Proteggere i giovani: New York firma legge contro la dipendenza dai social media

Avantgardia

La recente legislazione approvata a New York rappresenta un significativo passo avanti per proteggere i giovani dai potenziali danni causati dall’uso eccessivo dei social media.

La governatrice Kathy Hochul ha firmato una legge che permetterà ai genitori di controllare l’esposizione dei loro figli ai contenuti suggeriti dagli algoritmi delle piattaforme social, affrontando così una preoccupazione che si è protratta per anni riguardo agli effetti negativi di questi strumenti sulla salute mentale dei giovani in tutto il mondo. Un altro aspetto importante della legge riguarda la protezione dei dati personali dei minori, viene posto un limite su come le piattaforme possono utilizzare, condividere o vendere queste informazioni se l’utente ha meno di 18 anni. Con questa mossa, New York si posiziona come il primo stato degli Stati Uniti e non solo, a prendere tali misure. Hochul ha sottolineato l’importanza di dare ai genitori un ruolo attivo nella vita e nella salute dei loro figli, in contrapposizione alle aziende che cercano di massimizzare i profitti. Questo non è un caso isolato; iniziative simili sono state prese in tutto il paese, con il Congresso che molto spesso ha criticato e posto sotto indagine i dirigenti delle piattaforme social, per gli impatti potenzialmente dannosi dei loro prodotti sui bambini.

Il Procuratore generale di New York, Letitia James, sarà incaricato di sviluppare i meccanismi per verificare l’età degli utenti e ottenere il consenso dei genitori. Una volta stabilite le regole e i meccanismi, le aziende avranno 180 giorni per conformarsi. James ha affermato che i feed stanno rendendo i giovani dipendenti dai social media e danneggiando la loro salute mentale. La legislazione firmata oggi renderà New York un esempio per il mondo nell’affrontare la crisi della salute mentale dei giovani.

Tuttavia, ci sono anche preoccupazioni riguardo alla libertà di parola e di espressione che questa legge potrebbe generare. Regolamentare l’accesso ai social media equivale a regolamentare l’accesso alla parola stessa,  andando contro i diritti di libertà di parola sia dei bambini sia degli adulti.

Anche in Italia, possiamo trovare paralleli a questa situazione. La crescente consapevolezza dell’impatto dei social media sulla salute mentale dei giovani ha portato a discussioni su come bilanciare la protezione dei minori con la libertà di espressione. Il Dipartimento per le politiche della famiglia, Presidenza del Consiglio dei ministri ha attivato una serie di iniziative e incontri al fine di rendere consapevoli le famiglie del grande pericolo a cui vengono esposti i ragazzi.

Alcuni degli impatti più significativi includono:

  • Dipendenza e isolamento sociale: Un uso eccessivo dei social media può portare a una dipendenza, riducendo il tempo trascorso in interazioni faccia a faccia e causando un senso di isolamento.
  • Cyberbullismo e abuso online: L’anonimato su Internet può incoraggiare comportamenti aggressivi e intimidatori, portando a casi di cyberbullismo che possono avere gravi conseguenze sulla salute mentale dei giovani.
  • Modelli di perfezione: I social media possono creare pressione per raggiungere standard irrealistici di perfezione, influenzando l’autostima e la percezione di sé.
  • Pressione sociale: I giovani possono sentirsi costretti a seguire tendenze o comportamenti solo per essere accettati dagli altri, causando stress e ansia.
  • Disordine del sonno: L’uso smodato dei social media, specialmente prima di dormire, può portare a problemi di sonno come l’insonnia.

Effetti questi come dicevamo, dovuti ad una quasi obbligata permanenza sui social che continuando a proporci contenuti mirati al nostro interesse, ci tengono attaccati allo schermo dello smatphone o del pc. Gli algoritmi nei social media sono sistemi automatizzati che determinano quali contenuti vengono mostrati agli utenti e in quale ordine. Ecco come funzionano in modo generale:

  • Analisi del comportamento: Gli algoritmi analizzano il comportamento degli utenti, come i contenuti che guardano, i post che interagiscono con e le persone che seguono.
  • Personalizzazione: Basandosi su queste analisi, gli algoritmi creano un feed personalizzato per ciascun utente, mostrando contenuti che pensano possano essere interessanti.
  • Interazione: I contenuti che ricevono più interazioni (mi piace, commenti, condivisioni) tendono ad essere visualizzati più spesso e da più persone.
  • Echo chamber: A volte, gli algoritmi possono creare “camere d’eco”, dove gli utenti sono esposti principalmente a contenuti che confermano le loro opinioni esistenti.

Ogni piattaforma ha il proprio algoritmo specifico. Ad esempio:

  • Facebook: L’algoritmo di Facebook dà priorità alle notizie più interessanti per ciascun utente e tende a mostrare più spesso le persone rispetto alle aziende.
  • Instagram: L’algoritmo di Instagram si concentra sull’incoraggiare commenti, condivisioni, mi piace e ulteriori post, basandosi sulla pertinenza, connessione, impegno e popolarità dei contenuti.
  • LinkedIn: L’algoritmo di LinkedIn mostra post che potrebbero interessare all’utente in base alla cronologia dei contenuti postati e alla forza delle connessioni tra l’utente e i componenti della sua rete professionale.

Come dicevamo questi algoritmi sono progettati per massimizzare il coinvolgimento degli utenti e mantenere la loro attenzione sulla piattaforma per periodi più lunghi. Tuttavia, è importante essere consapevoli di come questi algoritmi possano influenzare la nostra percezione del mondo e le nostre interazioni sociali.

È importante che i genitori, gli educatori e le comunità lavorino insieme per proteggere i giovani in modo da insegnare loro a navigare in modo sicuro e sano nel mondo digitale. Le nostre leggi sul diritto d’autore e sulla privacy online, sono esempi di come il paese cerca di affrontare questi temi, garantendo al contempo la sicurezza e la dignità delle persone.

Comments: 0

Your email address will not be published. Required fields are marked with *