updated 2:00 PM UTC, Oct 22, 2020

Reddito di cittadinanza a oltre 3 milioni di persone, il 20,3% è in Campania. A Napoli il doppio dei beneficiari che in Lombardia e Veneto messi insieme

I dati dell'Osservatorio Inps sul Reddito di cittadinanza per settembre. Analizzando la distribuzione provinciale emerge che le province con il tasso di inclusione più elevato sono Palermo, Napoli e Crotone con più di 150 persone coinvolte ogni mille abitanti; quelle con il minor tasso di inclusione sono Bolzano e Belluno con meno di 10 persone coinvolte ogni mille abitanti


L'Inps ha accolto da aprile 1,5 milioni di domande di Reddito di Cittadinanza per altrettante famiglie e di queste 166mila sono decadute dal diritto. I nuclei restanti (1,3 milioni) sono costituiti per 1,2 milioni da percettori di Reddito di Cittadinanza, con circa 3 milioni di persone coinvolte, e per 137mila da percettori di Pensione (156mila in tutto). Lo si legge nell'Osservatorio Inps sui dati di settembre, secondo cui un beneficiario su 5 è in Campania.

L'Inps segnala inoltre che a settembre il beneficio è scaduto per 376mila nuclei familiari, che lo hanno ricevuto continuativamente per 18 mesi. L'importo medio mensile erogato è pari oggi a 526 euro: vengono percepiti 563 euro per il reddito e 246 per la pensione di cittadinanza. 

A Napoli il reddito a 166mila famiglie, più di Lombardia e Veneto - Nella provincia di Napoli oltre 166mila famiglie percepiscono il reddito, per quasi mezzo milione di persone coinvolte: il numero supera quello di Lombardia e Veneto messe insieme. Nella prima regione il reddito va a 112.939 nuclei per quasi 241mila persone, nel Veneto a 36.820 famiglie per un totale di 76mila persone coinvolte. In tutta la Campania percepiscono il sostegno 269mila famiglie (oltre 741mila persone) su un numero complessivo di beneficiari che a settembre è pari a 1,32 milioni. In Campania risiedono quindi il 20,3% dei nuclei interessati alla misura.

Covid, virologi ed esperti fra tristi scenari e giusti richiami. Ma attenzione alla paura, altro virus pericoloso. Gismondo: "I tecnici diano dati, non ricette politiche"

"Un lockdown a Natale è nell'ordine delle cose", ha detto il virologo dell'Università di Padova, Andrea Crisanti. "Un lockdown a Milano? Bisogna ragionare", ha affermato da par suo il professor Massimo Galli, direttore del reparto malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano. Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dello stesso ospedale milanese però afferma: "E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza" - (LEGGI TUTTO)


Medici e virologi convinti: "Sì, è ora di tornare a giocare" - Corriere  dello Sport

GISMONDO: "Tecnici diano dati, non ricette politiche"

Parla Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano: "Nella lotta contro Covid-19 è il momento della responsabilità di tutti. Noi esperti sui quali si polarizza l'attenzione mediatica abbiamo un compito molto importante: dare poche indicazioni, la verità dei dati, senza cedere a interpretazioni personali con eccesso di pessimismo o ottimismo. E' un nostro dovere deontologico, nella consapevolezza che da tecnici non possiamo suggerire soluzioni politiche dalle conseguenze incalcolabili, che debbono tener conto di molti fattori, oltre che della scienza".

BASSETTI: "Parlare di lockdown a Natale mette solo paura"

"Pensare ad un lockdown a Natale mi pare francamente prematuro. Sparare dicendo che ci sarà una chiusura mette solo tanta paura nella popolazione e tanto allarme per uno dei momenti più belli in un anno che è stato molto difficile. Noi, clinici e medici, dobbiamo stare attenti a fare certe affermazioni, le scelte di una nuova serrata spettano alla politica, che deve decidere in base ai dati e all'andamento della curva epidemiologica". Lo afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova, e componente della task force Covid-19 della Regione Liguria.

PREGLIASCO: "Non ci sono condizioni per lockdown Milano"

"In questo momento non ci sono le condizioni per un lockdown di Milano. Quando ho fatto questa ipotesi ho voluto immaginare degli scenari che possono essere anche pesanti". Lo chiarisce il virologo dell'Università degli studi Milano, Fabrizio Pregliasco.

"La città - spiega a Sky Tg24 - ha una densità di popolazione elevatissima, contesti abitativi molto di vicinanza, tantissime attività lavorative e una metropolitana che purtroppo è sotto il livello necessario e dovrebbe essere incrementata. C'è una situazione a rischio, ma ad oggi sotto controllo. Rimango ottimista - sottolinea - ma prepariamoci comunque a scenari che potrebbero essere negativi".

"Prima di parlare di lockdown iniziamo a vedere gli effetti che avrà il nuovo Dpcm nelle prossime settimane - prosegue Bassetti - Si stanno muovendo anche le Regione e le città con misure più strette, ad esempio a Genova da oggi verranno inasprite le norme. Se i numeri in alcune regioni o città dovessero aumentare, è evidente che si dovranno trovare delle strategie di contenimento, ma prima di arrivare alla chiusura vanno presi altri provvedimenti. In altri Paesi Ue non stanno procedendo con lockdown generalizzati, ma con chiusure molto circoscritte e limitate".

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Ciclismo, sabato parte il Giro d'Italia: dalla Sicilia a Milano tante stelle per la corsa più amata (VIDEO)

Tanti nomi di spicco nella lista dei partecipanti alla 103esima edizione della Corsa Rosa, al via sabato con la cronometro individuale Monreale-Palermo: dal due volte Maglia Rosa Vincenzo Nibali al vincitore del Tour 2018, Geraint Thomas. E poi la prima volta dell'ex campione del mondo Peter Sagan, il neo iridato a cronometro Ganna e i velocisti come Viviani e Gaviria - VIDEO: il percorso e l'emozionante spot Rai


Giro d'Italia - Home | Facebook

Sabato da Monreale parte la 103ª edizione del Giro d’Italia che si concluderà domenica 25 ottobre. La Corsa Rosa vedrà al via alcuni dei migliori corridori al mondo: velocisti, finisseur, specialisti delle prove a cronometro e uomini di classifica si confronteranno lungo 21 tappe. Tanti i campioni al via. Si va da Vincenzo Nibali (vincitore della corsa rosa nel 2013 e 2016) a Geraint Thomas, re del Tour 2018, da Simon Yates (Vuelta 2018) a Jakob Fuglsang, fresco vincitore del Lombardia, affiancato da Miguel Angel Lopez, sul podio di Giro e Vuelta nel 2018, senza dimenticare la maglia azzurra della Corsa Rosa 2019 Giulio Ciccone.

Il neo campione del mondo a cronometro Filippo Ganna, Rohan Dennis, Victor Campenaerts, Tony Martin e Jos Van Emden punteranno alla prima Maglia Rosa che sarà decisa dalla prova contro il tempo della Monreale-Palermo di sabato. Finisseurs e velocisti cercheranno di centrare uno o più successi di tappa. Tra i grandi nomi al via il tre volte campione del mondo su strada Peter Sagan, Michael Matthews, Diego Ulissi e gli sprinter Elia Viviani, Arnaud Demare e Fernando Gaviria.

Al via 22 squadre di 8 corridori ciascuna: Ag2r (Fra), Astana (Kaz), Bahrain-Mclaren (Bah), Bora–Hansgrohe (Ger), Ccc Team (Pol), Cofidis (Fra), Deceuninck–Quick Step (Bel), Ef Pro Cycling (Usa), Groupama–Fdj (Fra), Israel Start-Up (Isr), Lotto Soudal (Bel), Mitchelton–Scott (Aus), Movistar (Spa), Ntt (Saf), Ineos (Gb), Jumbo–Visma (Ola), Sunweb (Ger), Trek–Segafredo (Usa), Uae Team Emirates (Uae), Androni (Ita), Bardiani (Ita), Vini Zabù Ktm (Ita)

Zanardi reagisce agli stimoli: "Progressi significativi ma il quadro resta complesso". Intervento di ricostruzione facciale e sedute di riabilitazione cognitiva e motoria

Ci sono "progressi significativi" nelle condizioni di Alex Zanardi, a fronte dei quali"i medici ribadiscono, comunque, il permanere di un quadro clinico generale complesso, sulla cui prognosi è assolutamente prematuro sbilanciarsi". E' quanto afferma una nota dell'ospedale San Raffaele di Milano, dove l'ex pilota è ricoverato dal 24 luglio, in seguito al drammatico incidente del 19 giugno a bordo della sua handbike vicino a Siena. Zanardi "sta affrontando un percorso di cure sub-intensive", ha "iniziato un ulteriore percorso chirurgico volto alla ricostruzione cranio facciale" e "da diversi giorni è sottoposto a sedute di riabilitazione cognitiva e motoria"


Sarà presto sottoposto a un nuovo intervento Alex Zanardi, il campione di handbike che ha avuto un drammatico incidente lo scorso giugno vicino Siena. Lo comunica l'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, spiegando che "il signor Alex Zanardi, ricoverato dal 24 luglio scorso, sta affrontando un percorso di cure sub-intensive, predisposto da una équipe multidisciplinare coordinata dai professori Luigi Beretta, direttore della Neurorianimazione, Mario Bussi, direttore di Otorinolaringoiatria, Sandro Iannaccone, direttore della Neuroriabilitazione, e Pietro Mortini, direttore della Neurochirurgia. Contemporaneamente è iniziato un ulteriore percorso chirurgico volto alla ricostruzione cranio facciale. Un primo intervento è già stato eseguito con successo, alcuni giorni fa, dal professor Mario Bussi ed è già in programmazione per le prossime settimane, un secondo intervento che sarà  eseguito dal professor Pietro Mortini".

"Inoltre, da diversi giorni Alex Zanardi è sottoposto a sedute di riabilitazione cognitiva e motoria, con somministrazione di stimoli visivi e acustici, ai quali il paziente risponde con transitori e iniziali segni di interazione con l'ambiente. A fronte di questi progressi significativi, i medici ribadiscono, comunque, il permanere di un quadro clinico generale complesso, sulla cui prognosi è assolutamente prematuro sbilanciarsi".

  

Berlusconi lascia il San Raffaele dopo 12 giorni: "Superata la prova più pericolosa della mia vita". Ringraziamenti e appello alla responsabilità (VIDEO)

L'ex premier Silvio Berlusconi ha lasciato il San Raffaele di Milano dove era ricoverato da giovedì 3 settembre dopo essere risultato positivo al test Covid-Sars2. Appena uscito dal padiglione D, Silvio Berlusconi ha ricevuto diversi applausi da alcuni sostenitori che lo hanno atteso in cortile. Ai cronisti ha detto: "Ognuno di noi è esposto al rischio di contagiare gli altri, rinnovo a tutti l'appello alla massima responsabilità personale e sociale"


"Ho superato quella che considero la prova più pericolosa della mia vita". Sono le parole di Silvio Berlusconi, che ha lasciato l'ospedale San Raffaele. Il leader di Forza Italia è stato ricoverato dopo la riscontrata positività al covid. "Mi dico con soddisfazione anche questa volta te la sei scampata bene", dice Berlusconi all'esterno dell'ospedale.

"Rivolgo un grazie dal profondo del cuore a tutti coloro che mi hanno manifestato la loro vicinanza, il loro affetto e la loro partecipazione in questi giorni. Ringrazio la mia famiglia ovviamente, i miei amici e tanti conoscenti. E moltissime persone che non conosco personalmente, tanti sostenitori ma anche tanti avversari politici, tanti rappresentanti delle istituzioni a cominciare dal presidente Mattarella e tantissimi cittadini del tutto estranei alla famiglia", dice ancora. "L'affetto che ho sentito attorno a me mi hanno dato la forza per superare i momenti più difficili, i primi 3 giorni sono stati molto difficili, in una malattia grave e insidiosa. Credo lo sappiate, ma l'80% dei malati oltre gli 80 anni non ce l'hanno fatta", afferma.

"Il mio pensiero va in questo momento prima di tutto ai tanti malati di covid e alle loro famiglie. Ho condiviso angoscia e sofferenza di chi sta male, dei familiari, di chi ha perduto una persona cara. Il mio pensiero va anche ai medici, al personale sanitario in prima linea contro questo morbo davvero pericoloso, molti di loro hanno dato la vita e tutti si sono esposti al contagio per fare il loro dovere, salvando tante vite umane", sottolinea. "Nelle scorse settimane, prima di ammalarmi, avevo lanciato numerosi appelli a non sottovalutare il pericolo e a tenere alta la soglia di attenzione -sottolinea-. A riprendere dopo le vacanze la vita quotidiana rispettando rigorosamente regole e prescrizioni sanitarie, è un dovere verso noi stessi e verso la collettività. Ho provato in prima persona che, finché la circolazione di questo virus non sarà debellata, ognuno di noi pur agendo con la più grande prudenza è esposto al rischio di essere contagiato e di contagiare gli altri. E questo è tanto più grave per le persone fragili per età e per condizioni di salute. Per questo rinnovo a tutti l'appello alla massima responsabilità personale e sociale".

"Oggi è anche il giorno in cui milioni di bambini e di ragazzi tornano a scuola. E' una notizia positiva, un segno importante del ritorno alla normalità. Ma è anche un passaggio delicatissimo. Per questo voglio rivolgere a tutti gli studenti un affettuoso in bocca al lupo per l'anno scolastico che comincia ma anche un forte richiamo al rispetto rigoroso di comportamenti corretti e delle regole sanitarie. Fatelo per voi stessi, per i vostri amici, per i vostri insegnanti, per i vostri genitori, per i vostri nonni che potreste contagiare", dice ancora. "Bisogna andare avanti, l'Italia non può restare ferma, sarebbe una catastrofe sanitaria ed economica senza precedenti. Evitarlo dipende da tutti noi. Rivolgo a tutti i miei più calorosi auguri di buona salute e di benessere economico in questa terribile crisi che stiamo vivendo. Grazie dal profondo del cuore a tutti coloro che mi sono stati vicino, speriamo che Dio ci dia una mano a risolvere presto queste situazioni", conclude.

Riaprire i Navigli, un progetto sparito dall'agenda politica di Milano. Biscardini richiama Sala: "Che intenzioni ha?"

Dichiarazione di Roberto Biscardini Presidente dell’Associazione Riaprire i Navigli: “Non c’è partecipazione che tenga, se non è garantito al cittadino il diritto ad essere informato. E’ questo il caso eclatante della storia della riapertura dei navigli a Milano. Un progetto approvato dal Consiglio Comunale nel Pgt del 2012, sostenuto a spada tratta durante la campagna elettorale di Giuseppe Sala nel 2016 e sparito oggi dall’orizzonte dei progetti strategici dell’Amministrazione comunale. Così come è sparito il pur modesto progetto della riapertura della sola Conca di Viarenna.

Non si conoscono le ragioni e non si dice come mai, nonostante le sollecitazioni, il progetto di riapertura dei Navigli non sembra più attuale. Dopo un sostegno convinto, le motivazioni di Giuseppe Sala per un suo accantonamento hanno riguardato la presunta carenza di risorse pubbliche, ma nulla si è fatto per coinvolgere il sistema privato. Oggi la situazione è più anacronistica perché le risorse ci sarebbero ma bisogna andarle a cercare. Abbiamo sollecitato di verificare la possibilità di inserire questo progetto tra quelli finanziabili con il Recovery Fund. Ma anche qui il silenzio. A fronte di oltre 600 progetti presentati al Governo da parte di tutte le Amministrazioni locali italiane, nulla si conosce delle intenzioni del Comune di Milano. Ma se il tema strategico non è quello dell’ambiente, della sicurezza idrica e dell’itinerario verde e blu dei navigli, cosa intende fare il Comune?”

Berlusconi ricoverato al San Raffaele per un principio di polmonite bilaterale, segno tipico del Covid. Ronzulli (Fi): "E' precauzionale, sta bene"

Silvio Berlusconi è stato ricoverato a Milano al San Raffaele per accertamenti dopo che è risultato positivo al Covid. Il presidente Berlusconi, dopo la comparsa di alcuni sintomi, è stato ricoverato all'ospedale San Raffale di Milano a scopo precauzionale. Il quadro clinico non desta preoccupazioni. Al leader di Forza Italia è stata riscontrata una polmonite bilaterale allo stato precoce. Sarebbe questa, a quanto si apprende da fonti sanitarie, la diagnosi emersa dalla tac a cui è stato sottoposto il Cavaliere e che ha portato ad un suo ricovero precauzionale. Il ricovero è avvenuto attorno alla mezzanotte di ieri. In isolamento domiciliare ad Arcore da mercoledì dopo essere risultato positivo al Covid, ieri nel tardo pomeriggio è intervenuto telefonicamente a un convegno del partito a Genova spiegando di stare "abbastanza bene", di non avere più febbre e dolori. Qualche ora più tardi, però, è stato deciso il ricovero al San Raffaele. L'ex premier si trova in una stanza isolata del settore D.


Berlusconi: "Non governeremo con le sinistre" - IlGiornale.it

Silvio Berlusconi è stato ricoverato al San Raffaele di Milano per un principio di polmonite bilaterale che, segno tipico di Covid-19, sarebbe emerso a quanto si apprende dagli esami ai quali l'ex premier è stato sottoposto all'ospedale, dove ha passato la notte.

A quanto si apprende, Berlusconi è stato visitato nella notte a domicilio da Alberto Zangrillo, suo medico personale e primario di Anestesia e Rianimazione all'Irccs San Raffaele di Milano. A scopo precauzionale è stato quindi deciso il ricovero in ospedale, dove la Tac eseguita ha mostrato i primi segni di una polmonite bilaterale. Fonti confermano che le condizioni del leader di Forza Italia non appaiono preoccupanti.

Il leader di Forza Italia aveva rivelato mercoledì di essere risultato positivo al coronavirus, e ieri aveva fatto sapere di non avere più i sintomi. Positivi anche i figli Luigi e Barbara e la nuova compagna Marta Fascina. A quanto apprende l'Adnkronos Salute Berlusconi si trova al reparto Diamante dell'ospedale. Si tratta del reparto solventi della struttura, dove già in passato l'ex premier è stato ricoverato in diverse occasioni.

“E’ stato un ricovero non dettato da urgenza, ma da precauzione. Ieri sera il presidente, su consiglio del dottor Zangrillo, si è trasferito al San Raffaele per monitorare meglio le sue condizioni. La notte è passata senza problemi, sta bene, non ha febbre, è tutto a posto. Berlusconi ha l’ossessione di cautelarsi e di utilizzare tutte le precauzioni per quando riguarda questa epidemia, quindi mi sento di dire che è una vittima di quello che sta accadendo a livello sanitario. Berlusconi ci ha sempre ammorbato, anche al telefono, dicendoci che dovevamo stare attenti, mettere la mascherina. Berlusconi vuole democratizzare l’uso delle mascherine, per fare in modo che siano utilizzate il più possibile", le parole di Giorgio Mulè, deputato e portavoce di Forza Italia, è intervenuto ai microfoni della trasmissione 'L’Italia s’è desta' su Radio Cusano Campus.

"E' stato ricoverato ieri sera" e "ha passato la notte in ospedale. Un ricovero a scopo precauzionale per monitorare l'andamento del Covid. Ma sta bene", ha dichiarato anche la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli a Agorà su Rai 3.

 

(Foni: Ansa, Adnkronos)

Il 20 settembre si vota, ma nessuno dice dove (anche se si sa). L'ira di Burioni: "No alle urne nelle scuole. Problema imbarazzante, non si può fregarsene"

Sulla riapertura della scuola dopo la serrata imposta dall'emergenza coronavirus, in Italia si sta consumando una "polemica che oramai assomiglia molto a una lotta nel fango a scopi politici". Ciò premesso, "c'è una cosa" che il virologo Roberto Burioni, "da scienziato" vorrebbe "dire alla politica. Il 14 settembre si aprono le scuole e il 20 settembre si vota, con il solito allestimento dei seggi negli edifici scolastici e la coda di disinfezione e via dicendo. Che non si sia trovata una soluzione a questo problema è davvero imbarazzante - scrive l'esperto sul sito 'Medical Facts', da lui fondato - Non si dovrebbe votare nelle scuole", sostiene, "e luoghi alternativi dovrebbero essere da tempo identificati in modo da non intralciare ulteriormente una già tribolata attività scolastica". "Fregarsene - osserva il docente dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano - vuole dire tenere in poco conto l'importanza dell'istruzione che, a mio giudizio, dopo la salute, è la cosa più importante che esista"


Coronavirus, Burioni: "Cuochi sempre con mascherina. Vaccini? Sperimentiamo  su animali" - Cronaca

“C’è una cosa che io, da scienziato, vorrei dire alla politica. Il 14 settembre si aprono le scuole e il 20 settembre si vota, con il solito allestimento dei seggi negli edifici scolastici e la coda di disinfezione e via dicendo. Che non si sia trovata una soluzione a questo problema è davvero imbarazzante”. Lo scrive il virologo Roberto Burioni, in vista della riapertura delle scuole.


“Non voglio entrare nella polemica che oramai assomiglia molto a una lotta nel fango a scopi politici, ma siccome ho una bambina di 9 anni che deve tornare in classe - spiega Burioni - voglio condividere con voi alcuni dati oggettivi”. Il virologo si chiede quindi se i bambini corrano rischi e risponde che, “basandoci sull’esperienza statunitense, dove i casi sono tanti e la sorveglianza molto buona, possiamo dire che in grandissima parte i bambini non hanno gravi conseguenze da COVID-19: la loro malattia decorre quasi sempre in maniera clinicamente lievissima. Purtroppo quando parliamo di oltre sei milioni di casi totali, quel “quasi sempre” non corrisponde a “mai”″.

Sulla possibilità che i bambini possano infettare gli adulti, “Qui la questione è molto più complicata, perché i dati sono ancora contrastanti e contraddittori. Al momento, purtroppo, non è possibile fornire una risposta certa a questa domanda”.

Burioni conclude notando che “se da una parte c’è il rischio del COVID-19 e della sua diffusione, la non riapertura delle scuole non è comunque priva di rischi, privando i bambini della socialità e dell’istruzione. Il bilanciare questi rischi in una maniera complessivamente vantaggiosa per la società, come ho già detto, è compito della politica e non della scienza”. E tuttavia, “non si dovrebbe votare nelle scuole e luoghi alternativi dovrebbero essere da tempo identificati in modo da non intralciare ulteriormente una già tribolata attività scolastica. Fregarsene vuole dire tenere in poco conto l’importanza dell’istruzione, che a mio giudizio - dopo la salute - è la cosa più importante che esista”.

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