updated 8:59 AM UTC, Oct 25, 2020

Londra pensa di mettere reti nella Manica per impedire l'arrivo di immigrati

Il governo Boris Johnson sta valutando la possibilità di mettere delle reti in mare per fermare le barche con gli immigrati in arrivo sulle sue coste


In un'intervista al "Sunday Telegraph" Dan O'Mahoney, il comandante speciale nominato in agosto dal ministro dell'Interno Priti Patel per sovrintendere alle operazioni anti-immigrazione, ha dichiarato, "Siamo decisamente molto, molto vicini a poter mettere in pratica una tattica d'intervento sulle barche degli immigrati, riportandoli a bordo delle nostra nave in Francia. Bloccheremo le piccole imbarcazioni con delle reti per bloccare le eliche dei loro motori. Una tattica che nulla farà alle barche di più grandi dimensioni. Tuttavia, il comandante ha chiarito che "il problema attualmente è che i francesi non accetteranno il rimpatrio sul loro territorio".

L'idea del networking fa parte di un piano per affrontare il problema della migrazione illegale attraverso la Manica, gli sbarchi hanno raggiunto i 400 arrivi in ​​al giorno. Secondo i dati ufficiali, solo nelle prime tre settimane di settembre almeno 1.892 migranti ha attraversato la Manica dalla Francia, un numero superiore a quello raggiunto in tutto il 2019. Quell'anno, almeno il 30% degli ingressi di immigrati privi di documenti nel Regno Unito è avvenuto via mare, numero che è salito al 70% durante il 2020. Così, con il suo nuovo piano, il Governo intende fermare il flusso di immigrati che dall'Africa e dal Medio Oriente attraverso il nord della Francia, cercano di raggiungere l'Inghilterra, ridurre il numero di persone che si imbarcano, impedire l'ingresso nel Regno Unito e riformare il sistema di asilo.

O'Mahoney, un ex alto ufficiale dei Royal Marines e veterano delle guerre in Iraq e Kosovo, ha spiegato che l'Esecutivo sta lanciando misure come campagne sui social network per sollecitare potenziali immigrati dall'Africa e dal Medio Oriente a presentare domanda di asilo, nel primo paese sicuro di arrivo,  piuttosto che rischiare di morire in un "viaggio incredibilmente pericoloso" per raggiungere illegalmente il Regno Unito.

"La maggioranza delle persone che cercano rifugio nel Regno Unito sono veri richiedenti asilo. E provengono da paesi con condizioni difficili nel loro paese", ha detto O'Mahoney, "quindi non si tratta di riportarli al loro luogo di origine, ma di chiedere asilo nel primo paese in cui calpestano ed evitare anche di nutrire le mafie pagando per i loro viaggi". Il comandante ha osservato che, oltre a proteggere i confini, la sua priorità è prevenire ulteriori morti in mare.

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Quanti giorni può sopravvivere il coronavirus sullo schermo di uno smartphone?

Lo studio condotto dalla Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) indica che il virus può sopravvivere per 28 giorni sulle superfici di questo tipo


Uno studio dell'agenzia scientifica nazionale australiana ha dimostrato che il virus responsabile del Covid-19 può rimanere infettivo su superfici come gli schermi dei telefoni cellulari per 28 giorni.

Il coronavirus si diffonde principalmente tossendo, starnutendo o parlando, sebbene ci siano prove che possa essere diffuso anche da particelle sospese nell'aria o quando una persona tocca superfici infette.

Lo studio del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) indica che il virus può sopravvivere per 28 giorni su superfici lisce come il vetro che si trova sugli schermi dei telefoni cellulari o su banconote di plastica e carta, se mantenute a 20 gradi Celsius e al buio.

I ricercatori hanno anche affermato che SARS-CoV-2 sopravvive meno tempo a temperature più elevate che a temperature più basse, poiché uno studio tecnico ha dimostrato che il virus, su alcune superfici cessa di essere contagioso dopo 24/48 ore se esposto a temperature di 40 gradi celsius. "Questi risultati dimostrano che SARS-CoV-2 può rimanere contagioso, per periodi di tempo significativamente più lunghi di quanto sia generalmente considerato possibile".

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Dei sensori stampati sulla pelle possono rilevare l'infezione da Covid-19

Un team di ricercatori americano-cinese, ha processato uno strato ausiliario di sinterizzazione a basse temperature, che quando applicato alla pelle può rilevare diverse problematiche, tra cui l'infezione da Coronavirus 


I nuovi sensori stampati sulla pelle misurano importanti funzioni del corpo come temperatura, pulsazioni, contenuto di ossigeno nel sangue e pressione sanguigna, misurazioni che possono anche rilevare la presenza di un'infezione da Coronavirus. Questa innovazione è stata sviluppata da ricercatori della Pennsylvania State University (Penn State) http://psu.edu e dell'Harbin Institute of Technology http://en.hit.edu.cn.

"Abbiamo sviluppato una tecnica di produzione semplice ma universalmente applicabile", afferma Ling Zhang, uno dei ricercatori cinesi. Il team americano-cinese utilizza un nuovo tipo di strato di sinterizzazione che garantisce, alle innumerevoli nanoparticelle adiacenti un forte legame e la loro attivazione a basse temperature. Questo processo di sinterizzazione avviene normalmente a 300 gradi Celsius e oltre, troppo alta per essere attivata dal calore della pelle umana. I ricercatori hanno iniziato stampando circuiti stampati flessibili e uno strato a base di nanoparticelle, su dei tessuti flessibili, abbassando la temperatura di sinterizzazione (attivazione dei sensori) a 100 gradi, "ancora troppo alta per la pelle umana", dice Huanyu Larry Cheng, ricercatore e professore alla Penn State. "Il nostro obiettivo era però di scendere sotto i 40 gradi, così da poter applicare i sensori direttamente sulle nostre braccia".

Per raggiungere il loro obiettivo, i ricercatori hanno nuovamente modificato il materiale ausiliario, cambiando anche la composizione dell'inchiostro. Il materiale di supporto utile alla sinterizzazione è costituito da una pasta che contiene alcol polivinilico, questa è una plastica atossica che può essere deformata se riscaldata. Un altro ingrediente è il carbonato di calcio, che è costituito da gusci d'uovo. Così da ottenere una temperatura di attivazione intorno ai 36 gradi centigradi. Un risultato che ha permesso di stampare i sensori direttamente sulla pelle umana, in questo modo un micro sistema di trasmissione poteva trasmettere tutti i dati rilevati, direttamente ad uno smartphone associato.

Purtroppo, i nuovi sensori non sono fatti per durare, funzionano per alcuni giorni, ma poi si dissolvono a causa dell'umidità. In caso si voglia toglierli prima della loro naturale fine, basterà lavarli con dell'acqua tiepida e magicamente si dissolveranno. Secondo i ricercatori, il sistema può essere modificato in modo che riconosca i sintomi tipici di un'infezione da COVID-19.

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Mascherine anche all'aperto, approvato il nuovo decreto legge con le nuove misure anti Covid-19

Da oggi non si potrà circolare per strada senza indossare la mascherina, uniche eccezioni le abitazioni private e i luoghi isolati.


E' obbligatorio usare la mascherina non farlo porterebbe a rischiare (non solo in salute), una sanzione dai 400 ai 1.000 euro. Questa una delle misure che il Governo ha imposto nel tentativo di frenare l'epidemia da Covid-19. Il nuovo Dpcm inoltre obbliga i cittadini a portare sempre con sé il dispositivo (la mascherina), anche quando non si sa se si avrà la necessità di indossarlo.

Il Premier Conte nella presentazione del nuovo DCPM per contenere la diffusione del Covid-19 non usa mezze parole e va dritto per la strada intrapresa, "Abbiamo concluso i lavori del consiglio dei ministri, abbiamo approvato un nuovo decreto legge concepito per affrontare questa nuova fase. C’è una risalita della curva di contagio, di qui la deliberazione di prorogare lo stato d’emergenza fino al 31 gennaio. Abbiamo ritenuto opportuno e necessario recuperare quel rapporto tra stato e regioni che avevamo costruito anche nella fase più dura. D’ora in poi le regioni potranno adottare misure più restrittive rispetto a quelle adottate a livello nazionale. Invece, saranno limitate nell'adozione di misure di allentamento, che potranno attuare solo d’intesa con il ministro della Sanità".

"D'ora in poi, quando si esce, bisogna sempre portare la mascherina e indossarla a meno che non ci si trovi in luoghi isolati, ad esempio in campagna. Ma, per il resto, la mascherina va sempre usata. Non possiamo più continuare nell'ottica che se ci si trova in una strada non affollata, allora si possa togliere la mascherina. Questo pensiero va cancellato". Inoltre Conte a voluto sottolineare che anche nelle abitazioni private vi è la necessità di non dimenticare i corretti comportamenti, "Se ci sono persone anziane proteggiamole, se riceviamo amici e conoscenti stiamo attenti perché sono quelle le occasioni in cui più si diffonde il contagio, non facciamo diventare le famiglie il principale veicolo di contagio". 

Il nuovo Decreto con le regole anti Coronavirus è stato presentato in una giornata che ha visto un significativo incremento dei contagi 3678 e 31 decessi. 

"Adottiamo tutte le misure nel segno dell'adeguatezza e proporzionalità. Oggi non vogliamo ritornare in quella fase di lockdown, per scongiurare misure che possano impattare sul sistema economico e sociale abbiamo sempre adottato una linea coerente, al primo posto va sempre la linea della salute. Se tuteliamo la salute, preserviamo meglio il tessuto produttivo. Poi la trasparenza, noi pubblichiamo quotidianamente tutti i dati in nostro possesso e in questa dura lotta, applichiamo sempre i sono criteri di adeguatezza e proporzionalità".

Il principale punto che coinvolge in modo diretto i cittadini è l'uso della mascherina che va indossata sempre, non vi sono eccezioni tranne che per le attività sportive come la corsa, ove si sia soli o si possa mantenere la distanza di 2 metri da eventuale compagno di corsa. In moto, in macchina se non si è soli o con un congiunto va indossata. In tutti i casi anche quando si è in luoghi isolati, in bicicletta, in moto o in macchina soli, la mascherina va comunque portata con noi. 

 

Due leggende del rally; la Alpine-Renault e la Lancia Stratos

Due nomi legati indissolubilmente alle imprese sportive, le imprese di queste leggere e compatte due posti sono entrate nella storia dei rally, protagoniste a cavallo degli anni ’70, di grandi duelli anche con Porsche.


La Lancia Stratos è un'auto sportiva prodotta dalla casa automobilistica italiana Lancia. Venne disegnata da Marcello Gandini per Bertone ed equipaggiata con motore e cambio V6 Ferrari Dino espressamente per distinguersi nei rally e superare la prepotenza vincente della Alpine-Renault. Grandi avversarie agguerrite nei rally troviamo anche la Fiat 124 Abarth Rally e la 131 Abarth Rally. La Stratos vincerà poi 3 Campionati del Mondo Rally (1974, 1975, 1976).

La Alpine-Renault destinata a dominare i rally in tutta Europa, dagli anni ‘60 per più di un decennio, la A110 fu capace di battere tranquillamente leggende dello sterrato come la Lancia Fulvia HF. Peso a vuoto, sui 600 kg, niente, le metti le ali e vola, assurdo, a pensarlo oggi, schema “fuoribordo” col motore posteriore a sbalzo e trazione posteriore, da Porsche 911. 

Sentiamo la storia di queste due storiche auto dalla voce di Giorgio Bungaro che al salone Milano AutoClassica, si è soffermato a contemplare queste due regine del passato. (VIDEO)

Trump torna vittorioso contro il Covid-19; il medico personale assicura sulla sua negatività

Il presidente degli Stati Uniti si dice "ansioso" di partecipare al prossimo dibattito con Biden, programmato per la prossima settimana (VIDEO)


Donald Trump torna al box di partenza, pronto per un nuovo scatto verso il giorno delle elezioni presidenziali. Il 9 marzo, quando la pandemia di Covid-19 stava mostrando i suoi artigli solo negli Stati Uniti, il presidente ha assicurato sul suo account Twitter che l'influenza comune uccideva "tra 27.000 e 70.000 persone all'anno" e per questo nulla andava chiuso, "la vita e l'economia dovevano andare avanti". In quel momento in America venivano registrati solo 546 casi e 22 decessi per il coronavirus e né gli Stati Uniti né altri paesi, ad esempio la Spagna, sapevano cosa sarebbe successo nell'immediato futuro, nonostante gli avvertimenti degli esperti e la virulenza dell'epidemia in Cina. Sette mesi dopo, il Covid ha causato più di 210.000 vittime negli Stati Uniti, dove sono stati registrati 7,5 milioni di casi. Uno di questi e proprio lo stesso Donald Trump. Oggi il presidente si sta già riprendendo alla Casa Bianca dopo tre giorni di ricovero, sottoposto a cure sperimentali, assistito con ossigeno in due occasioni e a cui sono stati somministrati remdesivir e steroidi.

Nonostante l'esperienza del Paese e la sua, il presidente anche ieri, sui social ha paragonato Covid alla comune influenza. In un post ha affermato che "anche molte persone muoiono ogni anno per l'influenza" e che per questo motivo, il paese non sarà chiuso. I social media si sono contrapposti a queste affermazioni, Facebook ha rimosso il post e Twitter lo ha coperto con un avvertimento che includeva "informazioni fuorvianti e potenzialmente dannose sul Covid-19", sebbene consentisse agli utenti che volevano di visualizzare il messaggio.

Secondo i dati dei Centers for Disease Control and Prevention, l'autorità medica del paese il Covid-19 quest'anno ha ucciso più persone che cinque stagioni di una comune influenza. E questo nonostante le misure di reclusione approntate per settimane, nella maggior parte del Paese, le restrizioni in molti settori economici che ancora durano, la chiusura delle aule, l'istituzione di pratiche come l'uso di una maschera e l'allontanamento sociale e limitazioni ai viaggi internazionali e nazionali. Anche se è vero che l'influenza è più aggressiva sui minori di 18 anni rispetto a Covid, l'affermazione che "nella maggior parte delle popolazioni è molto meno letale" è lontana dalla realtà e arriva in un momento di massima preoccupazione per gli esperti: il momento in cui inizia la confluenza tra influenza e Covid, che coinciderebbe con la possibilità di una seconda ondata di infezioni.

Per i democratici, il contagio di Trump simboleggia il fallimento della sua amministrazione. Trump ora vuole ribaltare la discussione, dimostrando che la sua guarigione dal virus, simboleggia la sconfitta del Covid. Per questo insiste su messaggi di forza, ha violato tutte le norme sul recupero e sulla quarantena e ha recitato in un ritorno alla Casa Bianca tipico di Hollywood, come quello di un eroe che supera le difficoltà e torna a guidare il suo Paese. Lunedì ha detto che "non dobbiamo avere paura" del virus e ieri si è detto "impaziente" di partecipare al prossimo dibattito con Biden, previsto per il 15 ottobre a Miami.

Il ritratto è stato completato dalla sua equipe medica, infatti ieri ha assicurato che la ripresa del presidente sta andando "molto bene". Lo ha annunciato il medico della Casa Bianca, Sean Conley, il quale ha affermato in un comunicato che Trump "si è riposato a casa e oggi non ha avuto sintomi".

Il virus, tuttavia, imperversa ancora nell'amministrazione Trump. Dopo trenta positivi, compreso quello del suo responsabile della campagna elettorale, Bill Stepien e quella del suo addetto stampa, Kayleigh McEnany, ieri si è appreso che la leadership militare statunitense è in quarantena. Il Dipartimento della Difesa ha annunciato che quasi l'intero Stato Maggiore è isolato dopo che uno dei suoi membri, l'ammiraglio Charles Ray, è risultato positivo al test.

La presidente della Commissione Europea è in quarantena per essere stata in contatto con un positivo al Covid-19

Ursula von der Leyen resterà confinata almeno fino a domani mattina in attesa del risultato di un secondo test PCR


La presidente della Commissione europea Úrsula Von der Leyen è in quarantena dopo essere stata in contatto con una persona che è risultata positiva al Covid-19. Lo ha annunciato lei stessa ieri in un messaggio sui social: "Sono stata informata che martedì scorso ho partecipato a un incontro a cui ha partecipato una persona risultata positiva al Covid-19"

Von der Leyen ha spiegato che "secondo le regole in vigore" pensa rimarrà isolata solo un giorno, in attesa del risultato di un nuovo test fatto questa mattina.
La presidente dell'esecutivo comunitario aveva già fatto un test PCR giovedì scorso in coincidenza con il vertice europeo dei leader che aveva dato un risultato negativo. Se il risultato del test fatto questa mattina sarà ancora negativo, Ursula von der Leyen terminerà subito la sua quarantena e tornerà immediatamente a lavorare sulle importanti questioni economiche che avvolgono l'Europa in pandemia. 

 

Trump annuncia che lascerà l'ospedale tra poche ore: "Non abbiate paura del virus"

Il presidente degli Stati Uniti assicura che "si sente meglio rispetto a vent'anni fa", il rapporto medico invece non lo pone completamente fuori pericolo e continuerà a prendere farmaci


Nonostante sia positivo al Coronavirus, avendo presentato sintomi gravi, ricevendo un trattamento molto aggressivo e il rischio di contagio per le altre persone intorno a lui, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha deciso oggi di chiedere le dimissioni e lasciare il Ospedale militare Walter Reed, dove era stato ricoverato da soli tre giorni. Pochi minuti dopo che lo stesso presidente ha annunciato la sua partenza, il suo medico curante, il dottor Sean P. Conley , ha ammesso: "Potrebbe non essere ancora completamente fuori pericolo".

L'annuncio è stato, come potrebbe essere altrimenti, attraverso il social network Twitter, dove il presidente ha annunciato allo scoccare delle tre del pomeriggio, ora locale: "Oggi alle 6 sarò dimesso dal grande centro medico Walter Reed. Mi sento davvero bene! Non dovete aver paura del Covid. Non lasciate che governi la vita. Abbiamo sviluppato, sotto l'amministrazione Trump, alcuni farmaci e conoscenze davvero eccezionali. Sto meglio di 20 anni fa!". Il presidente è curato da un team di oltre una dozzina di medici, sia durante la sua permanenza in ospedale che alla Casa Bianca, che dispone di una propria unità medica e di attrezzature di emergenza.

L'ufficio stampa che cura la campagna elettorale repubblicana, ha annunciato che il presidente intende partecipare al secondo dibattito elettorale, che si svolgerà in Utah il 15 ottobre. La prima diagnosi positiva è avvenuta giovedì sera, 1 ottobre.

È chiaro che il presidente sia riluttante a rimanere in ospedale, anche dopo aver presentato gravi sintomi che il coronavirus provoca, tra cui febbre e stanchezza, oltre a un preoccupante calo dell'ossigeno nel sangue. Durante i tre giorni che Trump ha trascorso in ospedale, i medici hanno fornito rapporti giornalieri in cui hanno affermato che le sue condizioni erano buone e in miglioramento, ma il capo dello staff della Casa Bianca, Mark Meadows, ha ammesso che lo stato del presidente era stato "preoccupante" e che le prossime 48 ore sarebbero state "indicative".

I medici hanno rivelato che Trump ha ricevuto un trattamento aggressivo, con un cocktail di anticorpi, steroidi e diverse dosi di remdesivir antivirale. Di quest'ultimo farmaco, studiato appositamente per curare il coronavirus, il presidente ha ricevuto quattro dosi in ospedale. Una quinta sarà invece somministrata al suo rientro alla Casa Bianca, dove manterrà l'isolamento con la first lady, anch'essa risultata positiva, fino a quando non avrà superato il virus.

I medici che curano Trump hanno affermato oggi di aver dato il via libera al congedo dopo che il presidente lo ha richiesto senza lasciare la possibilità a risposte negative. "Nelle ultime 24 ore, il presidente ha continuato a migliorare, sono passate più di 72 ore dalla sua ultima febbre", ha detto all'ospedale Sean Conley. “Anche se potrebbe non essere ancora completamente fuori pericolo, io e il team siamo d'accordo che tutte le nostre valutazioni e, cosa più importante, il suo stato clinico confermano  il ritorno a casa del presidente dove sarà comunque sotto osservazione e al sicuro, circondato da cure mediche di prima classe, 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana"

 

Con il candidato in convalescenza da coronavirus e la ripresa in vista, la campagna elettorale di Trump si è affrettata a lavorare sui piani di emergenza per far fronte ad un'eventuale caduta del presidente nei sondaggi di popolarità. Mancano 28 giorni alle elezioni. C'è già chi vota per posta, e molto di più del solito, viste le misure di prevenzione nella pandemia.

Domenica, un sondaggio Ipsos per Reuters vede il democratico Joe Biden 10 con punti in più nell'intenzione di voto diretto, al 51% contro il 41% del presidente. Nella media dei sondaggi condotti da Real Clear Politics, Trump è sceso di un punto da quando è entrato nell'ospedale militare di Walter Reed, e rimane a un allarmante 42%. Negli Stati Uniti ci sono stati 7,4 milioni di positivi al coronavirus dall'inizio della pandemia, con 209.000 morti.

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