updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

Vaccini anti-Covid: in arrivo 5 milioni di dosi nei prossimi 10 giorni. Vicino l'obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno

Tra il 27 di aprile e il 5 di maggio arriveranno in Italia 5 milioni di dosi di vaccino. Lo afferma l'ufficio del commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo indicando i nuovi "target crescenti" per le regioni nel periodo 23-29 aprile che consentiranno, se rispettati, di arrivare all'obiettivo di 500 mila somministrazioni al giorno entro la fine di aprile.

L'81,21% degli over ottanta e il 45,19% degli appartenenti alla fascia 70-79 anni ha ricevuto almeno una dose di vaccino, secondo quanto riporta il report settimanale del governo sulla campagna vaccinale, aggiornato a questa mattina e dal quale emerge che un over 80 su due - il 53,82% - è stato vaccinato anche con il richiamo.

Sono invece il 94,93% gli ospiti delle Rsa che hanno avuto almeno una dose.

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Riaperture, Speranza: "Dobbiamo essere prudenti per avere un'estate di ripresa e rinascita". E sui vaccini... - (VIDEO)

"Dobbiamo essere tempestivi nelle chiusure quando serve e abbiamo il dovere di costruire una road map per l'allentamento delle misure sempre approvate all'unanimità dal Consiglio dei ministri". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, aprendo un capitolo dedicato alle possibili riaperture in Italia durante l'informativa urgente alla Camera sulla campagna vaccinale contro Covid-19 - (VIDEO)


Nuovo Dpcm, Roberto Speranza: 'Serve dire la verità al Paese'

"In questo periodo di transizione, soprattutto nei prossimi due mesi, dobbiamo muoverci con senso di responsabilità. La prudenza  e un accorto gradualismo nelle riaperture, è il più forte investimento che possiamo realizzare per una estate di ripresa e rinascita". Lo ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, nel corso dell’informativa in aula alla Camera sull'aggiornamento della campagna vaccinale. 

"Dall’esperienza di questi mesi abbiamo imparato che i tempi delle decisioni nel contrasto al virus sono determinanti. Bisogna essere tempestivi nelle chiusure e non sbagliare tempi e modi delle riaperture - ha avvertito - per non vanificare rapidamente i sacrifici fatti".

 "Certo - ha aggiunto - va data risposta alle preoccupazioni degli italiani, alla crescita intollerabile delle nuove povertà, alle difficoltà delle imprese e dei lavoratori. Ma non esistono risposte semplici a problemi complessi con un elevato numero di variabili".

Secondo il ministro "Non ci possono essere dubbi o esitazioni. solo vaccinando decine di milioni di italiani riconquisteremo le nostre libertà e sarà possibile una duratura ripresa economica". 

 "Le misure adottate stanno funzionando - ha sottolineato - mentre in altri paesi europei, penso ad esempio alla Germania, si registra, purtroppo, un nuovo peggioramento della situazione, in Italia per la terza settimana consecutiva scende l’incidenza e l’RT sui casi sintomatici è pari a 0,92 (0,82 - 1,01)". 

Speranza ha ribadito che "Ogni nostra scelta, anche sui vaccini, è da sempre guidata dall’evidenza scientifica e dal principio di precauzione".

 "È un tratto distintivo della nostra cultura scientifica e delle buone pratiche della sanità pubblica italiana - ha proseguito - da questo orientamento di fondo non ci siamo mai spostati nemmeno di un millimetro. Abbiamo sempre deciso sulla base delle evidenze scientifiche, delle informazioni in nostro possesso, di concerto con Ema e Aifa"

È una garanzia per tutti i cittadini europei - ha concluso - che, con la farmacovigilanza, vengano costantemente monitorate l’efficacia dei vaccini e le eventuali reazioni avverse. È un tratto di serietà che dobbiamo rivendicare, perché testimonia il rigore scientifico e il senso di responsabilità con cui lavoriamo per il bene dei cittadini". 

Vaccini, stop per rari casi di trombosi, il professor Galli duro: "Un errore che farà tanti morti. Sputnik per me è buonissimo"

L'infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano critica severamente la sospensione delle somministrazioni da parte di alcuni Paesi di AstraZeneca e Johnson&Johnson: "Si deve accettare il concetto che, nell'ambito di milioni di vaccinati, possono emergere delle 'magagne', chiamiamole così". E promuove il siero russo


Covid, 55 nuovi casi positivi e nessun decesso | laRegione

Sospendere la somministrazione del vaccino anti Covid per rari casi di trombosi, come successo con AstraZeneca e Johnson & Johnson, è "un errore che farà molti morti". Così Massimo Galli, infettivologo dell'ospedale Sacco e dell'università Statale di Milano, interviene ad 'Agorà' su Rai3 dopo l'ultimo stop deciso in Usa per il prodotto di Janssen, il cui lancio è stato rimandato anche in Europa.

"Si deve accettare il concetto che, nell'ambito di milioni di vaccinati, possono emergere delle 'magagne', chiamiamole così. E queste magagne bisogna capire se sono da vaccino oppure no. E comunque, nella loro dimensione, non devono far cessare una campagna vaccinale la mancata esecuzione della quale certamente si può associare e si assocerà a molti morti", dice Galli.

"Anche quello russo", lo Sputnik V, "che secondo me è un buonissimo vaccino - sottolinea l'esperto - potrebbe, utilizzato in milioni di persone, cosa che non è ancora successa, avere come tutti gli altri, e sottolineo come tutti gli altri, qualche magagna".

Ma fermare una campagna di immunizzazione per un evento raro al momento neppure correlato con certezza alla vaccinazione, secondo Galli è un errore e costerà delle vite. "Ricordo quanti morti abbiamo già avuto in Italia", oltre 115mila. "Ho anche smesso di fare la conta - dice il medico - perché non ne posso più della conta dei morti".

"Questo tipo di problematiche", ossia le trombosi rare segnalate dopo la somministrazione dei vaccini anti-Covid di AstraZeneca e Janssen, "si sono viste soprattutto nel sesso femminile e soprattutto in una fascia d'età" giovanile. Allora "in fase prudenziale escludiamo quelle fasce, perché allargando la prudenza avremo un rallentamento" delle immunizzazioni che causerà più infezioni e più morti, e che "ci costringerà a rallentare le aperture", dice ancora Galli, che auspica "limitazioni molto precise" nel caso in cui si decida anche per il vaccino J&J di restringere le somministrazioni a particolari categorie.

"Se, come pare, questo tipo di situazione", questi eventi tromboembolici rari, "riguarda una particolare fascia d'età e soprattutto il sesso femminile - ragiona l'esperto - potrebbero essere date indicazioni togliendo per il momento dalla somministrazione quella fascia d'età e il sesso femminile. Questa potrebbe essere la soluzione intermedia più favorevole", vale a dire 'restringere le restrizioni' il più possibile.

Perché "certamente - avverte il medico - più limitiamo l'utilizzo di determinati vaccini che erano previsti in senso più ampio, più rallentiamo un processo di vaccinazione dal quale dipende la possibilità vera di riaperture e la soluzione del problema. Non ci sono dubbi rispetto a questo".

 

(Fonte: Adnkronos)

 

 
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Vaccini, Figliuolo a passo di marcia: "Avremo una potenza di fuoco superiore alle 500mila somministrazioni al giorno"

Intervista a "La Stampa" del commissario per l'emergenza che non rinuncia al gergo militare nella guerra al Covid. "Priorità agli anziani. Dobbiamo proteggere i più esposti, se non facessimo di tutto per riuscirci saremmo dei criminali", ha detto il Generale annunciando l'arrivo in Italia di quasi 7 milioni di dosi Pfizer entro giugno. Da qui l'ottimismo per un buon risultato della campagna


 Covid, Figliuolo e Curcio vaccinati con AstraZeneca - Giornale di brescia

"Dobbiamo uscire da questa situazione". In visita a Torino per l'inaugurazione dell'hub vaccinale al Lingotto in un colloquio con "La Stampa" il Generale Figliuolo riflette sul fatto che " anche ieri 469 morti. Dobbiamo venirne fuori. L'età media delle vittime è ottant'anni, ma ora sta scendendo a 65. Bisogna fare in fretta" perciò analizza "lo spirito dell'ordinanza con cui abbiamo imposto la priorità agli anziani, checché ne dica qualche presidente di Regione. Dobbiamo proteggere i più esposti, se non facessimo di tutto per riuscirci saremmo dei criminali".

Per poi annunciare. "In questo trimestre l'Europa avrà 50 milioni di dosi in più di Pfizer, che per l'Italia significa quasi 7 milioni. Circa 670 mila conto di averle entro fine mese, altri 2 milioni e 150 mila a maggio e le restanti 4 milioni a giugno. E' un carico che ci permette di tamponare la situazione e le limitazioni sugli altri vaccini e che ci consentirà di avere 17 milioni di dosi a maggio, una potenza di fuoco superiore alle 500 mila somministrazioni al giorno".

Il Generale è tuttavia convinto che "In queste settimane abbiamo messo a punto la strategia, che è fatta di grandi hub per le città e una rete capillare per le zone remote e per chi è meno fortunato", ma con un obiettivo davanti: "Dobbiamo esaurire gli over 80 e andare rapidi sugli over 70. Ci sono sei regioni che in due o tre giorni chiuderanno il conto con la prima dose per gli ottantenni. Altre, come il Piemonte, seguiranno subito dopo, in cinque o sei giorni".

Dal 10-15 maggio "possiamo partire con le vaccinazioni in azienda. Si andrà in parallelo multiplo. Ora ne parlerò con il premier e con la comunità scientifica: possiamo anche decidere di vaccinare in contemporanea la fascia 30-59 anni. Possiamo pensare di farli tutti insieme, ovviamente dando sempre la priorità a chi è più anziano ma anche valutando le mansioni che ciascuno ricopre, o la sua esposizione al rischio", conclude.

 

(Fonte: Agi)

Pd-M5S, incontro tra Letta e Crimi: si rafforza l'asse giallorosso per le comunali. "Proseguire il percorso comune e stop a cambi di casacca". Aspettando Conte...

Faccia a faccia questa mattina a Roma tra il capo politico del Movimento 5 Stelle, Vito Crimi, e il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta. Tra i temi toccati l'emergenza Covid, le riaperture e le prossime elezioni amministrative


Un ballista d'acciaio": così i 5S insultavano Letta - IlGiornale.it

Il segretario del Pd Enrico Letta ha incontrato il capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi. E quello tra i due, spiegano fonti del M5S, è stato un "confronto positivo e cordiale, nel corso del quale è stata ribadita da entrambe le parti la volontà di proseguire nel percorso comune avviato già a partire dal governo Conte II".

L'avvocato Borrè contro Crimi: "Espulsioni dei senatori M5S illegittime" -  IlGiornale.it

Nell'incontro si è parlato anche delle prossime elezioni amministrative, rispetto alle quali "da parte del Movimento è stata ribadita la volontà di collaborare sui territori e nelle amministrazioni locali, come dimostrato anche recentemente dall'ingresso di un portavoce M5s nelle giunte di Lazio e Puglia, laddove dovessero crearsi le condizioni. Qualora ciò non dovesse avvenire - viene aggiunto - ciò non inciderebbe sul percorso comune già avviato".

 Secondo quanto si apprende, durante il colloquio, avvenuto presso la sede di Arel e durato oltre un'ora, la principale questione affrontata sarebbe stata anche quella relativa all'emergenza Covid e in particolare, fanno sapere fonti del M5S, "sulle risposte sanitarie ed economiche in atto e quelle da adottare, e il tema delle riaperture. È stato fatto il punto su come sostenere nelle prossime settimane il governo nel proseguo della campagna vaccinale e rispetto a imprese e famiglie". Altro argomento toccato, spiegano le stesse fonti, è stato quello dei meccanismi parlamentari e di alcune correzioni che vengono ritenute opportune, al fine di porre fine a storture, come quella del dilagante fenomeno dei cambi di casacca.

 

(Fonte Ansa)

"Smettiamola di vaccinare psicologi di 35 anni". Draghi fa infuriare la categoria: "Battuta infelice, stiamo offrendo supporto a persone disperate" (VIDEO)

"Il rischio di decesso è massimo per coloro che hanno più di 75 anni, quindi bisogna vaccinare prioritariamente i più anziani. Figliuolo uscirà con una direttiva sulle regioni, smettetela di vaccinare chi ha meno di 60 anni, i giovani, i ragazzi, psicologi di 35 anni". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Draghi, nel corso della conferenza stampa di ieri a Palazzo Chigi. Gli psicologi non l'hanno presa bene: ecco come hanno reagito


Linee guida Archivi - Ordine degli Psicologi del Lazio

"Caro Presidente Draghi, le confesso che ho trovato la sua battuta, in occasione della conferenza stampa di ieri, sugli psicologi di 35 anni che bisognerebbe smettere di vaccinare un inciampo infelice e irrispettoso di una categoria che sta offrendo supporto psicologico a centinaia di migliaia di persone. Persone angosciate, ansiose, alcune disperate perché hanno perso familiari, lavoro e identità". Lo ha dichiarato Federico Conte, presidente dell’Ordine degli Psicologi del Lazio, in una nota.

"I colloqui di supporto psicologico - ha spiegato Conte - si svolgono a distanza, ma anche in presenza, perché curare le relazioni attraverso una videocamera non sempre è possibile, né rappresenta la scelta migliore. Gli psicologi lavorano in studi, mediamente piccoli, dove respirano per un’ora la stessa aria, per poi far uscire un paziente e, subito dopo, farne entrare un altro. Un collega proprio ieri mi diceva che la scorsa settimana ne ha ricevuti 58 in cinque giorni. Ci sono poi gli psicologi che lavorano dando supporto ai medici e agli infermieri che curano i malati Covid, e che non ne possono più di questa situazione. Ma ci sono anche gli sono psicologi che lavorano nelle Rsa, o nelle scuole, e quelli che lavorano con le persone con disabilità, o con i malati oncologici. Il vaccino, credo sia evidente, non serve allo 'psicologo di 35 anni', ma ai suoi pazienti, che spesso sono pazienti fragili".

"Non abbiamo ancora i dati - ha proseguito il presidente dell’Ordine - ma la percezione è che la domanda di intervento psicologico sia esplosa negli ultimi mesi, in una condizione di assoluta inadeguatezza del sistema sanitario nazionale. Ciò nonostante, ognuno di noi sta cercando di fare il meglio che può in una situazione oggettivamente complessa. Tra l’altro, l’obbligo di vaccinazione agli psicologi lo ha imposto il governo con il Dl 44/2021 della scorsa settimana, in cui ha stabilito che 'la vaccinazione costituisce requisito essenziale all’esercizio della professione' e che il rifiuto della vaccinazione 'determina la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni'. Nessuno vuole una medaglia, ma un minimo di rispetto credo sia dovuto".

Consiglio nazionale Psicologi: "Governo informi sé stesso"

La nota di Federico Conte arriva all'indomani di quella del Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi che invitava il governo a informare sé stesso. "Può capitare - si leggeva nella nota a firma del presidente David Lazzari - di essere ottimi tecnici ma non brillare come comunicatori. Sorprendono infatti le affermazioni del presidente Draghi che nella sua conferenza stampa ha parlato di giovani psicologi che si fanno vaccinare scavalcando le persone anziane. Sorprendente da molti punti di vista: perché nessuno di noi ha chiesto di avere priorità, è stato il Governo a decidere le priorità vaccinali, ed in queste sono state incluse tutte le professioni sanitarie. Perché addirittura l'ultimo Decreto trasforma la facoltà in obbligo, esteso a tutti gli iscritti agli Ordini sanitari. Perché queste priorità e questi obblighi non sono determinati dal fine di proteggere i sanitari ma le persone, bambini e adulti, da loro seguiti".

"E allora, signor Presidente - continuava Lazzari -, le dico che non ci sono solo gli Psicologi del SSN, ma ci sono le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano nella scuola per sostenere il disagio determinato da un anno di scuole chiuse; ci sono, signor Presidente, le migliaia di di psicologhe e psicologi che lavorano con soggetti fragili, bambini diversamente abili, con problemi di sviluppo e con le loro famiglie; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che lavorano con gli anziani, RSA, malati oncologici, persone con patologie croniche, nel fine vita; ci sono, signor Presidente, le migliaia di psicologhe e psicologi che sono a fianco delle tante, troppe persone, che non ricevendo risposte dal pubblico per la mancanza scandalosa di psicologi, si rivolgono al privato".

"Come li vogliamo considerare, signor Presidente, queste decine di migliaia di professionisti della salute psicologica? Ma soprattutto, come vogliamo considerare - recitava la nota - i bambini, i giovani, le donne, gli uomini, gli anziani, che stanno aiutando e che non sono vaccinati o non possono esserlo? Persone che non meritano nessuna protezione? Le persone che in Italia, ogni giorno, hanno bisogno di un aiuto psicologico sono un popolo. Un popolo al quale sinora il Governo non ha dato risposte. Ora vogliamo dire che tutti quelli che chiedono aiuto ad uno psicologo non sono meritevoli di protezione?", la domanda a conclusione della lettera a Draghi.

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Vaccini, il caso AstraZeneca complica i piani. Perplessità su indicazioni e contraddizioni, fioccano le disdette. Regioni in agitazione, ma Draghi tira dritto sulle 500 mila dosi al giorno

L'uso del vaccino AstraZeneca in Italia è raccomandato sopra i 60 anni, ma non vietato negli under 60. La decisione è arrivata dopo il responso dell'Ema che ha parlato di un possibile nesso tra questo vaccino e rare forme di trombosi. Ma le regioni vanno all'attacco e chiedono indicazioni chiare a governo e Cts. In alcune regioni si sono riscontrate disdette del vaccino anglo-svedese da parte dei cittadini fino al 40%


Covid, Locatelli: "Siamo a ridosso del picco, la crescita decelera. Vaccino  Astrazeneca usato su milioni di persone, è sicuro ed efficace" - Il Fatto  Quotidiano

Franco Locatelli, presidente del Cts: "Via libera alla seconda dose"

E' un nuovo stop and go, che rischia però di far deragliare il piano vaccinale. La decisione dell'Europa, dunque del governo italiano, di raccomandare le dosi del vaccino AstraZeneca agli over 60, 'scudando' i più giovani con Pfizer, Moderna e J&J, rischia di alimentare lo scetticismo verso il vaccino di Oxford. Con circa due milioni di dosi AstraZeneca che ancora giacciono nei frigo e oltre un milione e duecentomila persone, tra docenti e forze dell'ordine, che attendono la seconda dose a maggio e che ora non sanno come andrà a finire.

A chiedere chiarezza per loro, durante l'incontro con le Regioni, il governatore veneto Luca Zaia, che vuole "indicazioni certe", "no a confusione o fai da te", intima. Il ministro della Salute Roberto Speranza rassicura, una circolare con delle indicazioni chiare verrà scritta a breve. Le Regioni, è il messaggio del governo, non procederanno in ordine sparso. Il cambio di rotta segna, comunque, un'innegabile inversione a U, visto che a inizio campagna AstraZeneca veniva riservato proprio ai meno anziani. Anche la Gran Bretagna è stata costretta a tornare sui suoi passi, seppur parzialmente. Dopo aver difeso a spada tratta il vaccino di Oxford ora eviterà di darlo agli under 30. Dagli States, invece, il virologo della Casa Bianca Anthony Fauci mette in chiaro che gli Usa non hanno bisogno del vaccino anglo-svedese perché dispongono di tre sieri eccellenti che basteranno per tutti.

A Palazzo Chigi non si scompongono. Il premier Mario Draghi, assicurano i beninformati, è deciso a centrare l'obiettivo delle 500mila dosi al giorno entro fine aprile. Il piano vaccinale andrà rimodulato, ma lo sarà in modo da non subire rallentamenti, è il messaggio di fiducia che rimbalza. Il commissario Francesco Paolo Figliuolo mette in chiaro: la raccomandazione su AstraZeneca non avrà impatto sul piano vaccinale. Da domani le dosi del vaccino anglo-svedese andranno alla fascia tra i 60 e i 79 anni. Insomma, nella war room del piano vaccinale si tira dritto. La nuova raccomandazione per AstraZeneca "non dovrebbe incidere più di tanto: di fatto è un incentivo a vaccinare di più gli over 60", fanno notare all'Adnkronos fonti di governo. Ma le Regioni chiedono a gran voce "più dosi e certezze sulle forniture", e il piano vaccinale torna ad infiammare il dialogo tra i governatori e Palazzo Chigi.

Si tratta di un tema, per giunta, legato a doppio nodo con un altro dossier sensibile, quello delle riaperture, oggi al centro di un nuovo confronto con le Regioni a cui parteciperà anche il presidente del Consiglio. All'ordine del giorno, in realtà, c'è il Recovery plan, ma i governatori hanno già fatto sapere che chiederanno chiarimenti e certezze sulle date per tornare a tirare su le saracinesche. E la condizione sine qua non per farlo - ribadiscono da Palazzo Chigi - è innanzitutto che la campagna vaccinale sia a buon punto, soprattutto per anziani e fragili, le categorie più a rischio. Il report delle vaccinazioni, al momento, segna un totale di quasi 11,7 milioni di somministrazioni, per un totale di 3,6 milioni di cittadini che hanno ricevuto le due dosi. Di queste quasi 4 milioni sono targate AstraZeneca.

Vaccini anti-Covid, Ema su AstraZeneca: "Nessun nesso con i casi di trombosi". Pfizer: "Sicurezza ed efficacia del 100% su 12-15enni"

L'agenzia europea del farmaco: "L'età non è un fattore specifico di rischio". Israele pronto a vaccinare gli adolescenti


Vaccino AstraZeneca sospeso in Italia dall'Aifa: stop anche in Emilia  Romagna - Cronaca

"Un nesso causale con il vaccino" anti-Covid di AstraZeneca, per i casi di trombosi rare segnalati dopo la somministrazione, "non è dimostrato, ma è possibile e ulteriori analisi stanno continuando". Lo ribadisce l'Agenzia europea del farmaco Ema, informando che il comitato di farmacovigilanza Prac si riunisce oggi nell'ambito della revisione su questi episodi "molto rari di trombosi insolite associate a un basso numero di piastrine, in persone vaccinate con Vaxzevria", il nuovo nome attribuito al farmaco. "Sulla base di tutti i dati attualmente disponibili", il Prac dovrebbe emettere una raccomandazione aggiornata" sul vaccino anti-Covid di AstraZeneca "durante la sua riunione plenaria di aprile, in programma dal 6 al 9"

"Al momento la revisione" in corso sulla sicurezza del vaccino "non ha identificato alcun fattore di rischio specifico, come l'età, il sesso o una precedente storia medica di disturbi della coagulazione", per gli "eventi molto rari" di trombosi anomale segnalate dopo la somministrazione del prodottoì

"Lunedì 29 marzo l'Ema ha convocato una riunione del gruppo di esperti" costituito "ad hoc per fornire ulteriori contributi alla valutazione in corso - ricorda l'ente regolatorio Ue - Esperti esterni indipendenti", afferenti a un'ampia "gamma di specialità mediche, inclusi ematologi, neurologi ed epidemiologi, hanno discusso aspetti specifici come possibili meccanismi" di queste trombosi rare, "se è possibile identificare fattori di rischio sottostanti, e quali dati aggiuntivi sono necessari per caratterizzare ulteriormente gli eventi osservati e il rischio potenziale. Il risultato di questa riunione sarà discusso dal Prac e contribuirà alla valutazione in corso".

"Come comunicato il 18 marzo, l'Ema ritiene che i benefici del vaccino di AstraZeneca nella prevenzione di Covid-19, con il pericolo associato di ospedalizzazione e morte, superino i rischi di effetti collaterali". Ciò confermato, "maggiori informazioni e consigli per gli operatori sanitari e la popolazione sono disponibili nelle informazioni sul prodotto" rivolte sia al pubblico nel foglietto illustrativo sia ai sanitari nella scheda tecnica, chiarisce l'agenzia, sottolineando che "le persone vaccinate dovrebbero essere consapevoli della remota possibilità che si verifichino" episodi "molto rari" di trombosi anomale.

"Se presentano sintomi indicativi di problemi di coagulazione, come descritto nelle informazioni sul prodotto", i vaccinati "devono rivolgersi immediatamente a un medico e informare gli operatori sanitari della loro recente vaccinazione".


Vaccino Pfizer "sicuro su 12-15enni, efficacia al 100%"

HSA Approves Pfizer Vaccine In S'pore, They'll Be Free For S'poreans &  Long-Term Residents

I dati del trial clinico in corso. L'Ad Pfizer: "Nessuna evidenza di calo protezione contro le varianti"

Il vaccino Pfizer - BionTech si è rivelato "sicuro ed efficace" negli adolescenti dai 12 ai 15 anni, secondo i dati del trial clinico in corso su circa 2-300 giovani. Tanto che le due aziende puntano al suo possibile utilizzo già dal prossimo anno scolastico. Ad annunciare i risultati sono stati Pfizer e BionTech, spiegando, in una nota congiunta, che sottometteranno i dati all'ente regolatore Usa, la Food and Drug Administration (Fda), nelle prossime settimane.

Il vaccino, sottolineano, è risultato "efficace del 100% nel prevenire la malattia sintomatica, emerge dal trial, e ha innescato una risposta immunitaria anche più robusta di quella vista nei giovani adulti". Al momento il vaccino è autorizzato per l'uso di emergenza dai 16 anni in su.

Ad Pfizer: "No segni calo protezione vaccino contro varianti"

"Sappiamo che la corsa di Covid continua e che potremmo dover ottimizzare ulteriormente i vaccini. Riguardo alle varianti, le ricerche continuano. Abbiamo letto della comunicazione del presidente dei virologi italiani, Arnaldo Caruso, secondo cui il vaccino è in grado di neutralizzare tutte le varianti. E' quello che stiamo leggendo anche da ricerche indipendenti, ma le nostre ricerche continuano. Anche se non abbiamo evidenze che le varianti circolanti esitino in una perdita di protezione da parte del nostro vaccino, vogliamo essere pronti per diversi scenari". Lo ha assicurato Paivi Kerkola, presidente e amministratore delegato di Pfizer, amministratore delegato di AstraZeneca Italia, parlando del vaccino anti Covid prodotto dall'azienda anglo-svedese oggi durante un webinar promosso dall'American Chamber of Commerce in Italia (AmCham).

"Stiamo facendo i passi necessari, facendo i giusti investimenti e avviando discussioni anche per un richiamo del vaccino se necessario. Stiamo lavorando per quello che il futuro potrebbe portarci. Ed è il motivo per cui Pfizer e BioNTech hanno scelto la tecnologia mRna perché è flessibile, e le modifiche al vaccino sono possibili anche entro cento giorni". L'impegno, ha ripetuto più volte Kerkola, è enorme sul fronte produttivo. "Pensate che fino all'anno scorso Pfizer sviluppava circa 200 milioni di vaccini nel mondo. Ora la promessa per quest'anno è di produrre 2 miliardi di dosi di vaccino. Sarebbe un salto enorme per qualunque azienda".

Vaccinazioni anti-Covid a rilento, i sindacati presentano esposto in  Procura | Calabria7

Israele: dopo ok Fda vaccinerà adolescenti

Israele prevede intanto di somministrare il vaccino anti-Covid messo a punto da Pfizer/BioNTech ai giovani di età compresa tra 12 e 15 anni previa approvazione della Food and Drug Administration (Fda). Lo ha annunciato sui social il ministro israeliano della Salute, Yuli Edelstein, dopo l'annuncio di Pfizer e Biontech, precisando che la richiesta di autorizzare il vaccino per l'uso di emergenza sarà sottoposta alla Fda nelle prossime settimane.

"L'annuncio della Pfizer è una notizia fantastica - ha dichiarato Edelstein, citato dal 'Jerusalem Post' - Ora non resta altro da fare che una rapida approvazione di più acquisti di vaccini (da parte di Israele, ndr), così da poter essere pronti a vaccinare immediatamente dopo l'approvazione della Fda".

 
(Fonte: Adnkronos)
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