updated 9:34 PM UTC, Mar 30, 2020

Coronavirus, Zaia: "Settimana decisiva, ci giochiamo tutto". Dai tamponi alle restrizioni, la guerra che il Doge vuole vincere a modo suo. L'attacco all'Ue: "Deve essere in catalessi" (VIDEO)

Il presidente della Regione Veneto va avanti con piglio decisionista e mano ferma come ci ha abituati. Nel consueto punto stampa illustra le misure adottate e i risultati ottenuti, tra ipotesi sul futuro e insofferenza nei confronti dell'Europa: "E' come avere la Guardia Costiera che vede una barca che affonda e sta lì a guardare senza fare niente" - (VIDEO)


"Ci giochiamo la partita questa settimana, che sarà una settimana cruciale. L'isolamento sociale e lo stare in casa hanno dimostrato di essere misure che hanno funzionato, ed aiutato a rallentare la velocità del contagio, per questo sto preparando un'ordinanza per rinnovare per alcuni giorni le restrizioni in vista del picco che come previsto dovrebbe essere per il 15 aprile". Lo ha annunciato il presidente del Veneto, Luca Zaia, oggi nel corso del consueto punto stampa.

Il governatore ha parlato anche di "una 'patente' per chi ha sconfitto il virus, ed è diventato negativo. E' il progetto a cui stiamo pensando per un rientro graduale alla normalità, dopo che sarà finita l'emergenza. Perché dobbiamo pensare ad un 'soft landing' e il rientro alla normalità sarà appunto graduale".

Zaia ha però avvertito: "Dobbiamo prendere tutte le precauzioni, perché ad esempio oggi abbiamo un caso di reinfezione che non ci piace". "Quindi non è che alla fine dell'epidemia faremo dieci giorni di movida senza freni: si andrà avanti per gradi, con screening mirati e dismissione dell'utilizzo delle mascherine, e poi appunto un rientro graduale verso la normalità", ha tenuto a sottolineare.

"Con il senno di poi - ha osservato - la prima misura da prendere contro il coronavirus sarebbe stata quella di isolare tutti gli over 70. La verità è che non è stata fatta perché nessuno ci ha indicato strada, che sarebbe stata quella maestra". Il presidente del Veneto ha poi spiegato che è stato "completato il nuovo piano di sanità pubblica che rimette in asse tutte le attività da avviare. Nel nuovo piano abbiamo previsto che entro 5 giorni si possano effettuare test a tutti coloro che sono a casa malati, incluse le infusioni di clorochina a domicilio per evitare l'ospedalizzazione per quanto sia possibile, questo riguarda anche le case di riposo".

Quanto all'Europa "deve essere in catalessi, non so che fine abbia fatto... è come avere la Guardia Costiera che vede una barca che affonda e sta lì a guardare senza fare niente" ha detto Zaia che è tornato ad attaccare duramente l'Unione Europea, sottolineando poi "che non c'è più purtroppo Draghi alla guida della Bce, speriamo bene...".

"La verità è che come la Germania ha deciso 550 mld di euro per aiutare le imprese, anche in Italia abbiamo bisogno di un vero e proprio Piano Marshall e subito e come ha giustamente detto Giulio Tremonti, bisogna mettere in sicurezza anche il debito pubblico, con un'ingente iniezione di denaro fresco" ha ribadito poi il governatore riferendosi ai primi aiuti decisi dal governo, "senza un piano Marshall nazionale si farà fatica a ripartire".

 

 

Coronavirus, Fontana: "Stiamo andando benino, siamo sulla buona strada ma non dobbiamo abbassare la guardia. Confermare le misure restrittive dopo il 3 aprile" (VIDEO)

Il consueto punto stampa del presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, tra cauto ottimismo e consapevolezza che c'è ancora molto da fare per superare l'emergenza. L'assessore al Welfare, Giulio Gallera, a Mattino Cinque: "Purtroppo non potremo allentare l'attenzione per molti mesi. Oggi bisogna continuare nell'azione determinata di stare in casa per evitare che il virus trovi un altro corpo da 'mangiare', da infettare, una volta che saremo riusciti a spegnerlo il rischio che ricominci è altissimo. Nessuno può chiamarsi fuori" - (VIDEO)


"Stiamo andando benino, manteniamoci ancora fermi negli obblighi che dobbiamo rispettare" Così il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana interviene sull'emergenza coronavirus nel consueto appuntamento con la stampa".

"Non ho ancora i numeri ufficiali, ma le indicazioni che mi arrivano è che stiamo proseguendo sulla buona strada: stiamo mantenendo quella specie di linea che non più in salita e non è ancora in discesa, ma non stiamo andando avanti nella progressione, questo è l'aspetto positivo a cui noi guardiamo con grande interesse e speranza. Questo non toglie che non si debba abbassare la guardia", aggiunge.

"Noi siamo della linea di poter mantenere le stesse misure dell'ordinanza che sono in vigore in Lombardia fino al 4 aprile. Stiamo ragionando con le altre Regioni per mandare al governo richieste che siano più condivise possibili: se il governo le accetterà benissimo, altrimenti noi abbiamo la possibilità di fare un'ordinanza. Noi chiediamo di mantenere queste chiusure. Sull'attività produttiva è una scelta che può essere fatta solo dal governo", spiega.

"Noi abbiamo mandato la nostra proposta al presidente della Conferenza delle Regioni, bisogna vedere se si può fare richiesta comune, noi siamo delle opinioni che si devono mantenere misure rigorose" contro il coronavirus, sottolinea Fontana. Per il prolungamento delle chiusure "sicuramente dovremmo concordarla con le altre regioni, io penso che comunque si debba parlare della metà di aprile anche perché siamo in un fase positiva ma dobbiamo solidificarla", evidenzia.

"Una grande opera che solo l'ingegno e la concretezza lombarda potevano realizzare in così poco tempo. A tutte le maestranze va il mio più sentito ringraziamento. Un pensiero particolare lo rivolgo all'amico Guido Bertolaso che, fin dal primo momento, ha creduto in questa missione e, nonostante sia stato colpito dal virus, continua a contribuire a distanza in maniera fattiva per rendere l'ospedale operativo", afferma al termine della visita all'ospedale allestito presso i padiglioni della Fiera di Milano per i malati di Covid-19.

E parole di orgoglio arrivano anche dall'assessore al Welfare, Giulio, Gallera che si dice "molto emozionato e orgoglioso di chi materialmente ci ha dato una mano a costruire tutto questo, di chi come il presidente Fontana per primo ha voluto gettare il cuore oltre l'ostacolo, dei medici e degli infermieri. E' il luogo plastico del sistema lombardo che dà speranza alle persone, è quello che faremo qui. E' un ospedale creato dalla Regione Lombardia, abbiamo ancora bisogno di medici e infermieri che hanno voglia venire a fare esperienza qui, in un ospedale che sarà al servizio del Paese e magari anche dell'Europa".

Coronavirus, Renzi vuole riaprire entro Pasqua: "Consentire che la vita riprenda". Ma gli scienziati lo bocciano: "Prematuro, irrealistico" (VIDEO)

In una diretta pubblicata sul proprio profilo Facebook, Matteo Renzi torna sull'intervista pubblicata sulle pagine di Avvenire, in cui propone la riaperture delle fabbriche entro Pasqua, altrimenti "la gente morirà di fame" - (VIDEO)


"Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c’è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due...". Matteo Renzi in una lunga intervista ad 'Avvenire' vede tempi lunghi per fronteggiare l'emergenza coronavirus. "Riapriamo - chiede il leader di Italia Viva - Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus".

Per l’ex premier "bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione e si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate". Il leader di Italia Viva conclude: "Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le Chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire".

Le reazioni e risposte degli scenizati

"Pensare di riaprire le scuole è prematuro. E' giusto pensare al futuro ma serve molta attenzione. Dovremmo convivere con il fatto che pandemie come questa possono anche tornare, è accaduto con la Spagnola. Questo virus non ce lo toglieremo dai piedi velocemente, ma in questa fase è necessario agire per poter arginare la dimensione di morti che c'è stata in Lombardia". Cosi il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco ha commentato le dichiarazioni di Mattero Renzi a 'L'Avvenire'. Il leader di Iv chiede di "riaprire l'Italia, le fabbriche prima di Pasqua e le scuole il 4 maggio".

Sulla stessa linea Pierluigi Lopalco, l'epidemiologo dell'università di Pisa e presidente del Patto trasversale per la Scienza (Pts). "Pensare di riaprire le scuole il 4 maggio è una follia e fare proclami in questo momento è sbagliato", ha detto all'Adnkronos Salute. "Dobbiamo essere cauti e dare illusioni se non abbiamo dati - rimarca Lopalco - oggi abbiamo solo una flebile speranza in Lombardia ma ad esempio a Milano la situazione non è ancora sotto controllo. Come facciamo a riaprire le scuole se non lo abbiamo certezze. Non diamo false aspettative e speranze".

"Dobbiamo cominciare pensare a una ripresa delle nostre vite: non possiamo pensare di stare in casa al fine di rimanere in casa per sempre. Però in questo momento la situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve", ha scritto su Twitter il virologo Roberto Burioni.

Più cauto Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che spiega: "Come epidemiologo devo guardare la salute pubblica e ora occorre rallentare e arrestare l'epidemia, Non possiamo tenere l'Italia chiusa per sempre, ma occorre vedere prima vedere gli effetti delle misure importanti messe in campo dal Governo. In questo momento non si può dire nulla non prima della fine del mese. Poi si posso studiare provvedimenti magari 'stop and go' o misure complementari. Vedremo cosa accadrà", ha detto Rezza ospite di 'Coffe Break' su La7.

Coronavirus, Sala riparte dalla "battaglia del pennarello" e guarda al dopo: "Riapertura a step, Milano non sia impreparata" (VIDEO)

Il videomessagio quotidiano del sindaco: "Penne e quaderni sono beni essenziali per gli studenti. Ne ho parlato con governo e prefetto". Poi i suoi pensieri su come far ricominciare le attività cittadine, dai trasporti alla socialità. Ecco cosa ha detto - (VIDEO)


"Vorrei dire innanzitutto alle mamme in ascolto che stamattina ho ufficialmente lanciato la 'battaglia del pennarello' e cioè mi avete in molte segnalato che non si trovano nei supermercati articoli di cartoleria, pennarelli e quaderni per voi fondamentali per far studiare i vostri ragazzi. Non si trovano perché non sono considerati articoli essenziali secondo il decreto del Governo. Ne ho parlato col prefetto Renato Saccone e col Governo: speriamo che risolvano in fretta la questione e magari senza aspettare un Consiglio dei ministri", ha esordito così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, nel suo quotidiano videomessaggio ai cittadini, in questo periodo di emergenza coronavirus.

Poi, ha raccontato di aver avuto una video-conference con un centinaio di sindaci delle più grandi città del mondo: "E' stata organizzata la C40, l'organizzazione che ci riunisce e che è presieduta dal sindaco Los Angeles, che ha chiesto a me e al sindaco di Seul di relazionare sulla situazione". E ha aggiunto: "Ci siamo confrontati su cosa fare adesso e che misure prendere alla riapertua della città"."Capisco che sia prematuro immaginare quando riusciremo a riaprire - ha proseguito il primo cittadino - ma non voglio che Milano si trovi impreparata". 

Sala ha spiegato: "Sarà una riapertura a step e sto già lavorando su alcuni capitoli. Pimo come rimodulare le infrastrutture, come le metropolitane a quelle digitali come la banda larga. Secondo, come usufruire degli spazi pubblici, da San Siro a un cinema o a un teatro: come si entra, come si esce, come si gestisce il momento in cui siè  vicini. Terzo, come far ripartire l'economia: presumo che alle grandi aziende penserà il governo, ma io mi devo occupare di quel piccolo tessuto economico e culturale che e' in gran parte la vita di una città come Milano".

Coronavirus, Spadafora: "Difficile che la Serie A riparta il 3 maggio". Campionato saltato o gare in estate?: "Deciderà la Figc"

"Le previsioni che facevano pensare di poter riprendere a fine aprile o ai primi di maggio le competizioni sportive sono state un po' troppo ottimistiche. Rispetto all'ipotesi del 3 maggio oggi sono molto, molto dubbioso". Lo dice il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, ospite di 'Chi lo ha visto' su Rai3. "Di sicuro posso dire che qualora ci dovessero essere le condizioni per riprendere in alcune circostanze le competizioni, certamente" queste si svolgeranno "a porte chiuse"


"Le ottimistiche previsioni che facevano pensare di poter riprendere le competizioni sportive a fine aprile o ai primi di maggio credo siano un po' troppo ottimistiche, come del resto ci ha detto l'evoluzione dell'emergenza. Io, rispetto all'ipotesi del 3 maggio, sono molto, molto dubbioso. Di sicuro posso dire che, qualora ci dovessero essere le condizioni per riprendere in alcune circostanze le competizioni, certamente avverrà a porte chiuse". Lo ha detto il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, che è intervenuto a Chi l'ha visto, su Rai 3, tornando a parlare dell'ipotesi di una ripresa a inizio maggio, da lui stesso auspicata alcuni giorni fa, dell'attività agonistica.

"A oggi non è pensabile dire che a maggio si possa riprendere regolarmente con tutte le competizioni, soprattutto con gli spettatori - ha aggiunto Spadafora -. Sinceramente a oggi ho anche qualche dubbio rispetto alle decisioni di qualche Federazione di poter riprendere il 3 maggio: sono gli stessi scienziati a non avere certezze sull'evoluzione dell'epidemia, non è che stiamo sbandando o non è che non sappiamo cosa fare. Dobbiamo adattare le nostre decisioni alle situazioni che cambiano". Alla domanda se ritenga che a questo punto il campionato è saltato, il ministro ha risposto: "La scelta finale spetterà alla Figc, quando parlavo di previsioni ottimistiche era proprio alle previsioni del calcio di poter riprendere il 3 maggio che mi riferivo. Se poi - la conclusione - il calcio deciderà di posticipare tutto all'estate, questo ricade nell'autonomia dello sport: a oggi la situazione è complicata, il calcio ci ha messo un po' di tempo in più degli altri a capire l'emergenza, immagino che ora si muoverà con tutta la cautela possibile per evitare episodi", come quello di Atalanta-Valencia.

"Lo sport sarà uno dei motori che ci permetteranno di rilanciare il Paese dopo la crisi sanitaria". Il ministro Spadafora punta sulla grande passione sportiva degli italiani per ripartire al termine dell'emergenza. "Per il suo ruolo e per la sua capillarità nel tessuto sociale ed economico - precisa il titolare del dicastero per le politiche giovanili e lo sport in una nota, dopo aver partecipato alla Giunta del Coni -. Dobbiamo e vogliamo essere pronti a ripartire non appena sarà possibile".

Spadafora poi entra nel merito del confronto con i maggiori rappresentanti dello sport italiano. "È stata una importante occasione di dialogo, molto utile per raccogliere dalle rappresentanze del mondo dello sport tutti gli elementi necessari per ragionare al meglio sui prossimi provvedimenti - spiega -. Ho avuto conferma della grande collaborazione dimostrata da parte di tutti in questo momento difficile e ho chiesto al Coni di raccogliere le richieste, i suggerimenti e le proposte nei prossimi giorni. Presto mi confronterò con tutti i rappresentanti dello sport di base, come ho fatto sin dall'inizio del mio mandato e di questa emergenza".

(Fonte: gazzetta.it)

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Coronavirus, più di 25mila morti nel mondo. L'allarme dell'Oms: "In Africa evoluzione drammatica". Prove di dialogo Usa-Cina

Sono oltre 25.000 le persone morte in tutto il mondo a causa del coronavirus, la maggior parte in Europa. Secondo l'ultimo bilancio della Johns Hopkins University, i casi globali di Covid-19 sono 553.244 in 176 Paesi e regioni


Coronavirus in Africa, cresce l'attenzione ma serve rafforzare la ...

La situazione dell'epidemia di coronavirus in Africa è "molto preoccupante, c'è un'evoluzione drammatica, con un aumento geografico del numero dei Paesi e anche del numero dei contagiati". E' l'allarme lanciato dalla direttrice regionale dell'Oms per l'Africa, Matshidiso Rebecca Moeti. Da qualche giorno, "ci sono 39 Paesi con circa 300 casi al giorno", per un totale di 2.234 casi, ha aggiunto, avvertendo che le misure di isolamento sono difficili da adottare dove "c'è una vita comunitaria molto forte. Dobbiamo trovare altri metodi di igiene per minimizzare la propagazione".

"Ho appena concluso un'ottima conversazione con il presidente Xi della Cina. Discusso in dettaglio il CoronaVirus che sta devastando gran parte del nostro Pianeta". Lo scrive su Twitter il presidente americano Donald Trump, secondo cui "la Cina ha molta esperienza e ha sviluppato una forte conoscenza del virus. Stiamo lavorando a stretto contatto insieme. Molto rispetto!

La Cina e gli Usa dovrebbero "unirsi nella lotta" contro la pandemia letale che sta avanzando a livello globale, le parole di Xi, che nella telefonata avuta con Trump Xi ha espresso anche l'auspicio che Washington prenda "azioni reali" per migliorare i rapporti bilaterali, in base a quanto riferito dalla tv statale Cctv. Le relazioni tra i due Paesi, ha aggiunto, "sono arrivate a una congiuntura importante". 

Gli Stati Uniti sono ora diventati il primo Paese al mondo per casi di coronavirus: secondo i dati del New York Times sono 81.488, più di Cina e Italia, con 1.178 morti in tutto il Paese. Si registra anche un focolaio, con 25 marinai contagiati, a bordo della portaerei americana 'Roosevelt' che naviga verso Guam, nel Pacifico.

Coronavirus, Donald Trump si è sottoposto al tampone - IlGiornale.it

Per l'Oms-Europa ci sono "segnali incoraggianti" sul fronte lotta al coronavirus nella regione. Citando i cali registrati in Italia, si avverte però che è troppo presto per dire che il peggio è passato. Nel Vecchio Continente, secondo i calcoli dell'Afp sono più di 250mila i casi ufficialmente dichiarati, ovvero più della metà di quelli in tutto il mondo. La sanità britannica teme uno tsunami di ricoveri.

Il numero dei morti torna ad aumentare in Spagna con 769 vittime indicate nelle ultime 24 ore. Il bilancio totale dei morti sale così a 4.858. Lo scrive el Pais. Si contano inoltre 64.059 contagi da coronavirus, mentre sono 9.357 i guariti, riferiscono i media spagnoli citando le cifre fornite dal ministero della Sanità. Ci sono già quasi 10.000 operatori sanitari contagiati in Spagna", riporta il sito di El Mundo sottolineando che, secondo gli ultimi dati, i casi del personale nella sanità positivo al coronavirus sono 9.444

In Turchia le autorità hanno evacuato diverse centinaia di migranti e rifugiati che da un mese si erano accampati alla frontiera con la Grecia, dopo che il governo di Erdogan aveva annunciato che non avrebbe più fermato chi voleva tentare di recarsi nell'Ue. Secondo Anadolu, i migranti sono stati condotti con il loro accordo in centri di accoglienza della provincia frontaliera di Edirne, dove resteranno in quarantena per evitare rischi di contagio.

In Romania accelera la velocità dei contagi da coronavirus. Come hanno riferito le autorità sanitarie, nelle ultime 24 ore sono stati accertati altri 263 casi, il doppio del giorno precedente, con il totale che sale a 1.292. Nel Paese balcanico si sono registrati al tempo stesso finora 24 decessi e 115 persone che sono invece guarite.

Profezia del predicatore: "Coronavirus e locuste segni della fine ...

Il contagio del coronavirus a Wuhan risulta attualmente "sostanzialmente bloccato": è la valutazione fatta nel pomeriggio in una conferenza stampa da Liu Dongru, vicedirettore del comitato sanitario dell'Hubei, la provincia epicentro dell'infezione. Liu, ha riportato il Quotidiano del Popolo, ha anche spiegato che la città focolaio della pandemia ha visto il giudizio sul livello di gravità del rischio ridotto da "alto" a "medio". I casi registrati giovedì in Cina sono stati 55, di cui 54 importati e uno interno nello Zhejiang. La Commissione sanitaria nazionale ha citato nei suoi aggiornamenti quotidiani 5 nuovi decessi tutti nell'Hubei e 49 nuovi casi sospetti.

La Corea del Sud ha registrato 91 nuovi casi di coronavirus alla fine di giovedì, in calo sui 104 del giorno precedente: le infezioni totali, ha riferito il Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc), sono salite a 9.332, contro decessi a 139 (+8). Sono 13 i contagi importati, per 144 totali, costituendo la minaccia di un'ondata di ritorno. A tal proposito, le autorità sanitarie locali hanno disposto la quarantena obbligatoria agli arrivi da Europa e Usa, mentre ai passeggeri con più di 37,5 gradi di febbre sarà negato l'imbarco.

Il governo russo ha ordinato la chiusura di tutti i bar e ristoranti nel Paese a partire da domani per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il governo di Mosca. Anche i negozi,  tranne gli alimentari e le farmacie, dovranno chiudere tra il 28 di marzo e il 5 aprile, ovvero la settimana di 'vacanza' nazionale decretata da Putin per combattere la diffusione del coronavirus. Lo ha annunciato il sindaco della capitale Serghei Sobyanin sul suo sito.  Sono oltre mille i casi di Covid-19 accertati in Russia, tre i decessi. 

Boom di casi di contagio e di morte per coronavirus nel Regno Unito, con i decessi che per la prima volta aumentano di oltre 100 in un giorno. Il numero censito delle persone infettate è cresciuto fino a 11.658 nelle ultime 24 ore, secondo i dati aggiornati a oggi del ministero britannico della Sanità, con un picco di 2.129 in più rispetto a ieri. Mentre il totale registrato dei morti è passato da 463 a 578, ossia un balzo di 115 in più. I test eseguiti nel Paese sono saliti intanto a quasi 105.000. 

Continuano ad aumentare velocemente i contagiati da Coronavirus in Germania: sono saliti a 43.646 i casi postivi segnalati dall'Hopkins University, secondo la quale il bilancio delle vittime è di 239. Stamattina i positivi registrati erano 37.323 e le vittime 206: dato che segnala che solo oltre 6000 i nuovi casi registrati. Il ministro della Salute Jens Spahn ha affermato oggi che i tedeschi sono davanti "alla quiete prima della tempesta".

Il Sudafrica ha annunciato i suoi primi due decessi per coronavirus e il superamento della soglia dei mille casi di contagio. "Due persone sono morte nella provincia del Capo occidentale", il "Western Cape", ha reso noto in un comunicato il ministro della Salute sudafricano Zweli Mkhize sottolineando che si tratta dei "nostri primi morti di Covid-19" e che il numero dei casi "ha superato la soglia dei mille".

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Coronavirus, Brusaferro (Iss): "La curva del contagio sembra rallentare, ma non allentiamo le misure. In alcune aree Covid-19 ancora forte" (VIDEO)

Si cominciano a vedere gli effetti delle misure di contenimento sull'andamento dell'infezione di coronavirus in Italia. Lo hanno detto oggi a Roma il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, nell'incontro con la stampa organizzato dall'Iss.  Il picco dell'epidemia di coronavirus in Italia si sta avvicinando, ma non ci siamo ancora ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Dal 20 marzo si nota un'apparente riduzione della curva contagi, ma "non siamo in una fase calante, ma di rallentamento della crescita" - (VIDEO)


"C'è un dato rilevante negli ultimi giorni: dal 19-20 marzo la curva dei nuovi casi sembra attenuarsi leggermente nella sua ascesa e stiamo monitorando quanto sta avvenendo". Lo ha affermato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), oggi a Roma, durante una conferenza stampa organizzata dall'Istituto, trasmessa anche in streaming. Ma "non illudiamoci di poter allentare le misure di contenimento - ha aggiunto subito dopo - Ci sono aree del Paese dove la circolazione del virus è forte. In Lombardia, una parte del Piemonte e del Veneto".

"Non abbiamo raggiunto il picco e non l'abbiamo superato - sottolinea l'esperto - Ci sono segnali di rallentamento. Le misure adottate stanno facendo i loro effetti e ci aspettiamo che potremmo arrivare al picco in questi gironi. Quando ci arriveremo lo censiremo insieme. Non siamo in fase calante ma c'è rallentamento della crescita".

"Dai dati che oggi possiamo mettere in campo, emerge che le misure stanno tenendo e questa è la notizia buona -prosegue Brusaferro - Dovremmo conviverci per le prossime settimane. Come? Dovremmo trovare delle modalità di convivenza: proteggendo le figure più fragili che vanno salvaguardate. Siamo il Paese pilota, stiamo mettendo a punto metodologie con evidenze scientifiche che stiamo acquisendo. Dobbiamo prendere atto che le misure adottate da noi sono state seguite anche da altri Paesi".

"Ad oggi i test che vanno alla ricerca dell'Rna sono affidabili, ma sono anche lunghi, complicati. Tutti gli altri test rapidi o sierologioci ad oggi non hanno raggiunto livelli di affidabilità tali da esser usati. Non vengono raccomandati all'uso, questo non vuole dire che quelle tecnologie non si svilupperanno rapidamente ma ad oggi non è così", ha concluso.

Coronavirus, la Lombardia torna a preoccuparsi: oggi 2.500 casi in più. Polemica sui tamponi, Fontana: "Speculazioni vergognose e infondate a danno dei cittadini" (VIDEO)

Il punto stampa del governatore Attilio Fontana: "Noi speravamo non si verificasse un aumento di questo genere ma dovremo ora valutare e capire se si è trattato di un fatto eccezionale o se invece il trend dell'aumento ricomincia e in questo caso sarebbe abbastanza imbarazzante". E in merito alla questione dei tamponi: "Si fanno speculazioni vergognose per i cittadini. La Regione Lombardia, e il ministro Roberto Speranza l'ha ribadito oggi, ha rigorosamente seguito i protocolli dettati dall'Istituto superiore di sanità e dall'organismo scientifico che collabora con il Ministero" - (VIDEO)


"Oggi i numeri non sono belli, il numero di contagiati è aumentato un po' troppo rispetto alla linea dei giorni scorsi, siamo sui 2.500". Lo ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana, durante il punto stampa sull'emergenza coronavirus. "Noi speravamo non si verificasse un aumento di questo genere ma dovremo ora valutare e capire se si è trattato di un fatto eccezionale o se invece il trend dell'aumento ricomincia e in questo caso sarebbe abbastanza imbarazzante". Rispondendo a chi gli chiedeva se i dati indicano che Lo ha detto il governatore lombardo, Attilio Fontana, durante il punto stampa sull'emergenza coronavirus., Fontana ha precisato: "Non sono in grado di dare valutazioni, devono essere date dai tecnici, io personalmente sono preoccupato. Non so se ci è sfuggito qualcosa". Quanto alla zone lombarde maggiormente colpire dai nuovi contagi, Fontana ha precisato che "il lavoro di analisi non è ancora concluso" e che i dati odierni verranno comunicati stasera dall'assessore al Welfare, Giulio Gallera.

"Qualcuno sta sollevando una serie di polemiche assolutamente infondate, che contribuiscono ad alimentare insicurezza e angoscia nei cittadini. Questo non mi va bene e non è accettabile. Faccio riferimento alla questione dei tamponi sui quali si stanno facendo delle speculazioni vergognose". "La Regione Lombardia - ha sottolineato Fontana - e oggi il ministro Speranza lo ha ribadito, ha rigorosamente seguito i protocolli dettati dall'Iss e dall'organismo scientifico che collabora col ministero. Il 27 febbraio hanno mandato un'indicazione su come ci si doveva comportare e questa indicazione conclude che 'in assenza di sintomi il test non appare al momento sostenuto da un reazionale scientifico in quanto non fornisce un’informazione indicativa ai fini clinici e potrebbe essere addirittura fuorviante. Qualora dovessero emergere nuovi dati si procederà a una revisione del documento elaborato'". "Questo - ha rimarcato il governatore lombardo - ha un significato assolutamente univoco: la disposizione è che i tamponi devono essere riservati ai sintomatici. Tutti gli altri tamponi sono ritenuti addirittura fuorvianti. La Lombardia è stata la regione che ha fatto il maggior numero di tamponi nel nostro Paese e abbiamo rispettato rigorosamente quello che ci è stato dettato dai massimi istituti di sanità italiani".

Il numero dei test che vengono effettuati ai sanitari in Lombardia "è già aumentato". "Da lunedì abbiamo iniziato con i provvedimenti ad aumentare il numero dei tamponi ed esami da fare - ha sottolineato - e sempre lunedì abbiamo mandato all’organismo tecnico un’indicazione proprio perché dovevamo rispettare le indicazioni che ci avevano dato". "Visto però che c’è questo movimento tellurico in Lombardia - ha aggiunto Fontana - gli abbiamo chiesto se dobbiamo cambiare le regole. Se ci diranno di sì noi lo faremo, ribadendo che siamo la regione che ha fatto i maggior numero di tamponi in Italia". Sui tamponi, ha precisato Fontana, "siamo certamente pronti a cambiare strategia" ricordando che "noi ci siamo sempre attenuti alle indicazioni dell’Iss". Il governatore lombardo si è quindi detto "assolutamente pronto a fare quello che mi dice l’Iss" ma "a due condizioni: la prima è che mi dia tutto il necessario per eseguire le tamponature. La seconda è che si tenga che conto del fatto che i laboratori della Regione, che lavorano a tempo pieno, riescono a processare come massimo 5mila tamponi al giorno". "Tenendo conto che in Lombardia siamo più di 5mila persone - ha fatto notare Fontana - mi si deve mettere nelle condizioni di effettuare i tamponi. Perché farne 5mila al giorno per cinque milioni di persone richiede almeno 3 anni di tempo".

 

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