updated 9:44 AM UTC, Sep 16, 2021

Vaccino anti-Covid, con la terza dose anticorpi 10 volte maggiori: lo studio israeliano

Nello Stato ebraico, il primo ad offrire un'ulteriore somministrazione, l'hanno già ricevuta quasi tre milioni di persone. Over 60 la prima fascia interessata. Cosa dicono gli scienziati


La terza dose del vaccino Pfizer contro il coronavirus produce dieci volte più anticorpi rispetto a quelli sviluppati con la seconda dose. Sono le conclusioni a cui è giunto uno studio sierologico condotto dallo Sheba Medical Center di Ramat Gan, vicino a Tel Aviv, secondo quanto ha riferito l'emittente pubblica israeliana Kan. I risultati sono stati ottenuti comparando i livelli di anticorpi una settimana dopo la somministrazione della terza dose del vaccino contro il Covid-19 con i loro livelli una settimana dopo la somministrazione della seconda dose.

Israele è stato il primo Paese a proporre una terza dose di vaccino contro il coronavirus, lo scorso primo agosto. La prima fascia di età alla quale è stata offerta la terza dose sono stati gli over 60, mentre ora il richiamo è disponibile dai dodici anni. A oggi, quasi tre milioni di israeliani avevano ricevuto una terza dose.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

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Terza dose del vaccino anti-Covid, ecco le date per tutte le categorie

Secondo fonti di governo, il timing previsto per la somministrazione della terza dose è prevista dalla fine di settembre per gli immunodepressi e a dicembre per gli anziani. All'inizio del 2022, tra gennaio e febbraio, dovrebbe essere il turno degli operatori sanitari. E' questo, secondo fonti di governo, il timing previsto per la somministrazione della terza dose.


Terza dose Pfizer, al via l'esame dell'Ema - Tiscali Notizie

Atteso il parere definitivo dell'Aifa - Queste le ipotesi categoria per categoria. Nulla di ufficiale, però, in attesa delle valutazioni dell'Aifa. Dal Comitato tecnico-scientifico dell'Agenzia italiana del farmaco, comunque, arriverebbe una posizione favorevole ad autorizzare la terza dose dei vaccini anti Covid per i pazienti "fragili" e immunodepressi. Il Cts dell'Aifa è, in ogni caso, ancora riunito per esaminare la questione: è atteso nella giornata di mercoledì (ma potrebbe slittare ai giorni successivi) il parere definitivo. Sulla terza dose al resto della popolazione l'Aifa attenderà invece le conclusioni dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco.

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Green pass e vaccino obbligatorio, Cacciari non ci sta: "Meccanismi autoritari. Tutto va bene perché c'è un'emergenza sanitaria?"

Il filosofo (di sinistra) a Quarta Repubblica: "La forma a volte fa sostanza: sento usare parole come 'stanare' chi non si vaccina. Ma ci rendiamo conto? Mi arrivano centinaia di mail al giorno di medici e scienziati che mi danno ragione e mi dicono che non possono parlare"


Massimo Cacciari e la frase complottista come Meluzzi | VIDEO

"Tutto va bene perché c'è un'emergenza sanitaria? Tutti a sollecitare meccanismi autoritari, come sostanzialmente è l'obbligo di vaccinazione". Massimo Cacciari motiva e illustra dubbi e perplessità sul green pass in Italia e sull'eventuale obbligo vaccinale.

"Il governo è legittimato a imporre un trattamento sanitario, è vero. Se ne discute la legittimità in chiave culturale, etica e politica. Tutto va bene perché c'è un'emergenza sanitaria? E' lecito chiedere in base a quali criteri cesserà lo stato d'emergenza? Finirà quanto non c'è più un malato in terapia intensiva o quando nessuno ha più di 37,5 di febbre? Tutti a sollecitare meccanismi autoritari, come sostanzialmente è l'obbligo di vaccinazione. Ma scherziamo? Ai virologi non frega nulla delle derive culturali e politiche di questa società?", dice Cacciari a Quarta Repubblica. "La forma a volte fa sostanza: sento usare parole come 'stanare' chi non si vaccina. Ma ci rendiamo conto?", dice Cacciari. "Se arriva l'obbligo, bene: almeno sparisce l'ipocrisia. Mi arrivano centinaia di mail al giorno di medici e scienziati che mi danno ragione e mi dicono che non possono parlare".

Provvedimenti come il green pass o l'eventuale obbligo vaccinale devono inserirsi in un quadro in cui "deve essere sempre garantito il rispetto della dignità della persona, la giurisdizione indica che la persona sia perfettamente informata. Mi domando se possiamo dire che le persone siano state correttamente informate sui vaccini e sulle loro conseguenze. Non c'è dubbio che i vaccini siano utili, ma questo non basta per dire che siamo correttamente informati".

"Non esiste nessuna situazione priva di rischi, le aziende farmaceutiche non conoscono però le conseguenze a medio e lungo termine dei vaccini. In queste condizioni, come si fa a imporre il green pass? Siamo già arrivati al 70-80% della popolazione vaccinata, si continui così" cercando di convincere gli italiani. "Quando siamo arrivati a vaccinare tutta la popolazione sopra i 40-50 anni, che bisogno c'è di vaccinare gli adolescenti, che non corrono alcun rischio reale?", afferma. "Non è vero che la situazione sia uguale ovunque: in moltissimi paesi non c'è obbligo di vaccinazione. In Danimarca la situazione si è normalizzata, in Germania non si sognano di vaccinare gli adolescenti".

 

(Fonte: Adnkronos)

Covid, Israele potrebbe raggiungere l'immunità di gregge entro due mesi

Secondo il ministero della Salute, nelle prossime settimane decine di migliaia di israeliani risulteranno positive al Covid-19 mentre in molti riceveranno la terza dose di vaccino. Il combinato disposto, sostengono le fonti, renderà oltre l'80% della popolazione relativamente protetta dal virus


Covid, Israele lancia test sierologici per bambini 3-12 anni

Israele potrebbe raggiungere l'immunità di gregge contro il Covid-19 entro due mesi. Ne sono convinti funzionari del ministero israeliano della Salute, citati dall'emittente pubblica Kan, che legano l'obiettivo alla capacità del Paese di mantenere alto il ritmo delle vaccinazioni. In quel caso "c'è una buona probabilità che entro il prossimo mese o due raggiungeremo una situazione che è molto simile all'immunità di gregge", hanno dichiarato.

Secondo i funzionari, nelle prossime settimane decine di migliaia di israeliani risulteranno positive al Covid-19 mentre in molti riceveranno la terza dose di vaccino. Il combinato disposto, sostengono le fonti, renderà oltre l'80% della popolazione relativamente protetta dal virus, riportando il Paese a una situazionale analoga a quella di inizio giugno, ovvero prima della diffusione della variante delta. Gli ultimi studi riferiti da Channel 13 sostengono che le persone che hanno ricevuto la terza dose sono protette al 96% dal Covid-19.

 

(Fonte: Adnkronos)

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Decreto Covid; il Green Pass dividerà i buoni dai cattivi?

"Invito tutti gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito, devono proteggere se stessi e le proprie famiglie, il Green Pass non è un arbitrio ma una condizione da tenere."


Così il premier Mario Draghi ha voluto aprire la conferenza stampa tenutasi subito dopo il Consiglio dei Ministri che ha deciso le nuove regole per contenere la pandemia da Covid-19, che entreranno in vigore tra una settimana. Illustrate le decisioni prese con il provvedimento, oltre all'obbligatorietà del Green Pass per poter accedere a diversi momenti di vita pubblica, sono stati presentati anche la revisione dei parametri sanitari per determinare il passaggio delle Regioni da zona bianca a zona gialla o rossa. Il Green Pass (valido anche quello rilasciato dopo una sola dose di vaccino), sarà necessario per entrare in ristoranti e bar al chiuso e se seduti al tavolo (la consumazione al banco in piedi è permessa), spettacoli all'aperto, centri termali, piscine, palestre, fiere, congressi e concorsi, cinema e teatri. Resteranno chiuse le discoteche. Presenti alla conferenza stampa oltre al Premier Draghi anche Roberto Speranza, Ministro della salute e Marta Cartabia, Ministro della Giustizia.

"Oltre la metà degli italiani ha completato il ciclo vaccinale, la pressione sugli ospedali è fortemente diminuita. Invito gli italiani a vaccinarsi e a farlo subito. Devono proteggere se stessi e le loro famiglie. L’appello a non vaccinarsi è un appello a morire o far morire. Senza la vaccinazione si deve chiudere tutto di nuovo. Ora il vaccino si sta diffondendo e grazie alla vaccinazione le conseguenze sui morti sono molto meno serie di quattro mesi fa. Mi fermo qua". Così Draghi ha voluto sensibilizzare tutti al vaccino. "La scelta era tra iniziare a chiudere o adottare il green pass e restare in zona bianca".

Al Ministro Speranza il compito di spiegare le nuove regole per il passaggio delle regioni alle varie zone di colore diverso e le relative chiusure o limitazioni, "l’ultimo parametro per decidere le chiusure è stato valutare l’incidenza, cioè il numero di casi ogni 100mila abitanti alla settimana. In accordo con le Regioni abbiamo deciso di considerare come primo parametro il tasso di ospedalizzazione. Così da oggi la soglia viene fissata al 10% per le terapie intensive e al 15% per le ospedalizzazioni. Per entrare in zona arancione i parametri saranno del 20 e del 30%. Per la zona rossa, con percentuale che resta invariata rispetto ai precedenti parametri, le soglie sono 30% e 40%". Decisamente dei tetti molti alti, vista la bassa ospedalizzazione registrata a fronte di un aumento dei nuovi positivi. 

Lo stato di emergenza è stato prolungato fino al 31 dicembre 2021, questo consente interventi mirati che non necessitano il passaggio alla Camera e al Senato per diventare leggi attuate.

Speranza ha continuato parlando anche della scuola, "Per tutto il governo la scuola è una priorità assoluta e faremo ogni sforzo per consentire una riapertura in piena sicurezza e in presenza a settembre”, ha assicurato. “Ma non vorrei che passi il messaggio che tra gli insegnanti c'è sfiducia, perché l'85% si è vaccinato. C'è un 15% da recuperare e credo che dobbiamo valutare tutti gli strumenti potenziali per recuperare questo 15%".

Questo il video Live di tutta la conferenza stampa.

 
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La tua mascherina è in grado di rilevare il Covid?

In un nuovo e avveniristico studio, gli scienziati sono stati in grado di ricreare delle nano cellule che rilevano i microrganismi pericolosi e...


Secondo una ricerca pubblicata lunedì sulla rivista Nature Biotechnology, minuscoli sensori incorporati in tessuti indossabili come maschere e giacche, potrebbero fornire informazioni istantanee sull'esposizione a patogeni causa di malattie come il coronavirus.

Dei test altamente sensibili, fino ad ora sono stati limitati all'uso in laboratorio, dove sono stati realizzati dispositivi di protezione (DPI), intelligenti. "siamo arrivati oltre ciò che un FitBit o un Applewatch possono offrire", ha affermato il coautore dello studio Peter Nguyen, ricercatore presso il Wyss Institute dell'Università di Harvard. "Il funzionamento è simile a quello della nostra pelle, che percepisce automaticamente l'ambiente circostante con una sensibilità perfetta, senza bisogno di partecipare attivamente ai dettagli del processo che in quel momento è attivo nell'ambiente stesso", ha affermato.

Nel nuovo studio, gli scienziati sono stati in grado di ricreare le parti cellulari che rilevano i microrganismi pericolosi per la vita. Tali test sono stati precedentemente basati su cellule viventi, che secondo i ricercatori possono essere troppo fragili e talvolta pericolose in contesti non medici. Nel nuovo studio, i ricercatori hanno realizzato delle reazioni, utilizzando solo delle cellule sintetizzate, contenenti enzimi di cellule vive. Poiché non sono vivi, i sensori possono essere liofilizzati e conservati per mesi fino a quando non vi è la necessità di attivarli, semplicemente con l'uso di acqua.

Gli autori del rivoluzionario studio hanno dimostrato che questi sensori, che utilizzano la tecnologia di editing genetico CRISPR, potrebbero raggiungere il rilevamento di virus verificato in laboratorio, anche se inseriti in tessuti indossabili.

Nguyen ha affermato che i rilevatori indossabili potrebbero essere utili per "chiunque lavori in un ambiente in cui potrebbe essere esposto ad agenti patogeni o tossine".

I ricercatori hanno sviluppato un prototipo di maschera facciale per il rilevamento del virus Covid-19, una patch di sensori viene collegata una sacca posizionata sulla parte esterna della maschera che raccoglie le particelle del respiro dell'utente. Al termine dell'utilizzo (15 minuti), si perfora la piccola sacca e l'acqua fa passare il campione nei sensore per l'analisi. Una striscia a diversi colori sulla maschera mostrerà il risultato del test evidenziando se nell'ambiente è presente il pericoloso patogeno. 

Con la stessa tecnologia è stata realizzata anche una giacca da lavoro, dei fili in fibra ottica posti nel tessuto, trasportano informazioni provenienti da  minuscoli sensori, a un rilevatore in miniatura all'interno dell'indumento. A breve questa innovativa tecnologia potrà essere immessa sul mercato e indirizzata a settori particolarmente a rischio contaminazione. Ma Nguyen ha anche affermato che in un futuro non tanto lontano, gli indumenti potrebbero essere utilizzati anche da persone normali, soprattutto in caso di epidemie locali o per semplici test a casa.

In un altro studio pubblicato su Nature Biotechnology, gli scienziati della Northwestern University hanno sviluppato un piccolo pacemaker cardiaco flessibile che viene completamente assorbito dal corpo una volta che ha soddisfatto il suo utilizzo.

I cardiopatici con esigenze a breve termine, come quelli che si stanno riprendendo da un intervento chirurgico, hanno in genere necessità di pacemaker impiantati solo parzialmente che comunque devono essere alimentati tramite tubi e fili che penetrano nella pelle, aumentando i rischi di infezione o ferimento dovuti al movimento. "Inoltre, quando la stimolazione non è più necessaria", osserva lo studio, "la rimozione del dispositivo impiantato comporta il rischio di danneggiare il tessuto cardiaco".

Il nuovo dispositivo, che i ricercatori hanno testato su vari soggetti animali tra cui topi e cani, è realizzato completamente con materiali bio-riassorbibili e può essere programmato per essere assorbito nel corpo dopo un periodo di tempo specifico. Senza batterie viene alimentato tramite carica wireless.

 

Quando la tecnologia è a disposizione della vita...

 

FONTE: AFP

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Covid e vaccini, gli obiettivi di Figliuolo: 8 italiani su 10 immunizzati a settembre, superamento degli hub e somministrazioni delocalizzate. Feste, discoteche, green pass: cosa potrebbe cambiare

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo indica il piano per l'autunno


Vaccini Italia, in arrivo 5 milioni di dosi. I target di Figliuolo Regione  per Regione - Cronaca

L'80% degli italiani vaccinato entro settembre. Poi l'addio ai grandi hub per tornare alla gestione ordinaria delle somministrazioni attraverso centri capillari, con un maggiore coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacie. Nel frattempo, via all'organizzazione per l'ipotesi della terza dose da somministrare a tutti. Sono gli obiettivi della nuova fase della campagna vaccinale indicati dal commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo.

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il Commissario Figliuolo indica il piano per l'autunno. L'occasione di fare il punto sui primi tre mesi alla guida della struttura commissariale e tracciare le linee di quelli che verranno dopo l'estate, la offre l'audizione alla Camera in Commissione Bilancio, dove è in discussione il decreto Sostegni.

L'obiettivo del generale Figliuolo

Entro il 30 settembre, dice il generale, avremo vaccinato l'80% della popolazione, vale a dire 54,3 milioni di italiani compresi quelli nella fascia tra 12 e 15 anni, per i quali al  momento è autorizzato solo il vaccino di Pfizer, con Moderna che ha chiesto oggi all'Ema l'autorizzazione anche per gli adolescenti. Per raggiungere l'obiettivo di fine settembre, sottolinea però il Commissario, è necessario proseguire sulla strada intrapresa: collaborazione con le Regioni, il cui coinvolgimento è di "vitale importanza", procedure "flessibili" per le prenotazioni ad agosto, mantenere target di almeno 500mila punture al giorno, continuare a "privilegiare" le somministrazioni agli over 60 e ai fragili.

In autunno il superamento degli hub

Con l'autunno servirà invece una nuova strategia. Che parta dal superamento della gestione emergenziale della pandemia. La "poderosa e complessa" macchina della struttura commissariale dovrà "condurre gradualmente" a una gestione ordinaria delle attività sanitarie da parte  delle amministrazioni centrali e locali competenti. Il generale non indica una data ma fa capire la sua idea: un progressivo assorbimento della struttura commissariale nella Protezione Civile, che si occuperà di approvvigionamenti, logistica e distribuzione dei dispositivi e dei vaccini, e restituzione ai territori della gestione di tutti gli aspetti sanitari. 

L'ipotesi di una terza dose

La gestione ordinaria si porta dietro anche il superamento degli hub. Ci sarà, in sostanza, un "graduale ma necessario" passaggio dalle vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata ad un sistema di "vaccinazioni delocalizzate, molto più capillare e prossimo ai cittadini", utilizzando medici di famiglia, pediatri e farmacie. L'ordinarietà va considerata anche alla luce della possibilità di dover procedere ad una terza dose del vaccino. Al momento, la convinzione della maggior parte degli scienziati è che l'immunità abbia una durata di circa un anno e, quindi, è necessario "organizzarci per i richiami" dice il generale, anche alla luce delle varianti che continuano a mutare il virus. 

Sì alle feste private in 7 Regioni

Da oggi, intanto, si allentano ulteriormente le restrizioni anti-Covid. Si torna a far festa in altre quattro Regioni, ora in tutto sette. Ma resta comunque vietato organizzare party in casa o ballare nelle discoteche, che rimangono chiuse almeno per tutto il mese di giugno. Nel rebus delle nuove misure in zona bianca, l'ultima trattativa sul tavolo della politica riguarda la ripartenza del divertimento del popolo della notte. Dopo lo slittamento del coprifuoco a mezzanotte nelle zona gialle, a dividere adesso è il tema del divertimento nella fascia di rischio più bassa.

Attesa sulle discoteche

Nelle prossime ore il Sindacato italiano dei locali da ballo (Silb) incontrerà al ministero della Salute il sottosegretario Andrea Costa, al quale aveva chiesto di essere ascoltato. Stessa richiesta è arrivata dai gestori delle discoteche di 'Asso Intrattenimento' di Confindustria, che potrebbero incontrare Costa nei giorni successivi. Sul tema il ministro Speranza - il quale aveva pur mostrato un'apertura in vista di future valutazioni - resta cauto e non si è ancora pronunciato, ma il pressing del centrodestra, oltre a quello del settore, sale.

"Sì al green pass, ma senza mascherine"

"Proponiamo di ripartire da luglio - spiega il presidente di Asso Intrattenimento, Luciano Zanchi - ma sia chiaro che il nostro lavoro è l'assembramento. La gente viene in discoteca per socializzare perché sono luoghi atti ad accogliere le persone quindi non e' possibile tenere la mascherina in pista, dove si balla e si suda. Siamo assolutamente favorevoli all'entrata con green pass e al tracciamento, quindi entrerebbero nei locali solo persone con anticorpi o comunque risultate negative. E' per questo che sarebbe impossibile rendere obbligatorio l'utilizzo della mascherina".

 

(Fonte: tgcom24)

Covid, Moratti: "La Lombardia sarà la prima regione a raggiungere l'immunità di comunità"

Ottimi risultati in tutte le fasce di età per i vaccini nella regione più colpita dal virus. Parla la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti: "Dati importanti e un segno fondamentale. Obbligo vaccinale? Difficile, ma si può pensare a incentivi e disincentivi"


"Saremo la prima regione a raggiungere l’immunità di comunità. In Lombardia somministriamo regolarmente più di 100mila vaccini al giorno". Così la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, ospite di ‘Mattino Cinque’ su Canale 5.

"Abbiamo un’adesione del 52% sul totale della popolazione" dei 12-29enni in Lombardia, "è un segno fondamentale che va in due direzioni: da una parte la loro libertà e dall'altro la consapevolezza che proteggendo loro stessi proteggono anche le loro famiglie. E poi si va verso un’apertura in sicurezza delle scuole, con la possibilità di tornare in presenza. Il dato di adesione dei giovanissimi è veramente molto importante", ha detto ancora.

"E’ difficile pensare di poter mettere un obbligo, ma è possibile mettere incentivi e disincentivi, come il green pass", per invogliare la popolazione a vaccinarsi contro il Covid, ha poi sottolineato Moratti aggiungendo: "Bisogna ascoltare i medici e i loro consigli. I vaccini offerti sono tutti sicuri perché hanno ottenuto il vaglio dell’Ema e dell’Aifa e i medici sono molto bravi a spiegare".

In vista del ritorno in zona bianca di molte regioni italiane "ci vuole sempre prudenza, bisogna usare le mascherine e gli igienizzanti. Bisogna continuare ad avere responsabilità individuale, ma sono certa che anche con la paura di tornare a periodo chiusura tutti saranno prudenti", ha concluso.

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