updated 11:20 AM UTC, Sep 24, 2021

Green pass obbligatorio al lavoro, tutto quello che c'è da sapere. Le sanzioni, la sospensione dello stipendio, l'eccezione degli avvocati: i dettagli

Anche i politici dovranno adeguarsi. Tamponi a 15 euro per tutti, estesa la validità dell'esito dei molecolari a 72 ore mentre quella degli antigenici continuerà ad essere 48 ore


Green Pass per chi esegue test rapidi antigenici e test PCR molecolari -  BOMA Laboratorio Druso

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera all'unanimità al nuovo decreto legge per l'estensione del Green pass a tutti i luoghi di lavoro. E' "un decreto per continuare ad aprire il Paese", ha detto il presidente del Consiglio Mario Draghi ai suoi ministri. "Vogliamo rendere ancora più forte la campagna di vaccinazione", ha aggiunto il ministro della Salute Roberto Speranza.

Magistrati e dipendenti di Bankitalia, colf, badanti, elettricisti e idraulici, ministeriali e dipendenti dei consigli comunali, governatori e consiglieri regionali eletti alle elezioni, volontari: dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre, quando è prevista la scadenza dello stato d'emergenza, il Green pass diventa quindi obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro e andrà a incidere direttamente sulla vita di 23 milioni di italiani di cui 14 milioni e 700mila impiegati nel settore privato. Compresi deputati e senatori anche se, essendo Camera e Senato organi costituzionali, spetterà a loro decidere da quando e con quali modalità adeguare il proprio ordinamento in base al principio dell'autodichiarazione.

OBBLIGO PER TUTTI I LAVORATORI

Il decreto, 9 articoli nell'ultima bozza, introduce innanzitutto l'obbligo per tutti i dipendenti pubblici: "personale delle amministrazioni pubbliche, delle Autorità amministrative indipendenti, compresa la Consob e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione, della Banca d'Italia, nonché degli enti pubblici economici e degli organi di rilievo costituzionale" nonché tutti i "titolari di cariche elettive o di cariche istituzionali di vertice". E anche a tutti quei soggetti che, "a qualsiasi titolo" svolgono la propria attività lavorativa in un'amministrazione pubblica, anche se con contratti esterni. La norma vale anche per gli organi costituzionali - Presidenza della Repubblica, Camera, Senato, Corte Costituzionale - ma spetterà a loro definire in che modo applicarlo. Stesso discorso per il settore privato: "chiunque svolge un'attività lavorativa" per accedere al luogo di lavoro è obbligato a "possedere ed esibire la certificazione". Sia nel pubblico sia nel privato, non dovranno esibire il Green pass tutti coloro che sono esentati dalla campagna vaccinale.

GREEN PASS ANCHE NEI TRIBUNALI MA NON PER AVVOCATI

Il decreto introduce anche una norma ad hoc per l'accesso a tribunali e uffici giudiziari: il Green pass dovranno averlo i magistrati ordinari, amministrativi, contabili, militari e onorari, gli avvocati e i procuratori dello Stato e i componenti delle commissioni tributarie. La norma non varrà però per i legali: le disposizioni, dice il decreto, "non si applicano agli avvocati e altri difensori, consulenti, periti e altri ausiliari del magistrato estranei all'amministrazione della giustizia, testimoni e parti del processo". Un avvocato potrà dunque andare in tribunale senza avere il certificato ma, ad esempio, dovrà mostrarlo per entrare in uno studio legale.

TAMPONI A 15 EURO PER TUTTI

Per non penalizzare ulteriormente chi non vorrà o non può vaccinarsi, il decreto introduce i tamponi a prezzo calmierato per tutti nelle farmacie che hanno aderito al protocollo d'intesa: gratis per chi non si può vaccinare, 8 euro per i minori e 15 euro per tutti gli altri. Nella bozza è prevista per le farmacie che non rispettano i prezzi una sanzione da mille a 10mila euro e il prefetto potrà disporre anche la chiusura dell'attività per 5 giorni.

GREEN PASS VALIDO PER 72 ORE 

Per quanto riguarda i tamponi, con un emendamento al decreto Green pass bis, è stata inoltre estesa la validità dell'esito dei molecolari a 72 ore mentre quella degli antigenici continuerà ad essere 48 ore.

CONTROLLI A DATORI LAVORO, ANCHE VERIFICHE A CAMPIONE

Il governo ha previsto che a verificare se i lavoratori sono in possesso del Green pass, sia nel pubblico che nel privato, dovranno essere i datori di lavoro ai quali spetta inoltre il compito di definire, entro il 15 ottobre, le "modalità operative per l'organizzazione delle verifiche", che potranno essere anche a campione. Ci dovrà essere un responsabile incaricato degli accertamenti che, in via prioritaria, dovranno essere eseguiti al momento dell'accesso. La validità del Green pass potrà essere verificata, nel privato, con la app "VerifiCa19" mentre nel pubblico il premier, su proposta dei ministri per la pubblica amministrazione e della salute, potrà definire delle linee guida "per la omogenea definizione delle modalità organizzative".

SANZIONI FINO A 1.500 EURO, SOSPENSIONE DELLO STIPENDIO SIN DAL PRIMO GIORNO Per chi non ha il pass sono previste una serie di sanzioni: scatterà innanzitutto la sospensione dello stipendio sin dal primo giorno in cui non venga presentata la certificazione (sia nel pubblico sia nel privato). Nel pubblico chi non ha Green pass è ritenuto "assente ingiustificato" e dopo il quinto giorno di assenza il rapporto di lavoro è sospeso. Nel privato invece il lavoratore è assente senza diritto alla retribuzione fino a presentazione del pass. Nessuna conseguenza disciplinare e niente licenziamenti, in ambo i casi. Per i datori di lavoro che non effettuano i controlli sono previste inoltre sanzioni da 400 a mille euro, mentre dipendenti pubblici, privati e autonomi che verranno sorpresi in un luogo di lavoro senza il pass rischiano una sanzione da 600 a 1.500 euro. E sanzioni sono previste anche per i magistrati ordinari: l'accesso senza il pass è considerato "illecito disciplinare" ed è sanzionato in base alla normativa di riferimento.

 

Primo giorno di scuola, Bianchi: "Controlli su 900mila Green pass. Vaccinato il 93% del personale"

Giornata d'apertura dell'anno in buona parte d'Italia, parla il ministro dell'Istruzione: "Siamo tornati ad avere la gioia di avere le nostri classi piene dei nostri ragazzi. Interventi mirati in caso di rischi, mai più Dad per tutti"


Il ministro Bianchi a Bologna inaugura l'anno scolastico 2021 / 22: "Una  gioia per tutti" - Cronaca

Controlli su oltre 900.000 green pass a scuola nella giornata d'apertura dell'anno in buona parte d'Italia. "La piattaforma è attiva da stamattina alle 7, ci sono oltre 900mila verifiche", ha detto il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, a Rainews 24 arrivando alla scuola primaria Carducci di Bologna. “Non tutto il paese è partito, si tratta di 4.500 scuole su 8.000: è un risultato straordinario. Abbiamo provato ieri la piattaforma per l’ultima volta e funziona. Questo è un paese capace di fare cose che funzionano", ha aggiunto.

"Siamo tornati ad avere la gioia di avere le nostri classi piene dei nostri ragazzi. Sì è una gioia", ha affermato quindi a Sky Tg24.

"Il 93% di tutto il personale scolastico è vaccinato", ha ribadito il ministro. "Dobbiamo poi aggiungere coloro che hanno le certificazioni perché non possono vaccinarsi", ha aggiunto Bianchi ricordando che c'è stata "una risposta corale" e "studenti che con grande entusiasmo hanno accettato di vaccinarsi. Il vaccino è l'arma più importante".

Docenti precari, alla fine la spunta Bianchi: M5S e Lega sono scontenti. Il  piano del Ministro guarda a settembre e non solo - Orizzonte Scuola Notizie

"Nel caso in cui vi fosse un rischio diversamente dagli anni passati, l'abbiamo già scritto nel decreto del 6 agosto, si farà attenzione a quel gruppo, a quella classe, a quella scuola, non sarà più possibile mettere in Dad tutta una regione. Se vi fossero dei rischi si interviene in maniera mirata", ha evidenziato Bianchi parlando di sicurezza nelle scuole nell'ambito dell'emergenza sanitaria.

"Tutte le autorità sanitarie sono comunque attentissime, siamo tutti attentissimi, ma soprattutto siamo attenti agli altri: finalmente la solidarietà torna ad essere il punto fondamentale della nostra sicurezza".

Parlando ancora di sicurezza, Bianchi ha specificato che "il principio cardine della nostra scuola si chiama autonomia, ed è la capacità di vederci tutti responsabili. Abbiamo una forte raccomandazione che rimane per il metro di distanza, una raccomandazione che va legata al principio di responsabilità, quindi tutti gli strumenti, tutta l'educazione alla sicurezza che abbiamo accumulato torna oggi importante. Non c'è una gestione pressappochista ma puntuale".

Studio europeo: le scuole chiuse fanno più male che bene. Scarso impatto  sui contagi ma contraccolpi sul benessere dei ragazzi - Il Fatto Quotidiano

Estendere i test salivari? "Questa è una cosa che affrontiamo con il generale Figliuolo e facciamo con tutte le autorità sanitarie", ha risposto il ministro, precisando subito dopo che "dipende dall'autorità sanitaria, le questioni di sanità le diamo ai nostri esperti".

"Il ministro - ha spiegato - sta lavorando con un milione di persone, ovvero coloro che lavorano nella scuola ma anche con altrettante persone che lavorano al di fuori della scuola: la sanità, i trasporti. Tutti siamo consci che bisogna andare verso strumenti semplici da usare e precisissimi nel risultato".

"No, non ho abbandonato l'idea" di far togliere le mascherine nelle classi dove sono tutti vaccinati, ha detto ancora. "La nostra direzione di marcia è una indicazione chiara contenuta nel decreto del 6 agosto. Stiamo lavorando da aprile a una scuola nuova, più inclusiva, più affettuosa, anche più rispettosa e stiamo lavorando anche su questo", ha concluso.

 

(Fonte: Adnkronos)

Terza dose del vaccino anti-Covid, ecco le date per tutte le categorie

Secondo fonti di governo, il timing previsto per la somministrazione della terza dose è prevista dalla fine di settembre per gli immunodepressi e a dicembre per gli anziani. All'inizio del 2022, tra gennaio e febbraio, dovrebbe essere il turno degli operatori sanitari. E' questo, secondo fonti di governo, il timing previsto per la somministrazione della terza dose.


Terza dose Pfizer, al via l'esame dell'Ema - Tiscali Notizie

Atteso il parere definitivo dell'Aifa - Queste le ipotesi categoria per categoria. Nulla di ufficiale, però, in attesa delle valutazioni dell'Aifa. Dal Comitato tecnico-scientifico dell'Agenzia italiana del farmaco, comunque, arriverebbe una posizione favorevole ad autorizzare la terza dose dei vaccini anti Covid per i pazienti "fragili" e immunodepressi. Il Cts dell'Aifa è, in ogni caso, ancora riunito per esaminare la questione: è atteso nella giornata di mercoledì (ma potrebbe slittare ai giorni successivi) il parere definitivo. Sulla terza dose al resto della popolazione l'Aifa attenderà invece le conclusioni dell'Ema, l'Agenzia europea del farmaco.

  • Pubblicato in Salute

Green pass e vaccino obbligatorio, Cacciari non ci sta: "Meccanismi autoritari. Tutto va bene perché c'è un'emergenza sanitaria?"

Il filosofo (di sinistra) a Quarta Repubblica: "La forma a volte fa sostanza: sento usare parole come 'stanare' chi non si vaccina. Ma ci rendiamo conto? Mi arrivano centinaia di mail al giorno di medici e scienziati che mi danno ragione e mi dicono che non possono parlare"


Massimo Cacciari e la frase complottista come Meluzzi | VIDEO

"Tutto va bene perché c'è un'emergenza sanitaria? Tutti a sollecitare meccanismi autoritari, come sostanzialmente è l'obbligo di vaccinazione". Massimo Cacciari motiva e illustra dubbi e perplessità sul green pass in Italia e sull'eventuale obbligo vaccinale.

"Il governo è legittimato a imporre un trattamento sanitario, è vero. Se ne discute la legittimità in chiave culturale, etica e politica. Tutto va bene perché c'è un'emergenza sanitaria? E' lecito chiedere in base a quali criteri cesserà lo stato d'emergenza? Finirà quanto non c'è più un malato in terapia intensiva o quando nessuno ha più di 37,5 di febbre? Tutti a sollecitare meccanismi autoritari, come sostanzialmente è l'obbligo di vaccinazione. Ma scherziamo? Ai virologi non frega nulla delle derive culturali e politiche di questa società?", dice Cacciari a Quarta Repubblica. "La forma a volte fa sostanza: sento usare parole come 'stanare' chi non si vaccina. Ma ci rendiamo conto?", dice Cacciari. "Se arriva l'obbligo, bene: almeno sparisce l'ipocrisia. Mi arrivano centinaia di mail al giorno di medici e scienziati che mi danno ragione e mi dicono che non possono parlare".

Provvedimenti come il green pass o l'eventuale obbligo vaccinale devono inserirsi in un quadro in cui "deve essere sempre garantito il rispetto della dignità della persona, la giurisdizione indica che la persona sia perfettamente informata. Mi domando se possiamo dire che le persone siano state correttamente informate sui vaccini e sulle loro conseguenze. Non c'è dubbio che i vaccini siano utili, ma questo non basta per dire che siamo correttamente informati".

"Non esiste nessuna situazione priva di rischi, le aziende farmaceutiche non conoscono però le conseguenze a medio e lungo termine dei vaccini. In queste condizioni, come si fa a imporre il green pass? Siamo già arrivati al 70-80% della popolazione vaccinata, si continui così" cercando di convincere gli italiani. "Quando siamo arrivati a vaccinare tutta la popolazione sopra i 40-50 anni, che bisogno c'è di vaccinare gli adolescenti, che non corrono alcun rischio reale?", afferma. "Non è vero che la situazione sia uguale ovunque: in moltissimi paesi non c'è obbligo di vaccinazione. In Danimarca la situazione si è normalizzata, in Germania non si sognano di vaccinare gli adolescenti".

 

(Fonte: Adnkronos)

Reddito di cittadinanza, scontro e mediazione Lega-M5S. Giorgetti: "Trasformarlo in Lavoro di cittadinanza". La trincea di Conte e Fico: "Lo difenderemo"

Assistenzialismo improduttivo o misura di sostegno necessaria? Il provvedimento-bandiera dei 5Stelle agita governo e maggioranza. Il ministro dello Sviluppo economico propone modifiche in chiave occupazionale. L'ex premier su La7: "Dopo un anno di Covid, dire di abrogarlo è folle e vigliacco"


"Cosa fa il M5s se si cancella il Reddito di cittadinanza? Sarebbe la rottura di un patto di lealtà e di una logica di sostegno e collaborazione: ma il M5s sosterrà il governo dal momento che Draghi ha confermato che condivide la misura". Lo ha detto il leader M5s, Giuseppe Conte, a Coffe Break su La7. 

Parlare di abrogazione del reddito di cittadinanza significa fare "un ragionamento ed avere un comportamento vigliacco, fare un'aggressione vigliacca. Stiamo parlando anche di pensionati e di una platea di beneficiari che non ha di che mangiare. Spesso viene utilizzato l'argomento degli abusi: se anche ce ne fosse stato qualcuno non è normale abrogarlo, chiudere la questione per questo. Io dico però che i può migliorarlo, in Germania hanno impiegato tanto tempo per metterlo a punto. Ma ora, dopo un anno di Covid, dire di abrogarlo è folle e vigliacco", ha inoltre detto l'ex premier  a L'Aria che tira su La7.

 "Il reddito di cittadinanza è una misura importantissima per le persone in difficoltà. Il M5S lo difenderà". Così il presidente della Camera Roberto Fico, presente ad una manifestazione elettorale del M5S nel Rione Sanità, a Napoli "Se ci sono dei miglioramenti da fare - ha aggiunto Fico - si faranno, ma il reddito rimane ". Alle domande dei giornalisti sulle critiche al reddito del leader della Lega Matteo Salvini, il presidente della Camera ha replicato: "è una misura ottima che ha dato un contributo importante alle persone in difficoltà". 

"Dobbiamo cominciare a ragionare di lavoro di cittadinanza. La costituzione italiana recita che é il lavoro che ci rende pienamente cittadini. Lo sforzo é di trasformare il reddito di cittadinanza in lavoro di cittadinanza". Così il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, rispondendo ad una domanda sul reddito di cittadinanza a margine del Salone del Mobile.

 

(Fonte: Ansa)

Salvini e Meloni, "promessi sposi" sul Lago di Como: "Prove tecniche di governo". L'intesa ritrovata tra i due leader spaventa Draghi

L'attacco condiviso (con o senza richiesta di dimissioni) al ministro Lamorgese sui migranti, le comuni posizioni su obbligo vaccinale e reddito di cittadinanza: i rapporti tra i capi di Lega e Fratelli d'Italia si sono rinsaldati dopo una fase di freddezza, dovuta anche al "derby" interno al centrodestra in termini di consenso e supremazia. Il fatto che uno sia nella maggioranza e l'altra all'opposizione, potrebbe essere superato, in un senso o nell'altro, dopo le elezioni per i sindaci. Parole e immagini dal Workshop Ambrosetti di Cernobbio


Il segretario della Lega Matteo Salvini e la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni si sono abbracciati davanti alle telecamere prima di lasciare il Workshop Ambrosetti di Cernobbio. "Sono prove tecniche di Governo" hanno commentato prima di lasciarsi. Matteo Salvini e Giorgia Meloni si sono seduti sul parapetto dell'Hotel Villa d'Este di Cernobbio in riva al lago di Como per fotografarsi con il telefonino.

Alla domanda dei giornalisti su quali fossero i rapporti tra i due partiti hanno risposto abbracciandosi e pronunciando la frase 'prove tecniche di governo'. 

Le cose con la presidente di Fdi Giorgia Meloni vanno "benissimo". Il segretario della Lega Matteo Salvini, che con lei ha partecipato al Forum Ambrosetti, lo ha detto ai giornalisti aggiungendo "governeremo insieme". Sui tempi ha spiegato che "dipende da Draghi. Se vuole fare il presidente della Repubblica è complicato un quarto governo in quattro anni anche se capisco che c'è chi voglia tirare a campare, soprattutto i 5stelle". "Draghi tutti lo piazzano. Io - ha ironizzato - lo vorrei allenatore del Milan..."

"Io non ho un piano B nelle alleanze: per me esiste solamente l'alleanza di centrodestra, spero che per la Lega e Forza Italia valga alla stessa maniera, questo l'ho chiesto più volte, ma sono abbastanza ottimista che nel 2023 il centrodestra si presenterà compatto e anche sul fatto che possa avere, per il tramite del consenso degli italiani, la possibilità di governare". Lo ha detto la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni a margine del Forum Ambrosetti. 

 

(Fonte: Ansa)

Ecobonus auto, il governo corre ai ripari: 57 milioni di euro per l'incentivo ad acquistare le elettriche. Ma resta il rischio esaurimento a breve

Il decreto infrastrutture . scrive la Gazzetta - "rialloca" i fondi dell’Extrabonus e riattiva il sostegno all'acquisto, ma secondo previsioni gli incentivi caleranno di un terzo, con il rischio di esaurirsi per ottobre. Depositata una interrogazione parlamentare per chiedere un piano strutturale a lungo periodo


Incentivi auto, 10 modelli con sconto da 10mila a 3500 euro in caso di  rottamazione - Il Sole 24 ORE

Approvato in Consiglio dei Ministri un nuovo Decreto Legge con misure volte a migliorare i servizi di trasporto e agevolare gli investimenti in infrastrutture, tra le cui disposizioni spiccano anche importanti novità sugli eco-incentivi auto. In particolare, in materia di Ecobonus Automotive si prevede che la conclusione della procedura informatica per confermare la prenotazione dell’ecobonus per le categorie M1, M1 speciali, N1 e L possa avvenire:

  • entro il 31 dicembre 2021, se l’inserimento è avvenuto tra il 1 gennaio 2021 e il 30 giugno 2021,
  •  entro il 30 giugno 2022, se l’inserimento avviene tra il 1 luglio 2021 e il 31 dicembre 2021.

In pratica, le prenotazioni effettuate da luglio potranno essere perfezionate (con immatricolazione) entro il 30 giugno 2022, così da aggirare il problema dell’allungamento dei tempi di consegna delle auto nuove, provocato dalla crisi dei chip, che rischiava di far saltare alcune delle prenotazioni a causa dei vincoli normativi della norma.

Inoltre, per garantire l’utilizzo dei fondi destinati all’acquisto di veicoli meno inquinanti M1, compresi nella fascia di emissione 0-60 grammi di CO2, il decreto sblocca le risorse previste per l’Extrabonus riallocandole sul fondo ordinario dell’incentivo Ecobonus auto elettriche. Il blocco degli eco-incentivi sulle auto elettriche e plug-in a basse emissioni era scattato il 25 agosto per l’esaurimento dei fondi, quando invece erano rimasti 57 milioni sul fondo extrabonus non utilizzabili per un cavillo normativo. Dunque, si riaprono le prenotazioni attingendo alle risorse residue, con le date sopra indicate come termine ultimo per le prenotazioni dei veicoli in oggetto. Ora, con l’azzeramento dell’extrabonus per i veicoli M1 nella fascia di emissione 0-60 g/km CO2, si potrà ottenere un incentivo ridotto nella seguente misura:

  • 21-60 g/km CO2 senza rottamazione: 1.500 euro;
  • 21-60 g/km CO2 con rottamazione: 2.500 euro;
  • 0-20 g/km CO2 senza rottamazione: 4.000 euro;
  • 0-20 g/km CO2 con rottamazione: 6.000 euro.

Nulla cambia per i contributi sull’acquisto di auto nuove con emissioni 61-135 g/km con rottamazione (1.500 euro statali + 2.000 euro del concessionario), per i quali si stimano ancora diverse settimane di disponibilità dei fondi.


L'articolo della Gazzetta dello Sport conferma i dubbi sul provvedimento

Il decreto infrastrutture “rialloca” i fondi dell’Extrabonus e riattiva il sostegno all’acquisto, ma secondo previsioni gli incentivi caleranno di un terzo, con il rischio di esaurirsi per ottobre. Depositata una interrogazione parlamentare per chiedere un piano strutturale a lungo periodo

Gianluigi Giannetti

Con il decreto infrastrutture e mobilità sostenibili approvato nella serata di ieri dal Consiglio dei Ministri, il governo ha spostato 57 milioni di euro di Extrabonus sul fondo ordinario dell’incentivo Ecobonus, dunque riallocando sulla componente principale dell’incentivo le risorse prelevate da quella aggiuntiva, appunto i 57 milioni di euro congelati e che non erano accessibili al pubblico separatamente. Tutto questo, come spiegato nel testo del decreto, “per garantire e ottimizzare l’utilizzo dei fondi destinati all’acquisto di veicoli meno inquinanti M1, compresi nella fascia di emissione 0-60 grammi di CO2”, ovvero a favore dell’auto elettrica e ibrida plug-in. Una riallocazione dunque, che però non conferma il regime di incentivi valido fino alla metà di agosto, quando sono terminati i fondi dell’Ecobonus propriamente detto. Una situazione complessa, come sottolineato dalla interrogazione parlamentare depositata nelle stesse ore da alcuni esponenti della maggioranza. Il sistema di finanziamento ha bisogno, secondo i relatori, di un piano articolato di settore che tenga conto anche delle giuste esigenze sociali della trasformazione. Nel caso poi si continuasse con misure non di sistema, secondo l’onorevole Gianluca Benamati promotore dell’iniziativa alla Camera, sarebbero comunque necessarie risorse che vanno ben oltre la riallocazione vista finora.

CONTI ALLA MANO

 

La riallocazione di 57 milioni di euro, secondo l’aritmetica, non consente molta liberà di manovra. Il decreto Sostegni bis convertito in legge lo scorso 23 luglio aveva già rifinanziato l’Ecobonus per le vetture elettriche (fascia 0-20 g/km) e per le ibride plug-in (21-60 g/km), con 60 milioni, andati esauriti in meno di un mese. I conti sono presto fatti. Al regime precedente, il sostegno combinato portava a 6.000 euro di finanziamento Ecobonus più 2.000 euro di Extrabonus per l’acquisto di una vettura elettrica in caso di rottamazione di un veicolo che avesse più di 10 anni, ovvero 4.000 euro più 1.000 euro senza rottamazione. Per le auto ibride plug-in, si aveva diritto a 2.500 euro di Ecobonus più 2.000 euro di Extrabonus in caso di rottamazione, ovvero 1.500 euro più 1.000 euro senza rottamazione. Nei fatti e in assenza di ulteriori comunicazioni, la riallocazione significa la sparizione dell’Extrabonus, e dunque un piano di finanziamento ridotto di un terzo, ovvero fino ad un massimo di 6.000 per vetture elettriche e 2.500 per veicoli ibridi plug-in. Resta inteso l’ulteriore sostengo da parte dei concessionari, che naturalmente decresce in maniera proporzionale. Tutto questo con proiezioni sconfortanti in termini di copertura temporale. Nei primi otto mesi del 2021 sono state immatricolate infatti 38.744 auto elettriche e 47.421 ibride plug-in, ma a far fede sulla tendenza sono i numeri del mese di luglio, con 5.096 mezzi a batteria e 6.272 ibride ricaricabili. Gli attuali fondi consentono così il finanziamento esclusivamente di circa 9.500 vetture elettriche con rottamazione, ovvero solo di 22.800 ibride ricaricabili con rottamazione. Combinando le due voci e considerando un regime di vendite regolare, come quello previsto per il mese di settembre, la cifra appare destinata ad esaurirsi in ben meno di 45 giorni, cioè a metà ottobre.

UN PIANO COMPLESSIVO

“Ai 57 milioni di euro di Extrabonus ancora disponibili andavano aggiunti non meno di altri 100 milioni di rifinanziamento all’Ecobonus propriamente detto, tutto questo per arrivare a fine anno senza incertezze”. Questa l’opinione dell’On Gianluca Benamati, “padre” degli incentivi auto Euro 6 già nel 2020 e tra i maggiori referenti delle politiche legate al settore della mobilità nella passata e nella presente maggioranza. Raggiunto dalla La Gazzetta dello Sport, le sue valutazioni guardano tanto al peso delle soluzioni estemporanee che alla necessità di un piano di settore che garantisca l’accesso agli incentivi in una chiave sociale, che aiuti i consumatori e gli operatori del settore ad affrontare la transizione. “Per garantire questo regime di incentivi sono necessari non meno di 600 milioni di euro l’anno, ed è evidente che questi fondi sono solo la parte marginale di un programma molto più complesso dedicato all’automotive, che non trova nessuna citazione nelle previsioni di spesa presentate da Governo circa le dotazioni in arrivo dal Recovery Fund”. L’onorevole Benamati si riferisce naturalmente al capitolo della Mission 2 del piano del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che del Recovery Fund destinato al nostro Paese rappresenta il programma di esecuzione presentato dall’esecutivo Draghi. Proprio nella Mission 2 sono stanziati 23,78 miliardi di euro a favore delle politiche di mobilità sostenibile, della diffusione delle motorizzazioni ad idrogeno e della costituzione delle reti pubbliche di ricarica. Entrando nel dettaglio però si nota che solo 740 milioni sono specificamente destinati alla costituzione di un network di colonnine pubbliche ad alta potenza. A riguardo, l’Unione Europea ci vincola al raggiungimento di almeno 31.500 punti di ricarica di questo tipo entro il 2030, ponendo poi l’obiettivo di 6 milioni di vetture a batteria circolanti in Italia per quella data. A riguardo, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza non prevede nessun piano di sostegno all’acquisto.

PAROLA AL PARLAMENTO 

“Serve un piano organico che preveda investimenti nella ricerca e sviluppo, nella formazione dei lavoratori della nuova filiera dell’auto ecologica, nel sostegno di sistema alla transizione”. L’On.Gianluca Benamati trasmette a Gazzetta Dello Sport il testo di una interrogazione parlamentare già depositata, che lo vede firmatario insieme ai colleghi Nardi, Bonomo, Gavino Manca, Soverini e Zardini. È rivolta al Ministro dello sviluppo economico, e considera la scadenza della misura dell’Ecobonus a dicembre 2021, già frutto di una previsione in via sperimentale da parte della Legge di Bilancio 2019. Qui è intervenuta la riallocazione di 57 milioni di euro. Si chiede piuttosto l’adozione di un piano strategico per il ricambio del parco circolante, prevedendo misure strutturali per il sostegno del settore dell’automotive, andando dunque ben oltre la politica dello spostamento di fondi già presenti e non utilizzabili. “Il punto è costruire un percorso” sottolinea l’On.Gianluca Benamati, “aprire una seria discussione va ben oltre la gestione delle emergenze”.

 

Ecobonus auto, fondi finiti, crollano le vendite: la "tempesta d'agosto" travolge il mercato. E ora cosa succede?

Non è dato sapere se e quando ci sarà un rifinanziamento per il bonus che permetteva di risparmiare fino a 6 mila euro per l’acquisto di una nuova macchina elettrica e ibrida plug-in. Gli operatori del settore e gli automobilisti attendono risposte e chiedono un intervento rapido da parte di governo e Parlamento


Ecobonus auto usate 2021: chi può richiedere incentivi – LiveUnict

Lʼauto in Italia non corre. Il mese di agosto ha fatto registrare un calo delle vendite del 27,3%, con appena 64.689 nuove immatricolazioni. Nei primi 8 mesi del 2021 sono state 1.060.182 le auto nuove vendute, il 20% in meno rispetto allo stesso periodo del 2019, anno in riferimento, nel quale si immatricolarono 260 mila auto in più. Conta poco invece il raffronto con il 2020 della pandemia, rispetto al quale si registra un aumento del 31 percento.

Una situazione di mercato in grave deterioramento, perché sono finiti gli incentivi statali (anche sulle auto 100% elettriche!) e perché nel mondo si assiste alla crisi dei semiconduttori che ha rallentato la produzione. Urge intervenire e il Presidente dell’Unrae (le Case estere in Italia) Michele Crisci afferma che “la soluzione non può che essere un immediato rifinanziamento dell’Ecobonus, oppure un trasferimento parziale delle risorse ferme nell’Extrabonus, facendo così ripartire subito il meccanismo degli incentivi e rilanciando le vendite delle auto elettriche pure e ibride plug-in”.

La “tempesta dʼagosto” è stata definita da Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, la situazione che si è venuta a creare sul mercato auto italiano. Governo e Parlamento sono chiamati a reagire, puntando soprattutto sulle nuove forme di trazione: ibride ed elettriche. Il PNRR deve andare in questa direzione, anche perché 6 italiani su 10 (secondo un sondaggio Quintegia) hanno affermato che la loro prossima auto da comprare sarà ibrida plug-in.

Quanto ai modelli più venduti ad agosto, la Panda resta leader con 3.009 preferenze da parte degli automobilisti italiani. Stellantis domina la classifica, piazzando al secondo posto la 500 con 2.444 immatricolazioni e al terzo la Ypsilon con 2.056. Eppure con 21.636 unità vendute, Stellantis ha perso il 36,3% rispetto allo stesso mese del 2020. Bene le nuove Jeep, con la Renegade che sale al sesto posto fra le best-seller italiane e la Compass alʼottavo. Nel mezzo due B-Suv di grande successo: Nuova Renault Captur quarta e Ford Puma quinta, mentre completano la top ten la nuova Yaris, la 500X e la Renault Clio.

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