updated 10:48 AM UTC, Jul 23, 2021

Vaccini anti-Covid, il generale Figliuolo vuole vincere la guerra entro l'estate: "In arrivo 3,5 mln dosi di Pfizer. A giugno la spallata"

Speranza: "Mai più tagli al servizio sanitario. Fase nuova, serve un patto. Il Paese sta per uscire dalla crisi"


"Stiamo distribuendo 3,5 milioni di Pfizer che ci darà modo di partire a giugno. Lo ha detto il commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo inaugurando l'hub vaccinale nella sede di Confindustria a Roma.

"A giugno - ha aggiunto - daremo la spallata" al virus con l'arrivo di oltre 20 milioni di dosi. 

"Non dobbiamo sprecare questa crisi, dobbiamo assumere impegni per il futuro di questo paese e questo significa difendere il Servizio sanitario nazionale con tutte le forze, chiudere la stagione dei tagli e aprire una e di grandi investimenti". Così il ministro della Salute Roberto Speranza all'inaugurazione dell'hub vaccinale nella sede di Confindustria a Roma. "Lo sviluppo economico e sociale del paese - aggiunge - ha nella vittoria della battaglia sanitaria la sua premessa".

Bisogna unire l'Italia, "serve un patto Paese che declini e gestisca questa fare, che speriamo sia l'ultima di un'epidemia che ci ha fatto perdere tante vite umane. Si apre la possibilità di trasformare una crisi in una grande opportunità di ripartenza". Lo dice il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo all'inaugurazione dell'hub nella sede di Confindustria a Roma. "Nessuno ce la fa da solo, non il governo, non il commissario, non un ministro, non le regioni - ha aggiunto - dobbiamo ripartire insieme"

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Salute

Rifondazione grillina, Conte scende in campo in diretta streaming. L'avvocato del popolo e la scommessa di trasformare un movimento virtuale in partito reale (VIDEO)

L'ex presidente del Consiglio ha parlato in un'assemblea del Movimento 5 Stelle tenuta online, proponendo un cambiamento radicale: "Non è un’operazione di restyling o marketing politico ma un'opera coraggiosa di rigenerazione, senza rinnegare il passato"


 Lista MoVimento 5 Stelle - Comune di Bomarzo - 2020

(VIDEO - L'intervento di Giuseppe Conte)

"Oggi sono qui con voi anche perché dietro le sollecitazioni di tantissimi di voi e di Beppe Grillo ho accettato questa sfida complessa ed affascinante: rifondare il Movimento 5 stelle. Non è un'operazione di restyling o marketing politico ma un'opera coraggiosa di rigenerazione del Movimento, senza rinnegare il passato".

Lo ha detto l'ex premier Giuseppe Conte parlando all'assemblea del M5s. "Rifondare non vuol dire rinnegare ma deve essere un'opera che valorizzi l'esperienza fatta che proietti il M5S in una forza capace di presentare un nuovo modello di sviluppo. Un modello di sviluppo che realizzi condizioni effettive di benessere equo e sostenibile, che coniughi la transizione energetica in atto per ridurre le tante diseguaglianze". "In queste settimane ho elaborato delle proposte su cui ci confronteremo. Dopo la pausa pasquale programmeremo una serie di incontri per raccogliere i vostri suggerimenti, prima di condividere il progetto finale", aggiunge. 

"Proporrò - ha detto Conte - una carta dei principi e dei valori, in modo che chi vorrà aderire a questa nuova forza politica non abbia dubbi sulla sua identità". Nel Movimento, ha detto Conte, "dobbiamo partire da 2 punti solidi: una proposta che definisca una chiara identità politica e una proposta per dotare il movimento di razionalità organizzativa, coinvolgendo le varie organizzazioni territoriali e della società civile in modo stabile".

"Vi proporrò un nuovo Statuto che non rinneghi i punti di forza "leggera" di un Movimento ma che allo stesso tempo possa espletare tutta la forza organizzativa che ci serve e che ci aiuti a definire con chiarezza la linea politica e ad essere più incisivi". "Dobbiamo evitare la forma partito tradizionale, avremo regole rigorose che contrasteranno la formazione di correnti interne che inevitabilmente finiscono per cristallizzare sfere d'influenze e posizioni di potere. Non abbiamo bisogno di associazione varie, il nuovo impegno viviamolo interamente nel nuovo Movimento". "Ci sarà un dipartimento che si occuperà a tempo pieno con partiti stranieri, avremo un centro di formazione permanente", aggiunge Conte.

"Rispetto della persona; ecologia integrale, secondo cui occorre affidarsi a modelli di sviluppo aperti a misurare le condizioni effettive di benessere equo e sostenibile; la giustizia sociale". E Conte tra i principi elenca "l'etica pubblica" e il "rafforzamento della democrazia diretta, la democrazia diretta digitale che resterà un punto fermo del neo Movimento", aggiunge.

"In passato il M5s è ricorso a espressioni giudicate spesso aggressive ma ogni fase ha la sua storia, dobbiamo essere consapevoli che la politica non deve lasciare sopraffarsi dalla polemica, deve riconoscere anche la bontà delle idee altrui".

Il nuovo Statuto del M5s passerà dopo una votazione su "una" piattaforma digitale. Lo ha detto, a quanto riferito, Giuseppe Conte chiudendo l'assemblea M5s. Una veloce replica fatta dopo aver ascoltato gli interventi dei partecipanti all'assemblea che si è chiusa ora. Conte avrebbe fatto un riferimento generico ad una piattaforma, senza fare alcun riferimento a Rousseau.

"Coraggio, impegno e visione. Lavoriamo per il bene del Paese, per uscire da questa pandemia, pensando a sostenere imprese, lavoratori e famiglie. Dobbiamo rimanere concentrati su questo. Viva il MoVimento 5 Stelle!". Lo scrive il ministro degli Esteri Luigi Di Maio su Fb.

Mario Draghi e il "governo senza aggettivi": un esperto di comunicazione analizza il videomessaggio del premier (VIDEO)

Sulla Stampa Massimiliano Panari analizza il discorso di lunedì del presidente del Consiglio e rileva una distanza "siderale dai vezzi della politica-spettacolo come l'annuncite". Nell'inquadratura, nella posa e nei toni c'è tutto il "draghismo comunicativo", votato alla sobrietà e al pragmatismo di chi intende far parlare i fatti senza stupire, ammiccare, promettere - (VIDEO)


Draghi medita la stretta. E oggi parla agli italiani - IlGiornale.it

“Il videomessaggio di Mario Draghi si può considerare come la rentrée comunicativa del presidente del Consiglio”, annota su 'La Stampa' Massimiliano Panarari, consulente di comunicazione politica. Perché, “a distanza dalla première del discorso programmatico della fiducia alle Camere, Draghi ha ribadito i pilastri (e l'intonazione) della sua comunicazione per come si era delineata nelle rare occasioni precedenti”, ovvero “il punto di partenza è la sobrietà (di modi, toni, espressioni) considerata come attributo naturale, insieme alla solennità, delle istituzioni – e resa visivamente in modo molto diretto dallo sfondo classico delle riprese, con l'arazzo e le bandiere (italiana e Ue)”.

Specie se confrontata con la  “pantagruelica, bulimica e, a tratti, ‘pirotecnica’ comunicazione del precedente esecutivo”. Così, invece, “scarna, essenziale ed effettuale sarà verosimilmente quella dell'odierno, finalizzata a costruire un framing che, in un quadro di larghissime intese (e di potenziali molteplici divergenze), deve anche inevitabilmente procedere ‘per sottrazione’".

Insomma, conclude l’analista dei messaggi, “la grammatica del draghismo comunicativo è infatti, come riconfermato dal messaggio, quella di un governo ‘senza aggettivi’, e che deve agire ed essere quanto più possibile fattivo (‘per tutelare la salute, sostenere chi è in difficoltà, favorire la ripresa economica, accelerare le riforme’)”, ovvero “la comunicazione del pragmatismo, con ‘il pensiero costante diretto a rendere efficace ed efficiente l'azione dell'esecutivo’, una scelta di aggettivazione derivante, in maniera inconfondibile, dalla familiarità con il linguaggio dell'economia”.

Una distanza che Panarari definisce “siderale” dai “vezzi e dai vizi della politica-spettacolo (come l'annuncite)” che “si misura nelle parole – ‘non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile’ – e nei gesti, molto misurati, fino alla postura statica, se non fosse per il braccio e la mano destra che si muovono per sottolineare alcuni passaggi del discorso”.

Insomma, conclude Panarari, ciò ha evidenziato “un atteggiamento più empatico e partecipe (in termini anche di ipotetica risposta a coloro che lo giudicano troppo ‘algido’), a proposito di un registro comunicativo che vedrà, nel tempo, alcuni cambiamenti (molto contenuti e certamente non ‘snaturanti’ i fondamentali)” perché “l'agire comunicativo di Draghi è di tipo eminentemente linguistico e ispirato alla razionalità”. 

 

(Fonte: Agi)

Giorgia Meloni, l'unica a dire no a Draghi: "Non polemizzo con gli alleati, ma chiedo rispetto"

La leader di Fratelli d'Italia in tv: "Abbiamo inviato al premier incaricato le nostre proposte, scoprirà la nostra lealtà. Salvini ministro? Ne sarei contenta, ma se entrano anche Zingaretti, Di Maio e Speranza scenario fosco"


"Oggi ho mandato al presidente incaricato una serie di documenti in vista del nostro incontro di domani, come mi ero impegnata a fare durante il nostro precedente incontro, con le principali proposte di Fratelli d'Italia, per esempio in materia di sostegno al nostro tessuto produttivo, di lotta all'immigrazione incontrollata, sul Recovery plan e come lo vorremmo integrare, su alcune cose strane che sono accadute sulla gestione commissariale di Arcuri, su alcuni dei principali dossier aperti. Credo che alla fine Mario Draghi potrebbe scoprire che c'è un partito di opposizione che ha cuore il destino dell'Italia e che potrebbe rilevarsi a tratti più leale di alcuni partiti della maggioranza, non fosse altro perché noi proviamo a dare una mano senza chiedere in campo di fare i ministri". Così Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, in un'intervista a 'Quarta Repubblica'.

Sulla scelta di non supportare l'eventuale governo Draghi, Meloni ha ribadito: "Non intendo polemizzare con gli alleati e non lo farò. Rispetto le scelte degli alleati anche se non le condivido, chiedo lo stesso rispetto per la scelta di Fratelli d'Italia. Come sono convinta della mia scelta, quindi non ho bisogno di giudicare le scelte degli altri, confido che gli altri siano convinti delle loro scelte e quindi non abbiano bisogno di giudicare la mia".

E ancora: "Se Salvini diventasse ministro in questo contesto potrei essere contenta, però temo che se Salvini diventasse ministro questo significherebbe che avremmo ministri anche Zingaretti, Di Maio, Speranza e lo scenario diventa un po' più fosco".

Crisi di governo, Bonino: "Non sosterremo un Conte ter, nuovo premier e maggioranza per non perdere i fondi Ue". Renzi: "E' tempo di affidarsi al Capo dello Stato" (VIDEO)

Emma Bonino parla al termine dell'incontro di Più Europa-Azione e Radicali italiani con Sergio Mattarella: "Siamo disponibili a discutere di contenuti con un nuovo eventuale presidente incaricato in grado di raccogliere con una maggioranza più ampia e pari a quella che sostiene Ursula Von Der Leyen nel Parlamento Europeo"


 

Bonino: "No a Conte ter, svolta per non perdere fondi Ue"

La leader di Più Europa: "Disponibili a discutere di contenuti con un nuovo eventuale presidente incaricato"

(VIDEO) - Nel secondo giorno di Consultazioni al Quirinale Emma Bonino ribadisce al Capo dello Stato il suo no a un Conte ter. "Non sosterremo un tentativo di proporre un governo con l'attuale presidente del Consiglio, perché se è vero che serve una svolta, un rilancio, non possiamo sostenere la semplice continuità del presiedente del Consiglio", afferma al termine dell'incontro di Più Europa-Azione e Radicali italiani con Sergio Mattarella. "A maggior ragione - aggiunge - dopo il tentativo di dare vita al suo sostegno in modo piuttosto contraddittorio e disordinato di un Gruppo parlamentare senza alcuna coerenza politica, che utilizza come mero schermo il richiamo all'europeismo. Azione e Più Europa sono impegnate nella costruzione di un progetto inclusivo aperto a rappresentanze di forze riformatrici, profondamente europeiste".

"Quindi abbiamo manifestato al Presidente Mattarella con chiarezza che non siamo disponibili a nessun tipo di continuità che ha già dimostrato tutta la sua debolezza, per non dire peggio, ma siamo disponibili a discutere di contenuti con un nuovo eventuale nuovo presidente incaricato, che abbia un autorevole profilo europeista e riformatore in grado di raccogliere una maggioranza più ampia di quella attuale, coinvolgendo le forze che al Parlamento europeo che sostengono il lavoro della Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen".

"Per noi - ribadisce Bonino - è indispensabile una svolta nell'attività governativa, nella gestione del piano vaccinazioni, sulla questione dei fondi europei che rischiamo di perdere". Quanto a Conte rivela "ha telefonato anche a me come a tutti. Io sono educata, rispondo, e so cosa rispondere. Più Europa ha una connotazione veramente europeista. Quello è un gruppo senza nessun collante. Ci sono responsabili la mattina che il pomeriggio poi cambiano idea... I senatori in prestito? Dal punto di vista parlamentare possibile, politicamente inaccettabile".


Renzi: "E' tempo di affidarsi al Capo dello Stato"

"Stiamo andando a sbattere su economia, vaccini e scuola, ecco perché è questo il momento di cambiare

"A tutti quelli che chiedono: 'ma proprio adesso dovevate aprire la crisi?', ho risposto ieri in questo video in cui provo a spiegare che stiamo andando a sbattere su economia, vaccini e scuola, ecco perché è questo il momento di cambiare". Lo scrive Matteo Renzi nella sua ultima enews, rilanciando il video diffuso ieri.

"Dopo settimane in cui si sono tentate improbabili soluzioni personali è finalmente venuto il tempo di seguire la Costituzione - scrive Renzi - di affidarsi al Capo dello Stato e di parlare con il linguaggio della verità davanti al Paese. La verità, non le veline. La politica, non il populismo".

Poi un messaggio di vicinanza a Chiara Appendino. "Prendiamo atto che in Parlamento non c’è più una maggioranza giustizialista, altrimenti oggi il ministro Bonafede avrebbe ottenuto i voti in Senato. E proprio per questo voglio che arrivi un messaggio di vicinanza a Chiara Appendino" scrive Renzi.

"Da ex sindaco sono dispiaciuto. Perché si afferma una responsabilità per i primi cittadini molto difficile da accettare. Era accaduto con Leonardo Domenici a Firenze, con Marta Vincenzi a Genova. Oggi accade con Chiara Appendino", spiega il leader di Iv dopo aver ricostruito la vicenda della sindaca di Torino.

"Noi non siamo come i giustizialisti, che usano i processi per regolare i conti della politica. Io voglio dire che mi dispiace, che spero che Chiara Appendino sia assolta in appello, che siamo vicini al dolore della sua famiglia - prosegue Renzi -. E non mi interessa il fatto che i grillini non fanno così con noi, preferendo sempre avere due pesi e due misure. Noi restiamo persone civili, anche e soprattutto davanti alle decisioni della magistratura".

(Fonte: Adnkronos)

Renzi non molla e rilancia la sfida a Conte: "Se non ha i numeri si fa un altro governo"

Il nuovo, ennesimo, ultimatum del leader di Italia Viva arriva alla vigilia di una delicata riunione di maggioranza, convocata dal presidente del Consiglio per domani alle 18 con l'intento di discutere la bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive


Le disgrazie non vengono mai sole | Salto.bz

Matteo Renzi torna a lanciare la "palla nel campo" di Giuseppe Conte e sfidarlo sui tre piani di scontro dei giorni scorsi: Mes, conta in Aula e delega sui servizi. "Presenteremo un nostro documento che chiederà: sì o no al Mes?", annuncia il leader di Italia viva. "Non saremo complici di uno sperpero, siamo pronti a dimetterci e andare all'opposizione. Se Conte, come sembra, vuole cercare i voti dei responsabili in Aula lo aspettiamo lì". "Iv non si spacchera' - assicura l'ex premier - e se Conte non avrà i numeri, si fa un altro governo, non le elezioni". "Io non sono un inciucione ma sul Recovery bisogna parlare con l'opposizione", aggiunge. E ancora: "Si faccia presto il Cdm. A chi chiede se il Mes è la conditio sine qua non per andare avanti, rispondo: perchè no al Mes?".

Il nuovo, ennesimo, ultimatum di Renzi arriva alla vigilia di una delicata riunione di maggioranza, convocata dal presidente del Consiglio per domani alle 18 con l'intento di discutere la bozza del Recovery plan da portare in Consiglio dei ministri nelle ore successive.  

Crisi di governo, la sfida tra il leader di Italia Viva Matteo Renzi e il  premier Giuseppe Conte: il vincitore senza vittoria | Rep

Altro tema che Renzi pone è quello della delega sui servizi segreti.  "E' assurdo che il presidente del Consiglio non voglia cederla", insiste, "come hanno fatto tutti i suoi predecessori", Ma, aggiunge poi, per rispetto agli agenti che rischiano la vita ogni giorno e che agiscono sotto copertura o quando c'è da pagare un riscatto o da difendere le istituzioni, non ne parlerò più. Da qualche mese i servizi sono oggetto di una polemica assurda, sono sconvolto".

Infine, il leader di Italia viva si associa alla sua ministra Teresa Bellanova nel definire "timida" la condanna di Conte all'assalto di Capitol Hill da parte dei sostenitori di Donald Trump.  "E' stato importante che anche Boris Johnson, altro uomo di destra, abbia detto parole durissime come Angela Merkel. Ha ragione Bellanova, lo ha detto Veltroni - sostiene -: quando c'è una ferita alla democrazia, si sta tutti dalla parte della democrazia, non è che se uno è amico di Trump non dice parole chiare". "Il rispetto delle forme è parte della democrazia", sottolinea. 

 

(Fonte: Agi)

Governo, la tensione rimane alta. Slitta l'incontro Conte-Italia Viva. Renzi: "Battaglia per le idee, non per le poltrone"

Bellanova a Bruxelles: disguido sulle agende e mossa per prendere tempo? Probabile vertice entro venerdì. Il leader di Italia Viva, Renzi, aveva duramente criticato l'esecutivo per la task force per il Recovery Plan


Italia Viva ha chiesto al presidente Conte di spostare l'incontro fissato per le 13 a Palazzo Chigi. Le ragioni dell'annullamento dell'appuntamento sono da ricercare nell'assenza della ministra Bellanova, impegnata a Bruxelles. L'incontro, fanno sapere fonti di Italia Viva, verrà dunque spostato ai prossimi giorni, probabilmente entro venerdì.

Il premier Conte, in questi giorni, è impegnato in incontri con le diverse forze politiche. "Ci sono state chiare note critiche da parte di una forza politica, in particolare Italia Viva, ed è giusto che ci sia questo confronto. Ma i cittadini devono stare tranquilli: non vogliamo, o almeno io non voglio disperdere energie rispetto all'azione di governo che in questo momento di emergenza è ovviamente ancora più intensa", ha spiegato in un'intervista a La Stampa.

Renzi: "A Conte darò documento, Iv pronta a lasciare le poltrone" "Sui temi del salto di qualità del governo diremo la nostra al premier Conte con un documento scritto, appena ci sarà occasione di incontrarci (non oggi perché la Bellanova è a Bruxelles)". Sono le parole del leader di Italia Viva, Matteo Renzi, che ha aggiunto che "stiamo facendo una battaglia per le idee, non per le poltrone. Noi siamo l'unico partito che è pronto a rinunciare alle poltrone, non a chiederle".

Coprifuoco in Campania, De Magistris attacca De Luca: "Se la prende coi cittadini, ma ha fatto errori molto gravi". E accusa anche Conte: "Messaggio ansiogeno e lacerante"

Il sindaco di Napoli contro il governatore: "Ha vietato ai medici di dire la verità. Il virus è fuori controllo, la medicina territoriale è stata smantellata, non prendiamocela con i cittadini". Sull'intervento del premier domenica sera: "Le parole di Conte hanno avuto un effetto devastante, siamo passati dalla pandemia al pandemonio"


Legge Severino è costituzionale, ricorso infondato". De Magistris verso la  sospensione. E anche De Luca trema - Il Fatto Quotidiano

Da agi.it

Coprifuoco in Campania da venerdì. È la richiesta che il presidente della regione, Vincenzo De Luca, si appresta ad avanzare di fronte all'incremento dei contagi da Covid-19.

 "Ci prepariamo a chiedere in giornata il coprifuoco, il blocco delle attività della mobilità da questo fine settimana" annuncia il governatore "Volevamo partire dall'ultimo week end di ottobre, ma partiamo ora, si interrompono le attività e la mobilità alle 23 per contenere l'onda di contagio. Alle 23 da venerdì si chiude tutto anche in Campania come si è chiesto anche in Lombardia".

La decisione vinee nel mezzo di un duro scontro tra De Luca e il sindaco di Napoli. "Penso ci siano stati errori molto gravi della Regione. Non è uno scaricabarile, i numeri parlano da soli" è l'attacco di Luigi de Magistrisai microfoni di Rai Radio1.

"Le persone a casa sono sole, appena aumenta la febbre vanno in ospedale, il virus è fuori controllo, la medicina territoriale è stata smantellata già prima della pandemia. De Luca ha vietato anche ai medici di dire la verità - aggiunge - il tampone viene fatto dopo molti giorni".

Quanto alle norme più restrittive nella regione per le ordinanze di De Luca concentrate sulla movida, per l'ex pm "il problema non sono i ragazzi. Non prendiamocela con i cittadini che hanno avuto in gran parte un atteggiamento responsabile. Andremo sicuramente al lockdown in Campania, sono rimasti 15 posti in terapia intensiva. Che tristezza chiudere le scuole appena riaperte. Adesso il tema centrale è facciamo presto".

Poi però l'invito a "essere uniti", "in questo momento" e un bravo al premier Giuseppe Conte per "la marcia indietro del governo". "La gente sta capendo che bisogna essere responsabili ma non rinunciare subito agli altri diritti".

In realtà anche nei confronti del premier il primo cittadino di Napoli non aveva risparmiato parole taglienti, stamattina in una intervista al quotidiano La Stampa. "Le parole di Conte hanno avuto un effetto devastante, siamo passati dalla pandemia al pandemonio", ha detto de Magistris in riferimento al discorso di Conte di domenica sera. "Senza contare che questi coprifuoco settoriali sono inattuabili".

Il sindaco si dice "sconcertato" e che il modo in cui s'è mosso il governo è "segno di grande superficialità" e, "nella migliore delle ipotesi c'è stata molta approssimazione dal punto di vista della comunicazione". 

"Pandemia? No Pandemonio"

"È stato sbagliato quel messaggio, ansiogeno e lacerante, che rischia di acuire le tensioni sociali: i ragazzi additati come untori, le persone che si lamentano degli assembramenti, i commercianti che vedono la loro attività in crisi. E in quel modo inviti a tutti a rivolgersi al sindaco" e con la polizia municipale "siamo sempre in difficoltà, non abbiamo risorse per assumere nuovo personale".

Poi puntualizza: "Chiudere una piazza non è la soluzione, perché la gente si sposterà in un'altra piazza vicina, come in un grande e inutile gioco dell'oca". E de Magistris conclude: "Siamo qui a parlare di questo perché alla fine nel dpcm c'era poco altro".

 

(Fonte: agi.it)

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