Ritorno al nucleare: l’Italia punta su energia pulita e sicurezza

Avantgardia

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato il ritorno al nucleare con un aumento delle quote nucleari nel piano PNIEC da presentare alla UE. Durante una conferenza stampa a Bari, Fratin ha sottolineato l’importanza di un Green Deal realistico e gestito.

L’obiettivo dell’Italia è raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e mantenere le temperature globali secondo l’accordo di Parigi entro il 2030. Questo comporta un passaggio significativo alle energie rinnovabili, con un’inversione del rapporto attuale tra fonti fossili e rinnovabili nella produzione di energia elettrica. Fratin inoltre ha evidenziato la necessità di chiudere le centrali a carbone, come quella di Brindisi e di abbandonare gradualmente il petrolio, puntando su soluzioni come l’eolico offshore. Tuttavia, ha riconosciuto che l’aumento della domanda energetica non può essere soddisfatto solo con le rinnovabili tradizionali. Pertanto, l’energia nucleare diventa essenziale nel mix energetico futuro.

In risposta alle critiche di Matteo Renzi sul Green Deal, Fratin ha ribadito che il ritorno al nucleare è una via obbligata per l’Italia, nonostante le difficoltà legate ai costi e ai tempi di costruzione di nuove centrali. Il governo sta considerando l’uso di piccoli reattori modulari, una tecnologia ancora non disponibile a livello commerciale. L’inclusione dell’energia nucleare nel PNIEC rappresenta una svolta significativa rispetto al passato, con l’obiettivo di ridurre i costi energetici e garantire la decarbonizzazione entro il 2030.

Secondo un recente sondaggio, il 51% degli italiani è favorevole al ritorno al nucleare nel Paese. Questo supporto crescente è visto come un passo cruciale per raggiungere gli ambiziosi obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Green Deal europeo entro il 2050 e garantire la sicurezza energetica nazionale in un contesto geopolitico sempre più incerto. Inoltre, l’Italia ha recentemente partecipato a un esperimento europeo di fusione nucleare che ha raggiunto quantità record di energia prodotta. Questo risultato apre la strada alla produzione di energia pulita imitando i processi che avvengono nel nucleo delle stelle, un passo significativo verso un futuro energetico sostenibile. Il governo guidato dalla premier Giorgia Meloni, sta valutando l’implementazione di 15-20 mini reattori nucleari di nuova generazione, con l’obiettivo di costruirne uno all’anno. Questa strategia mira a ridurre la dipendenza dalle fonti fossili e a garantire una maggiore indipendenza energetica per il Paese.

Ritorno al nucleare
Ritorno al nucleare. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha annunciato il ritorno al nucleare con un aumento delle quote nucleari nel piano PNIEC da presentare alla UE

Quali possono essere gli impatti economici e sociali di questa operazione

L’adozione dell’energia nucleare e quindi il ritorno al nucleare, potrebbe avere un impatto economico significativo, con una stima di 45 miliardi di euro e la creazione di oltre 500.000 posti di lavoro entro il 2050. Questo include 52.000 posti di lavoro nel breve termine legati alla fase di costruzione. La transizione verso il nucleare non solo contribuirebbe alla decarbonizzazione, ma potrebbe anche stimolare l’economia nazionale e creare nuove opportunità di lavoro. Il ritorno al nucleare una scelta strategica per affrontare le sfide energetiche e climatiche del prossimo futuro. Grazie al supporto crescente dei cittadini e all’impegno del governo, l’energia nucleare potrebbe diventare una componente fondamentale del mix energetico italiano, contribuendo a un futuro per i nostri figli più sostenibile e sicuro.

 

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