updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

SAPERE DI BELLEZZA - Art&Bike Run, la prima edizione al via in Abruzzo

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Sulla caratteristica costa dei Trabocchi, situata tra San Vito Chietino e Fossacesia in Abruzzo, si snoderà la prima edizione di Art&Bike Run.

Questa iniziativa è stata pensata per creare un itinerario ciclabile, artistico ed enogastronomico lungo i 42 km della Via Verde, percorso che verrà inaugurato proprio in questa occasione.

Questo tratto fa parte di un progetto più ampio voluto dalla Regione Abruzzo, chiamato “Bike to Coast” e che si snoderà per circa 130 km sulla costa dell’Adriatico, con moltissime diramazioni verso le colline e montagne dell’entroterra.

La manifestazione si svolgerà dal 30 settembre al 3 ottobre 2021, e prevede diversi appuntamenti: si va dalla ciclopedalata enogastronomica (la più attesa) alla cronometro, oltre a una gara podistica non competitiva.

Il lato artistico della manifestazione è garantito dalle opere dello street artist Millo, che proprio durante i giorni di Art&Bike Run completerà la prima opera su uno dei muri di contenimento presente vicino a una delle gallerie presenti sulla ciclabile.

Il percorso è infatti molto suggestivo perchè riprende il tracciato di un’antica ferrovia costiera ottocentesca, dismessa ormai da molti anni.

Per poter partecipare ad Art&Bike Run ci si può iscrivere sul sito dedicato www.artbikeandrun.it, dove è possibile trovare tutti i dettagli relativi alla manifestazione.




Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - On dance, con Roberto Bolle dal 2 settembre a Milano (VIDEO)

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Dal 2 al 6 settembre 2021 si terrà a Milano la terza edizione di On Dance (Qui tutti gli eventi e le date), iniziativa ideata e voluta dall’etoile della Scala Roberto Bolle.

L’iniziativa, che ha visto la prima edizione nel 2018, mira a portare la danza in vari luoghi di Milano, coinvolgendo gratuitamente gli appassionati.

Questa edizione sarà dedicata a Carla Fracci, la grande ballerina scomparsa il 27 maggio scorso, e che nelle parole di Bolle ha ispirato l’idea alla base di questa manifestazione, con la sua volontà di portare la danza (e quindi l’Arte) fuori dal teatro.

Tutto si svolgerà ovviamente seguendo i protocolli relativi alla pandemia, ma lo stesso Bolle ci ha tenuto a precisare che “non possiamo permetterci di abituarci a una vita senza Arte”, e noi non possiamo che condividere il suo pensiero.

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - Una nuova (incredibile) scoperta a Pompei

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Gli scavi di Pompei hanno regalato agli archeologi una nuova scoperta incredibile. Nei giorni scorsi è stato infatti annunciato il rinvenimento di una tomba, perfettamente conservata, con all’interno un corpo che, al primo esame, sembra essere parzialmente mummificato.

La salma dovrebbe appartenere a Marcus Venerius Secundio, un liberto (ex schiavo) che dopo la liberazione aveva raggiunto un certo grado di agiatezza economica.

La particolarità di questa tomba sta proprio nell’aver ritrovato un corpo parzialmente mummificato, quando in realtà in quel periodo la prassi era l’incinerazione dei defunti.

Ad aggiungere un alone di mistero sono anche due urne, collocate a fianco del corpo all’interno della camera sepolcrale, e che si pensa possano contenere i resti di Novia Amabilis, presumibilmente la moglie del defunto.

Un’altra particolarità si incontra nell’iscrizione presente all’esterno del sepolcro, che racconta di come il defunto in vita avesse dato "ludi greci e latini per la durata di quattro giorni", cosa che lo assimilava ovviamente alle classi più elevate della società e che potevano permettersi di offrire dei giochi al pubblico.

E’ curioso notare l’utilizzo della lingua greca all’interno dei giochi, a sottolineare come in quel tempo fosse una lingua quasi universalmente diffusa in tutto il mediterraneo, soprattutto tra le classi più agiate.

Al momento non è ovviamente possibile visitare gli scavi ancora in corso;il direttore Zuchtriegel ha lasciato qualche speranza per il possibile inserimento all’interno del percorso espositivo in futuro, nonostante la tomba si trovi all’esterno della ferrovia Circumvesuviana.

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - Un luogo da scoprire: il Parco Archeo Natura di Fiavè

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Poco a nord di Riva del Garda, tra le montagne del Trentino, ha inaugurato circa un mese fa il Parco Archeo Natura di Fiavè, sorto all’interno del parco naturalistico Unesco delle Torbiere di Fiavè.

All’interno delle torbiere infatti sono conservati da 3500 anni i resti delle palafitte di un villaggio neolitico, risalente appunto al XVI secolo a.C.

Grazie agli scavi, compiuti in quest’area a partire dagli anni ’60 dall’archeologo Renato Perini (a cui è intitolato il parco), è stato possibile ricostruire la vita di questi insediamenti preistorici, grazie anche all’apporto di molti diversi professionisti come geologi, paleobotanici e archeozoologi.

La particolarità di questo sito è appunto che si trova all’interno di un’area naturalistica di grande pregio, inserita nel patrimonio dell’Unesco dal 2011 (insieme ad altri 110 siti palafitticoli della zona).

Il parco attuale, che si estende per 12.000 metri quadrati, permette al visitatore di apprezzare la pianta del villaggio, come erano costruite le palafitte e come si presentavano all’epoca.

E’ adatto alle famiglie, e sono presenti diversi laboratori didattici e visite guidate.

Il parco è visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 19 (in agosto), con biglietti interi da €7, ridotti da €5.

 

Claudio Scaccabarozzi

Social, ecco heArt, la nuova piattaforma che connette i talenti. L'idea di Matteo Forte tra innovazione e opportunità di lavoro (VIDEO)

Si presenta come una novità "rivoluzionaria" e vuole essere una grande vetrina digitale attraverso cui ciascuno possa esprimere e condividere le proprie doti, senza essere giudicato, per il piacere di intrattenere o per farsi scoprire - (VIDEO


Una nuova piattaforma social interamente dedicata al talento, agli artisti e agli amanti di arte e spettacolo. Si chiama heArt e si pronuncia come ‘cuore’ in inglese: è l’idea ‘rivoluzionaria’, unica nel suo genere, lanciata da Matteo Forte, anima e ideatore di questo progetto, che intende raccogliere in una community le diverse espressioni del talento offrendo loro una grande vetrina digitale finalizzata alla ricerca di nuove opportunità professionali e all’offerta di un intrattenimento social di qualità.

L’ambizione del progetto è quella di proporre una piattaforma protetta nella quale ciascuno possa esprimere e condividere i propri talenti, senza essere giudicato, per il piacere di intrattenere o per farsi scoprire.

heArt accoglie artisti come attori, cantanti, danzatori, pittori, scrittori, fotografi, musicisti, scultori, disegnatori, ma anche tecnici e professionisti dell’arte. E ancora associazioni culturali e dell’arte, accademie, musei, teatri e produttori, società di eventi, editori. Senza dimenticare la categoria di utenti più nutrita: tutti coloro che amano una qualsiasi forma d’arte e di spettacolo e che si registreranno per il puro piacere di essere intrattenuti da contenuti di qualità.

La piattaforma è raggiungibile al link heArt o scaricando l'app, ancora in versione Beta, ‘heArt social’ su App Store o Google Play con funzioni analoghe ai social esistenti, ma anche con specifiche peculiarità. Le opere/performance, per esempio, non potranno essere commentate pubblicamente da altri utenti, ma solo apprezzate con un sistema di valutazione da 1 a 5 ‘cuori’ e chiunque (aziende o istituzioni culturali e dell’arte o privati) potrà inserire opportunità professionali rivolte ad artisti.

Inoltre, heArt dispone di un 'Osservatorio scientifico', un qualificato gruppo di indirizzo, di cui fanno parte personalità come il professor Gianni Canova (Rettore dell’Università IULM); il professor Giacomo Manzoli (Direttore del DAR già DAMS di Bologna); la dottoressa Luisa Vinci (Direttore Generale dell’Accademia Teatro alla Scala); il professor Roberto Favaro (Direttore della Civica Scuola di Musica ‘Claudio Abbado’) e ovviamente lo stesso Matteo Forte.

“Vogliamo essere aperti, inclusivi e ‘democratici’ – conclude Matteo Forte - offrendo a tutti la possibilità di caricare contenuti e navigarli liberamente o guidati da un sistema di filtri che consentirà specifiche selezioni di utenti ‘consigliati’ dai partner del progetto.

Tra i partner dell’iniziativa l'Università IULM di Milano, l'Università di Bologna con il dipartimento delle Arti DAR (già DAMS), l’Università Cattolica con l’Alta Scuola in Media, Comunicazione e Spettacolo (ALMED), l'Accademia Teatro alla Scala e la Fondazione Milano con le sue Scuole Civiche di alta formazione

SAPERE DI BELLEZZA - Un altro squarcio di JR, questa volta a Roma

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Dopo aver “squarciato” la facciata di Palazzo Strozzi a Firenze, con la sua opera La ferita (Ve ne abbiamo parlato qui), lo street artist francese JR sembra abbia colpito ancora, questa volta a Roma.

L’installazione è apparsa nella notte del 19 luglio scorso, a sorpresa, sulla facciata dello splendido Palazzo Farnese, sede dell’ambasciata di Francia in Italia. Grazie all’opera di JR, è possibile “vedere” all’interno del palazzo, tra le sue splendide arcate e l’imponente statua di Ercole Farnese.

L’occasione è stata data dagli importanti restauri che interesseranno il palazzo, iniziati nel marzo 2021 e che termineranno nel 2025 a un costo di più di 5 milioni di euro.

Proprio in virtù di queste opere di restauro, si susseguiranno diversi interventi di artisti sulle impalcature del cantiere, in modo da dare una rilettura contemporanea del palazzo e delle opere che hanno preso parte alla sua storia.

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - NovecentoPiùCento, annunciato il vincitore del concorso per l’ampliamento del Museo del 900 di Milano

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


E’ stato annunciato il vincitore del concorso indetto nel dicembre scorso dal Comune id Milano (ve ne abbiamo parlato qui), volto a raddoppiare gli spazi espositivi del Museo del 900 di Milano utilizzando anche la seconda torre dell’arengario, fino ad ora occupata da alcuni uffici comunali.

A vincere il concorso la cordata guidata dall’architetto Sonia Calzoni, insieme a Pierluigi Nicolin, Ferdinando Aprile, Giuseppe Di Bari e Bruno Finzi.

Il progetto prevede due possibili modalità per il collegamento tra i due edifici:

una suggestiva passerella pedonale e reversibile, posta a circa 20 metri di altezza, che avrebbe il pregio di permettere una visita continua, dal terzo piano dell’attuale museo alla nuova collezione.

La passerella inoltre avrebbe delle pareti trasparenti, per permettere la vista, e una superficie specchiante sulla parte inferiore, per riflettere il paesaggio circostante.

La seconda alternativa è quella di rendere via Marconi una sorta di atrio del museo stesso, valorizzando i collegamenti con piazza duomo e le aiuole della vicina Piazza Diaz.

La speranza è che la soprintendenza non bocci la prima soluzione, sicuramente coraggiosa ma molto funzionale.

 

La nuova collezione

Nell’ampliamento del museo troveranno spazio luoghi fondamentali come bookshop e caffetteria (al piano terra), un auditorium al primo piano e 4 piani espositivi.

Nelle sale verranno esposte opere di arte contemporanea, in collegamento con quanto è già presente nell’attuale museo del 900.

Il nucleo principale sarà formato da un gruppo di opere del primo novecento, tra cui molte futuriste, del valore di circa 15 milioni di euro, donate insieme a 5 milioni di euro dalla Fondazione Pasquinelli, presieduta dalla mecenate milanese Giuseppina Antognini.

 

Di seguito il commento del sindaco Beppe Sala:

Il Museo del Novecento raddoppia e diventa unico. Dieci anni e mezzo dopo la sua apertura il museo conquista il secondo Arengario, occupato fino ad oggi da alcuni uffici comunali. Un’espansione architettonicamente esemplare che permetterà la nascita di un moderno e spettacolare complesso espositivo dedicato all’arte contemporanea.”

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - L’Arco di Trionfo impacchettato, prende vita l’opera pensata da Christo

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Dopo più di sessant’anni dalla prima ideazione, la città di Parigi si appresta a ospitare un’importantissima opera postuma del celebre artista Christo, venuto a mancare lo scorso anno a New York.

Tra gli artisti più importanti della Land Art, lui e la sua compagna Jean-Claude hanno creato opere e installazioni contemporanee in tutta Europa e nel mondo nel corso di più di 60 anni di carriera.

In questa installazione, curata dallo studio dell’artista e finanziata dalla fondazione che porta il suo nome, l’Arco di Trionfo verrà ricoperto da circa 25.000 metri quadrati di tessuto in polipropilene riflettente, legato da 3000 metri di corde rosse. Tutti i materiali utilizzati saranno riciclabili.

L’artista aveva affermato riguardo a quest’opera:

"Sarà come un oggetto vivente che si animerà nel vento e rifletterà la luce.

Le pieghe si muoveranno, la superficie del monumento diventerà sensuale. Le persone avranno voglia di toccarel'Arco di Trionfo"

Christo non è nuovo a “impacchettamenti”, avendo fatto un’operazione simile a Roma nel 1974, su alcuni archi delle Mura Aureliane, e sempre a Parigi nel 1985, coprendo per intero il Pont-Neuf (il ponte più antico della città).

 

Famosissima è stata anche l’opera FloatingPiers nel 2016 sul lago d’Iseo, con la creazione di passerelle galleggianti che collegavano Sulzano a Montisola, con un successo di pubblico incredibile.

L’installazione sarà visibile dal 18 settembre al 3 ottobre 2021.

Claudio Scaccabarozzi

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