updated 3:10 PM UTC, Oct 25, 2020

Dei sensori stampati sulla pelle possono rilevare l'infezione da Covid-19

  • Scritto da ZONCA2020
  • Pubblicato in Salute
In evidenza Dei sensori stampati sulla pelle possono rilevare l'infezione da Covid-19

Un team di ricercatori americano-cinese, ha processato uno strato ausiliario di sinterizzazione a basse temperature, che quando applicato alla pelle può rilevare diverse problematiche, tra cui l'infezione da Coronavirus 


I nuovi sensori stampati sulla pelle misurano importanti funzioni del corpo come temperatura, pulsazioni, contenuto di ossigeno nel sangue e pressione sanguigna, misurazioni che possono anche rilevare la presenza di un'infezione da Coronavirus. Questa innovazione è stata sviluppata da ricercatori della Pennsylvania State University (Penn State) http://psu.edu e dell'Harbin Institute of Technology http://en.hit.edu.cn.

"Abbiamo sviluppato una tecnica di produzione semplice ma universalmente applicabile", afferma Ling Zhang, uno dei ricercatori cinesi. Il team americano-cinese utilizza un nuovo tipo di strato di sinterizzazione che garantisce, alle innumerevoli nanoparticelle adiacenti un forte legame e la loro attivazione a basse temperature. Questo processo di sinterizzazione avviene normalmente a 300 gradi Celsius e oltre, troppo alta per essere attivata dal calore della pelle umana. I ricercatori hanno iniziato stampando circuiti stampati flessibili e uno strato a base di nanoparticelle, su dei tessuti flessibili, abbassando la temperatura di sinterizzazione (attivazione dei sensori) a 100 gradi, "ancora troppo alta per la pelle umana", dice Huanyu Larry Cheng, ricercatore e professore alla Penn State. "Il nostro obiettivo era però di scendere sotto i 40 gradi, così da poter applicare i sensori direttamente sulle nostre braccia".

Per raggiungere il loro obiettivo, i ricercatori hanno nuovamente modificato il materiale ausiliario, cambiando anche la composizione dell'inchiostro. Il materiale di supporto utile alla sinterizzazione è costituito da una pasta che contiene alcol polivinilico, questa è una plastica atossica che può essere deformata se riscaldata. Un altro ingrediente è il carbonato di calcio, che è costituito da gusci d'uovo. Così da ottenere una temperatura di attivazione intorno ai 36 gradi centigradi. Un risultato che ha permesso di stampare i sensori direttamente sulla pelle umana, in questo modo un micro sistema di trasmissione poteva trasmettere tutti i dati rilevati, direttamente ad uno smartphone associato.

Purtroppo, i nuovi sensori non sono fatti per durare, funzionano per alcuni giorni, ma poi si dissolvono a causa dell'umidità. In caso si voglia toglierli prima della loro naturale fine, basterà lavarli con dell'acqua tiepida e magicamente si dissolveranno. Secondo i ricercatori, il sistema può essere modificato in modo che riconosca i sintomi tipici di un'infezione da COVID-19.

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