere utilizzato" anche se "noi siamo molto cauti, è giusto saper constatare quando le persone sono state vaccinate", ha chiarito Michel. È' una necessità medica" ma "l'uso da farne va considerato con serietà" perché "ci sono ancora interrogativi sulla trasmissibilità e sulla durata" oltre all'accessibilità dei vaccini, e "gli usi possibili del certificato si discuteranno in un secondo momento", ha confermato von der Leyen. Unanime è stato invece l'accordo sull'uso e il reciproco riconoscimento dei test rapidi, favoriranno gli spostamenti e potenzieranno il tracciamento dei casi. 

 

(Fonte: Agi)

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