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Covid, la Gran Bretagna pronta a un nuovo lockdown: già scattati provvedimenti restrittivi per 10 milioni di cittadini. Linea dura in Israele e aumento dei contagi in Russia

In Gran Bretagna potrebbe essere imposto un nuovo lockdown nazionale come ''ultima linea di difesa'' rispetto all'aumento di casi di coronavirus registrati nel Paese. Lo ha dichiarato il ministro della Salute britannica, Matt Hancock, evitando di spiegare nel dettaglio come verranno adottate le nuove restrizioni. Il governo ''farà quello che serve per garantire la sicurezza delle persone'', ha dichiarato


Coronavirus, Usa: oltre 1.300 morti in 24 ore | Teleborsa.it

Un altro lockdown nazionale in Inghilterra è "l'ultima linea di difesa" da adottare se necessario. Lo ha detto il ministro della salute Matt Hancock, avvertendo che il Regno Unito si trova in una "situazione molto grave". Intervenendo ad una programma della Bbc, nel giorno in cui sono entrati in vigore dei blocchi locali nel nord dell'Inghilterra, il ministro ha rilevato che nelle ultime settimane si è verificata una "accelerazione" nei casi. "È fondamentale che le persone seguano le regole", così "possiamo evitare di dover prendere altre serie misure". Allo stesso tempo, ha sottolineato, i lockdown nazionali possono "mantenere le persone al sicuro".

"Occorre agire", ha sottolineato Hancock. "E 'assolutamente fondamentale che le persone seguano le regole", ha detto, ricordando l'importanza della nuova "regola dei sei" in Inghilterra, ossia il tetto al numero di persone che possono riunirsi, l'utilizzo della mascherina e il distanziamento. Il ministro ha spiegato che i blocchi locali, come quello che entra in vigore oggi per milioni di persone nel nord-est dell'Inghilterra, sono di vitale importanza. Ed ha riferito che potrebbero esserci nuovi provvedimenti a breve.

Intanto, però, nel Paese è già scattato un 'lockdown bis' per 10 milioni di persone: dalla mezzanotte di oggi, infatti, sono entrati in vigore i provvedimenti relativi a circa 2 milioni di abitanti del nordest dell'Inghilterra che non potranno avere contatti con altri nuclei familiari e dovranno rispettare il coprifuoco fissato per le 22. Le norme riguardano gli abitanti delle aree di Newcastle, Northumberland, North Tyneside, South Tyneside, Gateshead, County Durham e Sunderland. Tali restrizioni si aggiungono a quelle già in vigore per altre zone del paese: come sottolinea il Guardian, i provvedimenti riguardano nel complesso 10 milioni di cittadini, circa il 15% della popolazione complessiva di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Sono stati intanto 5.238 i contagi nelle ultime 24 in Israele dove dalle 14 (ora locale) è scattato il secondo lockdown nazionale che resterà in vigore almeno tre settimane. Migliaia di agenti e soldati in strada con l'obiettivo di far rispettare il blocco. Il lockdown avviene a poche ore dall'inizio del Capodanno ebraico. I fedeli potranno seguire le preghiere all'aperto oppure all'interno delle sinagoghe in un numero ridotto. E le infezioni di ieri hanno anche portato a 577 i malati gravi e, di questi, 153 in rianimazione: un picco rispetto a ieri. Le vittime, da inizio pandemia, sono salite a 1.169. Il premier Benyamin Netanyahu ha ammonito che se le restrizioni imposte non verranno rispettate e le infezioni non diminuiranno "non ci sarà altra strada" che allungare il lockdown. Unica modifica introdotta - ieri sera - dal governo alle regole è stata quella che ha visto aumentare da 500 metri ad 1 chilometro il raggio entro il quale gli israeliani possono allontanarsi da casa.

Aumentano i casi di Covid-19 in Russia. Stando ai dati ufficiali, nelle ultime 24 ore si sono registrati 5.905 nuovi contagi, la cifra più alta dal 20 luglio. Secondo le autorità, le persone decedute a causa del morbo sono 134 nel corso dell'ultima giornata e 19.195 in tutto. Il totale dei contagi accertati sale a 1.091.186, il quarto al mondo in termini assoluti.

Il Pakistan ha registrato 752 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, la crescita più alta dal 9 agosto scorso, mentre i decessi sono stati nove. Lo comunica il ministero della Sanità. Il numero totale dei contagi dall'inizio della pandemia sale così a oltre 304.000 e quello dei morti a 6.408. Tra i pazienti attualmente malati, 579 sono in condizioni critiche. 

Più di 200 nuovi casi di coronavirus si sono registrati nell'affollata prigione libanese di Rumie, vicino Beirut, dove le condizioni igienico-sanitarie sono considerate insufficienti a garantire l'incolumità degli oltre 4mila detenuti e delle guardie carcerarie. E' la denuncia del presidente dell'Ordine libanese dei medici, Sharaf Abu Sharaf, secondo cui sono più di 200 le persone risultare positive al Covid. Non si precisa quante di queste persone sono detenuti e quante guardie carcerarie. Nei giorni scorsi una rivolta di alcune ore era scoppiata nel famigerato Braccio B della prigione di Rumie proprio dopo che si era sparsa la notizia di decine di nuovi casi di coronavirus. Le autorità affermano che la situazione è sotto controllo e che le persone risultate positive sono state trasferite in un edificio adibito a luogo per la quarantena. Dal canto loro i detenuti, che pubblicano sui social network video amatoriali e appelli, affermano di esser stati lasciati "da soli" e di rischiare di "morire" in carcere.

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Covid e scuola, dai pediatri parole rassicuranti: "Se si rispettano le regole il rischio è quasi zero. Il problema è ciò che avviene fuori"

Il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Alberto Villani, è intervenuto su Sky Tg24, nel giorno in cui sono riprese le lezioni per 5,6 milioni di studenti italiani


CORONAVIRUS: SCUOLA, a SETTEMBRE cambierà TUTTO! Ecco COME saranno  ORGANIZZATI gli SPAZI » ILMETEO.it

Per arginare il rischio che possa esserci un eventuale contagio in classe, l'unico modo è "il rispetto delle regole. Se si evitano gli assembramenti, se si rispetta il distanziamento, l'uso della mascherina e il lavaggio frequente delle mani, anche nell'ipotesi che un compagno di classe risulti positivo, il rischio concreto di contagio è pressoché zero". Lo ha spiegato il presidente della Società Italiana di Pediatria (Sip), Alberto Villani, intervenendo su Sky Tg24, nel giorno in cui sono riprese le lezioni per 5,6 milioni di studenti italiani.

 "La scuola - ha precisato Villani, che dirige l'Unità Operativa Complessa di Pediatria e Malattie Infettive dell'Ospedale Bambino Gesù - è uno dei luoghi più sicuri, perché ci sono delle regole precise e c'è chi le fa rispettare. Il problema è ciò che avviene fuori. E' molto più facile che il virus entri nella scuola piuttosto che esca da scuola".

D'altronde, "bambini e ragazzi sono molto più ossequiosi delle regole rispetto agli adulti". Anzi, come si è visto per la raccolta differenziata che, dopo tante campagne pubblicitarie non fruttuose, venne portata realmente all'interno delle famiglie quando fu insegnata a scuola, "lo stesso avverrà in questo caso, cioè i saranno i bambini a diventare diffusori di un nuovo modo di relazionarci".

Rispetto ai consigli concreti ai genitori, che dovranno misurare la temperatura ai figli prima di portarli a scuola, ha ribadito Villani: "si considera febbre sopra i 37,5 gradi, quindi 37,2 non è febbre. Ma soprattutto, il genitore saprà riconoscere il bambino sta bene o se c'è qualcosa che merita attenzione. Nessuno meglio di lui sa valutare se il figlio sta per iniziare ad avere qualcosa". Quindi, il consiglio è approcciarsi con "piena serenità e tranquillità". 

 

(Fonte: Ansa)

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Scuola, Conte conferma la partenza il 14 settembre: "Mettiamo in conto nuovi contagi". Azzolina: "E' il luogo meno rischioso". I dubbi dei presidi: "Difficile aprire lunedì"

In vista della riapertura delle scuole del 14 settembre, il governo "ha fatto il massimo per dare il meglio ai ragazzi". Lo afferma il premier Giuseppe Conte, spiegando che gli istituti "hanno quantitativi sufficienti di gel per affrontate i primi giorni" e che è stata predisposta la consegna di 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite per studenti e personale. "La riapertura è una sfida per il sistema Italia", aggiunge - (VIDEO)


Il discorso di Giuseppe Conte in 10 punti - Il Post

"Abbiamo lavorato intensamente alla riapertura delle scuole: quest'anno avverrà in un contesto nuovo e non facile che sfiderà tutto il sistema Italia. Ma grazie al nostro lavoro l'anno scolastico comincerà regorlamente". Lo afferma il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "La scuola riapre regolarmente il 14 settembre", ha sottolineato.

"Le famiglie italiane non devono dubitare: abbiamo fatto il massimo per dare ai ragazzi il meglio e per regalare alla scuola un nuovo inizio", ha detto il premier. 

"Ci sarà qualche cambiamento, qualche nuova regola si aggiungerà rispetto a quelle consuete. Il rientro in classe è un rientro in piena sicurezza ed è e sarà il faro di questo governo".

"Potrà scattare - ha avvertito - nel peggiore dei casi una quarantena dell'intera classe: ci potranno essere difficoltà, ma invito a rispettare le regole e affrontare con fiducia questo anno. Quest'anno si torna a scuola, in presenza".

"Sulla scuola - ha detto Conte - abbiamo messo in campo un investimento di 7 miliardi: per la riapertura c'è un grande lavoro di squadra. Devo ringraziare i ministri Azzolina, Speranza, De Micheli, Boccia, ill commissario Arcuri, Borrelli e tutti i rappresentanti regioni e enti locali".

"Abbiamo conciliato - ha evidenziato - sicurezza ed efficienza. Ci sarà un orario scaglionato per evitare assembramenti, questo lo decideranno i dirigenti scolastici, le scuole hanno già quantitavi sufficienti di gel e mascherine per affrontate i primi giorni. Abbiamo predisposto la consegna di 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite per studenti e personale".

"In soli due mesi abbiamo reperito 2,5 milioni di banchi nuovi. Alcuni di questi banchi sono stati già distribuiti, continueremo in tutto il mese di settembre. Il programma di consegne finirà entro ottobre".

"Investiremo sulla scuola, non vogliamo più classi pollaio", ha detto in un altro passaggio del suo intervento.

"Rivolgo un appello ai principali protagonisti della sfida: ai nostri ragazzi. Mi rivolgo a voi per dirvi grazie, siete stati voi a pagare il prezzo più grande di questa emergenza. La scuola chiusa, la didattica a distanza è stato un peso enorme. La tecnologia che avete a disposizione non ha potuto compensare la rinuncia che siete stati chiamati a compiere", ha detto ancora il presidente del Consiglio.

"A scuola ci sono delle regole, delle misure sanitarie, ma anche adulti preparati. La scuola è il luogo meno rischioso". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina durante la conferenza. "L'unica via - ha continuato - è garantire una grande alleanza con le famiglie. Dobbiamo essere tutti responsabili, anche fuori dalla scuola. La scuola ha bisogno di essere protetta il più possibile".

"Se a giugno gli studenti che sostanzialmente erano senza un'aula per via del metro di distanza erano 1 milione - ha detto la ministra - oggi sono 50mila". "Questo - ha aggiunto - non significa che non andranno a scuola. Andranno anche senza il metro di distanza ma mettendo la mascherina per questo inizio di anno scolastico. Sono comunque situazioni che stiamo risolvendo, grazie ad altri 100 milioni di euro per prendere in affitto altri locali e grazie agli accordi con teatri, parrocchie o scuole paritarie".

"Ci attende un anno scolastico molto impegnativo, ci saranno difficoltà, ci sono già stati alcuni casi di positività, ce lo aspettavamo, le procedure sono state efficaci la scuola e la sanità sono tornate a parlare. E' giusto ripristinare la normalità, la speranza il futuro. La scuola coinvolge 30 milioni di persone, è una macchina complessa".

"Voglio ringraziare il personale del servizio sanitario nazionale per quello che hanno fatto nei mesi passati e per quello che faranno ora in questa nuova fase di relazione con le scuole. L'Italia è un grande Paese e lo ha dimostrato, ed io sono convinto che lo sarà anche in questo altro passaggio che è la riapertura della scuola". Lo afferma Roberto Speranza, ministro della Salute in conferenza.

"Per il trasporto locale abbiamo pensato ad un sistema di flussi complessi pensando anche a chi torna al lavoro. Ci sarà obbligo della mascherina chirurgica, il massimo del riempimento è all'80% e una riduzione dei posti in piedi. Dovranno esserci distributori di disinfettante e il personale dovrà verificare che la mascherina sia indossata". Lo afferma il ministro dei trasporti Paola De Micheli.

Scuola, l'associazione dei presidi: "Difficile aprire il 14 settembre"

"Tutto il personale scolastico è impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il 4 settembre. E' evidente, però che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto è in grave ritardo". Lo afferma il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, aggiungendo: "Queste difficoltà devono trovare immediata soluzione".

"Banchi in forte ritardo" - "Tutto il personale scolastico è fortemente impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il prossimo 14 settembre. E' evidente, però, che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto, gli unici in grado di garantire il distanziamento, è in grave ritardo", evidenzia Giannelli.

"Mancano aule e professori" - Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, "perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l'assegnazione piena dell'organico, ovvero dei docenti da assumere per assicurare il servizio", sottolinea ancora Giannelli. "Se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione, è oggettivamente difficile pensare che il termine del  14 settembre sia rispettato ovunque. E' opportuno dunque valutare, sulla base di accordi tra enti locali e consigli di istituto, la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali".

L'atteso baby boom non ci sarà. Lo dicono gli esperti: preoccupazioni sanitarie ed economiche frenano le nascite

In molti prevedevano un incremento della natalità a seguito del confinamento domestico a causa della pandemia da coronavirus. Tutti a casa, concepimenti alle stelle, si pensava. Ma pare che così non sia così: tra economisti ed epidemiologi alcuni arrivano a prevedere un calo di mezzo milione di nascite dovuto alla perdita dei posti di lavoro e alle preoccupazioni per la sanità pubblica, per altri l'eccezionalità di quanto successo complica questo tipo di calcoli


Baby boom da lockdown? Difficile che ci sia. Quando a marzo buona parte del mondo è finita sotto confinamento, con l'obbligo di rimanere a casa, alcuni hanno ironicamente speculato sulla possibilità di un baby boom da Covid-19. Sui social media sono anche apparsi suggerimenti per i possibili appellativi di questa nuova generazione - "coronials" o "quaranteens" i più diffusi.

Ma con il protrarsi della pandemia, economisti ed epidemiologi non sono sicuri dei reali effetti del coronavirus sul tasso di natalità. Alcuni arrivano a prevedere un calo di mezzo milione di nascite dovuto alla perdita dei posti di lavoro e alle preoccupazioni per la sanità pubblica, per altri l'eccezionalità di quanto successo complica questo tipo di calcoli.

A giugno la Brookings Institution, una non-profit dedicata alle politiche sociali, aveva pubblicato un rapporto che stimava un calo tra le 300.000 e 500.000 nascite a causa della pandemia. I ricercatori avevano calcolato le cifre osservando il tasso di natalità dopo la crisi finanziaria del 2008, che aveva portato a un calo del 9% delle nascite nei successivi quattro anni, dopo la Spagnola del 1918, che risultò in un declino del 12,5%.

Secondo Philippe Levine, coautore dello studio, la teoria di un baby boom non sarebbe suffragata dai dati storici. Anzi, l'economista suggerisce come il calo delle nascite potrebbe essere superiore a quello dopo la pandemia del 1918, perché "durante la spagnola l'economia americana non si fermò essendo il paese in guerra, le fabbriche restarono aperte e non ci fu una crisi dei posti di lavoro come quella che dobbiamo affrontare oggi”.

A maggio, un sondaggio del Guttmacher Institute di Washington su un campione di 2.009 donne tra i 18 e i 49 anni ha rivelato come più del 40% avesse cambiato idea su quando e quanti bambini avere a causa della pandemia. Il 17%, al contrario, ha dichiarato di volere più figli, o di voler allargare la famiglia prima del previsto.

"Ci aspettavamo un calo della fertilità dovuto a una maggiore instabilità nel rapporto vita-lavoro - ha detto Jennifer Horney, professoressa di epidemiologia all'Università del Delaware - Quello che non ci aspettavamo è un incremento nei casi di malattie veneree, che ci ha portato a credere come più persone stiano avendo rapporti non protetti con diversi partner”.

Mentre si attende di vedere quali saranno gli effetti a lungo termine del Covid-19 sul tasso di natalità a livello globale, economisti ed epidemiologi sembrano essere d'accordo su una cosa: ci saranno implicazioni importanti per quello che accadrà alla popolazione mondiale. Per Levine "i baby boomers hanno già lasciato il segno, e questa generazione non sarà da meno".

 

(Fonte: Adnkronos)

Scuola, il virologo Pregliasco: "Con la riapertura aumenteranno i casi di Covid. Seconda ondata? Scongiurarla è una scommessa"

Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università degli Studi di Milano è sicuro che "ci sarà un rialzo del numero di casi" di positività al nuovo coronavirus, anche perché la ripresa dell'anno scolastico "coincide con l'autunno" e quindi con il ritorno degli altri virus respiratori e dell'epidemia di influenza. Ad 'Agorà'' su Rai 3, il virologo ha sottolineato che mentre la probabilità di una seconda ondata" di Covid-19 resta al momento "un aspetto teorico, l'influenza ci sarà, potrebbe nascondere" le infezioni da Sars-CoV-2 e ne "faciliterà l'aumento. Così come le temperature", considerando che notoriamente "gli sbalzi termici favoriscono tutti i virus respiratori e anche il coronavirus"


Venduto, adesso devi morire". Attacchi e insulti contro Pregliasco -  IlGiornale.it

Con la riapertura delle scuole "sicuramente ci sarà un rialzo del numero di casi" di positività al nuovo coronavirus, anche perché la ripresa dell'anno scolastico "coincide con l'autunno" e quindi con il ritorno degli altri virus respiratori e dell'epidemia di influenza. Lo ha spiegato ad 'Agorà'' su Rai 3 il virologo dell'università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, sottolineando che mentre la probabilità di una seconda ondata" di Covid-19 resta al momento "un aspetto teorico, l'influenza ci sarà, potrebbe nascondere" le infezioni da Sars-CoV-2 e ne "faciliterà l'aumento. Così come le temperature", considerando che notoriamente "gli sbalzi termici favoriscono tutti i virus respiratori e anche il coronavirus".

Più in generale, ha osservato il direttore sanitario dell'Irccs Galeazzi di Milano, in questa fase "abbiamo una situazione di andamento endemico" di Covid-19 e "ci sarà un'ondulazione a mio avviso verso l'alto. La tendenza, seppur con numeri assoluti bassi, è ormai costante da settimane" e, complici "gli sbagli termici, la riapertura" delle attività e "la distanza dalla fine del lockdown" che ha 'chiuso' il Paese, "dobbiamo aspettarci la ripresa di un iceberg. Noi all'inizio, quando tutto di un botto questa malattia si è evidenziata in modo epidemico - ha ricordato l'esperto - abbiamo visto solo la parte più brutale della malattia. Ora questo iceberg, che comprende i casi più importanti" di infezione e "la gran quota di casi asintomatici o con poca sintomatologia, sta ricrescendo" perché "la tendenza del virus è quella di riprendere il più possibile terreno e persone da colpire".

Tornando al capitolo scuola, "sicuramente - ha confermato comunque il virologo - i bimbi più piccoli hanno una minore capacità di trasmissione" della Covid-19 "e questo ci fa ben sperare rispetto all'effetto complessivo dell'apertura". Una ripartenza "doverosa, giusta e necessaria - ha precisato Pregliasco - ma anche una sfida, uno stress test per tutto il sistema". La ripresa delle attività didattiche coinvolge infatti "8 milioni di bambini e di ragazzi e 2 milioni di operatori", ma più in generale riguarda "metà della popolazione italiana coinvolta in qualche modo come persona a contatto con i giovani". La seconda ondata di Sars-CoV-2 va dunque vista come "un rischio", "un elemento verso cui attrezzarci essendo molto attenti e pronti al massimo dell'assistenza".

Riuscire a scongiurarla è per l'esperto "una scommessa", "una sfida legata alla capacità dei Dipartimenti di Prevenzione" delle Asl "di continuare a individuare e a isolare i focolai che ci sono stati e susseguiranno". Ma "da parte nostra, come cittadini", ammonisce Pregliasco, abbiamo il dovere di "non fare uno sgambetto a chi sta lavorando e ansimando per contenere i casi, anche grazie a test che speriamo ora siano sempre più disponibili".

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Francia, un 14 luglio diverso: la festa nazionale dedicata alle vittime del Covid e al personale sanitario. La Marsigliese risuona per loro. Polemiche sulle mascherine e mini contestazione a Macron

Quest'anno la manifestazione per la festa nazionale si è svolta in formato ridotto e senza pubblico, a causa delle restrizioni legate all'epidemia da Covid-19. Il presidente Macron ha voluto confermare la cerimonia anche se soltanto con 2500 militari presenti e 1400 operatori della sanità, eroi della battaglia contro l'emergenza invitati in tribuna, unico pubblico ammesso alla celebrazione


Conducenti di ambulanze, cassieri di supermercati, postini, medici che hanno curato pazienti affetti da Covid-19. La Francia celebra i 'lavoratori essenziali' nel 14 luglio segnato dalla pandemia, in una festività nazionale ricalibrata senza la consueta grandiosa parata militare.

Cerimonia ristretta a Place de la Concorde e niente sfilata sugli Champs Elysees con la pattuglia acrobatica di Francia che, dopo il classico tricolore che attraversa il cielo sopra l'Arco di Trionfo e la Torre Eiffel, effettua anche un secondo sorvolo su Parigi lasciandosi dietro un fumo bianco in onore degli operatori sanitari e di tutti i lavoratori essenziali.

Il presidente Emmanuel Macron ha passato in rivista le truppe e sfilato brevemente in place de la Concorde a Parigi, mentre sugli spalti si distinguevano i camici bianchi degli operatori sanitari, disposti rispettando il distanziamento sociale. "Questa cerimonia sarà il simbolo dell'impegno di un'intera nazione" e "della nostra resilienza", ha detto Macron alla vigilia delle celebrazioni, facendo riferimento alla gestione della crisi sanitaria. La Francia è un dei Paesi più colpiti in Europa dalla pandemia con più di 200.000 contagi e 30.000 decessi.

La Marsigliese per gli operatori sanitari

Momento di commozione durante la celebrazione quando, davanti alla tribuna con Emmanuel Macron e tutti i membri del governo, si sono presentati tutti i rappresentanti civili e militari del personale sanitario impegnato contro l'epidemia di coronavirus. 

È risuonata la Marsigliese e l'omaggio al personale sanitario si è concluso con un lunghissimo applauso di tutte le autorità presenti, in piedi nella tribuna. Mentre si svolgeva la cerimonia, ritrasmessa in diretta tv, molti francesi sono intervenuti sui social network e nei blog dei vari media per criticare il fatto che quasi nessuno, a place de la Concorde, indossasse la mascherina.

Macron l'ha indossata soltanto scendendo a stringere le mani a fine cerimonia. In Francia, dove la mascherina non è stata mai né obbligatoria né consigliata all'aperto, le autorità sanitarie, di fronte all'allentamento del rispetto delle regole sanitarie, pensano di rendere "obbligatoria e non più strettamente consigliata" la mascherina nei luoghi chiusi.

Accordo con i sindacati per l'aumento degli stipendi al personale sanitario

Alla viglia il governo ha annunciato un pacchetto di 8 miliardi di euro per aumentare gli stipendi a medici, infermieri e paramedici. L'accordo è stato  firmato con i sindacati ieri dopo settimane di trattative e vedrà un incremento medio degli stipendi di 183 euro al mese. Gli operatori sanitari sono stati elogiati durante la pandemia con manifestazioni quotidiane di apprezzamento da parte del pubblico. Ma da tempo chiedevano migliori stipendi e maggiori risorse finanziarie per gli ospedali. Nonostante l'intesa, durante la cerimonia c'è chi ha voluto esprimere il suo dissenso levando in volo con dei palloncini uno striscione in cui era scritto: "Dietro gli omaggi Macron strangola gli ospedali".

Una festa in tono minore: niente folla intorno alla Torre Eiffel per i fuochi d'artificio

La commemorazione ha reso omaggio anche all'ex presidente Charles de Gaulle, 80 anni dopo il suo appello alla resistenza contro i nazisti. La festa nazionale francese ricorda un momento decisivo della rivoluzione del 1789. In quel giorno, i cittadini assalirono la Bastiglia, usata allora come luogo di detenzione e diventata l'emblema del regime monarchico. 

Tradizionalmente, la festa nazionale si concludeva con i fuochi d'artificio, con migliaia di persone riunite intorno alla Torre Eiffel per osservare lo spettacolo pirotecnico che è confermato anche se il parco intorno alla torre sarà chiuso al pubblico.

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Coronavirus, tra immunità che non dura, ricadute e anticorpi boomerang. La scienza ci dice di non stare tranquilli. E ci sono pure forti dubbi sull'efficacia di un futuro vaccino

Diversi studi mettono in luce la breve durata della protettività degli anticorpi sviluppati dopo la malattia. Eʼ possibile che il Covid abbia lo stesso meccanismo delle influenze comuni. Una ricerca è particolarmente inquietante: gli anticorpi acquisiti dall'infezione provocata da Sars-CoV-2 non solo potrebbero non proteggerci da una nuova infezione, ma aumenterebbero le probabilità di svilupparne una nuova più violenta e più grave


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Mentre si moltiplicano i casi di guariti di coronavirus che tornano a contrarre il virus, cresce la paura che anche un vaccino potrebbe non essere davvero efficace contro la malattia. Se gli anticorpi prodotti da un ex positivo non proteggono da un ritorno dalla malattia a distanza di poche settimane, lo potrà fare un vaccino? Gli esperti si interrogano e gli studi epidemiologici danno indicazioni tutt'altro che rassicuranti.

Infezioni bis in tutto il mondo - Seconde infezioni vengono segnalate in tutto il mondo: l'ultima nel nostro Paese, una donna di Pozzuoli, 84 anni, che è risultata di nuovo positiva al Covid dopo aver contratto la stessa malattia ad aprile, con sintomi poco gravi, risolta nel giro di un mese. Tuttavia Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazione microbiologi clinici italiana, scrive il "Corriere della Sera", precisa che non è chiaro se si tratti davvero di seconde malattie oppure se il virus sfugga al tampone, pur presente nell'organismo, o ancora se frammenti virali restino nel corpo a lungo, a sintomi ormai terminati. 

Immunità double face - Una ricerca italiana pubblicata su Bmj Global Health ipotizza che l'immunità acquisita non solo non sarebbe protettiva, ma potrebbe favorire reinfezioni con sintomi più gravi. C'è un altro studio del King's College di Londra che parla di un'immunità lunga pochi mesi: nei pazienti esaminati gli anticorpi raggiungono il picco dopo tre settimane e successivamente diminuiscono.

Anticorpi e protezione - Dagli studi risulta che i malati sviluppano anticorpi entro 19 giorni in grado di respingere eventuali nuovi attacchi. Ma non è chiaro quanto duri l'immunità concessa da questi anticorpi. A complicare le cose le cose c'è la natura di questo specifico virus, che fa ammalare la stragrande maggioranza senza sintomi o con sintomi molto deboli: impossibile quindi sapere se la risposta immunitaria sia realmente protettiva. 

Come le influenze comuni - Inevitabile quindi che ci siano forti dubbi sull'efficacia del vaccino: sarà temporanea? Questa è l'ipotesi più probabile, visti gli esiti di molte ricerche. Il meccanismo sembra quello delle influenze comuni, in cui lo stesso virus può tornare a infettare di nuovo le stesse persone, anche se l'eventualità dovrà essere confermata da altri test clinici. La responsabile dello studio inglese Katie Doores chiarisce: "La produzione di anticorpi di chi si ammala ha riguardato nei nostri casi solo un breve periodo. E se l'infezione genera anticorpi così limitati nel tempo, anche la copertura di un futuro vaccino teoricamente avrà una durata limitata". 

Anticorpi boomerang - Si fa strada inoltre l'idea che gli anticorpi potrebbero anche rivelarsi una sorta di boomerang. Un altro studio, spiega il "Giornale", condotto tra i colleghi italiani dell'Irccs Burlo Garofalo di Trieste, ha puntato l'attenzione sulla "elevata trasmissibilità e sul tasso di casi severi tra gli operatori sanitari", afferma Luca Cegolon, medico epidemiologico all'Ausl 2 di Marca Trevigiana di Treviso. Colpisce, dicono gli esperti, anche la minore incidenza tra i bambini, che hanno meno anticorpi rispetto agli adulti perché non hanno ancora avuto modo di svilupparli: questo potrebbe proteggerli maggiormente dal rischio infezione. 

Funzionamento dei coronavirus - D'altra parte, tutti i coronavirus possono essere contratti più di una volta, indipendentemente dagli anticorpi sviluppati inizialmente. Per i ceppi più pericolosi, il Mers-CoV e il Sars-CoV, si è identificato il fenomeno immunologico dell'Antibody Dependent Enhancement, scatenato da re-infezioni. Secondo Cegolon "non solo l'immunità acquisita non sembra proteggere ma può allearsi con il virus durante infezioni secondarie per facilitarne l'ingresso, sopprimere l'immunità innata e scatenare o amplificare una reazione infiammatoria importante dell'organismo". Chi ha contratto il virus in primavera dunque potrebbe riammalarsi in autunno,. Magari in modo più violento. 

 

(Fonte: Tgcom24)

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Stato di emergenza, la proroga mette in agitazione la maggioranza e fa insorgere l'opposizione. Settimana calda per il governo

La nuova ipotesi al vaglio del Consiglio dei ministri. L'idea è di prorogare lo stato d'emergenza in modo graduale (al 31 ottobre anziché al 31 dicembre). Le misure restrittive fino al 31 luglio. Monta la polemica politica: Pd con Conte, tensioni col M5S. Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" al premier. Berlusconi: "Inaccettabile forzare la Costituzione"


Cosa prevede il nuovo decreto di Conte per combattere il ...

Prorogare lo stato di emergenza per la lotta al coronavirus al 31 ottobre anziché al 31 dicembre: è l'ipotesi al vaglio del governo. La delibera potrebbe essere all'esame del prossimo Cdm. Si va poi verso la proroga al 31 luglio di tutte le misure restrittive (discoteche, fiere e congressi chiusi, stretta sui voli, vietati gli assembramenti e obbligo di mascherina nei luoghi chiusi) contenute nel Dpcm dell'11 giugno. Lo prevederebbe il nuovo Dpcm atteso il 14 luglio.

Il governo, come ha già anticipato il premier Giuseppe Conte, è intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al coronavirus e già in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto legge utile per fare ordine fra le varie scadenze fissate nel corso di questi mesi.

Nessuna decisione è stata ancora presa, sottolineano diverse fonti, ma è possibile che si decida di procedere in modo graduale. Scegliere una scadenza più ravvicinata avrebbe però lo svantaggio - è il ragionamento - di rendere più incerto il destino degli interventi a favore di famiglie e imprese.

Intanto, martedì il governo approverà un nuovo Dpcm per confermare il pacchetto di misure che scadono il 14 luglio (dalla stretta della movida ai voli) fino a fine mese e che ancora vengono ritenute necessarie per evitare che il Covid-19 torni a diffondersi pericolosamente.

A riferire in Parlamento quasi in contemporanea le decisioni adottate dall'esecutivo sarà il ministro Roberto Speranza: il titolare della Salute si presenterà martedì sera in Aula a Montecitorio (la volta precedente era stato in Senato) e illustrerà il provvedimento.

La maggioranza e le opposizioni potranno presentare delle risoluzioni ma - a differenza della partita che si gioca sul Mes - in questo caso il voto dovrebbe filare liscio. Il Pd con Stefano Ceccanti, che pure ha chiesto più volte al governo di confrontarsi con il Parlamento, si ritiene soddisfatto ma chiede anche che arrivi subito "qualche prima spiegazione" nonché chiede di definire il giorno in cui il presidente del Consiglio "verrà a ricevere indirizzi del Parlamento sul post del 31 luglio".

Giusto e opportuno, dice il capogruppo di LeU al Senato Federico Fornaro, valutare una proroga dello stato di emergenza, senza che la questione sia dominata da una sterile propaganda", anche se il compagno di partito Stefano Fassina sostiene la necessità di invertire l'ordine dei lavori: prima la discussione alle Camere e poi il via libera del governo.

Granitici contro l'uso di strumenti che non possano essere modificati da senatori e deputati invece gli esponenti delle opposizioni: Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" esercitati dal premier attraverso la scelta di strumenti normativi con corsie preferenziali ma anche contro i partiti di maggioranza.

Giorgia Meloni è convinta che la proroga dello stato di emergenza non sia altro che un escamotage di ministri e parlamentari per "salvare le poltrone" mentre Silvio Berlusconi ha preso carta e penna e in una lettera alla Stampa ha ribadito la disponibilità a "collaborare" ma ha anche definito "inaccettabile sul piano della procedura la decisione di forzare ancora la Costituzione e la trasparenza del processo democratico".

 

(Fonte: Tgcom24)

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