updated 10:10 AM UTC, Nov 27, 2020

Gran Bretagna, Johnson alleggerisce le misure anti-Covid. Dai pub ai ristoranti, dai negozi alle palestre, cosa cambia in vista di un Natale che "non sarà del tutto normale"

Il lockdown nazionale bis anti-coronavirus, imposto in Inghilterra dai primi di novembre per contrastare la seconda ondata di contagi, scadrà come previsto il 2 dicembre, ma sarà sostituito da uno schema complessivamente rafforzato di restrizioni parziali locali - graduate territorio per territorio a seconda dei dati - rispetto al periodo precedente.

Lo riporta la Bbc, anticipando l'annuncio del premier Boris Johnson previsto oggi in video collegamento con la Camera dei Comuni, che comunque delinea un alleggerimento dello scenario, con ok alla riapertura di negozi non essenziali e palestre (se garantito il distanziamento fra le persone e l'uso obbligato della mascherina al chiuso), oltre che di ristoranti e pub: questi ultimi con ripristino del coprifuoco alle 22 in vigore a ottobre come orario limite per le ultime ordinazioni, ma con diritto a rinviare la chiusura alle 23 per consentire agli avventori di consumare ciò che si sia già ordinato. Le nuove norme accompagneranno il Regno fino al periodo di Natale: periodo per il quale il governo Johnson ha concordato ieri con quelli locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord uno schema ad hoc valido per l'intero Regno Unito che dovrebbe prevedere un ulteriore rilassamento limitato a 5 giorni festivi in cui i contatti familiari torneranno a essere autorizzati fra nuclei non conviventi. Sebbene con un tetto massimo di persone e la precisazione di vari ministri che comunque "non sarà un Natale del tutto normale". 

 

(Fonte: Ansa)

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Regno Unito, la rivoluzione green di Boris Johnson: dal 2030 stop alle auto diesel e benzina. Alberi, energia pulita e piste ciclabili, Downing Street stanzia 12 miliardi di sterline

Il traguardo delle "zero emissioni" nocive entro il 2050 passa per la circolazione di solo auto elettriche entro 10 anni. I veicoli ibridi liberi di circolare fino al 2035. La decisione è stata formalizzata dal governo di Londra nel quadro di un piano in 10 punti per "una rivoluzione industriale verde" del Paese


Auto elettrica, in UK diesel e benzina al bando dal 2030? - MotorBox

Il Regno Unito accelera nella politica ambientale e diventa il primo Paese ad annunciare già per il 2030, contro l'obiettivo del 2040 fissato finora, il bando dalla circolazione di tutte le automobili a benzina e diesel per incentivare l'uso di auto elettriche, motori diesel puliti HGV per il trasporto merci. La decisione è stata formalizzata dal governo del premier conservatore Boris Johnson nel quadro di un piano in 10 punti per "una rivoluzione industriale verde" del Paese.

Il piano dovrebbe stimolare la creazione nei prossimi anni di 250mila posti di lavoro e conferma l'impegno della Gran Bretagna verso il traguardo delle "zero emissioni" nocive entro il 2050. Stando a quanto anticipato da Downing Street, i veicoli ibridi potranno comunque continuare a circolare nel Regno fino al 2035.

 Gli investimenti del governo Fra i punti della sua promessa "rivoluzione" verso una nuova "green economy", Boris Johnson mette sul piatto investimenti per 1,3 miliardi di sterline nel prossimo decennio per finanziare l'installazione di postazioni diffuse per il caricamento delle batterie delle auto elettriche presso i caseggiati e lungo le strade, 582 milioni di prestiti a fondo perduto per l'acquisto nella fase intermedia di veicoli a bassa o nulla emissione, 500 milioni in stanziamenti per la riconversione di linee industriali soprattutto nelle fabbriche dell'auto e dell'indotto delle Midlands e del nord-est dell'Inghilterra.

Alberi, energia pulita e piste ciclabili Il governo intende sostenere inoltre lo sviluppo di motori diesel puliti HGV per il trasporto merci e la realizzazione d'impianti di riscaldamento a idrogeno destinati a coprire il fabbisogno di una prima intera città entro fine decennio, ma non senza rilanciare un programma d'impianti di ultima generazione per l'energia nucleare a scopi civili. Oltre a delineare progetti ecologici per piantare nuovi alberi a tappeto, per il risanamento di siti naturalistici e aree verdi, per la moltiplicazione di piste ciclabili e pedonali. Evocata infine pure una futura disponibilità d'impianti domestici alimentati da energia eolica in ogni casa di qui a 10 anni.

Johnson si allontana dai negoziati con l'UE e chiede al Regno Unito di prepararsi per una Brexit senza un accordo commerciale

Boris Johnson ha chiesto alla popolazione britannica di prepararsi per una Brexit senza un accordo commerciale, se l'Unione Europea non attuerà "un cambiamento fondamentale nel suo approccio" sui negoziati


Negoziati che sono in stallo da mesi e hanno persino superato la scadenza del 15 ottobre che lo stesso Johnson diede per suggellare un patto. "Sono stati fatti molti progressi su questioni come la sicurezza sociale, l'aviazione, la cooperazione sul nucleare, ma è chiaro che dopo 45 anni di adesione del Regno Unito, il blocco comunitario non è disposto, a meno che non ci sia qualche cambiamento fondamentale, ad accettare le richieste della Gran Bretagna. 

sole dieci settimane dalla fine del periodo di transizione per la Brexit, Johnson ha affermato che il paese deve essere preparato per il risultato più probabile: "Ho concluso che dovremmo prepararci per il 1 ° gennaio con accordi che sembrano più a quelli dell'Australia, basati su semplici principi del libero scambio mondiale", ha detto, aggiungendo che "con completa fiducia ci prepareremo ad abbracciare l'alternativa e prosperare come nazione indipendente e di libero scambio, controllando i nostri confini, la le nostre leggi. Le relazioni commerciali tra l'UE e l'Australia si basano fondamentalmente sui termini di base stabiliti dall'Organizzazione mondiale del commercio e null'altro.

Un portavoce del "premier" è andato oltre, osservando che, "i colloqui commerciali sono finiti, l'UE li ha chiusi dicendo che non vogliono cambiare la loro posizione negoziale. O l'UE cambia radicalmente la sua posizione sugli accordi commerciali, oppure usciremo con gli stessi accordi che l'europa ha con l'Australia", ha riferito in una conferenza stampa.

Nonostante l'intenzione dell'UE di continuare i negoziati, come ha chiarito il negoziatore Michel Barnier, Londra non vuole sedersi ad un tavolo per firmare gli acoordi e il tempo stringe. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha twittato in risposta alle osservazioni di Johnson secondo cui il blocco comunitario, “continua a lavorare per un accordo, ma non a qualsiasi prezzo, come previsto, la nostra squadra si recherà a Londra la prossima settimana per intensificare questi negoziati". Ma il portavoce di Johnson ha subito chiarito che,  "il ritorno di Barnier a Londra avrebbe senso solo se solo se pronto a discutere tutte le questioni sulla base del testo legale e in modo accelerato, senza che il Regno Unito debba fare tutte le mosse e accettare le disposizioni senza batter ciglio o se è disposto a discutere aspetti pratici di aree come viaggi e trasporti".

"La nostra posizione è chiara, solo se l'UE cambierà radicalmente la sua posizione, varrà la pena parlarne", ha concluso il portavoce di Downing Street, in un messaggio che ha attirato l'attenzione perché era ancora più duro di quello di Johnson.

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Londra pensa di mettere reti nella Manica per impedire l'arrivo di immigrati

Il governo Boris Johnson sta valutando la possibilità di mettere delle reti in mare per fermare le barche con gli immigrati in arrivo sulle sue coste


In un'intervista al "Sunday Telegraph" Dan O'Mahoney, il comandante speciale nominato in agosto dal ministro dell'Interno Priti Patel per sovrintendere alle operazioni anti-immigrazione, ha dichiarato, "Siamo decisamente molto, molto vicini a poter mettere in pratica una tattica d'intervento sulle barche degli immigrati, riportandoli a bordo delle nostra nave in Francia. Bloccheremo le piccole imbarcazioni con delle reti per bloccare le eliche dei loro motori. Una tattica che nulla farà alle barche di più grandi dimensioni. Tuttavia, il comandante ha chiarito che "il problema attualmente è che i francesi non accetteranno il rimpatrio sul loro territorio".

L'idea del networking fa parte di un piano per affrontare il problema della migrazione illegale attraverso la Manica, gli sbarchi hanno raggiunto i 400 arrivi in ​​al giorno. Secondo i dati ufficiali, solo nelle prime tre settimane di settembre almeno 1.892 migranti ha attraversato la Manica dalla Francia, un numero superiore a quello raggiunto in tutto il 2019. Quell'anno, almeno il 30% degli ingressi di immigrati privi di documenti nel Regno Unito è avvenuto via mare, numero che è salito al 70% durante il 2020. Così, con il suo nuovo piano, il Governo intende fermare il flusso di immigrati che dall'Africa e dal Medio Oriente attraverso il nord della Francia, cercano di raggiungere l'Inghilterra, ridurre il numero di persone che si imbarcano, impedire l'ingresso nel Regno Unito e riformare il sistema di asilo.

O'Mahoney, un ex alto ufficiale dei Royal Marines e veterano delle guerre in Iraq e Kosovo, ha spiegato che l'Esecutivo sta lanciando misure come campagne sui social network per sollecitare potenziali immigrati dall'Africa e dal Medio Oriente a presentare domanda di asilo, nel primo paese sicuro di arrivo,  piuttosto che rischiare di morire in un "viaggio incredibilmente pericoloso" per raggiungere illegalmente il Regno Unito.

"La maggioranza delle persone che cercano rifugio nel Regno Unito sono veri richiedenti asilo. E provengono da paesi con condizioni difficili nel loro paese", ha detto O'Mahoney, "quindi non si tratta di riportarli al loro luogo di origine, ma di chiedere asilo nel primo paese in cui calpestano ed evitare anche di nutrire le mafie pagando per i loro viaggi". Il comandante ha osservato che, oltre a proteggere i confini, la sua priorità è prevenire ulteriori morti in mare.

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Sai cosa t(r)i dico? Star della tv inglese: "Guadagno troppo, abbassatemi lo stipendio". Il disagio per pandemia e crisi economica

ALTRO CHE BALL - La richiesta, sicuramente insolita, è arrivata da Zoe Ball, star della Bbc, all'emittente pubblica britannica, dopo l'aumento di un milione di sterline ricevuto nel 2019, che ha portato il suo compenso annuo a 1,36 milioni di sterline (1,5 milioni di euro).

La conduttrice del programma radiofonico 'Breakfast Show', ereditato Chris Evans (altra star super pagata) e dello show televisivo 'Strictly it takes two' era diventata la più pagata tra le star della Corporation, dopo che l'ex campione di calcio Gary Lineker, conduttore del 'Match of the Day', rinnovando il suo contratto con la Bbc aveva accettato un taglio del 23 per cento del suo compenso.

Secondo quanto riporta il Sun, la 49enne Ball avrebbe espresso "disagio" per la sua posizione di 'top earner' dell'emittente pubblica e chiesto un taglio dello stipendio che la riporti alle spalle di Lineker (che ora percepisce 1,3 milioni di sterline all'anno) nella classifica delle star più pagate.

Una fonte della Bbc ha riferito al tabloid che a Zoe era stato dato un grosso aumento dopo le polemiche legate alle differenze di trattamento tra star maschili e femminili, "ma nel clima attuale e durante la pandemia si è sentita sempre più a disagio per quanto guadagna e ha chiesto che il compenso venga ridotto".

Secondo i dati della Bbc, prima dell'aumento la Ball guadagnava circa 370mila sterline all'anno. Il forte incremento del suo compenso le era stato accordato quando la Ball, ex moglie del DJ Fatboy Slim, era subentrata al timone del 'Brekfast Show' su Bbc Radio Two a Chris Evans, che dopo tanti anni era passato a Virgin Radio. E tuttavia, il compenso della Ball era stato criticato, dopo che i dati di ascolto avevano mostrato un netto calo rispetto alla conduzione di Evans.

Covid, ora la Gran Bretagna ha paura. Johnson annuncia nuove restrizioni: "Pub chiusi alle 22, stop allo sport e chi può lavori da casa"

Nel Regno Unito, l'emergenza coronavirus è di nuovo "in ascesa" per questo si impongono nuove misure restrittive che tuttavia "non sono in alcun modo un nuovo lockdown". Lo ha formalizzato il premier Boris Johnson in un intervento alla Camera dei Comuni, indicando la prospettiva di una seconda ondata come "reale" sulla scia di "Francia, Spagna e altri Paesi" 


"La prospettiva di una seconda ondata di coronavirus è reale", e la Gran Bretagna si trova a un "pericoloso punto di svolta: dobbiamo agire ora". Sono le parole del premier britannico Boris Johnson, annunciando l'introduzione di nuove misure restrittive nel Paese. Tra i provvedimenti, la chiusura dei pub alle 22, la sospensione di eventi sportivi e congressi, estensione dei luoghi dove sarà obbligatorio indossare la mascherina.

"Restrizioni in vigore per 6 mesi" - E' di "sei mesi" la durata prevista delle nuove restrizioni ripristinate oggi dal governo britannico sul fronte dell'emergenza coronavirus. Lo ha detto il premier Tory, Boris Johnson, alla Camera dei Comuni, precisando che la settimana prossima l'esecutivo sottoporrà al Parlamento un'estensione della legislazione di emergenza approvata in primavera nella fase più acuta della pandemia. Le misure includono anche la riduzione a 15 persone del numero massimo di
invitati ai matrimoni. Johnson ha definito la situazione attuale "un pericoloso punto di svolta" da affrontare subito. Il leader dell'opposizione laburista Keir Starmer ha approvato le nuove misure, ma ha accusato il governo di non avere una strategia complessiva, ha criticato le falle nel sistema di test e tracciamento e ha detto che un eventuale lockdown nazionale bis rappresenterebbe il segno di "un fallimento" dell'esecutivo.

Stretta su orari pub, matrimoni e sport - L'emergenza coronavirus è di nuovo "in ascesa" nel Regno Unito per questo si impongono nuove misure restrittive che tuttavia "non sono in alcun modo un nuovo lockdown". Ha formalizzato Boris Johnson indicando la prospettiva di una seconda ondata come "reale" sulla scia di "Francia, Spagna e altri Paesi" e confermando la decisione del suo governo di ripristinare limiti da giovedì agli orari di pub, ristoranti e bar di tutta l'Inghilterra (con coprifuoco alle 22), di tornare a incoraggiare il lavoro da casa, di estendere l'obbligo legale della mascherina e di introdurre controlli stringenti sui tetto massimo delle 6 persone nei contatti sociali. Limitazioni anche per i matrimoni, il numero massimo degli invitati scende da 30 a 15. Rinviato inoltre il ritorno del pubblico negli eventi sportivi. Johnson ha notato che negli ultimi giorni i ricoveri in ospedale "sono raddoppiati", che il livello di allerta è salito a 4 (su un livello massimo di 5) e che "ora è il momento di agire" per evitare un lockdown generale e misure più pesanti. 

Smart working per chi può - "Agli impiegati viene chiesto di lavorare da casa", ma chi ha bisogno di svolgere il proprio incarico sul posto di lavoro "continuerà a farlo". Ha annunciato il premier britannico Boris Johnson confermando quanto già anticipato dai media e dal ministro dell'Ufficio governativo Michael Gove. Obbligo di mascherina in tutti i luoghi chiusi, compresi i mezzi pubblici (anche i taxi).

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I fratelli Gallagher divisi anche sul rischio Covid. Liam: "Io indosso la mascherina, sono malato. Noel? E' un imbecille"

"Io indosso la mascherina, non è un problema". Liam Gallagher non è un 'antimask' come il fratello Noel. Le divergenze tra i due fratelli, protagonisti dell'epopea degli Oasis, si allargano anche al rapporto con la pandemia. Noel, in una recente intervista, ha contestato l'utilità della mascherina e ha riassunto la propria posizione dicendo: "Se prendo il virus, sono fatti miei".

Liam Gallagher, invece, la pensa in modo totalmente diverso. "Io indosso la mascherina, non è un problema", dice rispondendo alle domande dei follower su Twitter. "Ho il morbo di Hashimoto - aggiunge riferendosi alla malattia cronica della tiroide -. Questo significa che il mio sistema immunitario è fottuto". A chi chiede se Noel sia un imbecille visto che non indossa la mascherina, il musicista risponde: "E' un imbecille per molte ragioni".

 

(Fonte: Adnkronos)

Covid, la Gran Bretagna pronta a un nuovo lockdown: già scattati provvedimenti restrittivi per 10 milioni di cittadini. Linea dura in Israele e aumento dei contagi in Russia

In Gran Bretagna potrebbe essere imposto un nuovo lockdown nazionale come ''ultima linea di difesa'' rispetto all'aumento di casi di coronavirus registrati nel Paese. Lo ha dichiarato il ministro della Salute britannica, Matt Hancock, evitando di spiegare nel dettaglio come verranno adottate le nuove restrizioni. Il governo ''farà quello che serve per garantire la sicurezza delle persone'', ha dichiarato


Coronavirus, Usa: oltre 1.300 morti in 24 ore | Teleborsa.it

Un altro lockdown nazionale in Inghilterra è "l'ultima linea di difesa" da adottare se necessario. Lo ha detto il ministro della salute Matt Hancock, avvertendo che il Regno Unito si trova in una "situazione molto grave". Intervenendo ad una programma della Bbc, nel giorno in cui sono entrati in vigore dei blocchi locali nel nord dell'Inghilterra, il ministro ha rilevato che nelle ultime settimane si è verificata una "accelerazione" nei casi. "È fondamentale che le persone seguano le regole", così "possiamo evitare di dover prendere altre serie misure". Allo stesso tempo, ha sottolineato, i lockdown nazionali possono "mantenere le persone al sicuro".

"Occorre agire", ha sottolineato Hancock. "E 'assolutamente fondamentale che le persone seguano le regole", ha detto, ricordando l'importanza della nuova "regola dei sei" in Inghilterra, ossia il tetto al numero di persone che possono riunirsi, l'utilizzo della mascherina e il distanziamento. Il ministro ha spiegato che i blocchi locali, come quello che entra in vigore oggi per milioni di persone nel nord-est dell'Inghilterra, sono di vitale importanza. Ed ha riferito che potrebbero esserci nuovi provvedimenti a breve.

Intanto, però, nel Paese è già scattato un 'lockdown bis' per 10 milioni di persone: dalla mezzanotte di oggi, infatti, sono entrati in vigore i provvedimenti relativi a circa 2 milioni di abitanti del nordest dell'Inghilterra che non potranno avere contatti con altri nuclei familiari e dovranno rispettare il coprifuoco fissato per le 22. Le norme riguardano gli abitanti delle aree di Newcastle, Northumberland, North Tyneside, South Tyneside, Gateshead, County Durham e Sunderland. Tali restrizioni si aggiungono a quelle già in vigore per altre zone del paese: come sottolinea il Guardian, i provvedimenti riguardano nel complesso 10 milioni di cittadini, circa il 15% della popolazione complessiva di Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord.

Sono stati intanto 5.238 i contagi nelle ultime 24 in Israele dove dalle 14 (ora locale) è scattato il secondo lockdown nazionale che resterà in vigore almeno tre settimane. Migliaia di agenti e soldati in strada con l'obiettivo di far rispettare il blocco. Il lockdown avviene a poche ore dall'inizio del Capodanno ebraico. I fedeli potranno seguire le preghiere all'aperto oppure all'interno delle sinagoghe in un numero ridotto. E le infezioni di ieri hanno anche portato a 577 i malati gravi e, di questi, 153 in rianimazione: un picco rispetto a ieri. Le vittime, da inizio pandemia, sono salite a 1.169. Il premier Benyamin Netanyahu ha ammonito che se le restrizioni imposte non verranno rispettate e le infezioni non diminuiranno "non ci sarà altra strada" che allungare il lockdown. Unica modifica introdotta - ieri sera - dal governo alle regole è stata quella che ha visto aumentare da 500 metri ad 1 chilometro il raggio entro il quale gli israeliani possono allontanarsi da casa.

Aumentano i casi di Covid-19 in Russia. Stando ai dati ufficiali, nelle ultime 24 ore si sono registrati 5.905 nuovi contagi, la cifra più alta dal 20 luglio. Secondo le autorità, le persone decedute a causa del morbo sono 134 nel corso dell'ultima giornata e 19.195 in tutto. Il totale dei contagi accertati sale a 1.091.186, il quarto al mondo in termini assoluti.

Il Pakistan ha registrato 752 nuovi casi di coronavirus nelle ultime 24 ore, la crescita più alta dal 9 agosto scorso, mentre i decessi sono stati nove. Lo comunica il ministero della Sanità. Il numero totale dei contagi dall'inizio della pandemia sale così a oltre 304.000 e quello dei morti a 6.408. Tra i pazienti attualmente malati, 579 sono in condizioni critiche. 

Più di 200 nuovi casi di coronavirus si sono registrati nell'affollata prigione libanese di Rumie, vicino Beirut, dove le condizioni igienico-sanitarie sono considerate insufficienti a garantire l'incolumità degli oltre 4mila detenuti e delle guardie carcerarie. E' la denuncia del presidente dell'Ordine libanese dei medici, Sharaf Abu Sharaf, secondo cui sono più di 200 le persone risultare positive al Covid. Non si precisa quante di queste persone sono detenuti e quante guardie carcerarie. Nei giorni scorsi una rivolta di alcune ore era scoppiata nel famigerato Braccio B della prigione di Rumie proprio dopo che si era sparsa la notizia di decine di nuovi casi di coronavirus. Le autorità affermano che la situazione è sotto controllo e che le persone risultate positive sono state trasferite in un edificio adibito a luogo per la quarantena. Dal canto loro i detenuti, che pubblicano sui social network video amatoriali e appelli, affermano di esser stati lasciati "da soli" e di rischiare di "morire" in carcere.

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