updated 10:48 AM UTC, Jul 23, 2021

Vaccini, copertura totale per il un italiano su tre. Figliuolo: "Entro settembre immunizzato l'80%"

Il trend dei numeri, salvo ulteriori colpi di scena a cui la campagna vaccinale ci ha abituati, dovrebbe dunque restare lo stesso anche nel prossimo mese. A rassicurare è lo stesso Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo


Speranza: 'Ieri oltre 500mila vaccini, grande lavoro squadra' - Mondo - ANSA

Sono 45.909.953 le somministrazioni effettuate finora in Italia dall'inizio della vaccinazione anti-Covid e sabato ne sono state effettuate oltre 510mila. E' quanto emerge dai dati nazionali sulle vaccinazioni. Il 29% della popolazione over 12 nel nostro Paese ha completato il ciclo vaccinale, le persone immunizzate sono in totale 15.725.517 mentre il 24,43% ha ricevuto una sola dose. 

Dati incoraggianti che riflettono un ritmo sostenuto a livello regionale.

Il trend dei numeri, salvo ulteriori colpi di scena a cui la campagna vaccinale ci ha abituati, dovrebbe dunque restare lo stesso anche nel prossimo mese. A rassicurare è lo stesso Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo, che ribadisce che "la quantità complessiva di vaccini disponibile entro settembre consentirà comunque di raggiungere l'obiettivo di  immunizzare nei tempi previsti l'80% della platea dei vaccinabili". La risposta punta a tranquillizzare in particolare la Toscana, che aveva lanciato l'allarme sul rischio di un rallentamento della campagna per gli under 60.

I tecnici della Regione, che avevano paventato i segnali di un dimezzamento degli arrivi, restano dunque in stand-by, in attesa dei carichi nei prossimi giorni. In quel caso - se i numeri della riduzione fossero confermati - nella Regione molte delle 150mila persone che hanno prenotato la prima dose con il vaccino americano potrebbero vedersi spostare l'appuntamento. "Le consegne di Pzifer a luglio, preventivate alle Regioni, sebbene siano leggermente inferiori all'auspicato sono sostanzialmente in linea con le previsioni - sottolinea il generale -. Non vanno confrontate con quelle di giugno che comprendevano anticipi di forniture".

L'ultimo calcolo della struttura commissariale per il cosiddetto 'Q3', il terzo trimestre di arrivi nel 2021, parla di 31 milioni di dosi Pfizer, 14 di Moderna (entrambi mRna), 26 milioni di Astrazeneca e 16 del mondose Johnson & Johnson. Ma negli ultimi giorni il generale ha anche annunciato un aumento rispetto a questi numeri, parlando di "oltre 54 milioni dosi mRna impiegabili per chiudere sicuramente la campagna" e - nel caso di un anticipo deciso a livello europeo, dell'ulteriore possibilità di velocizzare.

Con Astrazeneca e Johnson & Johnson destinati soltanto agli over 60 - il secondo anche per facilitare l'immunizzazione in tempi rapidi di "popolazioni non stanziali o caratterizzate da elevata mobilità lavorativa", come ad esempio i lavoratori migranti stagionali - resta un'incognita la destinazione dei 26 milioni di Astrazeneca, visto che la platea di ultrassessantenni ancora non immunizzati è di circa 2,8 milioni. E una parte delle dosi del siero di Oxford sarà sicuramente destinato al richiamo di chi rifiuterà la vaccinazione eterologa. 

 

(Fonte: tgcom24)

Covid e vaccini, gli obiettivi di Figliuolo: 8 italiani su 10 immunizzati a settembre, superamento degli hub e somministrazioni delocalizzate. Feste, discoteche, green pass: cosa potrebbe cambiare

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo indica il piano per l'autunno


Vaccini Italia, in arrivo 5 milioni di dosi. I target di Figliuolo Regione  per Regione - Cronaca

L'80% degli italiani vaccinato entro settembre. Poi l'addio ai grandi hub per tornare alla gestione ordinaria delle somministrazioni attraverso centri capillari, con un maggiore coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacie. Nel frattempo, via all'organizzazione per l'ipotesi della terza dose da somministrare a tutti. Sono gli obiettivi della nuova fase della campagna vaccinale indicati dal commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo.

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il Commissario Figliuolo indica il piano per l'autunno. L'occasione di fare il punto sui primi tre mesi alla guida della struttura commissariale e tracciare le linee di quelli che verranno dopo l'estate, la offre l'audizione alla Camera in Commissione Bilancio, dove è in discussione il decreto Sostegni.

L'obiettivo del generale Figliuolo

Entro il 30 settembre, dice il generale, avremo vaccinato l'80% della popolazione, vale a dire 54,3 milioni di italiani compresi quelli nella fascia tra 12 e 15 anni, per i quali al  momento è autorizzato solo il vaccino di Pfizer, con Moderna che ha chiesto oggi all'Ema l'autorizzazione anche per gli adolescenti. Per raggiungere l'obiettivo di fine settembre, sottolinea però il Commissario, è necessario proseguire sulla strada intrapresa: collaborazione con le Regioni, il cui coinvolgimento è di "vitale importanza", procedure "flessibili" per le prenotazioni ad agosto, mantenere target di almeno 500mila punture al giorno, continuare a "privilegiare" le somministrazioni agli over 60 e ai fragili.

In autunno il superamento degli hub

Con l'autunno servirà invece una nuova strategia. Che parta dal superamento della gestione emergenziale della pandemia. La "poderosa e complessa" macchina della struttura commissariale dovrà "condurre gradualmente" a una gestione ordinaria delle attività sanitarie da parte  delle amministrazioni centrali e locali competenti. Il generale non indica una data ma fa capire la sua idea: un progressivo assorbimento della struttura commissariale nella Protezione Civile, che si occuperà di approvvigionamenti, logistica e distribuzione dei dispositivi e dei vaccini, e restituzione ai territori della gestione di tutti gli aspetti sanitari. 

L'ipotesi di una terza dose

La gestione ordinaria si porta dietro anche il superamento degli hub. Ci sarà, in sostanza, un "graduale ma necessario" passaggio dalle vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata ad un sistema di "vaccinazioni delocalizzate, molto più capillare e prossimo ai cittadini", utilizzando medici di famiglia, pediatri e farmacie. L'ordinarietà va considerata anche alla luce della possibilità di dover procedere ad una terza dose del vaccino. Al momento, la convinzione della maggior parte degli scienziati è che l'immunità abbia una durata di circa un anno e, quindi, è necessario "organizzarci per i richiami" dice il generale, anche alla luce delle varianti che continuano a mutare il virus. 

Sì alle feste private in 7 Regioni

Da oggi, intanto, si allentano ulteriormente le restrizioni anti-Covid. Si torna a far festa in altre quattro Regioni, ora in tutto sette. Ma resta comunque vietato organizzare party in casa o ballare nelle discoteche, che rimangono chiuse almeno per tutto il mese di giugno. Nel rebus delle nuove misure in zona bianca, l'ultima trattativa sul tavolo della politica riguarda la ripartenza del divertimento del popolo della notte. Dopo lo slittamento del coprifuoco a mezzanotte nelle zona gialle, a dividere adesso è il tema del divertimento nella fascia di rischio più bassa.

Attesa sulle discoteche

Nelle prossime ore il Sindacato italiano dei locali da ballo (Silb) incontrerà al ministero della Salute il sottosegretario Andrea Costa, al quale aveva chiesto di essere ascoltato. Stessa richiesta è arrivata dai gestori delle discoteche di 'Asso Intrattenimento' di Confindustria, che potrebbero incontrare Costa nei giorni successivi. Sul tema il ministro Speranza - il quale aveva pur mostrato un'apertura in vista di future valutazioni - resta cauto e non si è ancora pronunciato, ma il pressing del centrodestra, oltre a quello del settore, sale.

"Sì al green pass, ma senza mascherine"

"Proponiamo di ripartire da luglio - spiega il presidente di Asso Intrattenimento, Luciano Zanchi - ma sia chiaro che il nostro lavoro è l'assembramento. La gente viene in discoteca per socializzare perché sono luoghi atti ad accogliere le persone quindi non e' possibile tenere la mascherina in pista, dove si balla e si suda. Siamo assolutamente favorevoli all'entrata con green pass e al tracciamento, quindi entrerebbero nei locali solo persone con anticorpi o comunque risultate negative. E' per questo che sarebbe impossibile rendere obbligatorio l'utilizzo della mascherina".

 

(Fonte: tgcom24)

Covid, emergenza agli sgoccioli? Sileri: "A luglio svolta completa e assoluta, ricominciamo a vivere"

"Luglio sarà la svolta completa e assoluta, ricominciamo a vivere". Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, si esprime così sull'emergenza covid: aumentano i vaccini, diminuiscono i contagi e calano anche i decessi. "Abbiamo ancora 57 decessi, ma un mese e mezzo fa i morti erano 400. I numeri stanno calando in maniera drastica. Tre regioni -Valle d’Aosta, Molise e Basilicata- non hanno pazienti covid in terapia intensiva. La media nazionale di occupazione delle terapie intensive e dei reparti è del 9%", dice Sileri a Domenica In. "Per le varianti si preoccupa lo stato, stiamo monitorando. La popolazione deve sentirsi protetta grazie alla vaccinazione, lasciamoci il terrore alle spalle e ricominciamo a vivere. Luglio sarà la svolta completa e assoluta, avremo oltre metà della popolazione con una dose di vaccino. Completeremo per settembre-ottobre raggiungendo l’immunità di comunità", aggiunge.

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Vaccini anti-Covid, il generale Figliuolo vuole vincere la guerra entro l'estate: "In arrivo 3,5 mln dosi di Pfizer. A giugno la spallata"

Speranza: "Mai più tagli al servizio sanitario. Fase nuova, serve un patto. Il Paese sta per uscire dalla crisi"


"Stiamo distribuendo 3,5 milioni di Pfizer che ci darà modo di partire a giugno. Lo ha detto il commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo inaugurando l'hub vaccinale nella sede di Confindustria a Roma.

"A giugno - ha aggiunto - daremo la spallata" al virus con l'arrivo di oltre 20 milioni di dosi. 

"Non dobbiamo sprecare questa crisi, dobbiamo assumere impegni per il futuro di questo paese e questo significa difendere il Servizio sanitario nazionale con tutte le forze, chiudere la stagione dei tagli e aprire una e di grandi investimenti". Così il ministro della Salute Roberto Speranza all'inaugurazione dell'hub vaccinale nella sede di Confindustria a Roma. "Lo sviluppo economico e sociale del paese - aggiunge - ha nella vittoria della battaglia sanitaria la sua premessa".

Bisogna unire l'Italia, "serve un patto Paese che declini e gestisca questa fare, che speriamo sia l'ultima di un'epidemia che ci ha fatto perdere tante vite umane. Si apre la possibilità di trasformare una crisi in una grande opportunità di ripartenza". Lo dice il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo all'inaugurazione dell'hub nella sede di Confindustria a Roma. "Nessuno ce la fa da solo, non il governo, non il commissario, non un ministro, non le regioni - ha aggiunto - dobbiamo ripartire insieme"

 

(Fonte: Ansa)

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Vaccini, Figliuolo alza l'asticella: "Possiamo arrivare a un milione di somministrazioni al giorno. Immunità di gregge? Con l'80%"

Intervista a "La Stampa" del commissario all'emergenza, il generale dell'Esercito Francesco Paolo Figliuolo. "L'imperativo categorico è accelerare. Abbiamo già fatto molto, ma dobbiamo allungare il passo. Il mio obiettivo è superare le 500mila somministrazioni al giorno entro giugno"


Vaccini, l'ordinanza di Figliuolo alle Regioni: massima priorità agli  anziani, usare AstraZeneca - Il Sole 24 ORE

L'Italia potrebbe arrivare al milione di vaccini anti Covid somministrati al giorno con l'aiuto di medici di famiglia e farmacie. Lo dice in un'intervista a 'La Stampa' il commissario all'emergenza, il generale dell'Esercito Francesco Paolo Figliuolo. "L'imperativo categorico è accelerare. Abbiamo già fatto molto, ma dobbiamo allungare il passo. Il mio obiettivo è superare le 500mila somministrazioni al giorno entro giugno", dice, spiegando che "in Italia ci sono circa 43mila medici di famiglia e 20mila farmacie. Se ogni medico inoculasse dieci vaccini al giorno, otterremmo 430.000 dosi in più alle quali se ne potrebbero aggiungere altre 100.000 per il ruolo delle farmacie. Le previsioni sono approssimative, ma se aggiungiamo a queste proiezioni quello che già facciamo possiamo riuscirci".

''La consegna dei vaccini potrebbe usufruire del sistema già radicato della distribuzione dei farmaci - spiega - Mentre per la catena del freddo non c'è problema, perché una volta spacchettate le fiale possono essere tenute in un normale frigorifero. Ribadisco che dobbiamo accelerare e giugno è il mese clou, quello giusto per dare la spallata. Sarebbe dunque opportuno che da ciascuna Regione venissero smistati i vaccini per medici di medicina generale e farmacie. Anche perché dopo ci sono due mesi in cui molti italiani andranno in ferie e la campagna vaccinale deve finire entro settembre''.

A proposito di ferie, è possibile effettuare la seconda dose di vaccino in un luogo di villeggiatura, in una regione diversa da quella di residenza? ''Sì, attualmente è già possibile vaccinarsi fuori Regione, ma solo per esigenze particolari. Non può costituire la prassi, e per le ferie stiamo riflettendo insieme alle Regioni per trovare possibili ulteriori modalità organizzative''.

''Fino ad oggi abbiamo inoculato due dosi di vaccino a quasi 7 milioni e mezzo di italiani, mentre tra chi ha ricevuto solo la prima dose e chi le ha avute entrambe il totale delle somministrazioni ammonta a 24 milioni - sottolinea - Ora puntiamo l'attenzione a quelle regioni che non hanno ancora raggiunto l'80 per cento degli ultra ottantenni immunizzati''.

Immunità di gregge? ''Affinché ciò sia possibile è necessario che sia vaccinato l'80 per cento della popolazione. Obiettivo che contiamo di raggiungere a fine settembre. Ma due step importanti sono anche i mesi precedenti, quando riusciremo ad avere il 60 e il 70 per cento dei vaccinati. Oggi ci attestiamo intorno al 15 per cento''. A giugno, spiega, ''lo scopo è quello di ottenere tra le 23 e le 25 milioni di dosi entro fine giugno''.

 

(Fonte: Adnkronos)

Covid, le Regioni migliorano: da lunedì nessuna in rosso. L'indice Rt fa discutere, aumenta ma diminuisce l'incidenza. Fedriga: "Poco affidabile, va superato"

La Valle d'Aosta dovrebbe diventare arancione. Verso un cambio di colore anche per Calabria, Puglia e Basilicata: dall'arancione al giallo. Incerta ancora la situazione per la Sardegna. Giù ricoveri intensive, solo 5 Regioni sopra la soglia. Sale ancora l'indice Rt a 0.89, scende incidenza: il valore all'esame della cabina di regia


Ecco cosa si può fare dal 26 aprile: torna la zona gialla, “pass verde” per  muoversi tra regioni - La Stampa

L'Italia diventa sempre piu' gialla e nessuna regione dovrebbe essere rossa: la Valle d'Aosta dovrebbe, infatti, diventare arancione. Verso un cambio di colore anche per Calabria, Puglia e Basilicata che dovrebbero passare dall'arancione al giallo. Incerta ancora la situazione per la Sardegna. Le decisioni, sulla base dei dati della cabina di regia verranno prese dal ministro della Salute Roberto Speranza con le ordinanze delle prossime ore.

L'Italia,  stando a fonti riportate dall'agenzia Ansa, avrebbe solo due regioni in arancione: la Sicilia e la Valle d'Aosta. I cambi di fascia partiranno lunedi prossimo.

Miglioramento generale del rischio in Italia per l'epidemia di Covid, con nessuna Regione a rischio alto per la seconda settimana consecutiva, secondo  quanto compare nella bozza di monitoraggio Iss-Ministero della Salute che sarà presentato oggi. Sei Regioni e province autonome hanno una classificazione di rischio moderato (di cui una, Calabria, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane). Le altre 15 Regioni e province hanno una classificazione di rischio basso. Una Regione (Molise) e una Provincia Autonoma (Bolzano) hanno un Rt puntuale maggiore di uno, ma con il limite inferiore sotto l'uno.

Scende il numero di Regioni e Province autonome che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica, evidenzia la bozza del monitoraggio settimanale: si tratta di 5 contro le 8 della settimana precedente. Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sotto la soglia critica (27%), con una diminuzione nel numero di persone ricoverate che passa da 2.748 (27/04/2021) a 2.423 (04/05/2021). Il tasso di occupazione in aree mediche scende ulteriormente ed è sotto la soglia critica (29%). Le persone ricoverate passano da 20.312 (27/04) a 18.176 (04/05). 

Sale anche questa settimana l'indice di contagio del coronavirus in Italia che passa dallo 0.85 della scorsa settimana a 0.89. E' questo il valore che, secondo quanto si apprende, stanno valutando gli esperti della cabina di regia. L'incidenza secondo gli ultimi calcoli sarebbe ancora in discesa dal valore 146 registrato nel monitoraggio della scorsa settimana, arrivando ora a 127. 

 

(Fonte: Ansa)


Covid, 140 amministratori del Fvg a Fedriga: "Più equilibrio, meno attacchi  di parte"

Covid, Fedriga: "Allo studio seconda dose vaccino in vacanza". Cirio: "Nostre montagne come le isole, vanno vaccinate"

"Se si ritiene giusto vaccinare gli abitanti delle isole minori, che soffrono una carenza di ospedali e strutture sanitarie, lo stesso dovrebbe valere anche per le aree montane, che non sono in una situazione molto diversa". Lo afferma il governatore del Piemonte, Alberto Cirio, incontrando un gruppo di lavoratori stagionali valsusini che stamattina ha inscenato una mini-protesta davanti alla sede della Regione a Torino.

Obiettivo, spiega, "vaccinare gli abitanti e gli operatori delle montagne piemontesi, creando così delle bolle covid-free sul modello di quanto è stato proposto per le isole italiane e far ripartire il turismo". 

"La prima cosa da superare oggi, vista anche la situazione contingente, è l'indice rt che oggi andiamo a valutare". Lo ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che lo ritiene poco affidabile,intervenendo a Sky Tg24. In alternativa, per Fedriga "un indice da tenere in considerazione è il rt ospedaliero: fa capire se aumentano o diminuiscono le richieste di ospedalizzazione ed è un indicatore che può dare segnale importante, e che non dà una visione distorta". "Avremo un confronto come Regioni con il Commissario Figliuolo" per verificare la possibilità che a una persona vaccinata con la prima dose possa essere somministrata la "seconda dose in vacanza- ha poi annunciato Fedriga-. Stiamo vedendo se è possibile organizzare questo, stiamo lavorando ma siamo di fronte alla campagna più grande della storia dell'umanità. Molte cose si possono risolvere, altre sono molto difficili, qualche disagio può esserci".

"Credo che il commissario debba favorire quelle Regioni che stanno rispettando i target dati e noi li abbiamo anche superati", ha detto la vicepresidente e assessore al Welfare di Regione Lombardia, Letizia Moratti, al termine della sua visita all'Ospedale di Vimercate, commentando la richiesta fatta ieri dal governatore Fontana di avere ulteriori dosi AstraZeneca qualora nelle altre regioni venissero rifiutate. "Da noi meno dell'1% delle persone vaccinate rifiuta AstraZeneca - ha aggiunto - anche perché i nostri medici spiegano loro che questo è un vaccino sicuro ed efficace". "Nell'ordine del giorno della prossima commissione Salute della Conferenza delle Regioni, che sarà mercoledì, ci sarà il tema della possibilità di poter vaccinare le persone che si spostano in altre regioni, anche per vacanza". "Noi in Lombardia abbiamo vaccinato tutte le persone che lavorano nel nostro territorio, quindi - ha aggiunto - credo che sia auspicabile che la stessa possibilità possa essere data alle persone che si spostano verso altre regioni o per vacanza o per altri motivi".

Intanto ieri sono state di nuovo superate le 500 mila dosi di vaccino somministrate in un giorno in Italia, secondo il Commissariato all'emergenza. Per l'esattezza alle 4 di stamani risultavano somministrare 501.236 dosi. Oltre 16 milioni di italiani hanno ricevuto almeno una dose di vaccino contro il coronavirus, il 26,7% della popolazione, secondo il 'contatore' di Sky Tg24 su dati del ministero della Salute. Tra loro ci sono anche gli oltre 6,8 milioni che hanno ricevuto anche il richiamo o la monodose di Johnson&Johnson, completando quindi il ciclo vaccinale. 

"Il mese di maggio è un mese di transizione. Io mi aspetto 17 milioni di vaccini, stanno arrivando e arriveranno con cadenza settimanale così come li avete visti giungere in questa prima settimana. Ci daranno modo di tenerci sull'obiettivo", ha detto il generale Francesco Paolo Figliuolo a margine della visita all'hub vaccinale di Pescara, nell'ambito della sua tappa in Abruzzo. Per quanto riguarda le aziende, il generale sottolinea che "i punti aziendali partiranno più avanti quando avremo più vaccini e dopo aver messo in sicurezza gli over 65 e i fragili. Da lunedì - ricorda - partono le prenotazioni per gli over 50. Stiamo piano piano vedendo sempre più luce - conclude - e stiamo attraversando il tunnel". 

(Fonte: Ansa)

Vaccino AstraZeneca, dopo che se ne sono dette di tutti i colori (con relativa psicosi), forse finalmente un po' di chiarezza

Dopo le rassicurazioni del Cts e l'annuncio del commissario Figliuolo sulle valutazioni circa la somministrazione anche agli under 60, ecco cosa dicono le Agenzie preposte e le ultime notizie


Vaccino AstraZeneca: possibile la seconda dose con Moderna, Pfizer o  Johnson & Johnson? - Gazzetta del Sud

Vaccino AstraZeneca in Italia, all'indomani delle rassicurazioni sulla seconda dose del Cts - e dell'annuncio sulla rivalutazione in corso per la somministrazione anche agli under 60 -, ecco le ultime news di oggi con le voci degli esperti: cosa dice il bugiardino, quali sono gli effetti collaterali, quali sono le limitazioni d'età per il vaccino anti Covid al momento.

"Non c'è mai stato un divieto" alla somministrazione negli under 60. L'Agenzia europea del farmaco "Ema non ha posto restrizioni per età, mentre Aifa ha solo dato un'indicazione per uso preferenziale agli over 60. Il suggerimento è stato interpretato come regola, ma non è così", chiarisce in un'intervista al 'Corriere della Sera' Giorgio Palù, presidente dell'Agenzia italiana del farmaco Aifa, dopo che ieri il commissario all'emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, ha spiegato che - via via che la campagna di profilassi avanzerà - l'uso del vaccino AstraZeneca verrà rivalutato anche per la fascia under 60. A riprova che l'impiego di questo prodotto-scudo non ha restrizioni d'età, c'è il fatto che "Aifa suggerisce di fare la seconda dose con AstraZeneca a chi ha già fatto la prima con lo stesso vaccinoindipendentemente dall'età - ricorda Palù - Se ne discuterà di nuovo per meglio specificare questo punto ed evitare che, per un irragionevole valutazione del rischio, molti saltino gli appuntamenti e perdano opportunità di proteggere sé e gli altri".

"Se si entrasse nell'ordine delle idee di vaccinare" contro Covid-19 "con AstraZeneca anche sotto i 60 anni, e io non sarei contrario, magari si potrebbero creare delle limitazioni che sono anche comprensibili", il pensiero espresso da Massimo Andreoni, direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, ospite ad 'Agorà' su Rai3. Che tipo di limitazioni? "Si tenga conto che questi eventi eccezionali", le trombosi rare che sono state oggetto di valutazione da parte dell'Agenzia europea del farmaco Ema, "hanno riguardato sostanzialmente il genere femminile e quindi si potrebbe cercare di dare una spiegazione tecnica alle scelte che si fanno, cercando di farle capire alle persone".

"AstraZeneca anche sotto i 60 anni? Non per tutti. Il rischio di effetti collaterali gravi" di questo vaccino anti Covid "è raro, ma è maggiore nelle donne giovani. D'altro canto, le donne giovani hanno un rischio inferiore agli uomini di sviluppare sintomi severi da Covid-19. Il rapporto rischi-benefici ci suggerisce quindi di vaccinare tutti gli uomini, anche con J&J, ma di tenere fermo il limite di età nelle donne. Basta con la medicina che non considera il nostro sesso". Così sui social interviene Antonella Viola, immunologa dell'università di Padova.

Ma cosa dice il 'bugiardino'? Mentre è ancora valida in Italia la raccomandazione Aifa - ma non l'obbligo - di somministrazione agli over 60, il foglio illustrativo è stato aggiornato dopo i casi di trombosi rare avvenuti in Europa. Nel foglio presente sul sito Aifa (qui il Pfd), che come limite d'età minimo per la somministrazione segnala i 18 anni, al paragrafo 'Disturbi del sangue' si legge: "Coaguli di sangue molto rari, spesso in siti insoliti (ad es. cervello, intestino, fegato, milza), in associazione a bassi livelli di piastrine nel sangue, in alcuni casi accompagnati da sanguinamento, sono stati osservati dopo la vaccinazione con Vaxzevria. Questa condizione includeva casi gravi con coaguli di sangue in siti diversi o insoliti come pure coagulazione o sanguinamento eccessivi in tutto il corpo. La maggior parte di questi casi si è verificata nei primi quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata principalmente in donne sotto i 60 anni di età. In alcuni casi questa condizione ha provocato morte".

Nel paragrafo dedicato ai 'Possibili effetti indesiderati' si legge ancora: "Come tutti i medicinali, questo vaccino può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Se nota la comparsa di qualsiasi effetto indesiderato non menzionato in questo foglio illustrativo, informi il medico, il farmacista o l'infermiere. Richieda assistenza medica urgente se si manifestano sintomi di grave reazione allergica. Tali reazioni possono includere una combinazione di uno qualsiasi dei seguenti sintomi:

- sensazione di svenimento o stordimento

- cambiamenti nel battito cardiaco

- fiato corto

- respiro sibilante

- gonfiore delle labbra, del viso o della gola

- orticaria o eruzione cutanea

- nausea o vomito

- mal di stomaco.

Con Vaxzevria possono verificarsi i seguenti effetti indesiderati:

Molto comuni (possono interessare più di 1 persona su 10)

- dolorabilità, dolore, calore, prurito o lividi nel punto in cui viene praticata l'iniezione

- sensazione di stanchezza (affaticamento) o sensazione di malessere generale

- brividi o sensazione di febbre

- mal di testa

- sensazione di malessere (nausea)

- dolore alle articolazioni o dolore muscolare

Comuni (possono interessare fino a 1 persona su 10)

- gonfiore o arrossamento nel punto in cui viene praticata l'iniezione

- febbre (>38 °C)

- malessere (vomito) o diarrea

- bassi livelli di piastrine nel sangue

Non comuni (possono interessare fino a 1 persona su 100)

- sonnolenza o sensazione di vertigini

- diminuzione dell'appetito

- ingrossamento dei linfonodi

- sudorazione eccessiva, prurito o eruzione cutanea

Molto rari (possono interessare fino a 1 persona su 10.000)

- coaguli di sangue spesso in siti insoliti (ad es. cervello, intestino, fegato, milza), associati a bassi livelli di piastrine nel sangue".

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Salute

Riaperture, Salvini accelera ancora: "Entro il 10 maggio l'Italia deve poter tornare tutta a lavorare. Coprifuoco dannoso per la salute" (VIDEO)

Il leader leghista in conferenza stampa alla Camera: "I numeri parlano da soli, ci aspettiamo l'applicazione del buon senso". E ringrazia Draghi e Figliuolo "per aver imposto un cambio di marcia" - (VIDEO)


Salvini lancia il sito 'no coprifuoco': battaglia della Lega dentro il  governo

Con il calo dei contagi da coronavirus in Italia, e "se i numeri continueranno a essere positivi entro il 10, non entro metà maggio, ci auguriamo che la gente possa tornare a lavorare tutta senza limiti di orario. Il coprifuoco, con questo meteo, è un danno alla salute". Così Matteo Salvini, parlando in conferenza stampa alla Camera delle proposte della Lega per l'agricoltura. "L'Italia merita riaperture con eliminazione del coprifuoco", insiste il leader della Lega.

Per Salvini, "parlano i risultati, ringrazio il generale Figliuolo e il presidente Draghi per aver imposto un cambio di marcia. I numeri parlano da soli, siamo passati da 100mila a 4-500mila somministrazioni. Ci aspettiamo l’applicazione del buon senso. Dal 15 aprile ad oggi si sono liberati più di 1000 posti letto in terapia intensiva. Ad oggi sono rimaste solo 4 regioni italiane con un tasso di occupazione attorno al 30%, la peggiore è la Toscana. Non dico a metà maggio, ma anche entro il 10 maggio: se i numeri continueranno ad essere positivi, con l’aumento dei guariti e i vaccinati e il calo dei contagiati, non è la Lega ad aspettarsi riaperture".

"L’Italia - continua il leader della Lega - merita riaperture al chiuso e all’aperto, di giorno e di notte, con l’eliminazione del coprifuoco. Se i numeri continuano ad essere positivi e gli italiani continuano ad usare buon senso, mi aspetto che il diritto al lavoro, alla vita e alla libertà sia fondamentale. Mi aspetto che la gente possa tornare a lavorare in palestra, in piscina, nei parchi tematici, al bar, senza limiti di orario. In queste condizioni anche di meteo il coprifuoco è un danno alla salute: più la gente è libera di uscire, passeggiare e respirare, meno possibilità ci sono di assembramenti. Il coprifuoco rischia di essere un danno. Ci aspettiamo che il presidente Draghi e il Consiglio dei ministri applichino la norma del buon senso. Ovviamente - spiega - se ci fosse un aumento dei contagi, nessuno pretende di imporre nulla. Ma se la curva continua ad essere calante… Non pretendiamo di partire sabato 8 maggio" come altre città e paesi in Europa "però entro la metà di maggio tornare alla vita penso sia un segnale di rispetto per gli italiani, che ovviamente devono usare questa libertà con intelligenza. Le feste scudetto, oltretutto, sono finite e non dovrebbero essercene altre...".

"Concretezza - continua - , la Lega è il partito della concretezza, lasciamo agli altri i dibattiti, le beghe e le protese, nella nostra proposta ci sono soldi veri per gli imprenditori agricoli, si parla di oltre 700mila imprese, la Lega difende in Ue le nostre imprese dalle aggressioni esterne", aggiunge. "Green economy significa questo, qualcuno al governo vorrebbe invece far mangiare aria", ironizza il leader della Lega. "All'opposizione puoi fare proteste, al governo quella che è protesta diventa un fatto vero, sono contento di questa scelta", sottolinea ancora Salvini.

Sul fronte Alitalia, "ci aspettiamo proposte e e aiuti concreti, non obblighi e tagliole, non può decidere Bruxelles come si chiama la compagnia di bandiera, chi parte da Linate, a decidere della pelle dei lavoratori. Senza compagnia di bandiera è difficile fare turismo, a Bruxelles si facessero gli affari loro", conclude Salvini.

 

(Fonte: Adnkronos)

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