updated 1:04 PM UTC, Mar 8, 2021

Vaccino anti-Covid, via libera ad AstraZeneca per gli over 65. Escluse le persone ritenute "estremamente vulnerabili" a causa di patologie individuali

Circolare del ministero della Salute firmata dal direttore generale della Prevenzione, Giovanni Rezza. Il vaccino protegge sia dallo sviluppo della malattia indotta da Sars Cov-2 sia dalle forme gravi o addirittura mortali del Covid-19. Può essere somministrato da subito a tutti i soggetti sopra i 18 anni. Con delle eccezioni specifiche


Via libera al vaccino AstraZeneca anche per le persone over 65. È stata emanata la circolare del ministero della Salute firmata dal direttore generale della prevenzione Gianni Rezza, ed è stata pubblicata.

Il vaccino potrà quindi essere somministrato da subito a tutti i soggetti sopra i 18 anni, a eccezione dei pazienti identificati "come estremamente vulnerabili in ragione di condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria a trattamenti farmacologici o per patologia concomitante che aumenti considerevolmente il rischio di sviluppare forme fatali di COVID-19". La decisione fa seguito a un parere favorevole del Consiglio Superiore di Sanità. 

"Ulteriori evidenze scientifiche resesi disponibili - si legge nella circolare ministeriale - non solo confermano il profilo di sicurezza favorevole relativo al vaccino in oggetto, ma indicano che, anche nei soggetti di età superiore ai 65 anni, la somministrazione del vaccino di AstraZeneca è in grado d’indurre significativa protezione sia dallo sviluppo di patologia indotta da SARS-CoV-2, sia dalle forme gravi o addirittura fatali di COVID-19".

"Sulle basi di tali considerazioni - prosegue la ciricolare - anche in una prospettiva di sanità pubblica connotata da limitata disponibilità di dosi vaccinali e alla luce della necessità di conferire protezione a fasce di soggetti più esposti al rischio di sviluppare patologia grave o addirittura forme fatali di COVID-19, il gruppo di lavoro su SARS-CoV-2 del Consiglio Superiore di Sanità ha espresso parere favorevole a che il vaccino AstraZeneca possa essere somministrato anche ai soggetti di età superiore ai 65 anni". 

  • Pubblicato in Salute

Covid, sale il tasso di positività: il governo verso una nuova stretta. Lockdown, zone rosse, coprifuoco anticipato: cosa può succedere nelle prossime ore

Una nuova stretta sulle misure, per contrastare l'impennata dei contagi di Covid e il diffondersi delle varianti, al vaglio del governo Draghi e degli esperti del Cts: le ipotesi in campo. Tra le ipotesi più drastiche, come detto, vi è anche quella di una super zona rossa che di fatto riguarderebbe buona parte del Paese, con possibili eccezioni per le poche aree (come la Sardegna) con un tasso del contagio meno preoccupante. Non è nemmeno da escludere che l'inizio del coprifuoco, attualmente in vigore in tutto il Paese dalle 22 alle 5, possa essere anticipato di un'ora o più


Lockdown locali sempre più diffusi che porteranno buona parte dell'Italia in rosso e un monitoraggio costante dell'andamento della curva del virus, per essere pronti ad intervenire con "il massimo rigore" nel caso le varianti dovessero far salire in maniera esponenziale i contagi. Il governo si prepara ad affrontare un'altra settimana difficile nella lotta al Covid, consapevole che potrebbe esser chiamato ad adottare ulteriori provvedimenti nonostante il primo Dpcm firmato dal premier Mario Draghi sia in vigore da sole 24 ore.

I numeri confermano la preoccupazione espressa degli scienziati, che più volte nei giorni scorsi hanno ribadito la necessità di rafforzare e innalzare le misure a livello nazionale e locale e di ridurre drasticamente la mobilità e le interazioni tra i cittadini: anche oggi quasi 21mila nuovi positivi, il tasso di positività che sale di ben un punto e si assesta al 7,6% e altri 207 morti, con il numero delle vittime che nelle prossime ore supererà la cifra, inimmaginabile un anno fa, di 100mila dall'inizio dell'emergenza. Non solo. Nei reparti ordinari degli ospedali ci sono stati altri 443 ingressi in 24 ore, con il totale dei ricoverati che è tornato sopra i 21mila. E le terapie intensive crescono costantemente da 18 giorni: oggi ci sono 2.605 pazienti, oltre 500 in più in due settimane. Nove regioni, inoltre, hanno superato la soglia critica del 30% di occupazione dei posti in rianimazione. Tutti chiari sintomi che la curva continua a crescere inesorabilmente. "Questo sarà un mese complicato" ammette il ministro della Salute Roberto Speranza ribadendo come le varianti abbiano "prodotto una nuova fase di accelerazione dell'epidemia", con il virus che "oggi è più capace di correre" rispetto ai mesi scorsi.

Bisognerà dunque intervenire, anche se dal governo continuano a ripetere che al momento non si sta ragionando di un lockdown generale, se non altro perché la situazione è molto diversa da regione a regione. Basta vedere i dati quotidiani: su quasi 21mila positivi, più della metà sono in tre regioni, Lombardia ( quasi 4.400 casi), Emilia Romagna (3.056) e Campania (2.560) mentre in altre 8 non si raggiungono i 500 casi. "Oggi abbiamo un'enorme differenziazione tra territori e il modello costruito serve proprio a evidenziare queste differenze" dice Speranza confermando dunque che si andrà avanti con il sistema delle fasce. Ciò non significa però che non ci sarà una stretta, anzi. "Monitoriamo la curva e verificheremo sulla base della proporzionalità quali siano le misure più adeguate. Mi aspetto nei prossimi giorni e nelle prossime settimane che la curva possa salire ancora e dunque mi aspetto altre regioni in rosso". In attesa del passaggio di fascia, che ci sarà venerdì con il nuovo monitoraggio, sono comunque sindaci e governatori ad intervenire. Da lunedì la provincia di Frosinone si andrà ad aggiungere alle altre decine già in rosso, mentre a Firenze il sindaco Dario Nardella ha annunciato limitazioni alla mobilità in determinati momenti e luoghi della città.

Diversi anche gli interventi in varie città per evitare gli assembramenti, con le forze di polizia che nelle ultime 24 ore hanno controllato 92mila persone, sanzionandone 1.800, e quasi 13mila negozi. Sui Navigli a Milano sono scattati i blocchi ai punti di accesso alla Darsena per limitare la presenza dei giovani all'ora dell'aperitivo, mentre a Roma i controlli non hanno portato alla chiusura delle zone della movida come accaduto ieri. In Sardegna invece il primo sabato in zona bianca si è chiuso con una maxi rissa con lancio di bottiglie e sedie nel centro di Nuoro, con protagonisti una ventina di giovani tutti senza mascherine. Se poi non dovessero bastare le misure a livello locale, sul tavolo del governo ci sono una serie di ipotesi che potrebbero essere adottate in vista di Pasqua: dalla proroga del divieto di spostamento, che scade il 27 marzo e già viene data per scontata, al coprifuoco anticipato fino ad un innalzamento delle restrizioni come avvenne nel periodo di Natale. Tutti interventi per cercare di evitare fino alla fine un lockdown generale che metterebbe ulteriormente in ginocchio l'economia.

 

(Fonti: Adnkronos e Ansa)

CHI ASSAGGIA? - Tra le meraviglie dell'Abruzzo tradizione e qualità regnano sovrane: Montepulciano e Trebbiano, i vini superbi di Valle Reale

Rubrica a cura di Andrea Sala, Advanced Sommelier – Court of Master Sommelier, dedicata ai piccoli produttori di vini di qualità del meraviglioso territorio italiano


Andrea Sala

Andrea Sala

Valle Reale, una lavoro meticoloso per la massima espressione di due vitigni tradizionali in Abruzzo: Montepulciano e Trebbiano

Azienda Agricola Reale - Osteria, B&B, Cantina, Azienda Agricola a Gete in  Costa D'AmalfiAzienda Agricola Reale | Osteria, B&B, Cantina, Azienda  Agricola a Gete in Costa D'Amalfi

I Pizzolo sono una famiglia contadina abruzzese originaria del comune di Popoli della provincia di Pescara. La famiglia, già presente sul territorio da diverse generazioni, nel 1998 decise di recuperare un vecchio vigneto di Montepulciano d’Abruzzo proveniente da una proprietà che aveva acquistato qualche tempo prima. La decisione di iniziare un progetto vinicolo deriva dall’avere origini contadine, dal particolare posizionamento del vigneto (in una bellissima vallata poco distante dal comune di Popoli) e dalla volontà di fare maggior ricerca sulla storia del Montepulciano d’Abruzzo.

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Le ricerche sul Montepulciano d’Abruzzo furono svolte insieme ad un professore universitario di Milano; questa collaborazione portò i Pizzolo a trovare storiche tracce di vigneti coltivati con il vitigno Montepulciano nell’area di Popoli, nel quale è situato un altopiano circondato da montagne. I vigneti dell’Azienda Valle Reale sono perciò maggiormente presenti in questa zona; oltretutto, a Popoli si trova il primo vigneto nominato cru aziendale, il “Vigneto San Calisto”, una storica vigna del 1960 coltivata con la tecnica della pergola abruzzese.

Dal “Vigneto San Calisto” sono state selezionate alcune piante di Montepulciano, che successivamente sono state isolate e utilizzate in nuovi progetti aziendali, come l’impianto di nuovi vigneti. In questo modo si è potuto tenere lo stesso carattere (o DNA) del vigneto storico di Montepulciano.

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Negli anni l’azienda è cresciuta a livello territoriale con l'annessione di alcuni vigneti. Le vigne sono disposte su un altopiano orientate verso sud-est, intorno circondate dai monti dell’Abruzzo, dando un senso di ricca biodiversità e di equilibrio fra i diversi tipi di natura che convivono nello stesso territorio. I vigneti si trovano fra i comuni di Popoli e Capestrano, paesi che seppur adiacenti, mostrano caratteristiche pedoclimatiche molto differenti fra di loro. Per via di questa diversità l’azienda ha diviso i suoi vigneti in diversi appezzamenti in modo da trarre e rispettare la personalità di ognuno. Probabilmente, il contrasto maggiore pedoclimatico fra i due comuni si può notare dalla natura circostante i vigneti, ovvero, a Popoli le vigne sono avvolte da boschi di pini e querce con temperature più fresche, mentre spostandosi a Capestrano la natura diventa più mediterranea e il territorio è investito dal calore proveniente dalla Piana di Ofena.

Azienda Vitivinicola Valle Reale - AbruzzoTravelling

Le diverse espressioni dei vigneti vengono trasformate in vini sensazionali con grande personalità e di elevatissima qualità. I vini sono prodotti in totale rispetto della tipicità del vigneto dal quale provengono, seguendo una vinificazione poco interventista con l’utilizzo di lieviti indigeni per la fermentazione alcolica. Il Montepulciano e il Trebbiano d’Abruzzo sono i vitigni nei quali l’azienda ha investito e continua a vinificare con tanta passione. Il risultato finale in bottiglia è un prodotto che si distingue molto rispetto ad altri vini regionali; questo rende l’Azienda Valle Reale unica e speciale.

 Trebbiano D'Abruzzo Valle Reale

2019 Trebbiano D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino bianco fermo

Vitigno: Trebbiano abruzzese

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo sui lieviti per 6 mesi

Prezzo:  16 euro 

Giallo paglierino cristallino. Al naso apre con delicati accenni di erbe aromatiche come la salvia, continua con toni di erba fresca, tiglio, sensazioni di agrumi, buccia di limone, infine note di pesca bianca e mineralità calcarea. Il palato si propone fresco, dinamico con tensione eccezionale. Lungo finale con agrumi e pesca gialla, erbe aromatiche e infinita sapidità.

 Immagine 1 - CERASUOLO-D-039-ABRUZZO-2019-VALLE-REALE

2019 Cerasuolo D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino rosato fermo

Vitigno: Montepulciano

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo sui lieviti per 6 mesi

Prezzo:  16 euro 

Colore rosato di buona intensità. I profumi al naso sono fragranti con lampone, melograno, ciliegie rosse e pompelmo rosa. In bocca il vino ha ottimo dinamismo. Ha un finale di buona lunghezza con ottima intensità gustativa. Sensazioni di susina e ribes rosso, allungo sapido nel finale.

 Valle Reale, Vigneto Sant'Eusanio, Montepulciano d'Abruzzo DOC, 2017 – Il  Consorzio Enoteca

2017 Vigneto Sant’Eusanio – Montepulciano D’Abruzzo DOC

Tipologia: Vino rosso fermo

Vitigno: Montepulciano

Produzione: Vinificato in acciaio e successivo riposo per 12 mesi

Prezzo:  24 euro 

Rosso rubino vivo, ottima concentrazione. Profilo olfattivo schietto con toni di frutta come prugna, amarena, fragoline di bosco. Continua sfumando su sensazioni leggermente erbaceo quasi a ricordare il ramo del pomodoro. Il sorso colpisce per intensità e volume. Tannini presenti ma ben armonizzati nella struttura del vino, di buon corpo. Finale lungo con sentori di finochietto e frutti di bosco.

Valle Reale e i vini della montagna abruzzese - Slowine

Altri vini da provare:

Trebbiano d’Abruzzo (Vigneto di Popoli, Vigneto Sant’Eusanio, Vigna di Capestrano)

Montepulciano d’Abruzzo (Vigneto di Popoli, San Calisto)

Cerasuolo d’Abruzzo (Vigne Sant’Eusanio)

 

Andrea Sala

Advanced Sommelier - Court of Master Sommeliers

Conseguenza per il lavoratore che si rifiuta di sottoporsi a vaccinazione anti covid-19

Una prima messa a fuoco della difficile problematica nel contrasto tra il diritto di ogni persona a non essere sottoposto a trattamenti obbligatori e il dovere di non procurare danni o rischi ad altri con il proprio comportamento.


Le decisioni che i lavoratori prendono sulla propria vita e saluta, hanno motivazioni individuali e non collettive, per contro la vaccinazione è uno strumento di protezione allo stesso tempo individuale e collettivo e impone quindi un approccio diverso da tutte le altre proposte di prevenzione. In questa mancanza di legislazioni oggettive, l'Avvocato Giuslavorista Davide Pollastro fa chiarezza su quello che, anche in tale assenza, un lavoratore potrebbe rischiare sul posto di lavoro.

Sanremo, tagliato l'omaggio a D'Orazio. Pooh indignati e furiosi: "È stata una cosa orrenda. In 5 serate piene di qualsiasi cosa, 3 minuti si potevano trovare"

L'ira di Red Canzian: "Credo che Stefano in 50 anni abbia dato tanto alla musica italiana e che qualcosa poteva essergli restituito da quel palco. Non si può essere onorati solo quando si serve a qualcuno"


Pooh, l'ultima volta insieme per Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red  Canzian e Stefano D'Orazio per i 50 anni (VIDEO) | L'HuffPost

Salta l'omaggio a Stefano D'Orazio dalla finale di Sanremo e i Pooh s'infuriamo. La serata finale di Sanremo 2021 prevedeva un omaggio allo storico batterista dei Pooh, D'Orazio, che è saltato, probabilmente per la lunghezza eccessiva dello show, andato ben oltre le 2 di notte. L'omaggio al musicista e paroliere scomparso nel novembre scorso, quando già in cura per una patologia molto seria ha contratto il Covid, prevedeva che Fiorello e Amadeus cantassero 'Uomini Soli' e poi ricordassero D'Orazio, autore di diversi successi dei Pooh. Ma dalla scaletta è saltato quando evidentemente gli 'sforamenti' facevano presagire una durata davvero troppo lunga per il gran finale del Festival.

Furioso il compagno di band Red Canzian, che all'Adnkronos ha dichiarato: "È stata una cosa orrenda, davvero molto brutta. Sapevamo che doveva esserci questo omaggio e siamo rimasti molto male quando non l'abbiamo visto. Perché credo che Stefano D'Orazio meritasse quel ricordo. In cinque serate piene di qualsiasi cosa, tre minuti si potevano trovare", ha detto Red.

Che poi ha rincarato la dose: "Per provocazione potrei dire che il tempo si poteva trovare persino al posto degli ultimi cinque in classifica, la cui assenza non avrebbe cambiato la storia della musica. Credo che Stefano in 50 anni abbia dato tanto alla musica italiana e che qualcosa poteva essergli restituito da quel palco. Non si può essere onorati solo quando si serve a qualcuno", ha concluso con amarezza.

 

(Fonte: Adnkronos)

Pd, la provocazione di Grillo: "Faccio io il segretario". Intanto le Sardine "occupano" il Nazareno. Partito nel caos dopo le dimissioni di Zingaretti

Post sul blog di Beppe Grillo: "Ho la tessera dem, non quella M5s. Se mi invitate vengo, sto un annetto e Conte guida i 5 stelle. Parliamo con tutti e facciamo progetti comuni". Alla sede nazionale del Pd la protesta di una ventina di esponenti del movimento guidati dal portavoce Mattia Santori. Una delegazione è stata ricevuta dalla presidente dem, Valentina Cuppi


Grillo: "Mi propongo segretario del Pd" - La Provincia

LA PROVOCAZIONE DI GRILLO - "Io vi invito, se mi invitate vengo, faccio il segretario, vi ripeto, del partito democratico elevato, ci mettiamo 2050 nel simbolo, io ci sto un anno, un annetto, Conte sta di là un annetto, parliamo con tutti e facciamo dei progetti comuni. Mettete 2050 nel vostro simbolo, come sarà nel nostro prossimo con Conte, sarà 2050, invito tutti i partiti a mettere 2050 nel loro simbolo, facciamo un progetto in comune, ne usciremo in un modo straordinario".

E' la proposta lanciata da Beppe Grillo sul blog. "Dobbiamo riprogettare tutto, non possiamo farci concorrenza, destra, sinistra. La concorrenza, non funziona più" .

Un principio di "condotta", vale a dire il nuovo teorema del "o con le buone, o con le buone"; una "retorica positiva" e una rivoluzione anche nel linguaggio, fatto di parole autoctone, "basta inglese" e abolizione degli acronimi: con una sola eccezione, "il MiTe, il ministero mite, il ministro mite, la transizione mite e coraggiosa".  Beppe Grillo torna dalle pagine del suo blog a rilanciare la "rivoluzione mite" del Movimento proponendo nuovi approcci anche nella comunicazione. Lo fa in un post in cui si firma "l'elevato antropologo" e con un testa una corona di alloro, simbolo di virtù, saggezza e sapienza. Anche se il "principio capitale" enunciato per primo recita: "Chi non capisce, ha sempre ragione. Chi ha sempre ragione, non capisce". 

pd sardine con sacchi a pelo occupare nazareno

L'OCCUPAZIONE DELLE SARDINE - Mattia Santori e altri esponenti del movimento delle sardine si sono presentati con sacchi a pelo davanti al Nazareno, sede del PD. "Siamo pronti a rimanere dentro al Nazareno finché non ci assicurano che le cose si fanno con le persone", ha spiegato Santori. 

Indossando le t-shirt rosse con la scritta 'Continuerai a farti scegliere o finalmente sceglierai? 6000 sardine", la delegazione del movimento, nato in occasione delle regionali in Emilia-romagna, è composta da una ventina di militanti, anche per evitare assembramenti nella piazza nel centro storico di Roma. Santori e pochi altri hanno portato dei sacchi a pelo e si erano detti pronti al presidio permanente se non fossero stati ascoltati.

La presidente del Pd Valentina Cuppi ha ricevuto una delegazione della Sardine, al Nazareno. Nella sede del partito democratico sono entrati, accolti da Cuppi, cinque militanti guidati da Mattia Santori, Jasmine Cristallo e Lorenzo Donnoli.  "Credo che l'iniziativa delle 6000 sardine vada accolta con assoluto entusiasmo perché è un approccio combattivo ma molto costruttivo", ha detto Cuppi

Zingaretti, Sardine? Dimostra che è forza che mobilita - "Le Sardine? Il fatto che siano mobilitate conferma che il Pd è una grande forza della democrazia italiana". Lo dice il segretario dimissionario del Pd Nicola Zingaretti a margine dell'inaugurazione dell'hub vaccinale alla Termini di Roma.

Zingaretti, un anno fa l'epic fail dell'aperitivo sui Navigli. Disse: "Ho raccolto l'invito di Sala, non diffondiamo il panico ma diamo segnali di rilancio" (VIDEO)

"Mi sembrava giusto raccogliere l'invito del sindaco Sala e del Partito Democratico di Milano ed essere qui. Un segnale di vicinanza e sostegno al Nord che sta vivendo una fase difficile. Bisogna sconfiggere il virus seguendo la scienza e isolando i focolai". Così parlò il 27 febbraio 2020 Nicola Zingaretti, segretario del Partito Democratico intervenuto a Milano per un aperitivo organizzato sui Navigli dal Partito Democratico Metropolitano. "Non diffondiamo il panico ma diamo segnali di rilancio e riaccendiamo l'economia del Paese con misure straordinarie attuate dal governo. Collaboriamo e stiamo lontani dalle polemiche. L'Italia ce la farà". Il 7 marzo Zingaretti annunciò di aver contratto il coronavirus.

Clamoroso Pd, Zingaretti si dimette: "Mi vergogno che si parli solo di poltrone"

L'annuncio del segretario su Facebook: "Il Pd non può rimanere fermo, impantanato per mesi a causa in una guerriglia quotidiana. Questo, sì, ucciderebbe il partito. Visto che il bersaglio sono io, per amore dell'Italia e del partito, non mi resta che fare l'ennesimo atto per sbloccare la situazione". Ora la parola all'Assemblea Nazionale


"Mi vergogno che si parli solo di poltrone, mi dimetto". Lo ha reso noto su Facebook il segretario del Partito Democratico, Nicola Zingaretti. "Il Pd non può rimanere fermo, impantanato per mesi a causa in una guerriglia quotidiana. Questo, sì, ucciderebbe il partito. Visto che il bersaglio sono io, per amore dell'Italia e del partito, non mi resta che fare l'ennesimo atto per sbloccare la situazione", ha aggiunto.

"Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie". Lo scrive su Facebook Nicola Zingaretti annunciando le dimissioni da segretario Pd. "Visto che il bersaglio sono io, per amore dell'Italia e del partito, non mi resta che fare l'ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Nelle prossime ore scriverò alla Presidente del partito per dimettermi formalmente. L'Assemblea Nazionale farà le scelte piu' opportune e utili".

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