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updated 2:35 PM UTC, Sep 18, 2020

Covid e scuola, dai pediatri parole rassicuranti: "Se si rispettano le regole il rischio è quasi zero. Il problema è ciò che avviene fuori"

Il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Alberto Villani, è intervenuto su Sky Tg24, nel giorno in cui sono riprese le lezioni per 5,6 milioni di studenti italiani


CORONAVIRUS: SCUOLA, a SETTEMBRE cambierà TUTTO! Ecco COME saranno  ORGANIZZATI gli SPAZI » ILMETEO.it

Per arginare il rischio che possa esserci un eventuale contagio in classe, l'unico modo è "il rispetto delle regole. Se si evitano gli assembramenti, se si rispetta il distanziamento, l'uso della mascherina e il lavaggio frequente delle mani, anche nell'ipotesi che un compagno di classe risulti positivo, il rischio concreto di contagio è pressoché zero". Lo ha spiegato il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Alberto Villani, intervenendo su Sky Tg24, nel giorno in cui sono riprese le lezioni per 5,6 milioni di studenti italiani.

 "La scuola - ha precisato Villani, che dirige l'Unità Operativa Complessa di Pediatria e Malattie Infettive dell'Ospedale Bambino Gesù - è uno dei luoghi più sicuri, perché ci sono delle regole precise e c'è chi le fa rispettare. Il problema è ciò che avviene fuori. E' molto più facile che il virus entri nella scuola piuttosto che esca da scuola".

D'altronde, "bambini e ragazzi sono molto più ossequiosi delle regole rispetto agli adulti". Anzi, come si è visto per la raccolta differenziata che, dopo tante campagne pubblicitarie non fruttuose, venne portata realmente all'interno delle famiglie quando fu insegnata a scuola, "lo stesso avverrà in questo caso, cioè i saranno i bambini a diventare diffusori di un nuovo modo di relazionarci".

Rispetto ai consigli concreti ai genitori, che dovranno misurare la temperatura ai figli prima di portarli a scuola, ha ribadito Villani: "si considera febbre sopra i 37,5 gradi, quindi 37,2 non è febbre. Ma soprattutto, il genitore saprà riconoscere il bambino sta bene o se c'è qualcosa che merita attenzione. Nessuno meglio di lui sa valutare se il figlio sta per iniziare ad avere qualcosa". Quindi, il consiglio è approcciarsi con "piena serenità e tranquillità". 

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Salute

Il 20 settembre si vota, ma nessuno dice dove (anche se si sa). L'ira di Burioni: "No alle urne nelle scuole. Problema imbarazzante, non si può fregarsene"

Sulla riapertura della scuola dopo la serrata imposta dall'emergenza coronavirus, in Italia si sta consumando una "polemica che oramai assomiglia molto a una lotta nel fango a scopi politici". Ciò premesso, "c'è una cosa" che il virologo Roberto Burioni, "da scienziato" vorrebbe "dire alla politica. Il 14 settembre si aprono le scuole e il 20 settembre si vota, con il solito allestimento dei seggi negli edifici scolastici e la coda di disinfezione e via dicendo. Che non si sia trovata una soluzione a questo problema è davvero imbarazzante - scrive l'esperto sul sito 'Medical Facts', da lui fondato - Non si dovrebbe votare nelle scuole", sostiene, "e luoghi alternativi dovrebbero essere da tempo identificati in modo da non intralciare ulteriormente una già tribolata attività scolastica". "Fregarsene - osserva il docente dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano - vuole dire tenere in poco conto l'importanza dell'istruzione che, a mio giudizio, dopo la salute, è la cosa più importante che esista"


Coronavirus, Burioni: "Cuochi sempre con mascherina. Vaccini? Sperimentiamo  su animali" - Cronaca

“C’è una cosa che io, da scienziato, vorrei dire alla politica. Il 14 settembre si aprono le scuole e il 20 settembre si vota, con il solito allestimento dei seggi negli edifici scolastici e la coda di disinfezione e via dicendo. Che non si sia trovata una soluzione a questo problema è davvero imbarazzante”. Lo scrive il virologo Roberto Burioni, in vista della riapertura delle scuole.


“Non voglio entrare nella polemica che oramai assomiglia molto a una lotta nel fango a scopi politici, ma siccome ho una bambina di 9 anni che deve tornare in classe - spiega Burioni - voglio condividere con voi alcuni dati oggettivi”. Il virologo si chiede quindi se i bambini corrano rischi e risponde che, “basandoci sull’esperienza statunitense, dove i casi sono tanti e la sorveglianza molto buona, possiamo dire che in grandissima parte i bambini non hanno gravi conseguenze da COVID-19: la loro malattia decorre quasi sempre in maniera clinicamente lievissima. Purtroppo quando parliamo di oltre sei milioni di casi totali, quel “quasi sempre” non corrisponde a “mai”″.

Sulla possibilità che i bambini possano infettare gli adulti, “Qui la questione è molto più complicata, perché i dati sono ancora contrastanti e contraddittori. Al momento, purtroppo, non è possibile fornire una risposta certa a questa domanda”.

Burioni conclude notando che “se da una parte c’è il rischio del COVID-19 e della sua diffusione, la non riapertura delle scuole non è comunque priva di rischi, privando i bambini della socialità e dell’istruzione. Il bilanciare questi rischi in una maniera complessivamente vantaggiosa per la società, come ho già detto, è compito della politica e non della scienza”. E tuttavia, “non si dovrebbe votare nelle scuole e luoghi alternativi dovrebbero essere da tempo identificati in modo da non intralciare ulteriormente una già tribolata attività scolastica. Fregarsene vuole dire tenere in poco conto l’importanza dell’istruzione, che a mio giudizio - dopo la salute - è la cosa più importante che esista”.

  • Pubblicato in Salute

Covid-19; cosa dice la scienza della pandemia?

Riceviamo domande da amici, conoscenti, studenti e altri membri del pubblico in generale che sono indicative di una pandemia di confusione sulla scienza: domande come "perché dovremmo indossare maschere?" ; domande relative alla lettura e interpretazione dei dati COVID e, naturalmente, domande relative all'efficacia dei vaccini...


Queste domande (e molte altre) provocano domande più profonde:

  • Che cosa rappresenta la scienza?
  • Cosa cerca di ottenere e quali sono i suoi limiti?  

Gli infiniti video di Youtube mal progettati che vengono regolarmente postati, pretendono di "provare" o "smentire" qualcosa in modo "scientifico" (ad esempio livelli di ossigeno inferiori quando si indossa la maschera e altri punti senza senso), provocano subito una domanda: "chi ha insegnato fisica a questa persona?" o "hanno mai frequentato un corso di scienze?". Tali domande sono semplicemente sintomatiche di un diffuso analfabetismo scientifico tra il grande pubblico, nonostante il fatto che viviamo in un mondo dominato dalla scienza. E purtroppo, molte persone prendono sul serio queste affermazioni e cercano di ascoltarle (ad esempio inalando Lysol si rallenta il virus o usare l'aria calda dell'asciugacapelli per uccidere il virus) con conseguenze pericolose per la vita.

Nonostante questa disperata scarsità di informazioni e comprensione di questioni scientifiche critiche nel pubblico in generale, gli scienziati (compresi alcuni medici), vengono censurati da tutti i media. Questa triste usanza sta uccidendo la scienza che vive di sani dibattiti e discussioni per comprendere i fenomeni, valutare le prove e trovare soluzioni. Simile a un dibattito pubblico, hai il "diritto" di commettere "errori" nelle discussioni scientifiche. È così che gli scienziati risolvono i problemi non avendo paura di provare approcci diversi, alcuni dei quali potrebbero finire male. Ma tutti impariamo qualcosa dai loro passi falsi ci evolviamo e alla fine troviamo una soluzione.

Sfortunatamente, poiché ascoltiamo sempre meno veri scienziati, ma invece diamo più peso a non scienziati, stiamo assistendo a un'era tragica nella storia umana in cui abbiamo onnipresenti informazioni incontrollate ed errate che si propagano, circolano al velocità della luce in tutto il mondo e nessuno crede o si fida più di nessuno (scienziati compresi). Ciò ha portato a una grande confusione tra i nostri leader e il pubblico durante l'ultima pandemia da covid-19, esacerbazione della sofferenza umana e prolungamento della crisi attuale.

Come conseguenza di questa incomprensione della scienza e del suo ruolo fondamentale nella nostra società, i leader politici hanno drasticamente ridotto i finanziamenti scientifici. Questi tagli arrivano in un momento critico in cui dobbiamo mobilitare e sostenere gli scienziati per risolvere le numerose crisi in sospeso e in corso nel mondo, come i cambiamenti climatici, le pandemie, l'avvelenamento della nostra ecosfera e la diminuzione delle nostre risorse naturali (ad esempio l'acqua dolce), che minacciano non solo il nostro modo di vivere ma gran parte della vita su questo pianeta.

Per comprendere meglio la scienza, dobbiamo prima riconoscere che esistiamo in un universo dominato dal principio di indeterminazione di Heisenberg della meccanica quantistica: "l'errore è letteralmente e inestricabilmente incorporato nel nostro universo". La meccanica quantistica si basa su questa incertezza: statistica o probabilità a livello atomico e subatomico. Sebbene molti si aspettino che le teorie scientifiche siano "esatte", in realtà non esiste nulla di simile, così come non esiste un punto a dimensione zero nel nostro universo quadridimensionale. È un costrutto matematico astratto dalla geometria. Tutto ciò che possiamo fare è cercare di ridurre l'incertezza, ma l'errore non scomparirà completamente.

Le teorie valgono solo quanto l'accuratezza e la precisione delle misurazioni condotte per verificarle. Le ipotesi scientifiche sono spesso oggetto di accesi dibattiti e richiedono molti anni, decenni e persino secoli per "stabilirsi dopo essere dimostrate" completamente. Solo attraverso molti esperimenti, riprodotti in molti laboratori diversi è possibile testare e accettare ipotesi e teorie, migliorando la nostra comprensione di questo fantastico mondo in cui viviamo.

La scienza (filosofia naturale) al suo centro è empirica. Più dati in genere si traducono in statistiche migliori (con meno incertezza), in modo che le tendenze possano essere osservate (ad esempio, un vaccino specifico funziona effettivamente). Nel mondo medico, questo significa che più pazienti si ammalano, più i medici imparano cosa funziona e cosa no. È facile sviluppare teorie per tutto. La parte difficile è metterle alla prova nel mondo reale. In questo spirito, gli scienziati hanno sbagliato e continueranno a sbagliare sulle loro ipotesi in un universo di troppe variabili, che solitamente hanno poca capacità di controllare.

Nel caso della medicina, ci sono molti fattori che devono essere considerati, quando i medici sviluppano strategie per il trattamento dei pazienti: peso, età, razza, sesso, gruppo sanguigno, uso di altri farmaci (che possono interagire con i farmaci proposti ed esacerbare determinate condizioni), stato di salute generale, fattori soggettivi. Quindi, ciò che può aiutare un paziente può ferirne un altro o non fare nulla per un terzo. Questo è il motivo per cui è assolutamente fondamentale che i medici condividano le loro varie esperienze nel trattamento dei pazienti, per confrontare i dati e modificare gli approcci (sulla base di informazioni condivise).

A differenza dei campi scientifici "più puri" come la fisica e la chimica, dove gli esperimenti possono essere progettati e migliorati con alta precisione, accuratezza e accortezza, i medici hanno un compito più impegnativo cercando di aiutare i pazienti sofferenti in tempo reale e "sul campo" dove il tempo è critico, i pazienti possono morire improvvisamente e ogni paziente può avere reazioni diverse a farmaci e terapie. Devono risolvere i problemi utilizzando il metodo scientifico "al volo".

Sebbene gli scienziati facciano del loro meglio per ridurre al minimo le variabili e interpolare i loro dati con la minima incertezza, per quanto umanamente possibile, c'è sempre errore nei loro dati e spesso vengono commessi errori sia nella raccolta che nell'interpretazione dei dati. Questo è il modo in cui la scienza cresce man mano che vengono condotti più esperimenti e sviluppati miglioramenti nella tecnologia (ad esempio la risonanza magnetica, i raggi X, i raggi gamma, le fibre ottiche, le scansioni PET, ecc.). Come parte di questo processo di crescita, gli scienziati cercano di pubblicare regolarmente i loro risultati e di discutere attivamente questi risultati.

La divulgazione e la discussione dei risultati scientifici è assolutamente fondamentale affinché la scienza possa prosperare. In quanto creature di questo universo, tutto può essere soggetto a interpretazioni diverse "anche la scienza ha i suoi limiti" poiché continuiamo a scalfire a malapena la superficie della realtà. Solo l'indagine scientifica può risolvere metodicamente (anche se spesso lentamente), quale delle interpretazioni è la più vicina alla realtà. Ciò significa che non dovremmo ascoltare scienziati con i quali non siamo d'accordo a favore di non scienziati che hanno una dotazione finanziaria e che quindi riscuotono più interesse. Assolutamente no! Questo è il motivo per cui censurare gli scienziati è assolutamente sbagliato. Lascia che parlino e discutano le loro opinioni. Più sono e meglio è. La scienza è la nostra migliore speranza per ridurre la nostra incertezza (non abolirla completamente), senza la quale saremmo ancora nel Medioevo. Il problema chiave oggi è che la scienza non viene sempre utilizzata per il bene pubblico, ma piuttosto per arricchire un piccolo gruppo di "élite" umane a spese di tutti gli altri.

La maggior parte delle più grandi scoperte scientifiche sono state scoperte per caso - non attraverso un'indagine preparata - ma attraverso menti preparate pronte a pensare "fuori dagli schemi" e ad accettare la natura fortuita della realtà. "Valori anomali" come Ludwig Boltzmann fondarono interi campi della scienza (nel suo caso la meccanica statistica), ma inizialmente non furono creduti dagli scienziati "tradizionali". Il lavoro di Gregor Mendel sulle piante di piselli che stabiliscono il campo della genetica, non fu ampiamente conosciuto fino a decenni dopo la sua morte, quando fu riscoperto. Copernico si assicurò che il suo lavoro di dimostrazione che la Terra gira intorno al Sole fosse pubblicato dopo la sua morte per paura di rappresaglie. Galileo fu imprigionato e denunciato come eretico per aver promosso in modo simile la teoria di Copernico.

Il Dr. Fauci ha in diverse occasioni ha cambiato le sue opinioni su varie questioni mediche (ad esempio nella controversia sulla maschera), ciò accade in genere quando raccogliamo più dati e utilizziamo più scienza per comprendere e sviluppare strategie, basate sugli studi scientifici per migliorare questa crisi. In questo caso, tuttavia, migliaia di persone muoiono tragicamente ogni giorno a causa di questo orribile virus, a causa della mancanza di inerzia e di finanziamenti adeguati per la ricerca su una soluzione che vada solo per il benessere globale . Vaccino o no, le soluzioni per sconfiggere il coronavirus e le future pandemie deriveranno probabilmente da trattamenti non convenzionali e idee fuori dagli schemi che dovrebbero essere attivamente e dibattute, non censurate. Facciamo un disservizio all'intera umanità censurando gli scienziati e uccidendo i fondi scientifici per aiutarli a trovare le risposte.

L'umanità è in profonda crisi. Non abbiamo mai avuto una tale capacità di distruggere così tanta vita su questo pianeta a causa dei nostri enormi progressi nella scienza. Come disse una volta Nikola Tesla:

                                                 "La scienza è inutile se non è al servizio di tutta l'umanità"

Che si tratti di intelligenza artificiale, raccolta di informazioni (Grande Fratello), tecnologia a microonde 5G, cambiamento climatico, sfruttamento eccessivo delle risorse naturali, avvelenamento della nostra ecosfera, OGM e sovrappopolazione, ecc., dobbiamo tutti rivalutare dove stiamo andando, come specie e come usare la scienza a beneficio dell'intero pianeta - non solo di "élite" esorbitanti che stanno invece usando la scienza come mezzo di controllo, ulteriore accumulo di ricchezza e feudalesimo moderno.

Più che mai, abbiamo bisogno che scienziati e pubblico si impegnino insieme in questa discussione.

 

FONTE: Michael Pravica (la scienza oggi)

Francia, un 14 luglio diverso: la festa nazionale dedicata alle vittime del Covid e al personale sanitario. La Marsigliese risuona per loro. Polemiche sulle mascherine e mini contestazione a Macron

Quest'anno la manifestazione per la festa nazionale si è svolta in formato ridotto e senza pubblico, a causa delle restrizioni legate all'epidemia da Covid-19. Il presidente Macron ha voluto confermare la cerimonia anche se soltanto con 2500 militari presenti e 1400 operatori della sanità, eroi della battaglia contro l'emergenza invitati in tribuna, unico pubblico ammesso alla celebrazione


Conducenti di ambulanze, cassieri di supermercati, postini, medici che hanno curato pazienti affetti da Covid-19. La Francia celebra i 'lavoratori essenziali' nel 14 luglio segnato dalla pandemia, in una festività nazionale ricalibrata senza la consueta grandiosa parata militare.

Cerimonia ristretta a Place de la Concorde e niente sfilata sugli Champs Elysees con la pattuglia acrobatica di Francia che, dopo il classico tricolore che attraversa il cielo sopra l'Arco di Trionfo e la Torre Eiffel, effettua anche un secondo sorvolo su Parigi lasciandosi dietro un fumo bianco in onore degli operatori sanitari e di tutti i lavoratori essenziali.

Il presidente Emmanuel Macron ha passato in rivista le truppe e sfilato brevemente in place de la Concorde a Parigi, mentre sugli spalti si distinguevano i camici bianchi degli operatori sanitari, disposti rispettando il distanziamento sociale. "Questa cerimonia sarà il simbolo dell'impegno di un'intera nazione" e "della nostra resilienza", ha detto Macron alla vigilia delle celebrazioni, facendo riferimento alla gestione della crisi sanitaria. La Francia è un dei Paesi più colpiti in Europa dalla pandemia con più di 200.000 contagi e 30.000 decessi.

La Marsigliese per gli operatori sanitari

Momento di commozione durante la celebrazione quando, davanti alla tribuna con Emmanuel Macron e tutti i membri del governo, si sono presentati tutti i rappresentanti civili e militari del personale sanitario impegnato contro l'epidemia di coronavirus. 

È risuonata la Marsigliese e l'omaggio al personale sanitario si è concluso con un lunghissimo applauso di tutte le autorità presenti, in piedi nella tribuna. Mentre si svolgeva la cerimonia, ritrasmessa in diretta tv, molti francesi sono intervenuti sui social network e nei blog dei vari media per criticare il fatto che quasi nessuno, a place de la Concorde, indossasse la mascherina.

Macron l'ha indossata soltanto scendendo a stringere le mani a fine cerimonia. In Francia, dove la mascherina non è stata mai né obbligatoria né consigliata all'aperto, le autorità sanitarie, di fronte all'allentamento del rispetto delle regole sanitarie, pensano di rendere "obbligatoria e non più strettamente consigliata" la mascherina nei luoghi chiusi.

Accordo con i sindacati per l'aumento degli stipendi al personale sanitario

Alla viglia il governo ha annunciato un pacchetto di 8 miliardi di euro per aumentare gli stipendi a medici, infermieri e paramedici. L'accordo è stato  firmato con i sindacati ieri dopo settimane di trattative e vedrà un incremento medio degli stipendi di 183 euro al mese. Gli operatori sanitari sono stati elogiati durante la pandemia con manifestazioni quotidiane di apprezzamento da parte del pubblico. Ma da tempo chiedevano migliori stipendi e maggiori risorse finanziarie per gli ospedali. Nonostante l'intesa, durante la cerimonia c'è chi ha voluto esprimere il suo dissenso levando in volo con dei palloncini uno striscione in cui era scritto: "Dietro gli omaggi Macron strangola gli ospedali".

Una festa in tono minore: niente folla intorno alla Torre Eiffel per i fuochi d'artificio

La commemorazione ha reso omaggio anche all'ex presidente Charles de Gaulle, 80 anni dopo il suo appello alla resistenza contro i nazisti. La festa nazionale francese ricorda un momento decisivo della rivoluzione del 1789. In quel giorno, i cittadini assalirono la Bastiglia, usata allora come luogo di detenzione e diventata l'emblema del regime monarchico. 

Tradizionalmente, la festa nazionale si concludeva con i fuochi d'artificio, con migliaia di persone riunite intorno alla Torre Eiffel per osservare lo spettacolo pirotecnico che è confermato anche se il parco intorno alla torre sarà chiuso al pubblico.

  • Pubblicato in Esteri

Coronavirus, tra immunità che non dura, ricadute e anticorpi boomerang. La scienza ci dice di non stare tranquilli. E ci sono pure forti dubbi sull'efficacia di un futuro vaccino

Diversi studi mettono in luce la breve durata della protettività degli anticorpi sviluppati dopo la malattia. Eʼ possibile che il Covid abbia lo stesso meccanismo delle influenze comuni. Una ricerca è particolarmente inquietante: gli anticorpi acquisiti dall'infezione provocata da Sars-CoV-2 non solo potrebbero non proteggerci da una nuova infezione, ma aumenterebbero le probabilità di svilupparne una nuova più violenta e più grave


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Mentre si moltiplicano i casi di guariti di coronavirus che tornano a contrarre il virus, cresce la paura che anche un vaccino potrebbe non essere davvero efficace contro la malattia. Se gli anticorpi prodotti da un ex positivo non proteggono da un ritorno dalla malattia a distanza di poche settimane, lo potrà fare un vaccino? Gli esperti si interrogano e gli studi epidemiologici danno indicazioni tutt'altro che rassicuranti.

Infezioni bis in tutto il mondo - Seconde infezioni vengono segnalate in tutto il mondo: l'ultima nel nostro Paese, una donna di Pozzuoli, 84 anni, che è risultata di nuovo positiva al Covid dopo aver contratto la stessa malattia ad aprile, con sintomi poco gravi, risolta nel giro di un mese. Tuttavia Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazione microbiologi clinici italiana, scrive il "Corriere della Sera", precisa che non è chiaro se si tratti davvero di seconde malattie oppure se il virus sfugga al tampone, pur presente nell'organismo, o ancora se frammenti virali restino nel corpo a lungo, a sintomi ormai terminati. 

Immunità double face - Una ricerca italiana pubblicata su Bmj Global Health ipotizza che l'immunità acquisita non solo non sarebbe protettiva, ma potrebbe favorire reinfezioni con sintomi più gravi. C'è un altro studio del King's College di Londra che parla di un'immunità lunga pochi mesi: nei pazienti esaminati gli anticorpi raggiungono il picco dopo tre settimane e successivamente diminuiscono.

Anticorpi e protezione - Dagli studi risulta che i malati sviluppano anticorpi entro 19 giorni in grado di respingere eventuali nuovi attacchi. Ma non è chiaro quanto duri l'immunità concessa da questi anticorpi. A complicare le cose le cose c'è la natura di questo specifico virus, che fa ammalare la stragrande maggioranza senza sintomi o con sintomi molto deboli: impossibile quindi sapere se la risposta immunitaria sia realmente protettiva. 

Come le influenze comuni - Inevitabile quindi che ci siano forti dubbi sull'efficacia del vaccino: sarà temporanea? Questa è l'ipotesi più probabile, visti gli esiti di molte ricerche. Il meccanismo sembra quello delle influenze comuni, in cui lo stesso virus può tornare a infettare di nuovo le stesse persone, anche se l'eventualità dovrà essere confermata da altri test clinici. La responsabile dello studio inglese Katie Doores chiarisce: "La produzione di anticorpi di chi si ammala ha riguardato nei nostri casi solo un breve periodo. E se l'infezione genera anticorpi così limitati nel tempo, anche la copertura di un futuro vaccino teoricamente avrà una durata limitata". 

Anticorpi boomerang - Si fa strada inoltre l'idea che gli anticorpi potrebbero anche rivelarsi una sorta di boomerang. Un altro studio, spiega il "Giornale", condotto tra i colleghi italiani dell'Irccs Burlo Garofalo di Trieste, ha puntato l'attenzione sulla "elevata trasmissibilità e sul tasso di casi severi tra gli operatori sanitari", afferma Luca Cegolon, medico epidemiologico all'Ausl 2 di Marca Trevigiana di Treviso. Colpisce, dicono gli esperti, anche la minore incidenza tra i bambini, che hanno meno anticorpi rispetto agli adulti perché non hanno ancora avuto modo di svilupparli: questo potrebbe proteggerli maggiormente dal rischio infezione. 

Funzionamento dei coronavirus - D'altra parte, tutti i coronavirus possono essere contratti più di una volta, indipendentemente dagli anticorpi sviluppati inizialmente. Per i ceppi più pericolosi, il Mers-CoV e il Sars-CoV, si è identificato il fenomeno immunologico dell'Antibody Dependent Enhancement, scatenato da re-infezioni. Secondo Cegolon "non solo l'immunità acquisita non sembra proteggere ma può allearsi con il virus durante infezioni secondarie per facilitarne l'ingresso, sopprimere l'immunità innata e scatenare o amplificare una reazione infiammatoria importante dell'organismo". Chi ha contratto il virus in primavera dunque potrebbe riammalarsi in autunno,. Magari in modo più violento. 

 

(Fonte: Tgcom24)

  • Pubblicato in Salute

"Giorgio Covid": Travaglio attacca violentemente Gori (per difendere Zingaretti). Insorge il Pd: "Metodo barbaro, parole vergognose"

Il direttore del Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, si scaglia contro il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, per la sua presa di posizione contro il segretario dem, Nicola Zingaretti, attribuendogli "un notevole contributo alla catastrofe del coronavirus" e chiamandolo con un macabro calembour, "Giorgio Covid"


Travaglio, editoriale su Gori che diventa 'Giorgio Covid': bufera ...  

Insulti a Gori: la reazione del Pd a Travaglio

"L'attacco che oggi il direttore del Fatto Quotidiano riserva a Giorgio Gori è letteralmente vergognoso, a partire dal titolo 'Giorgio Covid'. Solidarietà, prima che all'amico, al sindaco di una città martire". Lo scrive su Twitter il capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci, dopo che il direttore de 'Il Fatto Quotidiano', Marco Travaglio ha dedicato al sindaco di Bergamo un editoriale dal titolo 'Giorgio Covid'. Negli ultimi giorni si è infatti acceso l’ennesimo dibattito all’interno del Partito Democratico. Le varie anime dem hanno fatto sentire la propria voce, condizionando tutto il centrosinistra. Tra i tanti che hanno rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla situazione interna c’è stato anche Gori, a cui Travaglio ha riservato un editoriale in cui contesta al sindaco di Bergamo la sua 'scarsa' reazione dopo la dichiarazione in Senato di Matteo Renzi che disse: 'I morti di Brescia e di Bergamo, se avessero potuto parlare, ci avrebbero detto di ripartire e farlo per loro'".

Il capogruppo non è l'unico nel Partito Democratico a prendere le parti del primo cittadino di Bergamo: "Giorgio Gori è un sindaco che sta dando anima e corpo alla nostra città e questo i bergamaschi lo vedono bene. Non si è mai risparmiato, tanto più in questi difficilissimi mesi di emergenza sanitaria. Bisognerebbe sempre avere rispetto delle persone, le parole di Travaglio di oggi sono lunari oltre che offensive", ha infatti detto il deputato Pd Maurizio Martina all’uscita di Montecitorio.

Parole dure anche da Alessandro Alfieri, senatore Pd e coordinatore nazionale di Base Riformista: "Gli attacchi scomposti e volgari contro Giorgio Gori da parte di Marco Travaglio sono altrettante medaglie per Giorgio Gori", afferma il senatore, che continua: "Usare il percorso professionale e familiare di Gori per attaccare le sue posizioni politiche è un metodo barbaro, che appartiene al populismo peggiore e più incivile. Oltre ad essere un ottimo amministratore, che ha affrontato con equilibrio e prontezza la tragedia che il Covid ha portato nella sua città, Gori è un dirigente autorevole del nostro partito e i suoi contributi alla discussione della nostra comunità politica meritano rispetto", conclude.

Così anche la deputata Debora Serracchiani: "Un attacco a freddo, messaggi obliqui e un titolo da hater contro un sindaco del Pd che vince nella Lombardia di Salvini. Noi preferiamo combattere la destra".

 

Solidarietà a Gori anche da Italia Viva "

Ancora una volta Marco Travaglio si rivela a tutti per ciò che è. Definire Giorgio Gori “Giorgio Covid” non è solo offensivo, è anche meschino e vigliacco. C’è chi i problemi prova a risolverli e chi passa il tempo a speculare sulle tragedie pur di vendere qualche copia in più", ha tuonato senza mezzi termini il renziano Gennaro Migliore. A fargli eco il collega Marco Di Maio: "Definire un sindaco come Giorgio Gori “Giorgio Covid” non è degno nemmeno del peggiore dei meschini. Una cattiveria gratuita da parte di Marco Travaglio che, come al solito, invece di dare una mano a risolvere i problemi, preferisce crearli. Massima solidarietà a Giorgio Gori".

Zanardi di nuovo operato: 5 ore di intervento per ricostruire ossa del cranio e del volto. I medici di Siena: "E' stabile, ma condizioni neurologiche restano gravi" (VIDEO)

Alex Zanardi è stato sottoposto sabato scorso ad un nuovo intervento chirurgico, eseguito dai professionisti del maxillo-facciale e della neurochirurgia, volto alla ricostruzione cranio-facciale e alla stabilizzazione delle zone interessate dal trauma riportato in seguito all'incidente del 19 giugno scorso. Lo rende noto la direzione sanitaria dell'Azienda ospedaliero-universitaria Senese - (VIDEO)


Terza operazione per Alex Zanardi. La direzione sanitaria dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese informa che l'atleta paralimpico "è stato sottoposto a un nuovo intervento chirurgico, eseguito dai professionisti del maxillo-facciale e della neurochirurgia, volto alla ricostruzione cranio-facciale e alla stabilizzazione delle zone interessate dal trauma riportato in seguito all’incidente del 19 giugno scorso".

"L’operazione effettuata - precisa l'Aou senese - fa parte degli interventi programmati dall’équipe multidisciplinare che ha in cura l’atleta per permettere ogni prosecuzione del percorso terapeutico". "Le fratture erano complesse - spiega Paolo Gennaro, direttore della Uoc Chirurgia Maxillo-Facciale dell’Aou Senese, aggiungendo come "questo abbia richiesto un’accurata programmazione che si è avvalsa di tecnologie computerizzate, digitali e tridimensionali, fatte a misura del paziente. La complessità del caso era piuttosto singolare, anche se – conclude il professor Gennaro – si tratta di una tipologia di frattura che nel nostro centro affrontiamo in maniera routinaria".

Dopo l’intervento, durato circa 5 ore, Alex Zanardi è stato nuovamente ricoverato nel reparto di Terapia intensiva dove "resta sedato e ventilato meccanicamente: le sue condizioni rimangono stabili dal punto di vista cardio-respiratorio e metabolico, gravi dal punto di vista neurologico, la prognosi rimane riservata", fa sapere la struttura.

Il paziente viene valutato quotidianamente dai professionisti che lo hanno in cura e sulla base di questo, anche in accordo con la famiglia Zanardi, l’Aou Senese comunica che il prossimo bollettino verrà diramato non appena ci saranno significative variazioni del quadro clinico dell’atleta.

Coronavirus, l'infettivologo Bassetti contro l'Oms: "L'epidemia è ai titoli di coda"

"Dire che il peggio deve ancora arrivare non lo condivido, e l’allarme dell'Oms oltretutto si riferisce alla situazione a livello globale". A spiegarlo è Matteo Bassetti, direttore della clinica ​Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova.​ Lo spunto sono le parole di Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, secondo cui “il peggio deve ancora arrivare” perché "con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il virus a diffondersi"


"In Italia abbiamo visto uno tsunami e l'abbiamo affrontato. Oggi i numeri ci dicono che, almeno per questa fase epidemica, siamo a titoli di coda perché i dati di ieri, malati e decessi, mi pare siano incoraggianti. Dire che il peggio deve ancora arrivare non lo condivido, e l'allarme dell'Oms oltretutto si riferisce alla situazione a livello globale". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, commentando le parole di Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, secondo il quale "il peggio deve ancora arrivare".

"E' evidente che ci sono Paesi dove i numeri cresceranno, il Brasile e gli Usa, e dove non stati fatti di certo gli sforzi che abbiamo fatto noi in Italia con il lockdown, le misure di distanziamento, il rafforzamento della medicina del territorio e l'implementazione dei posti in terapia intensiva", aggiunge l'infettivologo.

"Prevedere cosa potrà accadere ad ottobre è difficile anche se io non credo ci sarà un altro tsunami. Avremo dei casi, tanti o pochi, ma sapremo affrontarli perché ora il sistema è preparato, abbiamo i nostri laboratori che lavorano con la medicina del territorio. Sono convinto che tutto funzionerà", spiega ancora il virologo. Secondo Bassetti, "vivere i prossimi tre mesi con la spada di Damocle sulla testa di una seconda ondata non è una cosa buona per l'economia, per l'aspetto psicologico e per il sistema sanitario. Oggi noi dobbiamo dire forte e chiaro che abbiamo fatto un grande lavoro. Cerchiamo di vedere il bicchiere mezzo pieno e non sempre mezzo vuoto", continua.

 
  • Pubblicato in Salute
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