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updated 4:52 PM UTC, Jul 6, 2020

E' Luca Zaia il governatore più amato d'Italia, Zingaretti il peggiore. Il barese Decaro guida la classifica dei sindaci. Ma c'è una tendenza politica chiara

Il governatore del Veneto Luca Zaia e il sindaco di Bari (e presidente dell'Anci) Antonio Decaro sono gli amministratori locali più popolari in Italia. Entrambi, anche sotto la spinta dell'emergenza Covid-19, ottengono un consenso quasi plebiscitario: se si votasse in questo momento otterrebbero il 70% delle preferenze. I quattro presidenti di Regione più popolari sono del centrodestra (secondo Fedriga del Friuli Venezia Giulia). Lo rivela il Governance Poll 2020, un'indagine sul livello di gradimento dei presidenti delle 18 Regioni a elezione diretta e dei sindaci di 105 città capoluogo di provincia realizzata per Il Sole 24 Ore del Lunedì da Noto Sondaggi


Massimiliano Fedriga - Informazioni | Facebook

Luca Zaia, tra i governatori, e Antonio Decaro, tra i sindaci, sono gli amministratori locali più popolari, secondo quanto emerge dai risultati del 'Governance poll 2020', pubblicati oggi sul 'Sole 24 Ore', un’indagine sul livello di gradimento dei presidenti delle 18 Regioni a elezione diretta e dei sindaci di 105 città capoluogo di provincia realizzata per 'Il Sole 24 Ore del Lunedì' da Noto Sondaggi.

quattro presidenti di Regione più popolari sono del centrodestra con al primo posto Zaia, seguito da quelli del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, dell'Umbria Donatella Tesei e della Calabria Jole Santelli. Al quinto posto, primo presidente di centrosinistra, c'è il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, il cui gradimento risulta in aumento. A seguire i presidenti del centrodestra di Abruzzo Marco Marsilio, al sesto posto, seguito da quello del Piemonte Alberto Cirio, da Giovanni Toti (Liguria) che ottiene lo stesso gradimento di Christian Solinas (Sardegna). E ancora il governatore di centrosinistra della Toscana, Enrico Rossi, della Campania Vincenzo De Luca. Al 12esimo posto, Sebastiano Musumeci presidente della Sicilia, seguito dal governatore della Lombardia Attilio Fontana, del Molise Donato Toma e della Basilicata Vito Bardi, tutti e quattro di centrodestra.

Alla fine della classifica, tre presidenti di centrosinistra: il governatore delle Marche Luca Ceriscioli e il presidente della Puglia Michele Emiliano che ottengono lo stesso indice di gradimento mentre in fondo alla classifica c'è il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. "L'onda di piena della pandemia investe anche la politica locale", osserva 'Il Sole 24 Ore' commentando i dati parlando di "un doppio dualismo che nella Lega esalta il presidente veneto Zaia e schiaccia il lombardo Fontana, e nel Pd innalza l’emiliano-romagnolo Bonaccini e fa sprofondare il laziale Nicola Zingaretti. Che, però, è il segretario Dem".

DECARO SUL PODIO DEI SINDACI - La classifica sul livello di gradimento dei sindaci incorona Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci, con un ampio 69,4%, affiancato sul podio dal messinese Cateno De Luca e da Giorgio Gori, sindaco della Bergamo martoriata dall’epidemia, ex aequo con Marco Bucci sindaco di Genova.

Al contrario agli ultimi posti della classifica ci sono Leoluca Orlando, sindaco di Palermo, e Virginia Raggi, prima cittadina di Roma, appaiati con un solo decimale di scarto (38,1% contro 38,2%). A far loro compagnia a fondo classifica ci sono Salvo Pogliese a Catania, Giuseppe Falcomatà a Reggio Calabria, Rinaldo Melucci a Taranto e Luigi De Magistris a Napoli. La classifica va male anche per Chiara Appendino, che dopo i primi mesi a Palazzo di Città alla guida di Torino vinceva di slancio la corsa del Governance Poll, mentre ora sprofonda alla casella numero 97: un po’ meglio della collega del Campidoglio e un poco peggio rispetto al Nisseno Roberto Gambino, che al 91esimo posto chiude la non esaltante terna a Cinque Stelle alla guida dei capoluoghi di Provincia.

Coronavirus, in Italia criticità bassa ma l'emergenza non è finita: tre regioni con indice di contagio Rt sopra 1. Attenzione ai nuovi focolai

Il quadro generale dell'infezione da SARS-CoV-2 in Italia rimane a bassa criticità - secondo il monitoraggio settimanale dell'Iss - con una incidenza cumulativa negli ultimi 14 giorni (dall'8 al 21 giugno) di 5.98 casi per 100.000 abitanti. In lieve diminuzione i nuovi casi diagnosticati rispetto alla settimana precedente. In aumento alcune stime dell'indice di contagio Rt, in linea con il lieve aumento dei casi nella scorsa settimana in alcune Regioni dove si sono sviluppati focolai


"In quasi tutta la Penisola sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana in alcune Regioni e province autonome. Tale riscontro in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti. Tuttavia, la presenza di focolai, anche di una certa rilevanza numerica, mostra come il virus continui a essere in grado, nelle attuali condizioni, di trasmettersi in modo efficace. Questo conferma che l’epidemia da Sars-Cov-2 non è affatto conclusa in Italia". E' quanto riporta il monitoraggio del ministero della Salute e dell'Istituto superiore di sanità, relativo alla settimana 15-21 giugno.

Sono tre le Regioni con indice di contagio Rt sopra 1: Emilia Romagna (1.01), Lazio (1.24) e Lombardia (1.01) secondo i dati relativi alla settimana dal 15 al 21 giugno. La Toscana sfiora l'Rt 1 fermandosi a 0.96. L'Umbria unica con Rt a zero.

"Alcune stime" per l'indice di contagio "Rt questa settimana sono in aumento, riflettendo il lieve aumento nel numero di casi" di Covid-19 "diagnosticato la scorsa settimana in alcune Regioni dove si sono sviluppati alcuni focolai", rileva il monitoraggio secondo cui "persiste l'assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali".

"La situazione descritta in questo report, relativa prevalentemente alla seconda fase di transizione, è complessivamente positiva con piccoli segnali di allerta relativi alla trasmissione. Sebbene questo descriva una situazione epidemiologicamente fluida che richiede il rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale e il distanziamento fisico", si legge ancora.

"E' essenziale mantenere elevata l'attenzione - ribadisce il report - e continuare a rafforzare le attività di testing-tracing-tracking in modo da identificare precocemente tutti i potenziali focolai di trasmissione e continuare a controllare l'epidemia" di Covid. "E' anche fondamentale mantenere elevata la consapevolezza della popolazione generale sulla fluidità della situazione epidemiologica e sull'importanza di continuare a rispettare in modo rigoroso tutte le misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale e il distanziamento fisico".

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Scuola, c'è l'accordo con le Regioni: si riparte il 14 settembre, l'1 per i recuperi. Confermato il distanziamento di un metro, didattica a distanza solo per le superiori

Regioni ed enti locali hanno dato parere positivo alle linee guida sul rientro in classe. L'unica a dire no è stata la Campania del governatore Vincenzo De Luca, che ha espresso polemicamente il suo "disaccordo con le misure" e ribadito la "nostra critica ferma al ministro dell'Istruzione, per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante" - (LEGGI TUTTO)


A settembre tutti a scuola, anche all'aperto se necessario ...

Regioni ed Enti Locali hanno dato il via libera alle nuove linee guida per il rientro a scuola da settembre. "Un ottimo risultato" e "le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021 che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali". E' il commento del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

"Le scuole riapriranno l'1 settembre per i corsi di recupero e il 14 c'è la riapertura vera e propria". Lo ha ufficializzato il sottosegretario all'Istruzione Peppe De Cristofaro, intervenuto a SkyTg24. "Il 20 settembre - ha aggiunto - spero davvero che si riesca a fare quello che in tanti stanno chiedendo, cioè cercare luoghi alternativi alle scuole per svolgere le elezioni. Diversamente sarebbe onestamente un cazzotto nell'occhio e una vera beffa. Spero si risolva positivamente".

"La didattica a distanza sotto i quattordici anni non si fa - ha detto De Cristofaro -, si fa soltanto per la scuola secondaria di secondo livello ma in condizioni assolutamente residuali, quando è proprio impossibile dare vita alla didattica normale. L'impegno e l'obiettivo del Governo è riportare dal 14 settembre tutti gli studenti in aula in presenza e immaginare la didattica a distanza come vera e propria extrema ratio".

Nella bozza del documento è stato inserito un esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. "Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche - ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione", si legge nella bozza.

La nuova bozza del Piano sul rientro a scuola prevede l'istituzione di "Conferenze dei servizi, su iniziativa dell'Ente Locale competente, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, finalizzate ad analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche che insistono sul territorio di riferimento delle conferenze".

"Lo scopo - si legge nella bozza - sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia al fine di individuare modalità, interventi e soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi".

Grande soddisfazione" è stata espressa dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia.

"Un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali", afferma  il ministro della Salute Roberto Speranza. "È essenziale - aggiunge - investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito".

"Non daremo l'intesa, non diremo che siamo d'accordo con le misure che saranno prese". Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla conferenza Stato-Regioni sulla scuola, che ribadisce la "nostra critica ferma al ministro dell'Istruzione per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante" "Non daremo l'intesa perché consideriamo irresponsabile il voto il 20 settembre e non è stato definito l'organico dei docenti", ha aggiunto.

L'autonomista che non ti aspetti. Il "rosso" Bonaccini avverte il governo: "O dà due miliardi alle Regioni o interrompiamo le relazioni istituzionali". E intanto studia da leader...

Brusco ultimatum a Conte da Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, in una videoconferenza sull'assestamento al bilancio 2020 della Giunta emiliana. Il governatore è accreditato da più parti come uno di quelli maggiormente accreditati alla guida del Pd e forse a qualcosa di più a livello nazionale. Lui non si nasconde, anzi, si fa sentire e incalza la sua parte politica


"Col Governo bisogna che arriviamo un accordo, o stanzia altri 2 miliardi di euro per le Regioni a statuto ordinario o interrompiamo le relazioni istituzionali". Così Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, in una videoconferenza sull'assestamento al bilancio 2020 della Giunta emiliana.

Sulla scuola "le Regioni pretendono di trovare un accordo insieme ai Comuni e alle Province. Stiamo lavorando per questo, abbiamo lavorato intensamente tutta la notte. Vediamo", spiega. "Mi auguro si possa trovare" un accordo, aggiunge, "altrimenti noi non potremmo dare l'intesa, ovviamente".

"Quelle linee guida che erano state presentate" sulla scuola "per noi non erano ricevibili. Abbiamo fatto delle controproposte che mi auguro il Ministero possa recepire e ho trovato grande disponibilità del ministro Azzolina", aggiunge Bonaccini.

AMBIZIONI DA LEADER - Come fa notare Affari italiani: Si tratta di un ulteriore segnale delle ambizioni da leader di Bonaccini. "Per battere la destra bisogna vincere le elezioni. Per vincere le elezioni bisogna avere un progetto e una visione di futuro, attraverso i quali aggregare un campo di forze politiche e civiche. Punto", aveva scritto su Facebook. Bonaccini non ha ancora sciolto le riserve su una sua discesa in campo. E mentre non nega di pensare alla leadership del Partito democratico su Twitter manda un chiaro messaggio alla sua forza politica in vista del voto di settembre. Proprio lui che a gennaio aveva interrotto la striscia negativa per il centrosinistra assicurandosi un secondo mandato in Emilia Romagna, una delle regioni più colpite dal Coronavirus. Una gestione della pandemia che l’ha fatto schizzare in cima alle preferenze dei governatori, secondo gli ultimi sondaggi.

Centrodestra unito alle Regionali e nei Comuni: ecco i nomi dei candidati per le sfide locali

Nota congiunta dei tre leader del centrodestra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi, che, dopo settimane di trattativa e riunioni, hanno raggiunto l'accordo sui candidati governatori e sulla linea unitaria per le elezioni comunali. Le conferme di Zaia e Toti in Veneto e Liguria, le scelte di Fitto e Caldoro per strappare Puglia e Campania alla sinistra. Acquaroli nelle Marche e Ceccardi in Toscana


Regionali: Berlusconi, Salvini e Meloni trovano l'accordo sui nomi dei candidati 

"Il centrodestra ha individuato la squadra migliore per vincere le elezioni nelle Regioni che andranno al voto a settembre e, soprattutto, portare il buongoverno in quelle che oggi sono male amministrate dalla sinistra. I candidati del centrodestra saranno: Francesco Acquaroli per le Marche, Stefano Caldoro per la Campania, Susanna Ceccardi per la Toscana, Raffaele Fitto per la Puglia". Lo annunciano Silvio Berlusconi, Giorgia Meloni e Matteo Salvini in una nota congiunta.

I candidati individuati si "aggiungeranno alla squadra dei governatori uscenti che, dopo eccellenti prove di governo, sono stati confermati: Giovanni Toti in Liguria e Luca Zaia in Veneto", spiega la nota del centrodestra.

Il centrodestra esprimerà candidati unitari anche alle Comunali. L'accordo raggiunto, in un clima di grande collaborazione, prevede che la Lega indichi i candidati in alcune città del Centrosud fra cui Reggio Calabria, Andria, Chieti, Macerata, Matera, Nuoro, mentre Forza Italia e Fratelli d'Italia esprimeranno candidati in altre città al voto". "I partiti si sono impegnati a prestare grande attenzione al momento della compilazione delle liste a tutti i livelli: saranno di qualità sotto ogni aspetto", spiega la nota.

Coronavirus, l'estate inizia con dati incoraggianti: mai così poche vittime dall'inizio dell'emergenza, diminuiscono i malati. Zero casi in 7 regioni, 16 senza decessi

A domenica il numero totale di attualmente positivi al coronavirus è di 20.972, con una decrescita di 240 assistiti rispetto a al giorno precedente. Tra gli attualmente positivi, 148 sono in cura presso le terapie intensive, con un decremento di 4 pazienti rispetto a sabato. 2.314 persone sono ricoverate con sintomi, con un decremento di 160 pazienti


Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione di Covid-19 sul nostro territorio, al 21 giugno, il totale delle persone che hanno contratto il virus è di 238.499 casi.

Rispetto a ieri si registra un incremento di 224 nuovi casi, il 57%, pari a 128, si registra in Lombardia. Sette le regioni a zero casi: Marche, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle D'Aosta, Molise e Basilicata.

Mentre sono 16 le regioni nelle quali oggi non c'è stata nessuna nuova vittima da coronavirus. Sono Veneto, Toscana, Lazio, Marche, Campania, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Umbria, Sicilia, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Molise, Basilicata.


Ai livelli minimi l'incremento giornaliero delle vittime per coronavirus in Italia dopo il lockdown. Sono 24 nelle ultime 24 ore, a fronte delle 49 di ieri. Per trovare così pochi deceduti in un giorno, oltre al 15 giugno in cui erano 26, bisogna risalire a fine febbraio. In Lombardia nell'ultima giornata si sono sono registrate 13 vittime, mentre ieri erano state 23. Il numero totale delle vittime in Italia sale dunque a 34.634. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile.

Sono 238.499 i contagiati. L'incremento giornaliero è di 224 nuovi contagi, in calo rispetto a ieri (quando era stato di 262), 128 dei quali in Lombardia, pari al 57,1%. Il dato della Protezione civile comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Sono 7 le regioni ad aumento zero: Marche, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Molise e Basilicata.

Sono saliti a 182.893 i guariti e i dimessi per il coronavirus in Italia, con un incremento rispetto a ieri di 440. Sabato l'aumento era stato di 546.

Scendono ancora ricoveri in terapia intensiva dei malati di coronavirus: oggi sono 148 i pazienti ricoverati nei reparti di rianimazione, 4 meno di ieri. In Lombardia sono 53, uno meno di ieri. I malati ricoverati con sintomi sono invece 2.314, con un calo di 160 rispetto a ieri, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 18.510, con un calo di 76 rispetto a ieri.

Sono 20.972 i malati di coronavirus in Italia, 240 meno di ieri, quando il calo degli attualmente positivi era stato di 331.

Nel dettaglio - secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile - gli attualmente positivi sono 13.843 in Lombardia (-68), 2.013 in Piemonte (-75), 1.172 in Emilia-Romagna (-35), 583 in Veneto (-8), 365 in Toscana (-49), 248 in Liguria (-2), 991 nel Lazio (+4), 527 nelle Marche (-12), 126 in Campania (+1), 222 in Puglia (+2), 53 nella Provincia autonoma di Trento (+2), 141 in Sicilia (+1), 78 in Friuli Venezia Giulia (-5), 403 in Abruzzo (-1), 75 nella Provincia autonoma di Bolzano (-1), 15 in Umbria (-2), 28 in Sardegna (+0), 5 in Valle d'Aosta (-1), 36 in Calabria (+6), 40 in Molise (-13), 8 in Basilicata (+0). Quanto alle vittime, sono in Lombardia 16.570 (+13), Piemonte 4.051 (+6), Emilia-Romagna 4.231 (+1), Veneto 2.002 (+0), Toscana 1.095 (+0), Liguria 1.549 (+4), Lazio 827 (+0), Marche 994 (+0), Campania 431 (+0), Puglia 540 (+0), Provincia autonoma di Trento 466 (+0), Sicilia 280 (+0), Friuli Venezia Giulia 344 (+0), Abruzzo 459 (+0), Provincia autonoma di Bolzano 292 (+0), Umbria 78 (+0), Sardegna 132 (+0), Valle d'Aosta 146 (+0), Calabria 97 (+0), Molise 23 (+0), Basilicata 27 (+0). I tamponi per il coronavirus sono finora 4.984.370, in aumento di 40.454 rispetto a ieri. I casi testati sono finora 3.041.750.

 Cambiano le raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) per il rilascio dall'isolamento dei pazienti che hanno contratto l'infezione da nuovo coronavirus. Non servono più necessariamente due tamponi negativi a distanza di almeno 24 ore, oltre alla guarigione clinica. Le linee guida provvisorie dell'Oms aggiornate il 27 maggio prevedono che bastino tre giorni senza sintomi (inclusi febbre e problemi respiratori). "I criteri aggiornati - specifica l'Oms - riflettono i recenti risultati secondo cui i pazienti i cui sintomi si sono risolti possono ancora risultare positivi per il virus SarsCoV2 mediante tampone RT-PCR per molte settimane. Nonostante questo risultato positivo del test, è improbabile che siano infettivi e pertanto che siano in grado di trasmettere il virus a un'altra persona".  Secondo il documento dell'Oms i criteri per la dimissione di pazienti dall'isolamento senza necessità di ripetere il test sono i seguenti: per i pazienti sintomatici 10 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi, più almeno 3 giorni aggiuntivi senza sintomi (inclusi febbre e sintomi respiratori): per i casi asintomatici:10 giorni dopo il test positivo per SarsCov2.

    L'Oms fornisce anche degli esempi: "se un paziente ha avuto sintomi per due giorni, potrebbe essere esentato dall'isolamento dopo 10 giorni più 3, pari a 13 giorni dalla data di insorgenza dei sintomi; un paziente con sintomi per 14 giorni, può essere dimesso (14 giorni più 3 giorni, pari a 17 giorni dopo la data di insorgenza dei sintomi; con sintomi per 30 giorni, il paziente può essere dimesso (30 giorni più 3 , quindi 33 giorni dopo l'insorgenza dei sintomi)"." Nel documento si legge inoltre che i Paesi possono scegliere di continuare a considerare il risultato dei test fra gli elementi per i criteri di rilascio. In tal caso, è possibile utilizzare la raccomandazione iniziale di "due test negativi basati sulla Pcr a distanza di almeno 24 ore".La decisione di modificare le linee guida e' stata presa iconsiderando che il virus attivo non risulta presente, se non raramente, nei campioni respiratori dei pazienti dopo 9 giorni dall'insorgenza dei sintomi, in particolare nei casi di infezione lieve di solito accompagnati da livelli crescenti di anticorpi neutralizzanti e dalla risoluzione dei sintomi. 

Le nuove linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sulla certificazione della guarigione dalla Covid-19 dovranno essere approdondite dal Comitato Tecnico Scentifico (Cts) del ministero della Salute in quando potrebbero indicere sulle disposizioni in vigore in Italia. Lo rileva il ministro della Salute, Roberto Speranza, in una lettera al Cts. "Le nuove linee guida dell'Oms relative alla modalità di certificazione della guarigione - ha scritto Speranza al Cts - segnano un cambiamento che può incidere significativamente sulle disposizioni finora adottate e vigenti nel nostro Paese. Chiedo - ha aggiunto nella lettera - di poter affrontare il delicato tema nel Cts, fermo restando il principio di massima precauzione che ci ha guidato finora".

  • Pubblicato in Salute

Coronavirus, l'annuncio di Zaia: "Nessun malato in terapia intensiva". Nuove linee guida per locali e cerimonie, impegno per le fiere. "La Grecia riapre? Merito del casino che abbiamo fatto noi, non di Di Maio" (VIDEO)

Il punto stampa del governatore veneto: "Oggi nessun malato Covid in terapia intensiva. Ci sono solo 15 pazienti ex malati che si sono negativizzati. In magazzino abbiamo almeno 100 respiratori imballati. I morti di Coronavirus sono in totale 1961, più 6 decessi fuori dagli ospedali rispetto al bollettino di ieri. Il virus comunque resta in giro, questo bisogna ricordarselo bene" - (VIDEO)


"Con oggi cala il sipario sulle terapie intensive per i pazienti Covid, infatti non abbiamo più un solo malato Covid ricoverato. mentre sono solo 4 i nuovi casi positivi registrati  da ieri e 6 nuovi decessi, i dimessi sono stati in totale 3459, +12 da ieri". Lo ha annunciato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa, in cui ha fatto un bilancio ad oggi dell'epidemia in regione: "Che ha causato quasi 2 mila morti, 19 mila positivi al coronavirus, centinaia di persone ricoverate nelle terapie intensiva e 6.500 pazienti già guariti, che doneranno il loro sangue alla 'Banca del plasma'".

"Ma, al di là di possibili toni 'trionfalistici' ricordo a tutti che il virus c'è sempre, anche se non fa più i danni di prima, ma non è scomparso, e quindi raccomando ancora l'uso della mascherina al chiuso e all'aperto in presenza di assembramenti". "E per il prossimo autunno-inverno speriamo non ci sia una nuova ondata, anche se il Veneto è già pronto con l'artiglieria pesante: abbiamo infatti pronte poco meno di mille terapie intensive".

"Il sistema fieristico italiano rischia il collasso. E per questo con il presidente Bonaccini entro un paio di giorni presenteremo un business plan alla Conferenza delle Regioni che poi andrà al governo: con delle linee guida perchè le fiere devono riaprire", ha sottolineato ancora il presidente del Veneto. "Ieri con il presidente Bonaccini abbiamo avuto un incontro in videoconferenza con il ministro dell'Economia Gualtieri. In Veneto abbiamo il polo fieristico d'eccellenza di Verona che ad oggi ha perso il 60% del Fatturato pari a 65 mln di euro, mentre l'indotto perso per l'economia veronese è di 700 mln di euro, e se non riapre per fine anno perderà il 90% del giro d'affari. Il dato nazionale per i grandi poli di Milano, Bologna e Verona è di 700 mln di euro per un indotto di 7 mld di euro".

"Le Fiere chiedono certezze e per programmare gli eventi di fine anno hanno bisogno di regole certe entro fine giugno e soprattutto un'iniezione di risorse - ha spiegato Zaia - ne ha convenuto lo stesso ministro dell'Economia, e quindi entro un paio di giorni gli presenteremo il business plan , una sorta di 'lista delle richieste'. In ogni caso, sarà fondamentale l'intervento della Cassa Depositi e Prestiti in questa partita", ha concluso Zaia.

Maltempo. «Abbiamo province massacrate da piogge e inondazioni, finito un problema ne inizia un altro, qui in Veneto non ci facciamo mancare niente». Il governatore ha firmato il decreto per la dichiarazione dello stato di emergenza.

Elezioni a settembre. Il governo va verso un accorpamento referendum sul taglio dei parlamentari, regionali e comunali in un election day, la data ipotizzata è il 20 settembre.
 «La finestra del governo andava dal 6 settembre, un emendamento di Forza Italia ci ha fatto sapientemente slittare a dopo il 15, cioè al 20 settembre. Ci è stata tolta la possibilità di decidere come Regione. Diveregenze con la segreteria della Lega? Ci sono valutazioni nazionali che tengono conto delle situazioni di tutte le regioni. Io però non sono assolutamente d'accordo con la soluzione del Parlamento. Ricordo che la data delle elezioni non è stata fissata. C'è solo una finestra dal 20 settembre al 15 dicembre. Chi indirà le eleziomi dovrà fare un decreto.  Ma voglio sapere: riapriamo le scuole a inizio settembre per chiuderle dopo una settimana il 20 settembre? Che pasticcio. Che casino. E poi nei comuni ci saranno anche i ballottaggi, i secondi turni. A luglio si poteva votare: spiagge aperte, tutto aperto tutto che funziona e ci dicono che non possiamo andare a votare? Perchè no?
La mia domanda è: quando andremo a votare? Ce lo possono dire di preciso? Lo chiedo al presidente Conte, lo dica lui non qualche sottosegretario».

Nuove linee guida. Sono al centro di un incontro della Conferenza delle Regioni convocata d'urgenza. «Le linee guida vanno aggiornate a mio avviso, ci sono parti che non vanno più bene. E poi c'è il problema dei centri estivi e del bonus baby sitter». Le linee guida saranno rese pubbliche nella giornata di oggi.

Ristoranti, discoteche, cerimonia. L'assessore Lanzarin ha confermato l'arrivo di nuove regole anche per ristorazione e discoteche e per le cerimonie: per le piste da ballo è stato studiato un indice di capienza della pista legato ad un distanziamento di 2 metri di una persona dall'altra, come per le piscine e l'attività sportiva. Resta il problema di chi controllerà. Nei ristoranti si potranno tenere cerimonie come battesimi, matrimoni ecc. Si potrà ballare solo all'esterno comunque.

Grecia, frontiere riaperte con l'Italia. «Hanno tolto il divieto oggi. Merito del casino che abbiamo fatto noi, non del ministro Di Maio. E' la dimostrazione che un problema c'era e non era stato risolto. Si vede che qualcuno non se n'era interessato».

Plexiglass negli autobus. «Costa un sacco di soldi, in giro non ce n'è. E inquina. Non vorrei che fosse la soluzione richiamata per ogni situazione».

Coronavirus, Iss-ministero della Salute: l'epidemia non è finita ma i dati delle Regioni sono positivi. Speranza: "Il monitoraggio dice che siamo sulla strada giusta. Ma occorre ancora prudenza e gradualità"

Continua il trend positivo dell'andamento della curva dei contagi da coronavirus. Nessuna Regione, infatti, ha fatto registrare un RT maggiore di 1. Questo il risultato del monitoraggio del ministero della Salute-Iss sugli indicatori per la cosiddetta Fase 2 relativi alla settimana tra il 25 e il 31 maggio


La stima dell'indice di trasmissibilità (Rt) per data inizio sintomi nel periodo dal 12 al 25 maggio, calcolato al 3 giugno, si legge nel monitoraggio "mostra valori medi al di sotto di 1 in tutte le Regioni. Per quanto riguarda la stima dell'Rt, si sottolinea che quando il numero di casi è molto piccolo possono verificarsi temporanee oscillazioni con Rt>1 a causa di piccoli focolai locali, senza che questo rappresenti necessariamente un elemento preoccupante". Si sottolinea inoltre che, per i tempi tra esposizione al patogeno e lo sviluppo di sintomi e tra questi e la diagnosi e successiva notifica, verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l'infezione 2-3 settimane prima, ovvero durante la prima fase di riapertura, tra il 4 e il 18 maggio 2020.

"In quasi tutta la Penisola sono documentati focolai di trasmissione attivi. Tale riscontro, che in gran parte è dovuto alla intensa attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti, evidenzia tuttavia come l'epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa", evidenzia il monitoraggio.

Le misure di lockdown in Italia "hanno effettivamente permesso un controllo dell'infezione da SARSCoV-2" ma "persiste, in alcune realtà regionali, un numero di nuovi casi segnalati ogni settimana elevato seppur in diminuzione" e "questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di SARS-CoV-2 è ancora rilevante", rileva il monitoraggio in cui si richiede "rispetto rigoroso delle misure necessarie a ridurre il rischio di trasmissione quali l'igiene individuale e il distanziamento fisico.

"Si rileva un forte miglioramento della qualità e dettaglio dei dati inviati dalle Regioni al ministero della Salute e all'Istituto Superiore di Sanità e discussi nella Cabina di Regia". Il nuovo rapporto sul monitoraggio Covid-19 ministero Salute-Iss in cui si sottolinea che "complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell'impatto dell'infezione da SARS-CoV2 in Italia è favorevole con una generale diminuzione nel numero di casi ed una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali".

"Il monitoraggio dice che siamo sulla strada giusta. Ma occorre ancora prudenza e gradualità". Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, commentando i dati del monitoraggio settimanale su Covid-19.

 

(Fonte Ansa)

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