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updated 2:59 PM UTC, Jun 3, 2020

Fase 2, cosa si può fare e cosa ancora no. Piccola guida alla ripartenza parziale

Si torna a una vita "quasi normale" anche se per proteggersi dal Coronavirus bisognerà indossare le mascherine in moltissime occasioni, così come occorrerà essere pronti a farsi misurare la febbre. Ma, oltre ai parenti, si tornerà a poter vedere gli amici e invitarli a casa. Addio anche all'autocertificazione, resta però il divieto di assembramento


- TORNANO GLI SPETTACOLI ALL'APERTO, AL CINEMA SENZA POP CORN: dal 15 giugno si potrò tornare a teatro, nelle sale da concerto, al cinema ma i posti a sedere saranno preassegnati e distanziati", con almeno un metro fra uno spettatore e l'altro. E se saranno all'aperto non potranno parteciparvi più di 1000 persone. La soglia scende a 200 persone per gli spettacoli al chiuso, per singola sala. Le regioni possono stabilire una diversa data in relazione al contagio. Resta il divieto quando ci sia assembramento e per sale da ballo e discoteche. Bisognerà indossare la mascherina ma addio ai pop corn e alle bibite.

- DAL 3/6 VIAGGI IN UE: dal 3 giugno sparisce ogni limitazione - e non c'è più quarantena - per gli spostamenti all'estero verso gli Stati dell'Unione europea e dell'area Schengen, la Gran Bretagna, Andorra e il Principato di Monaco, San Marino e Città del Vaticano. Restano vietati gli spostamenti per altri Paesi, "salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute. Resta in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza".

SI' ALLE SECONDE CASE DA SUBITO, IN UN'ALTRA REGIONE DAL 3/6: il prossimo weekend si potrà andare al mare o in campagna ma se si resta nella propria Regione. Per spostarsi di più occorre attendere il 3 giugno.

- NIENTE CORTEI, MANIFESTAZIONI 'IN FORMA STATICA': Tutti i cortei restano vietati a data da destinarsi. Sì alle manifestazioni pubbliche ma soltanto in forma statica e a patto che siano osservate le distanze sociali prescritte.

- SI TORNA IN PISCINA: Dal 25 maggio potranno riaprire anche le piscine, ma le Regioni potranno anticipare o posticipare le aperture. Obbligatorio disinfettare sdraio, lettini e ombrelloni ad ogni cambio di persona o nucleo familiare, la possibilità di misurare la temperatura a tutti. In vasca la 'densità di affollamento' non dovrà superare i "7 mq di superficie a persona". Stesso spazio deve essere garantito nelle aree solarium.

- PARRUCCHIERI SI', CENTRI BENESSERE NO: anche se con la lista di attesa si potrà tornare dal parrucchiere mentre i centri benessere restano chiusi. Idem per i centri termali (con l'eccezione delle attività che rientrano nei livelli essenziali di assistenza), quelli culturali e sociali.

BIMBI I CENTRI ESTIVI, ANCHE AL CHIUSO: fino a metà giugno sì ad attività organizzate con i bambini e gli adolescenti e dal 15/6 via libera anche ai centri estivi. Meglio se all'aperto ma saranno consentiti anche quelli al chiuso. Rigide le regole di sicurezza: arrivi e uscite scaglionati, triage con le famiglie, lavaggi delle mani frequenti.

- STABILIMENTI BALNEARI, SPIAGGE ATTREZZATE E SPIAGGE LIBERE: pulizia e tanto spazio. Quest'estate si torna al mare ma a patto che fra gli ombrelloni ci siano almeno 10 metri quadrati e che i lettini siano disinfettati. Niente assembramenti per chi ama le spiagge libere e niente sport di gruppo.

- IL CAFFE' AL BANCONE, NIENTE COMITIVE AL RISTORANTE: mantenendo tutte le cautele sarà possibile prendere un caffè al bar e andare a mangiare una pizza. Ma niente comitive: i nuovi parametri che prevedono spazi fra i tavoli consentono di andare a mangiare fuori solo in piccoli gruppi.

- ALBERGHI E B&B: anche in questo caso valgono le regole generali con attenzione al distanziamento interpersonale di almeno un metro in tutte le aree comuni. Gli ospiti devono sempre indossare la mascherina, mentre il personale dipendente è tenuto all'utilizzo della mascherina sempre quando in presenza dei clienti e comunque in ogni circostanza in cui non sia possibile garantire la distanza interpersonale di almeno un metro. Ogni oggetto fornito in uso dalla struttura all'ospite, dovrà essere disinfettato prima e dopo di ogni utilizzo. Aerazione dei locali e attenzione agli impianti di ventilazione.

- RIAPRONO I NEGOZI MA ANCHE GLI OUTLET: piccoli o grandi, di scarpe e vestiti. Da domani riaprono gli esercizi commerciali, al dettaglio ma anche i centri commerciali, gli ipermercati e gli outlet. Sotto i 40 metri quadrati potrà però entrare un cliente alla volta, in quelli più grandi bisogna mantenere un metro di distanza e indossare le mascherine. In caso di vendita di abbigliamento dovranno essere messi a disposizione della clientela guanti monouso da utilizzare obbligatoriamente per scegliere in autonomia, toccandola, la merce.

MUSEI BIBLIOTECHE accessi programmati, visitatori devono sempre indossare la mascherina, ricambio d'aria e disinfezione.

UFFICI: prenotazioni, distanza, barriere, igiene delle mani, pulizia e ricambio d'aria, sia per quelli pubblici e privati.

TRASPORTI, USCITE E ENTRATE DIFFERENZIATE: mascherine, distanziamenti e entrate e uscite separate. I mezzi verranno disinfettati e a disposizione degli utenti ci saranno i dispenser.

SI TORNA IN CHIESA MA IN MOSCHEA DAL 25: firmati i protocolli con le varie religioni. Si torna a poter andare a messa, sempre mantenendo la distanza e con la mascherina così come nelle sinagoghe. Le moschee riapriranno però dal 25 maggio e ognuno dovrà portarsi il tappetino da casa e compiere le abluzioni previste al proprio domicilio.

 

(Fonte: Ansa)

Scuola, Azzolina chiarisce: "Nessun '6 politico', bocciature possibili". E rimanda tutti a settembre: "Non ci sono le condizioni per chiudere l'anno in classe"

Il ministro dellʼIstruzione avvisa gli studenti, nonostante il blocco causato dal coronavirus non sarà "automatica" la promozione. E fornisce tutti i dettagli per l'esame di Maturità


Non si tornerà a scuola fino a settembre ma il 2020 non sarà l'anno delle promozioni facili, ci saranno, se necessarie, anche bocciature. Così il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina durante l'audizione in Commissione Cultura della Camera sulle iniziative di competenza del ministero per fronteggiare l'emergenza coronavirus.

"In una situazione così difficile - ha spiegato Azzolina - il governo ha dovuto operare scelte importanti e difficili, impedendo, allo stato attuale la presenza a scuola degli studenti e delle loro famiglie, dei docenti, e riducendo la presenza del personale Ata e dei dirigenti scolastici, limitandola alle sole attività ritenute indifferibili. Questo per contenere il contagio". "Voglio ribadire, con chiarezza - ha continuato il ministro - che le condizioni sanitarie, ad oggi, non consentono di terminare l'anno scolastico in presenza, a scuola. E' per tale ragione che il governo ha deciso il rientro a scuola da settembre prossimo. Tuttavia il servizio di istruzione è un servizio pubblico essenziale costituzionalmente garantito. Per questo abbiamo subito sollecitato l'attivazione di forme di didattica a distanza. Con l'obiettivo di garantire il diritto allo studio, ma e la vicinanza ai nostri studenti e alle loro famiglie. Una scelta a mio avviso obbligata. Non avevamo alternative per stare accanto ai nostri allievi".

Azzolina poi ha sottolineato che "di fronte a una situazione di grande delicatezza, che non ha precedenti nella storia repubblicana e che, gradualmente, si è trasformata per alcuni territori in particolare in una vera e propria tragedia umanitaria, la scuola ha risposto e sta ancora rispondendo in maniera solida e coesa, dimostrando senso di appartenenza, di responsabilità e disponibilità senza precedenti ad operare in emergenza. Per far fronte all'emergenza sanitaria sono stati attivati, grazie alla task force ministeriale per le emergenze educative - ha ricordato Azzolina - appositi interventi di assistenza che si realizzano nel rapporto quotidiano con tutte le scuole e con le famiglie attraverso azioni concrete, tra cui mi sembra importante citare le azioni di supporto psicologico, rivolte a studenti, docenti e famiglie, per superare le difficolta' intervenute con l'insorgere dell'emergenza".

Quanto alla "valutazione degli studenti in questo anno scolastico avverrà - ha chiarito il ministro - sulla base di quanto effettivamente svolto, gli alunni potranno essere ammessi alla classe successiva anche in presenza di voti inferiori a 6 decimi, in una o più discipline. Ma non sarà 6 politico", ha affermato il ministro. "Le insufficienze compariranno, infatti, nel documento di valutazione. E - ha spiegato - per chi è ammesso alla classe successiva con votazioni inferiori a 6 decimi o, comunque, con livelli di apprendimento non consolidati sarà predisposto dai docenti un piano individualizzato per recuperare, nella prima parte di settembre, quanto non è stato appreso. Il piano sarà allegato al documento di valutazione finale. Resta ferma la possibilità di non ammettere all'anno successivo studentesse e studenti con un quadro carente fin dal primo periodo scolastico. L'Ordinanza tiene conto delle necessità e dei bisogni degli studenti con disabilità. L'attività didattica del prossimo anno scolastico - ha detto Azzolina - sarà riprogettata per recuperare contenuti non svolti durante quest'anno".

In merito agli esami di terza media il ministro ha chiarito che "accogliendo gli appelli pervenuti, ho subito dato la mia disponibilità a concedere tutto il tempo che serve alle istituzioni scolastiche per svolgere il procedimento in assoluta serenità".

Per la Maturità, confermata la data del 17 giugno "con lo svolgimento di un colloquio, della durata massima di circa un'ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la sicurezza per tutte le persone coinvolte. Il Comitato tecnico scientifico, su nostra espressa richiesta, ha autorizzato lo svolgimento della predetta prova, ritenendo che possa svolgersi, appunto, nelle scuole, garantendo le condizioni di distanziamento e sicurezza - ha aggiunto Azzolina - Come già anticipato, la prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni e un presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, si terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto".

"Nel dettaglio l’esame sarà articolato così: a) discussione di un elaborato concernente le discipline di indirizzo; b) discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; c) analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione. I candidati esporranno altresì le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e saranno accertate le conoscenze relative a 'Cittadinanza e Costituzione'. - ha continuato Azzolina - La prova potrà valere fino a 40 punti, mentre il peso dei crediti complessivi sarà ricalibrato fino ad un massimo di 60 punti. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio minimo di 60/100 per conseguire il diploma"."Solo nel caso in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano, se del caso applicando il principio di differenziazione ed adeguatezza, i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra modalità telematica sincrona. - ha concluso Azzolina - Il documento, con quanto effettivamente svolto, sarà prodotto dai Consigli di classe entro il 30 maggio".

"In linea con quanto previsto dal decreto legge 22/2020, studentesse e studenti saranno valutati attraverso lo scrutinio finale che terrà conto anche di un elaborato da consegnare. L'argomento dell'elaborato sarà concordato con i docenti, valorizzando il percorso fatto da ciascuno studente. Sarà presentato oralmente, in modalità telematica, davanti al Consiglio di classe, e sarà valutato in sede di scrutinio finale sulla base dell'originalità, della coerenza con l'argomento assegnato, della chiarezza espositiva", ha sottolineato Azzolina.

Il ministro si è poi impegnata per l'assunzione dei precari da settembre. "E' giunto il momento di riflettere seriamente su come semplificare, sburocratizzare e modernizzare il Paese. E' tempo altresì - ha scandito Azzolina - di dare stabilità ai docenti precari e di consentire ai giovani che vogliono approcciarsi all'insegnamento di potersi misurare con concorsi che li immettano nei ruoli di docente. E' mio impegno - ha assicurato - assumere i precari a settembre e ho sempre lavorato in questa direzione. Abbiamo dunque avviato le procedure per assumere 80.000 docenti". "Nel decreto legge Rilancio di prossima approvazione - ha aggiunto Azzolina - grazie al lavoro costante e fattivo del ministro Dadone, saranno previste specifiche modalità per riattivare, per tutta la Pubblica amministrazione, procedure concorsuali, che si svolgeranno presso sedi decentrate, rispettando tutti gli standard di sicurezza possibili, a tutela della salute di tutti i cittadini".

 

(Fonte:Adnkronos)

Festa della mamma, il pensiero di Fontana: "Tanti auguri a chi ha lottato contro il coronavirus". Arriva anche il ringraziamento di Sala che punge il governo: "Crisi gestita al maschile"

"In questa 'strana' Festa della Mamma desidero rivolgere un pensiero particolare a quella mamma che, qualche settimana fa, ha lottato al fianco del suo bambino, appena nato, vincendo la sfida contro il virus". Lo ha scritto sul proprio profilo Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, mettendo sotto al suo post la notizia del primo neonato colpito dal Covid 19 con la sua mamma e poi dimesso dall'ospedale di Bergamo, nelle scorse settimane. Fontana ha quindi rivolto "tanti cari auguri a tutte le mamme" e nel ringraziarle ha ricordato "anche quelle che sono volate in cielo".

Un pensiero per la mamme anche da parte del sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Nel videomessaggio quotidiano sui social, il primo cittadino ha detto: "Il mio augurio va a tutte le mamme e anche il mio ringraziamento. Immagino quanto in questo lockdown, in questa parziale riapertura abbiano dovuto faticare per gestire la casa, molte lavorano in più, quante tensioni smussate, quanta fatica. Senza retorica credo che dobbiamo sempre essere riconoscenti alle mamme". E ha sottolineato: "Questa è stata una crisi gestita al maschile, le immagini di questa crisi vedono sempre uomini nei posti di comando. Questo semplicemente non è giusto e non è nemmeno furbo perché il valore delle donne, il contributo che possono dare è assolutamente indiscusso". 

Scuola, la Azzolina frena sulla didattica mista a settembre: "E' solo un'ipotesi. Esame di Stato? Una prova diversa, ecco come sarà"

La ministra dell'Istruzione risponde in Parlamento su come riprendere le lezioni dopo aver paventato un'alternanza tra attività in classe e a distanza. Una soluzione che aveva incontrato la contrarietà da parte dei sindacati. Quindi ha parlato anche della Maturità la cui sessione prenderà il via il 17 giugno


Per la riapertura delle scuole a settembre, "ribadisco che, come ho già avuto modo di precisare, l’ipotesi di una 'didattica mista', per la scuola secondaria, fondata sull’integrazione della didattica tradizionale con quella a distanza rappresenta solo una delle possibili idee allo studio, vagliata e decisa già in altri Paesi europei". Lo ha affermato la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, durante il Question Time, precisando che "sono al vaglio del Comitato da me nominato molteplici soluzioni finalizzate a contemperare diverse esigenze come: le varie fasce d'età degli studenti, lo stato delle strutture scolastiche, la specificità delle diverse realtà territoriali, oltre, naturalmente, al livello della minaccia di contagio".

"A tal proposito - ha aggiunto Azzolina - proprio ieri ho riunito il tavolo permanente di lavoro con le Regioni e gli Enti locali che nasce dalla volontà di agire insieme e di farlo rapidamente in vista della ripresa di settembre. L'obiettivo prioritario è quello di garantire il rientro nelle classi alle condizioni migliori possibili. Ciò però non ci esime dallo svolgere ragionamenti che si spingano oltre l'emergenza nel progettare la scuola che nel futuro vogliamo vi sia".

Per quanto riguarda l'esame di Stato, "consisterà in una prova diversa rispetto agli anni precedenti, che terrà inevitabilmente conto tanto delle esigenze di sicurezza della salute, quanto delle difficoltà negli apprendimenti affrontate dagli studenti proprio a causa dell’emergenza non ancora conclusa". Il ministro dell'Istruzione ha quindi annunciato che "a brevissimo, sarà pubblicata, ai sensi dell’articolo 1 del dl. 22/2020, l’ordinanza relativa agli esami di Stato del secondo ciclo di istruzione per quest’anno scolastico, la cui sessione avrà inizio il 17 giugno, con lo svolgimento di colloqui, della durata massima di circa un’ora, in presenza, senza che comunque sia messa a repentaglio la massima sicurezza per tutte le persone coinvolte. A tal fine, stiamo lavorando a specifici protocolli, insieme alle forze sociali".

"Come già anticipato - ha spiegato Azzolina - la prova si svolgerà davanti ad una commissione composta da membri interni e un presidente esterno, in modo che gli studenti possano essere valutati dai docenti che conoscono il loro percorso di studio. Nella predisposizione dei materiali e nella preliminare assegnazione ai candidati, si terrà conto del percorso didattico effettivamente svolto".

La Ministra ha quindi illustrato l'articolazione dell'esame : discussione di un elaborato concernente le discipline di indirizzo; discussione di un breve testo, già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana durante il quinto anno; analisi, da parte del candidato, del materiale scelto dalla commissione. I candidati esporranno altresì le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento e saranno accertate le conoscenze relative a “Cittadinanza e Costituzione”".

"La prova - ha ribadito Azzolina - potrà valere fino a 40 punti, mentre il peso dei crediti complessivi sarà ricalibrato fino ad un massimo di 60 punti. Resta ferma la necessità di raggiungere almeno il punteggio minimo di 60/100 per conseguire il diploma. Solo nel caso in cui le condizioni epidemiologiche e le disposizioni delle autorità competenti lo richiedano, se del caso applicando il principio di differenziazione ed adeguatezza, i lavori delle commissioni e le prove d’esame potranno svolgersi in videoconferenza o con altra modalità telematica sincrona".

"L’obiettivo - ha detto ancora - è dare ai nostri studenti un esame di Stato che valorizzi al massimo grado il merito dimostrato, nel rispetto di tutti gli standard di sicurezza richiesti dalla precauzione".

E ancora: "I primi dati che si evincono dal secondo monitoraggio sulla didattica a distanza, concluso in questi giorni, ci paiono confortanti: le nostre istituzioni scolastiche hanno raggiunto quasi tutti gli studenti che avevano bisogno di un tablet o di un pc. Senza i mezzi finanziari messi a disposizione dal decreto “Cura Italia” e la tempestività della nostra amministrazione nel loro impiego non sarebbe stato possibile. Prezioso è stato anche il contributo di Regioni ed Enti locali, che ringrazio, che hanno stanziato somme e provveduto ad acquistare e fornire ulteriori device e strumenti per la connettività".

"Grazie a progressivi meccanismi di flessibilità nell’utilizzo dei fondi strutturali - ha aggiunto - stiamo rimodulando le iniziative proprio per giungere alla riduzione del digital divide. In questo frangente particolare, - ha ricordato - ho, poi, voluto garantire l’emanazione, nei corretti tempi di legge, della procedura straordinaria e dei bandi ordinari per l’assunzione di oltre 62.000 docenti, ripartiti tra le scuole secondarie, le scuole primarie e dell’infanzia statali. La suddetta procedura straordinaria, bandita per 24.000 posti, proprio in quanto snella e semplificata, consentirà, in tempi rapidi e utili al prossimo anno scolastico, di immettere in ruolo docenti precari, con almeno tre annualità di servizio".

"Siamo sempre disponibili - ha concluso - a ragionare insieme al Parlamento di soluzioni che portino a rivedere il rapporto numerico alunni-docenti, contrastando il fenomeno delle cd. “classi pollaio” e le sbagliate politiche dei tagli di organico di precedenti esperienze e assumendo tutti gli insegnanti di cui la scuola ha bisogno".

 

(Fonte: Adnkronos)

Scuola, i sindacati insorgono contro la ministra Azzolina. Furlan (Cisl): "La turnazione e la didattica a distanza sono improponibili". Task force dell'Istruzione al lavoro

Il piano al vaglio del ministero non piace alle sigle sindacali: "La ripresa in sicurezza delle attività scolastiche è un tema importante e delicato che riguarda milioni di famiglie e di studenti. Occorre aprire un confronto serio a Palazzo Chigi"


Scuola, Azzolina: "A settembre lezioni metà a casa e metà in classe"

La possibile turnazione degli studenti che, dal prossimo anno si potrebbero dividere tra lezioni in aula e a distanza, come ipotizzato dal ministro dell'Istruzione Azzolina, "è uno scenario sul quale stiamo lavorando". Lo ha detto Patrizio Bianchi, presidente della task force del ministero dell'Istruzione. "La cosa importante è che ognuno, ma neanche uno di meno, possa usufruire al meglio delle condizioni che possiamo offrire", ha spiegato. 

L'ipotesi di turni e lezioni a distanza da settembre "è ciò che noi chiamiamo lo scenario zero, quello di partenza, sul quale stiamo lavorando - hanno spiegato gli esperti -. Con varianti che vanno soppesate, perché ci sono sia i bambini di prima elementare che i maturandi. Abbiamo chiesto che il ministero metta a disposizione un'unità speciale per aiutare i singoli presidi a organizzarsi al meglio. C'è un problema di formazione, per aiutare i nostri studenti a uscire da questo trauma".

Il piano al vaglio del ministero non piace però ai sindacati. "La ripresa in sicurezza delle attività scolastiche è un tema importante e delicato che riguarda milioni di famiglie e di studenti. Occorre aprire un confronto serio a Palazzo Chigi", dice la segretaria della Cisl, Annamaria Furlan. "La turnazione e la didattica a distanza sono improponibili per il livello di povertà di tante famiglie e la scarsa diffusione della banda larga". 

"Non sono decisioni già prese o imposte, sono elementi di dibattito, basati sul lavoro che stiamo portando avanti con il Comitato di esperti che sta collaborando con il ministero per la ripresa delle attività e il comitato tecnico scientifico che supporta il governo dall'inizio dell'emergenza", frena il ministro Azzolina. "Di questo ho parlato ieri, di proposte. Le critiche sono sempre utili, basta che non siano pretestuose".

Coronavirus, lavoro, famiglie, trasporto pubblico: tutte le domande su cui la Lombardia aspetta risposte da Conte. Fontana: "Serve cautela in tutte le regioni" (VIDEO)

Attilio Fontana conferma che sono diversi i problemi da affrontare prima della ripartenza. All'indomani della visita a Milano del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il governatore della Lombardia, in collegamento con Mattino Cinque, spiega che si è discusso delle molte necessità della Fase 2. Dal trovare soluzioni per le famiglie (data la chiusura delle scuole e degli asili) alla possibilità di "spalmare l'inizio dell'orario dei lavoratori" in fasce più distribuite nella giornata, per evitare il sovraffollamento dei mezzi pubblici. Fontana spiega di aver discusso col premier anche dei controlli che dovranno essere eseguiti nel trasporto pubblico: "Se qualcuno deve decidere di impedire a qualcuno di salire sul mezzo deve avere titolo per farlo" - (VIDEO)


Lombardia chiusa coronavirus?/ Fontana “fate presto”: verso nuovo ...

Il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, è per l'obbligatorietà della mascherina, per l'utilizzo anche all'esterno e ha posto il problema al premier Giuseppe Conte, ieri sera. "Io sono per usarla sempre", ha detto a Mattino Cinque.

Il presidente del Consiglio "si è impegnato a darmi risposte a tutti i vari quesiti che gli ho posto, legati anche all'uso delle mascherine, se siano obbligatorie nei locali chiusi o all'aperto" ha riferito il presidente della Lombardia. "Gli ho fatto presente che gli ultimi studi dicono che il virus galleggia nell'aria e che forse sarebbe opportuno usarla sempre". Il governatore ha spiegato di cosa hanno parlato, ossia "di trovare soluzioni per le famiglie" con la chiusura delle scuole e dei "problemi attinenti ai controlli sui mezzi pubblici". "Se qualcuno - ha detto - deve impedire a qualcun altro di salire su un mezzo, deve avere titolo per farlo, i dipendenti di Trenord non hanno titolo".

Che il Sud debba riaprire perché il grosso dei contagi è in Lombardia non trova d'accordo Fontana, convinto che ci si debba muovere insieme. "Io credo che la cosa debba essere valutata con attenzione, il virus è ovunque, non soltanto in Lombardia, c'è anche per esempio in Sardegna". Quindi, "bisogna andare cauti ovunque", ha sottolineato il governatore.

Secondo Fontana, "ci sono delle realtà che possono essere modificate come l'apertura di un eventuale bar in un paesino del Sud, ma le interconnessioni in Italia sono tali che non si può pensare che la vita inizi da una parte e da un'altra sia ferma". E ancora: "E' importante capire tutti che fintantoché non ci sarà un vaccino o una medicina dovremo convivere con il virus".

Quanto a Milano, "mi preoccupa sempre ma mi sembra che siamo in un momento in cui il virus sta rallentando, il contenimento ha avuto successo, i numeri stanno lentamente scendendo". "Io speravo scendessero più rapidamente ma credo che siamo nella fase calante dell'infezione", aggiunge.

Sulle zone rosse il presidente della Lombardia è "assolutamente convinto che sarebbe opportuno" dare il potere di farle ai governatori delle regioni. Nella bergamasca, "non voglio ergermi a difensore di nessuno, ma io credo che lì ormai il focolaio fosse già partito. Quando si è pensato di chiudere quella zona forse era ormai troppo tardi, ma questa è una valutazione mia. Sono convinto che in quella zona della Lombardia, il virus circolava già da più di un mese e fosse già diffuso in maniera capillare, questa è la mia convinzione. Tanto è vero che non è tanto un caso Lombardia, ma un caso Lodi, Cremona, Bergamo, Brescia e Piacenza, dove c'è stata una diffusione anomala".

Italia tecnologicamente spaccata in due. L'Istat: al Sud più di 4 famiglie su 10 non hanno pc o tablet. Per molti un problema in tempo di scuola a distanza e didattica online

La ricerca dell'Istituto di statistica sugli spazi in casa e la disponibilità di computer per bambini e ragazzi dice che nel Mezzogiorno arranca la trasformazione digitale: Calabria e Sicilia le regioni più indietro. In Trentino-Alto Adige, Lombardia e Lazio il 70% dei nuclei possiede almeno un dispositivo


Esplode la rabbia dei Pediatri Italiani: “Basta cellulari e tablet ...

Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie senza computer supera il 41%, con Calabria e Sicilia in testa (rispettivamente 46% e 44,4%), mentre è di circa il 30% nelle altre aree del Paese. A rilevarlo è l'Istat, che nella ricerca "Spazi in casa e disponibilità di computer per bambini e ragazzi" sottolinea anche come al Sud sia più elevata anche la quota di famiglie con un numero di computer insufficiente rispetto al numero di componenti.

Nelle regioni del Nord, invece, la proporzione di famiglie con almeno un computer in casa è maggiore. In particolare a Trento, Bolzano e in Lombardia oltre il 70% delle famiglie possiede un pc, e la quota supera il 70% anche nel Lazio. Nel Nord, inoltre, la quota di famiglie in cui tutti i componenti hanno un pc sale al 26,3%.

Rispetto alla dimensione del comune, la percentuale più alta di famiglie senza computer si osserva nei comuni di piccole dimensioni (39,9% in quelli fino a 2mila abitanti), la più bassa nelle aree metropolitane (28,5%). Se si considerano le famiglie con minori, la quota di quante non hanno un computer scende al 14,3%, ma le differenze territoriali risultano ancora più accentuate con valori che vanno dall'8,1% del Nord-ovest (6% in Lombardia) al 21,4% del Sud. 

Dallo stesso rapporto è emerso che nel 2018 il 27,8% delle persone vive in condizioni di sovraffollamento abitativo. Questa condizione di disagio è piu' diffusa per i minori, il 41,9% dei quali vive in abitazioni sovraffollate. Il disagio si acuisce se, oltre ad essere sovraffollata, l'abitazione in cui si vive presenta anche problemi strutturali oppure non ha bagno/doccia con acqua corrente o ha problemi di luminosità.

 La condizione di grave deprivazione abitativa riguarda il 5% delle persone residenti e, ancora una volta, è più diffusa tra i giovani. Infatti, vive in condizioni di disagio abitativo il 7% dei minori e il 7,9% dei 18-24enni. La quota, rileva l'Istat, scende al crescere dell'età fino ad arrivare all'1,8% fra le persone di 75 anni e più.

Coronavirus, la Lombardia intravede la luce. Fontana: "Raggiunto il culmine, a breve dovrebbe iniziare la discesa. Mantenere la guardia alta". E sulla circolare delle passeggiate coi bimbi: "Da noi non cambia nulla" (VIDEO)

 

 Il governatore Attilio Fontana

"Per quanto riguarda i numeri siamo nel rispetto della linea di continuità. Non esiste più incremento, siamo in piano". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, nel punto stampa giornaliero sull'emergenza coronavirus. "E' stato raggiunto il culmine" e a breve "si dovrebbe iniziare la discesa", ha aggiunto Fontana. Poi, ancora: "Quindi siamo contenti, ma invitiamo i cittadini a tenere sempre molto alta la guardia, a non abbassarla, altrimenti c'e' il rischio che il contagio riprenda. E' dunque la dimostrazioe che queste misue si stanno rivelando efficaci".

Fontana ha poi fatto sapere che ha in programma oggi pomeriggio una visita all'ospedale che l'Associazione nazionale alpini sta allestendo a Bergamo e che "dovrebbe essere inaugurato nei prossimi giorni". "È una dimostrazione della voglia di reagire dei lombardi che non si tirano indietro di fronte a nessun problema" ha aggiunto spiegando che la visita servirà a "salutare, incoraggiare e complimentarmi con i lavoratori che hanno permesso questo ulteriore miracolo, perché sia la Fiera che quello di Bergamo sono veramente due miracoli".

Riguardo la circolare del governo uscita ieri, nella quale si fa riferimento a "passeggiate con bambini piccoli", il governatore ha detto che oggi dovrebbero "uscire dei chiarimenti". "Ho parlato con il ministro dell'Interno, Luciana Lamorgese - ha spiegato Fontana -  ed e' stato chiarito che si e' trattato di un equivoco. Io oggi, con una lettera ai sindaci, ho ribadito che non cambia nulla rispetto a prima. Il contenuto dell'ordinanza regionale che scadra' il 4 aprile continua ad essere valida e fino ad allora i comportamenti che stiamo assumendo dovranno essere mantenuti". 

L'app per mappare il rischio contagio

Il vice presidente Sala ha poi lanciato un appello: "Vi chiediamo di scaricare una applicazione, 'AllertaLom', chi ce l'ha già la deve aggiornare. Oltre ai diversi servizi della Protezione Civile, c'è una sezione Coronavirus con questionario da compilare (è totalmente anonimo). Serve ai nostri virologi ed epidemiologi per mappare il rischio di contagio. Non sostituisce sistema sanitario ma per noi è molto importante".

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