updated 11:08 AM UTC, Jan 22, 2021

Covid, ecco i nanoanticorpi che bloccano il virus. Funzionano anche con le varianti, a breve test sull'uomo

Speranze per una nuova possibile terapia anti-Covid: si tratta di nuovi nanoanticorpi, sviluppati lavorando su lama e alpaca, che impediscono l'ingresso del virus nelle cellule e sembrano funzionare anche se subisce delle mutazioni. A metterli a punto, i ricercatori svedesi dell'Istituto Karolinska, insieme a quelli dell'università di Bonn e dello Scripps Research Institute della California, come spiegano sulla rivista Science. A breve un'azienda spin-off dell'università di Bonn testerà i nanoanticorpi in una sperimentazione clinica sull'uomo. 

 

(Fonte: Ansa)

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Lavoro, i danni del Covid: colpite 12 milioni di persone. L'allarme del Cnel: "Con la fine della Cig e del blocco dei licenziamenti situazione esplosiva"

Pandemia e lockdown hanno messo in crisi un numero impressionante di lavoratori dipendenti e autonomi. Donne e giovani pagano il prezzo più alto. Previsto un aumento dell'economia sommersa e del lavoro nero. Treu: "Sono aumentate le diseguaglianze, serve più coesione sociale"


Coronavirus: il protocollo di sicurezza dei lavoratori aggiornato

Il mercato del lavoro "all’inizio del 2021 presenta più ombre che luci" e "la situazione è destinata molto probabilmente ad accentuarsi e diventare ‘esplosiva’ con l’interruzione della cassa integrazione e la fine del blocco dei licenziamenti". È la fotografia allarmante che emerge dal 'Rapporto sul Mercato del lavoro e la contrattazione 2020' del Cnel.

Si teme, sottolinea il Cnel, "che una parte degli esuberi verrà sicuramente ‘assorbita’ dall’economia sommersa non riuscendo a trovare un’occupazione in regola andando ad aumentare la quota già aumentata negli ultimi anni di lavoro nero".

"La crisi conseguente alla pandemia ha colpito circa 12 milioni di lavoratori tra dipendenti e autonomi, per i quali l’attività lavorativa è stata sospesa o ridotta, in seguito al lockdown deciso dal Governo per limitare l’aumento esponenziale dei contagi". 

Giovani e donne pagano il prezzo più alto della crisi innescata dalla pandemia di Covid.

"Lo scarso investimento pubblico sulle nuove generazioni (in particolare la parte che va efficacemente a rafforzare la loro formazione e l’inserimento solido nel mondo del lavoro) è il principale nodo che vincola al ribasso le possibilità di crescita italiane, da sciogliere prima ancora che sul piano del rapporto tra giovani e lavoro, su quello più alto del ruolo delle nuove generazioni nel modello di sviluppo del Paese. Se non si inverte questa tendenza non solo si pregiudicano le prospettive economiche del Paese, ma si rischia di alterare in profondità il patto fra le generazioni che è un elemento costitutivo dell’assetto sociale, della sua equità e stabilità", si legge nel rapporto.    

Con la chiusura delle scuole e l’adozione della didattica a distanza inoltre non è stata bloccata "la frequenza delle lezioni" ma è ne stata ridotta "complessivamente la qualità e ha esposto ad una forte crescita del rischio di dispersione scolastica. Con la conseguenza di inasprire non solo le diseguaglianze generazionali ma anche quelle sociali", dice ancora il Cnel.      

Quanto invece alle donne, per il Cnel hanno pagato il prezzo più alto della crisi "in quanto impegnate a ricoprire ruoli e a svolgere lavori più precari, soprattutto nei servizi.

Il Cnel ha più volte sottolineato "come per promuovere la occupazione femminile non bastino politiche di incentivazione economica alle assunzioni, ma serva anzitutto allargare la offerta di servizi, non soltanto asili nido, ma scuola a pieno tempo e servizi per gli anziani, nonché promuovere forme organizzative del lavoro più favorevoli alla conciliazione". 

Dalla crisi generata dalla pandemia dobbiamo trarre insegnamenti per guardare avanti, ha detto il presidente del Cnel Tiziano Treu.

Con il Covid - ha sottolineato - abbiamo scoperto quanti "buchi ci sono nella rete di sicurezza, del welfare: sanita', ammortizzatori, sostegno alla poverta'". In questo anno - ha riconosciuto Treu - si sono moltiplicati gli interventi di carattere generale universalistico: una cosa ottima ma le diseguaglianze sono aumentate".

"Le fondamenta del mondo del lavoro sono ancora fragili - ha fatto notare Treu - ed esposte ancora agli impatti esterni". Le politiche del lavoro devono essere universalistiche ma va fatta un'analisi sulle distorsioni. Questa riflessione dovra' essere centrale nei prossimi mesi".

Secondo Treu, va ricalibrato il sistema del welfare e la protezione del reddito ma va anche perseguita la connessione tra politiche attive e configurazione di un mercato lavoro più resistente agli shock. E' quindi necessario - ha concluso - rafforzare gli strumenti di coesione sociale altrimenti lo squilibrio non si correggerà".

 

(Fonte: Agi)

 

Lombardia, la prima intervista a Letizia Moratti: "Imparare dagli errori (che tutti possono fare). Agirò nell'interesse di tutti i cittadini lombardi" (VIDEO)

La prima intervista di Letizia Moratti, appena entrata nella Giunta lombarda di Attilio Fontana. Per l'ex sindaco di Milano la vicepresidenza e l'assessorato al Welfare. Anche grazie alla sua esperienza e le sue capacità amministrative la Regione più colpita dal Covid vuole vincere la battaglia sanitaria più difficile.

Vaccino anti-Covid, Italia al primo posto in Europa per somministrazioni. E la prossima settimana arrivano le prime dosi di Moderna

Con oltre 320 mila somministrazioni finora effettuate (0,55% del totale) l'Italia è il primo Paese nell'Unione Europa per numero di vaccinazioni contro il Covid e all'ottavo posto nella classifica mondiale. È quanto emerge dall'attività di ricerca raccolta nel sito Our World in Data, le cui fonti sono i ministeri della Salute dei vari Paesi. Ai primi dieci posti, nell'ordine, ci sono Israele, Emirati Arabi, Bahrain, Stati Uniti, Gran Bretagna, Danimarca, Russia, Italia, Germania e Canada


Vaccino covid Moderna, quando arriva in Italia e quante dosi

Arriveranno già dalla prossima settimana in Italia le prime dosi del vaccino Moderna. L'obiettivo, a quanto si apprende, è di far giungere nel nostro Paese 1,3 milioni di dosi nei prossimi 3 mesi.

In totale Moderna distribuirà 80 milioni di dosi di vaccino in Europa nei primi tre trimestri del 2021. Si partirà con 10 milioni di dosi per il primo trimestre per passare a 35 milioni di dosi nei successivi trimestri. Le prime dosi, fa sapere l'azienda, inizieranno a essere distribuite dalla prossima settimana su base proporzionale fra tutti gli Stati membri.

Dopo il vaccino Pfizer-Biontech, un altro vaccino contro il coronavirus ha ricevuto l'approvazione dell'agenzia europea del farmaco (Ema) e il via libera dell'Ue.

EMA - L'agenzia europea per il farmaco ha raccomandato l'autorizzazione condizionata per il commercio del vaccino contro il coronavirus prodotto dalla società americana per le persone maggiori di 18 anni, si legge in una nota. L’attenta valutazione dei dati sulla qualità, la sicurezza e l’efficacia del vaccino da parte del Comitato per i medicinali a uso umano (Chmp) dell’Ema, garantisce gli standard previsti dall’Unione Europea, e delinea le salvaguardie, i controlli e gli obblighi per tutte le campagne di vaccinazione nell’Ue, si legge nella nota.

UE - "Abbiamo autorizzato il vaccino Moderna, il secondo approvato nell'Ue". Lo ha annunciato su twitter la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, qualche ora dopo il via libera arrivato dall'Ema. "Stiamo fornendo vaccini sicuri ed efficaci agli europei - ha rivendicato von der Leyen - L'Europa finora si è assicurata due miliardi di dosi di potenziali vaccini, più che sufficienti per proteggere tutti noi".

 

(Fonti: Ansa e Adnkronos)

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Vaccino anti-Covid gli esperti concordi: "Funzionerà nonostante la variante inglese"

"Il vaccino sarà efficace", nonostante la variante Covid. E' questa l'opinione che prevale tra gli scienziati dopo le notizie sulla mutazione del coronavirus in Gran Bretagna. La questione è di stretta attualità, proprio perché molti paesi europei, tra cui l'Italia, in questi giorni si apprestano a somministrare le prime dosi


Dopo il vaccino contro Covid-19 resteremo infettivi? - Wired

Secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), "è altamente improbabile" che la nuova variante di Sars-CoV-2 mostri "resistenza in termini di formazione di un'immunità" e quindi risulti 'invulnerabile' ai vaccini anti-Covid.

"Perché la variante inglese del coronavirus Sars-CoV-2 spaventa l'Europa? Vorrei capirlo anche io", dice Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano e docente dell'università Vita-Salute, all'Adnkronos Salute. "C'è un allarmismo non giustificato dai dati. Un conto è rilevare una variante, un conto è dire ha caratteristiche biologiche diverse. Questo non lo possiamo affermare finché non mettiamo il virus su colture cellulari e vediamo che sfugge agli anticorpi. E al momento non c'è nessuna evidenza che ci possa far sospettare questo. Dunque al momento è un allarmismo ingiustificato", ribadisce Clementi.

Sulla stessa linea l'immunologa dell'università di Padova, Antonella Viola. "A costo di ripetermi vi dico: non c'è motivo di panico" per la circolazione della nuova variante inglese del coronavirus Sars-CoV-2. "Non sappiamo se questa variante sia davvero più pericolosa. Servono dati di laboratorio che non sono ancora stati prodotti", osserva Viola. "Solo così", attraverso nuovi studi, spiega su Facebook, "sapremo se" il nuovo mutante "è davvero - come sembra dai calcoli matematici - più contagioso; causa una malattia più severa; è riconosciuto dagli anticorpi generati contro l'altra Spike", ossia contro la versione originaria della proteina che il virus utilizza per attaccare le nostre cellule, "e quindi i vaccini restano efficaci".

Secondo Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, la notizia dell'alta contagiosità del virus "non deve farci cadere nella depressione, anche perché ci sono buone probabilità che la profilassi in arrivo proteggerà anche contro il ceppo inglese". "Non sappiamo ancora se questa trasformazione sia davvero influente ai fini della efficacia dei vaccini scoperti finora, che, probabilmente, funzioneranno anche contro la variante britannica", sottolinea Galli.

Anche per Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano interpellato dall'Adnkronos Salute, "i vaccini anti-Covid ottenuti finora dovrebbero funzionare perché quella del mutante Gb è una piccola variante inserita nella proteina Spike" che il virus utilizza per attaccare le cellule bersaglio.

In America, intanto, gli scienziati del Walter Reed Army Institute of Research contano di appurare nei prossimi giorni se sia o meno fondato il timore di una non efficacia dei vaccini anti-Covid sulla nuova variante del virus. La premessa da cui i ricercatori partono è comunque che l'antidoto sia efficace anche contro la variante, stando a quanto riferito dal Dottor Nelson Michael, direttore del Center for Infectious Diseases Research del Walter Reed Army Institute of Research, citato dalla Cnn. La ricerca è iniziata giovedì, sulla base dei dati messi a disposizione online dai ricercatori britannici. Da un primo esame si valuterà il grado di timore che dobbiamo avere, ha spiegato Michael. "Altri team nel mondo stanno facendo le stesse analisi". In base ai primi risultati, se dovessere persistere una qualche preoccupazione, le ricerche andrebbero portate avanti a livello di laboratorio e con sperimentazioni.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Il Covid tra i leader Ue: Macron positivo, Sanchez in isolamento. Record di contagi in Germania. Ma il vaccino fa sperare l'Europa

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen: "Via alle vaccinazioni nell'Ue nei giorni 27, 28 e 29 dicembre. Proteggiamo i cittadini, insieme siamo più forti"


Il presidente francese Emmanuel Macron positivo al coronavirus. "Il Presidente della Repubblica è risultato positivo al Covid-19 oggi", rende noto l'Eliseo, specificando che la diagnosi è stata effettuata con un tampone eseguito dopo "la comparsa dei primi sintomi. Secondo le norme sanitarie vigenti applicabili a tutti, il Presidente della Repubblica si isolerà per 7 giorni. Continuerà a lavorare e svolgere le sue attività a distanza".

A titolo di precauzione, il premier Jean Castex si è sottoposto ad un test PCR questa mattina stessa. Lo rende noto una fonte di Matignon, residenza ufficiale del primo ministro, citata da Bfmtv, precisando che il test è risultato negativo. Un nuovo test verrà effettuato a sette giorni di distanza, in conformità con il protocollo sanitario in vigore. Il capo del governo resta intanto in isolamento

Come spiegano fonti a Le Parisien, anche il presidente dell'Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, è stato messo in isolamento perché figura tra le persone entrate in contatto con il presidente.

La positività di Macron costringe all'isolamento anche il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. Sanchez e Macron si sono incontrati lunedì a Parigi.

E anche Brigitte Macron, moglie del presidente francese, è in isolamento. Secondo quanto riferiscono fonti del suo ufficio, la signora Macron "non manifesta nessun sintomo", si legge sulla diretta di Le Parisien.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che in Ue le vaccinazioni contro il covid-19 cominceranno il prossimo 27 dicembre. "È il momento dell'Europa".

Ue, vaccino dal 27 dicembre - Il 27, 28 e 29 dicembre inizierà la vaccinazione in tutta l'Ue. Proteggiamo i nostri cittadini insieme", ha scritto von der Leyen su Twitter.

L'Italia partirà con le prime vaccinazioni al personale sanitario. È quanto si apprende a seguito di una riunione mattutina tra il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri. Il Governo italiano ha lavorato negli ultimi giorni per favorire una simbolica data comune di avvio delle vaccinazioni nell'Unione Europea. 

In tutto il mondo il numero di contagi da coronavirus dall'inizio della pandemia ha superato quota 74 milioni, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins.

Il paese più colpito dal coronavirus in termini assoluti restano gli Stati Uniti, che ieri hanno registrato un nuovo doppio record: oltre 250.000 contagi e 3.700 decessi in un giorno.

Record di contagi  in Germania dove si è superata la soglia dei 30mila nuovi casi in 24 ore. Lo riferiscono fonti ufficiali. 

"La pandemia di Covid-19 ha creato uno tsunami di problemi ma il virus ha colpito tutto il mondo, non solo la Russia. Anzi, noi possiamo dire di aver reagito molto meglio di altri Paesi, che pure si dicono orgogliosi per le loro economie. Il nostro Pil nel 2020 segnerà infatti -3,6% e questo è un dato migliore dei maggiori Paesi europei". Lo ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa. 

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Vaccino anti-Covid, sondaggio: 8 italiani su 10 dicono sì. Ma oltre la metà contro l'obbligo. E molti preferiscono aspettare

Il sondaggio Emg-Different/Adnkronos, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne per sesso, età, regione, classe d'ampiezza demografica dei comuni, è stato realizzato il 14 dicembre


Per la metà degli italiani il vaccino anti Covid-19 non deve essere obbligatorio ma una libera scelta dei singoli cittadini. Eppure, l'atteggiamento verso il vaccino non è negativo, visto che otto italiani su dieci sono intenzionati a farlo. Anche se oltre la metà dei favorevoli, piuttosto che farlo subito, preferirebbe aspettare qualche mese. Resta uno zoccolo duro del 19% che non farebbe in ogni caso il vaccino. E' quanto emerge da un sondaggio Emg-Different/Adnkronos.

Alla domanda sulla obbligatorietà o facoltatività, il 53% del campione risponde che il vaccino debba essere una libera scelta; il 37% ritiene invece che debba essere obbligatorio per tutti, mentre il 10% non risponde. Tra chi opta per il vaccino 'libera scelta', le donne al 56% appena sopra gli uomini al 50%. Diversificata la risposta per fasce d'età. Tra chi vuole il vaccino facoltativo, il 62% ha meno di 35 anni, il 58% è nella fascia tra 35 e 54 anni, mentre solo il 44% ha più di 55 anni. Nella divisione geografica, spicca il 71% del Nordest tra i favorevoli alla libera scelta. Dato che scende al 61% al Sud, al 55% al Nordovest, al 46% nelle Isole, fino al 30% al Centro.

Sostanzialmente positivo l'approccio al vaccino, anche se il 19% risponde che se fosse disponibile oggi non lo farebbe. Il 77% del campione si dichiara disponibile a sottoporsi al vaccino: di questi, il 34% lo farebbe subito senza esitazioni, mentre il 43% aspetterebbe qualche mese prima di vaccinarsi. Il 4% degli intervistati non risponde. Tra quanti dicono di voler fare il vaccino, l'82% di uomini e il 73% di donne. Risultato diversificato in base alle fasce d'età: sempre sui favorevoli a vaccinarsi, il 63% è under 35; il 71% nella fascia tra i 35 e i 54 anni; ben il 90% ho più di 55 anni. Numeri alti tra i favorevoli al vaccino nel Nordest (con l'87%) e al Centro (85%); al Nordovest il dato si attesta al 78%, in linea con il dato medio nazionale; si scende invece nelle Isole (71%) e al Sud (65%).

Il sondaggio, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne per sesso, età, regione, classe d'ampiezza demografica dei comuni, è stato realizzato il 14 dicembre 2020 con il metodo della rilevazione telematica su panel, su un campione di 1664 casi (universo: popolazione italiana maggiorenne), e presenta un intervallo fiduciario positivo/negativo del 2,3%. Totale contatti: 2000, tasso di risposta 83%; rifiuti/sostituzioni 336 (tasso di rifiuti 17%).

 

(Fonte: Adnkronos)

Natale in lockdown per tutta Italia: il Cts chiede al governo misure più rigide: "Rischio terza ondata"

Vertice di oltre tre ore con premier e maggioranza, oggi pomeriggio gli esperti del comitato tecnico scientifico daranno un parere formale sui nuovi divieti. Gli scienziati avrebbero ripetuto la contrarietà ad allentare le restrizioni, in particolare gli spostamenti tra Comuni, sottolineando invece la necessità di stringere le maglie nei giorni più a rischio delle ferie natalizie, specie dopo le immagini degli assembramenti di ieri nelle vie dello shopping in diverse città


Covid, a Natale Italia zona rossa (o arancione). Le ipotesi al vaglio del  governo - Politica

Misure da consolidare ed eventualmente estendere e rafforzare con una sorta di lockdown per tutto il periodo di Natale. E' quanto avrebbero detto, secondo quanto si apprende, gli esperti del Cts nella riunione con il premier Conte e con i capi delegazione.

La necessità di una nuova stretta, è stato spiegato dai tecnici, è legata all'impossibilità da un lato di un controllo capillare del territorio e dall'altro a dati ancora "preoccupanti", con un'incidenza dei nuovi casi ancora troppo alta (nell'ultimo monitoraggio era di 193 ogni 100 mila abitanti, quando dovrebbe essere a 50 ogni 100 mila per poter garantire il tracciamento).

L'Italia, fanno notare gli esperti del Comitato tecnico scientifico, ha anche un numero di morti giornaliero che supera quello della Germania - che ha però 20 milioni di abitanti in più -, e oltre metà del paese con le strutture sanitarie ancora sotto stress. Dunque, è la conclusione, "bisogna estendere le misure, altrimenti a gennaio saremo nei guai". 

Il calo della mortalità frena nell'ultima settimana di novembre - Dopo il calo delle settimane precedenti, dal 25 novembre al 1° dicembre la mortalità da Covid in Italia rimane stabile o in lieve aumento nelle città del nord (Venezia, Verona, Padova), e in lieve decremento al centro-sud. Rispetto alla settimana precedente c'è stato un calo dell'eccesso di mortalità a Roma (+47% rispetto al 60% del 18-24 novembre) e Palermo(48% rispetto al 59% del 18-24 novembre). A Genova (+76%), Torino (+112%) e Milano (+45%) l'eccesso di mortalità dal 25 novembre al 1 dicembre è in linea con i valori della settimana precedente. Lo indica il monitoraggio 'Andamento della mortalità giornaliera nelle città italiane in relazione all'epidemia di Covid-19 dal 1 settembre al 1 dicembre 2020' pubblicato dal Ministero della Salute. 

 

(Fonte: Ansa)

 

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