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updated 1:53 PM UTC, Jul 10, 2020

Coronavirus, stop agli ingressi da 13 Paesi fino al 14 luglio. Ecco la lista

La comunicazione dell'Enac che ha confermato tutte le compagnie aeree operanti in Italia dopo l'ordinanza del ministero della Salute. Speranza: "Nel mondo la pandemia e' nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi"


A seguito dell’ordinanza di ieri del Ministro della Salute emanata al fine di contenere la diffusione del Covid-19 in Italia, l’Enac, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ha informato, nella serata di ieri, 9 luglio, tutte le compagnie aeree italiane e le compagnie straniere operanti in Italia in merito ai contenuti della predetta ordinanza disponendone l’immediata applicazione. Lo comunica l'Enac. Di conseguenza nessun passeggero proveniente direttamente o indirettamente dai Paesi sotto elencati potrà entrare in Italia fino al 14 luglio prossimo: Armenia, Barhein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Domenicana. Tale restrizione si applica anche alle persone che negli ultimi quattordici giorni hanno soggiornato o sono transitate nei predetti Paesi.

A prescindere dai Paesi sopra richiamati, l’ingresso in Italia dall’estero è condizionato al rilascio di una dichiarazione al vettore o ai soggetti delegati ai controlli di non aver soggiornato o di non essere transitati in uno dei Paesi presenti nell’elenco, negli ultimi quattordici giorni antecedenti. L’ordinanza sarà in vigore fino al 14 luglio prossimo. L’Enac ha disposto che le compagnie interessate informino i passeggeri delle nuove disposizioni i quali saranno rimpatriati a spese dei vettori che li dovessero accettare a bordo.


L'ORDINANZA DEL MINISTERO DELLA SALUTE

Stop agli ingressi in Italia per chi arriva da Paesi a rischio Covid. E' quanto stabilito da un'ordinanza firmata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, sentiti i ministri degli Affari Esteri, dell'Interno e dei Trasporti.

L'ordinanza dispone il "divieto di ingresso e di transito in Italia alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitati nei seguenti Paesi: Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana".

Al fine di garantire un adeguato livello di protezione sanitaria, sono sospesi anche i voli diretti e indiretti da e per i Paesi sopra indicati, fa sapere il ministero di Lungotevere Ripa in una nota. "Nel mondo la pandemia è nella sua fase più acuta. Non possiamo vanificare i sacrifici fatti dagli italiani in questi mesi. È per questo - spiega Speranza - che abbiamo scelto la linea della massima prudenza".

“Le misure adottate dal ministro della Salute sono molto importanti al fine di mantenere i risultati raggiunti in questi mesi ed evitare che casi importati possano generare focolai difficili da controllare”, ha affermato il presidente dell’Istituto superiore di sanità, Silvio Brusaferro, aggiungendo: “Dobbiamo ricordarci che in molti paesi del mondo la circolazione del virus e ancora elevata”.

"Condivido al 100% l'ordinanza" sul divieto d'ingresso per chi arriva da Paesi a rischio: "Bravo Speranza. E questo vista la situazione Italia dove si registrano sempre meno ricoveri Covid-19 e chiudiamo i reparti di terapia intensiva dedicati. Abbiamo dei focolai, che però controlliamo molto bene. E' chiaro quindi che non possiamo permetterci di importare varianti di virus diversi con cariche diverse e magari più aggressive". A parlare all'Adnkronos Salute è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e presidente della Società italiana di terapia antinfettiva (Sita), che commenta l'ordinanza firmata dal ministro della Salute Roberto Speranza. "Non è una questione di rivalsa o di vendetta verso altri Paesi - aggiunge Bassetti - ma semplice tutela della salute pubblica. Mi pare un atteggiamento molto corretto da chi, in qualche modo, ha imparato 'la lezione' rispetto ad un periodo in cui queste misure non sono state prese. Ben ben vengano, quindi, se si prendono adesso, ma devono valere anche per le triangolazioni dei voli da altri Paesi verso l'Italia. Immagino occorra anche una collaborazione da parte delle altre autorità Ue ed extra Schengen. E poi - conclude - magari andrebbero previste delle sanzioni se si aggirano questi divieti".

Produzione industriale in risalita dopo il lockdown: a maggio +42% rispetto ad aprile. Ma i livelli pre-Covid sono lontani

A maggio 2020 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti del 42,1% rispetto ad aprile. Lo rileva l'Istat. "Dopo la forte flessione registrata ad aprile, mese caratterizzato dalle chiusure in molti settori produttivi in seguito ai provvedimenti connessi all'emergenza sanitaria, a maggio si assiste ad una significativa ripresa delle attività: tutti i comparti sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, che registra una leggera flessione". E' il commento dell'Istat ai dati diffusi. "Il livello della produzione, peraltro, -rileva l'Istat- risente ancora della situazione generata dall'epidemia di Covid-19: l’indice generale, al netto della stagionalità, presenta una flessione del 20% rispetto al mese di gennaio, ultimo periodo precedente l’emergenza sanitaria"


 Secondo l'Istat cala la produzione industriale. Bene il mercato ...

La produzione industriale a maggio schizza in alto, segnando un aumento del 42,1% rispetto ad aprile. Lo rileva l'Istat, parlando di una "significativa ripresa delle attività" dopo il lockdown. Il confronto congiunturale, infatti, è con un mese, l'Istituto di statistica lo ricorda, "caratterizzato dalle chiusure in molti settori produttivi in seguito ai provvedimenti connessi all'emergenza sanitaria". Su base annua il dato mostra ancora un calo ampio: corretto per gli effetti di calendario, a maggio l'indice complessivo diminuisce in termini tendenziali del 20,3%.

Maggio, inoltre, vede la produzione industriale in impennata ma il livello dell'attività, l'Istat lo sottolinea nel commento ai dati, "risente ancora della situazione generata dall'epidemia di Covid-19: l'indice generale, al netto della stagionalità, presenta una flessione del 20,0% rispetto al mese di gennaio, ultimo periodo precedente l'emergenza sanitaria". E ancora, viene fatto presente, "nella media del periodo marzo-maggio, il livello della produzione cala del 29,9% rispetto ai tre mesi precedenti".

La produzione industriale di autoveicoli a maggio mostra su base annua un calo del 50,8%, rende inoltre noto l'Istat, fornendo il dato tendenziale corretto per gli effetti di calendario. Il ribasso in termini grezzi è pari al -54,5%. In sostanza l'attività nel settore si è dimezzata rispetto a maggio dello scorso anno.

Sempre a maggio, rispetto ad aprile, "tutti i comparti" dell'industria italiana "sono in crescita congiunturale, ad eccezione di quello delle industrie alimentari, bevande e tabacco, in leggera flessione", (-0,5%). Settore questo che però aveva retto durante la fase più acuta dell'emergenza Covid. Rimbalzi addirittura a tre cifre si evidenziano invece per le attività che più avevano risentito del lockdown: +142,5% per il tessile e +140,2% per i mezzi di trasporto. E' quanto emerge dalla nota dell'Istat sulla produzione industriale a maggio. Su base annua la situazione è capovolta, con ribassi in tutti i settori.

Rabbia sociale, ora il governo teme un autunno caldo. Lamorgese: "Rischio concreto, perché si vedranno gli effetti della crisi economica"

Il rischio di tensioni sociali in autunno "è concreto perché a settembre-ottobre vedremo gli esiti di questo periodo di grave crisi economica". Lo ha detto la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese, spiegando che "vediamo negozi chiusi, cittadini che non hanno nemmeno la possibilità di provvedere ai propri bisogni quotidiani. Il governo ha posto in essere tutte le iniziative necessarie per andare incontro a queste esigenze, ma il rischio è concreto"


Dilemma Lamorgese: come far rispettare zona rossa e quarantene ...

Rischio di un autunno caldo e di rabbia sociale? "Il rischio è concreto, a settembre vedremo l’esito di questa crisi che ha colpito le aziende. Vediamo negozi chiusi, cittadini che non hanno la disponibilità di provvedere ai propri bisogni quotidiani. Il Governo ha posto in essere tutte le iniziative per andare incontro a queste necessità. Il rischio però è concreto. Vedo oggi un atteggiamento di violenza verso le nostre forze di polizia, a cui deve andare il ringraziamento di tutti gli italiani. Le forze di polizia tutelano l’ordine democratico e tante volte non viene inteso in questi termini’’. Questi "comportamenti violenti nei confronti di chi ci tutela sono assolutamente da condannare". Così la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese intervenendo ad Agorà estate su RaiTre.

Riguardo alle misure per fronteggiare l'emergenza, ''l’obiettivo del governo è evitare il crearsi di nuovi focolai. Stiamo ponendo in essere tutte le attività necessarie per monitorare, controllare ed evitare nuovi arrivi che potrebbero determinare un nuovo focolaio''. Quanto ad un secondo lockdown, Lamorgese sottolinea che "non possiamo ignorare la possibilità di un ritorno del virus come la comunità scientifica ci sta purtroppo dicendo. I nostri atteggiamenti devono essere ancora più responsabili perché sarebbe certamente complicato e difficile ritornare in una situazione di lockdown''.

Poi i migranti. Modifiche ai decreti sicurezza sul tema dell'immigrazione? ''I tempi sono quelli delle attività parlamentari - spiega la ministra dell'Interno - Noi stiamo lavorando per chiudere il testo in tempi brevi. Oggi è la terza riunione che facciamo, abbiamo fatto dei passi avanti, mi sembra che ci sia una convergenza su tanti punti. Su provvedimenti complessi c'è la discussione ma la mediazione è importante''.

''Io credo - aggiunge - che arriveremo a quelle che saranno le modifiche in materia di immigrazione che potrebbero anche andare oltre le osservazioni della Presidenza della Repubblica. Potrebbero riguardare il sistema di accoglienza, i casi da valutare per la protezione umanitaria. Stiamo lavorando su questi punti ma sono ottimista, credo che arriveremo ad una soluzione condivisa. Oggi sarà un incontro importante. Vedo che c'è una attenzione da parte di tutti i gruppi ma soprattutto il desiderio di arrivare ad un provvedimento valido, accettato da tutti e che abbia dei segnali di cambiamento rispetto al passato''.

Quanto al voto, "firmerò il decreto in questi giorni per le elezioni il 20-21 settembre - dice Lamorgese - Per il referendum e le suppletive la firma verrà portata in Consiglio dei ministri e le Regioni procederanno in autonomia secondo le norme statutarie. Noi ci auguriamo che ci sia un election day per i giorni 20 e 21 di settembre’’.

Il disastro del turismo in Italia, dati choc: a giugno le presenze in hotel crollate dell'80%. Flussi dall'estero quasi azzerati: -93,2%. Persi 110 mila posti di lavoro stagionali

Presenze in calo dell'80,6% a giugno per gli alberghi italiani. È il dato diffuso dall'osservatorio Federalberghi, che monitora mensilmente un campione di circa 2.000 strutture. Rispetto allo stesso mese del 2019, i flussi dall'estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (-67,2%). Le ripercussioni sul mercato del lavoro sono dolorose: a giugno sono andati persi 110 mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%). E per i mesi estivi sono a rischio 140 mila posti di lavoro temporanei. Anche le previsioni per il mese di luglio non sono tranquillizzanti: l'83,4% delle strutture intervistate prevede che il fatturato sarà più che dimezzato rispetto allo stesso mese 2019. Nel 62,7% dei casi, il crollo sarà devastante, superiore al 70%


Il turismo balneare rischia il fallimento": G20s chiede al governo ...

In Italia si contano 10 milioni di turisti italiani e stranieri in meno nel mese di giugno con un impatto drammatico su economia ed occupazione per il settore della vacanza Made in Italy in cui operano 612mila imprese con 2,7 milioni di lavoratori. E' quanto emerge dal bilancio della Coldiretti per il mese che inaugura stagione estiva.

Anche le previsioni non sono positive con quasi un italiano su 4 (-23%) che rispetto allo scorso anno ha rinunciato a prendere le ferie a luglio per le incertezze, le preoccupazioni e le difficoltà economiche generate dal coronavirus che, sottolinea la Coldiretti, hanno quasi azzerato anche gli arrivi della gran parte dei turisti stranieri che scelgono questo mese per pernottare lungo la Penisola.

Completamente bloccati - precisa la Coldiretti - gli arrivi dei turisti provenienti da Paesi come Giappone, Cina e Stati Uniti mentre segnali ancora troppo deboli arrivano da Germania e Nord Europa. Una assenza pesante con i viaggiatori provenienti dagli Usa che, sottolinea la Coldiretti, sono i turisti fuori dai confini europei i piu' affezionati all'Italia ma che non sono rientrati nell'elenco dei paesi extracomunitari ammessi all'ingresso dal 1 luglio.

Per quanto riguarda i turisti italiani, l'Italia è di gran lunga la destinazione preferita che, continua la Coldiretti, è scelta come meta dal 93% rispetto all'86% dello scorso anno. La novità di quest'estate sta anche nel fatto che, continua la Coldiretti, 1 italiano su 4 (25%) ha scelto una destinazione vicino casa, all'interno della propria regione di residenza. Se la spiaggia, spiega Coldiretti, resta la meta preferita, cresce il turismo di prossimità con la riscoperta dei piccoli borghi e dei centri minori nelle campagne italiane, in alternativa alle destinazioni turistiche piu' battute, mentre crollano le presenze nelle città.

La stragrande maggioranza degli italiani in viaggio ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto mentre in difficoltà sono gli alberghi e i 24mila agriturismi che spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all'aperto, sono forse i luoghi dove è piu' facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. 

A tinte fosche anche le stime di Federalberghi, che registra presenze in calo dell'80,6% a giugno per gli alberghi italiani. Rispetto allo stesso mese del 2019, i flussi dall'estero sono ancora paralizzati (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (-67,2%). Le ripercussioni sul mercato del lavoro sono dolorose: a giugno sono andati persi 110 mila posti di lavoro stagionali e temporanei di varia natura (-58,4%). E per i mesi estivi sono a rischio 140 mila posti di lavoro temporanei.

Anche le previsioni per il mese di luglio non sono tranquillizzanti: l'83,4% delle strutture intervistate prevede che il fatturato sarà più che dimezzato rispetto allo stesso mese 2019. Nel 62,7% dei casi, il crollo sarà devastante, superiore al 70%. "Il Centro studi di Federalberghi - segnala il presidente dell'organizzazione, Barnabò Bocca - continua ad aggiornare i parametri del proprio modello econometrico, acquisendo ogni segnale positivo, per piccolo che sia, ma la sostanza non cambia: nel 2020 si registrerà la perdita di oltre 295 milioni di presenze (-68,7% rispetto al 2018), con un calo di fatturato del settore ricettivo pari a quasi 16,3 miliardi di euro (-69,0%)". 

Coronavirus, superati i 12 milioni di casi nel mondo. Il dramma degli Usa: 55mila nuovi contagiati nelle ultime 24 ore. Preoccupa Israele, fiammata ad Hong Kong

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12 milioni, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Poco dopo l'ultimo aggiornamento dei casi in corso, con 55 mila nuovi contagi negli Stati Uniti, il totale mondiale è salito a 12.007.327. Di questi, 548.799 hanno avuto un esito fatale


STATI UNITI - I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 55.000. E' quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che parla di 3.051.427 contagi e 132.195 morti.
Balzo dei casi di coronavirus a Tulsa, la città dell'Oklahoma dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno. La contea di Tulsa ha registrato 206 nuovi casi di coronavirus martedì e 261, un record, lunedì. "Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa", afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa. Dart non ha fatto esplicito riferimento al comizio di Trump ma ha spiegato che si tratta solo di "fare due più due" fra l'aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quali il comizio di Trump.

Il coronavirus probabilmente si diffondeva ampiamente negli Stati Uniti già a febbraio: il virus potrebbe essere stato importato dalla Cina e da altri Paesi, ma una volta entrato nel territorio americano gran parte della sua diffusione è avvenuta tra Stato e Stato. E' quanto emerge da un modello statistico realizzato da ricercatori della Northeastern University di Boston, secondo quanto riporta la Cnn.

ISRAELE - Resta sempre alto il numero delle nuove infezioni in Israele: secondo il ministero della sanità ci sono stati 1.231 casi diagnosticati nelle ultime 24 ore per un totale, da inizio pandemia, di 33.947. Crescono anche le vittime con 2 nuovi morti che portano la somma complessiva a 346. I casi attivi della malattia sono 15.209 con 118 persone in gravi condizioni: due settimane fa erano 45. Un altro ministro Rafi Peretz - dopo il suo collega alla difesa Benny Gantz - si è messo in auto quarantena a seguito della scoperta di un suo consigliere risultato positivo al Covid 19. Non è migliore la situazione nei Territori Palestinesi dove un uomo è morto di complicazioni da coronavirus a Hebron in Cisgiordania portando il totale a 24: i casi accertati sono 5.567, con 23 pazienti in condizioni critiche. In tutti i Territori è in vigore il secondo lockdown.

IRAN - Nuovo record di vittime di Covid-19 in Iran. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 221 decessi, per un totale di 12.305 decessi confermati. I casi salgono a 250.458, con 2.079 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.324, mentre i pazienti guariti diventano 212.176. I test effettuati sono 1.897.803. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Lari.

HONG KONG - Le autorità di Hong Kong hanno messo in guardia la popolazione contro una potenziale "crescita esponenziale" di nuovi casi di coronavirus dopo una fiammata di contagi locali. Da domenica scorsa a oggi nella metropoli sono stati registrati 65 nuovi casi, inclusi 31 in cui l'infezione è stata trasmessa a livello locale. Si tratta per alcuni della "terza ondata" del virus nel centro finanziario asiatico, riporta la Cnn, che ha colpito tassisti, camerieri, infermieri e anziani ospiti di case di riposo. "E' possibile che ci sarà un grande focolaio", ha detto Chuang Shuk-kwan, il direttore del Centro per la protezione della salute: "Potrebbe esserci un'improvvisa crescita esponenziale dei casi". Dall'inizio della pandemia Hong Kong ha registrato 1.324 casi di coronavirus e solo sette decessi legati alla malattia. "Il virus troverà qualsiasi spiraglio nella vostra armatura", ha commentato da parte l'esperta di malattie infettive Sarah Borwein volendo sottolineare la facilità con cui il virus riesce a penetrare nell'organismo: "Lo abbiamo visto a Pechino, a Singapore, in Corea del Sud e adesso in Israele, in Australia e altrove".

GIAPPONE - Tokyo aggiorna nuovamente il record dei casi giornalieri di coronavirus fino a raggiungere quota 224 nelle ultime 24 ore, il massimo livello da metà aprile. Lo ha annunciato il governo metropolitano dopo un temporaneo rallentamento registrato nelle 24 ore precedenti con 75 casi, e confermando la presenza dei maggiori focolai nel distretto a luci rosse della capitale, l'area di Kabukicho (nord ovest), malgrado i recenti inviti delle autorità locali a ridurre le visite e l'assistenza finanziaria promessa alle attività commerciali in presenza di una riduzione degli orari di apertura. Con circa 7.200 casi, Tokyo rappresenta oltre un terzo dei contagi complessivi a livello nazionale.

LIBIA - La Libia registra nelle ultime 24 ore altri 86 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 1.268 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina Facebook, precisando che i morti salgono a 36, i guariti a 306, e le persone attualmente positive da 852 a 906. La maggior parte dei casi si registra al Sud, con molti contagi anche tra il personale sanitario. L'ospedale di Ubari, nella Libia meridionale, ha sospeso le sue attività per 48 ore dopo che un membro dello staff è risultato positivo al coronavirus, come annunciato dal suo direttore, Suleiman Alwa. I dati sugli infettati da coronavirus, secondo alcune agenzie Onu, potrebbero tuttavia essere più alti, considerata la scarsa capacità del Paese di condurre test su larga scala per via della difficile situazione politica e del conflitto in corso.

PAKISTAN - Il Pakistan ha registrato 3.359 casi di coronavirus e 61 decessi provocati dalla malattia nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 240.848 e quello dei morti a quota 4.983. Sempre nelle ultime 24 ore sono guarite 4.346 persone, per un totale di 145.311 dall'inizio della pandemia. Attualmente 2.193 pazienti sono in condizioni critiche, 43 in più rispetto alle 24 ore precedenti.

RUSSIA - In Russia sono stati registrati 6.509 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 707.301. I decessi provocati dal virus sono ufficialmente 10.843, di cui 176 nel corso dell'ultima giornata. I guariti sono 8.805 nelle ultime 24 ore e 481.316 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

La paura effetto collaterale del Covid sull'economia delle famiglie: cresce il risparmio, boom di liquidità e stop agli investimenti

E' la paura l'eredità che il coronavirus ha lasciato tra gli italiani, radicata nei territori e trasversale ai diversi gruppi sociali. Il 67,8% degli italiani ha paura per la situazione economica familiare e la percentuale sale al 72% tra i millennial e le donne, sfiora il 75% nel Sud, supera il 76% tra gli imprenditori e arriva all'82,6% tra le persone con i redditi più bassi. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto Censis con Assogestioni "Il valore della diversità nelle scelte d'investimento prima e dopo il Covid-19"

"Nella fase post-emergenza, la biopaura da contagio e la minaccia alla salute si saldano ai timori per le incerte prospettive economiche. La paura - si legge - diventa così il principio regolatore emotivo di questa nuova stagione" e si traduce per quanto riguarda il portafogli in una rinnovata propensione al risparmio e ad un vero e proprio boom della liquidità.

Il 38,9% degli italiani ha infatti incrementato il proprio risparmio nel periodo del lockdown. La percentuale sale al 49,1% tra i risparmiatori abituali. Del resto, nel periodo della quarantena sono stati 28 milioni i percettori di reddito le cui entrate non sono state intaccate (pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori del settore privato non in Cassa integrazione o congedo parentale), pari al 71,2% del totale. Il risparmio forzoso, spiegano Censis e Assogestioni, è nato da continuità nelle retribuzioni e tagli nei consumi. 


Caldaia a condensazione: come funziona e quanto si risparmia ...

Il 68% degli italiani ha paura per la situazione economica familiare e a vincere è la cautela, anche se le entrate del 71% dei percettori di reddito non sono state intaccate durante la fase più acuta dell'epidemia di coronavirus. Ne è derivato un boom del risparmio: il 39% dei cittadini è riuscito a mettere da parte soldi e la liquidità nei portafogli delle famiglie italiane è aumentata di 34,4 miliardi di euro nei tre mesi più neri della pandemia. Sono questi i dati principali che emergono dal rapporto "Il valore della diversità nelle scelte d'investimento prima e dopo il Covid-19", realizzato dal Censis in collaborazione con Assogestioni. –   Il 67,8% degli italiani ha paura per la situazione economica familiare. Una paura radicata nei territori e trasversale ai diversi gruppi sociali. La percentuale sale al 72% tra i millennial e le donne, sfiora il 75% nel Sud, supera il 76% tra gli imprenditori e arriva all'82,6% tra le persone con i redditi più bassi. Nella fase post-emergenza, la paura da contagio e la minaccia alla salute si saldano ai timori per le incerte prospettive economiche.   MEGLIO ESSERE

CAUTI E ACCUMULARE RISPARMI

L'epidemia del Covid-19, oltre ad aver diffuso la paura, ha generato una grande incertezza economica ed esistenziale. Lo pensa il 49,7% degli italiani (il dato sale al 58,9% tra gli imprenditori). L'unica certezza è che "tutto può succedere". La possibilità che un evento inedito e inatteso possa cambiare in un attimo la vita delle persone fa esplodere un senso acuto di vulnerabilità. In questo contesto, sul piano economico, per gli italiani ora serve una grande cautela, soprattutto nella gestione dei propri soldi. Lo afferma il 39,7% dei risparmiatori (il dato sale al 45% nel Nord-Est).  

SORPRESA LOCKDOWN, TANTI ITALIANI CON PIÙ RISPARMI  

Il 38,9% degli italiani ha incrementato il proprio risparmio nel periodo del lockdown. La percentuale sale al 49,1% tra i risparmiatori abituali. Del resto, nel periodo della quarantena sono stati 28 milioni i percettori di reddito le cui entrate non sono state intaccate (pensionati, dipendenti pubblici, lavoratori del settore privato non in Cassa integrazione o congedo parentale), pari al 71,2% del totale. Il risparmio forzoso è nato da continuità nelle retribuzioni e tagli nei consumi.  

È BOOM DI LIQUIDITÀ, +34,4 MLD TRA FEBBRAIO E APRILE

La liquidità nei portafogli delle famiglie italiane è aumentata di 34,4 miliardi di euro nei tre mesi più neri dell'epidemia (febbraio-aprile): una cifra quasi uguale al valore del Mes per l'Italia di cui oggi tanto si discute. Sono risorse che si aggiungono ai 121 miliardi di euro di liquidità aggiuntiva accumulata negli ultimi tre anni, prima dell'esplosione dell'epidemia (+8,4% in termini reali nel triennio): una cifra pari a nove volte le risorse del Piano Marshall destinate al nostro Paese per la ricostruzione del dopoguerra rapportate ai valori attuali.   IL CONTANTE COME STRUMENTO DI PROTEZIONE   Paura, incertezza e cautela fanno decollare ancora il cash cautelativo, da tempo in crescita, come strumento familiare di autotutela. Se la tendenza proseguirà allo stesso ritmo del triennio trascorso, nel 2023 ci saranno altri 135 miliardi di liquidità aggiuntiva per le famiglie. Per il prossimo futuro il 34,1% degli italiani considera la liquidità lo strumento principale per la propria protezione, insieme all'ampliamento del sistema di welfare pubblico (34%) e all'acquisto di strumenti assicurativi, mutualistici, integrativi.  

UN ITALIANO SU 2 NON COMPREREBBE TITOLI DI STATO  

Sui titoli di Stato ci si divide: il 43,7% degli italiani li comprerebbe, il 51,3% no, il 5% è incerto. Più propensi ad acquistarli i residenti del Nord-Ovest (47,5%), le persone con redditi elevati (55,9%), i dirigenti e i quadri (59,3%), mentre i più scettici sono gli operai (54,5%) e i residenti del Sud (54%). Vince il timore per un debito pubblico che nel lungo periodo può generare rischi anche per i propri risparmi.  

PIACCIONO GLI INVESTIMENTI SOSTENIBILI  

Buona la propensione all'acquisto di strumenti finanziari Esg (Environmental, Social, Governance), basati su criteri di investimento responsabile: il 52,3% degli italiani si dice interessato a investirvi (il 68,2% tra i laureati, il 70,2% tra i dirigenti e i quadri). Una voglia di sostenibilità che oggi si lega al tema della tutela e promozione della salute, balzato in cima alle priorità delle persone con l'emergenza sanitaria. –    

LA DIVERSITY IN FINANZA CONTA MOLTO, ANCHE NEL POST COVID  

Il 40,3% degli italiani preferirebbe investire in un'azienda o in fondi di investimento guidati da donne. E il 39,9% sceglierebbe un consulente finanziario donna. Spicca il fatto che tra le donne le quote che optano per la preferenza di genere per decidere in cosa investire (42,4%) o per il consulente a cui dare fiducia (39,9%) sono prossime a quelle dei maschi (rispettivamente, 38,1% e 39,9%). Che la diversity conti in finanza lo dicono forte e chiaro anche i consulenti finanziari, tra i quali il 76,4% ha una clientela molto diversificata per genere, età, istruzione, disponibilità economica. Il 95% di loro ritiene che la diversity conti molto più che in passato, motivo per cui l'86% pensa che ci sia bisogno di una formazione ad hoc per affrontarla e gestirla meglio.

Economia italiana in terapia intensiva: "Serviranno 5 anni per tornare ai livelli pre-Covid. Peggiore recessione mai registrata in tempi di pace"

La società di consulenza Prometeia calcola che il rapporto tra deficit e Pil si attesterà all’11% nel 2020, mentre quello tra debito e Pil salirà al 159%. Lo stimolo fiscale, stimato nell'anno in corso in circa 5 punti percentuali di Pil, "non sembra tuttavia sufficiente per riavviare in modo deciso i consumi e gli investimenti"


Previsioni per l'economia italiana 2020: gli scenari possibili ...

Il Pil italiano crollerà quest'anno del 10,1% per poi rimbalzare del 5,9% nel 2021. La stima è di Prometeia, secondo cui "all’Italia serviranno almeno 5 anni per tornare ai livelli di attività pre-Covid".

Secondo Prometeia, il rapporto tra deficit e Pil si attesterà all’11% nel 2020, mentre quello tra  debito e Pil salirà al 159%. Lo stimolo fiscale, che Prometeia stima nell’anno in corso in circa 5 punti percentuali di Pil, "non sembra tuttavia sufficiente per riavviare in modo deciso i consumi e gli investimenti, ma si sta traducendo anche in un forte aumento delle disponibilità liquide di famiglie e imprese".

La fase del superamento della crisi, si legge nel documento, vedrà il nostro Paese con un livello di attività economica inferiore a quello pre-crisi, con meno occupazione, con un livello di risparmio delle famiglie più elevato e di debito delle imprese non finanziarie e del settore pubblico più alto. Più in generale, con un aumento delle disparità a molti livelli, nella distribuzione funzionale e personale del reddito, tra i generi e le classi di età, tra settori produttivi e territori: a farne le spese saranno in misura maggiore le piccole imprese e i lavoratori autonomi e meno istruiti.

Prometeia ipotizza che l’Italia alla fine farà ricorso al Mes e che i Paesi europei si metteranno d’accordo su 650 miliardi di euro complessivi da mettere a disposizione per sostenere le economie nella fase della ripartenza: 350 miliardi di sovvenzioni a fondo perduto e 300 di prestiti. L’Italia potrebbe risultare il maggior beneficiario di questi fondi (18,8% del totale). "Se indirizzate in modo corretto verso le ben note aree di fragilità della nostra economia (dalla sanità ai servizi per la “silver economy”, dalla scuola alle infrastrutture), queste risorse potrebbero far fare all’Italia quel salto di produttività, e dunque di crescita, che manca da ormai 25 anni", commenta Prometeia. 

Coronavirus, l'Italia fa un bel respiro: cala la curva epidemica e terapie intensive vuote in 14 regioni. Incide il miglioramento della Lombardia: zero casi in quattro province

Mentre a livello globale l'Oms fa sapere che "la pandemia di coronavirus sta accelerando e chiaramente non abbiamo ancora raggiunto il picco", il nostro Paese fa registrare progressi significativi. Nessun caso nelle ultime 24 ore in sette regioni italiane. Sale il numero dei guariti: +574. Effettuati 43.219 tamponi, più del doppio di lunedì - (LEGGI TUTTO)


Bollettino Coronavirus, oggi un solo caso in provincia di Bari ...

Cala la curva epidemica in Italia: 138 i nuovi casi registrati oggi, contro i 208 di ieri. Complice il forte calo della Lombardia, 53 positivi contro i 111 di 24 ore fa, a fronte però di meno tamponi. Il totale degli italiani colpiti dal Covid sale così a 241.956. Forte rialzo invece del numero dei decessi, 30 oggi contro gli 8 di ieri (e i 7 di domenica). Si sono registrate vittime in Lombardia (13), Veneto (10), Piemonte (3), Toscana (2), Emilia Romagna e Puglia (1 ciascuna). Il totale sale a 34.899.

Aumentano i guariti, 574 in un giorno (ieri erano appena 133), che salgono a 192.815. Per effetto di questi dati, tornano a scendere dopo due giorni di aumento i malati attivi: 467 in meno rispetto a ieri, per un totale di 14.242. E' quanto emerge dal bollettino quotidiano del ministero della Salute.

Riparte anche il calo dei ricoveri, dopo i piccoli aumenti delle ultime 24 ore: 6 posti occupati in meno in regime ordinario (940 in tutto), e 2 in terapia intensiva (70). Mentre 13.232 sono i pazienti in isolamento domiciliare. Infine, salgono i tamponi a livello nazionale (con l'eccezione, come detto, della Lombardia): sono 43.219 contro i 22.166 di ieri.

In gran parte della Penisola non ci sono più malati di Covid in terapia intensiva. Stando all'ultimo bollettino del ministero della Salute, sono ben 14 le regioni che segnano quota zero nella casella dei casi piu' gravi. L'ultima in ordine di tempo è la Sicilia, passata dai 2 ricoverati di ieri al nessuno di oggi. Solo tre regioni hanno piu' di dieci ricoverati: la Lombardia (36 terapie intensive, invariate), il Lazio (13, +1) e l'Emilia Romagna (10,+1). Seguono il Piemonte con 8 terapie intensive (-1), il Veneto con 2 (invariate) e la Toscana con 1 (-1). 

Focus Lombardia e Milano Cala il numero di positivi al Coronavirus nel Milanese: in 24 ore se ne sono registrati 5, di cui 4 nella città capoluogo. Lunedì erano rispettivamente 12 e 9. 

Nel confronto con gli altri territori lombardi, la provincia di Milano è la terza in regione per numero di nuovi casi, insieme a Monza (ieri +2). Segue Lodi con 3 contagi (ieri 0). Uno solo per Cremona (ieri +23); Sondrio (ieri 0) e Varese (ieri +2). Nessun caso a Como, Lecco, Mantova e Pavia. I numeri più alti, invece, sono a Bergamo con +29 (ieri +17) e Brescia con +17 (ieri +10).

Coronavirus, i dati lombardi del 7 luglio

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