updated 4:53 PM UTC, Jan 18, 2021

ReiThera, ecco il vaccino anti-Covid tutto italiano: "E' sicuro, risultati migliori di Moderna e Pfizer". Obiettivo 100 milioni di dosi all'anno (VIDEO)

Presentati i risultati allo Spallanzani: nessuna reazione avversa nei 100 volontari. Serviranno sei mesi per le altre due fasi. Ippolito: "È sicuro, anticorpi in oltre il 90% dei casi". Speranza: "Potremmo avere un vaccino efficace e sicuro con una sola dose invece che con due". Locatelli: "Con 180 mila immunizzazioni l'Italia è secondo Paese Ue, colmare il gap tra regioni"


Reithera, vaccino italiano presentato allo Spallanzani: «Basta una sola  dose ed è sicuro». Ecco come funziona

L'Italia è in grado in maniera assolutamente competitiva di giocare partite importanti sulla capacita di generare tecnologia biomedica sofisticata, ha detto il presidente del Css Franco Locatelli alla presentazione all'Istituto Spallanzani dei risultati della Fase 1 della sperimentazione del vaccino italiano anti-Covid ReiThera GRAd-CoV2.

"Puntiamo a sviluppare 100 mln dosi di vaccino per anno. Il vaccino è stabile ad una temperatura tra 2 e 8 gradi", ha detto la presidente dell'azienda Reithera sviluppatrice del vaccino italiano, Antonella Folgore.

"Abbiamo arruolato 100 persone e 45 sono state vaccinate con dosi diverse e tutti sono arrivati alla fine per la valutazione di sicurezza: il vaccino non ha avuto alcun avvento avverso grave nei primi 28 giorni dalla vaccinazioni, un risultato migliore rispetto a Moderna e Pfizer che hanno avuto effetti indesiderati. Il picco di produzione di anticorpi a 4 settimane resta costante ed il vaccino è ad una sola dose". Lo ha detto il direttore scientifico dello Spallanzani Giuseppe Ippolito alla presentazione dei risultati della Fase 1 della sperimentazione del Vaccino GRAd-CoV2 di ReiThera. In questa fase 1 il vaccino Reithera "ha dimostrato di essere sicuro, di avere capacità di indurre risposta immunitaria degli adulti e la risposta è simile a quella di altri vaccini con due dosi. Il 92,5% dei vaccinati ha avuto livello di anticorpi rilevabili e con una singola dose abbiamo risultati in linea con Moderna e Pfizer", ha aggiunto Ippolito alla presentazione dei dati fase 1 del vaccino italiano ReiThera. I livelli di anticorpi, ha detto Ippolito, "sono coerenti con uno schema di somministrazione singola e verosimilmente potranno aumentare con altre dosi. ora ci aspetta la fase 2 per la quale è necessario l'impegno dello Stato".

"Il 92,5% dei vaccinati ha sviluppato anticorpi rilevabili. Comparando i dati di questo studio con Moderna e Pfizer siamo in linea e ci aspettiamo la capacita del vaccino di prevenire la malattia sostanzialmente come gli altri vaccini. Il protocollo lo sottometteremo alle agenzie regolatorie in tempi brevi e ipotesi è di chiudere fase 3 entro l'estate", ha spiegato il direttore scientifico dello Spallanzani Ippolito.

"Confrontando i dati del vaccino italiano ReiThera con i dati dei vaccini anti-Covid di Moderna e Pfizer - ha spiegato ancora Giuseppe Ippolito -, vediamo che con una singola dose abbiamo risultati assolutamente in linea. Ma quale sarà il dosaggio finale lo decideremno alla fine di tutte le fasi di sperimentazione".

"Proviamo a raggiungere una qualche indipendenza anche nella dotazione dei vaccini", ha sottolineato Domenico Arcuri, commissario straordinario per l'emergenza Covid-19 nella conferenza stampa. "Il Governo ha destinato risorse sufficienti a finanziare lo sviluppo successivo della sperimentazione di ReiThera - ha spiegato -. Il Governo, tramite una società pubblica, entrerà in ReiThera anche con una operazione di equity, e i contratti di sviluppo serviranno a finanziare la ricerca e una stabilizzazione incrementale della produzione".

"Sono incoraggianti i primi risultati del vaccino sviluppato da ReiThera e sperimentato all'Istituto Spallanzani. Se si confermeranno i dati ottenuti finora avremo nei prossimi mesi un vaccino efficace e sicuro con una sola dose invece che con due dosi. Sarà prodotto interamente nel nostro Paese. È importante continuare ad investire sulla ricerca italiana e sulle sue eccellenze scientifiche". Queste le parole del Ministro della Salute, Roberto Speranza, alla presentazione dei risultati del vaccino ReiThera all'ospedale Spallanzani.

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Vaccino anti-Covid, Ordine dei medici: "Possibile radiazione per i camici no vax"

Sanzioni gravi per i medici che negano l'efficacia del vaccino contro il coronavirus. Diversa la questione dei professionisti che non vogliono vaccinarsi: "In assenza di obbligo, tenere conto dei diritti dell'individuo"


"I medici no vax sono quelli che negano la validità del vaccino. Questo è incompatibile con la professione. Non è una cosa possibile. I medici sono parte integrante della comunità scientifica. In questi casi l'Ordine interviene comminando sanzioni, che arrivano anche alla radiazione. Molti medici no vax - in passato - sono stati radiati". Così all'Adnkronos Salute il presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici e degli Odontoiatri (Fnomceo), Filippo Anelli, che fa però un distinguo: "Diversa la questione di chi non vuole vaccinarsi".

"Negare il vaccino - sostiene Anelli in riferimento ai medici no vax -sarebbe come se un ingegnere negasse la validità di fare i calcoli per valutare quanto ferro mettere all'interno di un pilastro per costruire un ponte. E' uno strumento fondamentale per la professione. Se neghi i calcoli non puoi costruire un ponte".

Quanto ai medici che non vogliono vaccinarsi, in questo caso contro Covid-19, "la questione è diversa - spiega il presidente Fnomceo - perché bisogna bilanciare il diritto dell'individuo, in assenza di una legge che rende obbligatoria esplicitamente la vaccinazione, rispetto al dovere deontologico e anche alle norme di legge che prevedono che il vaccino diventi un requisito per non danneggiare gli altri".

 

(Fonte: Adnkronos)

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L'UE conclude nuovi accordi commerciali con la Cina

Il controverso accordo mira a migliorare l'accesso delle aziende europee al mercato cinese


L'Unione europea ha finalmente chiuso un accordo di investimento con la Cina, un accordo tanto atteso e controverso. Dopo sette anni di trattative, Bruxelles è riuscita a convincere Pechino ad impegnarsi nel porre fine ai divieti per le aziende europee di accedere al suo mercato o ad introdurre pratiche discriminatorie per escluderle. Il patto, tuttavia, non genera solo timori a Washington. Il presidente della delegazione del Parlamento europeo per le relazioni con la Cina, Reinhard Bütikofer (Verdi), ha definito l'accordo un "errore strategico" dell'Ue. 

Non c'erano grandi atti. Solo una conferenza stampa in videoconferenza, come imposto dai tempi di pandemia. Il patto di investimenti tra UE e Cina è stato chiuso a mezzogiorno, a seguito di una videoconferenza tra il presidente Xi Jinping e le controparti europee. I capi del Consiglio europeo, Charles Michel, e della Commissione, Ursula von der Leyen, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel, a sua volta presidente dell'Ue, sono stati raggiunti dal presidente francese Emmanuel Macron, una delle voci più popolari e critiche nei confronti dell'accordo.

L'accordo ha tre temi principali; una maggiore trasparenza nel sistema di sussidi stabilito da Pechino per le sue aziende, una maggiore parità di condizioni tra le imprese cinesi ed europee e il rallentamento del trasferimento tecnologico. “Dobbiamo essere realistici: questo accordo non risolverà tutte le sfide legate alla Cina, che dobbiamo affrontare. Tuttavia, collega la Cina con impegni significativi che vanno nella giusta direzione", ha affermato il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis.

Bruxelles sottolinea soprattutto l'apertura di nuovi mercati che l'accordo comporta, soprattutto nel settore manifatturiero, che rappresenta più della metà degli investimenti dell'UE in Cina. Secondo la Commissione UE, Pechino si impegna a dare alle imprese europee l'accesso, su un piano di parità in settori che fino ad ora aveva considerato con riserva: servizi cloud, finanza, sanità privata, ambiente e trasporto. "L'accordo fornirà un accesso senza precedenti al mercato cinese per gli investitori europei, consentendo alle nostre aziende di crescere e creare posti di lavoro", ha affermato Von der Leyen.

Dombrovskis ha spiegato che l'accordo elimina anche l'obbligo di creare alleanze o società a capitale misto - europeo e cinese - per accedere ad alcuni settori. Lo stesso verrà fatto, anche se progressivamente, nel settore automobilistico, che rappresenta il 28% di tutti gli investimenti dell'UE nel gigante asiatico. L'accordo, infatti, era di particolare interesse per Berlino, che lo aveva inserito tra le priorità della sua attuale presidenza Ue.

Bruxelles ha anche evidenziato le concessioni che aveva preso dalla Cina in materia di ambiente e diritti dei lavoratori. Secondo la Commissione, Pechino si è impegnata ad adottare gradualmente tutte le convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro, compresa quella che vieta il lavoro forzato. Se lo facesse, sarebbe una svolta, soprattutto vista la preoccupazione generata dalle denunce degli attivisti sullo sfruttamento lavorativo della minoranza Uigura nello Xinjiang, cosa che la Cina da sempre nega.

L'Ue ha detto che definirà la corretta strategia delle relazioni con la Cina, sotto la presidenza francese del 2022. In ogni caso, ha nuovamente affermato nella dichiarazione post-riunione, la sua "grave preoccupazione" per la situazione dei diritti umani, anche a Hong Kong. L'accordo deve essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo, dove il processo sembra più complicato. Per ora il presidente della delegazione che si occupa della Cina, Reinhard Bütikofer, ha attaccato tramite il suo account Twitter il patto e lo ha definito un "errore strategico".

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Vaccino anti-Covid, Sgarbi a sorpresa ma non troppo: "Lo farò, è la soluzione migliore. I no vax non si facciano mettere nell'angolo"

Il critico d'arte e parlamentare, noto per le sue posizioni aspramente ribelli sulle restrizioni dell'emergenza coronavirus, annuncia che si vaccinerà: "E' un affare di Stato, non privato". Ma sostiene: "Chi non lo fa non mette a rischio gli altri che sono immunizzati"


Vittorio Sgarbi a gamba tesa sul governo: "Perché se siamo in emergenza  arrivano i migranti?" - IlGiornale.it

"Io mi vaccino e ai no vax dico 'non vi fate mettere nell'angolo dalla violenza del potere perché passereste per essere gli untori. O riuscite, quindi, a far capire perché non costituite nessun rischio oppure è meglio che lo facciate'". Vittorio Sgarbi parla così all'Adnkronos mentre divampa la polemica sull'obbligatorietà del vaccino e si alza lo scontro tra no vax e pro vax.

"Credo che il vaccino sia la soluzione migliore per uscire dalla crisi - osserva Sgarbi - Se in questo periodo hanno limitato la nostra libertà in questo modo è perché si tratta di un affare di Stato e non di un affare privato. E, quindi, il vaccino sarà richiesto per andare a scuola, a teatro, sul tram, nei luoghi pubblici. Non sarà, quindi, obbligatorio ma ci saranno una serie di regole per le quali, per esempio in una fabbrica, come scrive oggi Ichino, si potrà pretendere che i dipendenti facciano il vaccino per evitare il contagio di altri. E' anche vero, però - questo il ragionamento di Sgarbi - che il problema in realtà non sussiste perché chi si vaccina tutela se stesso e chi non si vaccina non può contagiare chi si è vaccinato".

"In sostanza il problema si risolve da solo. Se io non voglio farlo è evidente che se vado in un luogo dove lo hanno fatto tutti, non posso contagiare nessuno. Tecnicamente - evidenzia il critico d'arte e parlamentare - si potrebbe uscire dalla faccenda del tesserino dell'avvenuta vaccinazione. Se io non voglio fare il vaccino al mio bambino in una scuola dove ci sono tutti bambini che lo hanno fatto, come fa a contagiarli se sono tutti immunizzati? E' di fatto un falso problema. Inventeranno un albo dei vaccinati per impedire loro di andare a teatro, al cinema, ma ad un certo punto si renderanno conto che chi non si vaccina costituisce un rischio solo per se stesso".

 

(Fonte: Adnkronos)

 

Vaccino anti-Covid, le prime dosi arrivate in Lombardia. Fontana: "Giornata fondamentale, il primo pensiero alle vittime". Le interviste all'Ospedale Niguarda (VIDEO)

Vaccination day all'Ospedale Niguarda di Milano dove domenica 27 dicembre 2020 sono arrivate le prime 324 dosi del vaccino anti-Covid destinate a tutte le province lombarde, a cominciare dai luoghi simbolo della pandemia. Le interviste agli assessori regionali Giulio Gallera (Welfare) e Riccardo De Corato (Sicurezza) oltre che al sottosegretario con delega ai Rapporti con le Delegazioni Internazionali, Alan Rizzi - (VIDEO)


Il Vaccination day segna “una giornata fondamentale. Si parte per un percorso ancora abbastanza lungo che porterà alla normalità. Verso la riacquisizione delle nostre libertà che abbiamo dovuto sacrificare. Non è però un ‘liberi tutti’: siamo nel mezzo di un’epidemia ancora in corso, continuiamo a comportarci come sempre con mascherine e distanziamento”. Queste le parole di augurio con cui il governatore lombardo Attilio Fontana, ha salutato il via regionale alla campagna vaccinale anti-Covid, avvenuto all’Ospedale Niguarda di Milano.

(GUARDA LA SPECIALE)

 

Il primo pensiero alle vittime del Covid, ai loro famigliari e amici

vaccination day, il presidente Fontana e il dottor Pregliasco

“Dal primo giorno – ha sottolineato il presidente Attilio Fontana, nel corso del punto stampa, tenuto all’esterno della struttura ospedaliera – ho sempre sostenuto che il vero cambio di passo si sarebbe verificato nel momento in cui avremmo avuto a disposizione il vaccino. Questa è una giornata fondamentale e il nostro primo pensiero va a chi ha perso la vita per il Covid e a chi ha avuto parenti e amici che ne sono stati colpiti. Un pensiero anche a chi ha contribuito a combattere l’epidemia: tutto il mondo sanitario, i volontari, l’Esercito che ha dato un grandissimo aiuto per affrontare varie problematiche”.

Vaccination day giornata importante per la Lombardia, il Paese e l’Europa

“Questa – ha proseguito il presidente della Regione Lombardia – è una giornata importante anche per l’Unione Europea: se opera nel modo corretto, se si impegna nel modo giusto può essere fondamentale per il futuro del nostro Paese e dell’Europa. Guardiamo al futuro con maggiore serenità ma sempre con cautela, guardiamo con speranza al nostro futuro”. Al ‘Vaccination Day’ organizzato presso l’ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda di Milano, con il presidente Fontana presenti l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, quello alla Sicurezza, Riccardo De Corato, e il sottosegretario alla Presidenza, Alan Christian Rizzi. Con loro, tra gli altri, anche il capo della Rappresentanza della Commissione Europea del Nord Italia, Massimo Gaudina, e il direttore generale del Niguarda, Marco Bosio.

Gaudina: 2 miliardi di dosi per tutta l’Unione Europea

vaccino anti-covid in Lombardia

“Queste prime vaccinazioni – ha detto nell’occasione Massimo Gaudina – sono poco più che simboliche ma reali. È un primo passo. È  fondamentale essere qui in Lombardia che è stata la prima regione colpita in Europa dal Covid. Anche per questo è importante trasmettere la solidarietà europea e voltare pagina, come ha detto la presidente Von der Leyen. È la fine di un percorso per le istituzioni europee che hanno investito in ricerca e su questa grande operazione vaccini. La Commissione ha negoziato a nome dei 27 Paesi membri le dosi di vaccini. Altri vaccini dovrebbero ottenere le autorizzazioni. Se tutto andrà bene avremo 2 miliardi di dosi per tutta la popolazione europea e anche per aiutare paesi extra europei. L’Europa – ha concluso – continuerà a lavorare con accordi con altre case farmaceutiche, anche per altre malattie. Compiamo il primo passo per uscire da questo tunnel”.

Bosio: un momento emozionante, di luce e di orgoglio

“Si tratta – ha aggiunto il direttore generale del Niguarda, Marco Bosio – di un giorno di speranza, di un momento emozionante. Abbiamo passato un anno di sofferenza ma migliaia di persone sono state accolte e accudite all’interno di queste mura. È un momento di orgoglio per tanti sanitari. Un momento di luce e di speranza. Qualcosa di eccezionale. Inizia un percorso fondamentale per noi, per la cittadinanza e per gli operatori”.

Con il Vaccination Day prime vaccinazioni ‘simbolo’

Vaccination day, il dottor

Al via regionale alle vaccinazioni, avvenuto presso l’Ospedale Niguarda, hanno fatto seguito le prime somministrazioni ‘simbolo’ a medici e infermieri. Tra gli altri, sono stati vaccinati Grazia Fresta, in rappresentanza degli Operatori dei servizi dell’Ospedale di Niguarda, Adele Gelfo, in rappresentanza degli Operatori sociosanitari del Niguarda, Roberto Carlo Rossi, presidente dell’Ordine dei Medici di Milano e Pasqualino D’Aloia, presidente dell’Ordine degli infermieri di Milano. E inoltre, il dottor Fiorenzo Corti, in rappresentanza dei Medici di medicina generale, Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche ‘Mario Negri’ e il dottor Fabrizio Pregliasco, presidente dell’Anpas (Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze).

Distribuzione vaccini prosegue a livello regionale

Il piano regionale prevede la distribuzione immediata delle prime dosi alle varie strutture regionali già selezionate. Dal carico di 324 fiale  pervenuto saranno ricavate 1.620 dosi destinate agli ospedali lombardi. Vi giungeranno grazie ai mezzi di Areu.

(Lombardia Notizie)

Vaccino anti-Covid gli esperti concordi: "Funzionerà nonostante la variante inglese"

"Il vaccino sarà efficace", nonostante la variante Covid. E' questa l'opinione che prevale tra gli scienziati dopo le notizie sulla mutazione del coronavirus in Gran Bretagna. La questione è di stretta attualità, proprio perché molti paesi europei, tra cui l'Italia, in questi giorni si apprestano a somministrare le prime dosi


Dopo il vaccino contro Covid-19 resteremo infettivi? - Wired

Secondo Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), "è altamente improbabile" che la nuova variante di Sars-CoV-2 mostri "resistenza in termini di formazione di un'immunità" e quindi risulti 'invulnerabile' ai vaccini anti-Covid.

"Perché la variante inglese del coronavirus Sars-CoV-2 spaventa l'Europa? Vorrei capirlo anche io", dice Massimo Clementi, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'ospedale San Raffaele di Milano e docente dell'università Vita-Salute, all'Adnkronos Salute. "C'è un allarmismo non giustificato dai dati. Un conto è rilevare una variante, un conto è dire ha caratteristiche biologiche diverse. Questo non lo possiamo affermare finché non mettiamo il virus su colture cellulari e vediamo che sfugge agli anticorpi. E al momento non c'è nessuna evidenza che ci possa far sospettare questo. Dunque al momento è un allarmismo ingiustificato", ribadisce Clementi.

Sulla stessa linea l'immunologa dell'università di Padova, Antonella Viola. "A costo di ripetermi vi dico: non c'è motivo di panico" per la circolazione della nuova variante inglese del coronavirus Sars-CoV-2. "Non sappiamo se questa variante sia davvero più pericolosa. Servono dati di laboratorio che non sono ancora stati prodotti", osserva Viola. "Solo così", attraverso nuovi studi, spiega su Facebook, "sapremo se" il nuovo mutante "è davvero - come sembra dai calcoli matematici - più contagioso; causa una malattia più severa; è riconosciuto dagli anticorpi generati contro l'altra Spike", ossia contro la versione originaria della proteina che il virus utilizza per attaccare le nostre cellule, "e quindi i vaccini restano efficaci".

Secondo Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, la notizia dell'alta contagiosità del virus "non deve farci cadere nella depressione, anche perché ci sono buone probabilità che la profilassi in arrivo proteggerà anche contro il ceppo inglese". "Non sappiamo ancora se questa trasformazione sia davvero influente ai fini della efficacia dei vaccini scoperti finora, che, probabilmente, funzioneranno anche contro la variante britannica", sottolinea Galli.

Anche per Fabrizio Pregliasco, virologo dell'università Statale di Milano interpellato dall'Adnkronos Salute, "i vaccini anti-Covid ottenuti finora dovrebbero funzionare perché quella del mutante Gb è una piccola variante inserita nella proteina Spike" che il virus utilizza per attaccare le cellule bersaglio.

In America, intanto, gli scienziati del Walter Reed Army Institute of Research contano di appurare nei prossimi giorni se sia o meno fondato il timore di una non efficacia dei vaccini anti-Covid sulla nuova variante del virus. La premessa da cui i ricercatori partono è comunque che l'antidoto sia efficace anche contro la variante, stando a quanto riferito dal Dottor Nelson Michael, direttore del Center for Infectious Diseases Research del Walter Reed Army Institute of Research, citato dalla Cnn. La ricerca è iniziata giovedì, sulla base dei dati messi a disposizione online dai ricercatori britannici. Da un primo esame si valuterà il grado di timore che dobbiamo avere, ha spiegato Michael. "Altri team nel mondo stanno facendo le stesse analisi". In base ai primi risultati, se dovessere persistere una qualche preoccupazione, le ricerche andrebbero portate avanti a livello di laboratorio e con sperimentazioni.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Il Covid tra i leader Ue: Macron positivo, Sanchez in isolamento. Record di contagi in Germania. Ma il vaccino fa sperare l'Europa

La presidente della Commissione Ursula von der Leyen: "Via alle vaccinazioni nell'Ue nei giorni 27, 28 e 29 dicembre. Proteggiamo i cittadini, insieme siamo più forti"


Il presidente francese Emmanuel Macron positivo al coronavirus. "Il Presidente della Repubblica è risultato positivo al Covid-19 oggi", rende noto l'Eliseo, specificando che la diagnosi è stata effettuata con un tampone eseguito dopo "la comparsa dei primi sintomi. Secondo le norme sanitarie vigenti applicabili a tutti, il Presidente della Repubblica si isolerà per 7 giorni. Continuerà a lavorare e svolgere le sue attività a distanza".

A titolo di precauzione, il premier Jean Castex si è sottoposto ad un test PCR questa mattina stessa. Lo rende noto una fonte di Matignon, residenza ufficiale del primo ministro, citata da Bfmtv, precisando che il test è risultato negativo. Un nuovo test verrà effettuato a sette giorni di distanza, in conformità con il protocollo sanitario in vigore. Il capo del governo resta intanto in isolamento

Come spiegano fonti a Le Parisien, anche il presidente dell'Assemblea Nazionale, Richard Ferrand, è stato messo in isolamento perché figura tra le persone entrate in contatto con il presidente.

La positività di Macron costringe all'isolamento anche il primo ministro spagnolo, Pedro Sanchez. Sanchez e Macron si sono incontrati lunedì a Parigi.

E anche Brigitte Macron, moglie del presidente francese, è in isolamento. Secondo quanto riferiscono fonti del suo ufficio, la signora Macron "non manifesta nessun sintomo", si legge sulla diretta di Le Parisien.

La presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha annunciato che in Ue le vaccinazioni contro il covid-19 cominceranno il prossimo 27 dicembre. "È il momento dell'Europa".

Ue, vaccino dal 27 dicembre - Il 27, 28 e 29 dicembre inizierà la vaccinazione in tutta l'Ue. Proteggiamo i nostri cittadini insieme", ha scritto von der Leyen su Twitter.

L'Italia partirà con le prime vaccinazioni al personale sanitario. È quanto si apprende a seguito di una riunione mattutina tra il Ministro della Salute Roberto Speranza e il Commissario straordinario all'emergenza Domenico Arcuri. Il Governo italiano ha lavorato negli ultimi giorni per favorire una simbolica data comune di avvio delle vaccinazioni nell'Unione Europea. 

In tutto il mondo il numero di contagi da coronavirus dall'inizio della pandemia ha superato quota 74 milioni, secondo i dati dell'università americana Johns Hopkins.

Il paese più colpito dal coronavirus in termini assoluti restano gli Stati Uniti, che ieri hanno registrato un nuovo doppio record: oltre 250.000 contagi e 3.700 decessi in un giorno.

Record di contagi  in Germania dove si è superata la soglia dei 30mila nuovi casi in 24 ore. Lo riferiscono fonti ufficiali. 

"La pandemia di Covid-19 ha creato uno tsunami di problemi ma il virus ha colpito tutto il mondo, non solo la Russia. Anzi, noi possiamo dire di aver reagito molto meglio di altri Paesi, che pure si dicono orgogliosi per le loro economie. Il nostro Pil nel 2020 segnerà infatti -3,6% e questo è un dato migliore dei maggiori Paesi europei". Lo ha detto Vladimir Putin nel corso della conferenza stampa. 

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Vaccino anti-Covid, sondaggio: 8 italiani su 10 dicono sì. Ma oltre la metà contro l'obbligo. E molti preferiscono aspettare

Il sondaggio Emg-Different/Adnkronos, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne per sesso, età, regione, classe d'ampiezza demografica dei comuni, è stato realizzato il 14 dicembre


Per la metà degli italiani il vaccino anti Covid-19 non deve essere obbligatorio ma una libera scelta dei singoli cittadini. Eppure, l'atteggiamento verso il vaccino non è negativo, visto che otto italiani su dieci sono intenzionati a farlo. Anche se oltre la metà dei favorevoli, piuttosto che farlo subito, preferirebbe aspettare qualche mese. Resta uno zoccolo duro del 19% che non farebbe in ogni caso il vaccino. E' quanto emerge da un sondaggio Emg-Different/Adnkronos.

Alla domanda sulla obbligatorietà o facoltatività, il 53% del campione risponde che il vaccino debba essere una libera scelta; il 37% ritiene invece che debba essere obbligatorio per tutti, mentre il 10% non risponde. Tra chi opta per il vaccino 'libera scelta', le donne al 56% appena sopra gli uomini al 50%. Diversificata la risposta per fasce d'età. Tra chi vuole il vaccino facoltativo, il 62% ha meno di 35 anni, il 58% è nella fascia tra 35 e 54 anni, mentre solo il 44% ha più di 55 anni. Nella divisione geografica, spicca il 71% del Nordest tra i favorevoli alla libera scelta. Dato che scende al 61% al Sud, al 55% al Nordovest, al 46% nelle Isole, fino al 30% al Centro.

Sostanzialmente positivo l'approccio al vaccino, anche se il 19% risponde che se fosse disponibile oggi non lo farebbe. Il 77% del campione si dichiara disponibile a sottoporsi al vaccino: di questi, il 34% lo farebbe subito senza esitazioni, mentre il 43% aspetterebbe qualche mese prima di vaccinarsi. Il 4% degli intervistati non risponde. Tra quanti dicono di voler fare il vaccino, l'82% di uomini e il 73% di donne. Risultato diversificato in base alle fasce d'età: sempre sui favorevoli a vaccinarsi, il 63% è under 35; il 71% nella fascia tra i 35 e i 54 anni; ben il 90% ho più di 55 anni. Numeri alti tra i favorevoli al vaccino nel Nordest (con l'87%) e al Centro (85%); al Nordovest il dato si attesta al 78%, in linea con il dato medio nazionale; si scende invece nelle Isole (71%) e al Sud (65%).

Il sondaggio, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne per sesso, età, regione, classe d'ampiezza demografica dei comuni, è stato realizzato il 14 dicembre 2020 con il metodo della rilevazione telematica su panel, su un campione di 1664 casi (universo: popolazione italiana maggiorenne), e presenta un intervallo fiduciario positivo/negativo del 2,3%. Totale contatti: 2000, tasso di risposta 83%; rifiuti/sostituzioni 336 (tasso di rifiuti 17%).

 

(Fonte: Adnkronos)

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