updated 10:46 AM UTC, Apr 7, 2020

Zona rossa per la Valle Seriana, la Lombardia zittisce Conte: "Era compito del governo". E quella nota del 2 marzo che è stata ignorata: l'ira dei sindaci di Nembro e Alzano

Il presidente del Consiglio in un'intervista al Fatto Quotidiano aveva detto che "se la Regione voleva la zona rossa poteva disporla". Oggi è arrivata la replica dell'assessore al Welfare della giunta Fontana, Giulio Gallera: "Chiesta più volte, ma serviva un decreto da chi ha competenza su forse dell'ordine e forze armate". Oltretutto come emerso in questi giorni, l'Istituto superiore di sanità, in una nota tecnica del 2 marzo scorso, evidenziava l’incidenza di contagi da Covid-19 nei due Comuni seriani, raccomandandone l’isolamento immediato e la chiusura. "Raccomandazione che è stata colpevolmente ignorata, così come gli appelli a più voci che si levavano dagli amministratori di un territorio allo stremo", scrive il Giorno


Zona rossa ad Alzano e Nembro? ''Era lo Stato che doveva farla come ha fatto a Codogno''. Così l'assessore al Welfare Giulio Gallera interviene sui presunti ritardi negli interventi per mitigare l'espansione del coronavirus in una delle zone maggiormente colpite della bergamasca.

Secondo Gallera, la Regione non aveva i poteri per istituire una zona chiusa, serviva ''un decreto del presidente del Consiglio dei ministri''. La zona rossa "l'abbiamo chiesta più volte. Abbiamo salutato con successo il fatto che l'Istituto superiore della Sanità avesse fatto un verbale. Ci attendevamo da lì a pochi minuti l'avvio della zona rossa. E la zona rossa - sottolinea - per essere efficace deve essere blindata con le forze militari che a Codogno ad esempio hanno chiuso tutti gli accessi e hanno chiuso le attività produttive. Questi due elementi non rientrano nelle facoltà delle Regioni. Noi possiamo chiudere le attività commerciali''.
 
Quanto alle zone rosse di altre Regioni ''io non so come hanno fatto. Non rientra nelle nostre competenze disporre delle forze dell'ordine e delle forze armate. Noi ci siamo confrontati anche con i prefetti che ci hanno detto: non potete essere voi a dirci cosa dobbiamo fare. Se siamo in uno Stato ognuno ha le sue competenze. Questa non rientra nelle competenze istituzionali e costituzionali delle Regioni''.

Ad Agorà l'assessore al Welfare della Lombardia spiega poi il senso dell'ordinanza regionale che prevede l'uso della mascherina quando si esce da casa. ''Era importante dare un messaggio forte e preciso. I numeri sono più favorevoli, ma non bisogna allentare la tensione, si deve continuare a stare a casa - dice Gallera - Le stiamo iniziando a distribuire nei luoghi nevralgici, inizieremo con 3 milioni e mezzo ma continueremo. Chi non ce l'ha può usare un altro indumento idoneo, come una sciarpa".

 

(Fonte: Adnkronos)

Coronavirus, belle notizie dalla Regione Lombardia. Fontana: "Guarita Elena, l'infermiera-simbolo di Cremona che era risultata positiva". E arriva finalmente il via libera alle mascherine prodotte a Rho (VIDEO)

I lieti annunci del governatore lombardo nella diretta social di LombardiaNotzieOnline: la battaglia vinta da Elena Pagliarini, immortalata in una foto che ha commosso tutti stremata sul computer dopo un turno massacrante; la professionista, che aveva contratto il virus, dopo 23 giorni è tornata pienamente in salute. Ma c'è anche l'annuncio che le mascherine facciali ad uso medico, prodotte da una ditta del Milanese che ha riconvertito allo scopo la sua normale produzione di pannolini, hanno ricevuto l'autorizzazione alla distribuzione da parte dell'Istituto Superiore della Sanità. Le parole del presidente insieme all'assessore al Welfare, Giulio Gallera - (VIDEO)


"Elena, l'infermiera dell'Ospedale di Cremona, fotografata da un medico mentre appariva stremata sulla tastiera di un computer, dopo un turno infernale e' guarita". Lo ha annunciato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante la diretta Facebook sulla pagina di LombardiaNotzieOnline. Il governatore ha ricordato che Elena, qualche giorno dopo la foto, era risultata infatti positiva al Covid-19, "ma che la sua battaglia e' giunta a lieto fine con la notizia della sua guarigione". "Elena - ha aggiunto - e' il simbolo di coloro che lottano in trincea da oltre 40 giorni contro questo virus. La ringrazio per tutto quello che fa e con lei voglio ringraziare tutti i meravigliosi infermieri che stanno combattendo quotidianamente".

ECCO LA TRASCRIZIONE DEL MESSAGGIO AUDIO INVIATO DA ELENA

"Stasera, dopo 23 giorni, finalmente ritorno in trincea, finalmente posso urlare sono guarita. La notorieta' partita da una fotografia che mi ritraeva addormentata sulla tastiera la voglio dedicare con tutto il cuore ai miei colleghi infermieri insostituibili e guerrieri. Mi hanno definita 'eroe' mai veri 'eroi' qui sono ben altri, sono tutti i pazienti che ce l'hanno fatta e ce la faranno. A loro auguro veramente di poter raccontare la loro esperienza. Oggi ritorno alla vita di tutti i giorni, piu' forte e guerriera di prima. Con il motto 'andra' tutto bene'".

L'ALTRA BELLA NOTIZIA: VIA LIBERA ALLE MASCHERINE PRODOTTE DA AZIENDA DI RHO (MILANO)

"Davvero una bella notizia. Un responso che attendevamo da giorni. E' infatti arrivato oggi pomeriggio il parere favorevole da parte dell'Istituto Superiore della Sanita' (ISS) alla produzione, all'utilizzo e alla commercializzazione delle mascherine prodotte in Lombardia dall'azienda Fippi di Rho in provincia di Milano". Lo ha comunicato il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana intervenuto alla diretta Facebook trasmessa dalla pagina di Lombardia Notizie Online.
ISS, infatti, ha confermato la rispondenza del prodotto alla normativa tecnica e ai requisiti 'Mascherine facciali ad uso medico - requisiti e metodi di prova', a quelli di biocompatibilita' e di produzione implementata gestita secondo un sistema di gestione di qualita' e ha dichiarato la rispondenza del prodotto alla normativa tecnica ed ai requisiti richiesti.

Fino al termine dell'emergenza (datata dalla delibera del Consiglio dei Ministri al 31 dicembre 2020) Fippi potra' dunque produrre e commercializzare le mascherine. L'assessore all'Ambiente e Clima Raffaele Cattaneo che ha
coordinato i lavori della task force da giorni impegnata su questo fronte ha espresso soddisfazione per questo risultato: "Siamo molto contenti dell'approvazione da parte di ISS alle mascherine prodotte da Fippi. Il lavoro svolto da Regione Lombardia, Politecnico di Milano e dall'azienda e' stato finalmente riconosciuto e le mascherine potranno essere utilizzate dai nostri sanitari all'interno degli ospedali e delle Rsa, categorie che piu' ne hanno bisogno. Con questa autorizzazione infatti le mascherine prodotte dalla Fippi sono equiparate alle mascherine chirurgiche certificate".

"La nostra perseveranza - ha concluso l'assessore al Bilancio Davide Caparini - e' stata premiata. Un pressing a tutto campo che ci consente di dotare la Lombardia, ma non solo la nostra regione, di una nuova e importante produzione di dispositivi di prevenzione individuale quanto mai importanti e necessari".

Coronavirus, in Lombardia un altro giorno che fa ben sperare. Fontana: "A breve inizierà questa benedetta discesa". Poi la replica al ministro Boccia: "Ha fatto più la Regione del governo. Lo dicono i dati" (VIDEO)

Buone notizie dalla Lombardia sul numero dei contagi da coronavirus. il governatore Attilio Fontana che nel corso del punto stampa quotidiano ha detto: "E' un altro giorno positivo perché stiamo assistendo a questo procedere in linea senza aumenti dei casi rispetto ai giorni precedenti, fra qualche giorno quindi inizierà questa benedetta discesa". Continua lo scontro col governo - (VIDEO)


"La Regione Lombardia si muove nel rispetto della scienza e non fa iniziative avventate. Gia' alcuni giorni fa abbiamo incaricato l'Universita' di Pavia perche' provveda ad esaminare tutti i test che esistono in questo campo
per individuare se ce ne e' uno scientificamente valido.  Appena avremo queste risposte le comunicheremo e se ce ne sara' uno valido inizieremo ad utilizzarlo, diversamente faremo altro. In questa direzione si e' mosso anche il presidente del Veneto Luca Zaia che, proprio poco fa, ha comunicato che lo screening sierologico si decidera' solo al termine della sperimentazione delle Universita' di Padova e Verona".

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, durante il consueto punto stampa e riferendosi ai test sierologici spiegando anche che "nel pomeriggio, la Regione mandera' una lettera con riposte rigorosamente scientifiche ai sindaci nonostante abbia gia' risposto in tante altre occasioni.

Per quanto riguarda i numeri dei contagi, Fontana ha detto che "I numeri sono in linea e che si sta verificando quello che hanno previsto i nostri esperti. Bisogna quindi mantenere la massima attenzione senno' la linea di positivita' rischia di invertirsi". Proprio con questo obiettivo la Giunta ha stanziato 464.000 euro per la Polizie locali affinche' possano aumentare i controlli sul territorio.

Infine, rispondendo alle domande dei giornalisti su quanto dichiarato dal ministro Boccia, il presidente ha risposto "Credo a quello che dice il ministro Boccia, ma devo credere anche ai dati in mio possesso: per ora credo che abbiamo fatto molto di piu' come Regione".

Coronavirus, ecco l'app di Regione Lombardia per il monitoraggio e la mappatura della diffusione del Covid-19. Ecco come funziona (VIDEO)

L'app AllertaLOM, già utilizzata per le allerte di Protezione Civile, dall’inizio dell’emergenza Coronavirus permette agli oltre 50 mila utenti di ricevere notifiche e informazioni. E' disponibile su Apple Store e Google Play Store e diventa un importante strumento per il monitoraggio e la mappatura della diffusione del Covid-19.Con il nuovo aggiornamento, gli utenti potranno compilare un questionario integrato all'interno dell’app che renderà possibile raccogliere dati, in forma anonimizzata, e mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e degli specialisti informazioni complete e strutturate sulla diffusione del contagio sul territorio lombardo - (VIDEO)


Un’app e un questionario, per monitorare e quantificare con precisione lo sviluppo del Covid-19 sul territorio e creare una mappa del rischio di contagio. Li offre ai cittadini Regione Lombardia, come primo tassello del progetto CERCACOVID sviluppato - attraverso la digital company ARIA S.p.A - in collaborazione con medici e ricercatori dell’Ospedale San Matteo e dell’Università degli Studi di Pavia. L’obiettivo è quello di raccogliere una grande quantità di dati, in forma anonimizzata, per mettere a disposizione dell’Unità di Crisi regionale e degli specialisti informazioni complete e strutturate sulla diffusione del contagio sul territorio lombardo. Sarà così possibile fare scelte sempre più mirate nella gestione dell’emergenza sanitaria (es. individuare prima l’emergere di eventuali nuovi focolai) e sviluppare analisi statistiche ed epidemiologiche indispensabili sia per il presente che per il futuro.

Come funziona

Il punto di partenza della prima fase del progetto è nell’app già esistente della Protezione Civile lombarda “allertaLOM”, progettata per inviare notifiche agli utenti sulle allerte emesse dalla Protezione Civile in Regione Lombardia e da marzo legata da Regione anche all’emergenza Covid-19.

Già utilizzata da 50 mila utenti, l’app è stata ora implementata con una sezione Coronavirus e un questionario, predisposto come una sorta di ‘triage’ a distanza.

Le informazioni raccolte contribuiranno ad alimentare una “mappa del rischio contagio” continuamente aggiornata, che – anche grazie all’incrocio con altre banche dati – permetterà agli esperti di sviluppare modelli previsionali sul contagio.

Scarica qui l’app “allertaLOM”per Android per iOS, e compila il questionario.

Chi già ha installato l’app AllertaLOM è invitato a scaricare l’aggiornamento, per poter usufruire delle nuove funzionalità.

Il questionario - anonimo - può essere aggiornato ogni giorno (non più di una volta al giorno). 

A chi si rivolge

Per raggiungere lo scopo, è importante che l’app venga scaricata e il questionario compilato dal più ampio numero possibile di cittadini.  Il questionario infatti non si rivolge solo a chi manifesta sintomi ricollegabile al Covid-19, ma a tutti i cittadini.  

L’obiettivo ultimo è incrociare l’analisi dei dati raccolti con altri dati a disposizione di Regione Lombardia, e partendo delle evidenze cliniche fornite dalle strutture sanitarie e dai presidi sul territorio Regionale calcolare il grado di rischio di contagio, rafforzando così le tutele per tutti i cittadini, sintomatici e asintomatici.

Si punta infatti a fornire all’Unità Regionale di gestione della crisi elementi utili a localizzare le zone con maggior probabilità di ospitare un focolaio attivo, o a individuare la ripresa del contagio in zone considerate meno a rischio.

Tra le domande, ci sono quelle di contesto generale - domicilio attuale, necessità di spostamenti per lavoro, contatti recenti con persone poi risultate positive al contagio o frequentazione di luoghi poi chiusi per Covid-19 - e altre legate alla segnalazione di possibili sintomi legati al Coronavirus.

In questa prima fase, le domande sullo stato di salute sono solo a fini statistici: “CERCACOVID” non è un’app di Telemedicina – non fornisce indicazioni di cura o intervento -, non sostituisce il medico di base a cui vanno riferiti tutti i sintomi al loro apparire e non fa monitoraggio dei pazienti.

Si tratta insomma di uno strumento tecnologico in più, per conoscere le dinamiche di diffusione capillare del virus, che si integra e non si sostituisce al sistema sanitario.

Il progetto potrà essere sviluppato ulteriormente - per accompagnare anche la fase post-emergenza in cui la tecnologia svolgerà un ruolo indispensabile nel tracciare e contenere eventuali nuovi focolai -  grazie al contributo dei soggetti dell’ecosistema della ricerca che parteciperanno al nuovo Bando di Regione Lombardia per progetti di contrasto al Covid19.

La privacy

L’app è conforme al GDPR ed è rilasciata da Regione, titolare della gestione della crisi a livello sanitario in Lombardia. Non prevede alcun meccanismo di localizzazione continua dei partecipanti.

CERCACOVID permette a ogni utente di aderire in modo volontario (dopo aver letto il regolamento e accettato la relativa informativa privacy) a un percorso di monitoraggio attivo, dal quale può recedere in ogni momento.

 

Coronavirus, la Lombardia intravede la luce. Fontana: "Raggiunto il culmine, a breve dovrebbe iniziare la discesa. Mantenere la guardia alta". E sulla circolare delle passeggiate coi bimbi: "Da noi non cambia nulla" (VIDEO)

 

 Il governatore Attilio Fontana

"Per quanto riguarda i numeri siamo nel rispetto della linea di continuità. Non esiste più incremento, siamo in piano". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel punto stampa giornaliero sull'emergenza coronavirus. "E' stato raggiunto il culmine" e a breve "si dovrebbe iniziare la discesa", ha aggiunto Fontana. Poi, ancora: "Quindi siamo contenti, ma invitiamo i cittadini a tenere sempre molto alta la guardia, a non abbassarla, altrimenti c'e' il rischio che il contagio riprenda. E' dunque la dimostrazioe che queste misue si stanno rivelando efficaci".

Fontana ha poi fatto sapere che ha in programma oggi pomeriggio una visita all'ospedale che l'Associazione nazionale alpini sta allestendo a Bergamo e che "dovrebbe essere inaugurato nei prossimi giorni". "È una dimostrazione della voglia di reagire dei lombardi che non si tirano indietro di fronte a nessun problema" ha aggiunto spiegando che la visita servirà a "salutare, incoraggiare e complimentarmi con i lavoratori che hanno permesso questo ulteriore miracolo, perché sia la Fiera che quello di Bergamo sono veramente due miracoli".

Riguardo la circolare del governo uscita ieri, nella quale si fa riferimento a "passeggiate con bambini piccoli", il governatore ha detto che oggi dovrebbero "uscire dei chiarimenti". "Ho parlato con il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese - ha spiegato Fontana -  ed e' stato chiarito che si e' trattato di un equivoco. Io oggi, con una lettera ai sindaci, ho ribadito che non cambia nulla rispetto a prima. Il contenuto dell'ordinanza regionale che scadra' il 4 aprile continua ad essere valida e fino ad allora i comportamenti che stiamo assumendo dovranno essere mantenuti". 

L'app per mappare il rischio contagio

Il vice presidente Sala ha poi lanciato un appello: "Vi chiediamo di scaricare una applicazione, 'AllertaLom', chi ce l'ha già la deve aggiornare. Oltre ai diversi servizi della Protezione Civile, c'è una sezione Coronavirus con questionario da compilare (è totalmente anonimo). Serve ai nostri virologi ed epidemiologi per mappare il rischio di contagio. Non sostituisce sistema sanitario ma per noi è molto importante".

Coronavirus, Salvini avverte Conte: "A fine corsa sarà giudicato dagli italiani, in modo severo". E sulle misure economiche: "C'è da mettere subito in campo 200 miliardi. Pace fiscale ed edilizia"

Matteo Salvini boccia la gestione italiana dell'emergenza coronavirus. Senza appello: "A Bergamo c’è il mercato nero delle bombole di ossigeno. Ma non di quelle piene, di quelle vuote, introvabili altrimenti. E al Politecnico di Milano sono ferme due milioni di mascherine perché manca il bollino di biodegradabilità. Mi chiedo: dove è lo Stato? Ma questo sarà un problema da affrontare dopo, quando la gente smetterà di morire soffocata. Adesso concentriamoci tutti sull'emergenza, su questo il centrodestra non ha dubbi", spiega intervistato da Alessandro Sallusti su Il Giornale. Nel mirino, poi ci finisce Giuseppe Conte, il premier che però sale nei sondaggi: "Nell'emergenza chi è a bordo di un bus si deve affidare al guidatore, non ha alternative. Ma quando si arriva a destinazione – e presto ci arriveremo – i passeggeri giudicano se l’autista si è comportato bene, se è stato all'altezza. E quando torneremo alla normalità bisogna subito mettere in campo almeno duecento miliardi e poi pace fiscale e pace edilizia. Un nuovo patto sociale, altro che sospendere due cartelle fiscali. Dobbiamo ricominciare tutto daccapo o non ne usciremo"


Forse vediamo la luce in tondo al tunnel ma il leader della Lega, Matteo Salvini, in una intervista a Il Giornale resta prudente. "Così dicono i grandi numeri, ma non illudiamoci. Ho appena appeso il telefono con un medico di famiglia di Brescia che non sa dove recuperare l'ossigeno per i suoi pazienti. Senza ossigeno, mascherine e saturimetri l'uscita dal picco non sarà una passeggiata". "A Bergamo - racconta il senatore - c'è il mercato nero delle bombole di ossigeno. Ma non di quelle piene, di quelle vuote, introvabili altrimenti. E al Politecnico di Milano sono ferme due milioni di mascherine perché manca il bollino di biodegradabilità. Mi chiedo: dove è lo Stato? A saperlo, - si risponde - ma questo sarà un problema da affrontare dopo, quando la gente smetterà di morire soffocata. Adesso concentriamoci tutti sull'emergenza, su questo il centrodestra non ha dubbi".

Quindi al lavoro con Conte... "Il mio riferimento oggi è lui e io voglio lavorare con lui. Certo che... Da lui solo qualche telefonata di cortesia e un paio di garbate riunioni. Non mi sembra interessato al nostro contributo". I sondaggi dicono che gli italiani apprezzano il suo lavoro. "I sondaggi... Nell'emergenza chi è a bordo di un bus si deve affidare al guidatore, non ha alternative. Ma quando si arriva a destinazione - e presto ci arriveremo - i passeggeri giudicano se l'autista si è comportato bene, se è stato all'altezza". E i passeggeri sono "i medici mandati allo sbaraglio, i poliziotti in campo senza guanti e mascherine, gli imprenditori lasciati senza certezze, i lavoratori senza i soldi, gli italiani che hanno visto i loro cari morire come mosche nelle case di riposo abbandonate dallo Stato. A fine corsa il loro giudizio sarà giusto, cioè severo, non ne dubito".

Per quanto riguarda invece la fine del coprifuoco: "Dopo Pasqua, - spiega l'ex ministro dell'Interno - si può non andare oltre se mettiamo in sicurezza la ripartenza. Ma questo non dovrà avvenire solo grazie alla genialità dei nostri imprenditori che si stanno già reinventando produttori di mascherine, macchinari sanitari, riorganizzando le loro aziende alle nuove esigenze. Tutelare la società è un dovere, direi un obbligo dello Stato". E quello politico "lo decideranno gli italiani. E' il buonsenso". C'è da "mettere in campo subito almeno duecento miliardi. Qualche idea io e gli amici del centrodestra l'abbiamo. Reset totale. Tipo: pace fiscale e pace edilizia". Un mega condono. "L'unica via è un nuovo patto sociale, altro che sospendere due cartelle fiscali. Dobbiamo ricominciare tutto daccapo o non ne usciremo. Voltare pagina sarà nelle cose. Se si vuole ripartire dovranno essere azzerati i debiti privati e lasciare fare le imprese: via tutta la burocrazia, tu fai e poi io controllo, non l'inverso come è oggi. O si farà così o non ci salveremo. Una rivoluzione così non può farla chi non ci crede, e neppure chi è minoranza del Paese".

Quindi... "l'ultimo sondaggio è di ieri sera: centrodestra oltre il 50 per cento. E per di più ci crediamo e siamo pronti. Oggi comanda Conte, domani verrà tutto più naturale di quanto si immagini". Nella sua sfera di cristallo forse vede Draghi. "Draghi, Tremonti, Sapelli, a noi le persone intelligenti, responsabili e capaci piacciono tutte". A proposito di persone che piacciono al leader leghista. Orban da ieri ha i pieni poteri. Strano per un Paese, l'Ungheria, che è nella Comunità europea... "A me dell'Unione europea preoccupa quello che sta succedendo a Berlino e a Bruxelles, non a Budapest. Orban è un premier democraticamente eletto e i poteri straordinari glieli ha dati un libero Parlamento che rappresenta i cittadini. Non vedo nulla di preoccupante". E invece l'Europa la preoccupa... "Vorrei vedere. Abbiamo detto che ci sta bruciando la casa e loro ci hanno risposto: tra quindici giorni decideremo se e come mandarvi i pompieri, vi sembrano amici affidabili?", ha concluso Salvini. 

Coronavirus, Gori: "I morti di Bergamo sono tre volte i numeri ufficiali". E ai suoi concittadini dice: "Quando tutto sarà finito faremo un commiato collettivo per chi ci ha lasciato" (VIDEO)

Videomessaggio su Facebook del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori: "Martedì 31 su invito del presidente della provincia, tutti i comuni d’Italia avranno le bandiere a mezz'asta e i sindaci rispetteranno un minuto di silenzio davanti al monumento ai caduti per onorare i morti. Vi prometto quando sarà finito tutto faremo un commiato collettivo per i morti" - (VIDEO)


Bergamo è la città più colpita dal coronavirus. "Lo siamo purtroppo, aldilà dei numeri che ascoltiamo al telegiornale, che rappresentano solo parzialmente la dimensione dell’epidemia e il dramma di tante famiglie", spiega il sindaco Giorgio Gori in una intervista a Tpi. "Il numero reale delle vittime è di oltre due volte e mezzo quello certificato ufficialmente". La ragione è tragicamente semplice: "I dati sui contagiati che vengono diffusi quotidianamente dalla Regione e dalla Protezione Civile riguardano solo coloro che sono risultati positivi al tampone. E i tamponi in Lombardia si fanno solo a chi si presenta in ospedale con sintomi molto seri". 

Insomma, continua Gori, "quella è solo la punta dell’iceberg. Ci sono decine di migliaia di persone positive, solo nella mia provincia, che non entrano nelle statistiche solo perché non viene fatto loro il tampone. Parlo di persone sintomatiche, poi ci sono gli asintomatici". I dati parlano chiaro: "Abbiamo contato i decessi dei residenti in città dall’1 al 24 marzo, e abbiamo confrontato questo dato con la media dei decessi nello stesso periodo degli ultimi dieci anni", "il numero dei decessi di quest’anno dall’1 al 24 marzo è quattro volte e mezzo superiore alla media degli anni precedenti".  Quest’anno a Bergamo, continua il sindaco, "ci sono stati 446 decessi, negli anni precedenti mediamente 98. Sono 348 in più. Per le statistiche ufficiali i decessi causati da Covid 19 sono 'solo' 136: tantissimi, ma molti meno di quelli realmente avvenuti".

Coronavirus, Brusaferro (Iss): "La curva del contagio sembra rallentare, ma non allentiamo le misure. In alcune aree Covid-19 ancora forte" (VIDEO)

Si cominciano a vedere gli effetti delle misure di contenimento sull'andamento dell'infezione di coronavirus in Italia. Lo hanno detto oggi a Roma il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, e il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, nell'incontro con la stampa organizzato dall'Iss.  Il picco dell'epidemia di coronavirus in Italia si sta avvicinando, ma non ci siamo ancora ha detto il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss). Dal 20 marzo si nota un'apparente riduzione della curva contagi, ma "non siamo in una fase calante, ma di rallentamento della crescita" - (VIDEO)


"C'è un dato rilevante negli ultimi giorni: dal 19-20 marzo la curva dei nuovi casi sembra attenuarsi leggermente nella sua ascesa e stiamo monitorando quanto sta avvenendo". Lo ha affermato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità (Iss), oggi a Roma, durante una conferenza stampa organizzata dall'Istituto, trasmessa anche in streaming. Ma "non illudiamoci di poter allentare le misure di contenimento - ha aggiunto subito dopo - Ci sono aree del Paese dove la circolazione del virus è forte. In Lombardia, una parte del Piemonte e del Veneto".

"Non abbiamo raggiunto il picco e non l'abbiamo superato - sottolinea l'esperto - Ci sono segnali di rallentamento. Le misure adottate stanno facendo i loro effetti e ci aspettiamo che potremmo arrivare al picco in questi gironi. Quando ci arriveremo lo censiremo insieme. Non siamo in fase calante ma c'è rallentamento della crescita".

"Dai dati che oggi possiamo mettere in campo, emerge che le misure stanno tenendo e questa è la notizia buona -prosegue Brusaferro - Dovremmo conviverci per le prossime settimane. Come? Dovremmo trovare delle modalità di convivenza: proteggendo le figure più fragili che vanno salvaguardate. Siamo il Paese pilota, stiamo mettendo a punto metodologie con evidenze scientifiche che stiamo acquisendo. Dobbiamo prendere atto che le misure adottate da noi sono state seguite anche da altri Paesi".

"Ad oggi i test che vanno alla ricerca dell'Rna sono affidabili, ma sono anche lunghi, complicati. Tutti gli altri test rapidi o sierologioci ad oggi non hanno raggiunto livelli di affidabilità tali da esser usati. Non vengono raccomandati all'uso, questo non vuole dire che quelle tecnologie non si svilupperanno rapidamente ma ad oggi non è così", ha concluso.

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