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updated 7:22 AM UTC, Apr 3, 2020

Milano, Forza Italia contro le nuove regole dell'Area C. De Pasquale: "Misure discriminatorie che, in più, penalizzano tanti artigiani: l'accesso al centro sta diventando un privilegio per ricchi"

Le norme volute dalla giunta Sala che sono entrate in vigore oggi riducono ulteriormente le possibilità di entrare con l'automobile nella Cerchia dei Bastioni e costringono anche i possessori di veicoli non inquinanti a pagare il ticket di 5 euro. Il consigliere comunale azzurro contesta il provvedimento che va a sommarsi all'aumento delle tariffe per la sosta. L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


 Da oggi, lunedì 13 febbraio, entrano in vigore le nuove regole per l'Area C. Tra le modifiche al provvedimento c'è il divieto di accesso ai veicoli Euro 3 diesel di proprietà dei residenti che però, e solo fino al 15 ottobre 2017, potranno utilizzare 40 ingressi gratuiti.

Il divieto di accesso ai veicoli Euro 4 diesel senza filtro antiparticolato (Fap) con alcune deroghe che riguardano, per citarne solo alcune, i residenti all'interno di Area C fino al 14.10.2018, i veicoli privati di appartenenti alle Forze dell'ordine fino al 14.10.2018.

I veicoli alimentati a Gpl, metano, bifuel e dualfuel, come già previsto dalla delibera del 2013, potranno accedere nell'area interessata dal provvedimento previo pagamento del ticket di 5 Euro o con le agevolazioni previste per tutti i veicoli paganti.

Da tempo il consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio De Paquale contesta la politica della giunta Sala in materia di traffico viabilistico e sosta. IlComizio.it lo ha intervistato. 

Milano, al via le nuove regole dell'Area C: stop ai diesel Euro 4 e i Gpl pagheranno. La Lega non ci sta, Morelli: "Politica non seria da parte della giunta Sala"

Sono entrate in vigore le norme volute dall'amministrazione di centrosinistra che restringono ulteriormente le possibilità di accesso per gli autoveicoli al centro cittadino. Cosa cambia per le macchine a gasolio e per i cosiddetti veicoli non inquinanti. Insorgono le opposizioni che avevano vanamente chiesto degli aggiustamenti. L' intervista de ilComizio.it al capogruppo del Carroccio a Palazzo Marino - (VIDEO)


Al via, questa mattina, lunedì 13 febbraio, le nuove regole di Area C, il provvedimento che regolamenta l'accesso al centro per ridurre la congestione. Palazzo Marino illustra in una nota le novità che riguardano: divieto di accesso ai veicoli Euro 3 diesel anche di proprietà dei residenti che però, e solo fino al 15 ottobre 2017, potranno utilizzare i 40 ingressi gratuiti ancora in loro possesso. Divieto di accesso ai veicoli Euro 4 diesel senza filtro antiparticolato (Fap) con alcune deroghe: residenti all'interno di Area C fino al 14.10.2018; veicoli privati di appartenenti alle Forze dell'Ordine fino al 14.10.2018; veicoli trasporto cose leggere e di servizio compresi manutentori e servizi di emergenza fino al 14.10.2017; autoveicoli adibiti a noleggio con conducente (NCC) superiori a 9 posti (classificate come diesel pesanti) fino al 14.10.2018; veicoli trasporto cose pesanti fino al 14.10.2018. I veicoli alimentati Gpl, metano, bifuel e dualfuel, come già previsto dalla delibera del 2013, potranno accedere nell'area interessata dal provvedimento previo pagamento del ticket di 5 Euro o con le agevolazioni previste per tutti i veicoli paganti.

Il Comune ricorda che che i residenti in Area C proprietari di auto Gpl, metano, bifuel e dualfuel, per poter accedere ai 40 ingressi gratuiti e alla successive facilitazioni, da lunedì 13 febbraio devono registrare la loro auto. Per quanto riguarda le persone con disabilità in possesso di queste tipologie di veicoli è necessario effettuare la richiesta di deroga. Saràvietato l'accesso per i veicoli immatricolati merci dalle 8 alle 10 fatta esclusione dei veicoli elettrici. In fase sperimentale e per la durata di quattro mesi sono state individuate alcune deroghe che riguardano: veicoli immatricolati come furgone isotermico o coibentato; veicoli adibiti a trasporto di merci alimentari deperibili destinate a esercizi pubblici, rivendite o eventi particolari che si trovano all'interno della ZTL, con inizio attività dopo le 9; veicoli destinati al trasporto di cose uso di terzi; veicoli appartenenti alla categoria "veicoli di servizio" solo in relazione a documentati interventi in emergenza; veicoli utilizzati da fiorai per l'allestimento di cerimonie; autofunebri; veicoli adibiti al trasporto di farmaci urgenti.

Per quanto riguarda i veicoli destinati all'autonoleggio con conducente - NCC - superiori a 9 posti il ticket cambia in relazione alla lunghezza dei veicoli in questo modo: veicoli fino a mt. 8,00: euro 15,00 - fino al 14/10/2017; euro 40,00 - dal 15/10/2017. Ceicoli compresi tra mt. 8,01 e mt. 10,50: euro 25,00 - fino al 14/10/2017; euro 65,00 - dal 15/10/2017. Ceicoli superiori a mt. 10,50: euro 40,00 - fino al 14/10/2017; euro 100,00 - dal 15/10/2017. Sono esentati da questa maggiorazione, mantenendo quindi il pagamento di 5,00 Euro, gli NCC superiori a nove posti dedicati al trasporto degli alunni iscritti alla scuola secondaria di primo grado e inferiori, per uscite didattiche e viaggi d'istruzione con destinazione interna alla ZTL Cerchia dei Bastioni - Area C e per i veicoli dedicati al trasporto degli alunni iscritti alle scuole secondarie di primo grado e inferiori con sede all'interno della ZTL per uscite didattiche e viaggi d'istruzione esterni alla stessa.

Foibe: il Giorno del Ricordo visto dagli esuli, tra rabbia, disincanto e tanto orgoglio italiano

In occasione delle celebrazioni del 10 febbraio ilComizio.it ha raccolto le voci di coloro che quella tragedia l'hanno vissuta sulla propria pelle. Era la fine della Seconda guerra mondiale quando si scatenò la furia criminale dei partigiani comunisti agli ordini del maresciallo Tito; 10 mila italiani furono trucidati e gettati, spesso ancora vivi, nelle cavità carsiche, mentre altri 350 mila, tra istriani, fiumani e dalmati furono costretti ad abbandonare le proprie terre per sottrarsi alle persecuzioni jugoslave. Le testimonianze raccontano di come si sentono oggi e di come furono trattati allora, quando i profughi (veri) non erano certo ben accolti in quella che, peraltro, era la loro patria - (VIDEO)


 

I fatti - Che cosa furono le foibe

Almeno diecimila persone, negli anni drammatici a cavallo del 1945, sono state torturate e uccise a Trieste e nell'Istria controllata dai partigiani comunisti jugoslavi di Tito. E, in gran parte, furono gettate (molte ancora vive) dentro le voragini naturali disseminate sull'altipiano del Carso, le "foibe", appunto.
La parola foiba deriva dal latino fovea, fossa: si tratta di profonde voragini rocciose che le popolazioni slovene e croate del carso triestino utilizzavano come discariche, gettandovi rifiuti quali carcasse di animali, scarti di lavorazione, oggetti rotti. Ecco allora che le foibe non vengono scelte a caso come luogo per lo sterminio degli italiani: gettare gli italiani nelle voragini significa mostrare loro tutto il disprezzo possibile, trattandoli come rifiuti. I partigiani titini facevano irruzione di notte nelle case dei civili, caricando decine di persone alla volta sui camion. Le vittime predestinate, quindi, venivano legate una all'altra con corde, fil di ferro, filo spinato: qualsiasi mezzo che impedisse loro di fuggire. A questo punto, disposti sull'orlo del precipizio, i primi venivano fucilati, trascinando con sé nel baratro anche tutti gli altri, ancora vivi. Alcuni avevano la fortuna di morire subito nella caduta, altri resistevano per ore e ore, feriti, agonizzando circondati da cadaveri in putrefazione. Ma l'orrore poteva essere ancora peggiore, perché prima della morte potevano esserci le torture e le sevizie: nelle fosse carsiche sono state trovate donne stuprate o con il ventre reciso per estrarre il feto che portavano in grembo, uomini evirati che, prima di essere gettati nelle foibe, venivano costretti a mangiare i propri genitali, cadaveri decapitati, con la testa dei quali i titini improvvisavano partite a pallone...
Gli infoibamenti erano iniziati nel '43, dal 9 settembre al 13 ottobre, quando, dopo l'armistizio, i partigiani titini si erano impadroniti di gran parte dell'Istria iniziando con la loro sistematica opera di pulizia etnica. E proseguirono dal 1945 al '47, ben oltre la fine della guerra, spingendo all'esodo migliaia di italiani d'Istria e sterminando coloro che si rifiutavano di andarsene.


L'esodo dei giuliano-dalmati

La firma del Trattato di Parigi sancì anche l'inizio dell'esodo di migliaia di italiani dopo l'occupazione militare jugoslava di Fiume, di Zara e di gran parte dell'Istria: dalle 250 alle 350mila persone (la cifra, anche in questo caso, varia molto a seconda delle fonti) preferirono la fuga alla dominazione dei titini, i quali, peraltro, avevano instaurato un vero e proprio regime di terrore per spingere gli italiani ad andarsene.
La maggior parte degli esuli, arrivati in Italia, furono distribuiti in oltre 50 campi profughi, e mentre circa 60mila persone si fermarono nella zona di Trieste, moltissimi, aderendo al programma dell'International Refugee Organisation (Iro), si rifugiarono all'estero, soprattutto negli Stati Uniti e in Canada. La fuga degli italiani terminò il 20 marzo 1947, quando l'ultimo traghetto, il piroscafo "Toscana", partì da Pola diretto verso l'Italia.

Giorno del Ricordo, Sala ammette: "Sulle Foibe un silenzio colpevole"

l sindaco di Milano è intervenuto alle celebrazioni ufficiali del 10 febbraio, giornata dedicata alla memoria del massacro di migliaia di italiani e dell'esodo forzato di 350 mila tra istriani, fiumani e dalmati, vittime della pulizia etnico-politica compiuta dai partigiani comunisti del maresciallo Tito alla fine della Seconda guerra mondiale. L'intervista e il discorso del primo cittadino della metropoli lombarda - (VIDEO)


"Milano è orgogliosa di celebrare il Giorno del Ricordo, un momento in cui tutta Italia si ferma per ricordare le stragi e l'esodo di migliaia di cittadini. Per troppi anni su quei crimini c'è stato un silenzio colpevole".

Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ricordato le vittime delle foibe nel corso delle celebrazioni ufficiali in occasione della giornata del ricordo. Celebrazioni in cui non sono mancate le polemiche: alcuni militanti di Fratelli d'Italia hanno mostrato uno striscione con la scritta "Sala vietata - verità negata", in polemica con la mancata autorizzazione da parte del Comune al Municipio 4 di utilizzare la Palazzina Liberty per un concerto a cui avrebbero dovuto partecipare anche appartenenti alla destra radicale. Alle celebrazioni ha partecipato anche, tra gli altri, il deputato di FdI Ignazio La Russa: "Sono contento che il sindaco Sala oggi sia qui - ha detto - ma mi spiace che non abbia detto nulla sugli assassini responsabili delle Foibe".

Giorno del Ricordo, La Russa: "Sulle foibe c'è ancora negazionismo da parte della sinistra. Sala? Non una parola sui carnefici comunisti"

Il deputato di Fratelli d'Italia a Milano per le cerimonie del 10 febbraio dedicate al massacro di migliaia di italiani e all'esodo forzato di 350 mila istriani, fiumani e dalmati dalle proprie terre alla fine della Seconda guerra mondiale. Il parlamentare ricorda la sua iniziativa per istituire una giornata dedicata a quella tragedia e attacca gli avversari politici, responsabili di un occultamento o un ridimensionamento della verità sui crimini compiuti dai partigiani del maresciallo Tito, legati a doppio filo ai "compagni" del Pci e non solo da questa parte del confine. Polemica dai toni soft, ma comunque esplicita, nei confronti del sindaco: "Bene che sia venuto, ma non ha nemmeno nominato gli autori di quelle stragi anti-italiane". La nostra intervista - (VIDEO)

Pd, Fabio Pizzul: "No regolamenti di conti e logiche di potere interne. Si torni a lavorare su idee e temi per il Paese"

Il consigliere regionale lombardo commenta ai microfoni de ilComizio.it, le discussioni interne al suo partito che negli ultimi tempi è apparso diviso sulla leadership di Matteo Renzi (con candidature più o meno esplicite alla segreteria), sul congresso e sulla possibilità di elezioni anticipate - (VIDEO)


"Nel Partito democratico è giusto che si discuta e ci sarà la Direzione nazionale dedicata proprio a questo. Tutti sono importanti e nessuno è indispensabile; Renzi è più che mai importante e ha la responsabilità di gestire al meglio questa fase di transizione. in ogni caso, mi appassionano poco gli incontri serali piuttosto che le dichiarazioni sui giornali. il Pd deve recuperare un po' di credibilità sviluppando idee e proposte credibili per il Paese e il segretario non sia un ostacolo in tal senso, ma che anzi sia una risorsa da utilizzare al meglio. Ben vengano le discussioni ma senza quel clima da 'O.K Corral' o da sfida finale che tutti giorni emerge sulla stampa. Il congresso? Prima o poi ci sarà - la scadenza naturale e quella di fine anno - ma la cosa più importante è che il partito torni a ragionare sulle soluzioni per l'Italia, se poi questo passerà anche attraverso il congresso ben venga basta che non si tratti di un regolamento di conti interno che non verrebbe capito dagli iscritti, dai simpatizzanti, dagli elettori né dagli italiani più in generale. I nomi di Emiliano, Orlando e altri? Li leggo anch'io sui giornali, basta che le varie ipotetiche candidature emergano - ribadisco - per far emergere idee per il Paese e non per logiche di potere interne". E' quanto dichiarato ai microfoni de ilComizio.it da Fabio Pizzul, consigliere del Pd in Regione Lombardia, a margine di un'iniziativa a sostegno del periodico della Caritas Ambrosiana "Scarp de' tenis".

Calcio, Bergomi: "Pioli ha dato mentalità e organizzazione all'Inter che è cresciuta tantissimo. La Juve ha superato l'ostacolo più grande. Ora..."

Ai microfoni de ilComizio.it l'ex campione nerazzurro ora commentatore di Sky Sport, a margine di un'iniziativa per la diffusione del giornale della Caritas Ambrosiana "Scarp de tenis", commenta l'andamento del campionato alla luce delle ultime partite della squadra di cui per tutta la sua carriera professionistica ha vestito la maglia. Sui bianconeri dice: "Ha un vantaggio talmente ampio che può permettersi anche di perdere contro Roma e Napoli senza rischiare di perdere lo scudetto. Per il bene del campionato però mi auguro che giallorossi e partenopei possano tenere il passo fino in fondo" - (VIDEO) 

Da sinistra, Stefano Lampertico (direttore di Scarp de' tenis), Beppe Bergomi e Fabio Pizzul (consigliere regionale lombardo) - foto ilComizio.it

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Lavoro, Boeri attacca sindacati e coop: "Sono tra i maggiori utilizzatori di voucher"

Audizione alla Camera del presidente dell'Inps che ha fatto il punto sui "buoni" usati per retribuire le prestazioni lavorative : "Non sono serviti a far emergere il nero . Minimo il contributo sul fronte delle entrate. Il problema non è l'uso, ma l'abuso; serve un aumento dei controlli"


 

Tra i primi 5.000 committenti per l'utilizzo dei voucher ci sono 36 organizzazioni sindacali. Lo rileva il presidente dell'Inps, Tito Boeri sottolineando che secondo i dati 2016 i sindacati hanno usato quasi 280.000 buoni per 1.559 lavoratori. "La tabella documenta inoltre - ha detto in una audizione alla Camera - che tra i maggiori utilizzatori dei voucher (in rapporto al numero di committenti) vi siano le organizzazioni sindacali e le cooperative". Boeri già in passato aveva puntato il dito contro i sindacati, che criticano i voucher ma poi li usano in grandi quantità.

Intanto a gennaio 2017 sono stati venduti meno di 9 milioni di buoni, il livello più basso dopo gennaio 2016. Lo si legge nelle tabelle dell'Inps presentate oggi da Boeri. Rispetto a gennaio 2016 la vendita dei voucher è lievemente aumentata (era a 8,5 milioni) ma, grazie all'introduzione della tracciabilità, è molto più bassa della media del 2016 (da marzo sempre superiore a 10-11 milioni al mese). 

Per scoraggiare l'abuso nell'utilizzo dei voucher è necessario rivisitare i controlli e limitare le giornate piuttosto che il numero dei voucher utilizzati e il reddito che da questo deriva, ha sottolineato poi il presidente dell'Inps, ricordando che con la tracciabilità introdotta dal Governo c'è stata «deterrenza» e si e limitato il numero dei buoni venduti. Il datore di lavoro che abusa dei voucher - ha detto Boeri - deve sapere che rischia "sanzioni e interventi". 

Boeri ha spiegato che "i controlli sono fondamentali" ma "servono se sono credibili", ovvero se l'azienda sa che le informazioni che arrivano sulla tracciabilità sono effettivamente usate. Boeri si è detto convinto dell'utilità di unificare in capo all'Inps l'invio delle informazioni da parte delle aziende. In questo modo, infatti, si ridurrebbero gli oneri per le imprese e si renderebbero più efficaci i controlli.

Quanto alle proposte di revisione della normativa sui voucher Boeri ritiene che la limitazione più utile per scoraggiare l'abuso nel lavoro accessorio sia quella sulle giornate (una possibilità potrebbe essere quella dei 10 giorni al mese e 40 in un anno magari da utilizzare insieme). Sembra invece di difficile realizzazione, secondo Boeri, sia restringere le categorie dei lavoratori che possono usare i voucher (per esempio limitandole alle casalinghe e agli studenti) sia il tetto per le aziende. Quanto ai settori secondo Boeri "non è chiara" la proposta sulla riduzione dei comparti. Diversa è invece la limitazione delle attività escludendo quelle che hanno un problema di sicurezza per i lavoratori. 

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