updated 3:03 PM UTC, Jun 22, 2021

Covid, emergenza agli sgoccioli? Sileri: "A luglio svolta completa e assoluta, ricominciamo a vivere"

"Luglio sarà la svolta completa e assoluta, ricominciamo a vivere". Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, si esprime così sull'emergenza covid: aumentano i vaccini, diminuiscono i contagi e calano anche i decessi. "Abbiamo ancora 57 decessi, ma un mese e mezzo fa i morti erano 400. I numeri stanno calando in maniera drastica. Tre regioni -Valle d’Aosta, Molise e Basilicata- non hanno pazienti covid in terapia intensiva. La media nazionale di occupazione delle terapie intensive e dei reparti è del 9%", dice Sileri a Domenica In. "Per le varianti si preoccupa lo stato, stiamo monitorando. La popolazione deve sentirsi protetta grazie alla vaccinazione, lasciamoci il terrore alle spalle e ricominciamo a vivere. Luglio sarà la svolta completa e assoluta, avremo oltre metà della popolazione con una dose di vaccino. Completeremo per settembre-ottobre raggiungendo l’immunità di comunità", aggiunge.

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Coprifuoco, Sileri: "I numeri potrebbero consentire uno spostamento tra 7-10-15 giorni"

Parla il sottosegretario alla Salute: ""Forse osserveremo un aumento dei contagi nella popolazione più giovane, in coloro che si muovono di più. Ma questo non determinerà un aumento dei ricoveri e delle terapie intensive"


Lo spostamento del coprifuoco dalle 22, nell'Italia quasi tutta in zona gialla, potrebbe avvenire nel giro di "7-10-15 giorni". Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute, a Domenica In si esprime così sull'ipotesi di modificare il coprifuoco, attualmente fissato alle 22. "Probabilmente nelle prossime settimane anche il coprifuoco potrebbe essere spostato in avanti: non è una mia decisione, deve esserci una valutazione scientifica. I numeri potrebbero consentirlo tra 7-10-15 giorni, quando è stata varata la norma ci trovavamo nel pieno della terza ondata", dice Sileri.

Le vaccinazioni proseguono, le fasce più anziane e fragili vengono progressivamente protette. "Forse osserveremo un aumento dei contagi nella popolazione più giovane, in coloro che si muovono di più. Ma questo non determinerà un aumento dei ricoveri e delle terapie intensive. Ciò non significa che non si possa morire di covid a 40 anni, ma le chance sono più basse. Non dobbiamo abbandonare il senso di responsabilità nei confronti degli altri", dice Sileri.

"Dobbiamo resistere ancora qualche settimana, le cose stanno andando meglio. Oggi rispetto ad un mese fa abbiamo molti milioni di italiani vaccinati in più e quindi possiamo allargare un po’ le maglie. Cerchiamo di raggiungere 20-25 milioni di italiani con la prima dose e a quel punto le cose cambieranno drasticamente. Anche io vorrei buttare la mascherina, ma dobbiamo resistere un altro po'", afferma ancora.

 

(Fonte: Adnkronos)

"Riaperture graduali dal 26 aprile, non si tornerà indietro. Si può posticipare il coprifuoco"

Parla il il sottosegretario alla salute Andrea Costa: "Le vaccinazioni stanno procedendo, un cambio di passo c’è stato, i dati dei ricoveri e delle terapie intensive stanno scendendo e continueranno ancora a scendere. E’ chiaro che da un lato ci vuole una grande responsabilità da parte dei cittadini, dall’altro ci vogliono più controlli perché è giusto sanzionare chi non rispetta le regole e continuare a far lavorare chi le rispetta"


Andrea Costa si è insediato come Sottosegretario alla Salute, il plauso di  Bissolotti e Artioli - Sanremonews.it

“Da tempo si chiedeva alla politica di assumersi la responsabilità di tornare a decidere, siamo convinti che vi siano tutte le condizioni per riaprire gradualmente a partire dal 26 aprile", ha detto Costa su Cusano Italia Tv.

"Le vaccinazioni stanno procedendo, un cambio di passo c’è stato, i dati dei ricoveri e delle terapie intensive - ha aggiunto - stanno scendendo e continueranno ancora a scendere. E’ chiaro che da un lato ci vuole una grande responsabilità da parte dei cittadini, dall’altro ci vogliono più controlli perché è giusto sanzionare chi non rispetta le regole e continuare a far lavorare chi le rispetta".

L'augurio per il sottosegretario è "che non si torni più indietro, siamo convinti che da qui in poi la situazione nel nostro Paese continuerà a migliorare e si potrà continuare ad aprire sempre di più. Ci veniva chiesta una discontinuità col passato e ci siamo assunti la responsabilità di fare questa scelta, nella consapevolezza delle tensioni nella società, con categorie economiche in ginocchio che aspettavano di poter tornare a lavorare. Non è un liberi tutti, è l’avvio di un percorso graduale".

“Nel momento in cui decidiamo di riaprire ristoranti all’aperto, cinema e teatri, credo sia ragionevole - ha aggiunto - pensare a posticipare l’orario del coprifuoco, c’è un dibattito in corso, mi auguro che prevalga il buonsenso. Non credo che spostare il coprifuoco di un paio d’ore possa incidere sul contagio in maniera così devastante”.

Nelle ultime settimane - ha spiegato Costa - c'è stata una certa regolarità nelle consegne dei vaccini. E’ confermato che arriveranno oltre 50 milioni di dosi entro fine giugno, Pfizer ci consegnerà 8 milioni di dosi in più".

"Nel trimestre successivo sono previste 80 milioni di dosi. Poi ci sono già 4 aziende italiane che hanno avviato il percorso per produrre vaccini già certificati nel nostro Paese e c’è il percorso del vaccino Reithera che sta procedendo”.

Costa ha spiegato che il governo ha compiuto la scelta sulla scuola "nell’assoluta convinzione" che i nostri ragazzi dovessero tornare sui banchi: "Ci sono studi che dicono che di per sé la scuola non è veicolo di contagio, il rischio più grande è dovuto ai trasporti".

Secondo il sottosegretario, bisogna capire che"con questo virus dobbiamo conviverci, se noi mettiamo in sicurezza anziani e fragili e il virus dovesse circolare solo tra la popolazione giovane credo che anche questo rientri nei rischi calcolati. Dobbiamo evitare i ricoveri e i decessi”.

Infine, sugli stadi, Costa ha affermato che “se siamo in grado di garantire il 25% l’11 giugno, bisognerebbe fare una riflessione sulla finale di Coppa Italia e magari sulle ultime due giornate di campionato, con un’affluenza del 15%”. 

Riaperture, Sileri annuncia la data: "Dal primo maggio, ma con gradualità e giudizio". Il peso della campagna vaccinale

Il sottosegretario alla Salute, Perpaolo Sileri ha ribadito ad Agorà che la data della riapertura "è guidata dalle vaccinazioni. Le vaccinazioni procedono, e quando hai vaccinato il 75% degli over 80, il 75% tra i 70-79enni, e hai protetto tutti i fragili, trovare un anziano in terapia intensiva dovrebbe essere un evento sporadico"


Riaperture, la data c'è. Dal 19 aprile ripartenza per ristoranti, bar,  cinema e teatri. Ma Speranza... - Secolo d'Italia

"Abbiamo i dati in miglioramento, l'R0 è sceso a 0,92 la scorsa settimana e verosimilmente anche questa settimana continuerà a scendere ma per le riaperture bisogna procedere con giudizio, altrimenti rischiamo di aprire in anticipo e poi dovere richiudere". Lo ha detto ad Agorà su Rai 3 il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri.

"Immagino che consolidando i dati, scendendo largamente sotto un'incidenza di 180 casi ogni 100mila abitanti, a quel punto dal 1 di maggio si potrà tornare a una colorazione più tenue delle Regioni. Riaprire i ristoranti potrebbe essere fattibile - ha osservato -  però non dal primo maggio secondo me, ma progressivamente di settimana in settimana nel mese di maggio, fino ad arrivare ai primi di giugno con una riapertura modello inglese".

Sileri ha ribadito che la data della riapertura "è guidata dalle vaccinazioni. Le vaccinazioni procedono, e quando hai vaccinato il 75% degli over 80, il 75% tra i 70-79enni, e hai protetto tutti i fragili, trovare un anziano in terapia intensiva dovrebbe essere un evento sporadico. Ecco perché - ha concluso il sottosegretario - la campagna vaccinale doveva iniziare dagli anziani e deve continuare con gli anziani, senza nessuna deroga".

"Non so se il governo impugnerà o no la decisione di De Luca. Spero che non ve ne sarà bisogno. È nell'interesse della regione stessa partire dagli anziani", ha aggiunto rispondendo alla domanda se il governo intende impugnare la decisione del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di non rispettare il parametro delle fasce di età per la vaccinazione. 

"C'è un piano nazionale che è stato condiviso dalla conferenza Stato-Regioni ed è un piano nazionale su base medica", ha spiegato Sileri. "Se non viene applicato si rischia tra un mese di trovarsi le terapie intensive piene e non poter riaprire. Questo è il vero problema. Se proteggi gli anziani riapri".

Sileri: "Riaperture possibili dopo il 30 aprile. Vaccini? Fattibile mezzo milione al giorno"

Da oggi tutta Italia in zona rossa e arancione per contrastare la diffusione del coronavirus. Ma dopo il 30 aprile saranno "possibili delle riaperture". Lo ha affermato il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri parlando ospite di '24Mattino' su Radio24. "Credo che i dati miglioreranno grazie al sistema rigido di chiusure, la possibilità di riaperture sarà dopo il 30 aprile anche per consolidare i risultati", ha detto. In merito alle vaccinazioni, Sileri ha ricordato che "per fine mese l'obiettivo del mezzo milione di dosi al giorno è fattibile".

Campania "zona russa", scontro De Luca-Bonaccini su Sputnik. Interviene Sileri, che dà ragione al secondo

Lite tra i due presidenti del Pd. Il governatore dell'Emilia-Romagna e rappresentante delle Regioni attacca il collega campano: "Nessuna regione può acquistare vaccini senza l'ok di Ema". La replica: "Siamo in guerra, si testi il siero russo in un mese"


Vaccino Sputnik, Bonaccini contro De Luca: “Nessuno può comprare dosi senza  l'ok di Ema” - Il Riformista

È polemica tra Stefano Bonaccini e Vincenzo De Luca sul vaccino russo Sputnik. Il governatore dell’Emilia-Romagna stigmatizza la decisione del suo compagno di partito, e governatore della Campania, di procedere all’acquisto del siero messo a punto dagli scienziati russi prima che arrivi l’autorizzazione dell’Ema o dell’Aifa. Una decisione contro la quale si è schierato poco dopo anche il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri. 

"Nessuna regione italiana può acquistare vaccini senza l'autorizzazione di Ema o Aifa", ha attaccato Bonaccini intervistato a Mezz’ora in più, su Rai 3. "Se una Regione acquistasse da sola” i vaccini, ha aggiunto, “credo che il generale Figliuolo chiederebbe che i sieri in arrivo vengano suddivisi per tutti gli italiani. Siamo una nazione, non venti piccole patrie”. 

Poco prima De Luca aveva giustificato la sua decisione sostenendo che quelli in cui viviamo non sono tempi di “ordinaria amministrazione”, ma “siamo in guerra e siccome vi sono vaccini che sono stati già somministrati a milioni di cittadini si può tranquillamente testare l'efficacia del vaccino in un mese, non in sei mesi. Questo è quello che noi chiediamo al governo e all'Aifa e ovviamente ci atterremo alle raccomandazioni scientifiche sul vaccino”.

La sfuriata di Pierpaolo Sileri: "Lo vogliamo capire che siamo in  guerra..." - IlGiornale.it

Ma la mossa del governatore campano non è andata giù nemmeno al sottosegretario Sileri. "Il mercato ha due regole, nessun vaccino puo' essere acquistato senza il via libera dell'Aifa, anche volendolo prendere non si può né distribuire né acquistarlo”. 

De Luca quindi, ragiona Sileri, “non può dare un farmaco senza approvazione ai suoi pazienti, è un farmaco non validato. Secondo motivo è che non possiamo muoverci in ordine sparso".

Per Sileri, "l'Italia è fatta di 21 sistemi sanitari regionali ed è giusto che vengano coordinati a livello centrale e che l'acquisto sia centrale. Capisco la sensibilità del governatore De Luca", conclude, "ma il sistema di acquisto e di distribuzione è centrale ed è necessario che ciò che arriva sul nostro territorio sia validato. Non che il vaccino Sputnik non sia sicuro, ma se esiste un perimetro di un ente regolatorio, noi dobbiamo stare dentro quel perimetro". 

(da: Agi)

Covid, Sileri: "Lockdown nazionale non necessario, verosimili zona arancione e zona rossa per alcune regioni"

Il senatore del M5S ed ex viceministro alla Salute del governo Conte parla del nuovo esecutivo di Mario Draghi: "Sicuramente c’è una continuità con l’azione di procedere con la vaccinazione nel più breve tempo possibile per osteggiare l’avanzata del virus. Ho apprezzato che abbia usato la parola trincea, perché siamo in guerra, tutti nella stessa buca a combattere. Servirà probabilmente tutto il 2021 per uscire da questa trincea definitivamente"


"Il lockdown nazionale non è necessario. Siamo in guerra e per uscirne servirà tutto il 2021". E' l'opinione di Pierpaolo Sileri, senatore M5S ed ex viceministro della Salute, davanti al quadro dell'emergenza coronavirus in Italia, alla luce della presenza di alcune variante covid in parti del paese. "E’ possibile che alcune varianti eludano i vaccini, ma è molto più probabile che i vaccini funzionino anche con le varianti. Speriamo di vaccinare tutti i soggetti più fragili entro maggio", dice Sileri a Radio Cusano Campus. "E’ verosimile che alcune regioni tornino in zona arancione e qualcuna in zona rossa. Il lockdown nazionale non è necessario, ci saranno degli stop&go. Va mantenuto il blocco degli spostamenti tra regioni", aggiunge.

"Sicuramente c’è una continuità con l’azione di procedere con la vaccinazione nel più breve tempo possibile per osteggiare l’avanzata del virus. Ho apprezzato che abbia usato la parola trincea, perché siamo in guerra, tutti nella stessa buca a combattere. Servirà probabilmente tutto il 2021 per uscire da questa trincea definitivamente", afferma ancora.

"Ci sono diversi vaccini, quindi se anche un vaccino non dovesse funzionare con una variante, è probabile che gli altri funzionino. La ricerca e l’industria comunque sono pronte nel caso in cui un vaccino debba essere modificato e rimodulato. I virus mutano e questo è un virus che tende alle mutazioni. Noi stiamo cercando di mettere in rete tutti i laboratori per cercare le varianti, ma è importante ciò che viene fatto a livello planetario, serve un’azione congiunta di monitoraggio di tutti gli scienziati del mondo", dice ancora.

"L’Italia è tra i primi in Europa, ma il punto è avere più vaccini a disposizione. Io spero che a breve altri vaccini possano essere approvati per avere un ulteriore quantitativo di dosi. Speriamo di vaccinare tutti i soggetti più fragili entro maggio. Quando avremo vaccinato medici, anziani e fragili, gli ospedali poi potranno gestire anche l’ordinario", osserva ancora.

Non bisogna abbassare la guardia, alla vigilia della valutazione dei dati settimanali." E’ verosimile che alcune regioni tornino in zona arancione e qualcuna in zona rossa, vedremo i dati che arrivano al Ministero oggi. Un lockdown nazionale in questo momento non credo sia necessario, ma degli stop&go ci saranno. Laddove il virus corre è necessario fare un passo indietro. Se dovesse subentrare una variante più aggressiva è chiaro che servirà una chiusura più o meno estesa a secondo dell’analisi dei dati. Una cosa è certa: va ancora mantenuto il blocco degli spostamenti tra regioni".

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Vaccino anti-Covid, Sileri: "Se lo fa solo il 30%, serve l'obbligo". E sul Natale: "Mantenere rigore, altrimenti ci sarà un nuovo picco"

Il viceministro della Salute in tv: "Non possiamo permetterci che il virus continui a circolare. Se oggi c'è qualche no-vax secondo il quale il vaccino non serve dopo 60-70mila morti, e a mio avviso saranno ancora di più fino a quando si arriverà a una protezione di gregge mi dispiace per lui"


Vaccino Covid, Sileri: Se solo 30% lo farà, serve obbligo

“Io credo che la popolazione richiederà il vaccino e non ci saranno problemi. Ma se dopo un anno si sarà vaccinato solo il 30% della popolazione, allora qualche forma di obbligatorietà sarà necessaria, per fermare il virus”. E' quanto ha affermato il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ad 'Agorà' su Rai 3, che "sul vaccino aspetto i risultati dell’Ema". "Sicuramente non avremo la possibilità di vaccinare 30 milioni di italiani in un mese: che vuol dire che dobbiamo continuare a convivere con il virus”, ha aggiunto.

L'obbligo in caso di mancata vaccinazione volontaria, secondo Sileri, sarà necessario perché "non possiamo permetterci che il virus continui a circolare. Se oggi c'è qualche no-vax secondo il quale il vaccino non serve dopo 60-70mila morti, e a mio avviso saranno ancora di più fino a quando si arriverà a una protezione di gregge - riflette il viceministro e medico - mi dispiace per lui". La diffidenza verso il vaccino da parte degli italiani indicata dai sondaggi, spiega, è anche legata al fatto che "se ne parla male. Se se ne parla con i dubbi, se non vengono usate le parole giuste come quando si dice che è stato fatto 'in fretta', questo può far pensare che sia stato fatto male. Bisogna spiegare invece perché è stato fatto in maniera veloce". In questo modo, la percentuale dei diffidenti "si ridurrà". Per Sileri, inoltre, "non posiamo permetterci il rischio di ritardi. Il virus potrebbe certo scomparire, ma potrebbe anche mutare rendendo inefficace il vaccino stesso", conclude sottolineando che, per quanto riguarda la sicurezza e il controllo degli effetti dei vaccini anche dopo la vaccinazione, "la vigilanza che l'Aifa attua dà garanzie serie come per tutti i farmaci disponibili .

Sileri spiega che anche ha avuto il Covid, "mi vaccinerò quando sarà il mio turno. Immagino" però "che avendo già avuto l'infezione sarò fra gli ultimi, e spero che la mia dose iniziale vada a un nonno di 85 anni che così potrà andare avanti nella sua vita e spegnersi naturalmente senza Covid". Se lo augura il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, che ad 'Agorà' su Rai 3 spiega perché anche chi è già stato contagiato da Sars-CoV-2 dovrà sottoporsi alla vaccinazione: "Sicuramente più avanti nel tempo, ma andrà fatta. Sarà come una sorta di richiamo", precisa.

In merito all'immunità guadagnata da chi si è ammalato di Covid-19 ed è guarito, "è difficile" avere certezze "perché il virus è nuovo, però sicuramente chi lo ha avuto ha una sorta di immunità che potrà essere più o meno forte, più o meno duratura. Ma sicuramente un ricordo" dell'incontro con il coronavirus "nelle mie cellule immunitarie ci sarà. Quanto poi durerà, francamente non lo sa nessuno ed è per questo - ripete il viceministro e medico - che il vaccino andrà fatto anche a coloro che hanno avuto il Covid".

Quanto al Natale, bisogna mantenere una linea di rigore. "E' presto per dare anticipazioni" sulle eventuali nuove misure anti-Covid allo studio per Natale, "che verrebbero cavalcate e creerebbero sicuramente ulteriore scompiglio nella popolazione". Ma "rimango della mia idea: l'impostazione che abbiamo oggi, in cui avremo spero tutte le regioni gialle per Natale, ma con le chiusure che sono state definite, con il blocco anche" degli spostamenti "fra i Comuni, rimane". Perché già così "il Natale di per sé, anche" festeggiato dentro i confini di uno "stesso Comune, porterà le famiglie a stare insieme e quindi è inevitabile che vi sarà una risalita dei contagi".

"Se sarà una risalita piccola sarà gestibile", però se non lo sarà "ci troveremo con un nuovo picco - è convinto Sileri - che impedirà da gennaio di fare ciò che dobbiamo fare: riaprire le scuole, riaprire i ristoranti, consentire alle persone di andare a sciare, riprenderci la nostra vita". "Fare tutto questo nel periodo natalizio è un rischio", ammonisce, mentre "farlo in maniera diluita a partire dal 7, 8, 10 gennaio è possibile, a patto che i casi non siano 30-40mila come abbiamo osservato un mese fa", osserva Sileri che ricorda quanto accaduto negli Usa dopo la Festa del Ringraziamento. "Non vedo perché dobbiamo andare incontro a una terza ondata", chiosa il viceministro e medico.

 

(Fonte: Adnkronos)

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