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updated 8:03 AM UTC, Aug 8, 2020

Covid, Zingaretti e la lezioncina anti-Salvini: "Scellerati si tolgono la mascherina per farsi pubblicità". La replica è un gol a porta vuota: "Parla quello dell'aperitivo"

"Il tema oggi è non far rialzare la curva. E quindi continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici che bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani". Così Nicola Zingaretti in un'intervista a Fanpage.it - (Nella foto il segretario Pd in un locale sui Navigli a Milano in piena emergenza sanitaria)


Aperitivo, incontri e interviste: le ultime tappe di Zingaretti ...

Botta e risposta tra Nicola Zingaretti e Matteo Salvini. Il segretario del Pd ha iniziato il suo sabato mattina con un attacco al leader della Lega. Il dem ha proposto un patto per i giovani, per la "generazione che pagherà più di altri gli effetti del Covid nel campo del lavoro, del debito pubblico che si sta facendo e dell’arretratezza del sistema Paese". A Fanpage Zingaretti non ha risparmiato il suo nemico da frecciatine: "Oggi il tema è non far rialzare la curva. E quindi continuare a dire a tutti, contro gli scellerati che per farsi pubblicità si tolgono la mascherina, che ci sono tre cose semplici ch bisogna fare: mascherina, distanza di sicurezza e igiene delle mani". 

Un chiaro riferimento al numero uno del Carroccio che, settimana scorsa, impegnato in un convegno in Senato con esperti e virologi, ha negato l'uso della mascherina. Non solo, l'ex ministro ha anche bocciato il saluto con il gomito, sollevando la peggiore delle polemiche. Così, ad oggi, la Lega replica all'attacco di Zingaretti. Una sola frase basta e avanza per demolirlo: "Parla quello dell'aperitivo".

 

(Fonte: Libero)

Open Arms, Salvini: "Voto politico per processo politico. Ho difeso la patria, ho fatto il mio dovere". E attacca Renzi: "Che triste fine, uno Scilipoti qualunque..." (VIDEO)

"Io stasera torno a casa con un processo ma a testa alta", attacca Matteo Salvini nel corso del suo intervento nell'Aula del Senato prima che venga votata l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti per il caso Open Arms. Nel mirino di Salvini finisce soprattutto Matteo Renzi, il leader di Italia Viva che, contraddicendo quanto fatto settimane fa in commissione, aveva da poco annunciato il "sì" al processo. Il leader leghista è durissimo: "Preferisco il silenzio del M5S, in imbarazzo, alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia". Salvini ha notato pure l'abbondante presenza in Aula di senatori a vita: "Mi confermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni". A margine dell'intervento l'intervista fuori da Palazzo Madama: "Sono orgoglioso di quello che ho fatto" - (VIDEO)


Il Senato vota sull'autorizzazione a procedere nei confronti di ...

"Si è già capito che il voto è politico". Matteo Salvini apre così il suo intervento al Senato nella discussione sul caso Open Arms. "Ringrazio il governo per la sua abbondante presenza. Non era dovuta, ma se la forma è sostanza, ringrazio i banchi vuoti del governo che dimostrano il rispetto per quest'Aula", esordisce il leader della Lega.

"Noto l'abbondante presenza dei senatori a vita e mi riconfermo nell'idea che sia una figura ampiamente superata nelle nostre istituzioni. Noto il fatto che non sia intervenuto nessuno del M5S, evidentemente questo sottolinea l'imbarazzo. Preferisco il bel tacer del M5S alle gratuite supercazzole di Renzi e compagnia. Con tutto il rispetto per Ugo Tognazzi e Amici miei, più seri di qualche senatore presente in quest'aula", afferma ancora Salvini, richiamato dal presidente Casellati per il linguaggio. "Triste fine passare, per quanto riguarda il senatore Renzi, dall'avere De Gasperi come modello a comportarsi come uno Scilipoti qualunque", prosegue.

Salvini cita l'articolo 52 della Costituzione: "La difesa della patria è sacro dovere del cittadino", dice, prima di affermare che "di questa vicenda, mi rammarico perché dovrò spiegare ai miei due figli che papà non va a processo perché è un delinquente ma perché ha fatto il suo dovere di cittadino e di ministro della Repubblica. Delle critiche politiche mi frega zero". "Quello che è successo è agli atti", dice rivolgendosi al "mancato presidente Grasso", ironizzando sulla mancata nomina dell'esponente di Leu alla presidenza della commissione Giustizia. "Questa è una nave pirata", dice ripercorrendo la vicenda. "Se c'è qualcuno che ha commesso un crimine è il comandante di questa nave pirata".

"Io stasera torno a casa a testa alta, con un processo, ma a testa alta. Io vi ringrazio, mi fate un regalo a mandarmi a processo, vado a testa alta e con la schiena dritta", conclude. "Oggi si manda Salvini a processo politico. Domani, siccome la ruota gira e toccherà a qualcuno di voi, la Lega starà dalla parte delle garanzie e della libertà del Parlamento. Non vi manderemo in un'aula di tribunale, saranno i cittadini a giudicarvi".

Pd-M5S, divisi a Bruxelles e separati in Puglia: tra Mes e Regionali, l'alleanza che sostiene Conte traballa. Scuola, tasse, legge elettorale: tutti gli scontri. E Renzi fa la spina nel fianco

All'Europarlamento i due partiti hanno votato in modo diverso su un emendamento presentato dalla Lega. A Roma posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. E i problemi sono anche sul territorio in vista delle elezioni amministrative. Crimi: "In Puglia correremo da soli. Il contrasto alle politiche di Emiliano non è archiviabile"


Conte, Zingaretti e il settembre fatale - Il Foglio

Pd-5Stelle, quante divergenze. E Conte si preoccupa

Pd e M5S si sono divisi a Bruxelles sul Mes. I due partiti hanno votato in modo diverso sull'emendamento presentato dalla Lega e dal gruppo Identità e democrazia alla risoluzione sulle conclusioni del Consiglio europeo straordinario. L'emendamento, poi bocciato e a favore del quale si sono schierati Lega, Fdi e M5s, chiedeva di respingere un utilizzo del Mes finalizzato a stimolare l'economia in seguito alla crisi della Covid-19. Posizioni distanti nella maggioranza su scuola e fisco. Il ministro Speranza chiede 20 miliardi per la sanità, mentre il Pd avanza l'ipotesi di una Bicamerale per la regia della spesa. Italia Viva si è schierata con il centrodestra, contro i Dem, per evitare che si esaminasse la riforma della legge elettorale entro l'estate anche in Commissione. 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte terrà nell'Aula della Camera il prossimo 29 luglio alle 9.30 comunicazioni sulla situazione del contrasto dell'emergenza Covid e sullo stato di emergenza. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. Sulla questione dello Stato d'emergenza torna con nettezza Matteo Salvini: "Non c'è un' emergenza sanitaria in corso, chi vuole prorogare lo stato di emergenza è un nemico dell'Italia. Noi non li facciamo uscire dall'Aula, ci stanno loro chiusi, gli italiani meritano respiro e libertà. Ieri non hanno deciso in Cdm, se vogliono questo non esiste, non c'è motivo".


"Non ci siamo mai sottratti al confronto ma lo facciamo se ci sono i presupposti. Lo so che c'è un dibattito sula Puglia, so che tanti stanno spingendo ma voglio confermare, senza ombra di dubbio che in Puglia corriamo da soli. Ci abbiamo ragionato ,ma le politiche fatte da Emiliano noi le abbiamo contrastate, non possiamo archiviare questo". Lo dice il capo politico M5S Vito Crimi ai microfoni di Radio anch'io, su RadioUno, sottolineando che dalle Regionali "non ci sarà nessun impatto sul governo".

Intanto Bonetti diffida Emiliano sulla doppia preferenza di genere. "Per quanto riguarda la politica bisogna introdurre principi di parità. Mi duole dire che abbiamo delle regioni che non hanno ancora adeguato la loro legge regionale con la doppia preferenza di genere. Una tra tutte, la Puglia, e come governo siamo stati costretti a mandare una diffida al Consiglio regionale perché si adegui a quella norma. Non si capisce perché non ci si debba adeguare, a meno che non si voglia escludere un pezzo di cittadinanza, quello femminile, da un diritto fondamentale, l'accesso alle cariche elettive. Il presidente Emiliano si assuma la responsabilità d avere ricevuto una diffida dal governo, vada in Consiglio regionale e si voti, a viso aperto, non con voto segreto, una norma di diritto fondamentale". Lo ha detto la ministra per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti a Italia Viva Sicilia live.

Sondaggi politici, boom di Giorgia Meloni: sfonda quota 15% e mette nel mirino il M5S. Lega sempre primo partito, stabile il Pd, Renzi non entrerebbe in Parlamento

Lorenzo Pregliasco (YouTrend) presenta la supermedia dei sondaggi elettorali della settimana del 17 luglio: Fratelli d'Italia non solo torna a crescere (+0,5%) ma fa registrare anche un nuovo record, sfondando infine quella soglia "psicologica". Si riavvicina al Movimento 5 Stelle (fermo al 16,0%), da cui lo separa ormai meno di un punto. Lega sempre in testa in lieve calo, i dem rimangono sotto di 5 punti. Italia Viva dell'ex premier sotto il 3%, sorpassata da La Sinistra


Fratelli d’Italia supera il 15% e arriva a un punto dal M5S. La Lega si conferma il primo partito nelle intenzioni di voto, anche se in calo. Piccola flessione anche per il Pd che rimane al secondo posto al 20,2%. È quanto emerge dall’ultima rilevazione della Supermedia dei sondaggi politici elaborata da YouTrend per Agi, che mostra come i primi quattro partiti in Italia siano racchiusi in una forbice di appena 11 punti percentuali.

I dati per ogni partito

La Lega, sempre al primo posto nelle intenzioni di voto, perde altri 4 decimi e va al 25,4%. Seguono il Partito Democratico (20,4%) e il Movimento 5 Stelle (16%). Fratelli d’Italia cresce di mezzo punto e supera per la prima volta il 15%, portandosi a meno di un decimo dal M5S: la distanza tra i due partiti non era mai stata così ristretta. Forza Italia (7,2%) sale di 4 decimi su base bisettimanale, mentre l’area riconducibile alla lista La Sinistra (3%) sorpassa Italia Viva (2,9%). Chiudono il quadro Azione (stabile al 2,7%), +Europa (in crescita al 2,1%) e i Verdi (in lieve calo all’1,6%).

Le aggregazioni per aree parlamentari

Aggregando i risultati sulla base degli attuali equilibri parlamentari, la maggioranza che appoggia il governo Conte otterrebbe il 42,2%, 6 punti e mezzo in meno rispetto all’opposizione di centrodestra (48,7%). Osservando invece le percentuali sulla base delle coalizioni che hanno preso parte alle elezioni politiche del 2018, il centrosinistra avrebbe il 28,1%, più di 20 punti in meno rispetto alla coalizione del centrodestra unito.

Nota metodologica

La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto, realizzati dal 2 al 15 luglio dagli istituti Ipsos, Ixè, SWG e Tecnè. La ponderazione è stata effettuata il giorno 16 luglio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale.

Stato di emergenza, la proroga mette in agitazione la maggioranza e fa insorgere l'opposizione. Settimana calda per il governo

La nuova ipotesi al vaglio del Consiglio dei ministri. L'idea è di prorogare lo stato d'emergenza in modo graduale (al 31 ottobre anziché al 31 dicembre). Le misure restrittive fino al 31 luglio. Monta la polemica politica: Pd con Conte, tensioni col M5S. Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" al premier. Berlusconi: "Inaccettabile forzare la Costituzione"


Cosa prevede il nuovo decreto di Conte per combattere il ...

Prorogare lo stato di emergenza per la lotta al coronavirus al 31 ottobre anziché al 31 dicembre: è l'ipotesi al vaglio del governo. La delibera potrebbe essere all'esame del prossimo Cdm. Si va poi verso la proroga al 31 luglio di tutte le misure restrittive (discoteche, fiere e congressi chiusi, stretta sui voli, vietati gli assembramenti e obbligo di mascherina nei luoghi chiusi) contenute nel Dpcm dell'11 giugno. Lo prevederebbe il nuovo Dpcm atteso il 14 luglio.

Il governo, come ha già anticipato il premier Giuseppe Conte, è intenzionato a ampliare le misure eccezionali per la lotta al coronavirus e già in settimana potrebbe arrivare una delibera ad hoc in Consiglio dei ministri, accompagnata anche da un decreto legge utile per fare ordine fra le varie scadenze fissate nel corso di questi mesi.

Nessuna decisione è stata ancora presa, sottolineano diverse fonti, ma è possibile che si decida di procedere in modo graduale. Scegliere una scadenza più ravvicinata avrebbe però lo svantaggio - è il ragionamento - di rendere più incerto il destino degli interventi a favore di famiglie e imprese.

Intanto, martedì il governo approverà un nuovo Dpcm per confermare il pacchetto di misure che scadono il 14 luglio (dalla stretta della movida ai voli) fino a fine mese e che ancora vengono ritenute necessarie per evitare che il Covid-19 torni a diffondersi pericolosamente.

A riferire in Parlamento quasi in contemporanea le decisioni adottate dall'esecutivo sarà il ministro Roberto Speranza: il titolare della Salute si presenterà martedì sera in Aula a Montecitorio (la volta precedente era stato in Senato) e illustrerà il provvedimento.

La maggioranza e le opposizioni potranno presentare delle risoluzioni ma - a differenza della partita che si gioca sul Mes - in questo caso il voto dovrebbe filare liscio. Il Pd con Stefano Ceccanti, che pure ha chiesto più volte al governo di confrontarsi con il Parlamento, si ritiene soddisfatto ma chiede anche che arrivi subito "qualche prima spiegazione" nonché chiede di definire il giorno in cui il presidente del Consiglio "verrà a ricevere indirizzi del Parlamento sul post del 31 luglio".

Giusto e opportuno, dice il capogruppo di LeU al Senato Federico Fornaro, valutare una proroga dello stato di emergenza, senza che la questione sia dominata da una sterile propaganda", anche se il compagno di partito Stefano Fassina sostiene la necessità di invertire l'ordine dei lavori: prima la discussione alle Camere e poi il via libera del governo.

Granitici contro l'uso di strumenti che non possano essere modificati da senatori e deputati invece gli esponenti delle opposizioni: Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia puntano l'indice contro il rischio di "pieni poteri" esercitati dal premier attraverso la scelta di strumenti normativi con corsie preferenziali ma anche contro i partiti di maggioranza.

Giorgia Meloni è convinta che la proroga dello stato di emergenza non sia altro che un escamotage di ministri e parlamentari per "salvare le poltrone" mentre Silvio Berlusconi ha preso carta e penna e in una lettera alla Stampa ha ribadito la disponibilità a "collaborare" ma ha anche definito "inaccettabile sul piano della procedura la decisione di forzare ancora la Costituzione e la trasparenza del processo democratico".

 

(Fonte: Tgcom24)

Conte soddisfatto dei suoi ministri: "Non vedo un rimpasto all'orizzonte". Berlusconi: "Nessuna disponibilità di Forza Italia a sostenere il governo"

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla alla tv spagnola e fa il punto sul lavoro del governo, ma anche su emergenza Covid, rapporti internazionali e Mes. Intanto Silvio Berlusconi replica alle ipotesi formulate sull'onda delle dichiarazioni di Romano Prodi che non escludeva un ingresso nella maggioranza da parte di Forza Italia: "Noi in prima linea nell'evidenziare l'inadeguatezza dell'attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani"


Un rimpasto nella squadra di governo dopo le regionali fissate a settembre? "No, non vedo all'orizzonte un rimpasto di governo, sono soddisfatto della squadra dei ministri". Lo assicura il premier Giuseppe Conte, in un'intervista all'emittente spagnola Nius. "Abbiamo appena approvato un decreto molto importante per l’Italia, il Dl semplificazioni - prosegue il presidente del Consiglio - che taglia la burocrazia, che consente di accelerare la spesa per gli investimenti, sblocchiamo tantissimi cantieri. Abbiamo individuato circa 130 opere strategiche per le quali vogliamo correre molto speditamente, abbiamo un piano di rilancio condiviso con tutta la società italiana, stiamo lavorando a questo, siamo molto concentrati, non vedo rimpasti all’orizzonte”.

CORONAVIRUS - Una nuova ondata Covid post estate? "Alcuni esperti ragionano, è un dibattito pubblico, ragionano di una seconda ondata. Io non so se arriverà, anche perché non sono uno scienziato, e mi pare capire che essendo questa pandemia un nuovo virus le previsioni son difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l'Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo". A chi gli domanda se gli italiani abbiano ormai abbassato la guardia sulle misure di contenimento, "ho un atteggiamento di fiducia - risponde il presidente del Consiglio - occorre attenzione ma anche fiducia. In questo momento i cittadini italiani devono affrontare la ripresa delle attività economiche sociali e culturali con tranquillità. Devono rispettare le poche regole di distanziamento, l’utilizzo della mascherina se non c’è distanziamento ma la vita in Italia deve riprendere, tutte le attività devono riprendere. Abbiamo potenziato la risposta del sistema sanitario, fatti milioni di test, abbiamo anche elaborato un piano di monitoraggio molto dettagliato che ci consente di controllare tutte le aree territoriali: sono fiducioso, abbiamo tutte le condizioni per affrontare l’estate e anche l’autunno".

OLANDA - Al presidente olandese Mark Rutte "spiegherò che abbiamo fretta nell'interesse di tutti, non solo nostro ma anche dell'Olanda. Più rischiamo di ritardare più rischiamo di elaborare una risposta inefficace. Se noi lasciamo che si distrugga il mercato unico i danni saranno anche per l'Olanda non solo per Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Anche l'Olanda beneficia dal mercato unico, si avvale dell'economia europea. Quindi anche nel loro interesse è una reazione chiara e immediata".

MES - Il ricorso al Mes "non è mai stato un tabù: ho semplicemente detto che non puntiamo sul Mes perché non è la risoluzione dei nostri problemi. Noi abbiamo bisogno del Recovery Fund, dopo valuteremo se nell'interesse dell'Italia usare anche il Mes. E valuteremo in modo trasparente la regolamentazione della linea di credito del Mes".

"Ogni Stato deve misurarsi con la propria opinione pubblica e il proprio Parlamento. Non è che non voglio parlare di Mes per non affrontare il problema e fuggire alle mie responsabilità - assicura il presidente del Consiglio - è che affrontarlo adesso significa fare una battaglia astratta, che addirittura può diventare ideologica. In Italia c'è chi dice sì al Mes per principio e chi dice no al Mes per principio. A me interessa un approccio pragmatico e quel che serve alla comunità nazionale".

"Una volta finito il negoziato avremo gli strumenti, li studieremo uno per uno, aggiorneremo la valutazione anche con i flussi di cassa e io andrò in Parlamento a fare una proposta. Alla luce della situazione attuale, credo che queste sono le proposte e se ci sono delle alternative le proporrò e ne discuterò con il Parlamento in modo molto trasparente. Mi assumerò la responsabilità di fare anche una proposta", assicura.

BERGAMO - Sul lockdown a Bergamo, finito al centro di un'inchiesta giudiziaria, "non ho avuto richieste dalla Confindustria. L'ho letto sui giornali, non è una cosa che mi riguarda, le valutazioni sono state fatte senza ascoltare Confindustria, assolutamente no".

 

FORZA ITALIA: "NESSUNA DISPONIBILIA' A SOSTENERE IL GOVERNO"

"Non vi è né da parte del presidente Berlusconi, né del Movimento Politico Forza Italia alcuna disponibilità a fornire un sostegno politico al governo Conte. La disponibilità alla collaborazione istituzionale, già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali, non ha in alcun modo il significato di una partecipazione o di un atteggiamento benevolo, oggi o in futuro, verso l’attuale maggioranza o verso altre formule politiche incoerenti con la volontà degli elettori". E' quanto si legge in una nota della segreteria politica di Silvio Berlusconi smentendo un retroscena pubblicato oggi dal 'Fatto quotidiano' su un presunto interessamento del gruppo Mediaset a una Newco di rete.

"Al contrario - si sottolinea - Forza Italia, pur mantenendo un comportamento responsabile e costruttivo, è in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani".

Il nuovo ponte di Genova ai Benetton, il governo conferma. Imbarazzo 5Stelle, sconcerto generale. Salvini all'attacco: "Grillini ridicoli e bugiardi"

Il nuovo Ponte Morandi sarà gestito da Autostrade per l'Italia. Vale a dire, lo stesso gruppo legato al crollo del precedente viadotto, il 14 agosto 2018. A confermare le indiscrezioni di stampa è la ministra Pd di Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. E si scatenano le polemiche


TELENORD - Il tricolore illumina il nuovo ponte la notte del suo ...

"Confermo che il nuove Ponte Morandi sarà gestito da Autostrade. Ho scritto io la lettera al sindaco Bucci. La gestione va al concessionario, che oggi è Aspi, ma sulla vicenda c'è ancora l'ipotesi di revoca". Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, intervistata a 24 Mattino su Radio 24.

In mattinata il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, ha commentato così la notizia: "Dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il Governo M5S-Pd". La lettera della De Micheli è arrivata l'altro ieri, il destinatario è la struttura commissariale per la ricostruzione guidata da Marco Bucci.

La reazione del presidente Toti

Nel testo, stringato, c'è il rimando alla convenzione, alla necessità di stipulare un protocollo di intesa per gestire il passaggio di beni e aree e si anticipa la disponibilità dei tecnici del Mit, per gestire la transizione: "Leggo - prosegue Toti - la rassegna di questa mattina e penso ai grillini che promettevano, sulle macerie del Morandi, che avrebbero tolto subito le concessioni. A chi ci accusava di essere amici di Autostrade quando predicavamo solo buon senso dicendo che la giustizia si fa nei tribunali. Ai tanti partiti di Governo che si sono riempiti la bocca di cambiamento e nuova politica senza prendere una, che sia una, decisione su questo tema. Ad alcuni giornalisti che concionavano sulle malefatte di Autostrade, ci accusavano di difenderle e inneggiavano alla giustizia che il Governo avrebbe fatto togliendo le concessioni. A chi ha bloccato infrastrutture già finanziate da Autostrade, come la Gronda, che ora annunciano come opera strategica dopo averla stoppata (facendo risparmiare la concessionaria)".

"A chi - aggiunge - pur conoscendo la legge, ha mentito agli italiani facendo credere loro che avrebbero potuto estromettere Autostrade con un colpo di spugna. A chi ha permesso che Autostrade non facesse lavori di messa in sicurezza in questi due anni. A chi per colpa di questo squallido balletto ha inchiodato i liguri in code interminabili in piena stagione estiva. Io - aggiunge il governatore - non dico nulla. Ma nulla di nulla".

"Aspetto solo il commento di: Travaglio, Pedullà, Salvatore, Di Maio, Lunardon, alcuni giornalisti che vorrebbero fare politica, insomma tutti coloro che in questi anni hanno pontificato per i loro amici. A differenza loro, noi siamo amici solo dei liguri e vogliamo autostrade che funzionino e sicure. Ci interessa solo questo. Altri forse sono amici di altro... e altri. Sicuro non della verità. Forse perche' la verità vi fa male: voi ridate il ponte ad Autostrade senza ottenere nulla. Noi - conclude Toti - continuiamo a lavorare per l'interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi... ma visti i risultati...". 

Salvini: "Ridicoli e bugiardi"

Conoscere Matteo Salvini, per contrastarlo - Il Foglio

Matteo Salvini apprende la notizia della conferma della concessione ad Autostrade per l’Italia del nuovo Ponte Morandi di Genova, annunciata dal ministro delle Infrastrutture del Pd Paola De Micheli, e bombarda il Movimento 5 Stelle: “Due anni di menzogne e tempo perso: colpa di Salvini anche questo?”. Il riferimento è all’annosa richiesta di ritirare la concessione ad Aspi e ai Benetton, un diktat che i grillini hanno espresso fin dal giorno della sciagura, il 14 agosto 2018, e che è però rimasto lettera morta sia durante il Conte 1 sia con il Conte 2, viste le difficoltà legali del caso.

Comitato delle vittime

"Da un punto di vista tecnico me lo aspettavo: non si può affidare un pezzetto di autostrada ad un concessionario e uno ad un altro. Capiamo l'affidamento temporaneo, ma vogliamo la revoca: non è accettabile che un'azienda che ha gestito le autostrade in questo modo per tutto questo tempo, possa continuare a gestire il nostro patrimonio autostradale". Lo dice all'Agi Egle Possetti, portavoce del Comitato Ricordo Vittime Morandi, commentando la decisione del Mit di affidare il nuovo ponte di Genova ad Aspi. Possetti aggiunge che "ci aspetteremmo la revoca entro la commemorazione del 14 agosto, perche' saranno due anni" dalla tragedia. Nel crollo del Morandi persero la vita 43 persone.

Il commento del ministro Bonafede

"Sulla concessione delle autostrade il governo ha lavorato senza sosta. Dopo aver raggiunto un risultato importantissimo, con il nuovo ponte Morandi costruito in meno di due anni, adesso e' arrivato il momento di decidere, possibilmente entro questa settimana". Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e capo delegazione del Movimento 5 Stelle in un giro di telefonate fatte stamane.

La reazione di Forza Italia

"La notizia del giorno è che il ponte Morandi è affidato ad Autostrade. Non ci sono chiacchiere o dietrologie da fare, il Movimento 5 stelle per l'ennesima volta è stato smentito dai fatti, il populismo si e' infranto sulla realtà, sulle regole dello Stato di diritto". Lo ha detto Giorgio Mule', deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, intervenendo questa mattina ad 'Agorà Estate'.

"Conte ha preso in giro il popolo presentandosi a Genova due giorni dopo la tragedia e dicendo 'mai piu' Benetton', non sapendo o volendo ignorare consapevolmente che quell'azienda e' composta per il 70% da investitori stranieri. Però, mentre loro giocavano a rincorrere Aspi con la bandiera del giustizialismo in mano, in Italia sono crollati altri ponti gestiti da Anas a riprova del fatto che non c'e' un disegno criminoso da parte dei 'prenditori' ma ci sono delle manutenzioni che non sono state fatte o per mancanza di soldi o per mancanza di personale. E allora mi domando: potevano assumere questo personale? Sì. Lo hanno fatto? No. Potevano assumere personale per l'Agenzia nazionale di sicurezza per le infrastrutture? Sì. Lo hanno fatto? No. Potevano investire qualche miliardo per la manutenzione di strade e autostrade? Sì. Lo hanno fatto? No", ha aggiunto.

Attesa per la Consulta

Arrivano oggi al vaglio della Corte Costituzionale le misure contenute nel decreto Genova approvato nel 2018, inerenti la ricostruzione del Ponte Morandi, e, in particolare, l'esclusione di Autostrade. La Consulta, dopo l'udienza pubblica ora in corso, esaminerà le questioni sollevate con 5 ordinanze dal Tar della Liguria: le norme censurate disciplinano le attività di demolizione e ricostruzione conseguenti al crollo del ponte Morandi, i poteri del commissario straordinario per la ricostruzione, con particolare riguardo ai rapporti con la concessionaria, alle procedure di affidamento delle attività di ripristino del sistema viario nonché gli iter relativi alla cessione o all'esproprio di immobili situati nell'area interessata dai provvedimenti di sgombero. La decisione è attesa in tempi brevi, presumibilmente entro la fine della settimana.

Il Tar, in particolare, dubita della legittimità delle norme contenute nel dl in riferimento ai parametri costituzionali di "ragionevolezza, proporzionalità e non arbitrarietà". Tra i rilievi messi in luce con le ordinanze alla Consulta, il giudice amministrativo - chiamato a pronunciarsi nell'ambito dei giudizi proposti da Autostrade per l'Italia Spa e dalla controllata Pavimental Spa per l'annullamento degli atti relativi all'intervento di ricostruzione del viadotto del Polcevera crollato il 14 agosto 2018 - osserva che le disposizioni contenute nel decreto, "incidendo sulla convenzione esistente e operando un'esclusione nei confronti dell'operatore economico", si porrebbero in contrasto anche con l'articolo 41 della Costituzione per "violazione dei principi di liberta' imprenditoriale e di liberta' della concorrenza".

Oltre all'Avvocatura dello Stato, che con gli avvocati Vincenzo Nunziata e Alessandro Jacoangeli rappresenta la presidenza del Consiglio in udienza per sostenere la legittimità del decreto, sono state ammesse a intervenire nel giudizio 26 persone, proprietarie di immobili ricompresi nelle disposizioni con cui sono state disciplinate le espropriazioni e gli atti di cessione degli immobili situati nella cosiddetta 'zona rossa', delimitata dopo il crollo del Ponte Morandi. 

 

(Fonte: Agi)

Pd, Franceschini: "Conte lavora bene, non si tocca". E spinge per un'alleanza col M5S alle regionali

"Voglio dirlo senza margini di ambiguità: io apprezzo molto il lavoro di Conte, come ha guidato il governo in uno dei passaggi più difficili della storia della Repubblica e come cerca sempre il punto di equilibrio in una coalizione complicata, perché nata tra avversari alle elezioni". Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali, in un'intervista a "Repubblica" spiega di non vedere alternative a questa coalizione


VATICANO VUOLE FRANCESCHINI PREMIER”/ Conte 'trema': Governo, Pd e ...

"Apprezzo moltissimo il lavoro di Conte, come ha guidato il governo in uno dei passaggi più difficili della storia della Repubblica e come cerca sempre il punto di equilibrio in una coalizione inevitabilmente complicata, perché nata tra avversari alle elezioni". Quindi, "mai pensato" a sostituirlo in corsa. E' quanto dichiara il ministro per i Beni culturali e capo delegazione dem al governo Dario Franceschini in un'intervista a la Repubblica.

Secondo il ministro del Collegio Romano, pertanto, per i dem allo stato attuale e "in questa legislatura non esistono né un altro premier né un'altra maggioranza" e quindi "ogni nostra parola, anche quando appare critica, è per migliorare l'azione del governo, non per indebolirla". Tanto che anche il segretario Nicola Zingaretti, secondo Franceschini, ha detto "con chiarezza che intende rafforzare l'azione di governo nel suo ruolo di segretario e di presidente di Regione".

Il punto per il capodelegazione Pd a Palazzo Chigi è semmai un altro: "Il controsenso politico - dice Franceschini - è che una squadra che sta governando l'Italia poi si presenti divisa alle elezioni regionali. Chi puo' capire il perche'?", si chiede.

"Non insieme contro la destra ma gli uni contro gli altri", quindi divisi. "Politica e semplice buonsenso dicono che è un errore gravissimo e - secondo Franceschini - in questa direzione vanno le parole di Zingaretti e Conte su cui sarebbe utile un supplemento di riflessione di 5 Stelle e Italia viva" è l'invito del ministro per l'unita' politica ed elettorale.

 

 

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