updated 5:11 PM UTC, Oct 21, 2021

Gli Enzimi; l'elisir per una lunga e sana vita

  • Scritto da Redazione
  • Pubblicato in Salute

Ernst Günter in “Lebendige Nahrung” (1983) definì gli enzimi “sostanze speciali, che contengono la scintilla della vita, controllando i processi biochimici di singoli organi negli esseri umani, animali e piante, in modo così preciso, da sembrare dotati d’intelligenza”


Gli enzimi sono delle molecole presenti in natura e quindi anche nel nostro corpo, in grado di catalizzare tutti i processi delle cellule. Ma cosa vuol dire "catalizzare"? Vuol dire "rendere possibili", tutte le reazioni biochimiche che avvengono in ogni singola cellula, diventando di fatto la principale funzione del nostro metabolismo. gli enzimi, in particolare, sono i veri “operai molecolari” delle cellule, portano avanti tutte le reazioni biochimiche necessarie alla vita. Questa “intelligenza” è in grado di memorizzare tutte le catalisi che compie, una sorta di “memoria”, in senso sterico (ricordando la disposizione spaziale degli atomi costituenti una molecola). Tutti i substrati della cellula che vengono riconosciuti dalla memoria degli enzimi, danno luogo a delle reazioni fisiologiche, tornando alla loro funzione originale. Questo processo permette alle cellule di riprogrammarsi tornando sempre alla loro funzione naturale.

Allo scienziato italiano Lazzaro Spallanzani spetta comunque il merito di aver per primo iniziato le ricerche in campo enzimologico: nel 1765 mostrò brillantemente, infatti, l'azione solvente del succo gastrico sulla carne. Per quanto egli avesse precisato alcuni particolari, non poté tuttavia valutare, a causa dei mezzi rudimentali di cui allora disponeva e delle scarse cognizioni di chimica del tempo, oggi sappiamo invece che queste molecole meritano una linea di studio che ne definisca appieno il ruolo fisiologico (e fisiopatologico) in senso biodinamico.

Ad esempio, copi estranei per replicarsi nelle cellule del corpo che stanno infettando, utilizzano degli enzimi. Delle recenti ricerche stanno valutando l'utilizzo mirato di particolari enzimi per riportare il metabolismo delle cellule infettate, ad una "normalità", che diverrebbe non riconosciuta dal corpo estraneo. Gli enzimi sono glicoproteine, presenti sulla superficie dei organismi di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche, agenti eziologici di numerose malattie di piante e batteri, necessarie per la penetrazione virale all’interno delle cellule di tessuti, organi e apparati. Di fondamentale importanza per questi microorganismi definiti “parassiti intracellulari” è l’adesione alle cellule per riuscire a penetrare e potere compiere all’interno della cellula ospite il proprio ciclo replicativo. All’interno di quello che viene comunemente chiamato capside virale (rivestimento esterno membranoso, che ha generalmente origine dalla membrana nucleare o plasmatica della cellula ospite), sono contenuti gli enzimi emoagglutinina e neuraminidasi, di cui gli organismi ospiti si servono. Rigenerare le cellule colpite con l'utilizzo degli enzimi potrebbe riportarle alle loro naturali funzioni.

E' opportuno ricordare che la Terapia Complementare Enzimatica non utilizza enzimi ma lavora sugli enzimi, grazie all’impiego di substrati perfettamente riconoscibili in quanto ottenuti “biodinamicamente”, cioè attraverso biotecnologie a conversione enzimatica sequenziale che riproducono fedelmente i cicli biologici: questo concetto è di fondamentale importanza in quanto viene a delinearsi un’autentica “seconda via”, parallela agli integratori alimentari convenzionali.

Gli Integratori Alimentari Biodinamici (IAB), sono oggi frutto di una Ricerca da parte della Citozeatec, sono a tutti gli effetti degli Stimolatori Biologici Non Ormonali (SBNO), in grado di essere immediatamente riconosciuti dalla “memoria” dei nostri enzimi, che vengono quindi direzionati verso la normalità fisiologica, in presenza di fattori esterni che tendono ad utilizzarli a vantaggio.

Nata nel 2006 dall’esperienza di oltre 30 anni di lavoro nel campo delle biotecnologie, Citozeatec è un’azienda leader nella produzione di integratori alimentari ispirati all’agricoltura biodinamica e realizzati attraverso un originale processo di conversioni enzimatiche sequenziali a ciclo continuo: i nutraceutici o modulatori fisiologici biodinamici.

I nutraceutici biodinamici studiati e prodotti da Citozeatec hanno dimostrato – in studi sperimentali e clinici eseguiti presso l’Università Tor Vergata di Roma e disponibili su richiesta in azienda – la capacità di modulare fisiologicamente il sistema biodinamico (attraverso il controllo di specifiche attività enzimatiche) sia in vitrosia in vivo, grazie all’azione concertata delle molecole tutte orientati verso loci di appartenenza.

I nutraceutici biodinamici non sono farmaci e, pertanto, non sono soggetti alla normativa che disciplina questa categoria di sostanze; vanno prescritti dal medico, quando ne ravvisa la necessità, in associazione ad un corretto stile di vita e in aggiunta, e non in sostituzione a terapie convenzionali. Pur non essendo richiesto dal Legislatore, l’azienda continua a promuovere la ricerca e lo sviluppo dei suoi prodotti attraverso studi scientifici al fine di migliorare la qualità della vita dei pazienti, soprattutto quelli affetti da patologie croniche e degenerative, anche nell’ottica della moderna medicina della “supportive care”, complesso di strategie atte a prevenire, controllare o alleviare complicanze ed effetti collaterali e per migliorare il comfort e la qualità della vita del paziente. Non ultima la promozione costante di eventi formativi destinati alla classe medica e a tutti i professionisti della salute coinvolti nel campo della nutraceutica.

Preparazione suolo agricolo mediante Pool di enzimi

Le biotecnologie applicate in questo contesto sono indirizzate alla conversione di una serie di sostanze organiche e organolettiche in un prodotto di indubbio valore agronomico, impiegabile in agricoltura non solo come apportatore di sostanze utili al regno vegetale, ma anche come correttore della pedologia dei suoli alterati.

La moderna agricoltura è subordinata al concetto di produttività esasperata, che si concretizza nello sfruttamento intensivo dei suoli, più di quanto essi non possano a volte realmente offrire; il risultato finale è un loro inevitabile indebolimento, inteso questo sia nella capacità produttiva, sia nella capacità di difesa.

Ci si è accorti da tempo che il terreno agricolo non è una risorsa inesauribile; ciò che piuttosto non si è capita ancora è la gestione del patrimonio che esso rappresenta, e non solo dal punto di vista strettamente economico.

Il solo ripristino delle sostanze organiche e inorganiche consumate durante la crescita della coltura non basta al riassetto globale del terreno stesso per una nuova semina, in quanto l’attività vegetativa ha consumato anche risorse biologiche.

Le biotecnologie di trasformazione si inseriscono con il preciso intendimento di colmare questa lacuna, aiutando a disciplinare le intense attività microbiologiche innescatesi durante la fase vegetativa, ed a reintegrarle, perché magari compromesse, nei periodi di post-raccolto.

Le biotecnologie sono insomma anche un supporto alle capacità difensive del terreno, importanti soprattutto perché mirano a colpire e prevenire le cause di patologie infestanti, non a limitarne gli effetti come in ultima analisi fanno i normali trattamenti chimici.

L’uso indiscriminato di pesticidi, diserbanti, anticrittogamici, fitofarmaci, nonché le monocolture intensive e le concimazioni forzatamente inorganiche, unite alla sempre minore disponibilità di stallatico quale ammendante, hanno generato un progressivo indebolimento dei suoli che non possono essere reintegrati se non con prodotti umatici di alto valore agronomico.

Se lo stallatico rappresenta un ottimo apporto organico in un terreno biologicamentesano, nelle attuali condizioni e soprattutto per la mancanza di microrganismi enzimatici dei processi di umo-deumificazione, la sua immissione porta ad un residuo di sostanze organiche non metabolizzabili, e quindi ad un accumulo di prodotti che sbilanciano i rapporti C/N/P organici.

Inoltre, mentre lo stallatico rilascia azoto prontamente assimilabile, la lenta cinetica del fosforo organico ed una carenza nel terreno di importantienzimipectinolitici e cellulositici ha come conseguenza l’infestazione dasemi non digeriti dagli animali, che si ritrovano nello stallatico pressoché inalterati.

Un pronto rimedio è l’immissione di fosforo inorganico prontamente assimilabile, ma la conseguenza negativa di tale concimazione è destinata a distribuirsi nel tempo,in quanto il fosforo organico non viene più metabolizzato, si accumula nel terreno, viene trascinato nelle falde freatiche dalla percolazione, oppure per dilavamento portato nei fiumi, laghi e mari, finendo quindi per alterare i loro ecosistemi.

La risposta delle necessità sopra enunciate sono date da una serie di tecnologie innovative che fanno capo alle biotecnologie enzimatiche-Citozeatec con obiettivo di convertire parassiti e loro uova, insetti, spore microbiche (queste solo se l’operazione è condotta in maniera ottimale).

Produzione di proteine batteriche da conversione spore infestantiquesta operazione biologica è molto importante poiché prepara un precursore di base sul quale vengono insemenzate tutte le biomasse del nucleo umatico; queste sono state isolate da humus di latifoglie e aghi di pino, e possiedono la caratteristica di operare con pressioni osmotiche piuttosto alte.

Lo scopo è l’ attivazione di una serie di prodotti compresi fra:

  • componenti del gruppo umatico (ac. fulvico, crenico e apocrenico, ac. Sacculmico ecc.)
  • microrganismi propri delle micorizze;
  • ormoni vegetali;
  • microrganismi biocidi per combattere le infezioni del regno vegetale e per il disinquinamento dei suoli.

Sfruttando questa particolarità e operando semine di microrganismi enzimatici appropriati, si trasformano detti componenti organici in un prodotto finale le cui caratteristiche sono:

  • Bilanciamento ottimale fra Carbonio, Azoto e Fosforo,
  • Presenza di oligo-elementi utili al regno vegetale,
  • Organicazione del carbonio e dell’azoto quest’ultimo ripartito fra Azoto Proteico, Ammidico e Ammoniacale;
  • Tutta una gamma di microrganismi propri del nucleo umatico che, inseriti in un suolo, esplicano le loro attività di umo-deumificazione in dipendenza delle richieste del regno vegetale.

 

Fonte: (Pianeta Salute, Disinfection, Citozeatec Press)

 

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