updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

Avvocati Rispondono; la cassa integrazione Covid

Con il prolungamento dello stato di emergenza è stata prorogata anche la cassa integrazione Covid, in questo articolo vediamo come sono regolati i principi della rotazione e il pagamento diretto da parte dell'INPS


Anche nella cassa integrazione Covid è possibile applicare il diritto dei lavoratori alla rotazione, questo nonostante l'assenza di specifiche normative in argomento.  Per avere accesso alla cig Covid, nello specifico, le aziende hanno ancora circa un mese, il 31 marzo 2021 viene definito come termine ultimo per la presentazione e l’invio delle istanze. Vengono anche confermati i requisiti per poter accedere alle domande, secondo cui la proroga verrà riconosciuta a tutte le imprese che hanno registrato un calo del fatturato a seguito o a causa dell’epidemia da Covid-19 in Italia.

Quali sono i diritti e i doveri dei lavoratori posti in cassa integrazione Covid-19? non ci sono specifiche norme in merito, per poter far luce bisognerebbe pensare di applicare la normativa contrattuale collettiva relativa ai criteri di rotazione in Cigo, Cigs e Cig in deroga...  un diritto dovrebbe essere quello alla rotazione, in una recente sentenza la corte di cassazione suprema, a seguito di un ricorso di una lavoratrice che non era stata soggetta alla rotazione, si è così espressa:

"...qualora il datore di lavoro lasci in condizione di inattività il dipendente non solo viola l’art. 2103 c.c. ma lede il fondamentale diritto al lavoro, inteso soprattutto come mezzo di estrinsecazione della personalità di ciascun cittadino, nonché dell’immagine e della professionalità del dipendente, ineluttabilmente mortificate dal mancato esercizio delle prestazioni tipiche della qualifica di appartenenza; tale condotta costituisce lesione di un bene immateriale per eccellenza, qual è la dignità professionale del lavoratore..."  (Cass., sez. Lavoro, 28 settembre 2020, n. 20466)

Altro tema complesso è quello relativo all'anticipo dei ratei da parte dell'INPS. Il decreto Rilancio, modificando il decreto Cura Italia, ha disposto che l’INPS possa anticipare una parte dei trattamenti di integrazione salariale in deroga. Il datore di lavoro può chiedere che l’Istituto provveda al pagamento diretto della prestazione. L’obiettivo della norma è che il lavoratore possa avere una disponibilità economica nel più breve tempo possibile. A tal fine l’Istituto autorizza le domande e dispone l'anticipazione del trattamento entro 15 giorni dal ricevimento delle domande stesse.

Sentiamo nel merito l'Avvocato Giuslavorista Davide Pollastro.

LA LEGGE DELL'OTTAVA!

L'universo è composto di moltissime Leggi, alcune più visibili, altre meno... 


Per esempio la Legge di gravità, è una Legge visibile e percepibile da tutti.  Vi sono invece altre Leggi, che sono un poco più difficili da comprendere o da notare, poiché in realtà, attraverso un osservazione più acuta potremmo TUTTI accorgerci  di esse. Leggi a cui, volenti o nolenti, siamo sottoposti e che si relazionano con la nostra vita. Ricordo sempre che tutto è ENERGIA, ed essa si muove in un modo ben preciso, per quanto il più delle volte, alla maggior parte di noi possa sembrare casuale. Ricordo inoltre, che tutti noi siamo co-creatori della propria vita  e di questo mondo e lo facciamo proprio attraverso l’energia, muovendola e dirigendola attraverso i sentimenti, i pensieri, le parole e le azioni. Ho spiegato nello scorso articolo (https://ilcomizio.it/eventi-e-stili-di-vita/eventi/2654/e-vero-che-il-pensiero-crea-la-nostra-realta) come questo accade. Una delle Leggi importanti di cui prendere coscienza è la Legge dell'ottava! Per spiegare questa Legge partiremo dalla musica, per accorgerci poi di come funziona in concreto, nella vita quotidiana. Per ottava s'intende proprio un'ottava musicale. La scala maggiore, è una successione di 8 note, che hanno una distanza fra loro sempre fissa ed è: tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono.

Possiamo tutti ricordare le note della tastiera del pianoforte, per semplificare, osserveremo la scala di Do e, si può vedere che tra un Do e il successivo o precedente, vi sono 8 note, ed è per questo che si definisce "ottava". Il Do  più alla nostra sinistra suona un'ottava più bassa, ossia il suono è più grave, mentre il Do che va verso destra suona a un ottava più alta! Ma uno potrebbe chiedersi... cosa c’entra tutto questo con la mia vita? Ricordo che anche la musica risponde alle Leggi dell’energia e quindi ci mostra come l’energia si muove, tutto può essere letto per frequenze e vibrazioni. Guardando la tastiera del pianoforte, metaforicamente possiamo vedere il Do di sinistra come il nostro punto di partenza e il successivo Do alla sua destra come il nostro obiettivo da raggiungere. Di mezzo vi sono le altre note, che sono simbolicamente i passi che noi facciamo verso il nostro obiettivo (il Do successivo). La parte in cui c'è il semitono (per intenderci dove manca il tastino nero sulla tastiera del pianoforte), è il punto in cui dobbiamo stare attenti, in quel punto vi è un calo di energia! Esso rappresenta, per quanto riguarda il raggiungimento del nostro obiettivo, un ostacolo importante! Qualche evento che ci può capitare nella nostra quotidianità e che tendenzialmente tende a deviarci del raggiungimento del nostro obiettivo. Possiamo osservare sulla tastiera, che in particolare i due semitoni cioè i “cali di energia”, sono due.  Uno è poco dopo la partenza tra il Mi e il Fa, mentre l’altro, in particolare, è quasi alla fine, tra il Si e il Do, appena prima del raggiungimento dell'obiettivo(immaginiamo un ciclista che deve fare la volata finale per la vittoria!).

In questi punti dove vi è il semitono, ovvero il calo di energia, dobbiamo incrementare il nostro sforzo! Serve quindi uno "sforzo aggiuntivo" per poter superare tale ostacolo.  Per es. avviare un attività infatti, richiede uno sforzo aggiuntivo, esattamente nei punti che abbiamo appena osservato! 

Sapere questo ci aiuta a non perdere di vista il nostro obiettivo e a essere preparati al momento di "down"! Sapere che in quel punto ci aspetta una buca, ci permette di prepararci a superarla, altrimenti rischiamo di finirci dentro e magari uscire dalla parte sbagliata..

Potremmo notare che ci sono inoltre ottave più piccole dentro a ogni singola nota! E che ogni nostro obiettivo, è un piccolo passo per obiettivi sempre più grandi che la nostra anima si è prefissata, di cui ognuno di noi è più o meno cosciente! 

Provate ad osservare i vostri trascorsi e potete notare come questa Legge lavori nella nostra vita! 

Essere PRESENTI significa pre-senti, ovvero senti prima! Se siamo “presenti”, possiamo per es. sentire prima l’arrivo del treno e spostarci senza farci investire da esso, o notare qualche piccolo/grande segnale che ci avvisa del pericolo-ostacolo, a cui ci possiamo preparare!

 

Libro consigliato “Frammenti di un insegnamento sconosciuto"

COME VIVERE NEL “QUI E ORA”

Ma cosa significa di preciso essere nel “qui e ora” ?


Nell'ambiente spirituale e della crescita personale, si parla tanto di questo famoso “qui e ora”, tanto che è entrato a far parte del linguaggio comune. Essere nel qui e ora o in gergo spirituale “essere nelle presenza” significa in poche parole riuscire a vivere e godere pienamente il momento presente! Alcuni studi hanno dimostrato che rimanere concentrati pienamente nel fare una cosa per un tot di tempo, provoca una sorta di stato di “estasi” e di benessere! Quando invece siamo deconcentrati, la mente vaga tra i rimuginamenti del passato e le preoccupazioni del futuro. Spesso succede infatti che il nostro corpo e la nostra mente siano “separati”, cioè la nostra mente è in un “luogo” e il nostro corpo in un altro.. Vi è mai capitato di accorgervi di questo? Per es. da piccolo ero quasi “obbligato” dai miei genitori ad andare a messa e ricordo che per la maggior parte del tempo, durante la funzione, la mia mente si assentava da quello che stava accadendo li e partiva per i suoi viaggi, il mio corpo era li, ma pensavo alla partita di calcio che mi aspettava nel pomeriggio, o alla fidanzatina che avrei visto più tardi o altre immaginarie situazioni. Era come se la mia mente cercasse di fare di tutto per non stare li, mi dovevo veramente sforzare per seguire la funzione, un po' perché forse il prete non era “accattivante” nella modalità di comunicazione, un po' perché più probabilmente io non ero interessato .

Ed è proprio su quest'ultimo punto che mi voglio soffermare: io NON ERO INTERESSATO!

Quando mi sono accorto che dentro di me accadeva questa scissione tra mente e corpo mi sono chiesto PERCHE' succedeva, ed ecco che la risposta era semplice, come quella di un bambino: quello che stavo facendo non mi interessava, non mi piaceva, non mi divertiva e non mi stimolava! Ricordo che il motore dell'apprendimento è la curiosità. Infatti, se una cosa ti interessa, dopo averla chiesta UNA volta te la ricordi, altrimenti se la studi solo per obbligo, dopo l'esame di turno viene rimossa dalla memoria celebrale perché considerata “non interessante”. Riporto una bellissima frase di Silvano Agosti(poeta italiano) che dice: “obbligare un bambino a studiare, è come obbligare qualcuno a mangiare qualcosa che non gli piace e soprattutto quando non ha fame!”. Una cosa terribile direi!

Protrarre quindi troppo a lungo questo stato di non presenza e di separazione tra corpo e mente, ci fa perdere energia, fino a diventare una sorta di robot scollegati dalla vita!

Dopo questa analisi, ho capito che quando facciamo troppo a lungo qualcosa che non ci piace, ci distruggiamo lentamente. Ma la cosa assurda è che, purtroppo, siamo inconsciamente educati e rassegati a questo visto che è ormai una cosa accettata dalla società. Da qui si sfornano frasi del tipo: “e ma... nella vita bisogna fare anche quelle cose che non ci piacciono!” Oppure: ”Ma no vedrai...! Non riuscirai mai a fare quella cosa, sei solo un un sognatore!” O ancora: “Ricordati che la vita è un sacrificio!”(inteso purtroppo come rinuncia e non come “fare sacro”).

Per fortuna non per tutti, ma per molti, la realtà è questa, accettiamo di fare lavori che non ci piacciono per poter sopravvivere pensando che sia “normale” e crediamo illusoriamente di non avere altre possibilità! Il più delle persone resta comunque nello stesso posto di lavoro anche per 20 anni o più, pur non essendo il più delle volte minimamente veramente interessati a quello che stanno facendo. Quindi pensate un po' a quanto tempo si può restare “assenti” dalla vita, calcolando che si impiegano mediamente 12 ore al giorno per lavorare!

Nel resto del tempo si è talmente stanchi che non rimane più la qualità energetica sufficiente per fare qualcosa di importante e cosi finiamo sul divano a inebetirci davanti alla TV, inserendo informazioni nel nostro cervello di perlomeno dubbia qualità!

Insomma un vero disastro, che passa però inosservato nella accettata “normalità”. Quindi, il mio primo appello, è di chiedervi di fare qualcosa di STRAORDINARIO, di uscire dalla “normalità” e di ricordarci che ognuno di noi è un essere unico e irripetibile, con infinite possibilità, dunque chiedetevi se state facendo veramente qualcosa che vi piace, che vi interessi, che vi soddisfi nel profondo, nell'anima!

Se vi sembra impossibile, siete nell'illusione, vi state AUTOLIMITANDO! Quando si esce dalla schematicità e si entra nel flusso della vita, ho vissuto personalmente e visto accadere cose incredibili e ritenute impossibili ,. Quando si entra nel flusso della vita, è come se d'improvviso l'universo si muovesse insieme a noi in una meravigliosa danza, sbloccando e sincronizzando ingranaggi di impensabili possibilità che prima erano bloccati. Il coraggio viene sempre premiato!

Vorrei ora offrire degli spunti su cinque particolari strumenti, che ci aiutano, per non dire quasi “obbligano”, a stare nel famoso “qui e ora” e sono:

  • LA CREATIVITA' : mentre stiamo creando qualcosa di nuovo, la nostra mente e il nostro corpo sono perfettamente allineati. Ricordo che essere creativi non significa per forza dover dipingere o fare lo scultore, ma far diventare un arte qualsiasi cosa si sta facendo, dal cucinare, all'arredare casa, allo scegliere i colori e i vestiti da indossare ogni giorno.

    L'eccessiva formalità per es. impone una rigidità che blocca il flusso della creatività.

  • L'ASCOLTO: quando ascoltiamo il nostro corpo, il nostro intestino, il nostro stato d'animo o anche le parole di una persona cara che si sta comunicando con noi, siamo perfettamente presenti!

  • L'OSSERVAZIONE: Mentre osserviamo oggettivamente una persona, un oggetto, una situazione, un pensiero o qualsiasi cosa sia essa concreta o astratta siamo perfettamente in uno stato di apertura e di connessione con il momento presente.

    La meditazione per es. a mio avviso è una pratica ultra-necessaria per l'essere umano di questo tempo e guarda caso include questi ultimi due strumenti. Spesso infatti, è nello stato di osservazione o di ascolto, che arrivano le risposte e le soluzioni ai nostri problemi.

     

  • L'AVVENTURA: essa, cosi come la sperimentazione e la CURIOSITA', sono elementi fondamentali per stare nel qui e ora! Questo perchè quando facciamo una cosa diversa, per la prima volta, il nostro cervello non sa cosa aspettarsi, non può ripercorrere tracce già percorse. Quindi visto che è progettato per la sopravvivenza, vive uno stato di possibile “pericolo-minaccia” dedicando cosi alla nuova esperienza, una totale attenzione. E' come se fosse obbligato a monitorare continuamente quello che succede, cosa che invece nella “normale” routine non accade perché va naturalmente in modalità automatico (automa).

     

Guarda caso queste sono tutte qualità che appartengono ai bambini e che nel corso del tempo tendiamo a perdere, perdendo cosi vitalità e felicità.

La parola presente, se scandita, ci dice pre-sente, cioè sente prima. Essere “presenti” dunque ci da l'opportunità di essere SVEGLI! Ossia se sono “presente”, nel momento che vedo un treno venirmi addosso, mi sposto! Sembra un es stupido, ma non lo è, essere allenati in questo, significa avere il controllo della propria vita, e non restare inebetiti a prendersi treni in faccia. Sentire prima, consente di potersi muovere in anticipo su quello che sta per accadere... è un grande vantaggio!

Vi invito quindi a analizzare quanto state utilizzando questi strumenti e, se vi accorgete che non ne utilizzate nemmeno uno, non scoraggiatevi, non è mai troppo tardi per iniziare a vivere una vita a colori e non in bianco e nero!

 

Con Amore e Gratitudine Carlo Zanni.

 

Libro consigliato “ Come il fiume che scorre” Paulo Coelho

SAPERE DI BELLEZZA - NASCE BRERA MODERN: APPROVATO IL PROGETTO DI PALAZZO CITTERIO

Rubrica dedicata all'arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


A 50 anni dall’acquisizione, finalmente Palazzo Citterio aprirà al pubblico, ospitando la collezione di Arte moderna della Pinacoteca.

L’acquisizione era avvenuta infatti nel lontano 1972, voluta dall’allora soprintendente Franco Russoli, con l’intento di allargare la Pinacoteca con il progetto della Grande Brera.

 Il progetto per l’ampliamento, chiamato Brera Modern, era stato presentato 2 anni fa dal direttore James M. Bradburne, creato dallo studio di architettura Front Inc.  (QUI il link al progetto). Grazie all’approvazione arrivata il 30 dicembre scorso permetterà l’apertura delle collezioni alla fine del 2022.

Con questo ampliamento raddoppierà la superficie espositiva del Museo, oltre alla creazione di sale conferenze e caffetteria; gli interventi più particolari, come si vede dai rendering, saranno la creazione di una scala in acciaio e vetro all’interno del palazzo, e del Corridoio Russoliano, una scenografica passerella sospesa sopra gli Orti di Brera, che collegherà l’attuale Pinacoteca a Palazzo Citterio.

 

 

Questa notizia è particolarmente importante per Milano, soprattutto dopo la notizia del raddoppio del Museo del 900 (QUI l’articolo), e nell’anno in cui apriranno ufficialmente il Museo del Design e il Museo Etrusco, dopo un 2020 sicuramente difficile per la cultura in città (e in tutta Italia).

Claudio Scaccabarozzi

Attraverso i social, l'Isis rilancia la sua minaccia all'Europa

Le tipologie degli attacchi in Francia e in Austria, riaccendono la paura di atti terroristici incontrollati e imprevedibili


Nel bel mezzo di una pandemia, il terrorismo jihadista colpisce in Europa. Ma è molto diverso da quello che, fino a quattro anni fa, era capace di provocare decine di morti con sofisticati attacchi, perpetrati da uomini con esperienza sui campi di battaglia in Medio Oriente e legati a gruppi internazionali. Oggi sono un pakistano di 25 anni che era in Francia da due anni, un ceceno di 18 anni che era venuto in Francia da bambino e aveva studiato nelle scuole francesi, poi un tunisino di 21 anni appena sbarcato nel continente attraverso la rotta dei migranti nel Mediterraneo, infine un austriaco di 20 anni, figlio di albanesi della Macedonia del Nord, che aveva tentato di andare in Siria, senza successo.

Gli autori degli attentati dell'ultimo mese e mezzo in Europa hanno un profilo comune: apparentemente hanno agito da soli, non sono stati registrati dai servizi segreti e hanno usato coltelli per attaccare. Solo il caso austriaco è diverso, il terrorista portava armi da combattimento, tra cui un fucile d'assalto, un kalashnikov segato e un machete, ed era noto agli organi di polizia. I recenti attacchi dimostrano che, nonostante l'annientamento del califfato dello Stato islamico (Isis) nell'estate del 2014, la minaccia persiste in una battaglia di idee, che è un terreno fertile per molti giovani. Il califfato fisico in Siria e Iraq è stato sostituito da un califfato virtuale.

"I seguaci dell'ISIS non sono mai scomparsi", spiega il ricercatore svedese Michael Krona, coautore di The Media World of ISIS, una ricerca in cui si stima che i seguaci del gruppo terroristico, siano presenti su circa 100 piattaforme online..“Al contrario”, aggiunge, “ci sono segnali che suggeriscono siano cresciuti di numero negli ultimi tempi. Dal 2018, la sopravvivenza e l'espansione del marchio ISIS è in gran parte dovuta all'aumento dell'attività dei suoi sostenitori sul Web. Ciò che è cambiato è il tipo di attacchi e la loro letalità. In Francia, tra il 2015 e il 2016 , gli anni degli attacchi legati all'ISIS contro Charlie Hebdo, contro il supermercato ebraico Hyper Cacher, contro il Bataclán, le terrazze di Parigi e il lungomare di Nizza, sono morte 239 persone. Dal 2017 ad oggi si contano 24 morti.

“A Madrid, nel 2004, a Bataclán nel 2015, a Barcellona nel 2017 erano gruppi strutturati che avevano una certa logistica. Tutto questo è finito”, spiega Olivier Roy, professore all'Istituto universitario di Firenze e specialista in islamismo. “Adesso abbiamo individui che vengono dal nulla, senza una formazione specifica, spesso non molto stabili psicologicamente e che attaccano con coltelli da cucina. I coltelli da cucina sono la prova che non c'è rete dietro. Perché se vuoi uccidere molte persone hai bisogno di un kalashnikov. L'obiettivo non è provocare il massimo numero di morti ma uccidere e morire”.

Roy allude ai tre attentati in Francia in poco più di un mese. Il 25 settembre, davanti all'ex quartier generale del settimanale satirico Charlie Hebdo (dove nel gennaio 2015 12 persone sono state uccise in un attacco jihadista), il pakistano Zaheer Hassan Mahmoud ha ferito due persone prima di essere arrestato. Il 16 ottobre, Abdouallakh Anzorov, nato a Mosca nel 2002 ed arrivato in Francia all'età di sei anni, ha decapitato l'insegnante di scuola Samuel Paty, per aver portato una lezione, sulle vignette di Maometto pubblicate su Charlie Hebdo, in classe. Successivamente Abdouallakh Anzorov è stato ucciso dai colpi della polizia.

Il 29 dello stesso mese, Brahim Aouissaou, che aveva lasciato la Tunisia a metà settembre ed entrato in Europa attraverso il Mediterraneo, ha tagliato la gola e pugnalato a morte tre persone nella basilica di Notre-Dame a Nizza. Oggi Aouissaou è ancora ricoverato in ospedale. Il 2 novembre Kujtim Fejzulai, che era stato rilasciato nel dicembre 2019 dopo un breve periodo in prigione perché avevacercato di unirsi all'ISIS in Siria, ha ucciso quattro persone per le strade del centro di Vienna, dove i viennesi trascorrono le ultime ore prima del lockdown, dovuto all'emergenza coronavirus. Fejzulai è stato ucciso subito dopo l'attacco.

La pubblicazione all'inizio di settembre, di nuove vignette su Maometto da parte di Charlie Hebdo, uscite in coincidenza con l'inizio del processo ai presunti complici degli attentati, è circolata in rete come nuovo argomento proprio di questi terroristi. A questo si è aggiunto, nelle settimane successive, il discorso del presidente francese, Emmanuel Macron, sul cosiddetto “separatismo islamista”, gli appelli al boicottaggio della Francia ai paesi musulmani e il polso geopolitico del presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, con la sua controparte francese. Con l'Isis che riemerge tra Siria e Iraq, e in un contesto di reclusione globale, tremendamente aperto alla radicalizzazione dei giovani e all'uso massiccio di Internet.

“I profili degli aggressori rimangono simili: musulmani arrabbiati di discendenza immigrata, pieni di odio dopo aver assorbito i contenuti online dell'ISIS e, più recentemente, alimentati anche dalla ristampa delle vignette su Maometto, rispetto a quelli che portano avanti il gli attacchi contro la blasfemia, incitando all'odio", afferma Anne Speckhard, direttrice dell'International Center for the Study of Extremist Violence e professoressa oltre che di psichiatria alla Georgetown University.

Il progetto jihadista non è mai scomparso, nonostante le sconfitte in Medio Oriente e il fallimento nel tentativo di seminare discordia civile in Europa con gli attacchi.

Secondo gli esperti su Twitter, Facebook e persino Instagram si parla ancora di una guerra tra Occidente e Islam, con due banner fissi. Primo atto la vendetta, per la caduta di quel califfato fisico, impiantato tra Siria e Iraq da Al Baghdadi e il confinamento di migliaia di suoi militanti nelle prigioni curde. Secondo atto il vittimismo, per la presunta aggressione subita dalla religione di Maometto. La prospettiva dell'uscita in piazza di decine di jihadisti che si trovano oggi nelle carceri francesi aggiunge un'altra incognita. E persistono anche le circostanze che hanno descritto gli jihadisti degli ultimi cinque anni, come una generazione di ventenni con radici arabo-musulmane a rischio di emarginazione. Ma i terroristi di oggi sono diversi, secondo Olivier Roy, "la generazione che ha perpetrato gli attentati tra gli anni '90 e il 2015, maghrebini di seconda generazione in Francia o pakistani nel Regno Unito, sta uscendo di scena. Ora l'origine è varia o è figlia di nuovi arrivi di immigrati. E in futuro?" "Se la mia ipotesi è buona, ci sarà una radicalizzazione dei giovani dei Balcani e dei ceceni, e forse, a un certo punto, anche dei turchi, perché c'è qualcosa di strano nella gestione delle relazioni turche con l'Europa, proprio in tema di terrorismo. E poi ci saranno i globalizzati, ragazzi che vanno da un posto all'altro, come il pakistano o il tunisino".

Londra pensa di mettere reti nella Manica per impedire l'arrivo di immigrati

Il governo Boris Johnson sta valutando la possibilità di mettere delle reti in mare per fermare le barche con gli immigrati in arrivo sulle sue coste


In un'intervista al "Sunday Telegraph" Dan O'Mahoney, il comandante speciale nominato in agosto dal ministro dell'Interno Priti Patel per sovrintendere alle operazioni anti-immigrazione, ha dichiarato, "Siamo decisamente molto, molto vicini a poter mettere in pratica una tattica d'intervento sulle barche degli immigrati, riportandoli a bordo delle nostra nave in Francia. Bloccheremo le piccole imbarcazioni con delle reti per bloccare le eliche dei loro motori. Una tattica che nulla farà alle barche di più grandi dimensioni. Tuttavia, il comandante ha chiarito che "il problema attualmente è che i francesi non accetteranno il rimpatrio sul loro territorio".

L'idea del networking fa parte di un piano per affrontare il problema della migrazione illegale attraverso la Manica, gli sbarchi hanno raggiunto i 400 arrivi in ​​al giorno. Secondo i dati ufficiali, solo nelle prime tre settimane di settembre almeno 1.892 migranti ha attraversato la Manica dalla Francia, un numero superiore a quello raggiunto in tutto il 2019. Quell'anno, almeno il 30% degli ingressi di immigrati privi di documenti nel Regno Unito è avvenuto via mare, numero che è salito al 70% durante il 2020. Così, con il suo nuovo piano, il Governo intende fermare il flusso di immigrati che dall'Africa e dal Medio Oriente attraverso il nord della Francia, cercano di raggiungere l'Inghilterra, ridurre il numero di persone che si imbarcano, impedire l'ingresso nel Regno Unito e riformare il sistema di asilo.

O'Mahoney, un ex alto ufficiale dei Royal Marines e veterano delle guerre in Iraq e Kosovo, ha spiegato che l'Esecutivo sta lanciando misure come campagne sui social network per sollecitare potenziali immigrati dall'Africa e dal Medio Oriente a presentare domanda di asilo, nel primo paese sicuro di arrivo,  piuttosto che rischiare di morire in un "viaggio incredibilmente pericoloso" per raggiungere illegalmente il Regno Unito.

"La maggioranza delle persone che cercano rifugio nel Regno Unito sono veri richiedenti asilo. E provengono da paesi con condizioni difficili nel loro paese", ha detto O'Mahoney, "quindi non si tratta di riportarli al loro luogo di origine, ma di chiedere asilo nel primo paese in cui calpestano ed evitare anche di nutrire le mafie pagando per i loro viaggi". Il comandante ha osservato che, oltre a proteggere i confini, la sua priorità è prevenire ulteriori morti in mare.

  • Pubblicato in Esteri

Quanti giorni può sopravvivere il coronavirus sullo schermo di uno smartphone?

Lo studio condotto dalla Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) indica che il virus può sopravvivere per 28 giorni sulle superfici di questo tipo


Uno studio dell'agenzia scientifica nazionale australiana ha dimostrato che il virus responsabile del Covid-19 può rimanere infettivo su superfici come gli schermi dei telefoni cellulari per 28 giorni.

Il coronavirus si diffonde principalmente tossendo, starnutendo o parlando, sebbene ci siano prove che possa essere diffuso anche da particelle sospese nell'aria o quando una persona tocca superfici infette.

Lo studio del Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation (CSIRO) indica che il virus può sopravvivere per 28 giorni su superfici lisce come il vetro che si trova sugli schermi dei telefoni cellulari o su banconote di plastica e carta, se mantenute a 20 gradi Celsius e al buio.

I ricercatori hanno anche affermato che SARS-CoV-2 sopravvive meno tempo a temperature più elevate che a temperature più basse, poiché uno studio tecnico ha dimostrato che il virus, su alcune superfici cessa di essere contagioso dopo 24/48 ore se esposto a temperature di 40 gradi celsius. "Questi risultati dimostrano che SARS-CoV-2 può rimanere contagioso, per periodi di tempo significativamente più lunghi di quanto sia generalmente considerato possibile".

  • Pubblicato in Salute

Dei sensori stampati sulla pelle possono rilevare l'infezione da Covid-19

Un team di ricercatori americano-cinese, ha processato uno strato ausiliario di sinterizzazione a basse temperature, che quando applicato alla pelle può rilevare diverse problematiche, tra cui l'infezione da Coronavirus 


I nuovi sensori stampati sulla pelle misurano importanti funzioni del corpo come temperatura, pulsazioni, contenuto di ossigeno nel sangue e pressione sanguigna, misurazioni che possono anche rilevare la presenza di un'infezione da Coronavirus. Questa innovazione è stata sviluppata da ricercatori della Pennsylvania State University (Penn State) http://psu.edu e dell'Harbin Institute of Technology http://en.hit.edu.cn.

"Abbiamo sviluppato una tecnica di produzione semplice ma universalmente applicabile", afferma Ling Zhang, uno dei ricercatori cinesi. Il team americano-cinese utilizza un nuovo tipo di strato di sinterizzazione che garantisce, alle innumerevoli nanoparticelle adiacenti un forte legame e la loro attivazione a basse temperature. Questo processo di sinterizzazione avviene normalmente a 300 gradi Celsius e oltre, troppo alta per essere attivata dal calore della pelle umana. I ricercatori hanno iniziato stampando circuiti stampati flessibili e uno strato a base di nanoparticelle, su dei tessuti flessibili, abbassando la temperatura di sinterizzazione (attivazione dei sensori) a 100 gradi, "ancora troppo alta per la pelle umana", dice Huanyu Larry Cheng, ricercatore e professore alla Penn State. "Il nostro obiettivo era però di scendere sotto i 40 gradi, così da poter applicare i sensori direttamente sulle nostre braccia".

Per raggiungere il loro obiettivo, i ricercatori hanno nuovamente modificato il materiale ausiliario, cambiando anche la composizione dell'inchiostro. Il materiale di supporto utile alla sinterizzazione è costituito da una pasta che contiene alcol polivinilico, questa è una plastica atossica che può essere deformata se riscaldata. Un altro ingrediente è il carbonato di calcio, che è costituito da gusci d'uovo. Così da ottenere una temperatura di attivazione intorno ai 36 gradi centigradi. Un risultato che ha permesso di stampare i sensori direttamente sulla pelle umana, in questo modo un micro sistema di trasmissione poteva trasmettere tutti i dati rilevati, direttamente ad uno smartphone associato.

Purtroppo, i nuovi sensori non sono fatti per durare, funzionano per alcuni giorni, ma poi si dissolvono a causa dell'umidità. In caso si voglia toglierli prima della loro naturale fine, basterà lavarli con dell'acqua tiepida e magicamente si dissolveranno. Secondo i ricercatori, il sistema può essere modificato in modo che riconosca i sintomi tipici di un'infezione da COVID-19.

  • Pubblicato in Salute
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS