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updated 12:39 PM UTC, May 29, 2020

Moschee, la Lombardia va avanti. Maroni: "La Consulta ha confermato la nostra legge". Beccalossi: "Aiutiamo le Forze dell'ordine nella prevenzione del terrorismo"

Intervista all'assessore regionale al Territorio, incaricata dal governatore di occuparsi anche del tema dei luoghi di culto e della questione islamica: "I sindaci ci hanno chiesto aiuto per regolamentare il fenomeno. E' necessario avere informazioni precise per evitare rischi" - (VIDEO)


La Regione Lombardia detta le regole sui centri culturali islamici presenti sul proprio territorio. La giunta Maroni ha presentato una circolare in cui si chiarisce che i centri nati dopo l'entrata in vigore della legge regionale del 2015 sui nuovi luoghi di culto (la cosiddetta legge "anti-moschee"), in cui si svolge regolarmente attività di preghiera sono equiparabili alle moschee e vi si devono applicare le stesse norme urbanistiche. Per i centri culturali islamici preesistenti alla legge regionale, vi si possono svolgere attività di culto solo se lo si è segnalato al Comune, che dovrà fare una variante al Pgt (Piano di governo del territorio), inserendolo nel Piano per le attrezzature religiose. Il contenuto della circolare è stato illustrato in una conferenza stampa del dopo giunta a Palazzo Lombardia dall'assessore al Territorio Viviana Beccalossi, incaricata dal governatore Roberto Maroni di occuparsi anche del tema dei luoghi di culto e del fenomeno islamico in Lombardia. Beccalossi ha spiegato che il provvedimento risponde "all'esigenza dei sindaci di aver più chiarezza nelle regole su quei centri culturali islamici che, a detta dei sindaci, sono di fatto delle moschee". "Nessuno pensa che siano popolati da terroristi ma è importate sapere dove sono e chi li frequenta", ha detto l'assessore. Maroni, presente alla conferenza stampa ha ricordato che la legge regionale, che mesi fa è stata oggetto di "un paio di rilievi" dalla Consulta, è "in vigore per tutte le altre parti".

Alfano e Padoan lanciano Milano: "Diventi capitale europea del post Brexit". Sala: "In tanti attratti da noi. Si può fare"

A Palazzo Marino l'incontro "Italy is now and next" cui hanno partecipato il sindaco della metropoli lombarda e i ministri degli Esteri e dell'Economia. In via di istituzione una cabina di regia per candidare la città come destinazione preferita di imprese, enti e banche che lasceranno Londra dopo l'uscita del Regno Unito dall'Ue - (VIDEO)


 "Stiamo istituendo una cabina di regia del governo che andrà a promuovere Milano come destinazione per tutti coloro che decideranno di lasciare la capitale britannica dopo la Brexit". Così il ministro degli Esteri Angelino Alfano, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Milano al termine dell'incontro 'Italy is now and next', alla presenza del ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan e del sindaco di Milano Giuseppe Sala, annuncia l'intenzione di creare una task force per trasformare il capoluogo lombardo nella "capitale europea del post-Brexit".

Milano, spiega Alfano, "ha tutte le carte in regola"; ha "la bellezza dell'Italia, senza i suoi limiti". C'è "una qualità straordinaria nei servizi", ma "senza tutti quei colli di bottiglia tipici del nostro Paese". E tutto questo la rende idonea a "candidarla come destinazione preferita di imprese, enti e banche che lasceranno Londra dopo la Brexit".

Il governo, avverte quindi Padoan, "punta su Milano per raccogliere una parte di eredità che arriverà dal post Brexit"; per questo "avvierà con Comune, Consob, Banca d'Italia e Agenzie delle Entrate una task force per fare squadra e agevolare il processo".

Tre, in particolare, i motivi che portano a Milano: "E' uno dei luoghi in Italia dove il processo di riforma strutturale funziona meglio, come nel caso della giustizia civile", oltre ad essere "un luogo dove si applicano e si beneficia dei processi di riforma". In secondo luogo "ci sono misure di incentivazione fiscale pensate specificatamente per sostenere la ricollocazione dopo Brexit". Misure che, sottolinea Padoan, "attraggono il capitale umano". Terza questione, il 'fare squadra', che vuol dire "istituzione di una task force composta da Comune e Governo che si avvarrà anche di Consob, Bankitalia e Agenzia delle entrate e Gdf per fornire in una unica volta informazioni e assistenza per chi vuole venire a Milano".

A Milano, avverte Sala, "ci giochiamo, con tanta energia, la partita Ema" e questo è "un momento in cui si possono cogliere opportunità" perché "in tanti stanno guardando al nostro Paese". Tanto più che "da tanti esponenti di banche di affari arriva l'indicazione che le condizioni sono obiettivamente diverse dal passato e obiettivamente attrattive". E se è vero che ci sono limiti riconosciuti nel nostro Paese, "la sensazione è che a Milano si possa fare un po' meglio".

Oggi, conclude il sindaco, "è stato fatto un test" con persone che hanno il potere di decidere se portare enti, imprese e banche a Milano e da questo incontro "siamo usciti con la consapevolezza che è possibile".

 

Salute in Lombardia, Gallera: "L'epilessia non deve far paura"

L'assessore al Welfare della giunta Maroni parla in occasione della Giornata internazionale dedicata a questa patologia: "In Italia colpisce 500.000 persone, soprattutto bambini; sono circa 32.000 i nuovi casi che si registrano all'anno e 90.000 sono i pazienti assistiti dal sistema sanitario lombardo". La nostra intervista e la conferenza stampa - (VIDEO)


"L'epilessia non e' una patologia che va tenuta nascosta, da cui rifuggire o avere paura. Questo, insieme al rilancio delle Rete regionale Epinetwork, il messaggio che, oggi, nella Giornata internazionale ad essa dedicata, Regione vuole trasmettere a tutti i cittadini lombardi". Lo ha detto l'assessore al Welfare di Regione Lombardia Giulio Gallera nel corso della conferenza stampa dopo Giunta, a Palazzo Lombardia, in occasione della 'Giornata internazionale per l'epilessia', alla quale erano presenti anche il direttore del Centro regionale per l'epilessia dell'ospedale Fatebenefratelli e Oftalmico di Milano Antonino Romeo e la coordinatrice regionale della Lega italiana contro l'epilessia (Lice), Monica Lodi. 


90.000 I PAZIENTI ASSISTITI DA SSL - "In Italia - ha spiegato l'assessore - l'epilessia colpisce 500.000 persone, soprattutto bambini, sono circa 32.000 i nuovi casi che si registrano all'anno e 90.000 sono i pazienti assistiti dal sistema sanitario lombardo". 

RETE REGIONALE - "Da oggi - ha concluso l'assessore-, in virtu' anche dell'attuazione della legge di evoluzione del nostro sistema socio sanitario, che ha come fulcro la presa in carico dei pazienti, rilanciamo Epinetwork, la Rete dei Centri per l'Epilessia della Regione Lombardia, creata nel 2007. Si tratta di un modello organizzativo regionale di assistenza sanitaria, offerto secondo la logica di 'rete per patologia' con l'obiettivo di potenziare proprio lo scambio funzionale dei Centri per l'epilessia e di promuovere iniziative volte all'educazione della popolazione e all'aggiornamento degli operatori. Vogliamo che fra le nostre strutture ospedaliere e territoriali vengano definiti percorsi integrati affinche' i malati possano ricevere cure di massima qualita', omogenee ed efficaci". 

GIORNATA INTERNAZIONALE - La Giornata per l'epilessia, che dal 2016 da decreto del Consiglio dei ministri e' passata da evento nazionale a evento internazionale, e' organizzata in Italia dalla Lice. La Lice e' la societa' scientifica che in Italia riunisce i medici epilettologi e promuove da molti anni campagne informative su tutto il territorio nazionale ed una serie di iniziative volte a divulgare una corretta informazione. L'epilessia e' una malattia sociale che il Parlamento europeo e l'Assemblea mondiale della Sanita' (Wha) hanno indicato come una priorita' in campo della ricerca e dell'assistenza. Le persone con epilessia, oltre a presentare importanti problematiche di ordine diagnostico e terapeutico (il 30% dei casi sono resistenti ai farmaci oggi disponibili) sono spesso vittime di pregiudizi e discriminazioni a livello sociale e a limitazioni in vari ambiti come la scuola, il lavoro e lo sport.

Basta sprecare cibo: in Lombardia c'è già una legge. E a Cremona arriva un appuntamento mondiale

Il 4 e 5 marzo si terrà un convegno che vedrà la presenza di rappresentanti di tutti i Continenti. Il consigliere regionale Carlo Malvezzi, cremonese, spiega: "Non è un caso che l'incontro si svolga nella nostra città, perché si tratta di un territorio che detiene il record nazionale nella produzione di latte; qui hanno sede le maggiori aziende di trasformazione agroalimentare e nell'ambito del settore agricolo e alimentare sono stati premiati e finanziati in questi ultimi mesi ben 8 progetti di cooperazione transazionale". Tutte le nostre interviste e gli interventi della presentazione a Palazzo Pirelli - (VIDEO)


 

Dopo la Carta di Milano di Expo 2015, rappresentati di tutti i Continenti il 3 e 4 marzo si confronteranno a Cremona per fare il punto sulle azioni da promuovere e sugli strumenti concreti da adottare per contrastare lo spreco alimentare, con l’obiettivo di condividere nella Carta di Cremona un documento finale che riprenda e prosegua in modo efficace il percorso avviato a Expo Milano 2015.

L’evento è stato presentato oggi a Palazzo Pirelli, alla presenza del Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo. “Questa iniziativa ha una duplice valenza – ha detto Cattaneo -. Innanzitutto è la testimonianza concreta di come, soprattutto dopo Expo 2015, la Lombardia stia lavorando concretamente per facilitare il dialogo, il confronto e lo scambio di esperienze tra i popoli. Dobbiamo costruire i ponti, non i muri – ha proseguito Cattaneo -, condizione indispensabile per non alimentare lo scontro e le guerre ma per mantenere la pace nel mondo. L’appuntamento cremonese ha però anche il merito di porre nuovamente l’attenzione sulla necessità di contenere lo spreco alimentare: la Lombardia ha approvato prima fra tutte una legge che riconosce il diritto al cibo per tutti e dedica una articolo specifico alle misure di contenimento dello spreco degli alimenti. Oggi – ha concluso Cattaneo - nel mondo esistono un miliardo di obesi a fronte di un miliardo di denutriti: serve una forte azione culturale, educativa e formativa perché entrambe le cifre possano ridursi sensibilmente”.

Il convegno “Sprechi alimentari: fattori contaminati, incidenza sulla mortalità e gestione del rischio”, che vedrà Cremona al centro del panorama alimentare mondiale i prossimi 3 e 4 marzo, coinvolge oltre 30 Paesi in rappresentanza di tutti i Continenti. L’evento, che si terrà presso la Sala Maffei della Camera di Commercio di Cremona, è stato organizzato dal Centro Incontri Diplomatici, in partnership con la Federazione Nazionale Consoli Esteri e sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento europeo. Hanno assicurato il loro patrocinio, oltre al Consiglio Regionale della Lombardia, anche la Presidenza del Consiglio, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, il Ministero dell’Ambiente, il Ministero dell’Agricoltura, il Corpo Consolare di Milano e della Lombardia e le principali istituzioni territoriali.

Alla presentazione questa mattina in Consiglio regionale erano presenti, oltre al Presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo, il Presidente della Commissione Affari istituzionali Carlo Malvezzi, il Console Generale di Slovenia dottor Gianvico Camisasca in qualità di Vice Presidente della Federazione Nazionale dei Consoli Esteri,  il Presidente del Centro Incontri Diplomatici Emanuele BettiniFabrizio Pizzamiglio in rappresentanza della Provincia di Cremona e il Presidente della Commissione Cultura del Comune di Cremona Luca Burgazzi. Il convegno è organizzato in collaborazione con l’Università Bicocca di Milano e l’Università del Cattolica Sacro Cuore di Piacenza e Cremona.

Non è un caso che ad ospitare un simile evento sia proprio Cremona – ha sottolineato Carlo Malvezzi-: il territorio cremonese detiene il record nazionale nella produzione di latte, qui hanno sede le maggiori aziende di trasformazione agroalimentare e nell’ambito del settore agricolo e alimentare sono stati premiati e finanziati in questi ultimi mesi ben 8 progetti di cooperazione transazionale. L’evento di inizio marzo sarà pertanto anche una occasione utile e importante per il territorio per favorire incontri BtoB e sviluppare nuovi accordi commerciali e produttivi con i Paesi esteri presenti, grazie anche alla presenza e al sostegno diretto delle rappresentanze diplomatiche

Trump parte col botto: "Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra"

Prima conferenza stampa del presidente eletto degli Stati Uniti. Elogio alla sua futura amministrazione: "Sarà una delle più brillanti di sempre"; Nuovi ringraziamenti a Fiat Chrysler e Ford per i loro annunciati investimenti negli Usa; Sulle polemiche per i rapporti con la Russia: "Non abbiamo debiti con loro. Se piaccio a Putin è una cosa positiva, spero di avere una buona relazione con lui"


"Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra". Lo ha detto il presidente eletto, Donald Trump, nel corso della sua prima conferenza stampa (dopo 168 giorni), dalla vittoria delle presidenziali, ricordando di aver incontrato in questo periodo tanti importanti industriali che "se non avessi vinto le elezioni, sarebbero andati a investire altrove".

Il presidente eletto, nella conferenza stampa in corso, è poi tornato a ringraziare la Fiat Chrysler e la Ford per i loro annunciati investimenti negli Stati Uniti. Trump ha auspicato che anche la General Motors segua il loro esempio.

Trump ha quindi ringraziato i giornalisti che non si sono prestati a diffondere le "notizie false" sul suo conto. E parla di notizie false "che forse sono state diffuse dalla stessa intelligence". Le sue parole giungono dopo che alcuni media hanno parlato di dossier dei russi su Trump. "Ho molta paura di germi e batteri". Così ha liquidato le rivelazioni sulle presunte pratiche sessuali delle quali sarebbe stato protagonista durante un suo soggiorno a Mosca. Le rivelazioni sono contenute in un dossier di intelligence pubblicato da BuzzFeed e la cui veridicità non è stata confermata.

"Non ho crediti, debiti o accordi con la Russia", ha detto il presidente americano ai cronisti. "Abbiamo pochissimi debiti e non sono in mano alla Russia", ha aggiunto. In precedenza aveva detto che "se a Putin piace Donald Trump è una cosa positiva, io spero di avere una buona relazione con lui". "Per quanto riguarda l'hacking penso siano stati i russi", ha quindi affermato, aggiungendo che vi sono stati però attacchi informatici anche "da altre persone e altri paesi". Il presidente americano eletto ha poi ribadito l'accusa al Comitato Nazionale Democratico di non essere stato in grado di difendersi dai cyberattacchi.

Ricordando di aver incontrato in questo periodo tanti importanti industriali che "se non avessi vinto le elezioni, sarebbero andati a investire altrove", Trump ha poi promesso: "Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra". "La mia amministrazione - ha continuato - sarà una delle più brillanti mai messe assieme da un presidente". Trump ha poi tessuto le lodi di Jeff Sessions che sarà "un grande ministro della Giustizia" e di Rex Tillerson "pragmatico e pronto all'azione" come futuro segretario di Stato.

E dopo gli annunci delle scorse settimane, il presidente Usa ha confermato alla stampa di voler cedere le attività di famiglia agli eredi per la durata del mandato: "Do ai miei figli il controllo dei miei affari".

(Fonte: Adnkronos)

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