updated 9:44 AM UTC, Sep 16, 2021
Fabio Pasini

Fabio Pasini

SAPERE DI BELLEZZA - Art&Bike Run, la prima edizione al via in Abruzzo

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Sulla caratteristica costa dei Trabocchi, situata tra San Vito Chietino e Fossacesia in Abruzzo, si snoderà la prima edizione di Art&Bike Run.

Questa iniziativa è stata pensata per creare un itinerario ciclabile, artistico ed enogastronomico lungo i 42 km della Via Verde, percorso che verrà inaugurato proprio in questa occasione.

Questo tratto fa parte di un progetto più ampio voluto dalla Regione Abruzzo, chiamato “Bike to Coast” e che si snoderà per circa 130 km sulla costa dell’Adriatico, con moltissime diramazioni verso le colline e montagne dell’entroterra.

La manifestazione si svolgerà dal 30 settembre al 3 ottobre 2021, e prevede diversi appuntamenti: si va dalla ciclopedalata enogastronomica (la più attesa) alla cronometro, oltre a una gara podistica non competitiva.

Il lato artistico della manifestazione è garantito dalle opere dello street artist Millo, che proprio durante i giorni di Art&Bike Run completerà la prima opera su uno dei muri di contenimento presente vicino a una delle gallerie presenti sulla ciclabile.

Il percorso è infatti molto suggestivo perchè riprende il tracciato di un’antica ferrovia costiera ottocentesca, dismessa ormai da molti anni.

Per poter partecipare ad Art&Bike Run ci si può iscrivere sul sito dedicato www.artbikeandrun.it, dove è possibile trovare tutti i dettagli relativi alla manifestazione.




Claudio Scaccabarozzi

La Cassazione: "Il crocifisso a scuola non è discriminatorio". Ma la sentenza scontenta tutti: ecco perché

Fa discutere la sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, depositata oggi, che dà torto a un docente che si era opposto all'esposizione del crocifisso in aula. Respinta la sua richiesta di risarcimento danni in quanto non si è ritenuto che sia stata condizionata o compressa la sua libertà di espressione e di insegnamento. E' stata altresì disposta la decadenza della sanzione disciplinare inflitta allo stesso professore in quanto la circolare del dirigente scolastico che imponeva l'affissione del simbolo religioso "non è conforme al modello e al metodo di una comunità scolastica dialogante che ricerca una soluzione condivisa nel rispetto delle diverse sensibilità". Insomma un colpo di qua e uno di là, che non farà felici né i laicisti o quelli che vedono "discriminazioni" ovunque, né i cristiani militanti o coloro che ritengono quel simbolo un elemento irrinunciabile della nostra tradizione


 

L'affissione del crocifisso nell'aula scolastica non rappresenta un "atto discriminatorio". Il docente contrario non ha potere di veto sulla decisione, ma sta alla scuola trovare una soluzione che tenga conto anche del suo punto di vista. E’ quanto deciso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con una sentenza depositata oggi sull’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Non è stata quindi accolta la richiesta di risarcimento danni formulata dal docente, in quanto non si è ritenuto che sia stata condizionata o compressa la sua libertà di espressione e di insegnamento. 

"L’affissione del crocifisso, al quale si legano, in un Paese come l’Italia, l’esperienza vissuta di una comunità e la tradizione culturale di un popolo, non costituisce un atto di discriminazione del docente dissenziente per causa di religione", spiega la Cassazione.

In particolare, la questione esaminata riguardava la compatibilità tra l’ordine di esposizione del crocifisso, impartito dal dirigente scolastico di un istituto professionale statale sulla base di una delibera assunta a maggioranza dall’assemblea di classe degli studenti, e la libertà di coscienza in materia religiosa del docente che desiderava fare le sue lezioni senza il simbolo religioso appeso alla parete. La Corte di cassazione ha affermato che la disposizione del regolamento degli anni venti del secolo scorso, che tuttora disciplina la materia, mancando una legge del Parlamento, è suscettibile di essere interpretata in senso conforme alla Costituzione.

L’aula può accogliere la presenza del crocifisso quando la comunità scolastica interessata valuti e decida in autonomia di esporlo, eventualmente accompagnandolo con i simboli di altre confessioni presenti nella classe e in ogni caso ricercando un ragionevole accomodamento tra eventuali posizioni difformi. Il docente dissenziente non ha un potere di veto o di interdizione assoluta rispetto all’affissione del crocifisso, ma deve essere ricercata, da parte della scuola, una soluzione che tenga conto del suo punto di vista e che rispetti la sua libertà negativa di religione.

Nel caso concreto le Sezioni Unite hanno rilevato che la circolare del dirigente scolastico, consistente nel puro e semplice ordine di affissione del simbolo religioso, non è conforme al modello e al metodo di una comunità scolastica dialogante che ricerca una soluzione condivisa nel rispetto delle diverse sensibilità. Ciò comporta la decadenza della sanzione disciplinare inflitta al professore.  

 

(Fonte: Adnkronos)

Vaccini, Figluolo assicura: "Entro settembre immunizzato l'80% degli italiani". Boom tra gli adolescenti e nuove dosi in arrivo

Il commissario per l'emergenza covi assicura che l'obiettivo sarà "pienamente completato". Si allontana lo spettro dell'obbligo e aumenta l'ottimismo in vista riprendere dell'inizio della scuola


"L'obiettivo dichiarato a marzo di vaccinare l'80% della popolazione over 12 anni, sarà pienamente completato entro il 30 settembre". Lo dichiara, in una nota, il commissario straordinario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, rilevando che dopo il 'calo fisiologico', dovuto alla pausa estiva delle due settimane a cavallo di Ferragosto, dal 23 agosto le vaccinazioni sono riprese 'a buon ritmo'.

"L'elevato numero dei vaccini in distribuzione in questi giorni alle Regioni e P.A., insieme ai 2.084 punti di vaccinazione, l'apporto dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e delle farmacie, mi permettono di guardare con ottimismo all'obiettivo programmato per la fine di settembre", ha aggiunto il generale Figliuolo, parlando di "conferme" che "mi arrivano anche - ha spiegato - dalle continue interlocuzioni con i presidenti delle Regioni e P.a i quali mi comunicano numeri positivi sulle prenotazioni e, in questi giorni solitamente dedicati alle vacanze, hanno predisposto ogni sforzo per facilitare agli italiani la possibilità di vaccinarsi".

Il commissario ricorda infine che sono state organizzate giornate dedicate al vaccino senza prenotazione, dando la possibilità di usufruire del vaccino per i fuori regione, sia per chi era in vacanza o chi per lavoro era lontano dalla propria abitazione, mentre altre iniziative mirate hanno riguardato camper appositamente predisposti per raggiungere le persone nei luoghi di villeggiatura, e la creazione di corsie preferenziali per i giovani e gli sportivi.

Il boom tra i 12-19enni

La percentuale di coloro che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino supera il 72,3%, pari a 39 milioni di persone, che diventano 41,6, oltre il 77% dell'intera platea, se si sommano le dosi uniche e le persone colpite da pregresse infezioni,  si legge nella nota.Il 23 agosto il numero totale di somministrazioni è stato circa 303 mila: di queste, circa 132 mila - il 45% del totale - sono prime dosi avvenute in favore di persone sprovviste di copertura, che hanno compiuto così il primo passo del ciclo vaccinale. La struttura commissariale sottolinea inoltre, l'"elevato numero" di giovani di età compresa tra i 12 e i 19 anni che hanno ricevuto ieri la prima dose di vaccino: 42.926 su 132mila, ovvero circa un terzo dei beneficiari. 

Nuove dosi in arrivo

La campagna vaccinale nazionale potrà contare a partire da domani sulle consegne alle Regioni e Province autonome di vaccini a Rna messaggero, per un totale di oltre 5,3 milioni di dosi di cui oltre 3,7 milioni di Pfizer e oltre 1,6 di Moderna.

Il numero complessivo di somministrazioni a partire dall'inizio della campagna ha raggiunto quota 75.622.961, portando a oltre il 67,6% la percentuale della popolazione over 12 protetta dagli effetti del Covid19, pari a 36,5 milioni di vaccinati. 

 

(Fonte: Agi)

Afghanistan, un Biden glaciale difende la fuga americana: "Giusta la mia scelta. Abbiamo addestrato gente incapace, Kabul non è negli interessi Usa". E Trump chiede le sue dimissioni

Il presidente degli Stati Uniti duro e distaccato di fronte alla tragedia: "L'America non combatte una guerra civile che l'esercito afghano non vuole combattere". Il capo della Casa Bianca ha detto di essere "rattristato" da ciò che ha visto, ha definito gli avvenimenti "strazianti" ma non è pentito. E anche la stampa democratica lo stronca


Afghanistan, la disfatta di Joe Biden: un mese fa escludeva la riconquista  dei Talebani e il paragone col Vietnam - Il Riformista

"E' sbagliato chiedere ai soldati americani di combattere una guerra civile che l'esercito afghano non vuole combattere. Quante altre vite, vite americane, dovremmo sacrificare? Sarò chiaro nella mia risposta, non ripeterò gli errori del passato: restare e combattere indefinitamente non è nell'interesse nazionale degli Stati Uniti". Joe Biden, presidente degli Stati Uniti, dalla Casa Bianca prende la parola sull'Afghanistan, controllato ora dai talebani. Biden ritiene corretta la decisione di ritirare le truppe dal paese asiatico. " La nostra missione in Afghanistan non ha mai mirato a costruire una nazione. Non era previsto che creassimo una democrazia centralizzata e unita. Il nostro unico interesse rimane quello che è sempre stato: evitare un attacco terroristico sul suolo americano. Siamo andati in Afghanistan quasi 20 anni fa con obiettivi chiari: colpire chi ci aveva attaccato l'11 settembre 2001 e asssicurarci che al Qaida non usasse l'Afghanistan come base. Lo abbiamo fatto. Non abbiamo mai smesso di dare la caccia a Bin Laden e lo abbiamo ucciso, dieci anni", aggiunge.

"Quando ho assunto l'incarico, ho ereditato l'accordo negoziato dal presidente Trump con i talebani: le forze americane avrebbero dovuto lasciare l'Afghanistan il primo maggio 2021, 3 mesi dopo il mio insediamento. Le forze americane erano state già ridotte durante l'amministrazione Trump. La scelta che ho dovuto fare da presidente era rispettare l'accordo o prepararmi a combattere i talebani: non ci sarebbe stato nessun cessate il fuoco dopo il primo maggio, non ci sarebbe stato nessun accordo per proteggere i nostri militari dopo il primo maggio, nessuna stabilità senza vittime americane dopo il primo maggio. Si trattava di rispettare l'accordo e arrivare ad un'escalation del conflitto, mandando migliaia di americani in Afghanistan per una guerra che sarebbe entrata nel terzo decennio", aggiunge il presidente degli Stati Uniti.

"Non cambio assolutamente idea rispetto alla mia decisione. Dopo 20 anni, ho imparato che non è mai il momento giusto per ritirare i soldati americani", dice prima di puntare il dito contro "i leader politici dell'Afghanistan" che "hanno lasciato il paese. L'esercito afghano è collassato. I soldati americani non possono e non devono combattere e morire per una guerra che le forze afghane non vogliono combattere. Abbiamo speso oltre un trilione di dollari per addestrare e armare le forze afghane, incredibilmente equipaggiate e più numerose degli eserciti di molti nostri alleati Nato: gli abbiamo dato ogni strumento, abbiamo pagato i loro stipendi, abbiamo garantito l'efficacia della loro aviazione, qualcosa che i talebani non hanno. Non abbiamo potuto dar loro la volontà di combattere per il loro futuro", afferma Biden.

"E' sbagliato chiedere ai soldati americani ciò che gli afghani non farebbero. La presenza di soldati americani non farebbe differenza per un anno, 5 anni o 20 anni" se le forze armate afghane non sono disposte a combattere. "Quante altre generazioni di figli e figlie americane avrei dovuto mandare per combattere la guerra civile afghana quando l'esercito afghano non vuole combatterla? Quante vite americane" bisogna sacrificare? "Io non ripeterò errori fatti in passato, con guerre combattute all'infinito" senza che ci fosse "un interesse americano" in gioco.

Quindi, il messaggio ai talebani: "Difenderemo il nostro popolo con forza devastante, se necessario", dice Biden, assicurando che Washington risponderà in modo "veloce e potente" se i talebani attaccheranno cittadini americani o cercheranno di interrompere il ponte aereo dall'aeroporto di Kabul.

TRUMP ALL'ATTACCO: "BIDEN SI DIMETTA"

USA2020: Biden vs Trump, la resa dei conti

 L'ex Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, attacca il suo successore Joe Biden e ne chiede le dimissioni. Trump definisce il ritiro delle truppe dall'Afghanistan "vergognoso" e "incompetente".

"L'Afghanistan è il risultato militare più vergognoso nella storia degli Stati Uniti. Non doveva essere così!", dice Trump in una delle tante concise dichiarazioni inviate ai media dopo la caduta di Kabul ai talebani. Allo stesso modo, Trump critica il fatto che gli Stati Uniti abbiano ritirato le proprie truppe dal Paese prima di evacuare i civili che hanno sostenuto le forze statunitensi negli ultimi due decenni. "Inoltre, queste persone hanno lasciato (in Afghanistan) apparecchiature di prim'ordine e altamente sofisticate. Chi può credere a tanta incompetenza?" L'ex presidente chiede le dimissioni di Biden, che lo ha sconfitto alle ultime elezioni presidenziali, non solo per la "vergogna" per quello che ha "permesso" che accadesse in Afghanistan, ma anche per il "tremendo" aumento dei casi di covid-19 e la "catastrofe al confine" tra Stati Uniti e Messico.

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