updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Vaccinazioni anti-Covid in Lombardia, la sperimentazione cronometro alla mano all'ospedale in Fiera. Parla il presidente Fontana (VIDEO)

Intervista al presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della due giorni di sperimentazione sulle tempistiche di inoculo dei vaccini anti-Covid all'ospedale in Fiera a Milano - (VIDEO)


Risultato immagini per guido bertolaso fontana

Sotto la regia di Guido Bertolaso (responsabile della campagna per la Lombardia e coordinatore della specifica Unità di crisi), la Fiera di Milano ha ospitato la seconda fase della sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid. Il progetto di Regione Lombardia, avviato da Areu, qualche settimana fa, prevede la vaccinazione di circa 2.500 volontari dell’Azienda regionale dell’emergenza urgenza. Ai padiglioni del quartiere fieristico hanno fatto visita il presidente della Regione, Attilio Fontana, e la vicepreside e assessore al Welfare, Letizia Moratti.

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Fontana e Moratti hanno voluto ringraziare tutti coloro che sono scesi in campo nei padiglioni della Fiera di Milano per concludere la sperimentazione delle vaccinazioni anti Covid  che ha consentito di affinare il modello. “Esprimiamo il nostro ringraziamento – hanno sottolineato – a tutto il personale medico, infermieristico, amministrativo di Areu, dell’Esercito, della Protezione civile”.

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Il piano

Il piano di vaccinazione di massa dovrà necessariamente essere frutto di un lavoro di squadra, per questo è fondamentale il contributo di tutti ‘. E la collaborazione e il lavoro di squadra è stata evidenziata anche nell’incontro organizzato in mattinata con i direttori generali di Ats, Asst e Irccs ai quali sono state fornite le indicazioni per poter predisporre i propri piani vaccinali territoriali . “Siamo a vostra disposizione – ha detto Bertolaso – i vostri facilitatori. Dobbiamo lavorare come un’orchestra”.

In Fiera a Milano la grande alleanza per il modello lombardo di vaccinazioni anti covid

“Una grande alleanza che includa anche il mondo delle attività produttive e i sindacati ” , l’ha chiamata la vicepresidente Moratti “per far ripartire la Lombardia”. Il presidente Fontana concludendo l’incontro con i direttori ha parlato “di evento storico, che consentirà di salvare la vita a migliaia di persone”.

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“È un momento difficile – ha chiosato- e dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e dimostrare la vera eccellenza sanitaria lombarda’. I tecnici elaboreranno i risultati della sperimentazione nei primi giorni della prossima settimana. I dati saranno poi comunicati pubblicamente”.

Assessore Foroni: la Lombardia si conferma leader nazionale

L’assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni, è intervenuto sulla seconda fase delle vaccinazioni anti Covid in Fiera. “Sono molto soddisfatto – ha affermato – per come stanno procedendo le operazioni. Inoltre, con grande orgoglio, desidero rimarcare il totale coinvolgimento degli uomini in forza alla nostra Protezione civile”.

“Essi, infatti, stanno dimostrando ancora una volta grande disponibilità e professionalità. Una testimonianza di eccellenza a livello nazionale, da parte di chi, da quasi un anno, ha messo al centro della propria attività la salute dei lombardi”.

Vaccini, in Lombardia ecco Bertolaso: "Vaccinare tutti entro giugno". Fontana: "E' una garanzia, di capacità ed efficienza". E Letizia Moratti annuncia il piano per gli over 80: "Si parte il 24 febbraio" (VIDEO)

Guido Bertolaso, è ufficialmente il nuovo consulente della Regione per la campagna vaccinale lombarda. Nel corso della conferenza stampa con il presidente Attilio Fontana e la vicepresidente Letizia Moratti ha dichiarato che l'obiettivo è "una massiccia campagna di vaccinazione 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana". L'assessore al Welfare ha spiegato che la raccolta delle adesioni per gli ultra ottantenni avverrà tramite i medici di base o l'assistenza domiciliare, oppure attraverso l'accesso a un portale dedicato, direttamente o con il supporto familiari. La persona da vaccinare sarà quindi ricontatta e sarà precisato il luogo in cui effettuare la somministrazione della dose - (VIDEO)


BERTOLASO - "Sarà la più importante operazione di Protezione civile mai realizzata in Italia". Queste le parole di Guido Bertolaso, nuovo consulente per la campagna vaccinale della Lombardia. "Sono un funzionario dello Stato e quindi darò tutta la mia vita per contribuire a risolvere i problemi del mio adorato paese", ha detto Bertolaso a margine di un incontro dedicato alla campagna vaccinale anti-Covid in Lombardia.

 "In Lombardia tutti dovranno dare il loro contributo per vaccinare 10 milioni di italiani auspicabilmente entro l'inizio dell'estate" ha detto. "Se arrivano i vaccini... Perché se non abbiamo la materia prima diventa un esercizio complesso", ha aggiunto Bertolaso che ha poi precisato: "Avremo febbraio-marzo critico, ma da aprile in poi saremo inondati di dosi di vaccini".

L'obiettivo è quindi "una massiccia campagna di vaccinazione 24 ore al giorno per 7 giorni alla settimana. Il traguardo di vaccinare tutta la Regione Lombardia prima della fine di giugno, se avremo vaccini, è assolutamente possibile e ce la faremo, ve lo garantisco". Bertolaso ha poi precisato: "Non prenderò nemmeno un euro per svolgere questo mio nuovo ruolo in Lombardia. Vaccinare gli italiani dovrebbe essere prima di tutto un piacere, soprattutto per tutti i medici e gli infermieri in pensione - ha aggiunto -. Non deve essere il soldo lo stimolo per vaccinare tutti gli italiani". 

FONTANA - "Oggi con delibera di Giunta regionale abbiamo conferito al dottor Guido Bertolaso la qualità di consulente del Presidente per l'attuazione e il coordinamento del piano vaccini anti Covid della Regione Lombardia".

Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana nella conferenza stampa di presentazione in cui è stato ufficializzato il nuovo incarico affidato a Guido Bertolaso. Presenti anche la vicepresidente e assessore regionale al Welfare Letizia Moratti, l'assessore regionale alla Protezione civile Pietro Foroni e Guido Bertolaso.

"Voglio ringraziarlo – ha sottolineato Fontana – per la decisione di riprendere la collaborazione con noi. Ci diede un aiuto fondamentale per la realizzazione dell'ospedale in Fiera, concluso in poche settimane. Ora abbiamo la sua disponibilità per un momento così delicato che è la campagna vaccini anti Covid".

"In una situazione in continua evoluzione in materia di gestione dei vaccini – ha ricordato il presidente Fontana, richiamandosi alla recente decisione dell'Agenzia del farmaco che ha autorizzato l'estensione agli over 50 dell'antivirus prodotto da Astra Zeneca – abbiamo bisogno di grande capacità e di efficienza, della professionalità di chi ci sa dare sicurezza. Bertolaso lo ha dimostrato in tutta la sua vita e lo farà anche in questo caso qui, in Regione Lombardia".

MORATTI - "Il piano di vaccinazione per gli over 80 non comincerà a marzo, come precedentemente annunciato, ma il 24 febbraio. Lo ha precisato la vicepresidente della Regione Lombardia e assessore al Welfare, Letizia Moratti. "La nuova previsione – ha spiegato - ci consente di non andare più in sequenza, ma in parallelo.  Ai lombardi vogliamo fornire il piano vaccinale più efficace ed efficiente".

Letizia Moratti, dando il suo benvenuto a Guido Bertolaso, ha ricordato la sua "determinazione, concretezza, precisione, entusiasmo e costante passione nonostante la fase di emergenza che il Paese sta attraversando".

"E' importante – ha detto - per motivare la squadra che si occuperà del piano vaccinale, piano che continua ad avere modifiche e aggiornamenti. Il Governo, ad esempio, aveva comunicato di somministrare il vaccino di AstraZeneca alle persone con meno di 55 anni. Oggi, invece, ci è stato detto che si può usare anche con gli over 55. Rispettiamo quello che ci viene detto per garantire il meglio ai lombardi". 

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Covid. l'immunità durerà almeno e sei mesi. Cosa succede a chi si era ammalato e torna in contatto col virus

Lo studio, pubblicato online su Nature, condotto su oltre 80 persone precedentemente contagiate dal coronavirus ha dato risultati incoraggianti: "In caso di reinfezione anticorpi rapidi ed efficaci, forse anche contro mutazioni"


Covid, Gismondo: “Rischio no immunità di gregge fino al 2024” -  IlGiornale.it

L'immunità a Sars-CoV-2 nei guariti da Covid-19 può durare almeno 6 mesi, secondo un lavoro pubblicato online su 'Nature' dal gruppo di Michel Nussenzweig della Rockefeller University di New York. Un'analisi condotta su oltre 80 persone precedentemente contagiate dal coronavirus indica che i livelli di cellule B della memoria specifiche - quelle che restano nell'organismo dopo la malattia, e che in caso di nuova esposizione allo stesso patogeno possono proliferare rapidamente e produrre anticorpi - sono rimasti costanti durante il periodo di studio. I risultati confermano che i guariti da Covid, qualora incontrassero nuovamente il virus, possono potenzialmente 'montare' una risposta immunitaria rapida ed efficace.

Nussenzweig e colleghi hanno valutato 87 persone con diagnosi confermata di Covid-19 a distanza di 1,3 e 6,2 mesi dall'infezione. I ricercatori hanno così osservato che, "sebbene l'attività degli anticorpi neutralizzanti diminuisca nel tempo, il numero di cellule B della memoria rimane invariato". Inoltre, notizia ancora più positiva mentre cresce la preoccupazioni per le nuove varianti di Sars-CoV-2, si è visto che "gli anticorpi prodotti da queste cellule memoria sono più potenti rispetto agli anticorpi originali, e possono essere più resistenti alle mutazioni nella proteina Spike" che media l'ingresso del virus nelle cellule bersaglio.

Queste osservazioni, spiegano gli autori, indicano che "le cellule B della memoria hanno la capacità di evolversi in presenza di piccole quantità di antigene virale persistente (piccole proteine del virus che possono essere rilevate dal sistema immunitario)".

"La continua presenza ed evoluzione delle cellule B della memoria - concludono - suggerisce che le persone potrebbero essere in grado di produrre rapidamente potenti anticorpi neutralizzanti dopo una reinfezione da Sars-CoV-2".

 

(Fonte: Adnkronos)

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"Lombardia zona rossa, una punizione che non merita". La protesta del governatore Fontana: "C'è qualcosa che non funziona in conti e parametri" (VIDEO)

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana critico con il governo: "Ho appena parlato con il ministro Speranza - ha detto - è una punizione che la Lombardia non si merita. Ha fatto tanti sacrifici in questo periodo, i cittadini si sono comportati molto bene. Il ministro mi ha detto che farà fare ancora dei controlli" - (VIDEO)


La Lombardia si avvia a entrare in zona rossa, con misure e regole più restrittive per quanto riguarda scuola, spostamenti, bar. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, a Concorezzo, in provincia di Monza e Brianza, per la presentazione del progetto 'Smarter Italy'."Per ora sì", ha detto a chi gli chiedeva se la Regione entrerà in zona rossa e "le scuole non riaprono. Io sono molto critico. Sono molto cauto nella valutazione dei dati e della situazione, ma credo che la Lombardia non si meriti il rosso", ha aggiunto alla vigilia dell'adozione del nuovo dpcm, valido a partire dal 16 gennaio.

"Oggettivamente siamo in una fase in cui stiamo migliorando i numeri, eppure c'è il rischio che si entri in zona rossa. Credo che sinceramente la zona rossa sia una punizione che la Lombardia non si merita, perché ha fatto tanti sacrifici in questo periodo, i cittadini si sono comportati molto bene e la zona rossa è estremamente penalizzante", ha aggiunto Fontana, per il quale "c'è qualcosa che non funziona in come vengono fatti i conti e nella determinazione dei parametri, che secondo me bisogna rivedere".

"Queste sono le critiche che ho sostenuto parlando con il ministro Speranza. Il vero problema è che il conteggio dell'Rt è una cosa estremamente opinabile e poi si riferisce a dati vecchi e se c'è stata un'evoluzione, di questa non si tiene conto", ha aggiunto. "Speranza mi ha risposto che farà fare ancora dei controlli, che audirà il Comitato tecnico per rivalutare la situazione".

BERGAMO - Con 61 positivi al Covid ogni 100 mila abitanti, ben al di sotto della media regionale, Bergamo - la più colpita dalla pandemia nella prima ondata - chiede una deroga alla zona rossa. "Crediamo si possano comprendere le difficoltà e le sofferenze cui il protrarsi delle limitazioni, se non addirittura il loro inasprimento, sottopone i cittadini dei nostri territori", scrivono il sindaco e il presidente della provincia di Bergamo, Giorgio Gori e Gianfranco Gafforelli, in una lettera alla Regione Lombardia perché si faccia portatrice al Ministero della Salute.

 

Berlusconi ricoverato d'urgenza a Monaco per un problema cardiaco. Zangrillo: "Prudente non trasportarlo in Italia"

Silvio Berlusconi è stato ricoverato al Centro cardiotoracico di Monaco, ospedale specializzato del Principato. Il leader di Forza Italia si trovava a Valbonne, la località vicino a Nizza dove ha trascorso anche gran parte del lockdown. È stato Alberto Zangrillo, medico di fiducia di Berlusconi a decidere il suo ricovero a Monaco per "un problema cardiaco aritmologico". "Lunedì - ha spiegato il professore all'Ansa - sono andato d'urgenza dove risiede temporaneamente il presidente, nel Sud della Francia, per un aggravamento" e "ho imposto il ricovero ospedaliero a Monaco perché ho ritenuto prudente non affrontare il trasporto in Italia".

Lombardia, la prima intervista a Letizia Moratti: "Imparare dagli errori (che tutti possono fare). Agirò nell'interesse di tutti i cittadini lombardi" (VIDEO)

La prima intervista di Letizia Moratti, appena entrata nella Giunta lombarda di Attilio Fontana. Per l'ex sindaco di Milano la vicepresidenza e l'assessorato al Welfare. Anche grazie alla sua esperienza e le sue capacità amministrative la Regione più colpita dal Covid vuole vincere la battaglia sanitaria più difficile.

Forte terremoto in Croazia, crollati un ospedale e un asilo: "Morti dei bambini". Scossa avvertita anche in Italia lungo la costa Adriatica, da Trieste all'Abruzzo, e nei laboratori del Gran Sasso (VIDEO)

Un terremoto di magnitudo 6.4 è avvenuto in Croazia. L'epicentro è stato localizzato intorno a Petrinja, una cinquantina di km a sud di Zagabria, una regione già colpita ieri da scosse sismiche. Stando ai media locali, a Petrinja tra gli edifici crollati vi sarebbero il locale ospedale e un asilo.  L'unica vittima accertata finora del forte terremoto è una ragazzina di 12 anni, morta sotto le macerie a Petrinja - (VIDEO)


Un frame tratto da un video pubblicato dai media croati su twitter dei crolli a Petrinja, una cinquantina di km a sud di Zagabria © ANSA

Ci sarebbero almeno due vittime nel devastante terremoto di magnitudo 6.2-6.3 che ha colpito oggi il centro della Croazia. Il sindaco di Petrinja, la città epicentro del sisma a 44 km a sudest di Zagabria, ha prima dato la notizia della morte di una bambina, poi ha aggiunto generiche informazioni relative a un bilancio peggiore. "Questo non ha nulla a che fare con la vita, la mia città è completamente distrutta. Ci sono dei bambini morti. Non si può descrivere, è come a Hiroshima", ha detto il primo cittadino Darinko Dumbovic. "Abbiamo bisogno di vigili del fuoco, un tetto è caduto su un'auto, abbiamo bisogno di aiuto", è il suo appello citato dai media croati. Secondo quanto riporta il sito Total Croatia news ci sarebbe una seconda persona morta nella località di Majske Poljane.

Sono almeno venti le persone rimaste ferite a Petrinja. Lo riferiscono i media di Zagabria, aggiungendo che due delle persone ferite versano in gravi condizioni, mentre gli altri hanno riportato ferite minori. I feriti sono stati trasportati nell'ospedale di Sisak, i più gravi a bordo di un elicottero militare in quelli di Zagabria.

La prima vittima e anche l'unica accertata sarebbe una ragazzina 12enne come ha riferito l'emittente N1.Tomislav Fabijanic, responsabile dei servizi d'emergenza di Sisak, vicina alla città epicentro del sisma, ha parlato, inoltre, di numerosi feriti.

La televisione regionale N1 ha trasmesso un video dalla città di Petrinja, epicentro del sisma, dove si vede un palazzo che è crollato su un'auto. Nel filmato si vedono anche i vigili del fuoco che cercano di rimuovere i detriti dalla macchina, rimasta sepolta. L'emittente afferma che un uomo si sarebbe trovato all'interno dei veicolo al momento della scossa sismica. ''La situazione a Petrinja è molto grave. Le squadre della Croce Rossa sono in campo", hanno scritto su Twitter diffondendo un video dei soccorritori in una strada piena di detriti e mattoni.

E' ''orribile'' il fatto che la città di Petrinja sia stata distrutta dal terremoto, ma ''sarà ricostruita'' nonostante il suo stato attuale sia ''spaventoso''. Parola del presidente croato Zoran Milanovic, giunto nella città epicentro del sisma, dove ''la gente ha paura''. ''Quello che è accaduto è orribile. E' stato un anno orribile, la vita di una bambina è andata perduta'', ha detto Milanovic, promettendo che ''questa città sarà ricostruita, ma nessuno sarà in grado di compensare i danni emotivi e spirituali subiti''.

Si tratterebbe del più violento terremoto mai registrato in Croazia. La stessa zona era già stata colpita ieri da un sisma di magnitudo 5.2. La radio croata ha dato notizia anche di feriti a Zagabria. Il sisma è stato avvertito anche in Italia, in particolare nel Nord-est. Dopo la scossa più forte sono state oltre 20 quelle di assestamento, d'intensità minore. "Dopo il forte terremoto 6.2 si sono registrate numerose scosse, praticamente una dopo l'altra... 20 o più", ha detto all'agenzia stampa croata Hina il capo dell'agenzia sismologica della Croazia, Ines Ivancic.

La forte scossa di terremoto ha provocato seri danni anche a diversi edifici di Zagabria. Lo ha riferito il capo dei servizi d'emergenza della città, Pavle Kalinic. Diversi quartieri sono rimasti senza elettricità e vi sono difficoltà nelle comunicazioni telefoniche. Danneggiata gravemente anche la sede del ministero della Difesa e la sede del parlamento, già danneggiata dal terremoto del 22 marzo scorso.

Il terremoto ha completamente distrutto anche la chiesa di Zazina, vicino a Sisak, lasciando alcune persone intrappolate all'interno. Lo ha detto Damir Trut, viceministro degli Interni e comandante della Protezione Civile, all'emittente Rtl. Secondo Trut, due persone risultano disperse sotto le macerie e in molti sono rimasti feriti. "La prima cosa da fare è salvare le persone che sono rimaste sotto le macerie, ce ne sono ancora solo alcune a Zazina. Dopodiché, le rovine verranno ripulite", ha detto Trut a Rtl.

La polizia di Zagabria ha esortato la cittadinanza ad usare i veicoli privati solo per emergenze, per evitare gli ingorghi nella capitale dove il violento sisma ha provocato danni, lasciato molte aree senza elettricità e sospeso la maggioranza delle linee telefoniche e dei cellulari. Dopo aver avvertito il sisma migliaia di persone hanno lasciato le case e gli uffici per radunarsi nelle strade e nei parchi.

Nessun danno è stato segnalato in Veneto, dove la scossa è stata sentita distintamente in tutta la regione. Decine le telefonate arrivate al 115 dei vigili del fuoco per segnalare di aver avvertito la scossa, ma senza alcun danno. Lo stesso presidente del Veneto Luca Zaia assieme all’assessore alla protezione Civile è andato a fare un sopralluogo per verificare la situazione. L'ultima scossa di terremoto di magnitudo 4.4 è stata registrata alle 15.36 dalla sala sismica dell'Ingv nella zona di Verona, con epicentro a 3 km da Salizzole e a una profondità di 9 km. Si tratta della terza scossa registrata nel giro di poche ore sempre nella stessa zona: la prima alle 14.02 di magnitudo 3.4, la seconda alle 14.44 di magnitudo 2.8 e la terza alle 15.36 di magnitudo 4.4.

La scossa di oggi in Croazia “è stata preceduta da altri eventi di intensità minore nelle scorse ore, ora siamo in una fase di studio. Un evento che è stato avvertito in gran parte della Penisola, dal Friuli, al Veneto fino al Sud Italia in Puglia e Campania, con risentimenti di più di bassa intensità”, ha detto all’Adnkronos il presidente dell’Ingv Carlo Doglioni.

La scossa è stata avvertita anche a Vienna e a Monaco di Baviera. Lo riferiscono gli utenti sui social, aggiungendo che nelle due città non si sono registrati danni.

(Fonte Adnkronos)

 
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Covid, Ippolito (Spallanzani): "Chi ha avuto il virus non deve vaccinarsi". Ecco perché

"Chi ha avuto il Covid non deve vaccinarsi contro la malattia perché ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovrà controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione". Lo ha spiegato Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, intervenuto a 'Radio anch'io' su Rai Radio 1 sul tema del vaccino contro il coronavirus


Vaccino Coronavirus, Ippolito: "Chi ha già avuto il Covid non dovrà farlo"  - Cronaca - quotidiano.net

"Chi ha avuto il Covid non deve vaccinarsi contro la malattia perché ha sviluppato anticorpi naturali, semmai dovrà controllare il livello di questi anticorpi. E quando questi dovessero scendere, si può riconsiderare una vaccinazione". Lo ha spiegato Giuseppe Ippolito (nella foto), direttore scientifico dell'Istituto Spallanzani di Roma, intervenuto a 'Radio anch'io' su Rai Radio 1 sul tema del vaccino contro il coronavirus.

Il vaccino anti-Covid in sperimentazione allo Spallanzani di Roma "sarà disponibile all'inizio dell'estate, sempre che tutte le fasi vengano rispettate", ha aggiunto Ippolito, sottolineando che non ci si deve aspettare l'arrivo di tutti i vaccini allo stesso tempo: "Noi avremo dei vaccini opzionati entro l'estate, perché i vaccini non arrivano tutti insieme e non tutti hanno cominciato le fasi di sviluppo contemporaneamente".

"E' verosimile che le persone possano usare un vaccino" anti-Covid "diverso dopo essere state vaccinate" una prima volta senza successo, ha proseguito Ippolito. "Non è il primo caso. Abbiamo avuto esperienze con altri vaccini. Nelle persone che non rispondevano, o si raddoppiava la dose o si usava un altro vaccino. Tutti, alle conoscenze attuali, dovranno fare la seconda dose con lo stesso vaccino. Dopo però, per chi non risponde si farà probabilmente un altro vaccino".

"Ancora non abbiamo un criterio di scelta dei diversi vaccini - ha spiegato - Siamo già fortunati ad avere un vaccino che ha dimostrato, non su grandissimi numeri, ma su decina di migliaia di persone, di essere in grado di ridurre la malattia. Quando sapremo come la riduce, come rispondono e quale sarà l'mmunità delle singole persone, potremmo iniziare a dire 'questo vaccino è migliore per questa categoria'. Ora è ancora molto presto", ha concluso Ippolito.

 

(Fonte: adnkronos)

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