updated 2:32 PM UTC, Apr 11, 2021

Attività chiuse, meno rifiuti, ma la Tari aumenta a livelli record. La denuncia di Confcommercio

Nel 2020 il costo totale della tassa sui rifiuti arriva al livello mai raggiunto di 9,73 miliardi con un incremento dell'80% negli ultimi 10 anni. E mentre l'esborso cresce i servizi non migliorano


Tari, nuove regole: bolletta più chiara e leggera

Secondo l'Osservatorio Tasse locali di Confcommercio nel 2020 il costo totale della tassa rifiuti (Tari) raggiunge il livello record di 9,73 miliardi con un incremento dell'80% negli ultimi 10 anni. Un paradosso considerato che a causa del blocco delle attività per il Covid la quantità di rifiuti prodotta è stata oltre 5 milioni di tonnellate in meno rispetto al 2019.

Far pagare chi produce rifiuti - Oltre ad interventi strutturali per rendere effettivo il principio europeo "chi inquina paga" e commisurare la Tari ai rifiuti realmente prodotti, per Confcommercio servono anche misure emergenziali, visto il perdurare della pandemia, "esentando dal pagamento della tassa tutte quelle imprese che, anche nel 2021, saranno costrette a chiusure dell'attività o a riduzioni di orario e quelle che, pur rimanendo in esercizio, registreranno comunque un calo del fatturato e, quindi, dei rifiuti prodotti".

Le imprese, sottolinea Confcommercio, "vogliono pagare il giusto, una tariffa corrispettiva al servizio erogato e soprattutto desiderano poter scegliere in autonomia l'operatore pubblico o privato più conveniente. Per i quantitativi di rifiuti che autonomamente le imprese avviano a smaltimento e recupero, senza servirsi del servizio pubblico, bisogna che venga detassata la quota corrispettiva della Tari".

L'Osservatorio di Confcommercio ha anche analizzato il livello quantitativo dei servizi erogati. Tale dato misura, con un punteggio da 0 a 10, la quantità dei servizi offerti da un comune rispetto alla media dei comuni della stessa fascia di popolazione. Un parametro che fotografa un'altra criticità: a fronte di costi sempre molto elevati, non corrisponde mediamente un livello di servizio migliore. Sono nove le Regioni che si posizionano ancora sotto il livello 6 di sufficienza: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Molise, Puglia e Toscana. I maggiori punteggi per Emilia Romagna (7,38), Piemonte (7,33), Veneto (7,17) e Lombardia (7).

Giorgia Meloni, sit in davanti a Palazzo Chigi: no cartelle esattoriali a chi è stato chiuso (VIDEO)

"Se mi chiudi non mi chiedi". Consegnata idealmente a Mario Draghi una maxi-busta con la scritta "avviso importante al governo" con un altrettanto voluminoso cartello con le cifre dei costi economici della pandemia


Un sit in davanti a palazzo Chigi con tanto di maxi-lettera consegnata simbolicamente da Giorgia Meloni e dai parlamentari di Fdi al premier Mario Draghi per lanciare la proposta "se mi chiudi non mi chiedi".

"La norma del dl sostegni sulle cartelle esattoriali è una presa in giro, un pannicello caldo" ha detto Giorgia Meloni annunciando degli emendamenti al decreto elaborati per chiedere che lo Stato non chieda i pagamenti delle cartelle esattoriali a tutte le attività a cui ha chiesto di restare chiuse in questi mesi di pandemia.

La maxi-busta con la scritta 'avviso importante al governo' contiene un altrettanto voluminoso cartello con le cifre dei costi economici della pandemia: 440.000 occupati in meno nel 2020, 300.000 imprese chiuse, 320 miliardi di "fatturato perso" da imprese e partite Iva.

Il decreto "è lontano anni luce dalla pace fiscale che avevamo chiesto, noi faremo emendamenti e chiediamo a Draghi di valutare con serenità le nostre proposte, non finiamo di devastare l'economia italiana".

 

(Fonte: Agi)

Bollo auto 2021, tutto quello che c'è da sapere

Finite le agevolazioni del 2020 sulla tassa di circolazione. Per l'anno in corso non sono state precisate altre novità da quelle fissate per legge. Resta dunque in vigore il fatto che il versamento di questo tributo è sempre di competenza regionale ad eccezione delle Regioni a statuto speciale Sardegna e Friuli Venezia Giulia per le quali la gestione del bollo auto è riservata agli uffici dell'Agenzia delle Entrate. C'è il Cashback di Stato, valido ovunque per ottenere il 10% di sconto


Pagamento bollo auto anche in Posta La novità: non serve compilare moduli -  Cronaca, Bergamo

Nel 2020, per limitare gli effetti della pandemia da Covid-19 erano state emanate varie disposizioni relative ad agevolazioni in materia tributaria - e quindi la riscossione del bollo auto - , come il Decreto Cura Italia (DL 17 marzo 2020, n. 18 convertito con modificazioni dalla L.24 aprile 2020, n. 27), il Decreto Rilancio (DL 19 maggio 2020 n. 34 convertito con modificazioni dalla L.17 luglio 2020, n. 77), il Decreto Agosto (DL 14 agosto 2020, n. 104 convertito con modificazioni dalla L.13 ottobre 2020, n. 126) ed il DL 20 ottobre 2020, n.129. In particolare il Decreto legge n.129/2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 ottobre 2020, recante 'Disposizioni urgenti in materia di riscossione esattoriale' aveva differito al 31 dicembre 2020 il termine finale di sospensione dell'attività di riscossione precedentemente fissato al 15 ottobre 2020 dal Decreto Agosto. Successivamente nella Gazzetta Ufficiale n. 11 del 15 gennaio 2021 è stato pubblicato il Decreto Legge n. 3 'Misure urgenti in materia di accertamento, riscossione, nonché adempimenti e versamenti tributari', entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.

Il Decreto in oggetto ha disposto il differimento dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 dei termini per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di liquidazione e di rettifica e liquidazione, nonché degli altri atti tributari elencati dall'art. 157 del cd. D.L. Rilancio compresi dunque gli atti di accertamento relativi all'addizionale erariale della tassa automobilistica, di cui all'art. 23, comma 21, del D.L. n. 98/2011 (Superbollo) e gli atti di accertamento delle tasse automobilistiche, di cui al TU 5 febbraio 1953 n. 39 ed all'art. 5 del D.L. n. 953/1982, limitatamente alle Regioni Friuli Venezia Giulia e Sardegna, ai sensi dell'art. 17, comma 10, della Legge n. 449/1997. Il provvedimento, inoltre, ha spostato dal 31 dicembre 2020 al 31 gennaio 2021 il termine finale di scadenza dei versamenti derivanti da cartelle di pagamento, nonché dagli avvisi esecutivi previsti dalla legge, relativi alle entrate tributarie e non, sospesi dall'art. 68, comma 1, del D.L. n.18/2020. Con la scadenza del 31 gennaio 2021 i versamenti avrebbero dovuto essere effettuati entro il mese successivo e, dunque, entro il 28 febbraio 2021.

Per il 2021, però, non sono state precisate altre novità da quelle fissate per legge. Resta dunque in vigore il fatto che il versamento di questo tributo è sempre di competenza regionale ad eccezione delle Regioni a statuto speciale Sardegna e Friuli Venezia Giulia per le quali la gestione del bollo auto è riservata agli uffici dell'Agenzia delle Entrate. Infine nella GU Serie Generale n. 70 del 22.03.2021 è stato pubblicato il D.L. 22 marzo 2021, n. 41 (cd decreto Sostegni) che, all'art. 4, ha disposto la proroga del periodo di sospensione delle attività dell'agente della riscossione (cartelle esattoriali) fino al 30 aprile 2021. Attenzione però alla sanatoria decisa dal Governo. Forse è prudente attendere qualche giorno con la pubblicazione del provvedimento.

Così come per quello del 2020, anche il versamento del bollo auto 2021 segue regole diverse a seconda che si tratti del primo pagamento o di un rinnovo, poiché in questo secondo caso la corresponsione dell'importo è prevista secondo un calendario prestabilito e può essere effettuata entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza del bollo precedente. Ad esempio un bollo in scadenza ad agosto 2021 dovrà essere pagato dall'1 al 30 settembre 2021; uno in scadenza a settembre 2021 dall'1 al 31 ottobre 2021; uno in scadenza al dicembre 2021 dovrà essere pagato dall'1 al 31 gennaio 2022. Resta egualmente necessario verificare attraverso il sito web della propria Regione se sono state previste variazioni nel calendario o negli importi da versare. Una vera novità per il 2021, che riguarda al massimo due versamenti pari o al di sotto dei 150 euro in un anno, è quella legata al programma Cashback di Stato, quindi valido per tutte le targhe e Regioni. Salvo modifiche al regolamento ottiene uno sconto del 10% il pagamento del bollo auto presso esercizi commerciali fisici effettuato tramite carte di credito, carte di debito, bancomat o con specifiche App (Satispay e altre in arrivo) presso punti vendita come Sisal o Lottomatica e tramite gli sportelli postali e, naturalmente, le agenzie ACI.

 

(Fonte: Ansa)

Decreto Sostegni, in arrivo 32 miliardi per imprese e lavoratori. Draghi: "Un primo passo, ne serve un secondo". Nodo cartelle risolto (tra le polemiche) con uno stralcio: condonate solo multe di 10 anni fa per redditi al di sotto dei 30mila euro

Un'operazione da 32 miliardi che aveva come obiettivo principale "dare più soldi possibile a più gente possibile nel più breve tempo possibile", come ha detto il premier Mario Draghi, il decreto Sostegni appena approvato ha come capisaldi il sostegno alle imprese, al lavoro e un aiuto nella lotta alla povertà. E' una misura parziale che sarà corretta con un nuovo scostamento ad aprile


Chi è Mario Draghi? Storia di palazzi e di potere. E di uomo.

Agli italiani piegati dal Covid arrivano circa 32 miliardi di euro, un terzo alle imprese, oltre un decimo agli enti locali.

Ecco il decreto Sostegni, la nuova iniezione di risorse per imprenditori, lavoratori e amministratori alle prese con una crisi sanitaria e finanziaria destinata a risolversi solo con la campagna vaccinale, alla quale sono stati stanziati quasi 3 miliardi.

STRALCIO - Sono cancellate le vecchie cartelle esattoriali fino a 5mila euro tra il 2000 e il 2010 per chi rientra in un tetto di reddito di 30mila euro. Rate e nuove cartelle esattoriali sospese fino al 30 aprile e una sanatoria ad hoc per le partite Iva in difficoltà.

PARTITE IVA E IMPRESE - Possono accedere a contributi a fondo perduto, se hanno un fatturato fino a 10 milioni e nel 2020 perdite medie mensili del 30% rispetto al 2019: gli aiuti vanno da 1.000 euro per le persone fisiche (2.000 per le giuridiche) a 150mila euro.

Per le imprese ci sono 5 fasce di ricavi con percentuali differenziate dei sostegni, dal 60% per le più piccole al 20% per le più grandi.

GRANDI AZIENDE - Se in crisi ma con prospettive di ripresa possono attingere a finanziamenti agevolati da restituire in 5 anni: c'è un fondo di 200 milioni presso il Mise. Il Fondo sociale per l'occupazione e la formazione del Ministero del lavoro, è rifinanziato con 400 milioni ed è prorogata per tutto il 2021 l'integrazione salariale della cigs per i lavoratori ex Ilva, destinando 19 milioni.

LAVORO - Blocco dei licenziamenti prorogato a giugno, e fino a ottobre per le aziende che usano la cassa integrazione Covid, valida fino al 31 dicembre (massimo 28 settimane), per 3,3 miliardi. Quelle con cassa integrazione ordinaria possono chiedere 13 settimane tra aprile e giugno per Covid, senza contributo addizionale. Ci sono 1,5 miliardi per l'esonero dei contributi previdenziali dovuti da autonomi e professionisti. I contratti a tempo determinato possono essere rinnovati o prorogati senza causale fino al 31 dicembre.

REDDITO DI CITTADINANZA - È rifinanziato per 1 miliardo. Tre nuove mensilità del reddito di emergenza alle famiglie (1,52 miliardi). Fino al 31 dicembre non serve aver lavorato 30 giorni nell'ultimo anno per ottenere la Naspi. Una tantum da 2.400 euro per lavoratori stagionali, del turismo, termali e dello spettacolo che hanno perso il posto, e per quelli dello sport varia da 1.200 a 3.600 euro.

LOTTA AL COVID - Stanziati oltre 4,5 miliardi: 2,1 miliardi per l'acquisto di vaccini, 700 milioni per i farmaci, 1,4 miliardi per le attività del Commissario, 345 milioni per il coinvolgere più medici possibile, 50 milioni come remunerazione aggiuntiva delle farmacie, dove si potrà somministrare il siero.
Per i Covid Hospital sono previsti 51,6 milioni. Cade il vincolo del rapporto esclusivo per gli infermieri pubblici vaccinatori.

ENTI LOCALI - Sono stanziati oltre 3 miliardi: metà nel fondo per gli enti locali, 260 milioni in quello per Regioni e Province autonome, 800 milioni per il Tpl, 250 milioni come ristoro per il mancato incasso della tassa di soggiorno, e un altro miliardo per rimborsare alle Regioni le spese sanitarie del 2020 per il Covid.

TURISMO - Sostegni per 1,7 miliardi, fra cui 700 milioni per le zone danneggiate dalla chiusura degli impianti di sci e 900 milioni per gli stagionali.

CULTURA - In arrivo 400 milioni di euro in più: 200 milioni per spettacolo, cinema e audiovisivo, 120 milioni per spettacoli e mostre e 80 per il settore del libro e la filiera dell'editoria.

SCUOLA - Ci sono 150 milioni per il recupero delle competenze e della socialità durante l'estate, e altri 150 milioni per aspetti più sanitari. Il personale scolastico e amministrativo assente per vaccino è "giustificato".

MATRIMONI ED EVENTI - Per le filiere più colpite dalla crisi (anche commercianti e ristoratori dei centri storici) c'è un fondo da 200 milioni. Ci sono 200 milioni in più per imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura, 100 milioni per la cancellazione di fiere e congressi e 150 per le fiere internazionali. 

 

(Fonte: Ansa)

Occhio, ora l'Inps rivuole indietro i 600 euro del bonus 2020. Stanno arrivando raffiche di raccomandate (senza motivi specificati)

La denuncia del Centro Studi Fiscal Focus. Nei giorni scorsi il deputato leghista Daniele Belotti aveva segnalato le richieste ricevute da sindaci, assessori e consiglieri comunali da parte dell'istituto. Cosa sta succedendo


Risultato immagini per inps

Brutta sorpresa per numerosi contribuenti italiani che stanno ricevendo dall'Inps la richiesta di restituzione del bonus da 600 euro percepito circa un anno fa. Si tratta delle prime somme erogate con il decreto “Cura Italia”, ricevute come indennità per i mancati introiti dovuti alla pandemia. A denunciare l'invio delle raccomandate è il Centro Studi Fiscal Focus.

POCA CHIAREZZA

Ma lo stesso Centro Studi sottolinea un altro aspetto poco chiaro delle raccomandate, che riportano come intestazione “Accertamento somme indebitamente percepite su prestazione indennità per emergenza Covid-19”. “I contribuenti non sono posti nelle condizioni di comprendere appieno l'indebito comportamento loro contestato, condizione essenziale per poter valutare la correttezza della pretesa avanzata dall'Inps, soggetto che emette la comunicazione di accertamento", commenta il fondatore di Fiscal Focus, Antonio Gigliotti.

NESSUNA MOTIVAZIONE PARTICOLARE

Infatti, nella raccomandata non viene specificato il motivo della contestazione e della richiesta di restituzione: “Le uniche informazioni fornite sono la natura dell'indennità contestata, il suo ammontare, l'importo da versare, le modalità di pagamento e come fare, eventualmente, ad ottenere chiarimenti”, prosegue Gigliotti. "Il tenore dello scritto - spiega il Centro Studi Fiscal Focus - che abbiamo avuto modo di visionare e che riportiamo a titolo esemplificativo, è veramente minimale: 'Gentile signore/signora, a seguito di verifiche è emerso che lei ha ricevuto, per il periodo 01/03/2020 al 30/04/2020 un pagamento non dovuto sulla prestazione INDENNITA' PER EMERGENZA COVID-19 nr. …. per un importo complessivo di 1.200 euro, per la seguente motivazione: è stata percepita l'indennità una tantum per emergenza Covid, di cui all'articolo 28 del decreto-legge 17 marzo 2020 nr. 18, non spettante'"

IL CASO DEGLI AMMINISTRATORI

Nei giorni scorsi il deputato della Lega Daniele Belotti aveva denunciato le richieste ricevute da sindaci, assessori e consiglieri comunali da parte dell'Inps. Anche in questa circostanza l'ente previdenziale chiedeva la restituzione del bonus da 600 euro ricevuto a marzo e aprile 2020. “È bene ricordare che il 70 per cento dei 7903 comuni italiani ha una popolazione inferiore ai 5mila abitanti, con indennità per i consiglieri comunali di poche decine di euro l'anno che diventano poche centinaia per assessori e sindaci. Non si può certo pensare che non abbiano diritto per la loro attività professionale, già sacrificata per l'impegno pubblico, ai 1200 euro ricevuti la scorsa primavera”, aveva scritto Belotti sulla propria pagina Facebook.

 

(Fonte: tgcom24)

Bollo auto 2021, nessuna proroga. Ecco la prima scadenza: quando, come si paga e il calcolo online

La regola base della data di immatricolazione, le differenze tra regioni, i luoghi e le modalità di regolarizzazione diretta o attraverso i siti di Aci, enti locali e Agenzia delle Entrate


Bollo auto non pagato, condono fino a 1000 euro - IlGiornale.it 

Bollo auto, ecco il pagamento. A gennaio 2021 arriva la prima scadenza per chi deve pagare la tassa di circolazione visto che, a differenza di quanto accaduto la scorsa primavera, non sono previste proroghe o sospensioni a livello nazionale.

La regola di base prevede che, in caso di prima immatricolazione dell'auto, il bollo vada pagato entro lo stesso mese. Il bollo va poi pagato ogni anno, entro l'ultimo giorno del mese successivo a quello di scadenza della tassa.

Il quadro cambia in alcune regioni, dove sono stati adottati provvedimenti ad hoc. In Emilia-Romagna è prevista una scadenza ritardata fino al 31 marzo 2021 per chi deve pagare il bollo del 2020. In Veneto, chi deve pagare tra l'inizio del 2021 e il 31 maggio avrà tempo fino al 30 giugno. In Lombardia, bisogna procedere entro il 31 gennaio.

Per calcolare l'importo del bollo -collegato ai kw del motore, alla classe ambientale e alla regione in cui risiede il proprietario- si può fare riferimento al sito dell'Aci, sul quale può essere effettuato il pagamento. Si può procedere anche in altri modi online: sul sito della propria regione, su quello dell'agenzia delle Entrate. Oppure, il pagamento può essere effettuato direttamente alle Poste, presso banche e altri Operatori aderenti all’iniziativa PSP, presso ricevitorie Lottomatica, le agenzie di pratiche autorizzate, o negli uffici delle delegazioni Aci.

 

(Fonte: Adnkronos)

Bonus auto elettriche fino al 40%. Macchine ibride e termiche, con rottamazione e non: tutto quello che c'è da spere sugli eco-incentivi 2021

Forte spinta per i veicoli a basse emissioni. Nella Legge di Bilancio prevista anche la rimodulazione degli attuali eco-incentivi. Attenzione però, non ci sono solo buone notizie per gli automobilisti: aumenterà la spesa per la revisione periodica dei veicoli


Misure volte a favorire la mobilità elettrica nel 2019: incentivi auto  elettriche e non solo - e-Station

Un bonus del 40% delle spese sostenute per acquistare una macchina elettrica entro il 2021. È una delle agevolazioni legate al settore auto presenti nella Manovra, che dopo il via libera della Camera, è attesa dal passaggio in Senato prima di entrare in vigore all'inizio del prossimo anno. Al suo interno il testo contiene incentivi, detrazioni e bonus per fronteggiare la crisi economica causata dall'emergenza sanitaria.

AUTO ELETTRICHE

In Manovra sono stati stanziati 250 milioni di euro per il termico euro 6 per acquisti fino al prossimo giugno, 120 milioni per l'elettrico fino a dicembre e 50 milioni per i veicoli commerciali. Il bonus del 40% legato alle auto sostenibili sarà destinato a chi ha un reddito Isee inferiore a 30mila euro, a patto che il prezzo del veicolo acquistato non superi la stessa cifra. Questo incentivo non sarà cumulabile con l'Ecobonus.

NUOVI ECO-INCENTIVI

È prevista inoltre la modifica degli attuali eco-incentivi per l'acquisto di auto nuove con prezzo di listino fino a 50mila euro. In pratica, secondo quanto scritto in Manovra, dovrebbe aumentare il bonus per determinate tipologie di veicoli. Per quelli con emissioni di CO2 fra 0 e 20 g/km, dunque quelli elettrici o ibridi ricaricabili, è previsto un incentivo di 10mila euro con la rottamazione della vecchia auto, che scende a 8000 senza. Invece per le macchine con emissioni fra 21 e 60 g/km, l'agevolazione arriverà fino a 6.500 euro con rottamazione e a 3.500 euro senza. Infine per i veicoli con emissioni fra 61 e 135 g/km, anche con motore termico, è in programma un incentivo di 3.500 euro in caso di rottamazione. Per questa fascia di auto non sono previsti bonus senza rottamaggio. Prevista anche la proroga fino al 2026 per l'agevolazione sull'acquisto di moto elettriche o ibride, pari al 40% con rottamazione o al 30% senza.

REVISIONE PERIODICA

Oltre ai bonus, in Manovra è presente un provvedimento che renderà più costosa la revisione periodica dei veicoli. È previsto infatti un aumento di 9,95 euro della tariffa, che dovrebbe portare a una spesa complessiva, compresa di Iva, diritti di motorizzazione e versamento postale, di 79,02 euro, in aumento rispetto agli attuali 66,88. La misura dovrebbe scattare entro 30 giorni dall'approvazione della Legge di Bilancio.

(Fonte Tgcom24)

Contenuto a cura di Financialounge.com

Usa, reati fiscali e corruzione: indagato il figlio di Joe Biden. Gli affari con la Cina (e non solo) che imbarazzano il presidente eletto

Donald Trump lo aveva più volte accusato di sfruttare per interessi personali le connessioni politiche del padre quando il leader democratico era vicepresidente degli Stati Uniti e per conto dell'amministrazione Obama teneva i rapporti con l'Ucraina


Indagate sul figlio di Biden": il Wsj svela il contenuto della telefonata  tra Trump e il presidente ucraino - la Repubblica

Hunter Biden, figlio del presidente eletto degli Stati Uniti Joe Biden, è indagato per reati fiscali. L'indagine della procura del Delaware su Hunter Biden riguarda diverse questioni finanziarie e mira ad accertare se il figlio del presidente eletto e i suoi soci abbiano violato le leggi sul riciclaggio di denaro facendo affari in paesi stranieri, principalmente la Cina. Nell'inchiesta,  iniziata nel 2018, un anno prima della candidatura di Joe Biden e ripartita dopo le elezioni per non condizionare la campagna elettorale, è impegnata anche l'Fbi. Secondo Nbc, Hunter Biden e la sua ex moglie hanno un contenzioso con l'Irs, il fisco americano, per circa 112.805 dollari di tasse non pagate. Non è dato di sapere se questo contenzioso sia collegato all'inchiesta in corso


Usa, il figlio di Joe Biden positivo alla cocaina: cacciato dalla Marina

Hunter Biden, figlio del presidente Usa eletto Joe Biden, ha detto che i funzionari federali del Delaware stanno indagando sulle sue tasse e sulle sue attività finanziarie.

"Ho appreso ieri per la prima volta che l'ufficio del procuratore degli Stati Uniti nel Delaware ha consigliato al mio consulente legale, anche ieri, che stanno indagando sui miei affari fiscali", ha detto Hunter Biden in una nota, riportano la Nbc e la Cnn. "Prendo la questione molto seriamente, ma sono fiducioso che sarà dimostrato che ho gestito i miei affari in modo legale".

Secondo la Cnn, in particolare, gli inquirenti hanno esaminato una serie di questioni fiscali per valutare anche l'ipotesi relativa ad un'eventuale violazioni delle norme sul riciclaggio. Sotto i riflettori, accordi e intese finanziarie che coinvolgono anche altri paesi, principalmente la Cina.

Alcune transazioni avrebbero coinvolto soggetti che, secondo l'Fbi, sarebbero finito nel radar del controspionaggio, una situazione abbastanza comune quando si esaminano business legati alla Cina.

L'indagine sarebbe iniziata nel 2018, prima dell'arrivo di William Barr al Dipartimento di Giustizia. L'inchiesta, sottolinea la Cnn, costituirà un banco di prova immediato per Joe Biden, che ha sottolineato ripetutamente l'importanza di tutelare l'indipendenza del Dipartimento.

Il presidente eletto Joe Biden "è profondamente orgoglioso di suo figlio che ha lottato duramente per superare sfide difficili, compresi feroci attacchi negli ultimi mesi. Ne uscirà rafforzato". Lo rende noto il team di transizione. In un'intervista data alla Cnn  la settimana scorsa, Joe Biden ha escluso il coinvolgimento della sua famiglia nella nuova amministrazione, sottolineando la differenza con Trump che ha affidato incarichi sensibili e potenzialmente a rischio di conflitti di interesse a figlia e genero.

Hunter è stato oggetto di duri attacchi da parte di Donald Trump che lo ha accusato di sfruttare per interessi  personali le connessioni politiche del padre quando questi era vicepresidente degli Stati Uniti e per conto dell'Amministrazione Obama teneva i rapporti con l'Ucraina.  Hunter Biden era anche entrato a far parte del consiglio della società energetica ucraina Burisma nel 2014, aumentando le preoccupazioni sulla percezione di un conflitto di interessi. Un'indagine del Senato a guida repubblicana non ha però identificato alcuna decisione che fosse stata direttamente influenzata dal lavoro di Hunter Biden e anche la campagna elettorale di Trump non ha mai fornito alcun elemento a sostegno dell'accusa di corruzione rivolta al giovane Biden.

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