Orrore a Nizza, attacco terroristico in chiesa: tre morti, decapitata una donna. Fermato assalitore: "Gridava Allah Akbar" (VIDEO)

Tre morti e diversi feriti. E' il bilancio di un attacco compiuto questa mattina all'interno della chiesa di Notre-Dame a Nizza. La polizia ha arrestato il responsabile - armato di coltello - e una squadra di artificieri si è recata sul posto. Una vittima è stata sgozzata e la seconda decapitata, ha reso noto una fonte della polizia citata da le Figaro - (VIDEO) (LIVE)


Attacco all'arma bianca nei pressi della chiesa di Notre-Dame, a Nizza (LA DIRETTA BFM-TV). Il deputato di zona, Eric Ciotti, parla su Twitter di attentato. 

Secondo informazioni di BFM-TV, il bilancio dell'attentato nella chiesa di Notre-Dame di Nizza sale a 3 morti e diversi feriti.

E' stato fermato l'autore dell'attacco: lo riferiscono fonti di polizia citate dall'agenzia France Presse. "Tutto lascia supporre un attentato terroristico in seno alla basilica di Notre-Dame", dice il sindaco Christian Estrosi.

"Una donna è stata decapitata", dice ai microfoni di BFMTV Laurent Martin de Fremont, ufficiale di polizia di Nizza. In un primo momento sembrava che ad essere decapitato fosse stato un uomo. Ci sono altri feriti nell'attentato. L'aggressore, ha detto i funzionario, è stato ferito e si trova in ospedale. Non si esclude la presenza di complici.

Il premier francese, Jean Castex, lascia l'Assemblea Nazionale per recarsi alla cellula di crisi in Place Beauvau, dopo l'attacco a Nizza. Dopo il minuto di silenzio osservato dai deputati, il presidente dell'Assemblea, Richard Ferrand, ha sospeso la seduta.

"L'autore dell'attentato, mentre veniva medicato dopo essere stato ferito dalla polizia, continuava a gridare senza interruzione Allah Akbar": lo ha riferito il sindaco di Nizza, Christian Estrosi, intervistato da BFM-TV. Per Estrosi, "non c'è alcun dubbio sulla natura dell'attacco". 

Il presidente francese, Emmanuel Macron, si sta recando presso l'unità di crisi aperta al ministero dell'Interno di Parigi, in Place Beauvau, in seguito all'attacco alla basilica Notre-Dame di Nizza: è quanto afferma l'Eliseo.

L'inchiesta sull'attacco a Nizza è stata affidata alla procura antiterrorismo. Al momento si tratta di un'inchiesta per "omicidio" e "tentato omicidio".

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Il grido di dolore degli operatori turistici: "Il nostro settore nel dramma, servono aiuti subito"

Una folta rappresentanza di agenzie di viaggio, commerciali, consulenti turistici, tour operator, autisti di bus e pullman ha manifestato davanti a Palazzo Lombardia perché le istituzioni non si dimentichino di un settore che in questa fase di emergenza sta soffrendo come e più di altri - (VIDEO)


Le agenzie di viaggi fanno sentire la propria voce e tornano in piazza. Si sono date appuntamento a Milano, davanti a Palazzo Lombardia. Ad organizzare la manifestazione il Maavi, il movimento autonomo delle adv guidato da Enrica Montanucci e nato proprio durante la pandemia globale. L’obiettivo della protesta? Dare un ulteriore allarme alle istituzioni, in un momento di crisi senza precedenti che rischia seriamente di compromettere il futuro di numerosissime realtà del turismo.

“Per il 90% siamo piccole micro-imprese di imprenditoria femminile, ad alta specializzazione e professionalità, un settore che era sanissimo nonostante i grossi portali delle multinazionali del web, spinto dalla passione e dalla voglia di fare sempre meglio. Con un’agenzia viaggi non si diventa ricchi materialmente ma di esperienze, conoscenze ed empatia – si legge nella nota divulgata dalla delegazione lombarda di Maavi – Ogni anno muoviamo milioni di passeggeri per lavoro e per turismo, riempiamo i centri storici delle città con i suoi ristornati, bar, negozi, musei, siti archeologici, spiagge e montagne.  Siamo assicurate, abbiamo fondo di garanzia, contribuiamo a una fetta importante del Pil regionale e nazionale. Le agenzie viaggi lombarde sono quelle che movimentano più passeggeri in Italia”.

Come ricordano gli agenti, ci si è fermati prima del lockdown conclamato e “non sappiamo quando potremo ripartire con il nostro lavoro, abbiamo dato assistenza continua e gratuita ai nostri connazionali bloccati all’estero durante la primavera ancora prima che si muovesse la Farnesina. Rispettosissime dei protocolli sanitari e limitazioni ai viaggi. Il Bonus Vacanze ci ha ulteriormente penalizzate, grazie a una comunicazione istituzionale non idonea, in ogni caso non è stato un successo come lo dimostrano i dati: sugli oltre 2 miliardi stanziati ne sono stati usati 400/500 milioni. In questi mesi abbiamo riempito i tavoli governativi e regionali di proposte, per ora solo ascoltate. Per noi non ci sono orari di lavoro, noi non lavoriamo da febbraio e non sappiamo quando potremo riprendere”.

Maavi non intende minimizzare il dramma sanitario, “ma non possiamo permettere che diventi anche un dramma sociale settoriale – conclude – Alcune regioni hanno aiutato nei mesi scorsi i nostri colleghi con piccoli e significativi aiuti. Chiediamo anche alla nostra Regione Lombardia, che è la più ricca e operosa, di sostenerci velocemente”.

Lockdown, Sala e De Magistris chiedono spiegazioni a Speranza dopo le parole di Ricciardi: "Opinione sua o del governo?". Intanto Musumeci vuole spostare la chiusura dei locali alle 22 o alle 23

I sindaci delle due città scrivono per avere chiarimenti sulle affermazioni del consulente del ministro della Salute. Il primo cittadino di Milano in un video su Fb: "Ritengo che chiudere tutto sia una scelta sbagliata". Prea di posizione forte del governatore siciliano


Covid: Sala e de Magistris a Speranza: 'Il lockdown idea Ricciardi?' -  Cronaca - ANSA

Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e quello di Napoli, Luigi de Magistris, hanno scritto una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, per chiedere chiarimenti sulle affermazioni fatte dal consulente del ministero, Walter Ricciardi, che ha parlato di un lockdown "necessario" nelle due città. "Stamattina ci siamo sentiti con il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, perché ieri il consulente del ministero della Salute, il professor Ricciardi, ha evocato un lockdown a Napoli e Milano - ha spiegato Sala in un video suoi social -. Abbiamo scritto al ministro per chiedergli se quella è un'opinione del suo consulente o è un'opinione del ministero e, nel caso fosse un'opinione del ministero, se è basata su dati e informazioni che il ministero ha e noi non abbiamo". 

Il lockdown a Milano in questo momento "per quello che osservo è una scelta sbagliata". Lo ha ribadito il sindaco, Giuseppe Sala, in un video sulle sue pagine social. "E' nelle mie responsabilità e io ragiono con la testa e con il cuore, guardo i dati, abbiamo meno di 300 terapie intensive, ne abbiamo avute 1700, sono in crescita ma stiamo facendo dei sacrifici e vedremo cosa succederà - ha aggiunto -. Oggi c'è il tema di tenere a casa gli anziani, è brutale ma il 90% dei decessi è sugli over 70, c'è un problema di creare spazi di ricovero per gli asintomatici, per le quarantene e stiamo lavorando con Ats e la Regione". "C'è tempo per la polemica e per la collaborazione ma io non credo che a questo punto sia giusto fare un lockdown e lo dico sapendo che ci sono due partiti, anche tra i cittadini, c'è chi dice 'chiudi tutto' e chi 'non si può'", ha concluso.

"Sto adottando un disegno di legge che prevede, assieme alle misure restrittive già concepite e praticate, la possibilità di adottare misure estensive là dove il governo consente di farlo, come nella normativa di dettaglio. Noi rivendichiamo il diritto di poter dire, signor presidente del Consiglio, noi riteniamo di spostare l'orario di chiusura di bar e ristoranti dalle 18 alle 22 o alle 23. Quando il governo centrale dirà che bisognerà chiudere per 24 ore, noi allora non fiateremo". Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, a Tgcom24. "Stiamo adottando il ddl in giunta nelle prossime ore - spiega - poi sarà il Parlamento siciliano a dovere approvare o respingere. E mi auguro che il governo centrale terrà conto della nostra prerogativa".

Faro del Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, sugli incidenti e le tensioni legate alle ultime misure anti-contagio. Nella seduta di oggi è stato infatti deciso, tra l'altro, di "indire specifiche audizioni relative alle tensioni sociali manifestate in questi giorni". Lo rende noto il presidente del Copasir, Raffaele Volpi.

 

(Fonte: Ansa)

Meteo, l'estate di San Martino arriva in anticipo. Clima mite nel weekend, ma occhio alla nebbia

Previsioni per Halloween e Ognissanti: alta pressione, sole e temperature gradevoli, la coda del maltempo sta lasciando anche il Sud. Al Nord però il rovescio della medaglia è il ritorno della nebbia. Cosa dicono gli esperti


Nebbia friulana in barattolo: la comprano in tutto il mondo - IlGiornale.it

L’estate di San Martino quest’anno arriverà in anticipo. A partire da oggi un vasto anticiclone di origine africana conquisterà gradualmente l’Italia, soltanto al Sud ci saranno le ultime piogge. L’anticiclone africano garantirà giornate soleggiate con clima mite, ma porterà anche un’insidia: la nebbia. Il team del sito iLMeteo.it avvisa che oggi ultime piogge interesseranno il Sud Italia, altrove il tempo sarà soleggiato.

Da domani tutte le regioni saranno protette dall’anticiclone e inizierà ufficialmente l’estate di San Martino. Le giornate saranno ampiamente soleggiate al Centro-Sud e su tutti i rilievi. Ma in autunno (e anche in inverno) la presenza dell’alta pressione ha il rovescio della medaglia, ovvero il ritorno della nebbia. Da venerdì infatti la visibilità comincerà a ridursi dapprima sul Veneto e poi nel weekend di Halloween e Ognissanti su gran parte della Pianura Padana e in Toscana. In presenza di nebbia il clima non sarà certo mite come lo sarà sui monti (fino a 18-20°C di giorno) e al Centro-Sud (fino a 25°C). Sulle grandi città del Nord (da Torino a Milano, a Brescia, Piacenza, Verona, Vicenza, Padova, Bologna per esempio) le temperature diurne a stento saliranno oltre i 13°C e il cielo si presenterà spesso coperto o invisibile. Per poter vedere il sole bisognerà salire oltre i 3-500 metri, ovvero al di sopra della cappa nebbiosa.

E ora una curiosità. L’estate di San Martino ha origine dalla tradizione del mantello, secondo la quale Martino di Tours, vescovo cristiano del IV secolo (poi divenuto San Martino), nel vedere un mendicante seminudo patire il freddo durante un acquazzone, gli donò metà del suo mantello; poco dopo incontrò un altro mendicante e gli regalò l'altra metà del mantello: subito dopo però, ecco che il cielo si schiarì e la temperatura si fece più mite, come se all'improvviso fosse tornata l'estate.

Oggi - Al nord: cielo sereno o poco nuvoloso. Al centro: bel tempo prevalente. Al sud: ultime piogge o locali temporali, meno su Sicilia e Campania.

Domani - Al nord: bel tempo, possibili nebbie sul Veneto. Al centro: più nubi su Toscana e Umbria, sole altrove. Al Sud: bel tempo prevalente.

Venerdì 30 - nebbie più diffuse in pianura, sole altrove. Al centro: nebbie in Toscana, più sole altrove. Al sud: bel tempo.

Nel weekend il sole sarà prevalente, ma sulla Pianura Padana ci sarà nebbia.

Usa, pesante vittoria di Trump a una settimana dal voto: si prende la Corte Suprema. Cosa cambia con l'elezione dell'ultracattolica Amy Barrett

Con il via libera del Senato e il giuramento Amy Coney Barrett entra nell'Alta Corte che ora ha una schiacciante maggioranza conservatrice: sei toghe su nove. The Donald segna un punto clamoroso e, a prescindere dall'esito delle elezioni presidenziali, continuerà a essere decisivo per il futuro politico e civile degli Stati Uniti


Usa, Amy Barrett è un nuovo giudice della Corte suprema | Trump: "Giorno storico"

Amy Coney Barrett è a tutti gli effetti una componente della Corte suprema americana. La conservatrice ha giurato nel corso di una cerimonia alla Casa Bianca, dopo che l'aula del Senato ha confermato la nomina fatta da Donald Trump. "E' un privilegio essere stata chiamata a servire il mio Paese", le sue prime parole dopo il giuramento. Prende il posto lasciato da Ruth Bader Ginsburg. "E' un giorno storico per l'America", ha detto Trump.

Cosa cambia nella Corte

A una settimana dal voto, si tratta di una grande vittoria per il presidente, che regala all'Alta Corte una schiacciante maggioranza conservatrice: sei toghe su nove. Una situazione che non si presentava, dagli anni '30, prima del New Deal di Franklin Delano Roosevelt. Una svolta che potrebbe incidere sul sistema giudiziario e sulla vita sociale degli americani per decenni, visto che i giudici della Corte Suprema non hanno una scadenza. E una svolta a cui Trump ha contribuito enormemente, avendo avuto la possibilità di nominare, prima della ultracattolica Barrett, altri due magistrati di estrazione conservatrice: Neil Gorsuch e Brett Kavanaugh. "Ricoprirò il mio incarico in maniera indipendente dalla politica e dalle mie preferenze", ha assicurato la Barrett.

Le possibili conseguenze

A questo punto potrebbe essere vanificato anche il ruolo di ago della bilancia spesso svolto dal presidente della Corte John Roberts, che in più casi ha votato con i colleghi liberal nonostante sia stato nominato dal repubblicano George W.Bush. Con la nomina di Amy Barrett, Trump potrebbe aver aperto la strada non solo per l'abolizione dell'Obamacare, l'odiata riforma sanitaria di Barack Obama, ma addirittura per rimettere in discussione la storica sentenza Roe vs Wade che nel 1973 ha legalizzato l'aborto, nonché quella più recente che ha riconosciuto il diritto alle nozze gay, e tante altre conquiste sul fronte dei diritti civili.

L'opposizione dei democratici

Per questo i democratici fino all'ultimo hanno provato a fermare in ogni modo i repubblicani in Senato. Il via libera alla nomina è arrivato con 52 voti contro 48. La giudice cattolica conservatrice, 48 anni e sette figli, di cui due adottati,ha ricevuto il voto di tutti i senatori repubblicani tranne quello della senatrice Susan Collins. Tutti i senatori democratici hanno votato contro. "Avete rubato il posto lasciato vacante da Ruth Bader Ginsburg", l'atto di accusa del leader dei democratici in Senato Chuck Schumer. "I democratici volevano mettere un giudice attivista", la replica del leader della maggioranza repubblicana, il senatore Mitch Mc Connell.

 

(Fonte: tgcom24)

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Nuovo Dpcm, lo schiaffo dell'Alto Adige a Conte: ristoranti aperti fino alle 22 e si potrà sciare liberamente. Uno Stato nello Stato?

Locali aperti, stesso discorso per funivie e impianti sciistici, non solo per atleti professionisti, ma per chiunque voglia trascorrere una giornata in montagna. Approvata e destinata a far discutere l'ordinanza della Provincia autonoma di Bolzano, che nonostante le restrizioni dell'ultimo Dpcm in materia di Covid, ha deciso di remare in direzione opposta. I comprensori montani di Solda e Val Senales resteranno fruibili a tutti, coerentemente con le disposizioni contenute nel provvedimento del presidente Arno Kompatscher. I bar chiuderanno alle 20 e i ristoranti alle 22, coprifuoco dalle 23 alle 5


Kompatscher on tour a Bolzano | Salto.bz

In Alto Adige fino al 24 novembre è in vigore un'ordinanza "anti-Dpcm": coprifuoco tra le 23 e le 5; chiusura anticipata per bar e ristoranti rispettivamente alle 20 e alle 22; da mercoledì 50% di didattica a distanza alle scuole superiori. "Il numero delle persone positive al Covid-19 sta rapidamente aumentando in tutta Europa, in tutta Italia e in tutto l'Alto Adige. Dobbiamo intervenire subito, cercando comunque di salvaguardare il più possibile scuole e attività economiche", ha spiegato il presidente della Provincia di Bolzano Arno Kompatscher.

L'ordinanza della Provincia autonoma di Bolzano -  Dopo la seduta in video-conferenza della giunta provinciale sul nuovo Dpcm emanato dal governo, l'esecutivo di Palazzo Widmann ha deciso di elaborare una nuova ordinanza che sarà in vigore in tutto il territorio provinciale  sino al 24 novembre.

"Di fatto - spiega Kompatscher - recepiremo gran parte del nuovo Dpcm nazionale con alcuni adattamenti alla realtà locale in virtù dei margini di manovra che ci sono concessi dalla nostra autonomia e dalla legge provinciale sulla fase 2 dello scorso maggio".

Diversamente dal livello nazionale, in Alto Adige i bar dovranno chiudere alle ore 20 e i ristoranti alle ore 22, ma dalle ore 18 la somministrazione di cibi e bevande potrà avvenire solamente al tavolo, con posti assegnati e un massimo di 4 persone per tavolo, eccezion fatta per i famigliari conviventi.

Tassativo, inoltre, il divieto di consumazione in piedi, sia nei pressi dei locali, sia sul suolo pubblico. "Comportandoci in maniera responsabile possiamo tenere la situazione sotto controllo dal punto di vista sanitario, evitare misure ancora più drastiche e tornare in tempi più rapidi a una vita il più possibile normale", conclude Kompatscher. 

Alpe di Siusi - il migliore comprensorio sciistico in Trentino Alto Adige

Bond (Fi): Alto Adige? Stato nello Stato colpisce ancora - "Cosa possono fare gli inermi baristi e ristoratori di tutti quei territori bellunesi confinanti con l'Alto Adige? Niente. Di qua dal confine saranno costretti a chiudere alle 18 e rispettare il coprifuoco previsto dall'ultimo Dpcm, dall'altra parte invece faranno come vogliono, lavorando fino alle 22". Lo dice in una nota il deputato di Forza Italia Dario Bond, intervenendo sulla nuova ordinanza provinciale firmata dal governatore altoatesino Kompatscher, che lascia aperti i bar fino alle 20 e i ristoranti fino alle 22, oltre a limitare l'uso della didattica a distanza.

"Uno schiaffo alle regole. Se è vero che tutti dobbiamo rispettare il Dpcm per la salute collettiva, non è tollerabile che Bolzano faccia, come sempre, quello che vuole. Nella Provincia autonoma il virus può circolare liberamente fino alle 22? Pensiamo alla concorrenza sleale nei confronti dei ristoratori di Cortina, di Arabba, di altre località bellunesi di confine, costretti a chiudere alle 18, mentre i loro competitor, a qualche chilometro di distanza, possono continuare a lavorare. Lo Stato nello Stato ancora una volta colpisce e crea danni enormi".

 

FIGLI IN QUARANTENA E LAVORO AGILE

Diverse misure da intraprendere per quanto riguarda l'occupazione nelle prossime difficili settimane di pandemia. Scopriamo quali diritti hanno i lavoratori che si trovano in difficoltà nel conciliare la vita lavorativa con quella famigliare.


La legge 126 del 13 ottobre prevede molte disposizioni in tema di rapporto di lavoro. I lavoratori che hanno figli posti in quarantena dalla ATS, hanno il diritto di svolgere il proprio lavoro con modalità agile; se ciò non è possibile, hanno il diritto di astenersi dal lavoro con il percepimento di una indennità. Abbiamo chiesto all'Avvocato Davide Pollastro di spiegarci meglio la norma...

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Islam, la guerra di Erdogan contro Macron: "Boicottare i prodotti francesi". Poi la spara grossa: "Musulmani in Europa come gli ebrei sotto il nazismo"

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan invita a non comprare i prodotti francesi dopo il nuovo scontro con il capo dell'Eliseo sul trattamento dei musulmani in Francia, le vignette su Maometto pubblicate da Charlie Hebdo e gli scontri delle scorse settimane sul Mediterraneo orientale. "E' diventato sempre più difficile essere musulmano e avere uno stile di vita islamico nei Paesi occidentali", ha sostenuto ancora Erdogan in un discorso da Ankara


Erdogan al Quirinale: colloquio "rispettoso e franco" con il presidente  Mattarella - Photogallery - Rai News

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha lanciato un appello a boicottare i prodotti francesi e ha inasprito lo scontro con il collega francese, Emmanuel Macron, che poche ore prima aveva condannato simili appelli circolati in alcuni Paesi islamici a causa delle vignette satiriche contro Maometto pubblicate in Francia.

Erdogan si appella ai leader politici

 "Non comprate prodotti francesi", ha chiesto Erdogan, continuando ad alimentare la polemica a distanza con il collega francese, a meno di 48 ore dalla decisione della Francia di richiamare a Parigi l'ambasciatore ad Ankara. Decisione arrivata dopo che Erdogan aveva dichiarato che Macron ha "problemi mentali". "In Francia hanno detto di non comprare prodotti turchi, mi rivolgo al mio Paese e chiedo di evitare assolutamente di comprare prodotti francesi", ha detto Erdogan, per poi tornare sulla polemica a sfondo religioso con il presidente francese. "Lo dico ai cristiani e agli ebrei. Prima di tutto siamo esseri umani e nella nostra religione (l'Islam, ndr), essere cristiani non è sicuramente una colpa, così come non lo è essere ebrei. Se i musulmani in Francia sono oppressi allora mi appello ai leader politici affinché intervengano", ha aggiunto il presidente turco. Dopo le frizioni in Libia negli scorsi mesi e nel Mediterraneo orientale la scorsa estate, Erdogan sta polemizzando ora con Macron i nome dell'Islam.

"Come gli ebrei sotto il nazismo"

Erdogan ha denunciato che i musulmani in Europa sono oggetto di una "campagna di linciaggio" come gli ebrei sotto il nazismo e ha accusato alcuni leader occidentali di sostenere l'islamofobia, chiamandoli "fascisti". "Voi siete fascisti nel senso vero, siete davvero gli anelli di una catena di nazismo", ha detto Erdogan senza fare nomi. "I musulmani oggi sono oggetto di una campagna di linciaggio simile a quella contro gli ebrei in Europa prima della Seconda guerra mondiale".

Le radici dello scontro

Il nuovo scontro è divampato sullo sfondo dell'onda emotiva in Francia per la decapitazione avvenuta il 16 ottobre nella banlieu di Parigi di un professore di storia che aveva mostrato le vignette su Maometto ai suoi alunni durante una lezione sulla libertà d'espressione. Ma già il 2 ottobre, presentando una legge per contrastare il "separatismo islamista", il titolare dell'Eliseo aveva fatto arrabbiare molti musulmani affermando che l’Islam ormai è "in crisi in tutto il mondo". Il presidente turco ha denunciato presunti "maltrattamenti" da parte del governo francese di "milioni di membri di diversi gruppi religiosi", alludendo alla campagna di secolarizzazione di Parigi in nome della laicità e dei valori repubblicani.

dovrebbe comprendere misure di contrasto alla povertà, nuovi investimenti per la scuola e una stretta sulle moschee e su tutte le associazioni che divulgano idee anti-repubblicane. L’enfasi sull’Islam ha turbato Erdogan, anche perché il leader turco ambisce apertamente ad essere se non il “Sultano”, come accusano i suoi detrattori, comunque una figura di riferimento per i musulmani in Medio Oriente.

L'Ue invita al dialogo

La Commissione europea è intervenuta sullo scontro affermando che il dialogo è "più necessario che mai". Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell, ha avvertito sul rischio di una "pericolosa spirale di non rispetto", comprovata dagli insulti da parte di Erdogan a Macron. "Se continuiamo a subire pressione e tensione dovremo prendere provvedimenti", ha aggiunto Stano, "ma dipende dal presidente del Consiglio europeo decidere se discutere il caso al vertice di dicembre", quando i governi Ue affronteranno nuovamente la posizione da mantenere nei confronti di Ankara. 

 

(Fonte: Agi)

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