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updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Ho figli piccoli, quando tornerò a dormire regolarmente? Al sesto anno di età dei bambini. Lo dicono gli scienziati

Lo studio di un team di ricercatori canadesi ha preso in esame il sonno di 111 genitori per due settimane dopo la nascita dei bambini per comprendere le variazioni nelle abitudini notturne della coppia. I risultati sono sorprendenti ma non troppo: le mamme tendono a dormire meno dei papà


I neo-genitori non tornano a dormire come prima della gravidanza fino ai sei anni successivi alla nascita del bambino, e le mamme tendono a dormire meno dei papà. Lo hanno scoperto gli esperti della McGill University, che hanno pubblicato un articolo sul Journal of Sleep Research, dopo aver analizzato gli schemi di sonno di 111 genitori.

“Che si tratti di confortare il figlio o per motivi di allattamento – afferma Marie-Hélène Pennestri – le mamme tendono a svolgere gran parte del lavoro notturno”. Il team ha esaminato il sonno di 111 genitori per due settimane dopo la nascita dei bambini per comprendere le variazioni nelle abitudini notturne della coppia.

“Le neo-mamme – sostiene la ricercatrice – erano associate a sonni meno frammentati rispetto alle donne che si occupavano del secondo o terzo figlio, ma il totale di ore di sonno sembrava indipendente dal numero di bambini. I disturbi del sonno delle madri con più di un figlio potrebbero essere spiegati dalla necessità di assistere anche i più grandi, non solo i neonati”.

Gli esperti aggiungono che non è stata notata alterazione nel sonno dei padri. “I disturbi delle dormite dei genitori – spiega la scienziata – sono spesso dovuti al fatto che i bimbi dormono tipicamente in brevi periodi di tre o quattro ore, anche se alcuni dormono tutta la notte entro i sei mesi di vita. Se l’assistenza all’infanzia non avviene in modo collaborativo, tuttavia, possono manifestarsi tensioni nel rapporto coniugale”.

L’autrice sottolinea che il 96 per cento dei padri considerati durante lo studio stava lavorando, per cui le madri potrebbero aver deciso volontariamente di occuparsi del bambino per non aumentare il carico di stress sul compagno.

“Prendersi cura dei figli è un compito importante – ribadisce Pennestri – che deve essere svolto da entrambi i genitori. Potrebbe essere utile impostare degli interventi distribuire equamente le attività notturne di assistenza all’infanzia, che tengano tuttavia conto delle esigenze e della situazione di ogni membro della coppia, come il lavoro o gli altri impegni importanti”.

 

(Fonte: Agi)

  • Pubblicato in Salute

Coronavirus, la Lombardia intravede la luce. Fontana: "Raggiunto il culmine, a breve dovrebbe iniziare la discesa. Mantenere la guardia alta". E sulla circolare delle passeggiate coi bimbi: "Da noi non cambia nulla" (VIDEO)

 

 Il governatore Attilio Fontana

"Per quanto riguarda i numeri siamo nel rispetto della linea di continuità. Non esiste più incremento, siamo in piano". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel punto stampa giornaliero sull'emergenza coronavirus. "E' stato raggiunto il culmine" e a breve "si dovrebbe iniziare la discesa", ha aggiunto Fontana. Poi, ancora: "Quindi siamo contenti, ma invitiamo i cittadini a tenere sempre molto alta la guardia, a non abbassarla, altrimenti c'e' il rischio che il contagio riprenda. E' dunque la dimostrazioe che queste misue si stanno rivelando efficaci".

Fontana ha poi fatto sapere che ha in programma oggi pomeriggio una visita all'ospedale che l'Associazione nazionale alpini sta allestendo a Bergamo e che "dovrebbe essere inaugurato nei prossimi giorni". "È una dimostrazione della voglia di reagire dei lombardi che non si tirano indietro di fronte a nessun problema" ha aggiunto spiegando che la visita servirà a "salutare, incoraggiare e complimentarmi con i lavoratori che hanno permesso questo ulteriore miracolo, perché sia la Fiera che quello di Bergamo sono veramente due miracoli".

Riguardo la circolare del governo uscita ieri, nella quale si fa riferimento a "passeggiate con bambini piccoli", il governatore ha detto che oggi dovrebbero "uscire dei chiarimenti". "Ho parlato con il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese - ha spiegato Fontana -  ed e' stato chiarito che si e' trattato di un equivoco. Io oggi, con una lettera ai sindaci, ho ribadito che non cambia nulla rispetto a prima. Il contenuto dell'ordinanza regionale che scadra' il 4 aprile continua ad essere valida e fino ad allora i comportamenti che stiamo assumendo dovranno essere mantenuti". 

L'app per mappare il rischio contagio

Il vice presidente Sala ha poi lanciato un appello: "Vi chiediamo di scaricare una applicazione, 'AllertaLom', chi ce l'ha già la deve aggiornare. Oltre ai diversi servizi della Protezione Civile, c'è una sezione Coronavirus con questionario da compilare (è totalmente anonimo). Serve ai nostri virologi ed epidemiologi per mappare il rischio di contagio. Non sostituisce sistema sanitario ma per noi è molto importante".

Dieta vegana per i bambini? I pediatri dicono no: "Non è sufficiente, va integrata. Sconsigliata anche per le donne in gravidanza"

Claudio Maffeis, referente della La Società italiana di pediatria: "Se la quantità di energia e di proteine non è sufficiente, se i nutrienti non vengono forniti in quantità sufficiente vi possono essere vari potenziali problemi: sul sistema nervoso centrale, sull'accrescimento del piccolo e la possibilità di sviluppo di anemia, per questo altrettanto importante se si vuole seguire questo tipo di alimentazione è concordare tutto con il pediatra". Intanto il Tar di Bolzano respinge il ricorso di una famiglia che chiedeva di avere pasti vegani per la propria bimba all'asilo nido


L'alimentazione vegana non è di per sé sufficiente, richiede un'integrazione, per questo i genitori devono essere consapevoli che se vogliono sceglierla per i propri figli si pongono alcuni limiti. Niente diete fai da te o autoprescritte. A evidenziarlo è Claudio Maffeis, referente della Società italiana di pediatria, commentando il caso del ricorso respinto dal Tar di Bolzano di una famiglia che chiedeva di avere pasti vegani per la loro bimba al nido.

"Se la quantità di energia e di proteine non è sufficiente, se i nutrienti non vengono forniti in quantità sufficiente vi possono essere vari potenziali problemi: sul sistema nervoso centrale, sull'accrescimento del piccolo e la possibilità di sviluppo di anemia, per questo altrettanto importante se si vuole seguire questo tipo di alimentazione è concordare tutto con il pediatra", afferma Maffeis, dell'Università di Verona .

"L'alimentazione onnivora è quella proposta dalla Società italiana di Nutrizione umana come quella di riferimento - spiega ancora l'esperto - quella vegetariana può essere utilizzata (lattoovovegetariana) purché anche questa seguita bene, quella vegana resta sempre da integrare a tutte le età e comporta di seguire bene il bambino nel tempo e monitorarlo attentamente".

"Le diete vegetariane o vegane non sono adeguate nei bambini e nelle donne in gravidanza" è stata invece l'opinione espressa in occasione del congresso della Società italiana di Pediatria preventiva e sociale dal presidente Giuseppe di Mauro. In un position paper di Sipps, Federazione medici pediatri e Federazione italiana medicina perinatale si legge che "le diete vegetariane e vegane non possono essere raccomandate in età evolutiva". (Fonte: tgcom24)

Salute, quanto è importante l'aiuto degli animali per i bambini in cura. Michela Vittoria Brambilla: "Il Servizio Sanitario Nazionale sostenga la pet therapy"

Presentati i risultati del monitoraggio sul programma della Casa pediatrica dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano. Due terzi dei piccoli pazienti accompagnati da un cane terapeuta hanno sopportato meglio dolore e stress durante il prelievo di sangue. Le interviste de ilComizio.it - (VIDEO)


Gli animali fanno bene ai piccoli pazienti. Lo si sapeva avendo ascoltato tante testimonianze in proposito. Ora un studio puntuale lo conferma, fornendo numeri molto interessanti. Emerge così che durante il prelievo di sangue il 64% dei bambini hanno potuto interagire con un cane hanno mostrato una maggiore "consolabilità" e una ridotta percezione del dolore. Assai confortanti anche gli indici fisiologici (frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, ossigenazione del sangue). Sono i primi risultati del monitoraggio avviato lo scorso anno sul programma di pet therapy della Casa pediatrica dell'ospedale Fatebenefratelli di Milano.

Alla presentazione del rapporto hanno partecipato, oggi, la deputata Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la difesa degli animali e dell'ambiente e presidente della commissione parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza, il professor Luca Bernardo, direttore della Casa pediatrica e Mario Colombo, presidente di Frida's Friends, tutti e tre intervistati da ilComizio.it.

Lo studio ancora in corso, effettuato in occasione di prelievi di sangue, ha lo scopo di valutare gli effetti della presenza del cane in un momento di potenziale stress per il bambino. La parte qualitativa consiste nell'osservazione da parte dell'operatore-psicologo, che lo invita ad accarezzare il cane, annota quando il bambino smette di piangere e gli propone, prima, durante e dopo l’operazione, di scegliere fra tre "faccine": triste, indifferente, allegro. La parte quantitativa prevede la rilevazione di alcuni indici fisiologici nel corso del prelievo. Le prime osservazioni confermano che attivare un progetto di pet therapy nella Casa pediatrica è stata una buona idea. Quasi due terzi dei bambini "accompagnati" dal cane-terapeuta hanno sopportato meglio il dolore rispetto al campione di controllo, con risultati non dissimili nei due gruppi da 0 a 2 anni e da 3 a 7 anni.

"Il risultato – spiega il Prof. Bernardo – è confortante non solo dal punto di vista del benessere dei bambini, è confermato anche da dati tecnico scientifici, rilevazione di scale del dolore, battito e frequenza cardiaca, saturazione del sangue, compliance nell'esecuzione del prelievo o altro esame che può provocare dolore. E' come pensavamo: la vicinanza continuativa agli animali vivi ha un valore terapeutico per i bambini e le loro famiglie. Quella che poteva sembrare solo una bella favola è realtà. Il cane è davvero il miglior amico dell’uomo".

"Sono passati quasi quindici anni – ricorda l'on. Brambilla – da quando un decreto del presidente del Consiglio, allora Silvio Berlusconi, ha ufficialmente riconosciuto il valore terapeutico della pet therapy. Nel frattempo sono stati compiuti molti passi avanti, basti citare l’approvazione di un documento del comitato di bioetica, l’attivazione di un centro di referenza nazionale e il recente rapporto su Attività e terapie assistite con animali e la relativa proposta di linee guida. Tuttavia per definire figure professionali, standard e procedure occorre una legge nazionale che ancora non c'è e che chiedo al Parlamento di discutere. Il mio contributo è una proposta di legge, già depositata, che mira a superare lo spontaneismo, magari generoso ma pericoloso, e a tutelare adeguatamente pazienti, operatori e gli animali stessi. La pet therapy, infatti, non è e non può essere 'sfruttamento' degli animali, ma una forma dolce di coterapia che riconosce la loro la capacità di stabilire un rapporto emozionale profondo con gli esseri umani. A questi benefici dovrebbero poter accedere facilmente tutti coloro che ne hanno bisogno: il moltiplicarsi delle evidenze scientifiche suggerisce l’opportunità che il Servizio sanitario nazionale sostenga anche economicamente il ricorso a terapie assistite con animali".

Ricorda il presidente dell’onlus Frida’s Friends, Mario Colombo, che i cani sono a loro volta "recuperati, con storie di abbandono e randagismo alle spalle", ma "perfettamente preparati ed ottimi terapeuti". L'équipe di operatori e animali è coordinata da Beatrice Garzotto. Chiunque voglia sostenere l’attività dell’associazione, e sostenere il progetto di Pet Therapy dell’Ospedale Fatebenefratelli, fino al 18 aprile può donare da 2 a 10 euro, secondo l’operatore telefonico utilizzato, inviando un sms solidale al 45521 o chiamando il numero da rete fissa. "Siamo alla ricerca di sponsor aziendali, che vogliano sostenere questo progetto sociale valorizzando in questo modo l’impegno etico della propria azienda", conclude il presidente Mario Colombo. Sul sito www.fridasfriends.it tutte le indicazioni per poter offrire il proprio contributo.

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