updated 10:48 AM UTC, Jul 23, 2021

Covid e vaccini, gli obiettivi di Figliuolo: 8 italiani su 10 immunizzati a settembre, superamento degli hub e somministrazioni delocalizzate. Feste, discoteche, green pass: cosa potrebbe cambiare

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo indica il piano per l'autunno


Vaccini Italia, in arrivo 5 milioni di dosi. I target di Figliuolo Regione  per Regione - Cronaca

L'80% degli italiani vaccinato entro settembre. Poi l'addio ai grandi hub per tornare alla gestione ordinaria delle somministrazioni attraverso centri capillari, con un maggiore coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacie. Nel frattempo, via all'organizzazione per l'ipotesi della terza dose da somministrare a tutti. Sono gli obiettivi della nuova fase della campagna vaccinale indicati dal commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo.

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il Commissario Figliuolo indica il piano per l'autunno. L'occasione di fare il punto sui primi tre mesi alla guida della struttura commissariale e tracciare le linee di quelli che verranno dopo l'estate, la offre l'audizione alla Camera in Commissione Bilancio, dove è in discussione il decreto Sostegni.

L'obiettivo del generale Figliuolo

Entro il 30 settembre, dice il generale, avremo vaccinato l'80% della popolazione, vale a dire 54,3 milioni di italiani compresi quelli nella fascia tra 12 e 15 anni, per i quali al  momento è autorizzato solo il vaccino di Pfizer, con Moderna che ha chiesto oggi all'Ema l'autorizzazione anche per gli adolescenti. Per raggiungere l'obiettivo di fine settembre, sottolinea però il Commissario, è necessario proseguire sulla strada intrapresa: collaborazione con le Regioni, il cui coinvolgimento è di "vitale importanza", procedure "flessibili" per le prenotazioni ad agosto, mantenere target di almeno 500mila punture al giorno, continuare a "privilegiare" le somministrazioni agli over 60 e ai fragili.

In autunno il superamento degli hub

Con l'autunno servirà invece una nuova strategia. Che parta dal superamento della gestione emergenziale della pandemia. La "poderosa e complessa" macchina della struttura commissariale dovrà "condurre gradualmente" a una gestione ordinaria delle attività sanitarie da parte  delle amministrazioni centrali e locali competenti. Il generale non indica una data ma fa capire la sua idea: un progressivo assorbimento della struttura commissariale nella Protezione Civile, che si occuperà di approvvigionamenti, logistica e distribuzione dei dispositivi e dei vaccini, e restituzione ai territori della gestione di tutti gli aspetti sanitari. 

L'ipotesi di una terza dose

La gestione ordinaria si porta dietro anche il superamento degli hub. Ci sarà, in sostanza, un "graduale ma necessario" passaggio dalle vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata ad un sistema di "vaccinazioni delocalizzate, molto più capillare e prossimo ai cittadini", utilizzando medici di famiglia, pediatri e farmacie. L'ordinarietà va considerata anche alla luce della possibilità di dover procedere ad una terza dose del vaccino. Al momento, la convinzione della maggior parte degli scienziati è che l'immunità abbia una durata di circa un anno e, quindi, è necessario "organizzarci per i richiami" dice il generale, anche alla luce delle varianti che continuano a mutare il virus. 

Sì alle feste private in 7 Regioni

Da oggi, intanto, si allentano ulteriormente le restrizioni anti-Covid. Si torna a far festa in altre quattro Regioni, ora in tutto sette. Ma resta comunque vietato organizzare party in casa o ballare nelle discoteche, che rimangono chiuse almeno per tutto il mese di giugno. Nel rebus delle nuove misure in zona bianca, l'ultima trattativa sul tavolo della politica riguarda la ripartenza del divertimento del popolo della notte. Dopo lo slittamento del coprifuoco a mezzanotte nelle zona gialle, a dividere adesso è il tema del divertimento nella fascia di rischio più bassa.

Attesa sulle discoteche

Nelle prossime ore il Sindacato italiano dei locali da ballo (Silb) incontrerà al ministero della Salute il sottosegretario Andrea Costa, al quale aveva chiesto di essere ascoltato. Stessa richiesta è arrivata dai gestori delle discoteche di 'Asso Intrattenimento' di Confindustria, che potrebbero incontrare Costa nei giorni successivi. Sul tema il ministro Speranza - il quale aveva pur mostrato un'apertura in vista di future valutazioni - resta cauto e non si è ancora pronunciato, ma il pressing del centrodestra, oltre a quello del settore, sale.

"Sì al green pass, ma senza mascherine"

"Proponiamo di ripartire da luglio - spiega il presidente di Asso Intrattenimento, Luciano Zanchi - ma sia chiaro che il nostro lavoro è l'assembramento. La gente viene in discoteca per socializzare perché sono luoghi atti ad accogliere le persone quindi non e' possibile tenere la mascherina in pista, dove si balla e si suda. Siamo assolutamente favorevoli all'entrata con green pass e al tracciamento, quindi entrerebbero nei locali solo persone con anticorpi o comunque risultate negative. E' per questo che sarebbe impossibile rendere obbligatorio l'utilizzo della mascherina".

 

(Fonte: tgcom24)

Vaccini anti-Covid, il generale Figliuolo vuole vincere la guerra entro l'estate: "In arrivo 3,5 mln dosi di Pfizer. A giugno la spallata"

Speranza: "Mai più tagli al servizio sanitario. Fase nuova, serve un patto. Il Paese sta per uscire dalla crisi"


"Stiamo distribuendo 3,5 milioni di Pfizer che ci darà modo di partire a giugno. Lo ha detto il commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo inaugurando l'hub vaccinale nella sede di Confindustria a Roma.

"A giugno - ha aggiunto - daremo la spallata" al virus con l'arrivo di oltre 20 milioni di dosi. 

"Non dobbiamo sprecare questa crisi, dobbiamo assumere impegni per il futuro di questo paese e questo significa difendere il Servizio sanitario nazionale con tutte le forze, chiudere la stagione dei tagli e aprire una e di grandi investimenti". Così il ministro della Salute Roberto Speranza all'inaugurazione dell'hub vaccinale nella sede di Confindustria a Roma. "Lo sviluppo economico e sociale del paese - aggiunge - ha nella vittoria della battaglia sanitaria la sua premessa".

Bisogna unire l'Italia, "serve un patto Paese che declini e gestisca questa fare, che speriamo sia l'ultima di un'epidemia che ci ha fatto perdere tante vite umane. Si apre la possibilità di trasformare una crisi in una grande opportunità di ripartenza". Lo dice il ministro della Salute Roberto Speranza intervenendo all'inaugurazione dell'hub nella sede di Confindustria a Roma. "Nessuno ce la fa da solo, non il governo, non il commissario, non un ministro, non le regioni - ha aggiunto - dobbiamo ripartire insieme"

 

(Fonte: Ansa)

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AstraZeneca anche agli under 60? Figliuolo: "Stiamo valutando. I vaccini vanno utilizzati tutti". A breve immunizzati gli atleti che faranno le Olimpiadi

"Vaccineremo a brevissimo gli atleti che devono andare a fare le olimpiadi, perché questo è un segno dell'Italia che riparte". Così il Commissario per l'emergenza Covid, Francesco Figliuolo, all'inaugurazione dell'hub vaccinale allestito al polo acquatico a Roma. Si sta valutando - ha detto Figliuolo - di estendere Astrazeneca alla "classe di età inferiore ai 60, questo sulla base degli studi.

Ne sto parlando con Iss e con il Cts dell'Aifa". "I vaccini vanno impiegati tutti - ha sottolineato Figliuolo - Astrazeneca è consigliato a determinate classi ma l'Ema dice che va bene per tutti. Ci sono effetti collaterali ma sono infinitesimali. Se non impieghiamo tutti i vaccini il ritmo della campagna non raggiunge gli obiettivi nei tempi prefigurati".

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Vaccini, Figliuolo detta le tappe: "Dopo gli over 65 apriamo le somministrazioni a tutte le categorie"

"Si vada a vaccinare poi classi produttive, penso al settore alberghiero", ha detto il commissario per emergenza. "Media over 60 ancora bassa, bisogna premere"


"Dobbiamo premere sulle classi over 60 - per le quali la media di somministrazioni è ancora bassa - e il piano va seguito in maniera ordinata e coerente. Quando avremo messo in sicurezza gli over 65 si può aprire a tutte le classi di età.

Si vada a vaccinare poi classi produttive, penso al settore alberghiero". Cosi il commissario per l'emergenza, Francesco Figliuolo, alla sua visita nell'hub di Porta di Roma.

"Fare la vaccinazioni nelle scuole ai ragazzi? Ci stiamo pensando, come si faceva una volta negli anni '70", ha aggiunto Figliuolo

"Concentriamoci nel mantenere la quota dell'utilizzo del 90% di dosi a disposizione. Non c'è una dose che venga sprecata", afferma il capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, durante la visita all'hub. Concetto che è stato ribadito anche dal Commissario per l'Emergenza Covid.

Vaccini, altri 2,2 milioni di dosi Pfizer. E' il lotto più grande giunto finora in Italia, Regioni verso lo sprint

Sono 2,2 milioni le dosi di vaccino Pfizer che verranno distribuite da oggi alle Regioni/Province autonome. L'afflusso in Italia del vaccino è iniziato nella giornata di ieri e si concluderà oggi, quando - a seguire - partiranno tutte le consegne dirette verso le oltre 200 strutture sanitarie designate dalle Regioni.  "Il lotto di Pfizer è il più consistente in assoluto tra quelli approvvigionati dall'inizio della campagna vaccinale", si legge in una nota il Commissariato all'emergenza.

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Vaccini, Figliuolo a passo di marcia: "Avremo una potenza di fuoco superiore alle 500mila somministrazioni al giorno"

Intervista a "La Stampa" del commissario per l'emergenza che non rinuncia al gergo militare nella guerra al Covid. "Priorità agli anziani. Dobbiamo proteggere i più esposti, se non facessimo di tutto per riuscirci saremmo dei criminali", ha detto il Generale annunciando l'arrivo in Italia di quasi 7 milioni di dosi Pfizer entro giugno. Da qui l'ottimismo per un buon risultato della campagna


 Covid, Figliuolo e Curcio vaccinati con AstraZeneca - Giornale di brescia

"Dobbiamo uscire da questa situazione". In visita a Torino per l'inaugurazione dell'hub vaccinale al Lingotto in un colloquio con "La Stampa" il Generale Figliuolo riflette sul fatto che " anche ieri 469 morti. Dobbiamo venirne fuori. L'età media delle vittime è ottant'anni, ma ora sta scendendo a 65. Bisogna fare in fretta" perciò analizza "lo spirito dell'ordinanza con cui abbiamo imposto la priorità agli anziani, checché ne dica qualche presidente di Regione. Dobbiamo proteggere i più esposti, se non facessimo di tutto per riuscirci saremmo dei criminali".

Per poi annunciare. "In questo trimestre l'Europa avrà 50 milioni di dosi in più di Pfizer, che per l'Italia significa quasi 7 milioni. Circa 670 mila conto di averle entro fine mese, altri 2 milioni e 150 mila a maggio e le restanti 4 milioni a giugno. E' un carico che ci permette di tamponare la situazione e le limitazioni sugli altri vaccini e che ci consentirà di avere 17 milioni di dosi a maggio, una potenza di fuoco superiore alle 500 mila somministrazioni al giorno".

Il Generale è tuttavia convinto che "In queste settimane abbiamo messo a punto la strategia, che è fatta di grandi hub per le città e una rete capillare per le zone remote e per chi è meno fortunato", ma con un obiettivo davanti: "Dobbiamo esaurire gli over 80 e andare rapidi sugli over 70. Ci sono sei regioni che in due o tre giorni chiuderanno il conto con la prima dose per gli ottantenni. Altre, come il Piemonte, seguiranno subito dopo, in cinque o sei giorni".

Dal 10-15 maggio "possiamo partire con le vaccinazioni in azienda. Si andrà in parallelo multiplo. Ora ne parlerò con il premier e con la comunità scientifica: possiamo anche decidere di vaccinare in contemporanea la fascia 30-59 anni. Possiamo pensare di farli tutti insieme, ovviamente dando sempre la priorità a chi è più anziano ma anche valutando le mansioni che ciascuno ricopre, o la sua esposizione al rischio", conclude.

 

(Fonte: Agi)

Meloni: "Basta Dpcm, si ritorni alla normalità della democrazia. Nei contenuti Draghi molto simile a Conte"

La leader di Fratelli d'Italia al Corriere della Sera: "Bene la sostituzione di Arcuri, ma la discontinuità non è una semplice nomina, si vede nei fatti. Noi a disposizione con le nostre proposte"


Giorgia Meloni: "Senza noi all'opposizione l'Italia come la Corea del Nord"

"Basta Dpcm, si torni alla normalità della democrazia". E' questo il pensiero di Giorgia Meloni dopo il varo del nuovo Dpcm del governo Draghi con le misure anti Covid valide dal 6 marzo al 6 aprile.

“Accolgo il segnale positivo e ribadisco che saremo a disposizione con le nostre proposte. Ma per ora nei contenuti quello che Draghi sta facendo mi sembra molto simile a quello che faceva Conte. A partire dall’ennesimo Dpcm che tutti speravamo di non vedere più. La discontinuità non è una semplice nomina, si vede nei fatti", dice la leader di Fratelli d'Italia in un’intervista al Corriere della Sera.

Meloni plaude alla sostituzione di Domenico Arcuri, dicendo che "è stata tra le prime cose che ho chiesto al capo del governo. Noi mandammo subito a Draghi documenti e dossier sull’opacità e i disservizi della gestione commissariale, che ha avuto punte surreali come sul caso delle mascherine ma anche con lo scandalo dei padiglioni vaccinali con i fiori, che giustamente Draghi ha bocciato. Benissimo, ma è il minimo sindacale".

"So che ci vuole tempo, e apprezzo che qualche passo si sia compiuto", riconosce Meloni, che riguardo le nomine del nuovo capo della Protezione Civile Curcio, di quello per l’emergenza, il generale Figliuolo, e di Gabrielli ai servizi afferma che “la provenienza non è di per sé garanzia di successo per ruoli così delicati, ma le persone scelte sono certamente di assoluta rilevanza nel proprio campo e siamo a loro disposizione. Speriamo possano rompere finalmente i ponti col passato”.

“Vedo ancora segnali preoccupanti – rimarca -. Agire ancora con Dpcm come si è appena fatto anziché coinvolgere il Parlamento è il contrario di ciò che ci aspettavamo. Ormai l’emergenza dopo un anno è diventata quasi ‘normalità’. Bisogna tornare alle procedure ordinarie in democrazia. È presto, ma nei fatti per ora, domina la continuità con le politiche di Conte. D’altronde se si confermano ministri del precedente governo in posti chiave, come Speranza alla Salute, che scarto ci si può attendere? Mi aspettavo e mi aspetto ancora che si cambi la politica surreale delle chiusure a cena dei ristoranti aperti a pranzo mentre si consente che gli anziani si accalchino in file vergognose per il vaccino anziché prevedere un servizio efficiente a domicilio, visto che sono la categoria più fragile e colpita. Mi aspetto che si affronti il tema che poniamo da un anno dei mezzi pubblici strapieni, vero vettore di contagio, altro che le palestre. Mi aspetto trasparenza sui dati del Cts, che limitano le libertà individuali. E che si cambi quello che non ha funzionato, visto che dopo un anno stiamo ancora in emergenza come nel marzo scorso”.

Bassetti spietato: "Piano vaccinale completamente fallito. Bisognava seguire esempi virtuosi come quello di Israele"

Durissimo commento di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria, all'Adnkronos Salute: "Ci sono ritardi su tutta la linea e anche se arriveranno i vaccini non vedo un'organizzazione pronta a vaccinare milioni di persone"


Arcuri “manca elenco sedi vaccini”/ Poi incolpa Regioni: “vaccinate 65mila  al giorno”

"Sono stato tra i primi critici della campagna vaccinale quando fu annunciata e lo sono, oggi, ancora di più. Vedo che la capacità di reazione del Paese e della struttura commissariale non è adeguata: il piano 'A' di vaccinare 40 mln di italiani a settembre, annunciato tempo fa, è fallito. Ed non è decollato nemmeno quello 'B' di mettere in sicurezza gli anziani vaccinandoli a gennaio. Ci sono ritardi su tutta la linea e anche se arriveranno i vaccini non vedo un'organizzazione pronta a vaccinare milioni di persone". Lo sottolinea all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria.

"Mi chiedo perché non abbiamo seguito gli esempi di campagna vaccinali virtuose come ha fatto Israele - chiosa Bassetti - Già a ottobre-novembre sono partiti con una campagna di informazione sui vaccini che ha spronato l'incredibile numero di immunizzazioni fatte in poco tempo. Noi dovremmo puntare anche sulle farmacie, sui medici di famiglia, sui medici del lavoro delle grandi aziende, solo così nel giro di poco tempo si possono immunizzare milioni di persone".

 

(Fonte: Adnkronos)

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