updated 5:11 PM UTC, Oct 21, 2021

Coronavirus, la Rai sospende "Porta a Porta" per "colpa" di Zingaretti. Vespa infuriato: "Decisione sconcertante dal sapore politico"

"Nicola Zingaretti è venuto a "Porta a porta" nel pomeriggio di mercoledì scorso e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato. Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito, mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiano avvicinato la persona infetta per più di mezz’ora a meno di un metro di distanza. Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto alcuna ragione sanitaria si cui si fondi il provvedimento". Lo sottolinea Bruno Vespa, in una nota in cui contesta la decisione della Rai di sospendere le trasmissioni di "Porta a Porta"


I dettagli della vicenda

Bruno Vespa è su tutte le furie. La decisione presa dalla Rai di sospendere le trasmissioni di ‘Porta a porta’ dopo la notizia che il segretario Pd e presidente della Regione Lazo, Nicola Zingaretti, è risultato positivo al coronavirus non gli va giù, soprattutto perché, secondo il giornalista, non è legata a ragioni sanitarie. Ma, essendo entrato in contatto con un contagiato. il conduttore dovrà seguire le direttive che il governo ha stabilito per tutti i cittadini italiani nel Dpcm, vale a dire la quarantena.

"È sconcertante che, mentre il Paese chiede sempre più informazione si chiuda una trasmissione importante senza un motivo ragionevole. Debbo purtroppo concludere che la direzione aziendale ha tenuto conto del parere del segretario Usigrai che da sempre considera 'Porta a porta' un abuso. Ma questo dà alla decisione un sapore politico che mi preoccupa", dice Vespa.

 Risultato immagini per vespa zingaretti

"Nicola Zingaretti è venuto a 'Porta a porta' nel pomeriggio di mercoledì scorso e ha manifestato i primi sintomi di positività al virus sabato. Il direttore generale dello Spallanzani, professor Ippolito, mi ha confermato che il rischio si limita alle persone che nelle 48 ore precedenti (e non 72, come nel nostro caso) abbiamo avvicinato la persona infetta per più di mezz'ora a meno di un metro di distanza – sottolinea Vespa in una nota in cui manifesta tutto il suo disappunto -.  Questo con Zingaretti non è avvenuto. Non esiste pertanto alcuna ragione sanitaria si cui si fondi il provvedimento”, prosegue il conduttore che definisce il provvedimento gravissimo e pretestuoso. "Apprendo che la direzione generale della Rai avrebbe deciso di non mandare in onda 'Porta a porta' nelle giornate di oggi, mercoledì, giovedì. Da soldato, sono abituato da sempre a rispettare le decisioni aziendali. Ma questa mi sembra gravissima e pretestuosa".
 
Vespa ha dichiarato di essersi sottoposto al tampone per placare la preoccupazione che si era diffuso tra i lavoratori Rai: "Poiché si è creato un allarme diffuso a via Teulada e tra i personaggi dello spettacolo ospiti della prima serata di venerdì, ho chiesto domenica di poter fare un tampone per tranquillizzare tutto il nostro mondo. Com'era prevedibile, il tampone ha dato esito negativo. Ieri sera il presidente della Società italiana di Pneumologia e ordinario nell'Università Cattolica, professor Richeldi mi ha rilasciato un certificato di buona salute e asintomaticità, ritenendo che io possa andare in onda dal nostro studio. Pronto a ripetere i controlli quando necessario", si legge ancora nella nota.
 
"L'altra sera - aggiunge il conduttore - il presidente dell'Istituto superiore di Sanità, professor Brusaferro, mi ha confermato che l'arco temporale del contagio è tra i 4 e i 7 giorni. Nella settima successiva si manifestano casi poco frequenti. Facendomi carico delle ansie del mondo produttivo del Centro tv di via Teulada, ho chiesto di poter condurre la trasmissione in collegamento da casa mia. Nemmeno questo mi è stato accordato", protesta ancora il giornalista.

 Risultato immagini per vespa zingaretti

Ieri, il segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani, in un post su Twitter era stato molto critico sulle dichiarazioni di Vespa che aveva ammesso di essersi sottoposto volontariamente al test, dopo aver avito Zingaretti ospite in trasmissione. "Vespa si è sottoposto al tampone 'volontariamente'. Cioè? Esiste una procedura volontaria? Io avevo capito che i tamponi sono decisi dal #ssn secondo protocolli precisi. Sono contento che sia negativo. Ma ricordo - a tutela di tutti - che l'incubazione - per tutti - è fino a 14 giorni”.

 

(Fonte: repubblica.it)

Coronavirus, il videmessaggio di Attilio Fontana: "Sosteniamo medici e infermieri" (VIDEO)

Un appello importante del presidente della Regione Lombardia a favore di quanti si battono ogni giorno, senza sosta, per farci superare questo momento difficile, curando malati e salvando vite. Anche la nostra - (VIDEO)


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Coronavirus, occhio ai pirati sciacalli del web. La polizia postale: "Non aprite quella mail"

Circolano falsi messaggi di posta elettronica che contengono allegati infetti. Il caso di tale "dottoressa Penelope Marchetti", pseudo esperta dell'Organizzazione mondiale della Sanità. Dietro si nasconde un malware che mira a carpire i nostri dati sensibili


"I criminali del web stanno approfittando di questo momento di vulnerabilità per colpire le ignare vittime con attività di Phishing legate al COVID-19. Sono già diverse le truffe informatiche scoperte e segnalate dalla Polizia postale e delle comunicazioni fin da quando si è generata la paura per il COVID-19". Lo fa sapere la Polizia di Stato attraverso la propria pagina Facebook. "L’ultima in ordine di tempo - continua l'informativa -, scoperta dalla Polizia postale e delle comunicazioni, riguarda una campagna di frodi informatiche attraverso l’inoltro di email a firma di una tale dottoressa Penelope Marchetti, presunta "esperta" dell’Organizzazione mondiale della sanità in Italia. I falsi messaggi di posta elettronica, dal linguaggio professionale ed assolutamente credibile, invitano le vittime ad aprire un allegato infetto, contenente presunte precauzioni per evitare l’infezione da coronavirus. Il malware, della famiglia "Ostap" e nascosto in un archivio javascript, mira a carpire i nostri dati sensibili". L’invito della Polizia postale è di diffidare da questi e da simili messaggi, evitando accuratamente di aprire gli allegati che essi contengono e di segnalare eventuali tentativi di Phishing al Commissariato di P.S. online.

Coronavirus, la Protezione civile: "Non assaltate i supermercati". Da Nord a Sud scene da tempo di guerra: accaparramenti e lunghe code fuori dai punti vendita

Appello della Protezione civile affinché non vengano assaltati i supermercati come la scorsa notte, nel timore di non poter fare approvvigionamenti. "Non bisogna assaltare i supermercati, la catena alimentare e di distribuzione non sarà mai interrotta e i supermercati saranno sempre riforniti", assicura il vice capo della Protezione Civile Agostino Miozzo. "I negozi di generi alimentari avranno tutto il necessario per la quotidianità - ribadisce - ci sarà tutto quello che serve e saranno sempre a disposizione"


Risultato immagini per supermercati coronavirus

Il nuovo decreto prevede la possibilità di uscire di casa per recarsi a fare la spesa. Non è prevista la chiusura dei negozi di generi alimentari. E' contrario alle motivazioni del decreto affollarsi e sarà garantito l'approvvigionamento alimentare.

Nonostante questo da nord a sud molti supermercati aperti h24 la notte scorsa sono stati presi d'assalto.  A Roma e Napoli lunghe file: la gente è in cosa fuori con i carrelli attendendo il turno per entrare. Al Todis di via Tuscolana a Roma si entra scaglionati: commessi controllano il flusso, concedono ingressi poco per volta, impongono la distanza di sicurezza alle casse e i guanti al reparto ortofrutta. Stessa cosa al Carrefour h24 a Garbatella.

"Le persone fanno incetta anche di saponi e disinfettanti, l'alcol va a ruba ed è praticamente esaurito", dice un commesso. Nei carrelli provviste da guerra: patate, biscotti, latte, zucchero e chili di farina. Stesse scene a Napoli sempre nei market aperti tutti la notte. Anche qui scorte da calamità naturale, carrelli pieni e code. Sui social si rincorrono le immagini di un moderno assalto ai forni.

E la condanna è unanime. "C'è il virus non la carestia", dice più d'uno. E l'invito corale "a restare a casa".

La notizia della zona rossa in tutta Italia ha scatenato la corsa all'acquisto a Palermo, dove è stato preso d'assalto da tanti palermitani il supermercato di una nota catena aperto anche nelle ore notturne nella centralissima via Libertà. Sono intervenuti gli agenti di polizia per evitare tafferugli. 

Lunghe code ai supermercati notturni anche a Torino. "Sarebbe stato intelligente predisporre dei piccoli presidi delle Forze dell'ordine o quantomeno della Protezione civile a controllare gli ipermercati aperti di notte, per informare sui dettagli del decreto ed evitare panico e assembramenti - commentano Augusta Montaruli e Maurizio Marrone, parlamentare e capogruppo in Regione Piemonte di Fratelli d'Italia -. Sarà comunque necessario predisporli anche oggi per impedire code che diventano veicoli perfetti di contagio con l'effetto opposto di quello voluto". 

Anche in Abruzzo è scattato l'approvvigionamento selvaggio ai supermercati ancora aperti e a quelli h24 per accaparrarsi generi alimentari a seguito dell'istituzione nel Paese della zona protetta. In mattinata diverse persone si sono recate nei supermarket dove però, in base alle nuove norme, sono vietati assembramenti, con ingresso scaglionato.

(Fonte: Ansa)

Coronavirus, Fontana e Zaia: "Chiudiamo tutto". Le richieste di Lombardia e Veneto per fermare il contagio. Ora si attende il governo

Quindici giorni di chiusura totale dei negozi, tranne alimentari e farmacie. Il governatore lombardo raccoglie l'appello dei sindaci anche per quanto riguarda la sospensione del trasporto pubblico locale. Nel pomeriggio l'incontro con l'esecutivo


"E' il tempo della fermezza. Ho incontrato i sindaci dei capoluoghi lombardi e il presidente di Anci Lombardia, chiedono tutti la stessa cosa: chiudere tutto adesso (tranne i servizi essenziali) per ripartire il prima possibile. Le mezze misure, l'abbiamo visto in queste settimane, non servono a contenere questa emergenza". Lo ha scritto sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, dopo l'incontro di questa mattina in video conferenza con i sindaci dei comuni capoluogo di provincia della Lombardia.

"Tutti i dodici sindaci che meglio conoscono il territorio e la situazione dei loro ospedali mi hanno incaricato di rivolgermi al governo e di chiedere un ulteriore irrigidimento delle manovre che servono a creare quell'allontanamento che è l'unico mezzo per interrompere il contagio. E una domanda forte che mi viene da tutti i sindaci della Lombardia", ha ribadito Fontana in un'intervista a Sky Tg24. Irrigidimento "vuol dire ulteriori chiusure di attività commerciali tutte, valutare l'opportunità di sospendere il trasporto pubblico locale perché è un mezzo attraverso il quale si diffonde il virus, controllare e capire se esistono aziende la cui attività può essere sospesa e quelle invece assolutamente essenziali: gli alimentari, piuttosto che l'energetico, piuttosto che la farmaceutica. I rifiuti", ha rimarcato Fontana, precisando che "non abbiamo ancora fatto delle richieste anche perché avremo un incontro con il governo nel pomeriggio".

Dello stesso parere è anche Luca Zaia, presidente del Veneto: "Piuttosto che protrarre un'agonia che dura mesi, credo sia meglio arrivare a una chiusura totale, così da bloccare definitivamente il contagio. E' una linea di pensiero che sta girando e penso che se ne parlerà anche oggi, perché è fondamentale isolare il virus, e più rallentiamo la velocità di contagio e più respiro diamo alle nostre strutture sanitarie", ha detto Zaia nel corso della conferenza stampa alla Protezione Civile a Marghera.

(Fonte: Adnkronos)

Coronavirus, in Francia c'è chi ha capito tutto: in 3.500 al raduno dei Puffi. Servono commenti?

Nonostante l'emergenza coronavirus, in un paese del nord della Francia, Landerneau, ben 3.500 persone si sono riunite mascherate da Puffi, battendo il record del mondo di sempre per raduni del genere. Il conto dei presenti verrà convalidato da un notaio e inviato poi al Guinness dei primati. La sfida era stata lanciata dagli organizzatori del "Carnevale della luna stellata", che si svolge nella zona: battere il record stabilito nel 2019 dalla città tedesca di Lauchringen con 2.762 Puffi. Quando le immagini della folla dalla faccia blu e il cappello bianco hanno iniziato a circolare sui social, molte persone si sono scagliate contro i presenti, considerati incoscienti vista la situazione di emergenza sanitaria che, partita dalla Cina, sta coinvolgendo tutto il mondo.

Coronavirus, in Francia 3.500 persone vestite da Puffi sfidano l'epidemia

(Fonte: tgcom24.mediaset.it

  • Pubblicato in Esteri

Coronavirus, sport italiano fermo fino al 3 aprile. E ora cosa succede al calcio? Campionato, coppe, Europeo: tutto quello che c'è da sapere in 5 punti

Non è il principale problema in questo momento drammatico per il paese, ma per tifosi e addetti ai lavori conoscere le conseguenze dell'emergenza sanitaria sul mondo del pallone è comunque importante


Europa League

Dallo scudetto alle retrocessioni, da un possibile rinvio di Euro 2020 agli allenamenti dei giocatori. La preziosa sintesi della Gazzetta: 

 

1. Che cosa succede adesso al campionato?

Saranno rinviati altri due turni (l’ultimo weekend di marzo era prevista la sosta per le amichevoli della Nazionale, anche quelle a fortissimo rischio). Oggi si proverà a disegnare un piano per la ripresa dopo il 3 aprile.

2. Promozioni, retrocessioni, scudetto. Cosa cambia?

È un tema su cui c’è una sorta di vuoto normativo. Nel consiglio federale di oggi si potrebbe affrontare il tema. La prospettiva di una classifica definitiva all’ultima giornata completa non convince tutti. C’è l’ipotesi di non assegnare il titolo.

3. Champions ed Europeo: qual è oggi la situazione?

Per l’Uefa, Champions ed Europa League vanno avanti, tra stadi aperti e chiusi. In caso si può ricorrere a gare in campo neutro. Decidono naturalmente i governi. Per l’Euro 2020 è ancora presto, ma si dice che l’Italia potrebbe chiedere un rinvio all’Uefa.

4. I giocatori possono comunque allenarsi?

Sì, potranno allenarsi in attesa. Perché il nuovo Dpcm di ieri sera non toglierà agli "atleti professionisti" la possibilità di andare avanti con l’attività ovviamente senza competizioni (tranne quelle europee a porte chiuse).

5. Che cosa accade ai diritti tv del calcio?

Al momento non ci sono risposte sulla situazione dei diritti tv dopo le stop alle prossime tre giornate. Ma lunedì 16 si terrà l’assemblea di Lega (in videoconferenza) sui diritti 2021-24: sarà l’occasione per parlarne.

 

Coronavirus, tutta Italia "zona protetta": cosa si può fare e cosa no. Le misure del governo in pillole. Conte firma il nuovo decreto (VIDEO)

Bisogna "evitare ogni spostamento" ed "è vietata ogni forma di assembramento" anche all'aperto. Con queste due norme l'Italia, dal 10 marzo al 3 aprile 2020, diventa "zona protetta": lo "stare a casa" è imperativo. Giuseppe Conte firma un nuovo dpcm che estende a tutto il territorio nazionale le forti limitazioni che l'8 marzo erano state introdotte per la Lombardia e 14 province del Nord Italia. Si fermano così ovunque cinema, teatri, palestre, matrimoni, funerali e nel weekend anche i centri commerciali. Garantita l'apertura di negozi di alimentari e farmacie: si può uscire di casa per fare la spesa. I bar e ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18. Chi ha più di 37,5 di febbre deve stare a casa - (VIDEO)

 

Ma vediamo punto per punto cosa prevede il nuovo decreto

Coronavirus, Italia zona protetta. Ecco cosa si può fare © Ansa

 

LAVORO E NECESSITA' - I cittadini su tutto il territorio nazionale possono muoversi solo per "comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute". Non si ferma la circolazione delle merci né il trasporto pubblico. E' possibile andare a fare la spesa. Chi si sposta sul territorio può autocertificare le ragioni per cui lo fa ma per chi trasgredisce o dichiara il falso sono previste sanzioni che vanno fino all'arresto.

STOP ASSEMBRAMENTI - E' la novità annunciata da Conte, non prevista fino a ieri neanche nelle zone "arancioni": basta feste e raduni, sono vietati ovunque assembramenti in luoghi pubblici o aperti al pubblico.

FEBBRE E QUARANTENA - Chi abbia sintomi da infezione respiratoria e febbre maggiore di 37,5 gradi centigradi, è "fortemente raccomandato" di restare a casa e contattare il proprio medico. Il divieto di muoversi è "assoluto" per chi sia stato messo in quarantena o sia positivo al virus.

FERMO IL CAMPIONATO, NON LE COPPE - Si fermano tutti gli sport, incluso il campionato di calcio, ma possono tenersi a porte chiuse competizioni internazionali. Gli atleti professionisti e olimpici possono allenarsi.

PALESTRE NO, PARCHI SI' - Sono chiuse le palestre, ma si può fare sport all'aria aperta rispettando la distanza di un metro. Chiuse piscine, centri benessere, centri termali, centri culturali e ricreativi.

CHIUSI GLI IMPIANTI DA SCI - Piste chiuse in tutta Italia.

FERIE E CONGEDI - Si "raccomanda" ai datori di lavoro pubblici e privati di promuovere la fruizione di ferie e congedi. Sono invece sospesi i congedi dei medici. E' applicabile il lavoro agile anche in assenza di accordi aziendali. STOP SVAGHI - Sospese tutte le manifestazioni e gli eventi: fermi i cinema, teatri, pub, scuole da ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche. Chiusi musei e siti archeologici.

BAR E NEGOZI - Bar e ristoranti possono aprire solo dalle 6 alle 18 con obbligo di garantire la distanza di almeno un metro, pena la sospensione dell'attività. La regola della distanza vale per tutti i negozi che possono stare aperti ma se sono all'interno dei centri commerciali chiudono nei weekend. Nessun fermo per alimentari, farmacie e parafarmacie.

FERME SCUOLE E ESAMI PATENTE - Scuole e università restano chiuse fino al 3 aprile. Stop a tutti i concorsi, tranne quelli per titoli o per via telematica, si fermano anche gli esami per la patente. Unica eccezione i concorsi per i medici.

LE CHIESE - I luoghi di culto possono aprire solo se in grado di garantire la distanza di almeno un metro: sospese le cerimonie civili e religiose, inclusi i funerali

 

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