updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Covid, l'ospedale Sacco smentisce Massimo Galli: "I nostri reparti non sono pieni di varianti"

L'infettivologo, ormai notissimo al pubblico televisivo, in qualità di direttore di Malattie infettive della struttura milanese, aveva lanciato l'allarme su un disastroso proliferare dei contagi, ma viene corretto dalla direzione: "Le percentuali identificate sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale"


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L'Asst Fatebenefratelli Sacco frena su "alcune notizie apparse sulla stampa su 'reparti pieni di varianti' riferite alle Malattie infettive dello stesso Sacco", e  spiega che "tali affermazioni al momento attuale non rappresentano la reale situazione epidemiologica nel presidio". Era stato il direttore di Malattie infettiveMassimo Galli, a lanciare l'allarme sul proliferare dei contagi da varianti, smentito poi dalla stessa struttura. 

"Attualmente – precisa la nota dell’ospedale – le percentuali di varianti identificate (verificate secondo le indicazioni del Ministero della Salute e dall’ISS o su controlli a campione) sono in linea con la media nazionale ed inferiori alla media regionale”.

La nota aggiunge anche che finora “presso il Laboratorio di questa ASST è stata identificata esclusivamente la variante UK (cosiddetta “variante inglese”) e che, al momento, nessun sequenziamento ha evidenziato la variante brasiliana o sudafricana”.

"Nel periodo dal 23 dicembre 2020 al 4 febbraio 2021, sono stati ricoverati 314 pazienti positivi a Covid. I dati raccolti hanno rilevato la presenza di 6 pazienti positivi alla variante Uk su un totale di 50 casi che, in ragione delle loro caratteristiche, sono stati sottoposti a sequenziamento".

COSA AVEVA DETTO IL PROF. MASSIMO GALLI - "Ho il reparto invaso da nuove varianti del Covid-19 e questo fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri". Lo ha detto Massimo Galli, intervenendo a Mattino 5. L'infettivologo dell'ospedale Luigi Sacco di Milano ha aggiunto che "le avvisaglie vengono guardando cosa sta succedendo in altri Paesi europei e le varianti, che sono maggiormente contagiose, hanno maggiore capacità a diffondersi in situazioni non sicure".

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Vaccini, in Lombardia ecco Bertolaso: "Vaccinare tutti entro giugno". Fontana: "E' una garanzia, di capacità ed efficienza". E Letizia Moratti annuncia il piano per gli over 80: "Si parte il 24 febbraio" (VIDEO)

Guido Bertolaso, è ufficialmente il nuovo consulente della Regione per la campagna vaccinale lombarda. Nel corso della conferenza stampa con il presidente Attilio Fontana e la vicepresidente Letizia Moratti ha dichiarato che l'obiettivo è "una massiccia campagna di vaccinazione 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana". L'assessore al Welfare ha spiegato che la raccolta delle adesioni per gli ultra ottantenni avverrà tramite i medici di base o l'assistenza domiciliare, oppure attraverso l'accesso a un portale dedicato, direttamente o con il supporto familiari. La persona da vaccinare sarà quindi ricontatta e sarà precisato il luogo in cui effettuare la somministrazione della dose - (VIDEO)


BERTOLASO - "Sarà la più importante operazione di Protezione civile mai realizzata in Italia". Queste le parole di Guido Bertolaso, nuovo consulente per la campagna vaccinale della Lombardia. "Sono un funzionario dello Stato e quindi darò tutta la mia vita per contribuire a risolvere i problemi del mio adorato paese", ha detto Bertolaso a margine di un incontro dedicato alla campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia.

 "In Lombardia tutti dovranno dare il loro contributo per vaccinare 10 milioni di italiani auspicabilmente entro l'inizio dell'estate" ha detto. "Se arrivano i vaccini... Perché se non abbiamo la materia prima diventa un esercizio complesso", ha aggiunto Bertolaso che ha poi precisato: "Avremo febbraio-marzo critico, ma da aprile in poi saremo inondati di dosi di vaccini".

L'obiettivo è quindi "una massiccia campagna di vaccinazione 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana. Il traguardo di vaccinare tutta la Regione Lombardia prima della fine di giugno, se avremo vaccini, è assolutamente possibile e ce la faremo, ve lo garantisco". Bertolaso ha poi precisato: "Non prenderò nemmeno un euro per svolgere questo mio nuovo ruolo in Lombardia. Vaccinare gli italiani dovrebbe essere prima di tutto un piacere, soprattutto per tutti i medici e gli infermieri in pensione - ha aggiunto -. Non deve essere il soldo lo stimolo per vaccinare tutti gli italiani". 

FONTANA - "Oggi con delibera di Giunta regionale abbiamo conferito al dottor Guido Bertolaso la qualità di consulente del Presidente per l'attuazione e il coordinamento del piano vaccini anti Covid della Regione Lombardia".

Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana nella conferenza stampa di presentazione in cui è stato ufficializzato il nuovo incarico affidato a Guido Bertolaso. Presenti anche la vicepresidente e assessore regionale al Welfare Letizia Moratti, l'assessore regionale alla Protezione civile Pietro Foroni e Guido Bertolaso.

"Voglio ringraziarlo – ha sottolineato Fontana – per la decisione di riprendere la collaborazione con noi. Ci diede un aiuto fondamentale per la realizzazione dell'ospedale in Fiera, concluso in poche settimane. Ora abbiamo la sua disponibilità per un momento così delicato che è la campagna vaccini anti Covid".

"In una situazione in continua evoluzione in materia di gestione dei vaccini – ha ricordato il presidente Fontana, richiamandosi alla recente decisione dell'Agenzia del farmaco che ha autorizzato l'estensione agli over 50 dell'antivirus prodotto da Astra Zeneca – abbiamo bisogno di grande capacità e di efficienza, della professionalità di chi ci sa dare sicurezza. Bertolaso lo ha dimostrato in tutta la sua vita e lo farà anche in questo caso qui, in Regione Lombardia".

MORATTI - "Il piano di vaccinazione per gli over 80 non comincerà a marzo, come precedentemente annunciato, ma il 24 febbraio. Lo ha precisato la vicepresidente della Regione Lombardia e assessore al Welfare, Letizia Moratti. "La nuova previsione – ha spiegato - ci consente di non andare più in sequenza, ma in parallelo.  Ai lombardi vogliamo fornire il piano vaccinale più efficace ed efficiente".

Letizia Moratti, dando il suo benvenuto a Guido Bertolaso, ha ricordato la sua "determinazione, concretezza, precisione, entusiasmo e costante passione nonostante la fase di emergenza che il Paese sta attraversando".

"E' importante – ha detto - per motivare la squadra che si occuperà del piano vaccinale, piano che continua ad avere modifiche e aggiornamenti. Il Governo, ad esempio, aveva comunicato di somministrare il vaccino di AstraZeneca alle persone con meno di 55 anni. Oggi, invece, ci è stato detto che si può usare anche con gli over 55. Rispettiamo quello che ci viene detto per garantire il meglio ai lombardi". 

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Covid. l'immunità durerà almeno e sei mesi. Cosa succede a chi si era ammalato e torna in contatto col virus

Lo studio, pubblicato online su Nature, condotto su oltre 80 persone precedentemente contagiate dal coronavirus ha dato risultati incoraggianti: "In caso di reinfezione anticorpi rapidi ed efficaci, forse anche contro mutazioni"


Covid, Gismondo: “Rischio no immunità di gregge fino al 2024” -  IlGiornale.it

L'immunità a Sars-CoV-2 nei guariti da Covid-19 può durare almeno 6 mesi, secondo un lavoro pubblicato online su 'Nature' dal gruppo di Michel Nussenzweig della Rockefeller University di New York. Un'analisi condotta su oltre 80 persone precedentemente contagiate dal coronavirus indica che i livelli di cellule B della memoria specifiche - quelle che restano nell'organismo dopo la malattia, e che in caso di nuova esposizione allo stesso patogeno possono proliferare rapidamente e produrre anticorpi - sono rimasti costanti durante il periodo di studio. I risultati confermano che i guariti da Covid, qualora incontrassero nuovamente il virus, possono potenzialmente 'montare' una risposta immunitaria rapida ed efficace.

Nussenzweig e colleghi hanno valutato 87 persone con diagnosi confermata di Covid-19 a distanza di 1,3 e 6,2 mesi dall'infezione. I ricercatori hanno così osservato che, "sebbene l'attività degli anticorpi neutralizzanti diminuisca nel tempo, il numero di cellule B della memoria rimane invariato". Inoltre, notizia ancora più positiva mentre cresce la preoccupazioni per le nuove varianti di Sars-CoV-2, si è visto che "gli anticorpi prodotti da queste cellule memoria sono più potenti rispetto agli anticorpi originali, e possono essere più resistenti alle mutazioni nella proteina Spike" che media l'ingresso del virus nelle cellule bersaglio.

Queste osservazioni, spiegano gli autori, indicano che "le cellule B della memoria hanno la capacità di evolversi in presenza di piccole quantità di antigene virale persistente (piccole proteine del virus che possono essere rilevate dal sistema immunitario)".

"La continua presenza ed evoluzione delle cellule B della memoria - concludono - suggerisce che le persone potrebbero essere in grado di produrre rapidamente potenti anticorpi neutralizzanti dopo una reinfezione da Sars-CoV-2".

 

(Fonte: Adnkronos)

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"Lombardia zona rossa, una punizione che non merita". La protesta del governatore Fontana: "C'è qualcosa che non funziona in conti e parametri" (VIDEO)

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana critico con il governo: "Ho appena parlato con il ministro Speranza - ha detto - è una punizione che la Lombardia non si merita. Ha fatto tanti sacrifici in questo periodo, i cittadini si sono comportati molto bene. Il ministro mi ha detto che farà fare ancora dei controlli" - (VIDEO)


La Lombardia si avvia a entrare in zona rossa, con misure e regole più restrittive per quanto riguarda scuola, spostamenti, bar. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Concorezzo, in provincia di Monza e Brianza, per la presentazione del progetto 'Smarter Italy'."Per ora sì", ha detto a chi gli chiedeva se la Regione entrerà in zona rossa e "le scuole non riaprono. Io sono molto critico. Sono molto cauto nella valutazione dei dati e della situazione, ma credo che la Lombardia non si meriti il rosso", ha aggiunto alla vigilia dell'adozione del nuovo dpcm, valido a partire dal 16 gennaio.

"Oggettivamente siamo in una fase in cui stiamo migliorando i numeri, eppure c'è il rischio che si entri in zona rossa. Credo che sinceramente la zona rossa sia una punizione che la Lombardia non si merita, perché ha fatto tanti sacrifici in questo periodo, i cittadini si sono comportati molto bene e la zona rossa è estremamente penalizzante", ha aggiunto Fontana, per il quale "c'è qualcosa che non funziona in come vengono fatti i conti e nella determinazione dei parametri, che secondo me bisogna rivedere".

"Queste sono le critiche che ho sostenuto parlando con il ministro Speranza. Il vero problema è che il conteggio dell'Rt è una cosa estremamente opinabile e poi si riferisce a dati vecchi e se c'è stata un'evoluzione, di questa non si tiene conto", ha aggiunto. "Speranza mi ha risposto che farà fare ancora dei controlli, che audirà il Comitato tecnico per rivalutare la situazione".

BERGAMO - Con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media regionale, Bergamo - la più colpita dalla pandemia nella prima ondata - chiede una deroga alla zona rossa. "Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori", scrivono il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli, in una lettera alla Regione Lombardia perché si faccia portatrice al Ministero della Salute.

 

Lombardia, la prima intervista a Letizia Moratti: "Imparare dagli errori (che tutti possono fare). Agirò nell'interesse di tutti i cittadini lombardi" (VIDEO)

La prima intervista di Letizia Moratti, appena entrata nella Giunta lombarda di Attilio Fontana. Per l'ex sindaco di Milano la vicepresidenza e l'assessorato al Welfare. Anche grazie alla sua esperienza e le sue capacità amministrative la Regione più colpita dal Covid vuole vincere la battaglia sanitaria più difficile.

Napoli, esplosione all'Ospedale del Mare. Spaventosa voragine aperta nel parcheggio, sgomberato il Covid hotel. De Luca: "Esploso problema idrogeologico" (VIDEO)

Un'ampia voragine si è aperta all'alba di oggi nel parcheggio dell'ospedale del Mare, nella periferia est di Napoli. Potrebbe essere riconducibile a un cedimento determinato da infiltrazioni. E' profonda una ventina di metri ed è ampia circa 2000 metri quadrati


Un'ampia voragine si è aperta nel parcheggio dell'Ospedale del Mare di Ponticelli, nella periferia est d Napoli. Non si registrano persone ferite o coinvolte, anche se alcune autovetture sono finite nella cavità. Si tratterebbe di un'esplosione: alcuni testimoni parlano infatti di un boato e del successivo cedimento della strada. Secondo il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, si tratta di "un problema idrogeologico che è esploso". 

Sul posto sono intervenuti carabinieri e vigili del fuoco. Il Covid Residence dell'ospedale è stato evacuato in via cautelativa. A causa dell'esplosione è stata interrotta l'alimentazione elettrica dalla cabina principale ma il presidio ospedaliero è alimentato dai gruppi elettrogeni che garantiscono la piena operatività della struttura e la piena efficienza dell'attivita' assistenziale. Lo fa sapere la Asl Napoli 1 centro.

Un cratere di 2.000 metri quadrati - Il boato è stato avvertito tra le 6:30 e 6:45 all'interno dell'area parcheggio visitatori dell'ospedale del mare di Ponticelli, quartiere di Napoli est. E'  stato determinato da un'implosione che ha generato una voragine di circa 2000 metri quadrati per una profondità di circa 20 metri. I vigili del fuoco sono sul posto e, fanno sapere dalla Asl, benché la voragine abbia inghiottito alcune auto, al momento pare che non siano state coinvolte persone.

Ipotesi cedimento dopo infiltrazioni - Potrebbe essere riconducibile a un cedimento determinato da infiltrazioni la voragine che si è aperta nel parcheggio visitatori dell'Ospedale del Mare di Napoli. Sul luogo dell'incidente sono al lavoro i carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale, coordinati dal sostituto procuratore Damiano Gennaro. 

 De Luca minaccia Lockdown: "Ultima ordinanza, poi chiudo tutto"

De Luca: "Problema idrogeologico esploso" "E' un parcheggio che è crollato, ringraziando il cielo non ha portato danni né dal punto di vista dell'impiantistica né fortunatamente delle vite umane". Lo ha detto il presidente De Luca, dopo aver effettuato un sopralluogo nella zona. "Adesso naturalmente - ha aggiunto - bisogna fare un sondaggio geologico e vedere come siamo messi in altre parti del territorio. Ma la fretta non c'entra: questo ospedale è stato progettato 15-20 anni fa. Ce lo siamo ritrovati qui con la struttura a metà. Lo abbiamo completato. E' un problema idrogeologico che è esploso, ne prendiamo atto".

Vaccino anti-Covid, Sgarbi a sorpresa ma non troppo: "Lo farò, è la soluzione migliore. I no vax non si facciano mettere nell'angolo"

Il critico d'arte e parlamentare, noto per le sue posizioni aspramente ribelli sulle restrizioni dell'emergenza coronavirus, annuncia che si vaccinerà: "E' un affare di Stato, non privato". Ma sostiene: "Chi non lo fa non mette a rischio gli altri che sono immunizzati"


Vittorio Sgarbi a gamba tesa sul governo: "Perché se siamo in emergenza  arrivano i migranti?" - IlGiornale.it

"Io mi vaccino e ai no vax dico 'non vi fate mettere nell'angolo dalla violenza del potere perché passereste per essere gli untori. O riuscite, quindi, a far capire perché non costituite nessun rischio oppure è meglio che lo facciate'". Vittorio Sgarbi parla così all'Adnkronos mentre divampa la polemica sull'obbligatorietà del vaccino e si alza lo scontro tra no vax e pro vax.

"Credo che il vaccino sia la soluzione migliore per uscire dalla crisi - osserva Sgarbi - Se in questo periodo hanno limitato la nostra libertà in questo modo è perché si tratta di un affare di Stato e non di un affare privato. E, quindi, il vaccino sarà richiesto per andare a scuola, a teatro, sul tram, nei luoghi pubblici. Non sarà, quindi, obbligatorio ma ci saranno una serie di regole per le quali, per esempio in una fabbrica, come scrive oggi Ichino, si potrà pretendere che i dipendenti facciano il vaccino per evitare il contagio di altri. E' anche vero, però - questo il ragionamento di Sgarbi - che il problema in realtà non sussiste perché chi si vaccina tutela se stesso e chi non si vaccina non può contagiare chi si è vaccinato".

"In sostanza il problema si risolve da solo. Se io non voglio farlo è evidente che se vado in un luogo dove lo hanno fatto tutti, non posso contagiare nessuno. Tecnicamente - evidenzia il critico d'arte e parlamentare - si potrebbe uscire dalla faccenda del tesserino dell'avvenuta vaccinazione. Se io non voglio fare il vaccino al mio bambino in una scuola dove ci sono tutti bambini che lo hanno fatto, come fa a contagiarli se sono tutti immunizzati? E' di fatto un falso problema. Inventeranno un albo dei vaccinati per impedire loro di andare a teatro, al cinema, ma ad un certo punto si renderanno conto che chi non si vaccina costituisce un rischio solo per se stesso".

 

(Fonte: Adnkronos)

 

Covid, Ippolito (Spallanzani): "Chi ha avuto il virus non deve vaccinarsi". Ecco perché

"Chi ha avuto il Covid non deve vaccinarsi contro la malattia perché ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovrà controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione". Lo ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, intervenuto a 'Radio anch'io' su Rai Radio 1 sul tema del vaccino contro il coronavirus


Vaccino Coronavirus, Ippolito: "Chi ha già avuto il Covid non dovrà farlo"  - Cronaca - quotidiano.net

"Chi ha avuto il Covid non deve vaccinarsi contro la malattia perché ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovrà controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione". Lo ha spiegato Giuseppe Ippolito (nella foto), direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, intervenuto a 'Radio anch'io' su Rai Radio 1 sul tema del vaccino contro il coronavirus.

Il vaccino anti-Covid in sperimentazione allo Spallanzani di Roma "sarà disponibile all'inizio dell'estate, sempre che tutte le fasi vengano rispettate", ha aggiunto Ippolito, sottolineando che non ci si deve aspettare l'arrivo di tutti i vaccini allo stesso tempo: "Noi avremo dei vaccini opzionati entro l'estate, perché i vaccini non arrivano tutti insieme e non tutti hanno cominciato le fasi di sviluppo contemporaneamente".

"E' verosimile che le persone possano usare un vaccino" anti-Covid "diverso dopo essere state vaccinate" una prima volta senza successo, ha proseguito Ippolito. "Non è il primo caso. Abbiamo avuto esperienze con altri vaccini. Nelle persone che non rispondevano, o si raddoppiava la dose o si usava un altro vaccino. Tutti, alle conoscenze attuali, dovranno fare la seconda dose con lo stesso vaccino. Dopo però, per chi non risponde si farà probabilmente un altro vaccino".

"Ancora non abbiamo un criterio di scelta dei diversi vaccini - ha spiegato - Siamo già fortunati ad avere un vaccino che ha dimostrato, non su grandissimi numeri, ma su decina di migliaia di persone, di essere in grado di ridurre la malattia. Quando sapremo come la riduce, come rispondono e quale sarà l'mmunità delle singole persone, potremmo iniziare a dire 'questo vaccino è migliore per questa categoria'. Ora è ancora molto presto", ha concluso Ippolito.

 

(Fonte: adnkronos)

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