updated 9:44 AM UTC, Sep 16, 2021

Lavoro, in sei mesi aggiunti quasi un milione di nuovi occupati. Ma è boom di contratti a termine, tempo indeterminato in netta minoranza

A giugno del 2021 i lavoratori in cassa integrazione Covid scendono sotto quota un milione, per la prima volta dall'inizio della pandemia a marzo 2020. Tutti i segnali di una ripresa incoraggiante, ma la stabilità è un ricordo del passato


Nei primi sei mesi dell'anno l'Inps ha registrato oltre 3,3 milioni di attivazioni di rapporti di lavoro e quasi 2,4 milioni di cessazioni con un saldo positivo nel periodo per 925.408 unità. La gran parte delle attivazioni sono state per contratti non standard (a termine, stagionali, in somministrazione ecc) e le assunzioni a tempo indeterminato sono state 552.440, il 16,63% del totale (vanno poi aggiunte le trasformazioni).

Il saldo tra entrate e uscite per i contratti a tempo indeterminato è stato di 118.694 unità. Fino a giugno era in vigore il blocco dei licenziamenti per tutte le imprese.

A giugno del 2021 i lavoratori in cassa integrazione Covid scendono sotto quota un milione, per la prima volta dall'inizio della pandemia a marzo 2020. Lo si legge sull'Osservatorio Inps sul precariato che calcola che i lavoratori in cassa nel mese siano stati 987.000 per una media di 65 ore a testa. Nel picco della prima ondata, ad aprile 2020, sono stati messi in cassa integrazione Covid dalle aziende 5.620.000 lavoratori per una media di 107 ore a testa. Le ore usate a giugno 2021 sono quindi poco più di un decimo di quelle del momento di massimo utilizzo dell'ammortizzatore.

 

(Fonte: Ansa)

Vaccino anti-Covid, con la terza dose anticorpi 10 volte maggiori: lo studio israeliano

Nello Stato ebraico, il primo ad offrire un'ulteriore somministrazione, l'hanno già ricevuta quasi tre milioni di persone. Over 60 la prima fascia interessata. Cosa dicono gli scienziati


La terza dose del vaccino Pfizer contro il coronavirus produce dieci volte più anticorpi rispetto a quelli sviluppati con la seconda dose. Sono le conclusioni a cui è giunto uno studio sierologico condotto dallo Sheba Medical Center di Ramat Gan, vicino a Tel Aviv, secondo quanto ha riferito l'emittente pubblica israeliana Kan. I risultati sono stati ottenuti comparando i livelli di anticorpi una settimana dopo la somministrazione della terza dose del vaccino contro il Covid-19 con i loro livelli una settimana dopo la somministrazione della seconda dose.

Israele è stato il primo Paese a proporre una terza dose di vaccino contro il coronavirus, lo scorso primo agosto. La prima fascia di età alla quale è stata offerta la terza dose sono stati gli over 60, mentre ora il richiamo è disponibile dai dodici anni. A oggi, quasi tre milioni di israeliani avevano ricevuto una terza dose.

 

(Fonte: Adnkronos)

 

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Una piattaforma di 500 metri quadrati in mezzo all'oceano è diventata il paese più piccolo del mondo

Il Principato di Sealand, con a capo Roy e Joan Bates, ha redatto la propria Costituzione nel 1975 e ha creato la propria moneta, la propria bandiera, il proprio inno e soprattutto un vero e proprio passaporto


Il 2 settembre 1967, l'ex comandante della Marina britannica, Patrick Roy Bates, salì a bordo della piattaforma utilizzata come contraerea HM Roughs, che si trovava a circa otto miglia al largo della costa del Suffolk, nel mezzo del Mare del Nord ed era presumibilmente occupata da alcuni pirati. Una volta salito, l'ex comandante Bates, che tutti chiamavano Paddy, cacciò con la forza gli occupanti con l'intenzione di diventare il comandante della piattaforma. La sua idea era quella di realizzare una stazione radio pirata, con il nome di - Radio Essex - e tutte le attrezzature necessarie per lanciare le sue trasmissioni nel mondo, ma sorprendentemente non lo fece mai. Basandosi su un'interpretazione del diritto internazionale tanto attenta quanto fantasiosa, con sua moglie Joan dichiararono l'indipendenza del forte e si proclamarono reggenti della nuova nazione, che chiamarono Principato di Sealand. Era appena nato il paese più piccolo del mondo.

La storia di questo pezzo di metallo risale al 1942, quando l'esercito britannico installò una serie di torri armate nel mezzo degli estuari del Tamigi e del Mersey per aiutare a difendere l'isola, e in particolare Londra, dagli attacchi della Luftwaffe. Furono chiamati forti di Maunsell in onore del loro progettista, l'ingegnere Guy Maunsell e rimasero in funzione come prima linea difensiva antiaerea fino alla fine della seconda guerra mondiale.
 
Il forte di cannoni antiaerei della seconda guerra mondiale ora conosciuto come il Principato di Sealand.

Alla fine degli anni '50, dopo essere stati utilizzati come campo di esercitazione militare, i forti di Maunsell furono abbandonati e alcuni furono smantellati. 

Per quasi dieci anni, il forte ha subito una serie di abbordaggi, contro avvicinamenti e occupazioni da parte di pirati radiofonici fino al settembre 1967 quando Paddy Roy Bates pose fine al raid dei pirati una volta per tutte. Dichiarando la costituzione del Principato di Sealand, le acque vicino alla torretta divennero acque giurisdizionali del paese e ogni tentativo di entrarvi era un atto di ostilità a cui seguivano risposte armate.

I forti navali di Maunsell furono costruiti nell'estuario del Tamigi per scoraggiare e segnalare i raid aerei tedeschi.

Il tutto sembrerebbe una cosa poco seria, una pantomima britannica, ma sta di fatto che, nel 1975, dopo alcune lotte con la giustizia britannica, i Bates stilarono una Costituzione e introdussero la propria moneta, il dollaro Sealand, il cui cambio ufficiale è sempre il dollaro USA. Hanno anche disegnato una bandiera, composto un inno e hanno iniziato a modificare il proprio passaporto. Tutto questo sotto uno stemma che recitava il seguente motto: E Mare Libertas” (La Libertà dal Mare). Dietro tutta questa ostentazione di ufficialità, c'era l'idea che Sealand fosse riconosciuta come stato sovrano da qualche nazione del mondo, cosa che accadde tre anni dopo e non proprio grazie all'inno o alla bandiera.

Nell'agosto 1978, un avvocato tedesco di nome Alexander Achenbach assunse alcuni mercenari per cercare di impadronirsi della piattaforma mentre Bates e sua moglie erano in Inghilterra. Achenbach si definiva Primo Ministro di Sealand, anche se tutto ciò che possedeva era solo uno dei passaporti folcloristici rilasciati dai Bates come souvenir . Fatto sta che l'avvocato e i mercenari irruppero nel forte con dei motoscafi e presero in ostaggio Michele, il figlio dei Bates con un gruppo di suoi amici, gli unici presenti in quel momento.

Come un James Bond etichetta bianca, Michael si è sbarazzato dei suoi rapitori grazie ad alcune mitragliatrici Sten che aveva nascosto sulla piattaforma. Dopo diverse lotte, il figlio dei Bates riprese Sealand, catturò Achenbach e lo accusò formalmente di alto tradimento. Nel frattempo, i mercenari se ne andarono di fretta perché non erano stati pagati abbastanza per simili sciocchezze.

Eric Martin, Alan Clarke, Leslie Dunne e Paul Kramer lasciano la stazione radio pirata, Radio City, che aveva sede a Shivering Sands Army Fort, vicino all'estuario del Tamigi, nel febbraio 1967.

Poiché non esisteva un dipartimento di giustizia a Sealand, l'avvocato fu trattenuto stabilendo una cauzione di 75.000 DEM (circa $ 35.000 all'epoca). Qui la storia si complicò, perché, ovviamente, la Germania non era disposta a sopportare un cittadino del proprio paese che rimanesse, a tutti gli effetti, rapito. Così inviarono un diplomatico dell'ambasciata a Londra per negoziare il rilascio di Achenbach. Dopo diverse settimane di trattative, Paddy Roy Bates accettò di rilasciare il detenuto. Non lo fece come un atto di sconfitta, ma anzi, al contrario, dichiarò che la visita di un diplomatico tedesco sul suolo sovrano del Principato di Sealand costituiva il riconoscimento del suo paese da parte della Repubblica federale di Germania, anche se i tedeschi non ne parlarono.

Sfortunatamente per i Bates, il riconoscimento di Sealand non sarebbe mai avvenuto perché, nel 1987, il Regno Unito estese la sua fascia marina a 12 miglia nautiche dalla costa assorbendo Sealand in territorio inglese. I Bates continuarono a vendere i loro passaporti, le loro monete e le loro bandiere, più come souvenir che altra cosa. Fino ad oggi, Sealand rimane il paese più piccolo del mondo, solo 500 metri quadrati. Dopo la morte di Paddy e Joan, l'attuale principe è Michael, che vive nel Suffolk e che a quanto pare ha lasciato la sua attività di agente speciale per dedicarsi alla vendita di attrezzatura da pesca. Afferma che ogni giorno arrivano sul suo sito centinaia di richieste di passaporti, bandiere e monete, ma che l'oggetto più richiesto è il titolo di Lord o Lady.

In effetti, si può essere un nobile di Sealand senza dover dimostrare alcun lignaggio o ascendenza; basta ordinarlo online. E costa solo 36,99€.

Roy e Joan Bates, principe e principessa del Principato di Sealand, nel 1979.
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Elezioni a Roma, Calenda a sorpresa: "Vorrei Bertolaso commissario e vice sindaco al decoro urbano". Per ripulire la capitale cerca l'uomo del piano vaccinale record della Lombardia

"Vorrei subito Guido Bertolaso commissario straordinario e vicesindaco al decoro urbano. L'ho detto che chiamo soltanto i migliori”. Lo afferma Carlo Calenda, candidato sindaco di Roma in un'intervista a 'Chi', spiegando che "tra le prime cose da fare a Roma c'è un piano di pulizia straordinaria, partendo da 5 mila nuovi spazzini presi tra coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza. Il termovalorizzatore dell’Acea. La revisione generale della metropolitana.

Comunali Roma 2021, Bertolaso ribadisce il 'no' a candidarsi sindaco -  Politica - quotidiano.net

"Io alleato con i Cinquestelle? I Cinque Stelle sono arrivati al governo e pur di restarci sono disposti a votare qualsiasi cosa. E il Pd li segue, come per esempio sul reddito di cittadinanza. Non farò accordi con loro, in nessun caso", chiosa.

Gli Enzimi; l'elisir per una lunga e sana vita

Ernst Günter in “Lebendige Nahrung” (1983) definì gli enzimi “sostanze speciali, che contengono la scintilla della vita, controllando i processi biochimici di singoli organi negli esseri umani, animali e piante, in modo così preciso, da sembrare dotati d’intelligenza”


Gli enzimi sono delle molecole presenti in natura e quindi anche nel nostro corpo, in grado di catalizzare tutti i processi delle cellule. Ma cosa vuol dire "catalizzare"? Vuol dire "rendere possibili", tutte le reazioni biochimiche che avvengono in ogni singola cellula, diventando di fatto la principale funzione del nostro metabolismo. gli enzimi, in particolare, sono i veri “operai molecolari” delle cellule, portano avanti tutte le reazioni biochimiche necessarie alla vita. Questa “intelligenza” è in grado di memorizzare tutte le catalisi che compie, una sorta di “memoria”, in senso sterico (ricordando la disposizione spaziale degli atomi costituenti una molecola). Tutti i substrati della cellula che vengono riconosciuti dalla memoria degli enzimi, danno luogo a delle reazioni fisiologiche, tornando alla loro funzione originale. Questo processo permette alle cellule di riprogrammarsi tornando sempre alla loro funzione naturale.

Allo scienziato italiano Lazzaro Spallanzani spetta comunque il merito di aver per primo iniziato le ricerche in campo enzimologico: nel 1765 mostrò brillantemente, infatti, l'azione solvente del succo gastrico sulla carne. Per quanto egli avesse precisato alcuni particolari, non poté tuttavia valutare, a causa dei mezzi rudimentali di cui allora disponeva e delle scarse cognizioni di chimica del tempo, oggi sappiamo invece che queste molecole meritano una linea di studio che ne definisca appieno il ruolo fisiologico (e fisiopatologico) in senso biodinamico.

Ad esempio, copi estranei per replicarsi nelle cellule del corpo che stanno infettando, utilizzano degli enzimi. Delle recenti ricerche stanno valutando l'utilizzo mirato di particolari enzimi per riportare il metabolismo delle cellule infettate, ad una "normalità", che diverrebbe non riconosciuta dal corpo estraneo. Gli enzimi sono glicoproteine, presenti sulla superficie dei organismi di natura non cellulare e di dimensioni submicroscopiche, agenti eziologici di numerose malattie di piante e batteri, necessarie per la penetrazione virale all’interno delle cellule di tessuti, organi e apparati. Di fondamentale importanza per questi microorganismi definiti “parassiti intracellulari” è l’adesione alle cellule per riuscire a penetrare e potere compiere all’interno della cellula ospite il proprio ciclo replicativo. All’interno di quello che viene comunemente chiamato capside virale (rivestimento esterno membranoso, che ha generalmente origine dalla membrana nucleare o plasmatica della cellula ospite), sono contenuti gli enzimi emoagglutinina e neuraminidasi, di cui gli organismi ospiti si servono. Rigenerare le cellule colpite con l'utilizzo degli enzimi potrebbe riportarle alle loro naturali funzioni.

E' opportuno ricordare che la Terapia Complementare Enzimatica non utilizza enzimi ma lavora sugli enzimi, grazie all’impiego di substrati perfettamente riconoscibili in quanto ottenuti “biodinamicamente”, cioè attraverso biotecnologie a conversione enzimatica sequenziale che riproducono fedelmente i cicli biologici: questo concetto è di fondamentale importanza in quanto viene a delinearsi un’autentica “seconda via”, parallela agli integratori alimentari convenzionali.

Gli Integratori Alimentari Biodinamici (IAB), sono oggi frutto di una Ricerca da parte della Citozeatec, sono a tutti gli effetti degli Stimolatori Biologici Non Ormonali (SBNO), in grado di essere immediatamente riconosciuti dalla “memoria” dei nostri enzimi, che vengono quindi direzionati verso la normalità fisiologica, in presenza di fattori esterni che tendono ad utilizzarli a vantaggio.

Nata nel 2006 dall’esperienza di oltre 30 anni di lavoro nel campo delle biotecnologie, Citozeatec è un’azienda leader nella produzione di integratori alimentari ispirati all’agricoltura biodinamica e realizzati attraverso un originale processo di conversioni enzimatiche sequenziali a ciclo continuo: i nutraceutici o modulatori fisiologici biodinamici.

I nutraceutici biodinamici studiati e prodotti da Citozeatec hanno dimostrato – in studi sperimentali e clinici eseguiti presso l’Università Tor Vergata di Roma e disponibili su richiesta in azienda – la capacità di modulare fisiologicamente il sistema biodinamico (attraverso il controllo di specifiche attività enzimatiche) sia in vitrosia in vivo, grazie all’azione concertata delle molecole tutte orientati verso loci di appartenenza.

I nutraceutici biodinamici non sono farmaci e, pertanto, non sono soggetti alla normativa che disciplina questa categoria di sostanze; vanno prescritti dal medico, quando ne ravvisa la necessità, in associazione ad un corretto stile di vita e in aggiunta, e non in sostituzione a terapie convenzionali. Pur non essendo richiesto dal Legislatore, l’azienda continua a promuovere la ricerca e lo sviluppo dei suoi prodotti attraverso studi scientifici al fine di migliorare la qualità della vita dei pazienti, soprattutto quelli affetti da patologie croniche e degenerative, anche nell’ottica della moderna medicina della “supportive care”, complesso di strategie atte a prevenire, controllare o alleviare complicanze ed effetti collaterali e per migliorare il comfort e la qualità della vita del paziente. Non ultima la promozione costante di eventi formativi destinati alla classe medica e a tutti i professionisti della salute coinvolti nel campo della nutraceutica.

Preparazione suolo agricolo mediante Pool di enzimi

Le biotecnologie applicate in questo contesto sono indirizzate alla conversione di una serie di sostanze organiche e organolettiche in un prodotto di indubbio valore agronomico, impiegabile in agricoltura non solo come apportatore di sostanze utili al regno vegetale, ma anche come correttore della pedologia dei suoli alterati.

La moderna agricoltura è subordinata al concetto di produttività esasperata, che si concretizza nello sfruttamento intensivo dei suoli, più di quanto essi non possano a volte realmente offrire; il risultato finale è un loro inevitabile indebolimento, inteso questo sia nella capacità produttiva, sia nella capacità di difesa.

Ci si è accorti da tempo che il terreno agricolo non è una risorsa inesauribile; ciò che piuttosto non si è capita ancora è la gestione del patrimonio che esso rappresenta, e non solo dal punto di vista strettamente economico.

Il solo ripristino delle sostanze organiche e inorganiche consumate durante la crescita della coltura non basta al riassetto globale del terreno stesso per una nuova semina, in quanto l’attività vegetativa ha consumato anche risorse biologiche.

Le biotecnologie di trasformazione si inseriscono con il preciso intendimento di colmare questa lacuna, aiutando a disciplinare le intense attività microbiologiche innescatesi durante la fase vegetativa, ed a reintegrarle, perché magari compromesse, nei periodi di post-raccolto.

Le biotecnologie sono insomma anche un supporto alle capacità difensive del terreno, importanti soprattutto perché mirano a colpire e prevenire le cause di patologie infestanti, non a limitarne gli effetti come in ultima analisi fanno i normali trattamenti chimici.

L’uso indiscriminato di pesticidi, diserbanti, anticrittogamici, fitofarmaci, nonché le monocolture intensive e le concimazioni forzatamente inorganiche, unite alla sempre minore disponibilità di stallatico quale ammendante, hanno generato un progressivo indebolimento dei suoli che non possono essere reintegrati se non con prodotti umatici di alto valore agronomico.

Se lo stallatico rappresenta un ottimo apporto organico in un terreno biologicamentesano, nelle attuali condizioni e soprattutto per la mancanza di microrganismi enzimatici dei processi di umo-deumificazione, la sua immissione porta ad un residuo di sostanze organiche non metabolizzabili, e quindi ad un accumulo di prodotti che sbilanciano i rapporti C/N/P organici.

Inoltre, mentre lo stallatico rilascia azoto prontamente assimilabile, la lenta cinetica del fosforo organico ed una carenza nel terreno di importantienzimipectinolitici e cellulositici ha come conseguenza l’infestazione dasemi non digeriti dagli animali, che si ritrovano nello stallatico pressoché inalterati.

Un pronto rimedio è l’immissione di fosforo inorganico prontamente assimilabile, ma la conseguenza negativa di tale concimazione è destinata a distribuirsi nel tempo,in quanto il fosforo organico non viene più metabolizzato, si accumula nel terreno, viene trascinato nelle falde freatiche dalla percolazione, oppure per dilavamento portato nei fiumi, laghi e mari, finendo quindi per alterare i loro ecosistemi.

La risposta delle necessità sopra enunciate sono date da una serie di tecnologie innovative che fanno capo alle biotecnologie enzimatiche-Citozeatec con obiettivo di convertire parassiti e loro uova, insetti, spore microbiche (queste solo se l’operazione è condotta in maniera ottimale).

Produzione di proteine batteriche da conversione spore infestantiquesta operazione biologica è molto importante poiché prepara un precursore di base sul quale vengono insemenzate tutte le biomasse del nucleo umatico; queste sono state isolate da humus di latifoglie e aghi di pino, e possiedono la caratteristica di operare con pressioni osmotiche piuttosto alte.

Lo scopo è l’ attivazione di una serie di prodotti compresi fra:

  • componenti del gruppo umatico (ac. fulvico, crenico e apocrenico, ac. Sacculmico ecc.)
  • microrganismi propri delle micorizze;
  • ormoni vegetali;
  • microrganismi biocidi per combattere le infezioni del regno vegetale e per il disinquinamento dei suoli.

Sfruttando questa particolarità e operando semine di microrganismi enzimatici appropriati, si trasformano detti componenti organici in un prodotto finale le cui caratteristiche sono:

  • Bilanciamento ottimale fra Carbonio, Azoto e Fosforo,
  • Presenza di oligo-elementi utili al regno vegetale,
  • Organicazione del carbonio e dell’azoto quest’ultimo ripartito fra Azoto Proteico, Ammidico e Ammoniacale;
  • Tutta una gamma di microrganismi propri del nucleo umatico che, inseriti in un suolo, esplicano le loro attività di umo-deumificazione in dipendenza delle richieste del regno vegetale.

 

Fonte: (Pianeta Salute, Disinfection, Citozeatec Press)

 

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Lombardia, Fontana: "Raggiunto l'80% della popolazione vaccinata, si comincia a parlare di immunità di gregge"

"Oggi abbiamo raggiunto l'80% della popolazione lombarda vaccinata" contro il Covid "con ciclo completo. Un traguardo importante che ci fa sentire più tranquilli, considerato che per la maggior parte delle infezioni sopra tale soglia si comincia a parlare di 'immunità di gregge'". Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, a margine della conferenza stampa di presentazione dell'evento 'High Summit 26', questo pomeriggio, a Palazzo Lombardia.

"Credo che, se chi ancora non ha aderito si convincerà, le problematiche legate al Covid si ridurranno in maniera sostanziale e, mi auguro, definitiva", ha sottolineato il governatore lombardo.

"Le disposizioni che ci sono arrivate dalla struttura Commissariale e dal Ministero della Salute - ha continuato - ci dicono che da lunedì 20 settembre si partirà con la terza dose, iniziando da alcune categorie esposte maggiormente al rischio. Il nostro piano per questa nuova fase è già stato approvato dal governo, già dalla fine di giugno, quindi siamo pronti".

Bolletta di luce e gas, arriva la stangata: cosa fare per risparmiare sull'energia

Le tariffe dal ottobre potrebbero aumentare addirittura del +40%. Dagli esperti i consigli utili per ridurre la spesa fino a 225 euro all’anno


In arrivo una stangata sulle bollette di luce e gas, con le tariffe che dal prossimo ottobre potrebbero aumentare addirittura del +40%. Per aiutare i consumatori a risparmiare sulla bolletta elettrica e tagliare consumi superflui e sprechi, Consumerismo no profit diffonde oggi un decalogo con i consigli utili per ridurre la spesa fino a 225 euro all’anno.

IL DECALOGO

Apparecchi elettrici: evitare di lasciarli sempre in stand-by e staccare i caricabatterie dalla spina quando non vengono utilizzati: si può risparmiare fino a 56 euro all'anno.

Elettrodomestici: avviare quelli ad alto consumo nelle ore serali, nei weekend, o quando le tariffe elettriche sono più basse. - Illuminazione: sfruttare la luce del sole aprendo le tende e le tapparelle, spegnere le luci nelle stanze non occupate, utilizzare lampadine a risparmio energetico: si risparmia fino a 30 euro all’anno.

Condizionatori: vanno impostati sulla giusta temperatura e usati solo quando necessario, preferendo il deumidificatore che abbatte i consumi; mantenere sempre puliti i filtri e tenere le finestre chiuse isolando correttamente la casa: si risparmia circa 50 euro l’anno.

Frigoriferi: mantenere il frigo distanziato di almeno 20 cm dalle parete, per favorire l’aerazione; non riempirlo eccessivamente e regolare la temperatura sui 6°C. Scegliere modelli ad elevato risparmio energetico: si risparmia fino a 23 euro l’anno.

Lavatrici: abbassando la temperatura del lavaggio a 60° si arriva a risparmiare circa 3 euro a bolletta ottenendo risultati analoghi a quelli di un ciclo a 90°. Sostituire il prelavaggio avviando la lavatrice per una decina di minuti per poi spegnerla e lasciare i panni in ammollo per un’ora fa risparmiare 1/3 del consumo elettrico.

Lavastoviglie: una lavastoviglie di classe energetica A+++ farà risparmiare fino a 30 euro all’anno. Evitare i lavaggi lunghi che consumano troppa elettricità, scegliere piuttosto il programma ecologico che riduce i tempi e diminuisce il consumo energetico della lavastoviglie. Riempire al massimo il cestello, limitare la quantità di detersivo e togliere i residui del cibo prima di porre i piatti all’interno, sono altre piccole astuzie da adottare per sprecare meno acqua ed energia elettrica fino a 18 euro all’anno.

Aspirapolvere: spegnerlo durante i tempi morti delle pulizie che non richiedono aspirazione; meglio evitare la funzione turbo che aggrava il dispendio energetico.

Televisori: calibrare adeguatamente colori e luminosità e usare la funzione eco-mode per ridurre automaticamente i consumi del 20%.

 

(Fonte: Adnkronos)

Tennis, gli US Open parlano russo: a New York trionfa Medvedev. Sfuma il Grande Slam per Djokovic, che mostra classe anche dopo: "Meritavi tu"

Il 25enne di Mosca domina la finale in modo sorprendente. Il serbo, battuto in 3 set, fallisce il poker dopo Australian Open, Roland Garros e Wimbledon. Spettacolo sportivo e fair play tra i due atleti


Daniil Medvedev vince l'US Open, Novak Djokovic dice addio al Grande Slam. Il 25enne russo, numero 2 del ranking, trionfa in finale battendo il serbo per 6-4, 6-4, 6-4 in 2h15'. Medvedev, al 13esimo titolo della carriera, conquista il primo torneo dello Slam dopo aver perso quest'anno la finale dell'Australian Open. Djokovic fallisce l'assalto al Grande Slam. Il 34enne fuoriclasse di Belgrado - vincitore quest'anno in Australia, al Roland Garros e a Wimbledon - crolla a New York: non arriva il quarto major stagionale e sfuma il 21esimo titolo in uno Slam.

Djokovic va al tappeto in una sfida condizionata da una valanga di errori gratuiti: 38 unforced errors, una rarità per il numero 1 del mondo. Il serbo non punge e mette a segno l'unico break quando è sotto 2-5 nel terzo set: troppo poco e troppo tardi. Il Grande Slam rimane un miraggio per Nole, che puntava ad eguagliare l'impresa compiuta due volte da Rod Laver nel 1962 e nel 1969.

Medvedev, il primo tennista della nuova generazione a fare centro in un major, è il terzo tennista russo a portare a casa il trofeo di uno Slam: prima di lui ci sono riusciti Yevgeny Kafelnikov e Marat Safin.

"Provo una gioia indescrivibile, è il mio primo Slam e significa molto per me", le parole di Medvedev durante la premiazione. "Voglio scusarmi prima di tutto con voi tifosi e con Novak. Tutti sappiamo cosa stava realizzando oggi. Non l'ho mai detto a nessuno ma ora lo dirò: per me sei il più grande tennista della storia", dice il russo rivolgendosi al campione di Belgrado, che prontamente ricambia: "Prima di tutto faccio i complimenti a Daniil. Se qualcuno meritava uno Slam quello eri tu. Spero avrai tanti altri successi come questo", dice Djokovic.

"Anche se non ho vinto, il mio cuore stasera è pieno di gioia. Sono l'uomo più felice del mondo perché mi avete fatto sentire speciale. Mi avete toccato l'anima, non mi sono mai sentito così a New York. Vi amo, ci rivedremo presto", è il ringraziamento di 'Nole' al pubblico dell'Arthur Ashe Stadium, questa volta tutto dalla sua parte.

"Certo -ammette il campione di Belgrado-, una parte di me è molto triste. Questa sconfitta è difficile da digerire con tutto quello che c'era in gioco. Ma d'altra parte qui a New York ho sentito qualcosa che non avevo mai provato prima nella mia vita".

"Il pubblico mi ha fatto sentire molto speciale. Il supporto, l'energia e l'affetto che ho ricevuto è qualcosa che ricorderò per sempre. Ed è per questo che ho pianto al cambio di campo", racconta Djokovic, scoppiato in lacrime ancora prima dell'epilogo del match. "Ma nel tennis sappiamo voltare pagina molto velocemente e altre sfide ci attendono. Ho imparato a superare queste dure sconfitte nelle finali degli Slam, sono quelle che fanno più male. Amo ancora questo sport e mi sento ancora bene in campo. Finché ci sarà questa luce, questa motivazione, continuerò a competere".

 

 
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