Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 993

Log in
updated 4:29 PM UTC, Jul 9, 2020

Lombardia, Cattaneo: "Vi spiego che cos'è il Secondo Welfare". Poi punge la Lega: "Quando Calderoli affossò l'autonomia..."

Il presidente del Consiglio regionale risponde alle domande de ilComizio.it a margine di un incontro organizzato al Palazzo delle Stelline di Milano: "Le politiche sociali di sussidiarietà si basano non sull'assistenzialismo ma sulla valorizzazione della risorsa più importante, cioè la persona. Il referendum del 22 ottobre? Bene per avere risposte dal governo. Ci fa piacere che forze politiche, che dieci anni fa bloccarono questa strada per inseguire il federalismo fiscale, abbiano cambiato idea..." - (VIDEO)

Salvini ti piace vincere facile? Bersani sbranato in tv sull'immigrazione (VIDEO)

Confronto acceso a "Di Martedì" su la7. L'ex segretario del Pd, uscito dal partito in polemica con Renzi e oggi membro di Mdp, propone una sorta di sanatoria: "Noi abbiamo 450mila immigrati che lavorano, fanno le badanti, nelle fabbriche, fanno gli artigiani. Una regolarizzazione molecolare e graduale dà sicurezza". Il leader leghista, in collegamento video, replica alla sua maniera: "Con 4 milioni e mezzo di italiani che sopravvivono sotto la soglia di povertà, prima occorre pensare a loro. Prima di far sbarcare o regolarizzare un solo immigrato devo dare una casa e un futuro ai milioni di italiani che hanno perso la speranza". Indovinate chi tra i due ha portato a casa gli applausi più forti nello studio di giovanni Floris... 

Qualcosa si muove nel centrodestra: nasce Noi Repubblicani Popolo Sovrano. La risposta azzurra a Salvini e Meloni

L'associazione, fondata da Daniela Santanchè, vede in prima linea altri diversi importanti esponenti di Forza Italia come l'ex senatore, oggi consigliere regionale lombardo, Mario Mantovani, i deputati Luca Squeri e Giuseppe Romele e Sante Zuffada, che siede a Palazzo Madama. Il gruppo, che in una certa misura si ispira a Donald Trump, auspica comunque una distensione dei rapporti Usa-Russia come avvenne ai tempi del governo Berlusconi con il summit di Pratica di Mare. In politica interna l'accento è sui temi della sicurezza, del contrasto all'immigrazione eccessiva e della lotta al terrorismo islamico, perché non siano un monopolio esclusivo di Lega e FdI. Resta comunque la volontà di unire e federare la coalizione e c'è l'ambizione di aprire mille circoli entro luglio. Insomma determinazione e mordente non mancano, come è lecito aspettarsi dai promotori dell'iniziativa - (VIDEO)

Vincente e smarrita, il paradosso della Lega verso la Fiuggi di Salvini

Il prossimo 21 maggio il Carroccio terrà il suo Congresso federale, preceduto domenica 14 dalle primarie aperte ai soli soci ordinari militanti. Il segretario dunque gioca d'anticipo per mettere in fuori gioco il fronte interno che non approva la sua linea nazionale e "sovranista". Tutto in discesa quindi? Non proprio. A parte il solito Bossi, ormai nemico giurato del neo italiano Matteo, cresce il malumore tra i nostalgici della "Padania libera" o quantomeno del "Prima il Nord". Ecco dunque farsi largo ipotesi di candidature alternative coi nomi del deputato romagnolo Gian Luca Pini e dell'assessore lombardo all'Agricoltura, Gianni Fava. I numeri sarebbero ampiamente dalla parte del leader e i sondaggi vedono il partito come il più votato del centrodestra. Un massimo storico di consenso elettorale inversamente proporzionale all'entusiasmo di quella base cresciuta tra il "pratone" di Pontida e Riva degli Schiavoni a Venexia. Una situazione che a qualcuno ricorda la svolta finiana che trasformò il Msi in Alleanza nazionale, in seguito alla quale chi partiva da Predappio si ritrovò a Montecarlo, tra macerie politiche e abissi morali. In via Bellerio facciano pure gli scongiuri, ormai senza timore di sembrare napoletani.


Il Consiglio federale della Lega Nord ha approvato l'indizione del Congresso federale per il 21 maggio, come da proposta del segretario Matteo Salvini formulata la scorsa settimana. Solo il presidente Umberto Bossi, a quanto si è appreso, ha votato contro. La riunione odierna del Federale era chiamata ad approvare il regolamento del congresso, che sarà preceduto da primarie tra i candidati una settimana prima, il 14 maggio. Le primarie - ha commentato il leader leghista Matteo Salvini - saranno "una bellissima occasione di partecipazione, di ascolto, di proposte per il futuro e di democrazia non solo virtuale come per i grillini ma che coinvolgerà migliaia e migliaia di persone in carne e ossa".

 "Potrebbe anche essere di buon auspicio avere due candidati, come nel 2013": così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha dichiarato oggi il governatore Lombardo, Robero Maroni. "La candidatura unica va bene - ha risposto Maroni a una domanda su Salvini, a margine di un incontro in Regione -. Ma già nel 2013 c'erano stati due candidati alle primarie, Salvini e Bossi: il congresso di Torino poi elesse Salvini e la Lega prese il volo". L'ex segretario leghista si è detto comunque soddisfatto della scelta di Salvini, rivendicando anche di aver "introdotto per primo" le primarie nel movimento, proprio nel 2013, per la sua successione. Ieri, ha osservato Maroni, "c'è stato un dibattito prima e durante il Consiglio Federale, quindi sono soddisfatto: credo che la decisione presa da Salvini sia giusta, vedremo il 18 se ci saranno altri candidati" alla segreteria.

Il Fatto Quotidiano scrive che "l'ipotesi di un congresso con Matteo Salvini candidato unico sembrerebbe essere stata scongiurata dal consiglio federale di lunedì 10 aprile. Nel corso della riunione del principale organo del partito sono state accolte alcune delle modifiche chieste dagli aspiranti sfidanti, riaprendo di fatto la partita». E ancora: "l meccanismo approvato dal consiglio federale permetterà agli sfidanti di organizzarsi e di raccogliere le firme necessarie alla candidatura. Le regole adottate prevedono anche maggiori garanzie sul fronte della democrazia interna al partito, assegnando una rappresentanza numericamente più significativa alle liste che usciranno sconfitte dal congresso".

"L’ipotesi di un confronto aperto - scrive ancora Alessandro Madron - sposta l’asse del dibattito: dal plebiscito sulla figura del leader, alla discussione sulla linea politica. L’idea del partito incarnata da Matteo Salvini non piace a tutti. C’è chi la vede diversamente e non sono solo vecchi arnesi bossiani. C’è un fronte nordista composto da tanti militanti che ancora oggi restano affezionati all’idea della Padania libera e indipendente. Molti leghisti che vedono con favore la figura di un candidato che si faccia portabandiera dei valori storici del partito, che riporti il fulcro dell’azione politica verso Nord. Che torni a combattere il nemico interno (Roma), piuttosto che quello esterno (Bruxelles)".

Siria, i populisti mollano Trump: Salvini parla di "regalo all'Isis", Marine Le Pen "stupita". CasaPound: "Donald si è sottomesso ai centri di potere. Tradite le speranze degli americani"

I rappresentanti di quel fronte che guardava con una certa simpatia al tycoon di New York divenuto presidente, così come plaudivano alle posizioni internazionali della Russia di Putin sono rimasti spiazzati dalla decisione di Washington di attaccare Assad dopo il controverso attacco chimico attribuito al governo di Damasco nei giorni scorsi. Da Matteo Salvini a Marin Le Pen fino a Simone di Stefano il coro è di condanna: "Scelta sbagliata che aiuta il terrorismo"


"Missili Usa sulla Siria pessima idea e regalo all’Isis. Forse per i problemi interni, forse mal consigliato dai guerrafondai che stanno ancora cercando le armi chimiche di Saddam Hussein, Trump in Siria fa la scelta più sbagliata e riapre una guerra contro il terrorismo islamico che era già stata vinta. Forse qualcuno a Washington vuole ripetere i disastri dell’Iraq, della Libia e delle primavere arabe con tutte le devastanti conseguenze per Italia e Europa?". Queste le parole di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che esprime la sua posizione sull'attacco lanciato la notte scorsa dagli Stati Uniti alla Siria di Bashar Al Assad. Salvini dunque tra i due suoi "idoli" in politica estera sceglie da che parte stare: con Vladimir Putin e contro Donald Trump.

La posizione di Salvini, fa eco a quella di Marine Le Pen, leader del Front National e aspirante presidente francese, che si è detta "stupita" per mossa di Trump. "Prima di operare dei bombardamenti in Siria occorreva attendere i risultati di un’inchiesta internazionale. Sono sorpresa da questa reazione", ha affermato in un'intervista alla televisione transalpina France 2 per poi aggiungere: "Ciò che è accaduto in Siria è spaventoso e lo condanno. Ma serve prima di tutto un’inchiesta internazionale". 

Sul'blitz missilistico Usa è intervenuto anche Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia che ha detto: "Le speranze che il popolo americano aveva riposto in Donald Trump e le giustissime motivazioni per cui era stato votato oggi sono state tradite. L'attacco di stanotte alla Siria, segna la sua sottomissione ai centri di potere che hanno confezionato ad arte la bufala dell'attacco coi gas".

Calcetto vs curriculum, Sallusti "assolve" Poletti e bacchetta la Lega indignata: "Meglio un burlone di un onesto cretino"

Il direttore del Giornale commenta nel suo editoriale le polemiche seguite alle dichiarazioni del ministro del Lavoro sul metodo migliore per trovare un'occupazione e boccia la protesta dei parlamentari leghisti: "Non diventino un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno per scimmiottare i Cinque Stelle. Restino politicamente scorretti senza snaturarsi". E sul membro del governo non va comunque leggero: "Piuttosto avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale"


"Quando ieri ho visto gli amici parlamentari della Lega inscenare una vigorosa protesta contro il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, per la frase da lui pronunciata sui giovani disoccupati: Meglio giocare a calcetto che inviare curriculum, mi sono cadute le braccia. Sia chiaro: Poletti è stato un pessimo ministro (più delle Coop rosse che del Lavoro) e casomai avrebbe dovuto dimettersi per le sue imbarazzanti amicizie e frequentazioni con personaggi di spicco di Mafia capitale". 

Alessandro Sallusti, nel suo editoriale sul Giornale, attacca il Carroccio e accusa i lumbard di scimmiottare i Cinque Stelle: "Che a indignarsi per quella frase politicamente scorretta sia il partito, la Lega, che ha fatto e fa del politicamente scorretto la sua ragione sociale è una forzatura incomprensibile". "Se anche la Lega diventa un partito di professionisti dell'indignazione a tempo pieno - continua Sallusti - si snatura e perde quell'alone di simpatia che da sempre l'accompagna, almeno in un certa parte dell' opinione pubblica". Un'ultima nota: "Inseguire i grillini sulla strada dell'integralismo moralista non potrà mai essere vincente. Perché è una corsa infinita verso la stupidità", "ecco, meglio un burlone di un onesto cretino". 

Manovre al centro e modello lombardo: parla Raffaele Cattaneo

Ai microfoni de ilComizio.it l'analisi politica del presidente del Consiglio regionale della Lombardia, intervenuto alla presentazione di "Centristi per l'Europa", movimento guidato dal deputato Gianpiero D'Alia e ispirato da Pier Ferdinando Casini e dal ministro Gian Luca Galletti - (VIDEO)

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS