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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Scuola, Arcuri commissario per la ripartenza. Azzolina: "Nomina fortemente voluta". Salvini all'attacco: "Ha fallito sulle mascherine e il governo lo manda a occuparsi dei nostri figli. Ma basta!"

Domenico Arcuri, il discusso commissario straordinario all'emergenza Covid, secondo la bozza del decreto legge semplificazioni, si occuperà di rifornire gli istituti dei dispositivi di protezione individuale necessari per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico 2020-2021. Soddisfatta la ministra dell'Istruzione. Insorge il leader leghista: "Lo hanno premiato..."


Domenico Arcuri, il commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19, "fino alla scadenza del predetto stato di emergenza", procede, "nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali". E' quanto si legge nella bozza del dl Semplificazioni.

Il commissario, si legge ancora, "per l'attuazione di quanto previsto dal precedente periodo, provvede nel limite delle risorse assegnate allo scopo con Delibera del Consiglio dei Ministri a valere sul Fondo emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1; le risorse sono versate sull’apposita contabilità speciale intestata al Commissario". A tale scopo, "le procedure di affidamento dei contratti pubblici potranno essere avviate dal Commissario anche precedentemente al trasferimento alla contabilità speciale delle suddette risorse".

''Piena soddisfazione per la norma inserita nel Semplificazioni che affida nuove competenze al commissario Arcuri per supportare la riapertura delle scuole a settembre. Una norma scritta e fortemente voluta dal mio ministero. E che permetterà ad esempio di velocizzare l'iter per l'acquisto e la distribuzione degli arredi scolastici, come i banchi singoli di nuova generazione''. Così la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina.

Subito all'attacco Matteo Salvini. "Ha fallito sulle mascherine (che molti stanno ancora aspettando) e per premio il governo lo manda ad occuparsi delle scuole dei nostri figli: ma basta!". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la nomina di Domenico Arcuri commissario per la ripartenza delle scuole.

Coronavirus, nuovi contagi, decessi e ricoveri: i dati nazionali aggiornati. In Lombardia cala la pressione sugli ospedali. Otto regioni senza vittime

Salgono ancora i nuovi positivi in Italia, sono ora 231.732 i contagiati totali, 593 più di ieri, quando se ne erano registrato 584. Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. I dati sono stati resi noti dalla Protezione civile. Sono 70 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, in calo rispetto alle 117 di ieri. In Lombardia nell'ultima giornata se ne sono registrate 20, mentre ieri erano state 58. I morti a livello nazionale salgono così a 33.142. Otto regioni - Sicilia, Umbria, Sardegna, Valle d'Aosta, Calabria, Molise, Basilicata e Trentino Alto Adige - non fanno registrare vittime 


Il bollettino: i morti sono 70, meno di 500 persone in terapia intensiva  Tutti i dati

I DATI DELL'EPIDEMIA IN ITALIA - Altri 70 morti in Italia per coronavirus. In totale le vittime dall'inizio dell'emergenza sono 33.142, secondo i dati diffusi dalla Protezione Civile. Il numero complessivo dei dimessi e guariti dal coronavirus sale invece a 150.604, con un incremento di 3.503 persone rispetto a ieri. In terapia intensiva sono ricoverate 489 persone: per la prima volta dal 6 marzo, si scende sotto la soglia di 500. Sono 7.379 le persone ricoverate con sintomi, con un decremento di 350 pazienti rispetto a ieri e 40.118 persone, pari all’84% degli attualmente positivi, sono in isolamento senza sintomi o con sintomi lievi. I casi attualmente positivi nel complesso sono 47.986.

I NUMERI IN LOMBADIA - Aumentano i casi, diminuiscono ricoveri e decessi. Sono 382 i nuovi contagiati in Lombardia con 15.507 tamponi effettuati per un totale di 88.183 positivi in regione. Ieri c'erano stati 216 nuovi casi a cui andavano aggiunti 168 tamponi effettuati nel corso della settimana a Bergamo. Gli attualmente positivi ammontano a 22.913, il rapporto tamponi/positivi è al 2,5% (ieri era 1,7%). In calo i nuovi decessi che sono 20 (ieri 58) per un totale di 15.974 persone morte in regione. Buone notizie dal fronte ospedaliero: in calo sia i ricoveri in terapia intensiva (-2, 173) che negli altri reparti (-156, 3.470). Sempre secondo i dati forniti oggi dalla Regione sono 1486 i pazienti da coronavirus giudicati guariti, per un totale che sale a 49.296.

I CASI PROVINCIA PER PROVINCIA - I nuovi casi di coronavirus sono stati pari oggi a 39 a Milano e a 76 nell'intera provincia, con una sostanziale stabilità  rispetto a ieri, quando erano ammontati a 41 e 68.. Nelle altre province lombarde si registra una crescita dei casi a Brescia, da 33 a 90, mentre a Bergamo sono 69, a Como 31 e a Sondrio 23. Numeri più contenuti per Monza e Brianza (14), Lodi (13), Cremona (13), Varese (12), Pavia (9), Lecco (5) e Mantova (2)

FONTANA: DAL 3/6 LOMBARDI LIBERI DI CIRCOLARE OVUNQUE - "Sono molto confidente sul provvedimento che verrà emanato dal governo e sono praticamente convinto che dal 3 (giugno, ndr) i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia". Lo afferma il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, in merito alla possibilità per i lombardi di potersi spostare sull'intero territorio nazionale. "Abbiamo esaminato i dati relativi alla Regione Lombardia, che abbiamo inviato all'Istituto Superiore di Sanità, e abbiamo potuto evidenziare come gli stessi siano tutti positivi e in miglioramento rispetto alle precedenti settimane, questo vuol dire che la situazione sta migliorando. Questo vuol dire che in previsione del provvedimento governativo con cui si stabilirà la riapertura delle regioni e la circolazione tra regioni, credo la Lombardia rientrerà sicuramente nelle regioni che avrà libertà di movimento", conclude Fontana.

LA LOMBARDIA QUERELA GIMBE - "Regione Lombardia, attraverso il proprio ufficio legale, ha deciso di presentare una querela contro la fondazione Gimbe e il suo presidente Nino Cartabellotta. Un atto inevitabile, il nostro, dopo quanto affermato dal presidente della fondazione che, parlando dei dati sanitari della Lombardia, ha dichiarato, fra l'altro, che 'si combinano anche dei magheggi sui numeri'". Lo comunica in una nota la Regione Lombardia. "Accuse intollerabili e prive di ogni fondamento - si legge nella nota - per le quali il presidente di Gimbe dovrà risponderne personalmente. I nostri dati, come da protocollo condiviso da tutte le Regioni, vengono trasmessi quotidianamente e con la massima trasparenza all'Istituto Superiore Sanità". 

Coronavirus, dal 4 maggio test sierologici su un campione di 150mila persone. Arcruri: "Pronti a distribuire tutte le mascherine che serviranno. E fisseremo il prezzo massimo"

"Nelle prossime ore con un'azione che abbiamo concordato stanotte con il governo fisseremo il prezzo massimo al quale le mascherine potranno essere vendute: lo faremo sia con riferimento al prezzo che all'aliquota fiscale connessa allo stesso". Lo ha detto il commissario per l'emergenza coronavirus, Domenico Arcuri, nel corso di un punto stampa, spiegando che "siamo pronti a distribuire tutte le mascherine che serviranno per la fase due


Due o tre cose che non vi hanno detto sul curriculum di Domenico ...

Il 4 maggio partiranno i test sierologici a livello nazionale su un campione di 150mila persone. Lo ha detto il commissario straordinario Domenico Arcuri sottolineando che l'azienda vincitrice del bando offrirà gratuitamente i test. "Questa mattina abbiamo concluso la gara, 4 giorni prima del tempo e solo 9 giorni dopo la richiesta del governo", ha aggiunto sottolineando che sono state 72 le aziende che hanno partecipato e quella che è stata scelta offre la "migliore soluzione oggi esistente sul mercato". 

"Non abbiamo ancora vinto - ha aggiunto Arcuri -, oggi è la festa della liberazione ma, che tutti lo capiscano, non ci siamo ancora liberati dal virus, noi non siamo ancora arrivati al 25 aprile nella guerra con questo nemico. Non abbiamo conquistato tutte nostre libertà e componenti normali della vita tutti noi".

"Sulla app per il contact tracing abbiamo conseguito tre risultati - ha spiegato Arcuri -: l'infrastruttura su cui i dati italiani risiederanno sarà pubblica ed italiana, la app rispetterà tutte le norme sulla privacy nazionali ed Ue. Per step successivi arriverà ad essere strumento costruito intorno al diario sanitario di la userà, sarà non solo alert ma anche per le politiche sanitarie da remoto. I contagiati e i loro contatti stretti potranno colloquiare col sistema nazionale da remoto. Confido che molti italiani la useranno".  

"Siamo pronti a distribuire tutte le mascherine che serviranno per gestire la fase 2", ha detto ancora il Commissario straordinario Domenico Arcuri sottolineando che al momento sono stati distribuiti 138 milioni di mascherine e che le Regioni hanno ad oggi 47 milioni di mascherine nei magazzini. Arcuri ha poi annunciato che è stato siglato un accordo con 2 imprese italiane per realizzare 51 macchinari che produrranno tra 400 e 800mila mascherine al giorno. Macchine che lo Stato acquisterà. "Arriveremo presto a produrre almeno 25 milioni di mascherine al giorno".

 Il Commissario ha ricordato che la distribuzione riguarda i dispositivi per determinate categorie - sanità, parasanità, servizi pubblici essenziali, forze di polizia e forze armate - e che queste categorie "ne hanno più di quelli che servono". Il sistema di approvvigionamento "sta funzionando" e vengono distribuite alle Regioni più mascherine "di quelle che servono". Un fabbisogno che per il momento è stato soddisfatto con le importazioni. Ma un "grande paese - ha aggiunto Arcuri - non può dipendere per sempre dalle importazioni" perché "la salute non può dipendere dall'orario di atterraggio dei cargo e dal contenuto che è nelle loro stive, non può dipendere dalle guerre commerciali e da speculatori senza scrupoli". Ecco perché l'Italia deve fare da sola. Al momento, ha detto ancora, ci sono 106 imprese che stanno riconvertendo gli impianti, cinque delle quali hanno già sottoscritto un contratto con lo Stato. Inoltre, ieri è stato siglato un accordo "con due grandi imprese italiane che stanno producendo 51 macchine utensili che serviranno a produrre mascherine nel nostro Paese. Queste 51 macchine - ha spiegato - produrranno da 400mila a 800mila mascherine al giorno. Noi compreremo queste macchine e utilizzeremo luoghi pubblici per produrre le mascherine". E c'è poi un'altra azienda italiana che "ci ha dato disponibilità ad accogliere una parte" delle macchine "e mettere quote dei suoi operai a produrre".

"Distribuiremo le mascherine anche alla pubblica amministrazione, ai trasporti pubblici, alle forze dell'ordine e a tutti i componenti del sistema pubblico che ricominceranno a vivere dal 4 maggio. Distribuiremo i dpi anche alle Rsa, siano essere pubbliche, poche, o private, molte: è un gesto necessario di solidarietà, vicinanza e sostegno a dei luoghi che sono sempre più l'epicentro di questa grave crisi".

"Nelle prossime ore, fisseremo il prezzo massimo al quale le mascherine potranno essere vendute. Lo faremo sia con riferimento al prezzo, sia con riferimento al prezzo che con aliquota fiscale connessa è allo stesso. Ne distribuiamo un numero sufficiente per le regioni affinché ne mettano da parte una quota. Stiamo anche lavorando per ridurre fino ad azzerare le importazioni", ha spiegato ancora Arcuri.

Spallanzani, 114 ricoverati, finora 358 dimessi - "I pazienti covid 19 positivi sono in totale 114. Di questi 20 pazienti necessitano di supporto respiratorio". E' quanto emerge dal bollettino medico di oggi dello Spallanzani di Roma. "In giornata sono previste ulteriori dimissioni di pazienti asintomatici o paucisintomatici - prosegue il bollettino - I pazienti dimessi e trasferiti a domicilio o presso altre strutture territoriali, sono a questa mattina 358". (Fonti: Adkronos e Ansa)

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Coronavirus, lo sprint di Zaia verso la riapertura del Veneto: "Di fronte a un finto lockdown, domani nuova ordinanza con un cambio di strategia" (VIDEO)

 "Stiamo scrivendo una nuova ordinanza che presenteremo domani e avrà un cambio di strategia. Dobbiamo fare analisi approfondita rispetto ad alcuni temi, ma è evidente che ormai siamo di fronte a un finto lockdown". Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia nel corso del punto stampa presso la Protezione Civile a Marghera. "Dovremo riassettare il provvedimento – ha proseguito Zaia – dato che siamo di fronte a un finto lockdown, avremo una riapertura del 50-60 per cento, se togliamo negozi e ristorazione, non è più lockdown lo abbiamo fatto ma oggi ordinanza verrà scritta con questa filosofia" - (VIDEO)


Il presidente della Regione Luca Zaia parla in diretta video dalla sua pagina Facebook ai veneti oggi, 11 Aprile 2020. Ecco gli argomenti principali affrontati: la riapertura delle imprese e le protezione dei lavoratori, la nuova ordinanza della Regione prevista per il giorno di Pasqua, il problema delle mascherine e dell'abuso dei prezzi, spiagge e vivai, le donazioni (hanno superato quota 30.000 per 42 milioni di euro, molte di mascherine e di prodotti alimentari, la Regione inizierà presto la distribuzione).

Riapertura delle imprese.
 
«Non possiamo chiudere imprese che sono dichiarate aperte. Il lockdown di fatto non esiste più. Parlare di misure restrittive con tre quarti dell'Italia che sta aprendo a poco senso, a questo punto abbiamo una riserva indiana in cui ci sono "poveri" che non riescono ad aprire e non è accettabile. Vedi la moda, prima filiera italiana. E' difficile spiegare che apre Fincantieri e non lo possono fare che so Rosso o Benetton. A questo punto io programmo sapendo che non c'è più il lockdown. Già oggi il 60% delle aziende è aperta e lo si vede dal traffico che è aumentato, a causa del cosiddetto silenzio-assenso cosicché molte aziende in deroga hanno già riaperto».

Nuova ordinanza  in arrivo. 
«Martedì 14 sarà un altro Veneto rispetto a quello che vediamo oggi.  Domani, giorno di Pasqua, faremo una nuova ordinanza. Si concentrerà più sui dispositivi piuttosto che su alcune restrizioni che, alla luce di quello che sta accadendo, rischiano di sparire. È pur vero che dobbiamo fare un'analisi approfondita rispetto ad alcuni temi. Ora ci concentriamo sulle misure di protezione dei cittadini. Con l'ordinanza di domani faremo un cambio di strategia. E' chiaro che anche il sistema dei trasporti va ricalibrato. Ma il fattore limitante sono le mascherine, devono essere liberalizzate, le farmacie dovranno poterle vendere anche sfuse. Il vero tema è la messa in sicurezza del sistema, lavoratori e cittadini, questo è il tema centrale».

Messaggio agli imprenditori.
 «Se non avete le mascherine non riaprite. Questo vale in modo particolare nelle imprese dove c'è ammassamento, dove le persone lavorano con squadre a poca distanza. Le Spisal lavoreranno in continuazione per i controlli, come già stanno facendo».

La mascherine.
 
«Averla o non averla è lo spartiacque tra il contagio e il non contagio. I dati sulle terapie intensive sono chiarissimi. I cittadini devono avere i dispositivi».
L'abuso dei prezzi? «I controlli li possono fare anche i Vigili urbani oltre alla Finanza. Il problema si risolve con la liberalizzazione delle importazioni. Quella chirurgica in tempi di pace vale 25-30 centesimi. Nei giorni scorsi sono salite a 1 euro, adesso mi dicono che sono scese a 0,40-45. Se c'è chi vende una mascherina a 9 euro, va segnalato alla Guardia di Finanza: è chiaramente un abuso. Se fossero reperibili, le mascherine andrebbero indossate da tutti».

Spiagge.
«Non sono inserite nel decreto del governo ai fini della riapertura da martedì 14. Ma stiamo valutando anche questo aspetto».

Rischi.
 
«Se qualcuno pensa che riapriamo tutto, facciamo baldoria, si sbaglia di grosso. Ci arriveremo, ma per gradi. E comunque cambierà il nostro approccio con la tutela della salute anche quando l'emergenza sarà finita».

Vivai.
«Resta un vulnus tra il codice Ateco che permette la riapertura dei vivai e il motivo indifferibile che ti autorizza ad uscire di casa. Se ti fermano e gli dici che stai andando in vivaio è da verbale. Lo stesso vale per altri casi, tipo il cambio delle gomme delle macchine. Vedete che se di mezzo ci mettiamo una mascherina e i guanti sarebbe tutto più facile. Sul fronte specifico dei vivai comunque faremo presto qualcosa».

Rapporto con l'Europa.
 «L'Europa? Non c'è. I 400 miliardi? Allettanti ma nessuno ha capito come funzionerà il meccanismo».

Via libera alle aziende private per i test sierologici.
 
«Per noi devono essere liberi. Non so però quanti test saranno in grado di fare i privati».

Il bollettino di oggi
Si sono registrate nella notte altre 7 vittime (dati aggiornati alle 8 di oggi), il totale dei decessi in Veneto dall'inizio della crisi è di 831. Salgono anche i casi positivi: 10.592 (+309), mentre sono 2.188 i negativizzati virologici. In isolamento domiciliare ci sono 18.111 persone. I ricoverati sono 1716 (-10), di cui 1465 in area non critica (-13) e 251 in terapia intensiva (+3) dopo molti giorni di calo. I dimessi salgono a 1595 (+99). Lo rileva il Bollettino ufficiale della Regione Veneto. (Fonte: il Gazzettino)

Coronavirus, un servizio del Tg1 da Alzano fa infuriare la Lombardia. Caparini: "Rai senza scrupoli, tv della vergogna: infangato dirigente sanitario che si è ammalato sul campo"

"Medici, scienziati e dirigenti che da settimane lottano per strappare pazienti da una morte tremenda trattati come delinquenti da quello che fu un telegiornale autorevole. Con un'aggravante, che una giornalista senza scrupoli ha infangato un bravissimo dirigente convalescente di COVID ammalatosi sul campo". Lo dice l'assessore al Bilancio della Regione Lombardia, Davide Caparini, commentando il servizio mandato in onda oggi dal Tg1 Rai da Alzano.
"Questa e' la dimostrazione - prosegue Caparini - di quanto sono caduti in basso nel disperato tentativo di assolvere gli unici colpevoli dei ritardi nell'adottare quelle misure di contenimento che proprio la sanita' lombarda invocava da giorni". "Non a caso - conclude Caparini - la Rai e' la televisione di Stato. La tv della vergogna".

Coronavirus, in Lombardia bilancio pesante, ma la discesa si avvicina. Gallera: "Dati ancora positivi, ma dobbiamo insistere ancor di più. Fondamentale stare a casa il weekend di Pasqua" (VIDEO)

"I dati continuano ad essere positivi e anche i numeri dei ricoverati sono contenuti". Lo ha detto l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, durante la conferenza stampa trasmessa sulla pagina Facebook di LombardiaNotizieOnline. "A Milano la situazione è stabile – anche se la linea continua ad oscillare. Dobbiamo insistere ancora di più. Va da sé che dovremo passare il weekend di Pasqua in casa rispettando le misure restrittive previste dalle ordinanze". Gallera ha anche fatto sapere che il reclutamento di operatori sanitari dall'inizio dell'emergenza è stato di 2.434 persone. L'assessore ha quindi ringraziato il ministero della Salute "che è stato il più vicino alla Regione Lombardia, attraverso il ministro Speranza e il viceministro Sileri". Gallera ha quindi ricordato che oggi sono arrivati a Linate dei medici dalla Protezione civile: "20 sono destinati alla Lombardia e noi li abbiamo 'dirottati' agli Spedali civili di Brescia. Li ringraziamo molto: è un gesto di grande solidarietà e fratellanza perché decidono di venire non solo da altre Regioni, ma anche da altri Stati per combattere insieme questa battaglia" - (VIDEO)


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Sono più di diecimila le persone morte in Lombardia dall'inizio dell'emergenza Coronavirus, esattamente sono 10.022, di questi 300 solo nelle ultime 24 ore. Lo ha detto l'assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera, durante il consueto aggiornamento sull'emergenza Covid. Sono in tutto 54.802 i positivi al Covid, 1388 più di ieri. I ricoverati in terapia intensiva sono 1.236 (-21), mentre quelli non in terapia intensiva sono 11.796 (+77). Sono stati fatti in 
Regione in tutto 176.953 tamponi. I numeri sull'emergenza coronavirus nella Regione Lombardia ''continuano a essere positivi'', anche alla luce del continuo aumento dei tamponi effettuati precisa Gallera, che spiega: ''Bisogna considerare il numero di tamponi, che è in aumento costante, oggi sono 9.300, ieri erano 8.200 e il giorno prima poco più di 6.000. Negli ospedali si sta tornando a una certa normalità.  Le persone ospedalizzate sono 11.796 (+77). I pazienti in terapia intensiva sono 1.236, 21 in meno di ieri.

Il dato della Lombardia rappresenta più della metà dei decessi avvenuti in tutta Italia. Un morto ogni mille abitanti: è questa la proporzione dei decessi per Coronavirus in Lombardia. Oggi infatti il numero dei morti ha toccato i 10.022 per una popolazione di 10.060.574 persone (secondo i dati Istat).

Tamponi a medici di base e nelle Rsa

"Stiamo facendo tamponi ai medici di medicina di base, agli operatori con una temperatura superiore ai 37.5 gradi sia negli ospedali che nelle Rsa. Accanto a loro tamponiamo anche coloro che hanno anche altri sintomi. Questo per monitorare tutto il personale sanitario. Tamponiamo anche gli ospiti delle Rsa". Lo ha detto Gallera.

I dati delle province

Cambia la geografia del contagio nelle province. Brescia con 10.122 contagiati, 213 più di ieri, supera Bergamo, che cresce di 112 positivi al Covid arrivando a 10.043. A Milano i contagiati sono 12.479, 440 più di ieri, in città sono 4.979, con una crescita di 155 contagi. La situazione complessiva mostra un rallentamento del contagio nelle diverse province, tranne che a Milano. "Quella di Milano è una situazione che dobbiamo tenere sotto controllo, e lo dico ai cittadini, con un atteggiamento ancora più determinato" ha detto Gallera spiegando che "la situazione è stabile ma la linea oscilla, anche se dai dati sembra che Milano sia la città che si sposta di meno". Nelle altre province la crescita maggiore è a Brescia, 213 unità, seguita da Varese (143), Bergamo (112), mentre Como, Pavia, Cremona e Mantova sono sulla sessantina e Monza a 91.

Potenziata le Unità speciali di continuità assistenziale

Sull'emergenza coronavirus "è arrivata questa grande ondata che sul territorio non ci ha consentito di fare azioni di monitoraggio, si è trattato di 18 giorni in cui veramente la capacità è stata solo quella di resistere". A dirlo è l'assessore Gallera, che aggiunge "allentata la pressione stiamo sul territorio, lavorando, strutturandoci, con un monitoraggio e delle visite a domicilio, con un lavoro articolato e permeato sulle varie realta' provinciali". Le Unità Speciali di Continuita' Assistenziale (Usca), aggiunge l'assessore, "sono realtà apprezzate che stanno aumentando. A Milano si è passati da 16 a 19 medici e da settimana prossima si arriverà a 30, con le 'brigate' di medici che passano da 8 a 15. Lo stesso vale per l'Insubria,dove si passa da 3 a 5. A Bergamo, grazie all'attivita' delle Usca, le Unità Speciali di Continuità Assistenziale, abbiamo realizzato 670 visite a domicilio. A Brescia 150 e a Pavia 524. In questi ultimi due capoluoghi, dalla prossima settimana sara' attivo anche il servizio dell'ecografia a domicilio".

Rinforzi per la sanità lombarda

"Il reclutamento straordinario di operatori sanitari dall'inizio dell'emergenza è stato di 2.434 medici, di cui 1.481 operatori di comparto tra infermieri e operatori, 11 dirigenti sanitari non medici, 245 medici laureati, 453 medici specialisti e 244 medici specializzandi.  All'asst di Brescia sono andati 226 risorse, a Cremona 184, a Lodi 186 e a Bergamo 292 medici". Lo ha detto Gallera, aggiungendo che "i famosi laureati che non sono entrati in una scuola di specializzazione, per esempio, erano in una zona grigia e non potevano partecipare ai conoscorsi. Grazie a un decreto del Ministero della Salute, che ringrazio, è stata fatta una deroga".

"ll contingente di medici arrivato oggi a Linate aveva 20 medici destinati alla Regione e noi li abbiamo subito inviati agli Spedali Civili di Brescia. Li ringraziamo molto: è un gesto di grande solidarieta' e fratellanza perché decidono di venire non solo da altre Regioni, ma anche da altri Stati per combattere insieme questa battaglia". ha aggiunto l'assessore al Welfare, che ha anche  voluto ringraziare il ministero della Salute, "che è stato il più vicino alla Regione Lombardia, attraverso il ministro Speranza e il viceministro Sileri.

 
  • Pubblicato in Salute

Coronavirus, la Lombardia accoglie i medici inviati dalla Protezione civile. Fontana: "Aiuto importante, speriamo diano colpo finale al virus" (VIDEO)

"È una giornata bellissima, meteorologicamente, ma è bellissima perché i numeri anche oggi stanno migliorando". Lo ha detto il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, in attesa sulla pista dell'aeroporto militare di Linate dei 70 medici "che saranno destinati agli ospedali di Brescia" - (VIDEO)


Sono 73 i medici arrivati da ogni parte d'Italia all'aeroporto militare di Linate e accolti dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, accompagnato dall'assessore regionale alla Protezione civile Pietro Foroni e dal Prefetto di Milano Renato Saccone. Di questo personale sanitario inviato dal Dipartimento Nazionale di Protezione civile, venti medici, ciascuno con specialita' differenti, sono destinati a dare manforte agli Spedali civili di Brescia, tra le province piu' colpite dal coronavirus.

FONTANA - La gran parte dei medici che andranno a Brescia arriva da Roma, altri da Napoli, ma anche da Catania e Palermo o da L'Aquila, Sassari, Lecce e Trieste. "Un aiuto importante - ha commentato il presidente Fontana -
risorse che contribuiranno ad alleggerire la pressione alla quale si sono sottoposti i nostri medici. Do' loro il benvenuto da parte di tutti i cittadini lombardi e speriamo che contribuiscano a dare il colpo finale per chiudere questo
momento di grave criticita'". Al seguito del personale medico anche il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia e il Capo del Dipartimento Protezione civile nazionale Angelo Borrelli.

FORONI - "Personale destinato a tutto il Nord Italia - ha aggiunto Foroni - e per quanto concerne la nostra Brescia, andranno a sostituire i medici arrivati dalla Polonia che ritorneranno in patria. Un prezioso aiuto che e' importantissimo in questa fase emergenziale. Ci auguriamo sia in fase calante ma non possiamo distoglierci dalla massima attenzione e dobbiamo assicurare ai presidi ospedalieri della necessaria presenza di personale medico". "L'emergenza non e' ancora finita - ha detto ancora Foroni - e questo e' il momento di stringerci, di non mollare di un millimetro, perche' guai a qualsiasi cedimento che potrebbe riaprire la voragine".

Coronavirus, Renzi contro Boccia: "Indegno fare ironia sulle mascherine con quello che sta succedendo. Piuttosto ci spieghino..." (VIDEO)

Il videomessaggio social dell'ex premier e leader di Italia Viva sull'emergenza Covid-19. Critiche al ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Francesco Boccia, che in conferenza stampa col capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, aveva ironizzato sulle mascherine inadatte respinte dalla Regione Lombardia. Quindi un appello alla politica perché continui a lavorare: Il Parlamento non può stare a casa, la democrazia non chiude mai" - (VIDEO)


Matteo Renzi azzanna Borrelli e Boccia: basta gag, tirate fuori le mascherine

Matteo Renzi va all'assalto di Angelo Borrelli, capo della Protezione civile e commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus, e del ministro per gli Affari regionali e le autonomie Francesco Boccia. "Fare ironia sulle mascherine è assurdo, un atteggiamento indegno delle nostre istituzioni. A maggior ragione dopo ciò che sta accadendo sulle mascherine dalla Lombardia alla Sicilia e dopo le giuste proteste di Fontana e Musumeci", scrive su Facebook il leader di Italia VIva.

"La mancanza di protezioni è concausa del contagio più inaccettabile, quello del personale sanitario: medici e infermieri. Italia Viva presenterà una interrogazione parlamentare e un question time per sapere cosa sta facendo da settimane la protezione civile proprio sull’acquisto delle mascherine. Come funziona la direzione acquisti, quanto personale sta lavorando su questo settore strategico, che strategie di prevenzione sono state attivate? Serve trasparenza, servono risposte. Gli italiani accettano ogni sacrificio con spirito straordinario. Ma le Istituzioni devono rispondere". 

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