updated 10:48 AM UTC, Jul 23, 2021

Gli Enzimi nell'agricoltura Biodinamica; una nuova frontiera per il benessere dell'uomo

  • Scritto da Zonca2021
  • Pubblicato in Salute

Ai fini del disegno di legge n° 988 del 4 Luglio 2021, il metodo di agricoltura biodinamica, che prevede l'uso di preparati biodinamici e specifici disciplinari, applicato nel rispetto delle disposizioni dei regolamenti dell'Unione europea in materia di agricoltura biologica, è equiparato al metodo di agricoltura biologica.


La moderna agricoltura è subordinata al concetto di produttività esasperata, che si concretizza nello sfruttamento intensivo dei suoli, più di quanto essi non possano a volte realmente offrire, il risultato finale è un loro inevitabile indebolimento, inteso questo sia nella capacità produttiva, sia nella capacità di difesa. Ci si è accorti da tempo che il terreno agricolo non è una risorsa inesauribile, ciò che piuttosto non si è capito ancora è la gestione del patrimonio che esso rappresenta, e non solo dal punto di vista strettamente economico. Le biotecnologie di trasformazione si inseriscono con il preciso intendimento di colmare questa lacuna, aiutando a disciplinare le intense attività microbiologiche innescatesi durante la fase vegetativa, ed a reintegrarle. Le biotecnologie sono insomma anche un supporto alle capacità difensive del terreno, importanti soprattutto perché mirano a colpire e prevenire le cause di patologie infestanti, non a limitarne gli effetti come in ultima analisi fanno i normali trattamenti chimici. La risposta alle nuove esigenze di cultura biologica e con metodi totalmente naturali è rappresentata dagli enzimi. Una serie di tecnologie innovative che fanno capo alle biotecnologie enzimatiche-Citozeatec con l'obiettivo di convertire i parassiti e loro uova, insetti e spore microbiche (queste solo se l’operazione è condotta in maniera ottimale), Questa operazione biologica è molto importante poiché prepara un precursore di base sul quale vengono vitamizzate tutte le biomasse del nucleo umatico; queste sono state isolate da humus di latifoglie e aghi di pino, e possiedono la caratteristica di operare con pressioni osmotiche piuttosto alte. Lo scopo è l’attivazione di una serie di prodotti compresi fra:

• componenti del gruppo umatico (ac. ful - vico, crenico e apocrenico, ac. sacculmico ecc.)

• microrganismi propri delle micorrize

• ormoni vegetali

• microrganismi biocidi per combattere le infezioni del regno vegetale e per il disinquinamento dei suoli

Sfruttando questa particolarità e operando semine di microrganismi enzimatici appropriati, si trasformano detti componenti organici in un prodotto finale le cui caratteristiche sono:

• bilanciamento ottimale fra Carbonio, Azoto e Fosforo

• presenza di oligoelementi utili al regno vegetale

• organicazione del carbonio e dell’azoto quest’ultimo ripartito fra Azoto Proteico, Ammidico e Ammoniacale

• tutta una gamma di microrganismi propri del nucleo umatico che, inseriti in un suolo, esplicano le loro attività di umodeumificazione in dipendenza delle richieste del regno vegetale.

Come da sempre dichiarato dall'Ing Pasquale Ferorelli, Ricercatore Citozeatec Srl, la colonna portante del sistema biodinamico sono gli enzimi, i quali possono essere definiti come dei catalizzatori biologici, ossia sostanze in grado di accelerare la velocità di una reazione chimica consentendo ad essa di raggiungere più rapidamente lo stato di equilibrio. Gli enzimi sono per lo più proteine, da sole o combinate con coenzimi (molecole vitaminiche attivate) o cofattori (generalmente metalli, quali calcio, ferro, zinco etc.). Sono essi a consentire il mantenimento di un elevato grado di “ordine” procrastinando istante dopo istante quella che sarebbe la morte “entropica”. Qualsiasi perturbazione a carico del “sistema biodinamico”, dal quale dipendono da un lato, la generazione ed il corretto utilizzo dell’energia e, dall’altro, attività vitali quali la catalisi enzimatica, la modulazione ormonale ed il signalling, se non prontamente identificata e corretta, può essere causa di sofferenza cellulare, prima, e tissutale, poi, fino a condurre all’accelerazione del fisiologico processo di senescenza o all’innesco di processi cronico-degenerativi in grado di ridurre in maniera variabile la qualità e/o l’aspettativa di vita nel suo idioma generale.

E’ dunque oggi possibile migliorare naturalmente la produzione agricola, senza ricorso a “veleni” chimici, semplicemente intervenendo per via biodinamica sulla “normalità” enzimatica, che la natura ci ha sempre messo a disposizione e che purtroppo e per troppo tempo è stato colpevolmente dimenticata.

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Ultima modifica ilLunedì, 05 Luglio 2021 20:49

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