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updated 4:28 PM UTC, Jul 13, 2020

Djokovic positivo al coronavirus. Bufera sull'Adria Tour organizzato dal numero uno del mondo. Contagiato in discoteca? (VIDEO)

Il tennista serbo ha comunicato con una nota di aver contratto il Covid-19, come riporta l'emittente Rts. Positiva anche la moglie. Dopo le uscite contro il vaccino, fa discutere l'organizzazione da parte sua del torneo nei Balcani. Polemica sulle immagini del campione scatenato nel ballo in un locale di Belgrado con la consorte Jelena e i colleghi Zverev, Thiem e Dimitrov - (VIDEO)


Adria Tour, Djokovic manca la finale - laRegione
Il Covid-19 scuote il mondo del tennis. Con tre mesi di ritardo sugli altri sport. Novak Djokovic, numero uno del mondo, ha infatti annunciato di essere risultato positivo al test del coronavirus. Dopo le positività di Grigor Dimitrov, Borna Coric e Viktor Troicki è arrivata anche la notizia di quella di Nole, organizzatore dell'Adria Tour, torneo esibizione disputato in Serbia e Croazia con spalti gremiti di spettatori e senza alcun tipo di precauzione anti-contagio. Oltre ai tre giocatori, anche Marco Panichi, preparatore fisico di Djokovic, e Kristijan Groh, allenatore di Dimitrov, sono risultati positivi al virus e sul torneo si è alzata una vera e propria bufera.
 
RISCHIO FOCOLAIO
 
Adesso c'è il forte rischio che scoppi un vero e proprio focolaio di coronavirus visto che Coric, Djokovic e altri giocatori, tra cui Marin Cilic, hanno giocato a basket con una squadra locale la scorsa settimana e hanno posato insieme per delle foto. "Mi dispiace davvero per qualsiasi danno che potrei aver causato", ha detto Coric, che ha esortato tutti coloro che hanno avuto contatti con lui a sottoporsi ai controlli. Infine i due top ten Dominic Thiem e Alexander Zverev, che hanno giocato nella capitale serba, hanno annunciato che si sarebbero auto-isolati nonostante siano risultati negativi al tampone. "Mi scuso profondamente con chiunque abbia potenzialmente messo a rischio giocando a questo torneo", ha scritto Zverev su Twitter.
 

IL VACCINO

Noto per le sue posizioni “no-vax”, Djokovic nei giorni aveva dichiarato di essere contrario a prendere un vaccino per il virus anche se fosse diventato obbligatorio per viaggiare. “Sta bene e non ha sintomi, comunque deve fare il test”, aveva dichiarato nei giorni scorsi il suo addetto stampa.

  • Pubblicato in Sport

Giulio Tarro, il virologo controcorrente: "Il coronavirus sparirà. Non so perché tutti vogliono rivederlo in autunno..."

L'esperto napoletano, mediaticamente noto come l'anti-Burioni, sostiene in un'intervista che, essendo il Covid-19 in gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars, avrà il suo stesso decorso e, pertanto scomparirà. Quindi il consiglio, in polemica con i colleghi meno ottimisti: "Meglio spegnere la televisione e godersi una passeggiata all'aria aperta in buona compagnia"


Il virologo Giulio Tarro: "Vi spiego perché l'immunità di gregge ...

"Tutti vogliono rivedere il coronavirus in autunnoNon capisco perché…”. Scherza così il virologo Giulio Tarro durante la trasmissione Radio Punto Nuovo, mentre parla dell’emergenza sanitaria e della possibilità che possa arrivare una seconda ondata dell’epidemia. “Questa in corso è la terza epidemia da Sars nel ventennio. Oltre alla prima Sindrome respiratoria acuta, che ha dato il nome a questa tipologia di coronavirus, abbiamo infatti assistito alla Mers e adesso alla Covid.

Il vaccino non c’è, non l’abbiamo a portata di mano”, nonostante l’accelerazione della ricerca, con test clinici sugli esseri umani in molti Paesi. “In piena epidemia vanno utilizzati altri farmaci. Quando il vaccino sarà pronto, lo terremo in considerazione. Certamente molti laboratori stanno provando a produrlo, se si riuscirà, allora si potrà utilizzare”.

“Mi auguro che per quel momento non staremo neppure pensando più a Covid-19”, ha dichiarato ancora il medico. Giulio Tarro in un’intervista della Fondazione Pietro Nenni ha più esplicitamente detto che il “Sars-Cov-2 o si adatta o è destinato a morire“.

“Uno studio fatto a Singapore” e pubblicato prima dell’approvazione della comunità scientifica su Biorxiv “dimostra che coloro che hanno avuto la prima Sars e sono guariti, hanno sviluppato un’immunità cellulare tale da renderli immuni anche al Sars-Cov-2. E questo perché i beta-coronavirus, categoria alla quale il Sars-Cov-2 appartiene, sono in grado di sviluppare un’immunità di tipo cellulare, addirittura più importante di quella derivante dalla produzione di Igg”, ha spiegato il medico.

“Si tratta di un risultato fondamentale, perché sta a dimostrare che il Sars-Cov-2 è per gran parte identico al beta-coronavirus della prima Sars e, quindi, avrà il suo stesso decorso”, cioè quello di sparire dopo poco tempo. Il virus della Sars si diffuse in Cina a novembre 2002, causando un’epidemia che venne dichiarata conclusa a luglio 2003, nonostante alcuni cluster rilevati anche nell’anno successivo. Nessun pericolo per una seconda ondata di Sars-Cov-2, insomma.

Meglio spegnere la televisione e godersi una passeggiata all’aria aperta in buona compagnia”, ha sottolineato Giulio Tarro. Riguardo la riapertura degli stadi, l’esperto si è detto assolutamente favorevole. “In Germania si gioca da un mese e prossimamente si darà anche la possibilità di accedere agli stadi. Bisogna allinearsi agli altri Paesi”.

Riguardo la polemica nata in seguito alle parole di Maria Van Kerkhove (Oms) sulla contagiosità degli asintomatici, il virologo è stato chiaro davanti ai microfoni della Fondazione Pietro Nenni. “Come al solito si spara a zero senza cercare di capire quello che una persona vuole effettivamente dire, specialmente se alcune dichiarazioni non collimano con un’opinione corrente”.

“Da un punto di vista scientifico, ha ragione. Un asintomatico infettivo non esiste. Non avendo sintomi, in quanto non ha una grande quantità di virus al suo interno, non può infettare proprio per questa ragione”. Giulio Tarro ha spiegato che la rappresentante Oms ha detto che sarebbe più corretto parlare di sintomatico lieve. “Lei ha tenuto a fare questa distinzione, che io trovo corretta sul piano scientifico”

Sulla possibilità che un sintomatico lieve possa contagiare, “bisogna sempre contestualizzare le varie situazioni. Se ci troviamo in una condizione di massima carica virale da parte del virus, in un certo periodo dell’anno, a determinate temperature, in alcuni luoghi chiusi sovraffollati. In questi casi, allora, le misure di distanziamento sociale e di protezione individuale hanno un senso anche nell’eventualità di incontrare un sintomatico lieve. Ma se la situazione è quella in cui ci troviamo adesso, non hanno proprio ragione di esistere“, ha concluso l’esperto.

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Coronavirus, buone notizie per la Lombardia: meno di cento ricoverati in terapia intensiva e più di mille guariti. Fontana: "Guardiamo con speranza al futuro, ma non abbassiamo la guardia"

Oltre mille guariti e terapie intensive sotto quota cento. Sono le due buone notizie che emergono dal bollettino odierno sull'emergenza Covid in Lombardia. Calano anche i decessi: 15 contro i 32 di ieri e il rapporto tamponi/casi positivi scende dal 4,3% di ieri all'1,9%. Fontana: "Bella notizia ma non abbassiamo la guardia". Nella Città Metropolitana di Milano nelle ultime 24 ore si sono registrati 46 casi, 17 dei quali riguardano il Comune capoluogo


Dati del 9 giugno

Oltre mille guariti e terapie intensive sotto quota cento. Sono le due buone notizie che emergono dal bollettino odierno sull'ermegenza coronavirus in Lombardia. Con 11 posti letto in meno occupati rispetto a ieri sono infatti scesi a 96 i pazienti ricoverati in terapia intensiva. Dall'altro lato c'è stata una impennata di guariti: 1.199 in un giorno, che portano a una diminuzione dei casi attualmente positivi di 1.022 unità, a 18.297. In calo anche i ricoveri nelle terapie non intensive: - 48, per un totale di 2.660 posti occupati. Per quanto riguarda i nuovi casi, nelle ultime 24 ore sono stati registrati  192 nuovi positivi contro i 194 di ieri a fronte di un numero piu' che raddoppiato di tamponi, 9848 contro i 4.488 di ieri. Il rapporto tamponi/casi positivi scende dal 4,3% di ieri all'1,9%. Cala inoltre il numero dei decessi che oggi sono 15 contro i 32 riportati ieri.  "Dai dati di oggi emerge che siamo scesi sotto quota 100 nei posti letto in terapia intensiva e continua ad aumentare il numero dei guariti. "È una bella notizia che ci deve spingere a guardare con fiducia al futuro, senza mai abbassare la guardia", ha commentato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

Dati del 9 giugno

I dati nelle province

Calano ancora i numeri del contagio nelle province lombarde. Nela provincia di Milano i nuovi positivi sono 46 (per un totale di 23.483 casi), di cui 17 in città. I dati sono in aumento rispetto a ieri quando i nuovi contagi in tutta la provincia erano 29, di cui 15 in città. Supera i 50 il numero di nuovi positivi registrati a Bergamo (52). A Brescia i positivi sono 24, a Varese 14, a Como 11 e meno di dieci in tutte le altre Province.

Gallera: riapriamo Rsa, nessun positivo entrerà

"Con la delibera di oggi riprendiamo la riapertura delle Rsa con delle regole molto rigide: nessun positivo verrà collocato all'interno di una Rsa e verrà invece messo in una struttura sanitaria". Lo ha spiegato l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, parlando del provvedimento che sarà approvato oggi in Giunta che prevede la ripresa dei ricoveri sospesi durante l'emergenza Covid. Gallera ha anche affontato il tema della medicina territoriale, sottolineando che "ci sarà un piano importante di rafforzamento che oggi è possibile grazie al fatto che ci sono risorse nuove" e "un'attenzione diversa da parte del governo". Infine ha anticipato che entro il 17 giugno sarà presentato a Roma un piano di sviluppo dei posti letto di intensiva e sub intensiva secondo il decreto ministeriale del 19 maggio che "impone di implementate i posti da 861 a 1466" più "704 di sub intensiva di cui almeno la metà trasformabili subito in terapia intensiva". Il piano, che sarà approvato dalla Giunta lombarda all'inizio della prossima settimana, prevede che "in caso di passaggio dal livello di allerta 1 al livello superiore (livello 2) vengano attivate le due strutture temporaneamente realizzate presso gli Enti Fiera". 

Mini focolaio Covid al Niguarda

Un mini focolaio di Covid-19 è stato intercettato all’interno del reparto di Oncoematologia dell’ospedale Niguarda di Milano, che ora sarà sottoposto a bonifica.  I casi sono stati rilevati fra il personale della struttura, sottoposto a un ampio screening. "I numeri sono contenuti - assicurano dall'ospedale - e la situazione è sotto controllo". Per consentire la sanificazione degli ambienti, i pazienti sono stati spostati per le giornate di oggi e domani nei reparti adiacenti.

Lo studio sulla colchicina

L'efficacia dei trattamenti nei pazienti Covid dipende anche, e soprattutto, dalla precocità della loro somministrazione. Ecco perché i medici dell'IRCCS Ospedale San Raffaele, per intercettare e spegnere la risposta infiammatoria scatenata dal nuovo Covid-19 nelle primissime fasi della malattia, hanno deciso di intervenire sul territorio somministrando a domicilio la colchicina, una molecola con effetti antinfiammatori nota fin dall'antichità. Lo studio, condotto da Emanuel Della Torre, ricercatore dell'Università Vita-Salute San Raffaele e immunologo presso l'Unità di Immunologia, Reumatologia, Allergologia e Malattie Rare dell'IRCCS San Raffaele, e coordinato da Moreno Tresoldi, primario dell'Unità' di Medicina Generale e delle Cure Avanzate, descrive per la prima volta l'efficacia e la sicurezza del farmaco antinfiammatorio in pazienti Covid positivi e sottolinea l'importanza di agire tempestivamente, per ridurre il rischio che una possibile progressione in insufficienza respiratoria porti a un'eccessiva affluenza di casi critici negli ospedali. 

Coronavirus, l'annuncio di Zaia: "Nessun malato in terapia intensiva". Nuove linee guida per locali e cerimonie, impegno per le fiere. "La Grecia riapre? Merito del casino che abbiamo fatto noi, non di Di Maio" (VIDEO)

Il punto stampa del governatore veneto: "Oggi nessun malato Covid in terapia intensiva. Ci sono solo 15 pazienti ex malati che si sono negativizzati. In magazzino abbiamo almeno 100 respiratori imballati. I morti di Coronavirus sono in totale 1961, più 6 decessi fuori dagli ospedali rispetto al bollettino di ieri. Il virus comunque resta in giro, questo bisogna ricordarselo bene" - (VIDEO)


"Con oggi cala il sipario sulle terapie intensive per i pazienti Covid, infatti non abbiamo più un solo malato Covid ricoverato. mentre sono solo 4 i nuovi casi positivi registrati  da ieri e 6 nuovi decessi, i dimessi sono stati in totale 3459, +12 da ieri". Lo ha annunciato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa, in cui ha fatto un bilancio ad oggi dell'epidemia in regione: "Che ha causato quasi 2 mila morti, 19 mila positivi al coronavirus, centinaia di persone ricoverate nelle terapie intensiva e 6.500 pazienti già guariti, che doneranno il loro sangue alla 'Banca del plasma'".

"Ma, al di là di possibili toni 'trionfalistici' ricordo a tutti che il virus c'è sempre, anche se non fa più i danni di prima, ma non è scomparso, e quindi raccomando ancora l'uso della mascherina al chiuso e all'aperto in presenza di assembramenti". "E per il prossimo autunno-inverno speriamo non ci sia una nuova ondata, anche se il Veneto è già pronto con l'artiglieria pesante: abbiamo infatti pronte poco meno di mille terapie intensive".

"Il sistema fieristico italiano rischia il collasso. E per questo con il presidente Bonaccini entro un paio di giorni presenteremo un business plan alla Conferenza delle Regioni che poi andrà al governo: con delle linee guida perchè le fiere devono riaprire", ha sottolineato ancora il presidente del Veneto. "Ieri con il presidente Bonaccini abbiamo avuto un incontro in videoconferenza con il ministro dell'Economia Gualtieri. In Veneto abbiamo il polo fieristico d'eccellenza di Verona che ad oggi ha perso il 60% del Fatturato pari a 65 mln di euro, mentre l'indotto perso per l'economia veronese è di 700 mln di euro, e se non riapre per fine anno perderà il 90% del giro d'affari. Il dato nazionale per i grandi poli di Milano, Bologna e Verona è di 700 mln di euro per un indotto di 7 mld di euro".

"Le Fiere chiedono certezze e per programmare gli eventi di fine anno hanno bisogno di regole certe entro fine giugno e soprattutto un'iniezione di risorse - ha spiegato Zaia - ne ha convenuto lo stesso ministro dell'Economia, e quindi entro un paio di giorni gli presenteremo il business plan , una sorta di 'lista delle richieste'. In ogni caso, sarà fondamentale l'intervento della Cassa Depositi e Prestiti in questa partita", ha concluso Zaia.

Maltempo. «Abbiamo province massacrate da piogge e inondazioni, finito un problema ne inizia un altro, qui in Veneto non ci facciamo mancare niente». Il governatore ha firmato il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza.

Elezioni a settembre. Il governo va verso un accorpamento referendum sul taglio dei parlamentari, regionali e comunali in un election day, la data ipotizzata è il 20 settembre.
 «La finestra del governo andava dal 6 settembre, un emendamento di Forza Italia ci ha fatto sapientemente slittare a dopo il 15, cioè al 20 settembre. Ci è stata tolta la possibilità di decidere come Regione. Diveregenze con la segreteria della Lega? Ci sono valutazioni nazionali che tengono conto delle situazioni di tutte le regioni. Io però non sono assolutamente d'accordo con la soluzione del Parlamento. Ricordo che la data delle elezioni non è stata fissata. C'è solo una finestra dal 20 settembre al 15 dicembre. Chi indirà le eleziomi dovrà fare un decreto.  Ma voglio sapere: riapriamo le scuole a inizio settembre per chiuderle dopo una settimana il 20 settembre? Che pasticcio. Che casino. E poi nei comuni ci saranno anche i ballottaggi, i secondi turni. A luglio si poteva votare: spiagge aperte, tutto aperto tutto che funziona e ci dicono che non possiamo andare a votare? Perchè no?
La mia domanda è: quando andremo a votare? Ce lo possono dire di preciso? Lo chiedo al presidente Conte, lo dica lui non qualche sottosegretario».

Nuove linee guida. Sono al centro di un incontro della Conferenza delle Regioni convocata d'urgenza. «Le linee guida vanno aggiornate a mio avviso, ci sono parti che non vanno più bene. E poi c'è il problema dei centri estivi e del bonus baby sitter». Le linee guida saranno rese pubbliche nella giornata di oggi.

Ristoranti, discoteche, cerimonia. L'assessore Lanzarin ha confermato l'arrivo di nuove regole anche per ristorazione e discoteche e per le cerimonie: per le piste da ballo è stato studiato un indice di capienza della pista legato ad un distanziamento di 2 metri di una persona dall'altra, come per le piscine e l'attività sportiva. Resta il problema di chi controllerà. Nei ristoranti si potranno tenere cerimonie come battesimi, matrimoni ecc. Si potrà ballare solo all'esterno comunque.

Grecia, frontiere riaperte con l'Italia. «Hanno tolto il divieto oggi. Merito del casino che abbiamo fatto noi, non del ministro Di Maio. E' la dimostrazione che un problema c'era e non era stato risolto. Si vede che qualcuno non se n'era interessato».

Plexiglass negli autobus. «Costa un sacco di soldi, in giro non ce n'è. E inquina. Non vorrei che fosse la soluzione richiamata per ogni situazione».

Mascherina e caldo, gli esperti si dividono ancora. Pregliasco: "Serve sempre a contrastare la diffusione del virus". Clementi: "All'esterno misura non utile e fastidiosa"

La stagione estiva e le protezioni per il viso, la scienza dà nuovamente risposte differenti. Parlano il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco e Massimo Clementi, ordinario di Microbiologia e Virologia all'università Vita-Salute San Raffaele


Prof. Fabrizio Ernesto Pregliasco

Mascherine con il caldo, sì o no? Utili o fastidiose? "Le mascherine con il caldo diventano fastidiose, è vero. Ma in questo momento sono un modo per ridurre il rischio di trasmissione", dice all'Adnkronos Salute il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco. Insomma, nonostante la canicola, il sudore e il calo dei nuovi casi di Covid-19 "la mascherina ha un'azione utile: dobbiamo considerarci tutti potenziali positivi e sapere che, indossandola, possiamo proteggere gli altri e contrastare la diffusione di questo virus. La battaglia è ancora in corso", aggiunge Pregliasco.

Professor Clementi: il coronavirus si combatte con grande ...

Diverse le parole di Massimo Clementi, ordinario di Microbiologia e Virologia all'università Vita-Salute San Raffaele di Milano. "La mascherina è utile e importante e deve essere mantenuta in ambienti chiusi e condivisi con altre persone, ma vista la situazione attuale in Italia, con l'evidente riduzione della carica virale nei soggetti infettati dal coronavirus Sars-Cov-2 in questo momento, e vista soprattutto la stagionalità, quindi il caldo e il maggiore irraggiamento Uv, all'esterno questa misura risulta non utile e fastidiosa", aggiunge.

L'esperto che studia il nuovo coronavirus da quando il suo laboratorio lo ha isolato in due pazienti dell'area milanese che erano stati ricoverati il 29 febbraio all'ospedale di via Olgettina, tiene a puntualizzare: "Questo non è un invito a non rispettare le norme di distanziamento", ma piuttosto una riflessione sull'opportunità di prendere in considerazione l'idea di "rivedere e orientare in questo senso" le regole sulle mascherine. "Considerati, come premessa d'obbligo, tutti questi fattori", ribadisce il virologo. "E credo - aggiunge - che alcune regioni stiano già seguendo questa linea, ci sta pensando credo qualche regione del Sud a contagi zero. Siccome andiamo verso la stagione estiva, con le persone che staranno al mare, dire loro che devono indossare la mascherina sempre e mandare degli 'spioni' che li guardano assicurandosi che la indossino, forse non è tanto percorribile come via".

 

(Fonte: Adnkronos)

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Coronavirus, Iss-ministero della Salute: l'epidemia non è finita ma i dati delle Regioni sono positivi. Speranza: "Il monitoraggio dice che siamo sulla strada giusta. Ma occorre ancora prudenza e gradualità"

Continua il trend positivo dell'andamento della curva dei contagi da coronavirus. Nessuna Regione, infatti, ha fatto registrare un RT maggiore di 1. Questo il risultato del monitoraggio del ministero della Salute-Iss sugli indicatori per la cosiddetta Fase 2 relativi alla settimana tra il 25 e il 31 maggio


La stima dell'indice di trasmissibilità (Rt) per data inizio sintomi nel periodo dal 12 al 25 maggio, calcolato al 3 giugno, si legge nel monitoraggio "mostra valori medi al di sotto di 1 in tutte le Regioni. Per quanto riguarda la stima dell'Rt, si sottolinea che quando il numero di casi è molto piccolo possono verificarsi temporanee oscillazioni con Rt>1 a causa di piccoli focolai locali, senza che questo rappresenti necessariamente un elemento preoccupante". Si sottolinea inoltre che, per i tempi tra esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l'infezione 2-3 settimane prima, ovvero durante la prima fase di riapertura, tra il 4 e il 18 maggio 2020.

"In quasi tutta la Penisola sono documentati focolai di trasmissione attivi. Tale riscontro, che in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, evidenzia tuttavia come l'epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa", evidenzia il monitoraggio.

Le misure di lockdown in Italia "hanno effettivamente permesso un controllo dell'infezione da SARSCoV-2" ma "persiste, in alcune realtà regionali, un numero di nuovi casi segnalati ogni settimana elevato seppur in diminuzione" e "questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante", rileva il monitoraggio in cui si richiede "rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale e il distanziamento fisico.

"Si rileva un forte miglioramento della qualità e dettaglio dei dati inviati dalle Regioni al ministero della Salute e all'Istituto Superiore di Sanità e discussi nella Cabina di Regia". Il nuovo rapporto sul monitoraggio Covid-19 ministero Salute-Iss in cui si sottolinea che "complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell'impatto dell'infezione da SARS-CoV2 in Italia è favorevole con una generale diminuzione nel numero di casi ed una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali".

"Il monitoraggio dice che siamo sulla strada giusta. Ma occorre ancora prudenza e gradualità". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, commentando i dati del monitoraggio settimanale su Covid-19.

 

(Fonte Ansa)

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Spiagge, le regole dell'Iss: accesso su prenotazione, controllo della temperatura e distanziamento anche per i bambini e in acqua. Niente feste e buffet, mascherine a portata di mano

Sono alcune delle indicazioni contenute nel "Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2" diramato dall'Istituto Superiore di Sanità e stilate dal Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti Covid-19, secondo cui a vigilare saranno i gestori dei lidi e per le spiagge libere invece i sindaci


La spiaggia libera di Rimini: tutte le spiagge gratis, da nord a sud.

Un metro di distanza anche in acqua, mascherine a portata di mano e niente feste. Sono le regole che l'Istituto superiore di sanità (Iss) detta per una frequentazione sicura delle spiagge nell'estate della pandemia di Covid-19.

Le indicazioni sono contenute nel 'Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus Sars-CoV-2', redatto dal Gruppo di lavoro Ambiente-Rifiuti Covid-19 in collaborazione con il ministero della Salute, l'Inail, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato-Regioni, esperti delle Arpa e altre istituzioni. Nel report per una balneazione sicura - spiega l'Iss - sono fornite raccomandazioni per tenere sotto controllo i rischi sanitari, integrando i documenti che Inail e Conferenza Stato-Regioni avevano già pubblicato.

NORME AMBIENTALI - Le norme ambientali richiamano e rafforzano la vigilanza su eventuali scarichi illeciti di reflui nei corpi idrici (mare, fiumi, laghi), sul controllo degli impianti di depurazione e sugli scarichi da imbarcazioni. Una particolare attenzione deve essere anche indirizzata all’applicazione delle norme di controllo delle acque di balneazione. È possibile prevedere sospensione, a carattere cautelativo, della balneazione qualora i dati storici di monitoraggio segnalino l’area come interessata, direttamente o indirettamente, dalla presenza di reflui non depurati, scarichi illeciti e/o contaminazione da fosse settiche, che possono influenzare la qualità delle acque nell’area di balneazione.

INDICAZIONI PER STABILIMENTI E BAGNANTI - Viene raccomandato di: prenotare l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy; utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi – comprensibili anche per utenti di altre nazionalità; regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale; garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione; controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5°C; vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet; interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di 'ascolto' con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale; pulire, con regolarità almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui; non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi; evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia; dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani; fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente DPI in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attività a rischio.

SPIAGGE LIBERE- L’informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilità. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci e/o agli altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attività di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.

INDICAZIONI PER TUTTI - Rimangono valide le seguenti indicazioni: rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro; responsabilità di vigilanza sul distanziamento anche dei bambini; misure di igiene personale, pulizia e disinfezione frequenti delle mani; igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito; uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati).

Coronavirus, a che punto siamo? Il dibattito che divide la scienza. Intanto in Lombardia la guardia resta alta: le misure della Regione

Le parole "ottimistiche" di Alberto Zangrillo e i severi avvertimenti di Massimo Galli. Gli esperti danno letture diverse sullo stato dell'emergenza sanitaria. Nella Regione più colpita dall'epidemia si rilanciano provvedimenti per limitare le possibilità di contagio, soprattutto nei contesti di maggior concentramento di persone come sui mezzi di trasporto pubblico


Due importanti tesi a confronto, tra due primari e virologi di Milano. Secondo il primario di anestesia e rianimazione dell'Ospedale San Raffaele da Milano, Alberto Zangrillo, che dalla scorsa settimana sta facendo parlare molto di sé, ma soprattutto fanno molto discutere le sue affermazioni: Il coronavirus in Italia,- ha sostenuto, in una trasmissione - clinicamente non esiste più". In realtà, come subito qualche ora dopo ha dichiarato, volendo precisare doverosamente, e con meno leggerezza, che ciò che voleva dire era: "Il Covid-19 presenta attualmente sintomi meno gravi nell'organismo delle persone infette, rispetto a qualche mese fa, con una presenza meno 'invadente'; e ciò però non significa che esso sia scomparso, è semplicemente cambiato il modo in cui si presenta il Covid-19 negli infetti".

Secondo invece il primario del Sacco di Milano, il prof. Massimo Galli: "Nessun cambiamento o nessuna scomparsa clinica, il virus non è meno aggressivo, la situazione della malattia attuale non è meno pericolosa perché il virus si sia indebolito in quanto in realtà, i pazienti sono solo stati selezionati nel tempo. Le restrizioni hanno fatto sì che il contagio circolasse meno tra la popolazione, riducendo anche il numero di persone a rischio di entrare in contatto con individui inconsapevolmente contagiosi, perché o asintomatici o portatori sani". Insomma, il rischio di nuovi contagi è ipotizzabile secondo alcuni ed escluso secondo altri. 

A margine del dibattito scientifico tra virologi, si registrano misure di prevenzione locali per quanto riguarda il concentramento delle persone. Nella Lombardia guidata dal governatore Fontana, ad esempio, segnaliamo le prescrizioni riguardanti il trasporto pubblico. Dal 4 maggio dovrà essere cura del passeggero procurarsi guanti e mascherine e indossarli correttamente dal momento in cui entra in stazione, alla sosta presso fermate o banchine, a quando si accoda per salire sui mezzi, alla fase in cui si allontana. I sedili da non utilizzare sono contrassegnati da segnali ben visibili. Per quanto riguarda le mascherine, saranno obbligatorie anche all'aperto, fino a quando non ci sarà un vaccino anti Covid, in quanto rimangono il principale strumento attraverso il quale si limitano le possibilità di contagio.

Konny Bilotta

  • Pubblicato in Salute
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