updated 2:03 PM UTC, Apr 14, 2021

Riaperture a maggio, le proposte delle Regioni al governo. Il neo presidente Fedriga: "Pronti a garantire la massima sicurezza"

Riapertura a maggio di ristoranti a pranzo e a cena sfruttando gli spazi all'aperto. Ma ripartenza anche per palestre, cinema, teatri e musei. Le ipotesi nella bozza che sarà presentata nella Conferenza Stato-Regioni di giovedì


Maggio sarà il mese delle riaperture». Ecco le proposte delle Regioni

Le Regioni sono pronte a presentare la bozza con le linee guida per far ripartire tutte le attività al Governo, mantenendo le misure per evitare il contagio da coronavirus. Il documento sarà presentato giovedì, nel corso della Conferenza Stato-Regioni, quando sarà discussa l'eventualità di un allentamento di misure, divieti e restrizioni anti Covid in Italia se l'andamento dei contagi e della campagna vaccinale lo consentiranno.

"Sulle riaperture ci vuole un cambio di passo, dobbiamo definire un calendario preciso di riaperture. Per me già a fine mese ci possono essere le condizioni per alcune riaperture, consapevoli che ogni giorno lo scenario cambia", ha affermato il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, ospite di '24 Mattino' su Radio24. "Bar, ristoranti all'aperto con distanziamento sono i settori a cui una risposta va data presto. Poi pensare alle riaperture di quei settori che hanno bisogno di programmare", ha aggiunto.

BOZZA

Regioni e Lega chiedono zone gialle e riaperture. Draghi resta prudente |  il manifesto

"Obiettivo del documento che presenteremo al governo giovedì - dice all'Adnkronos il neo presidente della conferenza delle Regioni Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia- è garantire la massima sicurezza quando ci saranno le riaperture". Già, ma quando? E' presto per dirlo. Anche se il ministro Giancarlo Giorgetti si mostra fiducioso: "La decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri", dice a margine dell'incontro con il Fipe.

Per Draghi però c'è una condizione che viene prima di tutte le altre: la tutela della salute. Dunque riaprire solo se la curva epidemiologica e la campagna vaccinale lo consentiranno, dopo aver 'scudato' anziani e fragili. Perciò tutto è ancora da vedere, "alla luce dei contagi e del quadro, per giunta col l'altolà al vaccino J&J - ragiona un ministro 'rigorista' - è lunare ora pensare di tornare a vivere di sera". Ma una parte dell'esecutivo e delle Regioni sembra voler accelerare.

COPRIFUOCO

Nel governo, qualcuno -spiegano fonti dell'esecutivo all'Adnkronos- valuta l'ipotesi di spostare più avanti le lancette del coprifuoco, dalle 22 a mezzanotte, una richiesta che potrebbe essere avanzata già la settimana prossima. E che farebbe il paio, si ragiona nel governo, con la richiesta che sarebbe stata avanzata dal premier Mario Draghi al Cts, ovvero mettere nero su bianco dei protocolli che non siano anti-economici, con un occhio attento ai settori più in sofferenza. E non c'è dubbio che quello dei ristoranti lo sia.

MUSEI, CINEMA E TEATRI

A maggio dovrebbero riprendere anche le attività culturali di cinema e teatri. Il ministro Franceschini ha presentato un nuovo protocollo al Comitato tecnico scientifico, per consentire che la riapertura, già prevista nelle 'Zone gialle', possa avvenire con una maggiore presenza di pubblico. Il ministro ha proposto inoltre di consentire alle regioni di sperimentare in determinati luoghi all’aperto, eventi con numero maggiore di spettatori, introducendo misure aggiuntive di sicurezza, come già avvenuto in altri paesi europei.

SPORT

A giugno si torna allo stadio, con l'Olimpico di Roma aperto per Euro 2021, con il 25% del pubblico -almeno- sugli spalti. "Abbiamo lavorato tanto per ottenere questo risultato che non riguarda solo il calcio, ma tutto lo sport italiano. Non si tratta solo di riaprire uno stadio, ma di un momento simbolo. Quel giorno - è l’auspicio di tutti sarà il momento culmine di un percorso di ripartenza di tutto il movimento sportivo". Sono le parole del Sottosegretario al Governo con delega allo sport Valentina Vezzali all'Adnkronos dopo l'ok del Governo al pubblico agli Europei per almeno il 25% della capienza come richiesto dal'Uefa.

Quanto alla riapertura delle palestre, allo stato attuale l’ipotesi sarebbe quella di un via libera solo a lezioni individuali.

SPERANZA

"Premesso che tutto dipenderà dai dati, l'ipotesi di lavorare in modo particolare" sulle riaperture per attività "all'aperto è un'ipotesi che personalmente mi convince molto. Poi dovremo chiaramente confrontarci con i nostri scienziati e con i nostri tecnici in sede di governo, ma tutti i dati che ho visto indicano che all'aperto c'è sicuramente una minore possibilità di contagio", ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, nel suo intervento a Porta Porta, in onda questa sera su Raiuno. "Credo quindi - ha aggiunto Speranza - che la stagione della primavera inoltrata potrà aiutarci a recuperare alcune attività all'aperto".
"Abbiamo bisogno di essere prudenti perché fare un passo un po' più lungo può farci tornare indietro -ha rimarcato il ministro-. La volontà di tutto il governo però va nella direzione di verificare settimana per settimana i dati del contagio e costruire una modalità che ci consenta di far ripartire una serie di attività ma senza correre rischi e di ripartire in sicurezza". Alla domanda se ci si possa aspettare le riaperture nel mese di aprile, Speranza ha risposto: "Questo ce lo diranno i dati. Il decreto vigente dura fino al 30 aprile, credo sia sicuramente lecito aspettarsele per maggio".

 

(Fonte: Adnkronos)

Il calcio sì e i concerti no? Mondo dello spettacolo in rivolta. Franceschini: "Autorizzare anche gli eventi artistici"

Enzo Mazza, ceo di Fimi, la Federazione dell'industria musicale italiana: "Siamo alla farsa. Artisti e addetti ai lavori non devono accettare una discriminazione di tale portata". Il ministro della Cultura interviene chiedendo parità di trattamento


Se gli stadi riaprono parzialmente per le partite di calcio, le stesse regole devono valere per i concerti. Monta la protesta del mondo dello spettacolo e della cultura per la decisione di riapre l'Olimpico di Roma per gli Europei di calcio, consentendo l’ingresso a 17mila persone (circa il 20-25 per cento della capienza).

In una nota del ministero della Cultura, si sottolinea che "in relazione alle notizie di stampa apparse stamattina riguardo ad una differenziazione tra la presenza del pubblico negli eventi sportivi e in quelli culturali, il Ministero della Cultura precisa che: sia nell’audizione di lunedì sia nelle proposte inviate ieri al Cts, il Ministro Franceschini ha chiesto che, nel caso in cui si dovessero autorizzare eventi sportivi con pubblico, le stesse regole dovrebbero riguardare i concerti e gli spettacoli negli stadi o in spazi analoghi".

Polverone sul Ristori Bis, ma il Mibact difende il ben fatto |  www.lagenziadiviaggi.it

INDUSTRIA MUSICALE

"È evidente che siamo di fronte ad una farsa. Si dibatte su protocolli stringenti sui quali dovrebbe esprimersi il CTS, per consentire quest’estate eventi musicali con mille o poco più persone all’aperto, e nello stesso momento si approva un piano per l’accesso di oltre 16 mila persone all’Olimpico in occasione degli europei di calcio?" Così il Ceo della Fimi (Federazione dell'Industria Musicale Italiana) commenta con l'Adnkronos il via libera del governo al pubblico per le partite degli Europei di Calcio per almeno il 25% della capienza dello stadio come richiesto dal'Uefa.

TEATRI

A Roma un gruppo di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura hanno occupato il Globe Theatre per protesta. Dopo più di un anno dal blocco degli spettacoli dal vivo, i lavoratori chiedono una riforma strutturale del settore, devastato dalla chiusure causate dalla pandemia. La Rete dei lavoratori dello spettacolo reclama continuità di reddito e maggiore sostegno a chi lavora nel settore degli spettacoli dal vivo. Un grosso striscione alle loro spalle recita: "A noi gli occhi, please" richiamando lo spettacolo di successo di Gigi Proietti, che fu direttore del teatro.

Covid, 7 proposte dal mondo dello spettacolo per ricominciare in sicurezza

Nessuna sperimentazione, ripensare e allargare le capienze delle location, superare il sistema delle zone a colori per il contenimento del contagio Covid, sistema pronto a cambiare ogni 7 o 15 giorni. Claudio Trotta, portavoce di #ricominciamo, il dettagliato protocollo operativo per la riapertura di tutti gli spazi dello spettacolo dal vivo e degli eventi presentato il 22 febbraio scorso, risponde in 7 punti alle dichiarazioni di ieri del ministro della Cultura, Dario Franceschini


Sette punti che ribadiscono alcuni punti fondamentali del protocollo e la sua importanza:

1) "Non vi è alcuna necessità di sperimentazioni relativamente alla organizzazione di eventi pubblici che rispettino protocolli di sicurezza".

2) "Le capienze degli spazi dove si svolgono spettacoli ed eventi pubblici dovranno essere determinate localmente sulla base di dimensioni e caratteristiche degli stessi e conseguentemente alle diverse applicazioni delle modalità organizzative possibili indicate nel protocollo #ricominciamo".

3) "Il nostro protocollo sottoscritto da più di 80 diverse sigle del mondo dello spettacolo è il frutto di 6 mesi di lavoro collettivo e condiviso di professionisti e medici del settore".

4) "Oltre ai complimenti e a un parziale riconoscimento chiediamo al Ministro Franceschini di provare concretamente, finalmente, il riconoscimento del settore, ottenuto con tanta fatica attraverso proposte operative e perseveranza dialettica".

5) "Vanno concepiti e applicati ristori 'ad hoc' per chi riaprirà applicando il protocollo e, soprattutto, farà lavorare. Il ristoro dovrebbe essere parametrato all'effettivo lavoro creato nello spettacolo, non solo alla mera riapertura".

6) "Andranno sostenuti alcuni comparti che non potranno ripartire neanche con parametri allargati (piccoli live club, dancing, piccoli teatri), che pur hanno dato lavoro da sempre a migliaia di lavoratori dello spettacolo e nutrito le anime di milioni di persone".

7) "Sarà determinante il superamento del sistema dei colori che non può essere sostenuto da nessun tipo di spettacolo che necessita programmazione, produzione e promozione, attività incompatibili con una modalità di cambiamento settimanale o quindicinale della possibilità di lavorare. Questo sistema, inoltre, con la sua congenita precarietà, inibisce la potenzialità imprenditoriale e la necessità di poter vendere biglietti fuori dal proprio territorio regionale", scrive Trotta, che conclude con l'auspicio più concreto: "Crediamo che il lavoro, il fare, sia l’unica azione possibile".

 

(Fonte: Adnkronos)

SAPERE DI BELLEZZA - La parata d’oro dei Faraoni

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


What is “Pharaohs' Golden Parade” in Egypt | ACE NEWS

Il 3 aprile scorso al Cairo ha avuto luogo l’attesa (e discussa) Pharaoh’s Golden Parade, in cui 22 tra re e regine dell’antico Egitto sono state trasferite dal vecchio Museo Egizio di Piazza Tahrir.

Il governo di Al-Sisi ha voluto infatti celebrare in maniera assolutamente scenografica il “trasloco” dei faraoni, che verranno ora conservati (ed esposti) nel Museo Nazionale della Civiltà Egizia (Nmec), alla periferia sud orientale del Cairo.

(GUARDA IL VIDEO)

Il percorso di circa 7 km dalla vecchia sede al nuovo museo è stato ripavimentato per l’occasione; il corteo, composto da carri ammortizzati e decorati in oro e nero, è stato scortato da militari e poliziotti a cavallo e accompagnato da figuranti vestiti come nell’antico Egitto, il tutto accompagnato da salve di cannone e fuochi d’artificio.

Molti l’hanno definita una parodia della Storia, più che una sua celebrazione.

Le mummie verranno sottoposte a un restauro conservativo di circa 15 giorni, per essere poi esposte nella nuova Royal Mummies Hall, allestita come se fosse la Valle dei Re, l’area nel sud dell’Egitto dove si trovano le vere tombe dei faraoni.

La parata non ha mancato di sollevare polemiche, sia da gruppi islamici che laici.

Da un lato ci sono gruppi che vorrebbero un maggiore rispetto per i morti, e che non vengano ostentati e mostrati come trofei da parte del regime egiziano.

Molti hanno invece collegato la presenza massiccia dei militari, unita alla quasi inaccessibilità della parata stessa (poche sedute VIP e percorso blindato), alla volontà da parte del governo di ostentare la propria forza, come monito al popolo.

La parte più curiosa delle polemiche riguarda però la presunta e celebre maledizione dei faraoni: moltissimi sono stati i riferimenti sui social, che non avrebbe mancato di colpire l’Egitto anche questa volta; la nave Ever Given che ha bloccato il canale di Suez per giorni, un incidente ferroviario che ha provocato 18 morti nel sud del paese e il crollo di un edificio al Cairo che ne ha causati 25 sono stati tutti collegati alla parata che si è poi tenuta il 3 aprile.

 

Claudio Scaccabarozzi

Cinema, abolita definitivamente la censura. Bene, ma come la mettiamo col politicamente corretto?

Il ministro Franceschini firma il decreto e istituisce una Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche. Lo Stato non potrà più intervenire sulla libertà degli artisti. Ma sarà davvero così? A dirla tutta, i tribunali (giudiziari, politici, culturali e social) del pensiero dominante lasciano poco tranquilli in materia di libertà d'espressione. Come bisogna trattare certi temi è stabilito a priori dal potere mainstream, tanto che molti scelgono di autocensurarsi, pena la condanna della Santa Inquisizione del politically correct


Casting Love Story - Provini & Casting

La notizia - Abolita definitivamente la censura cinematografica

"Abolita la censura cinematografica, definitivamente superato quel sistema di controlli e interventi che consentiva ancora allo Stato di intervenire sulla libertà degli artisti", così il Ministro della cultura, Dario Franceschini che ha firmato il decreto che istituisce la Commissione per la classificazione delle opere cinematografiche presso la Direzione Generale Cinema del Ministero della Cultura con il compito di verificare la corretta classificazione delle opere cinematografiche da parte degli operatori.

L'intervento ai sensi della Legge Cinema introduce il sistema di classificazione e supera definitivamente la possibilità di censurare le opere cinematografiche: non è più previsto il divieto assoluto di uscita in sala né di uscita condizionata a tagli o modifiche. La Commissione è presieduta dal Presidente emerito del Consiglio di Stato, Alessandro Pajno, ed è composta da quarantanove componenti che sono stati scelti tra esperti di comprovata professionalità e competenza nel settore cinematografico e negli aspetti pedagogico-educativi connessi alla tutela dei minori o nella comunicazione sociale, nonché designati dalle associazioni dei genitori e dalle associazioni per la protezione degli animali.

 

(Fonte Ansa)

SAPERE DI BELLEZZA - Nuova asta da record a Dubai per il dipinto più grande al mondo

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


L’artista britannico Sacha Jafri si è ritrovato ad essere il secondo artista vivente più pagato al mondo, dopo aver venduto nei giorni scorsi la sua opera The Journey of Humanity, a Dubai, per 62 milioni di dollari.

L’opera è stata certificata dal Guinness world record come l’opera d’arte più grande al mondo, avendo quasi 1600 metri quadrati di estensione, e incorpora all’interno i dipinti creati da bambini di tutto il mondo in una colorata astrazione, come si vede da questo video sul profilo Instagram dell’artista.

L’idea dell’artista, che ha lavorato per diversi mesi all’interno dell’Atlantis Palm Hotel di Dubai documentando tutto il lavoro sui propri social, era quella di vendere l’opera in quattro parti distinte, e tutto per raccogliere fondi da devolvere in beneficienza a diverse organizzazioni, tra cui UNESCO e UNICEF.

Alla fine l’opera è stata venduta in un unico lotto ad Andre Abdoune, che ha staccato l’assegno per l’intero dipinto e ha segnato un nuovo record a poche settimane dall’incredibile vendita del NFT di Beeple di cui abbiamo parlato qui.

 

Claudio Scaccabarozzi

SAPERE DI BELLEZZA - JR “apre” la facciata di Palazzo Strozzi

Rubrica dedicata all’arte e alla cultura, a cura di CLAUDIO SCACCABAROZZI


Nei giorni scorsi l’artista parigino JR ha completato la sua nuova installazione, chiamata La ferita, sulla monumentale facciata di Palazzo Strozzi a Firenze.

Negli scorsi anni la Fondazione fiorentina ha spesso invitato grandi artisti contemporanei, come Ai Weiwei, Marina Abramovich e Tomas Saraceno, per dialogare con la realtà rinascimentale del palazzo progettato da Leon Battista Alberti.

In questo caso lo street artist ha deciso di “aprire” il palazzo, forzatamente chiuso a causa della pandemia, con La Ferita appunto, uno squarcio alto 28 metri e largo 33, e sul sito di Palazzo Strozzi si può leggere che

Palazzo Strozzi diviene così il palcoscenico spettacolare per una ferita, simbolica ma dolorosa, che accumuna tutte le istituzioni culturali italiane e non solo: musei, biblioteche, cinema e teatri, costretti a limitare o a non poter far accedere il pubblico ai propri spazi. 

L’opera sarà visibile sulla facciata del palazzo fino al 22 agosto 2021.

 

Claudio Scaccabarozzi

IO LEGGO - Alda Merini, la Poetessa dei Navigli: l'omaggio a 90 anni dalla nascita (VIDEO)

Per il 90° anniversario della nascita di Alda Merini (21 Marzo 1931) Aldo Colonnello tratteggia la complessa figura della "Poetessa dei Navigli" attraverso i ricordi della loro profonda, seppur breve e tardiva, amicizia.

Ne esce un ritratto vero, lontano da molti luoghi comuni. Un tributo sincero. Un atto d'amore verso una delle voci più influenti della letteratura italiana contemporanea (VIDEO)

La Poetessa dei Navigli Alda Merini | Meravigli edizioni

Il 21 Marzo, primo giorno di primavera, è anche la Giornata Mondiale della Poesia, istituita dall'Unesco nel 1999.

 

Sono nata il ventuno a primavera

ma non sapevo che nascere folle,

aprire le zolle

potesse scatenar tempesta...

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