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La maledizione di Tutankhamon, dalla fantasia alla realtà

Il successo della leggenda è attribuito all'immaginazione di Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes e scrittore di grande influenza ai suoi tempi


Il filosofo scientifico Jorge Wagensberg aveva scritto in uno dei suoi aforismi che le lacune nella conoscenza sono solitamente piene di solide convinzioni. Una di quelle "credenze solide" è quella della maledizione di Tutankhamon, per la quale, chiunque si avvicini alla tomba di un faraone egizio sarà condannato a morire in breve tempo.

Tutto iniziò quando, nel novembre 1922, l'egittologo Howard Carter scoprì la tomba di Tutankhamon nella Valle dei Re. Da quel momento in poi, le persone legate alla scoperta hanno cominciato a morire. Il caso più famoso è quello di Lord Carnarvon, il mecenate che finanziò lo scavo, morto dopo essere stato punto da una zanzara sulla guancia. Sembra che durante una rasatura, la puntura della zanzara si sia infettata, portando alla morte il mecenate. La morte di Carnarvon fu solo la prima di una strana sequenza. Suo fratello, Aubrey Herbert, suo assistente durante l'apertura della tomba morì in strane circostanze. Non si salvò neanche l'uomo che diede l'ultimo colpo al muro che blindava la camera dove era stato ritrovato il sarcofago. Allo stesso modo anche l'uomo che fece la prima radiografia alla mummia di Tutankhamon, non si salvò dalla maledizione . Si dice che al momento di fare l'autopsia, alla mummia sia stata trovata una ferita sulla stessa guancia dove Lord Carnarvon fù morso dalla zanzara.
In breve, la credenza nella maledizione di Tutankhamon divenne sempre più solida e i tabloid dell'epoca diffusero la leggenda per tutti gli anni '20, continuando fino ad oggi. Il successo di tale convinzione è attribuito all'immaginazione di Arthur Conan Doyle, creatore di Sherlock Holmes e scrittore di grande influenza in quei tempi.

Era il 2012 quando la maledizione colpì di nuovo duramente. Un virus trasmesso agli esseri umani attraverso i dromedari si stava muovendo lentamente ma inesorabilmente attraverso il Medio Oriente. Era una malattia simile alla SARS (sindrome respiratoria acuta grave segnalata per la prima volta in Asia nel 2003) e che stava causando il caos, diffondendosi in Arabia Saudita e lasciando dietro di sé una scia di morti. Si trattava di MERS, causata da un coronavirus tipico dei pipistrelli che popolano le tombe egizie. Ancora una volta, la maledetta leggenda delle mummie faraoniche stava guadagnando forza.

La MERS (Middle East Respiratory Syndrome), è una malattia respiratoria virale provocata da un coronavirus, per così dire, è cugina di quella che oggi sta causando la pandemia da covid-19. Tuttavia, la differenza tra covid-19 e MERS risiede nella capacità di adattarsi alla trasmissione umana. Mentre la MERS implica un contatto intimo, il COVID viene trasmesso molto più facilmente.

La cosa importante di tutto questo è che una credenza come la maledizione di Tutankhamon, nata negli anni '20, non ha trovato posto nel nostro secolo. Scartando le teorie magiche, la ricerca scientifica ha portato alla scoperta della MERS e con essa, alla scoperta del pipistrello come serbatoio naturale per la maggior parte dei coronavirus esistenti.

Sulla base di questo fatto fondamentale, si stanno compiendo progressi nell'attivazione dei diversi vaccini per alleviare l'epidemia che oggi sta devastando le nostre vite. Il segreto di questa epidemia sta nel nostro rapporto con l'ambiente, con l'habitat naturale degli animali, con un luogo sacro che abbiamo profanato senza riguardo.. Questa è la vera maledizione!.

L'Italia al voto, l'Italia divisa

La maggioranza degli elettori italiani sono chiamati al voto oggi e lunedì, per scrivere un "SI" oppure un "NO" al referendum a favore della legge già approvata dal parlamento, per la soppressione di 230 seggi alla Camera dei deputati e 200 al Senato. Secondo i sondaggi, anche una parte dell'attuale maggioranza al governo (sia parte del PD, sia parte M5S), voterà contro quella che viene definita la svolta costituzionale del secolo, sostenendo il mantenimento degli attuali 945 parlamentari. 

La divisione all'interno di ciascuno dei partiti al governo è totale e ancor di più se si tiene conto che è stato lo stesso M5S a proporre la riforma, con l'obiettivo di "semplificare" il potere legislativo e risparmiare denaro, una cifra stimata di circa 57 milioni di euro all'anno. Lo stipendio mensile di ogni deputato è di 12.000 euro, oltre ad altri vantaggi tra cui il viaggio gratuito e un buono di affitto per i non residenti a Roma.

"Basta con i dinosauri", ha gridato Beppe Grillo, fondatore del M5S e favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari, così come favorevole è Luigi di Maio, attuale ministro degli Esteri. La riforma ha anche l'appoggio del segretario generale del PD, Nicola Zingaretti. 

"E 'fondamentale riconoscere l'importanza dei cittadini e il modo in cui partecipano alla vita politica", ha detto Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del M5S e primo firmatario della riforma costituzionale. Fraccaro si riferisce a quella che definisce "democrazia diretta" , come avviene per le decisioni all'interno del partito anti-sistema, che vengono prese attraverso il voto effettuato online, dei suoi membri.

A proposito di questa procedura, nota come piattaforma Rousseau, il suo fondatore Roberto Casaleggio disse,  "il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile, attualmente esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci, in termini di rappresentanza popolare di qualsiasi modello di governo del Novecento". 

"La democrazia non è un clic", sostengono, invece, coloro che criticano questo sistema. 

"Vattene, tu e le tue bugie", ha scritto a sorpresa lo scrittore Roberto Saviano, rivolgendosi a chi, come Grillo, difende la riforma costituzionale. 

Marco Damiano, direttore di "Espresso", altro critico, ha posto sulla copertina del periodico uscito il 30 agosto, la foto di Di Maio, che appare seduto su una poltrona dorata in stile "ancien régime". "Il referendum è un contributo per smantellare un altro pezzo di istituzioni ", si afferma. 

Gli oppositori alla riforma sostengono che abbassare il livello di rappresentanza in Parlamento riduce lo spettro democratico. Il Congresso italiano conta 630 deputati (350 in Spagna, 577 in Francia) e ciascuno rappresenta 96.006 abitanti, che diverrebbero 151.210 con la riforma.

Referendum ed elezioni regionali 2020 mettono alla prova il governo Conte

Oggi si vota in sette regioni per i propri rappresentanti nei consigli regionali, tutta la popolazione invece, va al voto per decidere una importante modifica costituzionale.


A sei mesi dal primo contagio da coronavirus in Italia, vissuto come primo focolaio nell'Unione Europea (Ue), questa domenica gli italiani hanno due appuntamenti con le urne. Due voti che influenzeranno la mappa politica del Paese e serviranno a misurare il grado di sostegno al governo di coalizione presieduto da Giuseppe Conte. Il primo voto, a livello nazionale, è un referendum sulla modifica di una legge a riforma costituzionale, già approvata dal Parlamento, una nuova legge che propone di ridurre il numero di deputati e senatori dagli attuali 945 a 600. Il secondo voto è limitato a sette regioni , dove gli elettori eleggeranno i loro futuri rappresentanti politici: Liguria (Genova), Marche (Ancona), Puglia (Bari), Valle d'Aosta (Aosta), Toscana (Firenze), Campania (Napoli) e Veneto (Venezia). 

La bagarre regionale si presenta come un duello tra la coalizione di centrosinistra, oggi al governo e quella di centrodestra, formata da Forza Italia, Lega e Fratelli d'Italia, questi ultimi partono favoriti in Veneto, Liguria e Marche. Tutto indica, tuttavia, che a prescindere da ciò che dettano i sondaggi, il voto non avrà la capacità di modificare anche l'attuale struttura di governo, sebbene l'equilibrio delle forze all'interno dell'Esecutivo potrebbe cambiare.
Nella Toscana rossa, da sempre roccaforte del centrosinistra, i sondaggi mettono sul piatto un possibile "sorpasso". Se così fosse, costituirebbe una grave battuta d'arresto e un dramma per la sinistra tradizionale. 
 
Cosa di cui invece poco si è parlato è il voto in Valle d'Aosta, dove invece si vota perché il consiglio di amministrazione è stato sciolto a causa dei suoi rapporti con la mafia. In Campania secondo tutti i sondaggi rimarrà in carica il leader progressista uscente, così come per il presidente veneto. Nelle Marche, terra che guarda geograficamente ed economicamente ai Balcani e all'Est, è probabile, secondo i sondaggi, che cambi di mano e vada all'opposizione. I sondaggi danno come  partito più votato Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni.

I continui attacchi a Salvini rischiano invece di frenare l'ascesa della Lega.

La coalizione di governo soffre degli alti e bassi dell'anti-sistema, che non sa se vuole essere di destra, di centro o di sinistra. Tale è lo smarrimento, che Beppe Grillo, fondatore del M5S, è stato costretto a tornare nell'arena politica per placare gli eccessi di chi un tempo era indignato. Una cosa da notare è che da quando il M5S è entrato di peso nel panorama politico italiano, è passato dal 37,4 di sostegno elettorale a circa il 17% di oggi.

Luigi Di Maio, leader di fatto dei “grillini”, fa tutto il possibile per evitare che vengano indette elezioni generali anticipate che  potrebbero porre fine alla gloria di chi ha vinto le elezioni del 2018, promettendo di "aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno", cosa, forse non proprio riuscita.

Un momento difficile questo per il nostro paese, i 209 milioni di Euro promessi dall'Europa per garantire il rilancio del paese, fanno gola a molti, i poteri economici forti, manifestano il desiderio di un governo forte e hanno persino nominato Mario Draghi a presiederlo, ma purtroppo per loro la prima parte interessata, non è in carica.

Al momento Conte gode di un grande sostegno popolare: il 60% degli italiani approva come viene gestita la pandemia. Il premier spera di restare in carica fino al 2022, anno in cui dovrà essere eletto anche il nuovo presidente della Repubblica.

Non ci resta che attendere la serata di domani, per capire se il nostro "bel paese" girerà pagina e inizierà a scrivere una nuova storia, oppure continuerà la scrittura sulle vecchie pagine di quel libro che riporta le vicende "buone e cattive" della nostra millenaria cultura...

 

I ricercatori giapponesi scoprono un tipo di luce ultravioletta che uccide il coronavirus

In Giappone un gruppo di ricercatori ha scoperto una luce ultravioletta in grado di distruggere il Coronavirus in pochi secondi. A differenza dei fasci luminosi usati oggi per sanificare gli ambienti, non è dannosa per l'uomo


Uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Hiroshima (Giappone) ha dimostrato che l'uso della luce ultravioletta C con una lunghezza d'onda di 222 nanometri (nm), riesce ad eliminare "efficacemente" il SARS-CoV-2, il virus che causa malattia nota come Covid-19.

Già precedenti studi, sempre in Giappone, hanno coinvolto questo tipo di luce ultravioletta, ma avevano solo esaminato la sua potenza nel distruggere i coronavirus stagionali che sono strutturalmente simili al SARS-CoV-2, ma non il virus che causa lo stesso COVID-19. Detto questo, i ricercatori giapponesi, il cui lavoro è stato pubblicato sull '"American Journal of Infection Control", hanno sviluppato un esperimento in vitro che ha dimostrato che il 99,7 per cento della coltura virale SARS-CoV-2 è morto dopo un'esposizione di 30 secondi a un'irradiazione di luce ultravioletta di 222 nm a 0,1 mW / cm 2. Questa lunghezza d'onda non può penetrare nello strato esterno dell'occhio e nella pelle delle persone, quindi gli esperti hanno assicurato che non danneggerà le cellule viventi sottostanti. "Questo lo rende un'alternativa più sicura ma altrettanto potente alle lampade utilizzate per disinfettare tutt'oggi gli impianti sanitari", hanno concluso i ricercatori.

Tuttavia, gli esperti hanno evidenziato la necessità di un'ulteriore valutazione della sicurezza e dell'efficacia dell'irradiazione di questa luce per uccidere il coronavirus sulle superfici nel mondo reale, poiché le loro ricerche hanno avuto riscontri positivi solo sull'efficacia in vitro.

  • Pubblicato in Salute

Yoshihide Suga il candidato del popolo

Dal giardino delle fragole a primo ministro. Come il figlio di un contadino si è fatto strada nell'élite politica giapponese


Inaspettate le dimissioni del primo ministro giapponese Shinzo Abe, come inaspettata l'intenzione di candidarsi al suo posto, del suo più accanito sostenitore Yoshihide Suga, che ha improvvisamente annunciato la sua intenzione di candidarsi alle elezioni. Come un politico di lunga data, si è già assicurato il sostegno delle più grandi fazioni all'interno del partito al governo in Giappone e ora, forse, è diventato il leader, la maglia rosa della corsa per la poltrona di capo del governo. Ma deve ancora conquistare il cuore dei giapponesi, per molti dei quali è solo un memetico "Zio Reiwa". 

A differenza di Abe, la cui famiglia comprendeva diversi importanti politici, ministri e persino due primi ministri, Yoshihide Suga è un vero nativo del popolo. È nato il 6 dicembre 1948. Insieme a due sorelle maggiori e un fratello minore, è cresciuto nelle campagne del nord del Giappone, dove i suoi genitori avevano una coltivazione di fragole. Il padre di Yoshihide voleva che suo figlio maggiore seguisse le sue orme ed entrasse in una scuola di agraria, ma il giovane decise di tentare la fortuna nella capitale e trovò lavoro in una fabbrica di cartone. Due anni dopo, entrò nel dipartimento di scienze politiche della più economica università privata di Tokyo e allo stesso tempo lavorò part-time al mercato del pesce di Tsukiji per sbarcare il lunario. Si considerava un amico di Putin e per anni ha cercato di riavere le Isole Curili. Ma purtroppo senza riuscire nell'intento.

Dopo aver completato gli studi, Suga è andato prima a lavorare in una struttura che si occupava di aiutare start up in crescita, ma alla fine si è reso conto che voleva collegare la sua vita con la politica. Così è riuscito ad ottenere un lavoro come segretario di un parlamentare del Partito Liberal Democratico del Giappone (LDPJ). Avendo lavorato per quasi 11 anni in disparte, Suga ha deciso oggi di mettersi alla prova nella grande politica.

Nel 1987 è stato eletto al consiglio comunale di Yokohama. Un aspirante politico ha consumato molte paia di scarpe, andando di porta in porta e chiedendo ai cittadini di votare per lui. Nel 1996, Suga divenne membro della camera bassa del parlamento giapponese e nove anni dopo, viceministro degli affari interni e delle comunicazioni al governo di Junichiro Koizumi. Era un politico della destra giapponese molto odiata, noto per una posizione piuttosto dura nei confronti della vicina Cina e Corea del Sud, ripetute richieste alla Russia di restituire le controverse Isole Curili.

 

Sotto la guida di Koizumi, anche Shinzo Abe, che a quel tempo era il segretario generale del Consiglio dei ministri, si aprì la strada verso l'Olimpo politico. Dopo aver guadagnato punti politici attraverso negoziati di successo con la Corea del Nord, che hanno portato alla storica visita di Koizumi nella Corea del Nord e al ritorno in patria dei resti di cittadini giapponesi rapiti, Abe ha guidato il Partito Liberal Democratico nel 2006 ed è diventato uno dei primi ministri più giovani nella storia del paese.

Nel nuovo governo, Suga ha ricevuto due portafogli ministeriali: affari interni e privatizzazione della posta. Tuttavia, la prima premiership di Abe fu di breve durata: esattamente un anno dopo essere entrato in carica, annunciò le sue dimissioni a causa di un'esacerbazione della colite ulcerosa, una malattia cronica del colon, che è anche la ragione delle sue attuali dimissioni.

Nel governo del suo successore, Yasuo Fukuda, non c'era posto per Sugi. In questo periodo il politico si è concentrato sulla sua carriera all'interno del partito e, a quanto pare, ha mantenuto stretti rapporti con Abe. E nel 2012, come hanno scritto i media giapponesi, Suga lo ha convinto a candidarsi ancora una volta per la carica di Presidente del Partito Liberal Democratico e, di conseguenza, Primo Ministro del Giappone. Dopo la vittoria, Abe non dimenticò il suo fedele alleato e lo incluse nel nuovo governo, nominandolo segretario generale.

Nella sua nuova posizione, Suga divenne effettivamente il braccio destro di Abe. Ogni mattina e la sera nei giorni feriali, conduce un briefing con i media, dove risponde a domande relative alla politica interna ed estera del Paese e funge da portavoce del Primo Ministro. Ma la sua funzionalità non si limita a questo: Suga è attivamente coinvolto nelle nomine del personale, interagisce strettamente con tutti i ministeri e gli organi governativi, tiene riunioni informali con scienziati e rappresentanti dei media.

Tuttavia, per la maggior parte dei giapponesi, Suga è principalmente associato non ai suoi doveri ufficiali e non alla lealtà fanatica di Abe, ma a un meme. È stato lui che nell'aprile 2019 ha avuto l'onore di presentare ufficialmente la salita al trono del nuovo imperatore giapponese Naruhito. Questo evento divenne letteralmente epocale, poiché il cambio degli imperatori segna l'inizio di una nuova era in Giappone.

Il nuovo periodo è stato chiamato Rave, che può essere approssimativamente tradotto come "armonia", "ordine" o "mondo in fiore". Suga, durante la cerimonia ha alzato un cartello con impresse proprio queste lettere, annunciando al mondo intero il cambio di un'era.

 

 

 

 

 

  • Pubblicato in Esteri

Covid-19: l'Antartide è l'unico continente senza casi

Nel gelido continente del Polo Sud, non c'è un solo caso di Covid-19 tra le varie squadre di scienziati e militari che monitorano la vita nel deserto polare


L'Antartide è attualmente l'unico continente senza alcun caso di Coronavirus, la popolazione vive senza maschere e osserva lo svolgersi della pandemia da migliaia di chilometri di distanza. In questo momento, mentre quasi un migliaio di scienziati e altri professionisti che lavorano in quel territorio vedono il sole per la prima volta da settimane o mesi, c'è una mobilitazione generale per cercare di garantire che i nuovi colleghi che stanno per arrivare non portino il virus con loro. Dalla stazione di ricerca britannica "Rothera Research Station", sulla penisola antartica che si estende verso il confine del Sud America, la guida sul campo Rob Taylor ha spiegato all'Associated Press (AP) com'è vivere in ciò che lui descrive come: "La nostra piccola bolla sicura".

Prima della pandemia, l'isolamento a lungo termine, l'autosufficienza e la pressione psicologica erano di norma per le squadre in Antartide, mentre il resto del mondo vedeva le vite di questi professionisti come estremamente affascinanti. Tuttavia, oggi molto è cambiato, "In generale, la libertà che abbiamo oggi è maggiore di quella degli abitanti del Regno Unito al culmine della loro reclusione", ha detto Taylor, arrivato in Antartide a ottobre saltando completamente gli effetti della pandemia. "Possiamo sciare, socializzare normalmente, correre, andare in palestra, fare tutto entro limiti ragionevoli", ha aggiunto.

Come i team sparsi in tutta l'Antartide, incluso il Polo Sud, Taylor e i suoi 26 colleghi, devono essere in grado di svolgere tutti i tipi di compiti in un ambiente remoto e comunitario, con poco margine di errore. Hanno i turni in cucina, fanno osservazioni meteorologiche e "un sacco di cucito", ha detto. Le buone connessioni Internet esistenti, hanno permesso loro di monitorare da vicino l'andamento della pandemia nel resto del pianeta. E se, fino ad oggi, le conversazioni con i colleghi ​​si erano concentrate sulla preparazione dei nuovi arrivati ​​per quanto li attendeva, ora sembra che la situazione si sia ribaltata, la preoccupazione non è più avvisare i nuovi su quanto li aspetterà, ma capire se la loro provenienza è da zone ad alto tasso di infezioni da Coronavirus e capire come comportarsi al rientro nella civiltà. “Sono sicuro che possono dirci molto per aiutarci ad adattarci alla nuova normalità. Non abbiamo ancora alcuna pratica in termini di distanza sociale! ”, Afferma Taylor. Alla base di Scott in Nuova Zelanda, le gare di minigolf e le proiezioni cinematografiche sono stati i momenti salienti dell'inverno nell'emisfero meridionale, che si è concluso per il team Scott, quando hanno visto il sole venerdì scorso, "Non lo vedevano da aprile. Penso che ci sia un po di dissociazione, riguardo a com'è monitorare la pandemia a distanza. A livello razionale siamo consapevoli di ciò che sta accadendo, ma penso che non siamo realmente consapevoli dell'instabilità emotiva che deve causare", ", ha detto ad AP, Rory O'Connor, medico della squadra e coordinatore invernale delle missioni.

Secondo O'Connor, le squadre di terra in Antartide dovranno effettuare i test covid-19, quando i colleghi inizieranno ad arrivare. Ogni caso positivo farà scattare un “allarme rosso”, ha garantito, con attività che si sposteranno sul riscaldamento, approvvigionamento idrico, energia e cibo.

Quando il mondo ha iniziato il confinamento, i programmi antartici hanno convenuto che la pandemia avrebbe potuto causare un vero disastro nel continente di ghiaccio. Con i venti più forti e le temperature più basse del mondo, il continente, le cui dimensioni sono simili a quelle degli Stati Uniti e del Messico assieme, la diffusione del virus diverrebbe molto pericolosa per i lavoratori delle 40 basi permanenti presenti sul territorio.

"Un nuovo virus altamente contagioso significherebbe mortalità e morbilità nell'ambiente estremo e austero dell'Antartide, che, insieme alle limitate risorse disponibili a livello medico e di salute pubblica, rappresenterebbe un rischio elevato, con conseguenze potenzialmente catastrofiche", afferma un documento del COMNAP citato dall'Associated Press.

Qualche settimana fa, alla stazione McMurdo, i lavoratori hanno fatto un finto test per provare una realtà che il resto del mondo conosce già fin troppo bene, l'uso di una mascherina e la distanza sociale. "Sarà difficile non correre ad abbracciare gli amici" quando arrivano, ammette il direttore della stazione Erin Heard. Secondo l'AP, Heard e il resto del team della stazione inizieranno a indossare una mascherina due giorni prima dell'arrivo dei loro colleghi, al fine di "guadagnare memoria muscolare". Le maschere che hanno sono state realizzate da loro stessi, con tessuti immagazzinati alla stazione McMurdo e realizzate sulla base di modelli cercati "online".

 "Sarà molto strano rientrare nelle città, ad essere onesti, sarà come arrivare da quello che sembra essere un altro pianeta."

Berlusconi: "Io, con una carica virale record, combatto per uscire dall'inferno"

"La permanenza in ospedale del presidente Berlusconi prosegue ed è caratterizzata da un quadro clinico generale confortante." Questo è quanto riporta l'ultimo bollettino medico diramato dal Professor Zangrillo che segue da vicino l'evoluzione dell'infezione da Covid-19.


Il leader di Forza Italia telefona ai senatori, cita Platone e promette di partecipare alla campagna elettorale, le sue parole sono "dobbiamo convincere gli indecisi e superare un governo inadeguato"

"Berlusconi è tornato". Lo ha annunciato la senatrice Licia Ronzulli (45 anni), coordinatrice di Forza Italia. A dimostrarlo, l'ex presidente del Consiglio dalla sua camera al San Raffaele, chiama a sorpresa, al quinto giorno del suo ricovero per Covid-19 con principio di polmonite bilaterale, una convention di deputati del suo partito, per assicurarli che sta migliorando e per incoraggiarli in vista delle elezioni regionali del 20. “Nonostante la carica virale record. Mi sto riprendendo", ha detto loro Silvio Berlusconi, che compirà 84 anni a fine mese. 

"Sto lottando per uscire da questa malattia infernale, è molto brutto", ha aggiunto. Qui a San Raffaele hanno fatto migliaia di test e io ero tra i primi cinque per carica virale del virus. Sto facendo la mia parte e spero davvero di poter condurre di nuovo la nostra consueta battaglia, soprattutto per le aziende, per il lavoro, contro la pressione fiscale e burocratica..." ha aggiunto.

Successivamente, l'ex presidente del Consiglio è intervenuto a una riunione dei candidati di Forza Italia, in Valle D'Aosta, cercando di sdrammatizzare sul suo stato di salute: “Tra i test effettuati, il numero uno per carica virale era il mio; questa è la conferma che sono il numero uno… ".

Ai membri del suo partito ha espresso il timore che gli elettori non si rechino alle urne: “Chi non voterà è colpevole. Ecco perché conviene ricordare a tutti gli indecisi un monito di Platone che diceva a chi non voleva votare per il governo di Atene: Chi non voterà merita un governo di persone pericolosamente incapaci o irresponsabili. Voglio fare campagna elettorale nell'ultima settimana", ha proseguito, "perché temo l'astensione"

Il suo medico personale, il professor Alberto Zangrillo, responsabile della terapia intensiva e del servizio cardiovascolare dell'Ospedale San Raffaele, ha definito il quadro clinico di Silvio Berlusconi in "costante e favorevole evoluzione", sottolineando che "tutti i parametri clinici sono rassicuranti".

Berlusconi inoltre ricorda che "Il Covid è una malattia insidiosa e infernale" e quando è stato ricoverato si è fatto carico di quello che hanno passato i pazienti nella prima ondata di pandemia, "ho sempre creduto a quanto sia grave questa tragedia e a quanto dolore sta causando a molte famiglie".

Incendi record devastano gli Stati Uniti occidentali dopo giorni di alte temperature (foto)

Il cielo di San Francisco è macchiato di un rosso intenso dagli incendi che stanno devastando intere foreste, almeno tre persone sono morte in Oregon, tre in California e una a Washington. 


L'Oregon sta vivendo una stagione di incendi senza precedenti, in poche ore lo stato ha subito la distruzione di cinque piccoli paesi. Il governatore dell'Oregon Kate Brown ha detto che si temono decine di morti. "Questa potrebbe essere la più grande perdita di vite umane e di proprietà nella nostra storia", ha detto Brown, mentre le squadre di emergenza continuano a portare a termine i soccorsi e le famiglie iniziano a denunciare la scomparsa di famigliari.

  • Le fiamme sparano da una casa mentre il fuoco dell'orso brucia nell'area di Berry Creek della contea di Butte, in California, mercoledì, settembre.  9, 2020. L'incendio, parte del Complesso Nord innescato dai fulmini, si è espanso a un ritmo critico di diffusione quando i venti hanno colpito la regione.  (AP Photo / Noah Berger)
 

Gli incendi interessano l'intero stato da nord a sud. Secondo Brown, le città che hanno sofferto di più e sono praticamente distrutte sono Detroit (la parte nord e vicino a Portland), Blue River e Vida, vicino a Eugene, Phoenix Talent, vicino a Medford. Il sindaco di Phoenix (da non confondere con la capitale dell'Arizona) ha detto al New York Times che circa 1.000 case sono scomparse. I soccorritori hanno iniziato a cercare i residenti di Phoenix giovedì mattina.

 

 
 
 Una combinazione di temperature elevate sostenute e forti venti ha reso lo Stato occidentale il centro degli incendi di questa estate. Il fenomeno si ripete ogni anno in California: piogge invernali che provocano erbacce in eccesso; temperature estreme in estate rimuovono completamente l'umidità; e raffiche di vento forte in settembre e ottobre che provocano incendi in tutto lo stato. Le risorse antincendio della California sono molte, ma quest'anno sono al limite. In Oregon, tuttavia, non c'è stata una simile stagione degli incendi.
 
 

Il governatore Brown ha avvertito che migliaia di persone potrebbero essere evacuate dalle loro case nelle prossime ore, poiché il vento non si ferma e "continua a spingere il fuoco verso le città". A partire da giovedì, solo tre decessi sono stati confermati nei quasi 130.000 ettari che stanno bruciando contemporaneamente in Oregon. Tra loro, un ragazzo di 12 anni e sua nonna nella città di Detroit. Il governatore Brown ha chiesto all'intero Stato di stare "in allerta" e ha avvertito che il pericolo durerà tutta la settimana.

L'Oregon ha chiesto alla Casa Bianca di dichiarare un'emergenza nazionale, che consentirebbe di mobilitare risorse federali nelle operazioni antincendio. Le risorse dell'Oregon, ha detto Brown, sono al limite, purtroppo non c'è stata ancora alcuna risposta da parte dell'amministrazione Trump.

Intanto la California ha emesso un'ordinanza per la chiusura dei 18 spazi naturali protetti a causa delle straordinarie condizioni di siccità, caldo e vento che stanno alimentando più di due dozzine di incendi in tutto lo Stato e che hanno già battuto il record storico di ettari bruciati . La cifra supera già il milione di ettari, 20 volte di più di quanto è stato bruciato l'anno scorso, quando la lotta contro gli incendi aveva avuto la meglio, arginando e salvando decine di migliaia di ettari boschivi.

 

Nella Sierra Nevada, a nord-est di Fresno, il cosiddetto Creek Fire continua a bruciare in modo incontrollabile, un incendio che ha già consumato 66.000 ettari di area densamente boschiva. Si stima che abbia bruciato circa 360 case e ne minacci più di 5.000. Gli ordini di evacuazione e i blocchi stradali interessano vaste aree intorno a Fresno. La Guardia Nazionale ha dovuto effettuare diversi soccorsi in elicottero di gruppi di decine di persone intrappolate nel fuoco mentre stavano trascorrendo il fine settimana del Labor Day nell'area. Nella notte dal lunedì al martedì hanno effettuato fino a otto missioni di soccorso.

Un altro degli incendi che minacciano le popolazioni è quello della foresta nazionale di Los Angeles, a nord-est della città, e martedì notte l'intera popolazione ha ricevuto un'allerta così da essere preparata in caso di evacuazioni. Martedì il governatore della California ha ricordato che la situazione degli incendi in California peggiora anno dopo anno a causa dell'indurimento delle condizioni meteorologiche nell'ultimo decennio, che provoca sempre più piogge e sempre più aridità in uno stato invece abituato ad un clima mite ed equilibrato. "Non ho più pazienza per i negazionisti del cambiamento climatico", ha detto Gavin Newsom.

 

 
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