Rincari e aumenti: dalla benzina, alle bollette, passando per i mutui e il carrello della spesa: l’Italia dei rincari nella fotografia di Facile.it

Avantgardia

Un 2022 iniziato all’insegna dell’incertezza e avviato verso un’economia di guerra preoccupa le famiglie alle prese con una catena di rialzi che rischiano solo di peggiorare

In un’economia provata da due anni di pandemia, con un’inflazione crescente causata in gran parte dall’aumento dell’energia, il 2022 si è aperto all’insegna dell’incertezza e con incrementi che hanno colpito tutti i principali capitoli di spesa delle famiglie italiane.

Rincari registrati già prima del conflitto in Ucraina e che, ora, rischiano solo di peggiorare. Facile.it ha fotografato nel dettaglio questi aumenti.

Caro benzina, spenderemo 1.750 euro per fare il pieno – Nei soli primi due mesi del 2022 gli italiani hanno speso, per fare rifornimento, quasi 50 euro in più rispetto allo scorso anno (+22%). È quanto risulta dalle simulazioni di Facile.it su dati mUp Research. Le famiglie già da mesi stanno facendo i conti con il caro-benzina ma nelle ultime settimane, a causa del conflitto tra Russia e Ucraina, il prezzo del carburante è salito alle stelle tanto che, nello specifico, chi guida una vettura alimentata a benzina dal primo gennaio al 28 febbraio ha speso, in media, circa 275 euro (erano 228 euro lo scorso anno), chi ha un diesel, sempre in media, 245 euro (erano 199 euro nel 2021).

Visto il complicato scenario internazionale il conto potrebbe essere addirittura più salato nei prossimi mesi; considerando i prezzi attuali, un automobilista italiano potrebbe arrivare a spendere, in un anno, oltre 1.750 euro per fare il pieno a un’auto a benzina e più di 1.560 euro per una a diesel, vale a dire circa il 20% in più rispetto al 2021. Il caro benzina colpisce ancor di più alcune categorie professionali come autotrasportatori e tassisti.

Accise benzina, Italia seconda in Europa – Fra le ipotesi di intervento proposte da numerosi governi nel corso degli anni e caldeggiate da molti consumatori c’è il taglio delle accise; ma quanto incidono in Italia e negli altri Paesi europei? Se si escludono i Paesi Bassi dove le accise sono pari a 0,79 euro al litro, l’Italia ha le accise sulla benzina più alte d’Europa; si tratta di 0,73 euro per ogni litro di benzina. Contribuiscono di fatto a poco meno della metà del prezzo finale, ma se si aggiunge l’Iva, si arriva a oltre la metà del costo che troviamo alle pompe. Seguono nella classifica Finlandia e Grecia (0,70 euro ogni litro); appena fuori dalla top five delle accise sulla benzina più alte d’Europa, Francia (0,68 euro al litro) e Germania (0,65 euro).

Per quanto riguarda il diesel, invece, il nostro Paese è quello con le accise più alte; si parla di 0,62 euro per ogni litro fatto. Sul secondo e terzo gradino del podio, rispettivamente, Belgio (0,60 euro al litro) e Francia (0,59 euro). Sia per la benzina che per il diesel, è la Bulgaria a detenere il primato dello Stato con le accise più basse di Europa: rispettivamente 0,36 euro e 0,33 per ogni litro, circa la metà di quanto rilevato in Italia.

Bollette luce e gas, +80% rispetto al 2021 – Il caro bollette è tema caldissimo che riguarda tutti, dal cittadino all’impresa: a gennaio – lontano dai venti di guerra – Facile.it aveva stimato che, se il prezzo dell’energia fosse rimasto sui livelli di allora – a parità di consumi e in assenza di ulteriori interventi governativi, a fine anno gli italiani avrebbero pagato una bolletta complessiva che potrebbe sfiorare i 3mila euro, l’80% in più rispetto al 2021, con un aggravio di oltre 1.300 euro a famiglia. La stima non solo è ancora valida, ma anzi si inizia a parlare di un possibile ulteriore aumento dei prezzi per il secondo trimestre; se questo verrà confermato nelle prossime settimane, allora la bolletta complessiva potrebbe abbondantemente superare i 3mila euro.

Una stangata che arriverebbe dopo che nel 2021 gli italiani hanno dovuto fare i conti con una bolletta complessiva di oltre 1.630 euro, ovvero circa 400 euro in più rispetto al 2020 (+32% su base annua). A pesare maggiormente sui bilanci delle famiglie è stata la bolletta del gas, che lo scorso anno ha superato i 960 euro, in aumento del 31% rispetto al 2020. La spesa per la luce, invece, è stata di circa 670 euro (+33% su base annua).

“Guardando al prezzo delle bollette in Italia negli ultimi 15 anni, mai le tariffe sono state così alte e alcuni segnali ci inducono a pensare che la situazione potrebbe restare critica almeno fino a metà anno, se non di più – spiega Silvia Rossi, BU Director Gas & Power di Facile.it -. In questo senso, quindi, l’intervento del Governo rappresenterebbe una vera boccata d’ossigeno per le famiglie. Una strategia per risparmiare rimane quella di valutare il passaggio al mercato libero; guardando alle migliori tariffe disponibili online, il passaggio potrebbe far risparmiare fino al 22% per il gas e addirittura il 38% per l’energia elettrica”.

Conti correnti: costi per operatività allo sportello in crescita fino a +21% – I costi dei conti correnti con operatività allo sportello salgono fino al +21% nei primi mesi del 2022 mentre calano in misura più o meno uguale quelli con operatività online (fino al -22%). Facile.it ha ottenuto i dati dopo aver esaminato l’ICC (Indicatore dei Costi Complessivi) dei conti correnti offerti oggi da sei primari istituti bancari e confrontato i valori con quelli disponibili per altrettanti profili di clienti a ottobre 2020.

Per i conti con operazioni allo sportello i costi sono aumentati per tutte le tipologie di clientela; si va da un +2% per i pensionati con operatività bassa (124 operazioni) fino a un +21% per le famiglie con operatività media (228 operazioni annue). Di contro il canale online ha costi quasi sempre in diminuzione, soprattutto per i correntisti con operatività contenuta, in primis i giovani (-15%) e i pensionati con operatività bassa (-22%).

Calano le tariffe dei conti online sui quali incidono alcune promozioni rivolte agli under 30/35 (con sconti su canone fisso, carta di credito e costo dei bonifici) e alcune offerte di conti con canone azzerato per tutte le fasce di clientela, che fa sì che i soggetti che compiono meno operazioni abbiano un ICC più basso.

Mutui fissi: per la prima volta dal 2019 crescono i tassi d’interesse – Crescono anche i mutui fissi, con l’IRS, l’indice di riferimento che ne guida l’andamento, che recentemente è salito superando quota 1% (indice a 20 anni), cosa che non accadeva da maggio 2019. Oggi un mutuo fisso da 126.000 euro al 70%, da restituire in 25 anni, può proporre il miglior tasso (TAEG) disponibile oggi online all’1,44%, con una rata da 489 euro al mese. Dodici mesi fa, per un’operazione analoga, il miglior tasso era 1,04% e la rata 466 euro. Questo significa che chi chiede adesso un mutuo a tasso fisso paga, per tutta la durata del finanziamento, circa 6.900 euro in più di interessi rispetto a un anno fa.

Source:tgcom24
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