updated 10:48 AM UTC, Jul 23, 2021

Covid, la "minaccia" di Confindustria: "Senza Green pass a rischio lavoro e salario"

Chi non si immunizza rischia il cambio di mansioni (con lavoro da remoto, se possibile) o la sospensione dello stipendio. L'ipotesi in una lettera al governo firmata dal direttore generale di viale dell'Astronomia, Francesca Mariotti


Confindustria Emilia-Romagna: aspettative di crescita per produzione e  ordini, il sistema produttivo regionale mostra capacità di reazione -  RavennaNotizie.it

Bisogna rendere obbligatorio il green pass, a tutela della salute degli stessi lavoratori e per consentire lo svolgimento dei processi produttivi nel rispetto delle libertà individuali. Senza il certificato, infatti, le aziende potrebbero arrivare finanche a non ammettere il dipendente al lavoro, con sospensione anche del salario.

È questo il senso di una lettera interna del direttore generale di Confindustria Francesca Mariotti, indirizzata al sistema e rivelata da alcuni organi di stampa. Nella lettera, si spiega infatti che "l'esibizione di un certificato verde valido dovrebbe rientrare tra gli obblighi di diligenza, correttezza e buona fede su cui poggia il rapporto di lavoro. In diretta conseguenza di ciò, il datore, ove possibile, potrebbe attribuire al lavoratore mansioni diverse da quelle normalmente esercitate, erogando la relativa retribuzione; qualora ciò non fosse possibile, il datore dovrebbe poter non ammettere il soggetto al lavoro, con sospensione della retribuzione in caso di allontanamento dell'azienda".

Ciò detto, viene fatto anche presente che Confindustria sta lavorando ad una proposta normativa per l'estensione dell'utilizzo del green pass per accedere ai contesti aziendali. Una proposta che "costituisce, dopo la disponibilità alle vaccinazioni nei luoghi di lavoro, un ulteriore contributo delle imprese a tutela della salute pubblica".

Illustrando la proposta di Confindustria, nella lettera il direttore generale sottolinea che "nonostante la campagna vaccinale nazionale abbia registrato finora un buon andamento, numerose imprese associate hanno segnalato la presenza di percentuali consistenti di lavoratori che scelgono liberamente di non sottoporsi alla vaccinazione anti-COVID19, esponendo di fatto a un maggior rischio di contrarre il virus se stessi e la pluralità di soggetti con cui, direttamente o indirettamente, entrano in contatto condividendo in maniera continuativa gli ambienti di lavoro".

La premessa fa riferimento ad un quadro pandemico che "torna a registrare in questi giorni un incremento dei contagi, associato al diffondersi, in Europa e in Italia, di varianti del virus particolarmente aggressive". "Gli strumenti di contenimento della pandemia più evoluti - in primis la vaccinazione - risulteranno fondamentali per evitare la reintroduzione di misure restrittive delle libertà personali e per lo svolgimento delle attività economiche". 

 

(Fonte: Agi)

Covid, tra 4-5 giorni in Lombardia "immunità di comunità"

La vicepresidente e assessore al Welfare, Letizia Moratti: "Sono 4.554.741 i cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale, il 96% degli aderenti ha ricevuto almeno una dose di vaccino, il 65,7% ha la copertura completa"


In queste classi di 30-40 anni dopo ritrovarsi uniti per la vaccinazione
Tra martedì e mercoledì 21 luglio la Lombardia potrà raggiungere la cosiddetta "immunità di comunità". Dai dati dalla Direzione Welfare di Regione Lombardia, dato che la media giornaliera delle prenotazioni degli ultimi sette giorni è di 14.848 persone, per arrivare a 7 milioni di persone, il 70% della popolazione coperta (quota fissata per il raggiungimento dell'immunità di gregge) occorrono in media ancora 4,7 giorni. Nel frattempo, come fa sapere la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione, Letizia Moratti, "sono 4.554.741 i cittadini che hanno completato il ciclo vaccinale, il 96% degli aderenti ha ricevuto almeno una dose di vaccino, il 65,7% ha la copertura completa".

Nuovi contagiati Covid, la maggior parte sono persone non vaccinate

È quanto emerge dal report esteso settimanale pubblicato oggi dall'Istituto Superiore di Sanità nel suo portale. La completa vaccinazione (secondo le dosi previste), è efficace circa all'80% nel proteggere dall'infezione e fino al 100% dagli effetti più gravi della malattia, per tutte le fasce di età


Vaccini Lazio, i punti di somministrazione a Latina, Frosinone, Rieti e  Viterbo

La maggior parte dei casi segnalati in Italia sono stati identificati negli ultimi 14 giorni in soggetti non vaccinati, ossia che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino SARS-CoV-2 o che sono stati vaccinati con la prima dose o con il vaccino mono dose entro 14 giorni dalla diagnosi stessa, ovvero prima del tempo necessario a sviluppare una risposta immunitaria completa al vaccino.

È quanto emerge dal report esteso settimanale pubblicato oggi dall'Istituto Superiore di Sanità nel suo portale. Nello specifico, nella fascia d'età over 80, negli ultimi 14 giorni il 35% delle diagnosi di SARS-COV-2, il 59% delle ospedalizzazioni, il 78% dei ricoveri in terapia intensiva e il 70% dei decessi sono avvenuti in persone che non hanno ricevuto alcuna dose di vaccino e che sono attualmente l'8% della popolazione in questa fascia d'età.

Rispetto ai decessi, emerge come "la percentuale dei casi tra i vaccinati sia largamente inferiore alla percentuale dei casi tra la popolazione dei NON vaccinati. Se i vaccini non avessero un effetto sul rischio di infezione, ci si aspetterebbe che la percentuale di casi tra coloro che hanno ricevuto un ciclo vaccinale fosse simile a quello tra coloro che non hanno effettuato il vaccino. Invece - si legge nel report - le differenze osservate suggeriscono che i vaccini sono efficaci nel ridurre il rischio di infezione, di ospedalizzazione, di ingresso in terapia intensiva e di decesso".

Confrontando il rapporto tra popolazione vaccinata e casi osservati e quella non vaccinata ed i casi osservati, sottolinea l'Iss, si stima che la completa vaccinazione (secondo le dosi previste), è efficace circa all'80% nel proteggere dall'infezione e fino al 100% dagli effetti più gravi della malattia, per tutte le fasce di età.

Per quanto riguarda l'infezione il ciclo completo di vaccinazioni ha un'efficacia tra il 79,8% e l'81,5%, a seconda della fascia d'età. Per i ricoveri ordinari l'efficacia varia dal 91,0% al 97,4% con il valore più alto nella fascia 40-59 anni. Per i ricoveri in terapia intensiva l'efficacia è del 100% nelle due fasce più giovani (cioè non si è verificato nessun ricovero in terapia intensiva nei vaccinati nel periodo considerato), e scende leggermente al 96,9% negli over 80. Per quanto riguarda i decessi l'efficacia è di nuovo del 100% nelle due fasce più giovani, mentre scende al 98,7% in quella 60-79 (2 decessi tra i vaccinati contro i 78 dei non vaccinati) e al 97,2% negli over 80 (15 decessi nei vaccinati e 62 nei non vaccinati.

Un altro effetto della campagna vaccinale è la diminuzione nell'età mediana dei casi di Covid-19, dato che le categorie prioritarie per il vaccino sono state le fasce di età più avanzate. L'età mediana dei casi al primo ricovero è diminuita nell'ultima settimana (52 anni), così come l'età dei casi all'ingresso in terapia intensiva (63 anni). 

 

(Fonte: Agi)

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Vaccini, copertura totale per il un italiano su tre. Figliuolo: "Entro settembre immunizzato l'80%"

Il trend dei numeri, salvo ulteriori colpi di scena a cui la campagna vaccinale ci ha abituati, dovrebbe dunque restare lo stesso anche nel prossimo mese. A rassicurare è lo stesso Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo


Speranza: 'Ieri oltre 500mila vaccini, grande lavoro squadra' - Mondo - ANSA

Sono 45.909.953 le somministrazioni effettuate finora in Italia dall'inizio della vaccinazione anti-Covid e sabato ne sono state effettuate oltre 510mila. E' quanto emerge dai dati nazionali sulle vaccinazioni. Il 29% della popolazione over 12 nel nostro Paese ha completato il ciclo vaccinale, le persone immunizzate sono in totale 15.725.517 mentre il 24,43% ha ricevuto una sola dose. 

Dati incoraggianti che riflettono un ritmo sostenuto a livello regionale.

Il trend dei numeri, salvo ulteriori colpi di scena a cui la campagna vaccinale ci ha abituati, dovrebbe dunque restare lo stesso anche nel prossimo mese. A rassicurare è lo stesso Commissario per l'Emergenza, Francesco Figliuolo, che ribadisce che "la quantità complessiva di vaccini disponibile entro settembre consentirà comunque di raggiungere l'obiettivo di  immunizzare nei tempi previsti l'80% della platea dei vaccinabili". La risposta punta a tranquillizzare in particolare la Toscana, che aveva lanciato l'allarme sul rischio di un rallentamento della campagna per gli under 60.

I tecnici della Regione, che avevano paventato i segnali di un dimezzamento degli arrivi, restano dunque in stand-by, in attesa dei carichi nei prossimi giorni. In quel caso - se i numeri della riduzione fossero confermati - nella Regione molte delle 150mila persone che hanno prenotato la prima dose con il vaccino americano potrebbero vedersi spostare l'appuntamento. "Le consegne di Pzifer a luglio, preventivate alle Regioni, sebbene siano leggermente inferiori all'auspicato sono sostanzialmente in linea con le previsioni - sottolinea il generale -. Non vanno confrontate con quelle di giugno che comprendevano anticipi di forniture".

L'ultimo calcolo della struttura commissariale per il cosiddetto 'Q3', il terzo trimestre di arrivi nel 2021, parla di 31 milioni di dosi Pfizer, 14 di Moderna (entrambi mRna), 26 milioni di Astrazeneca e 16 del mondose Johnson & Johnson. Ma negli ultimi giorni il generale ha anche annunciato un aumento rispetto a questi numeri, parlando di "oltre 54 milioni dosi mRna impiegabili per chiudere sicuramente la campagna" e - nel caso di un anticipo deciso a livello europeo, dell'ulteriore possibilità di velocizzare.

Con Astrazeneca e Johnson & Johnson destinati soltanto agli over 60 - il secondo anche per facilitare l'immunizzazione in tempi rapidi di "popolazioni non stanziali o caratterizzate da elevata mobilità lavorativa", come ad esempio i lavoratori migranti stagionali - resta un'incognita la destinazione dei 26 milioni di Astrazeneca, visto che la platea di ultrassessantenni ancora non immunizzati è di circa 2,8 milioni. E una parte delle dosi del siero di Oxford sarà sicuramente destinato al richiamo di chi rifiuterà la vaccinazione eterologa. 

 

(Fonte: tgcom24)

Lombardia in zona bianca da lunedì. Fontana: "Grazie a tutte le persone che si sono vaccinate"

La Lombardia si prepara ad entrare in zona bianca da lunedì 14 giugno insieme a Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Puglia e provincia di Trento. Un passaggio che è stato reso possibile dai dati delle ultime settimane e che segnano il ritorno di una normalità simile a quella del passato. La soddisfazione del governatore Attilio Fontana


"Anche questa settimana i dati in Regione Lombardia sono da zona bianca. L'indice di incidenza è di 23 su 100mila, è la terza settimana che vengono confermati buoni dati di questo tipo, quindi da lunedì, saremo in zona bianca".

Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della presentazione del bando 'La Lombardia è dei Giovani 20/21". Se sarà zona bianca, ha aggiunto Fontana, "lo dobbiamo anche alla partecipazione di tutte le persone che si sono sottoposte alla vaccinazione". 

"L'Italia - ha aggiunto Fontana - deve partire con la massima sollecitudine" sul green pass che ha avuto il via libera dal Parlamento Europeo. "In quanto Paese attrattivo e meta turistica, abbiamo bisogno di questa opportunità che dà una libertà in più a chi sceglie di venire da noi per le vacanze".

"Noi fin dal primo momento abbiamo detto che se ci danno una disponibilità aggiuntiva di dosi da destinare ai turisti, siamo pronti ad offrire il servizio. E' chiaro - ha aggiunto - che è una cosa complessa, ma la macchina organizzativa che abbiamo in campo - ha assicurato - può gestirla. Si tratta di far comunicare tra loro le anagrafi vaccinali delle regioni, la nostra è già informatizzata e pronta".

Quanto all'uso del vaccino AstraZeneca anche per le fasce più giovani della popolazione, Fontana ha rivendicato non non aver "mai fatto vax Day dedicati ai giovani, quindi il problema per noi non si è posto. Noi seguiamo le indicazioni e dato che le indicazioni suggeriscono di non utilizzare AstraZeneca sotto una certa età noi non lo utilizziamo. Abbiamo in questo momento altri vaccini che utilizziamo. Comunque noi siamo sempre rispettosi delle indicazioni che ci vengono date dal commissario e dal Cts nazionale". 

Covid e vaccini, gli obiettivi di Figliuolo: 8 italiani su 10 immunizzati a settembre, superamento degli hub e somministrazioni delocalizzate. Feste, discoteche, green pass: cosa potrebbe cambiare

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo indica il piano per l'autunno


Vaccini Italia, in arrivo 5 milioni di dosi. I target di Figliuolo Regione  per Regione - Cronaca

L'80% degli italiani vaccinato entro settembre. Poi l'addio ai grandi hub per tornare alla gestione ordinaria delle somministrazioni attraverso centri capillari, con un maggiore coinvolgimento di medici di base, pediatri e farmacie. Nel frattempo, via all'organizzazione per l'ipotesi della terza dose da somministrare a tutti. Sono gli obiettivi della nuova fase della campagna vaccinale indicati dal commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo.

Superati i 13 milioni di vaccinati, quasi un italiano su 4 (il 24,01%), con oltre 22milioni di dosi in arrivo a giugno e la soglia delle somministrazioni stabile sopra le 500mila al giorno, il Commissario Figliuolo indica il piano per l'autunno. L'occasione di fare il punto sui primi tre mesi alla guida della struttura commissariale e tracciare le linee di quelli che verranno dopo l'estate, la offre l'audizione alla Camera in Commissione Bilancio, dove è in discussione il decreto Sostegni.

L'obiettivo del generale Figliuolo

Entro il 30 settembre, dice il generale, avremo vaccinato l'80% della popolazione, vale a dire 54,3 milioni di italiani compresi quelli nella fascia tra 12 e 15 anni, per i quali al  momento è autorizzato solo il vaccino di Pfizer, con Moderna che ha chiesto oggi all'Ema l'autorizzazione anche per gli adolescenti. Per raggiungere l'obiettivo di fine settembre, sottolinea però il Commissario, è necessario proseguire sulla strada intrapresa: collaborazione con le Regioni, il cui coinvolgimento è di "vitale importanza", procedure "flessibili" per le prenotazioni ad agosto, mantenere target di almeno 500mila punture al giorno, continuare a "privilegiare" le somministrazioni agli over 60 e ai fragili.

In autunno il superamento degli hub

Con l'autunno servirà invece una nuova strategia. Che parta dal superamento della gestione emergenziale della pandemia. La "poderosa e complessa" macchina della struttura commissariale dovrà "condurre gradualmente" a una gestione ordinaria delle attività sanitarie da parte  delle amministrazioni centrali e locali competenti. Il generale non indica una data ma fa capire la sua idea: un progressivo assorbimento della struttura commissariale nella Protezione Civile, che si occuperà di approvvigionamenti, logistica e distribuzione dei dispositivi e dei vaccini, e restituzione ai territori della gestione di tutti gli aspetti sanitari. 

L'ipotesi di una terza dose

La gestione ordinaria si porta dietro anche il superamento degli hub. Ci sarà, in sostanza, un "graduale ma necessario" passaggio dalle vaccinazioni effettuate in maniera centralizzata ad un sistema di "vaccinazioni delocalizzate, molto più capillare e prossimo ai cittadini", utilizzando medici di famiglia, pediatri e farmacie. L'ordinarietà va considerata anche alla luce della possibilità di dover procedere ad una terza dose del vaccino. Al momento, la convinzione della maggior parte degli scienziati è che l'immunità abbia una durata di circa un anno e, quindi, è necessario "organizzarci per i richiami" dice il generale, anche alla luce delle varianti che continuano a mutare il virus. 

Sì alle feste private in 7 Regioni

Da oggi, intanto, si allentano ulteriormente le restrizioni anti-Covid. Si torna a far festa in altre quattro Regioni, ora in tutto sette. Ma resta comunque vietato organizzare party in casa o ballare nelle discoteche, che rimangono chiuse almeno per tutto il mese di giugno. Nel rebus delle nuove misure in zona bianca, l'ultima trattativa sul tavolo della politica riguarda la ripartenza del divertimento del popolo della notte. Dopo lo slittamento del coprifuoco a mezzanotte nelle zona gialle, a dividere adesso è il tema del divertimento nella fascia di rischio più bassa.

Attesa sulle discoteche

Nelle prossime ore il Sindacato italiano dei locali da ballo (Silb) incontrerà al ministero della Salute il sottosegretario Andrea Costa, al quale aveva chiesto di essere ascoltato. Stessa richiesta è arrivata dai gestori delle discoteche di 'Asso Intrattenimento' di Confindustria, che potrebbero incontrare Costa nei giorni successivi. Sul tema il ministro Speranza - il quale aveva pur mostrato un'apertura in vista di future valutazioni - resta cauto e non si è ancora pronunciato, ma il pressing del centrodestra, oltre a quello del settore, sale.

"Sì al green pass, ma senza mascherine"

"Proponiamo di ripartire da luglio - spiega il presidente di Asso Intrattenimento, Luciano Zanchi - ma sia chiaro che il nostro lavoro è l'assembramento. La gente viene in discoteca per socializzare perché sono luoghi atti ad accogliere le persone quindi non e' possibile tenere la mascherina in pista, dove si balla e si suda. Siamo assolutamente favorevoli all'entrata con green pass e al tracciamento, quindi entrerebbero nei locali solo persone con anticorpi o comunque risultate negative. E' per questo che sarebbe impossibile rendere obbligatorio l'utilizzo della mascherina".

 

(Fonte: tgcom24)

Covid, Moratti: "La Lombardia sarà la prima regione a raggiungere l'immunità di comunità"

Ottimi risultati in tutte le fasce di età per i vaccini nella regione più colpita dal virus. Parla la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti: "Dati importanti e un segno fondamentale. Obbligo vaccinale? Difficile, ma si può pensare a incentivi e disincentivi"


"Saremo la prima regione a raggiungere l’immunità di comunità. In Lombardia somministriamo regolarmente più di 100mila vaccini al giorno". Così la vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, Letizia Moratti, ospite di ‘Mattino Cinque’ su Canale 5.

"Abbiamo un’adesione del 52% sul totale della popolazione" dei 12-29enni in Lombardia, "è un segno fondamentale che va in due direzioni: da una parte la loro libertà e dall'altro la consapevolezza che proteggendo loro stessi proteggono anche le loro famiglie. E poi si va verso un’apertura in sicurezza delle scuole, con la possibilità di tornare in presenza. Il dato di adesione dei giovanissimi è veramente molto importante", ha detto ancora.

"E’ difficile pensare di poter mettere un obbligo, ma è possibile mettere incentivi e disincentivi, come il green pass", per invogliare la popolazione a vaccinarsi contro il Covid, ha poi sottolineato Moratti aggiungendo: "Bisogna ascoltare i medici e i loro consigli. I vaccini offerti sono tutti sicuri perché hanno ottenuto il vaglio dell’Ema e dell’Aifa e i medici sono molto bravi a spiegare".

In vista del ritorno in zona bianca di molte regioni italiane "ci vuole sempre prudenza, bisogna usare le mascherine e gli igienizzanti. Bisogna continuare ad avere responsabilità individuale, ma sono certa che anche con la paura di tornare a periodo chiusura tutti saranno prudenti", ha concluso.

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Turismo, l'estate dell'ottimismo. La difficile rimonta sul pre-Covid. Vaccini in vacanza, Garavaglia: "Sì, ma serve buon senso. Applicare subito il green pass"

Assoturismo prevede tra giugno e agosto 33 milioni di arrivi e 140 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive ufficiali, con un incremento del 20,8% sul 2020 e un fatturato complessivo di 12,8 miliardi di euro


Garavaglia attacca Speranza: "stagione finita, ora ristori" - Rai News

Prospettive rosee per l'estate. Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia (nella foto) è ottimista, certo che recupereremo una buona parte dei 27 miliardi persi l'anno scorso.

Anche Assoturismo prevede tra giugno e agosto 33 milioni di arrivi e 140 milioni di pernottamenti nelle strutture ricettive ufficiali, con un incremento del 20,8% sul 2020 e un fatturato complessivo di 12,8 miliardi di euro.

Una ‘rimonta’ che però non basta a raggiungere i livelli pre-Covid: l’estate 2019, l’ultima prima della pandemia, aveva registrato 73,5 milioni di presenze in più.

Secondo il ministro la ripresa del turismo porterà ad un rialzo delle stime sul Pil contenute nel Def perché "avremo una stagione turistica molto più interessante e avremo una stagione lunga perché abbiamo i vaccini", a differenza dell'anno scorso. Aver tolto una serie di regole, come la quarantena, consente di far ripartire il flusso turistico straniero. L'auspicio di Garavaglia è di recuperare la metà dei miliardi persi ma - ha detto - anche se ne recuperiamo un terzo è "un balzo notevole". A questo si aggiunge che il 54,5% degli italiani ha prenotato o vuole prenotare una vacanza, 10 punti in più dello scorso anno. "L'insieme di queste cose - ha sottolineato - ci fa pensare molto positivamente"

Garavaglia si è poi mostrato favorevole alle vaccinazioni in vacanza, seguendo "il buon senso". Le Regioni hanno raggiunto una percentuale di copertura molto importante e potranno avere dei margini per trattare delle "eccezioni", come permanenze turistiche lunghe. "Però - ha avvertito - non offrire questo servizio se qualcun altro lo fornisce vuol dire che hai un servizio di qualità inferiore. Con buon senso - ha precisato- si può aprire a questa possibilità".

Il ministro si è poi espresso a favore dell'applicazione da subito del green pass europeo, che sarà pronto nel giro di settimane, e ha indicato la necessità di seguire l'esempio francese: "Il green pass è la cosa più semplice del mondo: circoli tranquillamente se vaccinato, se hai fatto il tampone o sei guarito e hai anticorpi. Le regole sono queste, noi spingiamo che partano da domani". 

"Oggi la Francia dice che se vaccinati da loro possono andare tutti: ieri - ha riferito il ministro - ho chiamato Speranza e ho detto che se lo fa la Francia dobbiamo farlo anche noi. La Grecia fa arrivare con il tampone che dura 72 ore, da noi 48: lo dobbiamo fare anche noi a 72 altrimenti siamo in difficoltà".

Garavaglia, infine, ha ricordato che una grossa spinta verrà al settore dal Pnrr, che stanzia 2,4 miliardi, una cifra che "per effetto leva può arrivare a più di 5 miliardi". Componente importante è legata alla riqualificazione delle strutture ricettive: 1,8 miliardi più l'effetto leva. Una misura a cui il ministro tiene "particolarmente" per migliorare non solo alberghi, anche b&b e agriturismo. 

Guardando ai flussi estivi, Assoturismo riferisce che a segnalare gli andamenti migliori sono gli imprenditori del Sud e delle Isole (+23,9%). Valori più o meno omogenei sono attesi per il Nord Est e il Nord Ovest (rispettivamente +20,5 e +20,1%), mentre per le regioni del Centro la crescita si ferma al +18,6%. A recuperare presenze sono soprattutto le strutture extralberghiere (+21,6%), anche se il comparto alberghiero segue a breve distanza (+20,2%).

Nonostante la riapertura dei collegamenti aerei, il turismo di prossimità resterà centrale anche quest’anno. Le località balneari rimangono le più gettonate, con 66,6 milioni di presenze; ma a registrare la rimonta più veloce saranno le città d’arte. Per queste mete, praticamente azzerate lo scorso anno, lo studio prevede un aumento del +24,3%, agevolato anche dalla riduzione dei prezzi, in alcuni casi fino al -30%.

 

(Fonte: Agi)

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